mercoledì 20 luglio 2011

Tratta delle Donne in Pakistan

ASIA/PAKISTAN - Le organizzazioni criminali continuano a sfruttare donne e bambini per la tratta di esseri umani

Islamabad (Agenzia Fides) - Si stima che ogni anno, in tutto il mondo, oltre 700 mila persone siano vittime del traffico di esseri umani, considerato come la terza fonte di guadagno per le organizzazioni criminali che sottopongono le vittime a prostituzione o lavori forzati, in particolare donne e bambini. Il più grande numero di vittime viene dall'Asia, con oltre 225 mila persone all'anno provenienti dal sudest asiatico e oltre 150 mila dall'Asia meridionale. L'ex Unione Sovietica è considerata ora la più grande nuova fonte di tratta con oltre 100 mila persone all'anno provenienti da questa regione. Altri 75 mila provengono dall'Europa centrale e dell'est, oltre 100 mila da America latina e Caraibi, e oltre 50 mila dall'Africa. La maggior parte delle vittime vengono inviate in Asia, Medio Oriente, Europa occidentale e Nord America.
In Asia il Pakistan è fonte, punto di transito e di destinazione per uomini, donne e bambini soggetti a questo fenomeno. Ragazzi e ragazze vengono comprati, venduti, affittati, o rapiti per farli lavorare in circuiti organizzati, illegali, accattonaggio, lavori domestici, prostituzione, e lavori forzati nei campi. Le ragazze e le donne sono vendute per matrimoni forzati. In alcune zone del Pakistan vengono vendute come animali. Migliore è la 'condizione' della donna, più elevato è il prezzo che viene stabilito dagli acquirenti. Una volta comprate vengono tenute in prigioni private o portate in altre parti del Pakistan e all'estero per essere ri-vendute ed utilizzate per la prostituzione, lo spaccio di droga e i lavori forzati. Una volta che il proprietario non ne vuole più sapere o la donna perde la sua utilità, la vende a qualcun altro. Molte ragazze, alcune minorenni, partoriscono bambini che poi vengono venduti nei mercati.
La tratta delle donne è sempre stata presente sin dalla creazione del Pakistan. Durante la partizione, migliaia di donne furono rapite da entrambe le parti dei confini di India e Pakistan per essere vendute o costrette a prostituirsi. Dopo la creazione del Bangladesh si è verificata l'opportunità di trafficare con altre migliaia di donne. Nei periodi delle guerre, alluvioni o altri disastri naturali si registra sempre un aumento della tratta perchè dilaga la povertà, la gente è disperata e le donne vengono costrette a matrimoni con vecchi o all'espianto di organi per poter saldare i debiti. Per limitare il fenomeno, il Pakistan proibisce ogni tipo di traffico transnazionale, attraverso il Prevention and Control of Human Trafficking Ordinance (PACHTO) che prevede punizioni da 7 a 14 anni di carcere. Inoltre, il Bonded Labor System Abolition Act vieta i lavori forzati infliggendo pene che vanno dai 2 ai 5 anni di carcere o multe ai contravventori. Il Governo del paese sta seriamente lottando contro questo grave fenomeno tentando di eliminarne almeno una parte. (AP) (20/7/2011 Agenzia Fides)

Farah resta musulmana

ASIA/PAKISTAN - L'Alta Corte del Punjab chiude il caso: Farah Hatim resta nella famiglia musulmana

Bahawalpur (Agenzi Fides) - La ragazza cattolica Farah Hatim resterà con il suo marito musulmano. È quanto riferiscono fonti di Fides a Bahawalpur, dove si è tenuta oggi, 20 luglio, l'udienza davanti alla sezione locale dell'Alta Corte del Punjab. Il ricorso davanti all'Alta Corte è stato presentato dall'APMA (All Pakistan Minorities Alliance), dopo che un tribunale di primo grado aveva respinto la richiesta di incontrare la ragazza, secondo i familiari sequestrata e sposata con la forza da un uomo musulmano nella città di Rahim Yar Khan (vedi Fides 12/7/2011).
Fra le lacrime, Farah Hatim è comparsa oggi davanti al giudice dell'Alta Corte del Punjab, sezione di Bahawalpur. Alla domanda del giudice su "quale famiglia scegliesse", la ragazza, dopo un interminabile silenzio, ha risposto: "Tutte e due". La Corte ha obiettato che "ciò è impossibile", reiterando la domanda. A quel punto Farah ha scelto la sua nuova famiglia musulmana.
Cala così il sipario su un caso che ha appassionato l'opinione pubblica della comunità cristiana in Pakistan, preoccupata per gli oltre 700 casi l'anno di ragazze cristiane rapite e costrette al matrimonio islamico. Il giudice ha permesso a Farah di avere un colloquio privato con la sua famiglia di origine per 10 minuti. La ragazza, rivelano fonti di Fides, ha raccontato di essere stata in effetti "presa con l'inganno" ma ha anche confidato, visibilmente scossa, di "non poter tornare". Secondo la famiglia di Farah, i motivi della sua scelta non sono chiari: possono esserci dietro minacce di morte o intimidazioni, ma anche la possibilità che la ragazza sia incinta. In tal caso, secondo il diritto consuetudinario pakistano, Farah non può far altro che restare con suo marito, in quanto, se ripudiata, porterebbe uno "stigma eterno" e nessun uomo potrebbe più volerla al suo fianco.
"Al di là delle possibili ragioni, alla fatidica domanda del tribunale, Farah ha risposto di voler restare con il marito musulmano, segnando per sempre il suo destino. D'ora in poi la famiglia di origine non più alcuna autorità su di lei, anche secondo la legge" notano fonti di Fides.
L'Alta Corte aveva stabilito l'udienza ieri, 19 luglio, ordinando alla polizia di Rahim yar khan di prelevare la ragazza. Gli agenti ieri non hanno eseguito l'ordine, dicendo al giudice che era malata. Il giudice ha emanato una nuova ordinanza, imponendo alla polizia di condurre quest'oggi la ragazza davanti alla Corte.
In ogni caso la famiglia di Farah conferma a Fides la sua preoccupazione per le sorti della ragazza, dicendosi "non convinta" dall'esito della vicenda. Chiede per questo alla comunità internazionale di fare pressioni sul governo pakistano per riesaminare il caso. Fonti locali di Fides affermano che Farah è stata comunque vittima di una rete che porta avanti un "traffico di ragazze", con agganci nell'ospedale dove Farah lavorava e nel mondo della politica, per fornire ragazze a uomini politici in vista. (PA) (Agenzia Fides 20/7/2011)

AFRICA/MALAWI - Il Malawi scende in piazza contro la crisi economica; un missionario racconta di atti intimidatori da parte delle milizie del partito di governo

 

Lilongwe (Agenzia Fides) - Oggi, 20 luglio, è prevista la prima manifestazione generale di protesta nelle maggiori città del Malawi: Blantyre, Zomba, Lilongwe e Mzuzu. I dimostranti scendono in piazza vestiti di rosso, il colore scelto dagli animatori della contestazione.
"Ormai sono allo stremo anche la pazienza e la sopportazione proverbiale del malawiano, capace di ripetere l'antico proverbio 'Osauka satopa' (Il povero non si stanca... non serve dire sono stanco, perché tanto nessuno ti ascolta) o anche 'Akapolo sakwiya' (Lo schiavo non si arrabbia). Allora non resta altro che andare in piazza" afferma all'Agenzia Fides p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano che da decenni vive ed opera nel Paese.
P. Gamba spiega le ragioni del disagio sociale che spingono i malawiani a scendere nelle strade: "Manca la corrente elettrica per oltre sei ore al giorno. Una misura restrittiva che durerà fino a dicembre per poi riprendere a gennaio e per un intero anno. Manca il carburante diesel e la benzina, che si compra al mercato nero al doppio del prezzo, raggiungendo anche i due euro al litro. Dal 18 luglio il costo dei giornali è aumentato a 200 kwache perché è stata aggiunta una tassa del 16.5 per cento su ogni pubblicazione... Il prezzo del cibo poi aumenta giornalmente, così come i trasporti sono sempre più cari".
Il missionario nota inoltre che alla vigilia della manifestazione "sta emergendo in queste ore il volto peggiore del potere, quando sulla macchina blu del partito di governo, un manipolo di CADETS, gli squadristi di turno, con in mano i panga knife, i grandi coltelli usati nelle piantagioni per tagliare la canna da zucchero, hanno fatto un'apparizione nella centralissima Victoria Avenue di Blantyre. Uno spettacolo che ricorda i fatti del genocidio del Rwanda nel 1994. Mai una tale messa in scena era avvenuta in Malawi. Gli squadristi sono andati di proposito nei punti della città dove è più forte l'opposizione e si sono fatti vedere a limare i loro coltellacci, branditi a monito per il giorno che sta per iniziare".
"Lo stesso giorno delle manifestazioni, alla stessa ora, il presidente Bingu wa Mutharika offrirà una Lecture, come l'ha voluta chiamare, una lezione cattedratica per spiegare la sua visione politica ed economica del paese, del perché tutto vada a rotoli, ma lui ha il controllo della situazione. A una persona affamata, ma anche a chi per giorni interi ha fatto la fila per un litro di benzina... l'ultima cosa da proporre è una lezione" conclude p. Gamba.
La Conferenza Episcopale del Malawi e il Malawi Council of Churches (MCC) hanno rivolto un appello comune perché tutti si astengano dalle violenze e la polizia protegga i cittadini ed eviti azioni che possano peggiorare la situazione. I leader cristiani hanno invitato infine i fedeli a pregare per la nazione. (L.M.) (Agenzia Fides 20/7/2011)

Madrid si organizza per la GMG

EUROPA/SPAGNA - Madrid si prepara ad accogliere un milione di giovani per la GMG

Madrid (Agenzia Fides) - I giorni della GMG (Giornata Mondiale della Gioventù), quest'anno a Madrid dal 16 al 21 agosto, costituiscono grandi eventi religiosi e culturali organizzati dalla Chiesa cattolica che riuniscono attorno al Papa migliaia di giovani di tutti i continenti. Secondo la piattaforma di prenotazione "Forwardkeys" le prenotazioni aeree per Madrid per i giorni della GMG sono aumentate del 150% rispetto al 2010. Il Comune di Madrid ha stimato in 4.000 i mezzi di comunicazione provenienti dai cinque continenti che seguiranno l'evento.
L'Ente per il Turismo di Madrid organizza per l'occasione tre visite guidate specifiche: "Madrid imprescindibile nella GMG" per le persone con disabilità, "Madrid Pontificia" e "Le Chiese di Madrid" in cui si visitano gli edifici legati alla Chiesa e al Papato, oltre a conventi e parrocchie. "Giornata Mondiale della Gioventù 2011" e "Madrid per te, il patrimonio ecclesiastico" sono invece i titoli di due pubblicazioni di benvenuto offerte ai pellegrini che riportano informazioni utili sulla capitale. Nei punti fissi di informazione turistica è stato aggiunto un banco di informazioni specifiche sulla GMG e saranno creati nuovi punti all'approssimarsi di questo evento.
Il comune di Madrid ha organizzato anche eventi culturali di carattere spirituale, come l'esposizione "Moved, commosso dalla bellezza" che raccoglie i motivi ispiratori dell'architetto Antonio Gaudi, o l'itinerario speciale che offre il Museo del Prado con dipinti importanti dove è raffigurata l'immagine di Cristo. (CE) (Agenzia Fides 20/07/2011)

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Nuovi Catechisti

Dal 22 luglio un corso per nuovi catechisti   versione testuale
Una tre giorni di formazione sul tema «Lo condusse da Gesù»

UDINE (15 luglio, ore 13.15) - Diverse sono le iniziative che l’Arcidiocesi di Udine, nelle sue varie articolazioni, ha messo in programma in questo tempo di estate. Tra le proposte formative diocesane spicca quella dell’Ufficio diocesano per l’iniziazione cristiana e la catechesi: una «tre giorni» di formazione di base, pensata per chi sta per diventare catechista e per chi lo è già da qualche tempo, ma sente il bisogno di chiarire meglio la propria identità, missione e metodologia di lavoro.

Il corso si terrà da venerdì 22 a domenica 24 luglio al seminario di Castellerio. Il tema su cui si svilupperà è «Lo condusse da Gesù» (Gv, 1,42).
Interessanti gli argomenti che verranno affrontati in 6 tempi di formazione. Perché evangelizzare? La nostra missione oggi; chi è il catechista? Testimone, educatore, maestro; le competenze necessarie; cos’è la catechesi? Il cammino dell’iniziazione cristiana; quali esperienze, quali contenuti? Gesù come centro e la vita cristiana; in che modo accompagnare? Elaborare un progetto catechistico; da soli o insieme? L’alleanza tra gruppo catechistico, comunità e famiglie.
Relatori don Alessio Geretti, direttore dell’Ufficio diocesano per l’iniziazione cristiana e la catechesi;  mons. Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico di Roma; don Roberto Gabassi, già direttore dell’Ufficio catechistico di Udine.

Il programma è costruito in modo da consentire la scelta tra due possibilità: la partecipazione residenziale (pernottamento e pensione completa), o la partecipazione pendolare (rientrando a casa la sera). Si consiglia di vivere il corso interamente: anche pernottare insieme può favorire un clima di fraternità e di più intensa immersione spirituale. 

Per informazioni contattare l’Ufficio diocesano per l’iniziazione cristiana e la catechesi ai numeri: 0432/414515 – 414571 – 414516 o tramite e-mail scrivendo a: uff.catechistico@diocesiudine.it

Chiabà 100 anni

Solenne festa per ricordare Chiabà


A 100 anni dalla morte dell’ideatore della casa di riposo(clicca per leggere l'articolo del Messaggero Veneto)