sabato 30 giugno 2012

Giairo e Gesù


Con il Vangelo sul lago di Tiberiade - condotto da padre Giuseppe De Nardi More
VATICANO - Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: la comunità cristiana incoraggiata "a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell'annuncio del suo Vangelo"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - I Santi Apostoli Pietro e Paolo, "colonne della Chiesa nascente", "testimoni insigni della fede, hanno dilatato il Regno di Dio con i loro diversi doni e, sull'esempio del divino Maestro, hanno sigillato col sangue la loro predicazione evangelica. Il loro martirio è segno di unità della Chiesa". Lo ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI all'Angelus di venerdì 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. "Facendo memoria della loro luminosa testimonianza, noi ricordiamo gli inizi venerandi della Chiesa che in Roma crede, prega ed annuncia Cristo Redentore - ha detto il Pontefice -. Ma i Santi Pietro e Paolo brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore di tutti i credenti che, illuminati dal loro insegnamento e dal loro esempio, in ogni parte del mondo camminano sulla via della fede, della speranza e della carità. In questo cammino di salvezza, la comunità cristiana, sostenuta dalla presenza dello Spirito del Dio vivo, si sente incoraggiata a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell'annuncio del suo Vangelo agli uomini di ogni tempo".
Quindi il Santo Padre ha proseguito: "In questo fecondo itinerario spirituale e missionario si colloca anche la consegna del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti, che ho compiuto stamani in Basilica. Un rito sempre eloquente, che pone in risalto l'intima comunione dei Pastori con il Successore di Pietro e il profondo vincolo che ci lega alla tradizione apostolica. Si tratta di un duplice tesoro di santità, in cui si fondono insieme l'unità e la cattolicità della Chiesa: un tesoro prezioso da riscoprire e da vivere con rinnovato entusiasmo e costante impegno."
Il Santo Padre ha celebrato la Messa nella Basilica Vaticana con gli Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio, alla quale ha partecipato una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, e "The Choir of Westminster Abbey" ha animato la Liturgia assieme alla Cappella Sistina. Nell'omelia il Pontefice ha sottolineato che "Pietro e Paolo, benché assai differenti umanamente l'uno dall'altro e malgrado nel loro rapporto non siano mancati conflitti, hanno realizzato un modo nuovo di essere fratelli, vissuto secondo il Vangelo, un modo autentico reso possibile proprio dalla grazia del Vangelo di Cristo operante in loro. Solo la sequela di Gesù conduce alla nuova fraternità: ecco il primo fondamentale messaggio che la solennità odierna consegna a ciascuno di noi". Quindi, soffermandosi tra l'altro sul significato della spada con cui la tradizione iconografica raffigura san Paolo, ha spiegato: "noi sappiamo che questa rappresenta lo strumento con cui egli fu ucciso. Leggendo, però, gli scritti dell'Apostolo delle genti, scopriamo che l'immagine della spada si riferisce a tutta la sua missione di evangelizzatore. Egli, ad esempio, sentendo avvicinarsi la morte, scrive a Timoteo: 'Ho combattuto la buona battaglia' (2 Tm 4,7). Non certo la battaglia di un condottiero, ma quella di un annunciatore della Parola di Dio, fedele a Cristo e alla sua Chiesa, a cui ha dato tutto se stesso. E proprio per questo il Signore gli ha donato la corona di gloria e lo ha posto, insieme con Pietro, quale colonna nell'edificio spirituale della Chiesa." (SL) (Agenzia Fides 30/06/2012)

Il diacono Alberto

Chiesa udinese in festa per il nuovo diacono Alberto   versione testuale
Mons. Mazzocato: Non stanchiamoci di chiedere al Signore nuove vocazioni

UDINE (30 giugno, ore 8) - «È una grazia particolare per Alberto ricevere l’ordinazione diaconale sotto l’intercessione dei santi Pietro e Paolo che invocheremo anche nelle litanie dei santi. In essi egli ha anche il più alto esempio di cosa significhi diventare ministri di Cristo e della Chiesa mediante il sacramento dell’ordine sacro». Queste le parole con cui venerdì sera nella Cattedrale di Udine l'arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato si è rivolto ai fedeli nell'omelia (TESTO) della celebrazione di ordinazione del nuovo diacono, Alberto Zanier.
 
«Ricevendo questo sacramento – ha detto mons. Mazzocato –, nel suo primo grado, Alberto consacra per sempre tutta la sua persona e la sua giovane vita a Gesù, alla Chiesa e alla sua missione».
 
23 anni, di Piano d'Arta, Alberto è cresciuto in un ambiente familiare nutrito, con i genitori e due sorelle che sono già sposate e hanno dei bambini. Entrato in seminario a 18 anni, da due anni presta servizio a Gemona del Friuli, poi ha svolto servizio di pastorale vocazionale in tutta la diocesi. Da quest'anno, inoltre, è animatore della comunità di Sant'Andrea, dove segue e accompagna chi desidera entrare in Seminario.
 
«Alberto – ha ricordato l'Arcivescovo – fin da piccolo, ha imparato a rispondere alla domanda di Gesù: “Tu chi dici che io sia? Chi sono per te?”. Ha imparato la risposta in famiglia, dall’insegnamento e dall’esempio di bravi sacerdoti che lo hanno guidato e, negli anni più recenti, nella formazione in Seminario. Ha imparato a fare, come Pietro, la sua professione di fede: “Tu sei il Cristo, il Figlio del io vivente? Tu Gesù, sei il centro e il Signore della mia vita”. Con l’ordinazione diaconale, Gesù gli risponde: “Consegna a me definitivamente la tua vita perché ne ho bisogno per la mia Chiesa, per la mia Chiesa che ho in Udine. Ho bisogno di chi annunci il Vangelo, di chi offra ai fratelli la mia grazia mediante i sacramenti, che porti la mia compassione ai più poveri».
 
Al termine dell'omelia mons. Mazzocato non ha dimenticato di invocare il Signore per il dono di nuove vocazioni. «Non stanchiamoci – ha concluso – di chiedere al Padrone della messe che giungano altri giovani chiamati come Alberto al ministero consacrato diaconale e sacerdotale perché la Chiesa di Udine ne ha bisogno».

venerdì 29 giugno 2012

Nuovo diacono a Udine



E’ il carnico Alberto Zanier, che sarà ordinato venerdì in Cattedrale dall’arcivescovo Mazzocato


Chiesa udinese in festa per l’ordinazione di un nuovo diacono in vista del presbiterato. E’ il carnico Alberto Zanier che riceverà il primo grado dell’ordine sacro venerdì 29 giugno, solennità dei Santi apostoli Pietro e Paolo, alle 19 nella Cattedrale di Udine dall’Arcivescovo Andrea Bruno Mazzoccato. Il sentimento che segna l’attesa di questo importante momento è “di grande gioia – sottolinea don Dino Bressan, rettore del Seminario interdiocesano di Castellerio – perché anche quest’anno uno dei figli di questa Chiesa diventa diacono e, quindi, si colloca sulla scia di una continuità di ministri che il Signore ha donato al popolo di Dio”.

Alberto Zanier, 24 anni, è della parrocchia di Santo Stefano protomartire in Piano d’Arta; in questa comunità, dove vive assieme ai genitori e a due sorelle, è cresciuto come persona, come cristiano e ha maturato la sua scelta di disponibilità totale al Signore nel ministero presbiterale. Dopo aver raggiunto la tappa dell’ordinazione diaconale svolgerà il suo servizio pastorale nella Parrocchia di santa Maria Assunta in Gemona del Friuli dove attualmente è impegnato.

Sappade furlane

Sappada al Friuli. Il Consiglio regionale del Veneto dice sì   versione testuale
42 voti favorevoli. Ok all'unanimità anche al passaggio di Cinto Caomaggiore

UDINE (28 giugno, ore 18) - Il Consiglio regionale del Veneto ha detto sì, per quanto di sua competenza, al passaggio di Sappada e Cinto Caomaggiore al Friuli. L’assemblea ha infatti approvato le mozioni, presentate da tutti i gruppi, affiché il parlamento legiferi per il passaggio di Regione, secondo quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 132 della Costituzione italiana. I voti per Sappada sono stati  42 sì e un no, per Cinto c’è stata l’unanimità di 37 voti.

Durante il dibattito sono stati riconosciuti i motivi storici e culturali che legano Sappada al Friuli e anche dal Pdl, che pure è stato critico nel passato rispetto ad altre richieste di passaggio di Regione, si sono riconosciute le buone ragioni di Sappada.  
AFRICA/NIGERIA - 18 morti negli scontri tra forze di sicurezza e Boko Haram nel nord della Nigeria

Abuja (Agenzia Fides) - È di 18 morti il bilancio dei violenti scontri ingaggiati il 26 giugno a Kano (nel nord della Nigeria) tra le forze di sicurezza e un gruppo di appartenenti alla setta islamica Boko Haram. Negli scontri sono morti un poliziotto e 17 uomini della Boko Haram, altri 3 sono stati arrestati. Secondo un portavoce della polizia, il gruppo aveva l'intenzione di assalire la prigione di Goron Dutse, al fine di liberare i detenuti. Oltre alla prigione sono state prese d'assalto alcune stazioni di polizia. I militari e i poliziotti hanno risposto al fuoco, sventando gli assalti. Nel corso delle operazioni sono state recuperate armi, munizioni ed ordigni esplosivi artigianali (IED).
Il commissario di polizia Ibrahim Idris, ha affermato che "le preghiere collettive dei musulmani e dei cristiani" hanno permesso di far fallire un altro attacco lanciato dai terroristi contro stazioni di polizia e altri edifici delle forze di sicurezza. La setta Boko Haram ha intensificato gli attacchi contro le forze dell'ordine e i luoghi di culto cristiani. I Vescovi nigeriani (vedi Fides 26/6/2012) hanno da tempo lanciato l'allarme sul clima di odio e di violenza suscitato dagli atti di terrorismo che potrebbe far sprofondare la Nigeria in una spirale di scontri intercomunitari. (L.M.) (Agenzia Fides 28/6/2012)

giovedì 28 giugno 2012

Domenica 1 luglio 2012


    XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Sap 1,13-15; 2,23-24)
Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo.

Dal libro della Sapienza

Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono portatrici di salvezza,
in esse non c’è veleno di morte,
né il regno dei morti è sulla terra.
La giustizia infatti è immortale.
Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 29)
Rit: Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.


Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

SECONDA LETTURA (2Cor 8,7.9.13-15)
La vostra abbondanza supplisca all’indigenza dei fratelli poveri.


Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa.
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno».

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia
.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 5,21-43)
Fanciulla, io ti dico: Àlzati!


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Parola del Signore.


PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, stimolati dalla Parola di vita che abbia­mo ascoltato e spezzato, presentiamo le nostre invocazioni al Padre con uno sguardo attento verso le necessità dei fratelli del mondo intero.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Signore della vita, ascoltaci!

1.     Perché la Chiesa proclami il Vangelo ad ogni creatura e renda testimonianza al Dio della vita mediante la fede nella risurrezione. Preghiamo.

2.     Perché sappiamo leggere i segni del tempo e siamo disposti a condividere i no­stri beni con coloro che sono nel bisogno. Preghiamo.

3.     Perché coloro che hanno responsabilità in ambito pubblico sappiano opera­re per il bene di tutti. Preghiamo.

4.     Perché sappiamo prenderci cura degli ammalati e delle persone che soffrono la solitudine. Preghiamo.

5.     Perché sappiamo dimostrare la nostra solidarietà e condivisione a coloro che si confrontano da vicino con la realtà della morte. Preghiamo.

6.     Perché gli studenti ancora impegnati con gli esami possano superare la prova e prepararsi nel miglior modo possibile ad affrontare la vita. Preghiamo.

7.     Perché quanti si rendono complici, a ogni livello, dell’aborto, dell’eutanasia, della prostituzione, dello spaccio di stupefacenti e di ogni forma di distruzione della vita, trovino la via della conversione. Preghiamo.

8.     Perché il riposo estivo e il divertimento non divengano occasione per mette­re in serio pericolo la vita propria e altrui, ma diventino esperienza di ristoro e di maturazione nella fede. Preghiamo.

9.     Perché la coscienza delle risorse limitate della terra e l'evidenza di fenomeni nocivi alla vita stimolino scelte e azioni responsabili verso la natura. Preghiamo.

C – O Padre, ascolta il grido dei tuoi figli che si eleva a te e fa’ che questo nostro mondo, apparentemente votato alla morte, sappia scorgere in ogni istante la luce pasquale che si irradia a noi dal tuo Figlio unigenito, vincitore del peccato e della morte. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.  T - Amen.








mercoledì 27 giugno 2012

I gruppi armati dell'opposizione hanno scelto di arroccarsi nei quartieri cristiani perché sono formati da un dedalo di viuzze

ASIA/SIRIA - Situazione disperata per le famiglie cristiane a Homs, dove ormai è guerriglia urbana

Damasco (Agenzia Fides) - Si fa terribile la situazione dei civili nel centro storico di Homs. I circa 400 civili cristiani, intrappolati nel quartieri di Hamidiyeh e Bustan Diwan insieme con altri 400 civili musulmani sunniti, lanciano un grido disperato tramite i sacerdoti siriani, delle diverse Chiese cristiane presenti a Homs, che i civili riescono a contattare. Come confermato a Fides dai sacerdoti siriani di Homs p. Abdallah Amaz, p. Michel Naaman e p. Maxime El Jamale, si tratta di famiglie siro-cattoliche, greco-cattoliche e greco-ortodosse, che vivono nascoste e sperano di poter uscire vive da una situazione che si fa sempre più dura e pericolosa. Nei giorni scorsi la Croce Rossa Internazionale e la Mezzaluna Rossa, dopo lunghi negoziati fra le parti in lotta, erano riuscite a ottenere un cessate-il-fuoco, con la speranza di poter entrare nell'area ed evacuare i civili dai quartieri di Khalidiyah, Hamidiyeh e Bustan Diwan. Ma la tregua non è stata rispettata ed è stato impossibile portare avanti le operazioni umanitarie.
"I civili non possono uscire dai loro nascondigli e sono terrorizzati. C'è un solo panificio funzionante e solo alcuni, sfidando la sorte, escono una volta al giorno per procurare cibo. Alcuni dei civili si trovano in luoghi vicini a dove sono arroccati i miliziani armati" spiegano le fonti di Fides a Homs. I gruppi armati dell'opposizione hanno scelto di arroccarsi nei quartieri cristiani perché sono formati da un dedalo di viuzze, dove non possono entrare mezzi militari pesanti. Intanto la truppe dell'esercito siriano, da circa tre giorni, sembrano aver cambiato strategia: invece di bombardamenti indiscriminati, penetrano nella "zona calda" con piccole unità militari, tramite un varco nelle vicinanze del quartiere di Khalidiyah, area dove risiedono altre 1.000 famiglie di civili musulmani sunniti. I soldati cercano di stanare i gruppi ribelli in quella che si prospetta, d'ora in poi, come una vera e propria guerriglia urbana. Un civile di Khalidiyah è stato ferito ieri dal fuoco incrociato. Molti altri, avvertono le fonti di Fides, potrebbero restarne vittime. (PA) (Agenzia Fides 27/6/2012)
218 mila euro per la cooperazione sociale.
Comune per comune tutti i fondi assegnati   versione testuale
Piuzzi: «Serviranno per convenzioni in vista dell’occupazione per persone svantaggiate»

UDINE (26 giugno, ore 11.15) - Un altro aiuto concreto da parte della Provincia di Udine nel settore della cooperazione sociale: la giunta ha stanziato nuovi fondi per 218 mila euro ai Comuni che hanno già stipulato convenzioni con il terzo settore con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate. “Si tratta di una nuova tranche – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Adriano Piuzzi – che si aggiunge agli oltre 720 mila euro già assegnati alle cooperative sociali per una spesa complessiva che ha impegnato la Provincia per un totale di quasi 960 mila euro, a dimostrazione che il nostro ente guarda con priorità alle possibilità lavorative per quanti versano in condizioni di difficoltà e non riescono a trovare un’occupazione”.
 
Questi interventi economici sono possibili in virtù della legge regionale 20 del 2006 “Norme in materia di cooperazione sociale”, ed in particolare dell’articolo 11, comma 1, che prevede tra le funzioni spettanti alle Province la concessione ai comuni di finanziamenti destinati all’incentivazione del mondo delle imprese sociali.
L’assegnazione dei contributi a favore degli enti pubblici per le convenzioni ha dovuto attendere il via libera alla variazione di bilancio per il riparto dei fondi. Entro il 31 marzo di quest’anno sono giunte 22 domande di finanziamento da parte di enti pubblici  per la definizione degli accordi in convenzione con l’imprenditoria sociale: la prevalente tipologia è l’affidamento di servizi di pulizia e di manutenzione delle strade comunali e aree verdi.

Nelle casse del Comune di Udine entreranno circa 84 mila euro, che coprono ben 5 progetti, per varie tipologie di servizi (dalla pulizia dei locali scolastici usati per il servizio di assistenza al doposcuola alle pulizie in impianti sportivi; dalla pulizia e custodia nelle palestre di scuole secondarie di primo grado alle medesime mansioni espletate nelle scuole primarie); al Comune di Artegna sono stati stanziati poco meno di 9 mila euro (per le pulizie nella sede municipale e biblioteca comunale); a Bagnaria Arsa 6 mila 500 euro (pulizia marciapiedi e aree verdi, servizio di aiuto cuoca); a Cercivento 2 mila 700 euro (manutenzione del verde pubblico comunale); a Cividale del Friuli 16 mila euro (pulizia dei locali di proprietà del Comune); a Codroipo poco più di 34 mila euro (pulizia fabbricati comunali); a Dignano poco meno di 6 mila euro; a Manzano 2 mila 200 euro circa, a Pagnacco circa 3 mila 500 euro, a Pradamano poco più di 7 mila euro, a Premariacco 3 mila 500 euro; a Reana del Rojale quasi 8 mila euro (servizio di sfalcio, sfrondatura di cigli e fossi di strade comunali; servizio cimiteriale, di manutenzione e pulizia aree interne), a Rive d’Arcano 8 mila 600 euro; all’Ambito socio-assistenziale del tarcentino quasi mille 700 euro; a Tavagnacco poco più di 2 mila euro (servizio gestione centro di raccolta comunale di via Rizzolo); infine al Consorzio della Comunità collinare del Friuli stanziati, per la sede di Colloredo di Monte Albano, 6 mila euro per il servizio di pulizia della sede consortile e al C.A.M.P.P Consorzio per l’assistenza medico psicopedagogica, per la sede di Cervignano del Friuli, 17 mila euro (servizi di pulizia dei locali sede dei servizi dell’ente).
 
 

Laguna di Marano e Grado: situazione critica, intervenga il Governo

Ad invocare l'aiuto delle massime autorità nazionali sono i sindaci di Torviscosa e San Giorgio di Nogaro, Roberto Fasan e Pietro Del Frate. A rischio la stabilità della zona industriale dell'Aussa-Corno e 5000 posti barca

martedì 26 giugno 2012

La conferma dal Ministero: salvo il centro latte Torvis


La produzione dello stabilimento si aggira sulle 75 mila tonnellate giornaliere di latte fresco dal lunedì al giovedì e altri 100 mila il venerdì Clicca qui

sabato 23 giugno 2012

AFRICA/NIGERIA - Boko Haram minaccia altri attentati: pronti 300 kamikaze

Abuja (Agenzia Fides) - E' allarme nella comunità cristiana in Nigeria dopo che il gruppo terrorista Boko Haram, autore di numerosi recenti attentati contro le chiese cristiane, ha minacciato di compiere nuovi attentati per rendere giugno "il mese più sanguinoso per i cristiani".
Il gruppo ha detto di aver addestrato circa 300 kamikaze pronti ad attaccare le chiese cristiane negli stati di Plateau e Kaduna (Nigeria meridionale). Il gruppo afferma di aver reclutato i figli e le figlie dei musulmani uccisi durante gli ultimi conflitti settari, fornendo armi e bombe fabbricate in Mauritania e in Somalia. Boko Haram ha annunciato, inoltre, attacchi a edifici governativi negli stati di Kano, Kaduna, Yobe e Gombe, nonchè un grande attacco dimostrativo sul territorio della Capitale Federale, cioè nella capitale Abuja, per mostrare al mondo che "le forze di sicurezza nigeriane non riusciranno a fermarci".
Nelle scorse settimana, le autorità hanno disposto il coprifuoco per ristabilire l'ordine, come avvenuto negli stati di Yobe e Kaduna, con successo variabile. Le Chiese cristiane chiedono maggiore protezione anche in cinque stati della Nigeria settentrionale e centrale, oggetto di attacchi in passato. In una nota inviata a Fides, l'Ong Christian Solidarity Worldwide (CSW), invita le autorità "a rispondere a tali minacce, rafforzando la protezione dei civili innocenti, per disinnescare qualsiasi rischio di rappresaglie". Secondo il Ong "Boko Haram ha nuovamente mostrato i suoi legami con Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) e con le milizie Al Shabaab in Somalia", dunque "è un fenomeno che va oltre i confini della Nigeria: è essenziale la cooperazione internazionale per distruggerne finanziatori, sostenitori e la rete di formazione". (PA) (Agenzia Fides 23/6/2012)




Presentato dall’arcivescovo Fisichella il calendario delle celebrazioni 



Parteciperà personalmente a ventuno grandi eventi dedicati, ogni mercoledì proporrà una catechesi sulla fede, ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa — approvata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti — di un formulario di una messa speciale per la nuova evangelizzazione. Benedetto xvi sta già vivendo nello spirito dell’Anno della fede, annunciato con la lettera apostolica in forma di motu proprio Porta fidei dell’11 ottobre 2011, nella quale aveva ribadito tra l’altro una delle scelte fondamentali del suo personale ministero: «l’esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo». 
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venerdì 22 giugno 2012

Canale di Panama made in Friûl


Le paratoie della Cimolai nascono a San Giorgio di Nogaro. Una commessa da 350 milioni di euro e tanta tecnologia Clicca Qui
Una firma per la riforma elettorale
Il 23 e il 24 giugno sostieni la campagna promossa dal Movimento politico per l'unità e da Umanità Nuova, espressione sociale del Movimento dei focolari
di Paolo Lòriga 

Prendete nota! Sabato 23 e domenica 24 giugno: una firma per sostenere la campagna "EleggiAMO l’Italia" (www.mppu.org) che ha lo scopo di far sentire ai parlamentari la pressione dei cittadini del loro collegio e convincerli ad adoperarsi per riformare la disastrosa normativa elettorale vigente. Si parla di elezioni anticipate e di riforme costituzionali, mentre deputati e senatori restano immobili sul tema più sentito dai cittadini, quello della riforma elettorale per evitare di andare al voto con una legge che consente di determinare un Parlamento di nominati e non di eletti.

L’impegno è firmare e far firmare nelle piazze di tantissime città. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Movimento politico per l’unità e Umanità Nuova, espressioni dei Focolari, che hanno fatto della riforma della legge elettorale un obiettivo politico del loro "Progetto Italia",un programma che Città Nuova accompagna e seguirà in tutto il suo iter.

Per avere maggiore rappresentatività del Parlamento, superando le attuali liste bloccate; una maggiore governabilità e stabilità di governo; per una regolamentazione per legge dei partiti, che garantisca democrazia interna e trasparenza di bilancio: ci vediamo in piazza!

(da Città Nuova dell’11 giugno 2012)

Due Post sulla Siria:rispettate la tregua umanitaria e le parole del Papa sono un aiuto

ASIA/SIRIA - Appello da Homs: "Rispettate la tregua umanitaria"

Homs (Agenzia Fides) - Un forte appello a rispettare la tregua umanitaria a Homs giunge all'Agenzia Fides da rappresentanti della comunità cristiana, leader civili e notabili musulmani sunniti della città. Le famiglie intrappolate nella città vecchia hanno ancora la speranza che ai team della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ieri respinti a colpi di arma da fuoco, sia consentito di portare aiuti umanitari e di far evacuare i civili. Come riferiscono fonti di Fides a Homs, ci sono due aree distinte da considerare nella città vecchia: quella dei quartieri Hamidiyeh and Bustan Diwan, dove si trovano 800 civili intrappolati, 400 cristiani e 400 musulmani sunniti; le aree di Al Khalidiya and Al Qoussour, poco distanti, dove vi sono circa 1.000 famiglie musulmane. Fonti di Fides a Homs notano che la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa hanno parlato, finora, solo dei civili bloccati in Al Khalidiya and Al Qoussour, mentre la situazione è molto grave anche per le donne, gli anziani, i malati, i bambini di Hamidiyeh e Bustan Diwan. Interpellato da Fides, un portavoce della Croce Rossa a Ginevra, Bijan Farnoudi, ha detto che "la Croce Rossa, presente a Homs, sta cercando di entrare nella città vecchia. I quartieri menzionati sono quelli su cui avevamo informazioni, non faremo alcuna differenza e cercheremo di salvare tutti i civili".
Intanto i preti cristiani di Homs, che ricevono giornalmente notizie dalle famiglie intrappolate, riferiscono a Fides che "la situazione degenera di ora in ora: le famiglie sono terrorizzate, disperate, strette fra spari, carenza di cibo e medicine". (PA) (Agenzia Fides, 22/6/2012)

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ASIA/SIRIA - Il Vescovo caldeo di Aleppo: "Le parole del Papa sono un aiuto a cercare strade di pace"

Aleppo (Agenzia Fides) - "L'urgenza per noi è una riconciliazione nazionale. La situazione è grave, occorre riattivare i fili del dialogo. La Siria è sempre stata un esempio di convivialità e oggi deve ritrovare il suo volto pacifico di terra araba, cristiana e musulmana": è quanto dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Antoine Audo SJ, Vescovo cattolico caldeo di Aleppo, commentando l'appello di Papa Benedetto XVI per la pace in Siria, lanciato in occasione dell'assemblea della ROACO (Riunione delle Opere d'Aiuto alle Chiese Orientali), che comprende le agenzie umanitarie cattoliche impegnate a sostenere le Chiese orientali.
Il Vescovo gesuita dice a Fides: "L'appello del Papa è molto interessante e commovente. Come cristiani siriani, ne siamo profondamente colpiti. Dalle sue parole traspare un desiderio forte di pace. Il Papa ha usato il verbo 'perseverare': per noi vuol dire non avere paura delle difficoltà e cercare con determinazione strade di pace. E' un forte incoraggiamento. Chiediamo la fine della violenza e preghiamo per pace. Confidiamo nell'aiuto della Santa Sede perché a livello internazionale si possa promuovere la pace in Siria". Sui cristiani in Siria, il Vescovo ricorda che "la nostra presenza come Chiesa di lingua araba e di cultura orientale, capace di convivere con l'islam, è molto importante per il Medio Oriente e per la Chiesa universale". (PA) (Agenzia Fides 22/6/2012)

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847 - Servizio di Mariachiara Salvi - Nell'Alta Galilea, il kibbutz di Sasa mette in scena il Berretto a Sonagli di Pirandello sotto la guida di Edna Calo Livne. Manifesto di critica della società, scuotendo le convenzioni sociali desta l'interrogativo sui valori umani che fondano le relazioni. More

Ciriani, arriva l’investitura
ora ripartono i dragaggi


Commissario a tempo: da Roma arriva il via libera per il vicepresidente. Le opere per liberare i canali invocate dagli imprenditori possono essere avviate Clicca Qui


Il rapporto annuale sul traffico degli esseri umani: 27 milioni di persone vivono in condizione di schiavitùClicca qui

Un nuovo diacono friulano a Roma

Matteo Collini diacono, sabato l'ordinazione a Roma   versione testuale
Il giovane friulano è membro della Fraternità dei Missionari di San Carlo Borromeo

UDINE (21 giugno, ore 17) - Sabato 23 giugno, alle ore 15.30, nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ordinerà sei sacerdoti e nove diaconi della Fraternità sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo. Tra questi ultimi anche il friulano Matteo Collini.

La Fraternità San Carlo, nata nel 1985 su ispirazione di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione, è oggi presente con 24 case in 15 Paesi del mondo.
Ha 110 preti e 50 seminaristi.
 


giovedì 21 giugno 2012

ASIA/SIRIA - Tregua a Homs, ma i civili non possono ancora lasciare la città

Homs (Agenzia Fides) - E' tregua fra esercito siriano e ribelli: dopo lunghi e difficili negoziati, è stato raggiunto un accordo di cessate-il-fuoco per consentire l'uscita dei civili intrappolati a Homs. Tuttavia, riferiscono fonti di Fides a Homs, l'evacuazione non è ancora iniziata perché i ribelli non hanno ancora dato il "via libera", mentre testimoni locali riferiscono di colpi di mortaio sulla città anche questa mattina. Secondo l'accordo, la tregua dovrebbe durare per l'intera giornata di oggi e poi, nei prossimi giorni, per due ore al giorno, al mattino. Nel negoziato fra le parti sono coinvolte la Croce Rossa Internazionale, la Mezzaluna Rossa e alcuni sacerdoti cristiani vicini alle famiglie dei civili intrappolati, esponenti del movimento interreligioso per la riconciliazione "Mussalaha". Come riferiscono fonti di Fides a Homs, i civili sono circa 800 (400 cristiani e 400 musulmani sunniti). nei quartieri di Hamidiyeh e Bustan Al Diwan, A costoro di aggiungono altre mille famiglie, tutte musulmane, che si trovano nell'area di Khalidiyeh, ma anche di Warcheh e Salibi.
I civili sono assistiti da alcuni sacerdoti cristiani cattolici e ortodossi, che intendono facilitare le operazioni di salvataggio. "La tregua ci dà una speranza, ci appelliamo ora a tutti perché possa iniziare la sospirata uscita dei civili, fra i quali donne, bambini sotto i dieci anni, anziani bisognosi di cure" dice a Fides il sacerdote greco cattolico p. Abdallah Amaz, che si trova ad Homs.
Da altri quartieri della città, intanto, molte famiglie stanno fuggendo, trasferendosi soprattutto a Jaramana, area residenziale alle porte di Homs, a maggioranza cristiana e drusa. La Chiesa siriana ha lanciato un appello per l'assistenza di almeno 500 famiglie di profughi cristiani fuggiti da Homs nei mesi scorsi, che hanno trovato rifugio a Marmarita, vicino al confine libanese, per i quali si sta facendo ogni sforzo per fornire cibo, alloggio temporaneo e assistenza medica. (PA) (Agenzia Fides 21/6/2012)

mercoledì 20 giugno 2012

Estate 2012 a san Giorgio di Nogaro



"La preghiera genera uomini e donne animati non dall'egoismo, dal desiderio di possedere, dalla sete di potere, ma dalla gratuità, dal desiderio di amare, dalla sete di servire, animati cioè da Dio; e solo così si può portare luce nel buio del mondo". Lo ha detto il Papa questa mattina nel corso dell'udienza generale tenuta in Aula Paolo VI, davanti a più di 9 mila pellegrini, proseguendo la serie di catechesi sulla preghiera degli apostoli.
Analizzando l'inno di benedizione col quale San Paolo apre la sua Lettera agli Efesini, Benedetto XVI ha spiegato che è un perfetto esempio per noi di preghiera di lode e ringraziamento, perché se è giusto chiedere aiuto nella preghiera, "dobbiamo anche ringraz ... More

Individuare i finanziatori e gli ispiratori di questa campagna di violenza

AFRICA/NIGERIA - "Boko Haram ha dichiarato guerra ai cristiani, ma non rappresenta l'intero Islam nigeriano" dice Mons. Kaigama

Abuja (Agenzia Fides) - "È corretto affermare che Boko Haram è contro i cristiani e la religione cristiana, ma stiamo attenti a non confondere questa setta con l'intera popolazione musulmana della Nigeria, con la quale cerchiamo di mantenere buoni rapporti" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando la dichiarazione della Christian Association of Nigeria (CAN, associazione che riunisce le principali confessioni cristiane nigeriane tra le quali la Chiesa cattolica) che afferma che "Boko Haram ha dichiarato guerra ai cristiani". "La dichiarazione della CAN è corretta, ma non è corretto affermare che i l'intera popolazione musulmana nigeriana sia contro i cristiani" precisa Mons. Kaigama.
Negli ultimi giorni Boko Haram ha colpito in diverse aree settentrionali della Nigeria. A Kaduna, capitale dell'omonimo Stato dove domenica 17 giugno 3 chiese sono state attaccate, è stato ristabilito il coprifuoco di 24 ore, mentre a Damaturu, capitale dello Stato di Yobe, almeno 40 persone sono morte in una serie di scontri, durati ore, tra forze di sicurezza e membri della setta islamica.
Di fronte a questa ondata di violenza Mons. Kaigama invita tutti a mantenere il sangue freddo. "Boko Haram - afferma l' Arcivescovo di Jos - ha una struttura formata non solo da fanatici disposti a sacrificare la propria vita per dare la morte agli altri, ma anche da sponsor, alcuni dei quali sono stranieri. Dobbiamo chiedere alle nostre forze di sicurezza di individuare i finanziatori e gli ispiratori di questa campagna di violenza. Purtroppo però, al momento, non sono state in grado di farlo" conclude il Presidente della Conferenza Episcopale nigeriana. (L.M.) (Agenzia Fides 20/6/2012)

martedì 19 giugno 2012

V Giornata per i volontari di Terra Santa


Il tradizionale incontro tra il Custode e i volontari che operano a favore di progetti in Terra Santa, arrivato alla V edizione, sarà legato all'attualità e alle prospettive per le comunità cristiane di fronte alla Primavera arabaCLICCA QUI

lunedì 18 giugno 2012



In questa intervista, tratta dal Dvd "Sulle strade di Ignazio", Massimo Giletti, conduttore televisivo, racconta qual è per lui la responsabilità di un personaggio pubblico. "Con la tua parola puoi aiutare gli altri a riflettere, a ragionare. Non bisogna aver paura di farsi il segno della Croce, di raccontare che si va a Messa. Non sono tempi di compromesso, se credi non devi avere paura di dirlo".

Quella di Massimo Giletti è la decima di una serie di testimonianze di attori e personaggi dello spettacolo (da Claudia Koll a Lino Banfi, da Gianluca Guidi a Giuliana Lojodice) sul tema della fede, raccolte da Nova-T, il centro di produzioni televisive e multimediali dei Frati Cappuccini fondato a Torino 30 anni fa. More

Le massime autorità di sicurezza si sono recate sul luogo dell'attentato per calmare gli animi

AFRICA/NIGERIA - Attentati a Kaduna: a Fides la testimonianza del Vescovo di Zaria

Abuja (Agenzia Fides) - "Stavo predicando durante la seconda Messa del mattino, quando, intorno alle 9, abbiamo avvertito una forte esplosione. L'autobomba ha creato un cratere profondo 2 piedi, tutto intorno vi erano vetri rotti, macerie e auto in fiamme": è la drammatica testimonianza dell'attacco alla Cattedrale di Cristo Re, resa all'Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. George Jonathan Dodo, Vescovo di Zaria, la città nello Stato di Kaduna (Nigeria del Nord) dove ieri, domenica 17 giugno, terroristi suicidi hanno colpito due chiese cristiane. Oltre all'autobomba esplosa nei pressi della Cattedrale cattolica (l'attentatore è stato fermato dal servizio di sicurezza e non è riuscito ad avvicinarsi al luogo di culto), un altro attentato ha colpito la chiesa evangelica della Buona Novella.
Gli attentatori hanno colpito un'altra chiesa a Kaduna, la capitale dell'omonimo Stato. Si tratta della chiesa di Shalom.
"Sono in contatto con il Governatore e con le autorità di polizia per vedere come garantire la sicurezza dei fedeli. Le massime autorità di sicurezza si sono recate sul luogo dell'attentato per calmare gli animi" afferma il Vescovo. Mons. Dodo non ha notizie di rappresaglie a Zaria contro i musulmani, ma aggiunge di essere a conoscenza del fatto che "a Kaduna vi sono state delle rappresaglie contro cittadini di religione musulmana. In particolare quando si è diffusa la notizia dell'attacco contro la chiesa pentecostale, i giovani hanno reagito con violenza, distruggendo alcune proprietà". "Visto che nelle ultime settimane sono state attaccate diverse chiese cristiane nel nord della Nigeria, è probabile che i responsabili di queste violenze stiano seguendo un'agenda precisa" conclude Mons. Dodo. Negli attentati e nelle susseguenti rappresaglie, secondo le autorità, sono morte 45 persone. (L.M.) (Agenzia Fides 18/6/2012)

San Vio, nonostante i dragaggi.....

Niente dragaggi,
ecco la processione
a “numero chiuso”


Marano, la decisione necessaria a causa dei bassi fondali. Disappunto tra i fedeli, riesplode la polemica sui dragaggi Clicca QUI

L'impubblicabile



Maggioranza esplosa a un anno dal voto: nell’aria un patto Pd-Pdl

San Giorgio di Nogaro, bilancio approvato solo grazie all’opposizione. E la Lega auspica la candidatura di Del Frate in Regione Clikka Qui

sabato 16 giugno 2012

Il card. Angelo Sodano a Caporetto   versione testuale
Sulle tracce del padre che fu inviato militare durante la Grande Guerra. Domenica dirà messa Nova Gorica.

 CAPORETTO (16 giugno ore 16)  – “L’ossario di ed il museo della grande guerra di Caporetto siano una scuola alla pace, alla fratelllanza fra i popoli”. Lo ha detto Angelo Sodano, già segretario di Stato vaticano, oggi decano del collegio cardinalizio, in visita ai luoghi del primo conflitto mondiale, nella valle dell’Isonzo, in Slovenia.  “Mi auguro che questi luoghi siano visitati da sempre più numerosi giovani – ha proseguito il porporato – perché capiscano fino in fondo qual è stato il peso di quella tragedia nella storia”. Il card.
Sodano, che era accompagnato dal premier sloveno Janez Jansa e da numerosi ministri, ha intesto  rispondere con questa visita ad una raccomandazione che gli ha fatto spesso il padre Giovanni, di recarsi in preghiera a Caporetto (nella foto l'ossario) e a Tolmino, dove lui stesso era stato inviato militare, all’età di 18 anni, per raccogliere i morti e provvedere alla loro sepoltura cristiana. “Sono rimasto molto colpito dalle tracce che qui ho trovato – ha detto il card. Sodano – di quanto raccontava mio padre. E non solo a me, anche agli altri fratelli, ai quali potrò confermare adesso di averassolto al voto di nostro padre”.
 
In uno scambio di riflessioni, il presidente Janza ed il card. Sodano hanno convenuto sulla necessità di approfondire la conoscenza di questa parte della storia, in particolare dai giovani, per educarsi ai valori del rispetto, della reciproca accoglienza, della solidarietà e della pace. Sodano si trasferirà domani a Nova Gorica, dove celebrerà una messa solenne alle 11, in con-cattedrale, e lunedì sarà a Lubiana per incontrare i vescovi, nel corso della conferenza episcopale, e per un ricevimento ufficiale da parte del presidente della repubblica Danilo Turk. Anche una delegazione della Comunità slovena delle Valli del Natisone, in Italia, ha reso omaggio a Sodano, donandogli l’ultimo libro di Alojz Repula.

venerdì 15 giugno 2012

San Vio a Maran

Rimangono ancora timori per la certezza della viabilità lagunare messa in forse dal mancato scavo dei fanghi del canale del porto, ma Marano, dal 15 al 17 giugno,  si prepara con fiducia a celebrare con solennità una delle sue più antiche feste religiose, la festa in onore dei Santi Vito, Modesto e Crescenza. È dal 1362 che questa comunità venera e fa festa per ricordare queste figure di testimoni della fede.
Anticamente questi Santi erano stati scelti come protettori della gloriosa fortezza di Marano. In seguito alla sua demolizione, sono stati associati a San Martino quali compatroni della comunità maranese. Il provveditore dell’antica fortezza di allora Alessandro Morosini, il 26 aprile 1624 offrì alla pieve la nuova urna, dove sono custoditi frammenti ossei dei Santi venerati.
Anche quest’anno viene riproposta l’antica tradizione che voleva il trasporto delle reliquie dei Santi dalla chiesetta del cimitero alla parrocchiale prima della festa per rimanere esposte alla venerazione e alle preghiere dei fedeli. E così, nella serata del 15 giugno le sante reliquie saranno trasportate dal cimitero, via acqua, al molo della vecchia pescheria, e poi in corteo fino alla parrocchiale. Domenica 17 giugno si svolgerà invece la tradizionale processione in laguna. Alle ore 9, dopo la S. Messa, clero, autorità e fedeli usciranno dalla pieve in processione, presieduta da mons. Livio Carlino, arciprete di Cividale del Friuli per raggiungere attraverso le vie del centro storico, il molo dove s’imbarcheranno sui pescherecci.
Al grido del «procedemus in pace», il sacro convoglio, fra le note della banda «Stella Maris» e i canti del gruppo amatoriale «Marano canta», raggiungerà il centro della laguna, dove saranno innalzate suppliche e invocazioni ai Santi con la solenne benedizione delle acque lagunari. Al ritorno il convoglio si fermerà al cimitero urbano dove sul pronao della Chiesetta, intitolata proprio a San Vito, sarà officiata la solenne messa prelatizia in antico canto popolare.

Udin&Jazz 2012, festival internazionale nel cuore del Friuli


Anche a San Giorgio UdineJazz, Clicca

Domenica 17 giugno 2012


XI Domenica Del Tempo Ordinario B

Prima lettura

Ez 17,22-24
Io innalzo l’albero basso.

   Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio:
«Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami lo coglierò
e lo pianterò sopra un monte alto, imponente;
lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso,
faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale


        È bello rendere grazie al Signore.

È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.

Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità.

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Seconda lettura

2Cor 5,6-10
Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

   Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

Parola di Dio



Canto al Vangelo (Mc 4,30)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 4,26-34
È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.



   + Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli, ogni giorno della nostra vita è una grazia del Signore, un'occasione posta nelle nostre mani per fare del bene e costruire il regno di Dio. Invochiamo il Padre che è nei cieli, perché oggi conceda a ciascuno di noi di camminare nelle sue vie.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

La tua Parola, Signore,
sia luce al nostro cammino.

1.      Per la santa Chiesa, perché, guidata dallo Spirito del Signore, sappia riconoscere nella vita di tutti i giorni i segni della presenza di Dio, preghiamo.

2.      Perché in un mondo sempre più immerso nel relativo, la Comunità cristiana affermi in modo coerente i valori assoluti dello spirito, preghiamo.

3.      Per l'uomo che lavora, perché l'impegno quotidiano necessario al sostentamento delle famiglie giovi anche a rendere più giusti e cordiali i rapporti tra tutti i membri della società, preghiamo.

4.      Perché tutte le classi sociali, ritrovando la fiducia nel bene, costruiscano insieme una società nuova, aperta alla partecipazione e alla fraternità universale, preghiamo.

5.      Perché la forza dello Spirito ci aiuti a rinunziare agli idoli che il nuovo paganesimo ha costruito sotto forma di spreco, di cupidigia, e di disprezzo del prossimo, preghiamo.

C – Stendi la tua mano, o Padre, sull'umanità affaticata e oppressa; concedi a noi una fede ricca di memoria e audace nella testimonianza profetica del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.  T - Amen.


mercoledì 13 giugno 2012

Ancora Valle Grotari: il Ministero chiede chiarimenti

Valle Grotari, il Ministero chiede chiarimenti   versione testuale
Wwf: preoccupano il progetto della darsena a Marano
e i danni provocati dall'apertura della chiavica
Nella foto: veduta aerea di Valle Grotari.
Nella foto: veduta aerea di Valle Grotari.
MARANO LAGUNARE (13 giugno, ore 14.20) - “Pur considerando che Valle Grotari risulta esterna ai siti della rete Natura 2000, si invita codesta Autorità a voler aggiornare questo Ufficio in merito alle eventuali azioni di tutela posta in essere sia per le specie ornitiche inserite negli allegati della Direttiva “Uccelli” che per le specie, gli habitat e gli habitat di specie elencati nella Direttiva 92/43/CEE”. È quanto si legge nella nota che il Ministero dell’Ambiente ha inviato il 28 maggio scorso al Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità della Regione Friuli-Venezia Giulia, sollecitato dalle ripetute segnalazioni giuntegli nei mesi scorsi dalla sezione regionale del Wwf. Segnalazioni in cui l’associazione puntava il dito sull’«immobilismo» dell’amministrazione regionale e del Comune di Marano Lagunare a fronte, accusa il Wwf, dei «danni ambientali provocati dall’apertura di una chiavica che dal 17 maggio 2011 sta facendo ininterrottamente entrare acqua salata nell’ex-valle da pesca compromettendone il delicato equilibrio ecologico».

«La nota del Ministero – fa sapere l'associazione ambientalista – suona ora come una sorta di reprimenda alla Regione per questo immobilismo: la Direzione generale per la protezione della natura e del mare chiede agli uffici regionali non solo di sapere cosa stanno facendo per impedire i danni in corso a Valle Grotari ma anche di avere chiarimenti “in merito all’espletamento della procedura di Valutazione di incidenza ambientale” per il progetto della darsena all’interno della ex valle da pesca, “in considerazione del fatto che la realizzazione della portualità all’interno dell’area valliva potrebbe comportare incidenze dirette nei confronti del limitrofo SIC/ZPS IT3320037 e dell’habitat prioritario ‘Lagune Costiere’».
 
Tutte preoccupazioni, quelle espresse dal Dicastero all’ambiente, che il Wwf regionale aveva ripetutamente espresso nelle diverse note inviate nei mesi scorsi, senza però che alcuna autorità provvedesse in primis alla chiusura della chiavica. «Secondo l'associazione ambientalista «gli effetti nefasti sull’ecosistema di Valle Grotari di 12 mesi in ingresso di acqua salmastra sono ormai conclamati: il tarabusino non nidifica più, l’airone rosso è passato dalla ventina di coppie censite l’anno scorso alle attuali 2-3; il falco di palude si è ridotto ad una sola coppia. Per fortuna l’importante presenza di altre specie come la nitticora e l’airone cenerino fanno ancora di Valle Grotari un’area di pregio e da tutelare per la presenza di specie protette».

Per questo, non ancora paga della nota ministeriale, l’associazione del Panda ha nuovamente scritto agli uffici romani segnalando la necessità di un intervento urgente su Regione e Comune affinché chiudano e impermeabilizzino l’attuale paratoia arrestando la circolazione di acqua salata dalla laguna verso Valle Grotari. Ai fini di «una migliore conservazione delle condizioni di tutela dell’oasi faunistica», il Wwf chiede anche, come suggerito dal Consorzio Bonifica della Bassa friulana in una nota inviata nel settembre scorso alla stessa associazione, che al posto della semplice paratoia vengano realizzati uno sfioratore e una «porta vinciana» in grado di contemperare alle esigenze della tutela ambientale e a quelle della sicurezza idraulica (mantenimento di acqua dolce permanente all’interno della valle e fuoriuscita di acqua in eccesso in caso di forti ed eccezionali  precipitazioni).

Infine il Wwf chiede al Ministero di «attivarsi per la revisione delle determinazioni riguardanti la procedura d’incidenza del Piano dei porti del Comune di Marano Lagunare»: determinazioni che, ricorda l’associazione, hanno dato il via libera alla trasformazione di Valle Grotari in darsena portuale ma su cui anche il Ministero, come detto, ha chiesto chiarimenti, in relazione all’incidenza su habitat e specie protetti dalla direttive comunitarie in materia di Natura 2000.