martedì 21 febbraio 2012

Due articoli di fides news sul caso dei pescatori uccisi in India

ASIA/INDIA - Pescatori uccisi in Kerala: mediazione del Cardinale Alencherry e dei Ministri cattolici

Roma (Agenzia Fides) - Nella vicenda dei due pescatori indiani uccisi - nell'incidente che ha coinvolto, il 15 febbraio, due soldati italiani sulla petroliera "Enrica Lexie" - il neo Cardinale George Alencherry, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Syro-malabarese in Kerala, con sede a Cochin, si è attivato per mediare e cercare una soluzione pacifica alla delicata situazione. In un colloquio con l'Agenzia Fides, il Cardinale ha confermato che "ha contattato i Ministri cattolici che ci sono nel governo del Kerala", annunciando il suo costante interessamento finchè il caso non sarà "pacificamente chiarito e risolto", allontanando i rischi, pur concreti, di strumentalizzazioni politiche.
Il Cardinale, che è Arcivescovo di Ernakulam-Angamaly, ha detto a Fides: "Ho appreso la vicenda dei pescatori cattolici uccisi: è molto triste. Ho subito contattato i Ministri cattolici chiedendo al governo del Kerala di non agire con precipitazione. Nell'episodio, certo, vi sono stati degli errori, dato che i pescatori sono stati scambiati per pirati. Ma il punto è un altro: sembra che il partito di opposizione voglia sfruttare la situazione e strumentalizzare il caso per motivi elettoralistici, parlando delle 'potenze occidentali' o della 'volontà di dominio americano' ".
In Kerala, dove le elezioni del Parlamento statale sono previste a marzo, il governo è guidato dalla coalizione "United Democratic Front", con a capo il "Congress Party", la stessa al governo a livello federale. L'opposizione è costituita dalla coalizione del "Left Democratic Front" (LDF), guidata dal "Communist Party of India" (CPI).
Il Card. Alencherry prosegue: "Sono e resterò in stretto contatto con i ministri cattolici del Kerala e spero che possano aiutare a pacificare la situazione. In particolare confido nell'opera del Ministro del Turismo, il cattolico K. V. Thomas, che è venuto qui nei giorni scorsi e ha partecipato alla Celebrazione Eucaristica con il Santo Padre e i nuovi Cardinali: è un uomo di grande statura morale e di rilevante influenza, sia nel governo locale che in quello centrale, e mi ha assicurato il suo massimo sforzo. Garantisco, nei prossimi giorni, il mio costante interessamento con le autorità indiane sulla vicenda". (PA) (Agenzia Fides 21/2/2012)

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ASIA/INDIA - L'omicidio dei pescatori in Kerala visto come "oltraggio nazionale", ma "la religione non c'entra"

Cochin (Agenzia Fides) - La morte di due pescatori indiani innocenti avvenuta al largo della costa del Kerala il 15 febbraio, nell'incidente con una petroliera italiana, è considerata "un oltraggio nazionale", ma in questa vicenda bisognerebbe "tenere a bada nazionalismo e religione, per accertare verità e giustizia": è quanto dice all'Agenzia Fides fra Raphael Paliakkara, OFM Cap, Ministro Provinciale dei Frati Cappuccini della Provincia di San Tommaso Apostolo, con sede a Cochin.
Il frate racconta a Fides l'atmosfera a Cochin: "La gente è abbastanza indignata ma viene anche aizzata dai media e dai politici. Il problema nell'opinione pubblica è che questo omicidio viene visto come un oltraggio nazionale. In ogni caso sembra che la protesta pubblica stia diminuendo. I pescatori uccisi sono cattolici e la comunità cattolica si sente toccata. Ma in questa vicenda la religione non centra, non si devono stimolare il nazionalismo o sentimenti religiosi. L'unica cosa che speriamo è che la Chiesa possa portare una parola di pace. Credo che, dopo gli interrogatori, il caso si possa chiarire e i soldati italiani possano essere liberati. E' una questione che riguarda unicamente la giustizia".
Il frate ricorda a Fides che vi sono diverse diocesi, istituti e gruppi cattolici, come i Francescani, che sono impegnati nella pastorale delle comunità di pescatori e nell' "Apostolato del Mare". I pescatori, nota "si guadagnano da vivere con il mare, in una vita quotidiana, piena di pericoli, passando in mare intere settimane".
In Kerala, l'industria della pesca occupa un posto importante nell'economia. La sua quota nella produzione nazionale di pesce marino tocca il 25%. Vi sono oltre 100.000 uomini coinvolti nella pesca in acque territoriali indiane e quasi 350.000 pescatori impegnati nelle operazioni di pesca al largo delle acque territoriali. La costa del Kerala è lunga 590 chilometri, include nove porti con una fitta attività di pesca e 17 grandi centri di smistamento del pesce. Nel periodo 2010-2011, i proventi dell'esportazione di pesce e dei frutti di mare dal Kerala hanno superato i 2,8 miliardi di dollari. (PA) (Agenzia Fides 21/2/2012)

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Riceviamo da Nigrizia

Il 25 in piazza contro gli F-35

Raccolta di firme e pressione sui parlamentari e gli amministratori locali. Giornata di mobilitazione perché governo e parlamento rinuncino a spendere 10 miliardi di euro per 90 cacciabombardieri.



Quei cacciabombardieri non si devono acquistare. È questa la parola d'ordine che caratterizzerà il 25 febbraio, giornata nazionale di mobilitazione contro gli F-35, promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Tavola della pace e Sbilanciamoci.


Il ministro della difesa, ammiraglio Giampaolo di Paola, ha infatti deciso di confermare l'acquisto di 90 cacciabombardieri nucleari F-35, che costa circa 115 milioni di euro al pezzo. L'ipotesi iniziale era di acquistarne 131...


Le organizzazioni promotrici chiedono dunque alle associazioni e ai singoli cittadini di fare pressione sul parlamento perché valuti questa scelta e faccia marcia indietro. Spiega Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace: «Per l'acquisto di queste micidiali armi da guerra si spenderanno 10 miliardi di euro, ai quali se ne dovranno aggiungere almeno altri 30 per la gestione. Si tratta di una scelta irresponsabile mentre si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano i soldi per la polizia, la giustizia, la protezione civile, la scuola, la lotta alla povertà e per gli enti locali».


La giornata di mobilitazione si articolerà in tre direzioni. In ogni realtà si organizzerà una raccolta di firme; si chiederà al proprio consiglio comunale e/o provinciale di votare una mozione contro l'acquisto degli F-35; ci si rivolgerà ai parlamentari eletti nel proprio territorio perché annuncino il proprio voto contrario agli F-35.


Per approfondire: Spese disarmanti