venerdì 10 giugno 2011

EUROPA/ITALIA - A Pentecoste "mandato" ai giovani che partecipano alla GMG di Madrid


Roma (Agenzia Fides) - Sabato 11 e domenica 12 giugno, in occasione della solennità di Pentecoste, in molte diocesi italiane i Vescovi daranno il "mandato" ai giovani italiani che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid: sono circa 80.000 quelli finora iscritti. Come ricorda un comunicato della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il gesto intende ricordare che "la GMG è prima di tutto un pellegrinaggio, un evento di fede e di fraternità", che ha anche un suo valore missionario. Durante le giornate spagnole, in particolare durante le celebrazioni eucaristiche e la Via Crucis, saranno numerose le occasioni in cui si pregherà per il mondo intero, per la pace, per le grandi questioni dell'umanità. La preghiera e l'incontro fra giovani di diverse nazioni e continenti, genererà azioni concrete di solidarietà e di testimonianza. (SL) (Agenzia Fides 10/06/2011)

Osservatore Romano: Si chiama donna il futuro dell'India

Fa tappa a Milano una mostra fotografica in tour internazionale
di GAETANO VALLINI
"I pensieri sono perle false finché non si trasformano in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Non sappiamo se dietro a quanto sta accadendo negli ultimi anni in India grazie alle donne abbia tratto ispirazione da questo aforisma del mahatma Gandhi. Certo è che sia pure lentamente, ma inesorabilmente, proprio le donne hanno avviato un movimento di cambiamento sociale che sta sconvolgendo la tradizione maschilista indiana alimentatasi per secoli di atavici pregiudizi e di impedimenti culturali, religiosi ed economici. Un cerchio opprimente che ha intrappolato le donne rendendole di fatto esseri inferiori, ma che si sta rompendo poco a poco, in un processo - purtroppo ancora poco conosciuto perché poco presente sui media - che non si limita alle fasce più ricche ed occidentalizzate, ma che coinvolge tutte le donne del subcontinente indiano.
Lo testimoniano le foto della mostra "Women changing India" ("Donne che cambiano l'India") che fa tappa a Milano fino al 19 giugno presso la Fondazione Forma per la Fotografia, dopo aver toccato lo scorso anno cinque città indiane (Mumbai, Delhi, Kochi, Chennai e Calcutta) e che nel 2011 raggiungerà anche Londra, Bruxelles e Parigi. L'esposizione, che prende il titolo dall'omonimo progetto del gruppo bancario Bnp Paribas per celebrare il 150° anniversario di presenza nel Paese, presenta oltre 130 immagini scattate da sei fotografi dell'agenzia Magnum che hanno ricevuto il compito rappresentare, nelle sue diverse forme, la forza delle donne indiane capaci di rivoluzionare il Paese.
Olivia Arthur, Martine Franck, Raghu Rai, Alessandra Sanguinetti, Alex Webb e Patrick Zachmann hanno così fotografato donne impegnate e determinate a realizzarsi nella pienezza della loro femminilità, offrendoci un'immagine ancora inedita della società indiana. Ritratti di donne consapevoli, orgogliose e non scoraggiate o rassegnate di fronte alle evidenti difficoltà, e non di rado ai pericoli, che incontrano lungo il cammino verso il completo riconoscimento della propria identità.
Ognuno dei fotografi ha focalizzato l'attenzione su un aspetto sociale particolare. E un punto di avvio di questo suggestivo viaggio può essere individuato nell'educazione. Nelle immagini delle nuove generazioni ("Imaging a Different Future", immaginando un futuro diverso) scattate da Olivia Arthur a Bangalore e a Misore viene mostrato come oggi le donne possano accedere a strutture di eccellenza per la ricerca un tempo riservate solo agli uomini e, al contempo, possano realizzarsi anche nella creatività, diventando artiste, musiciste e persino disk jockey. Come Safia Ally, voce di Radio Mirchi Fm a Delhi.
Una conquista che ha origine sicuramente dalla possibilità di studiare e di ottenere titoli accademici grazie ai quali alcune donne hanno potuto raggiungere posizioni di prestigio come imprenditrici, dirigenti d'azienda, scrittrici e attiviste. Alcune di queste, diventate per la società indiana delle vere e proprie icone del movimento riformatore al femminile, le ha incontrate Raghu Rai e le sue foto sono raccolte nella sezione "The Heart of India" (Il cuore dell'India). Non è stato semplice per un reporter abituato alla street photography ("fotografia di strada"), rapportarsi con soggetti così diversi da quelli abituali. Ma il risultato sono scatti pieni di ammirazione per queste donne dallo sguardo fiero ed energico, soprattutto consapevoli delle responsabilità non solo personali che sono chiamate a portare. Come Indira Jaising, giudice della Corte Suprema, o Chandra Kochhar, alto dirigente di una grande banca, o Mahasweta Devi, scrittrice e attivista. Responsabilità che in forma e peso diverso devono esercitare anche le donne fotografate da Patrick Zachmann ("Empowerment at the Grassroots", "autonomia di base"). Dal 1992, grazie a una modifica della costituzione, un terzo delle panchayats, le assemblee locali che amministrano i villaggi, deve essere composto da donne. Le immagini di Zachmann ne mostrano alcune impegnate in questo ruolo all'interno della propria comunità e, al contempo, mentre si dedicano alle incombenze familiari e lavorative.
Non tutto è semplice. Tutt'altro. Le donne devono essere consapevoli dei propri diritti per salvaguardare la propria indipendenza come individui, sia nel privato che nel sociale. Ma l'affermazione di questi diritti si scontra, soprattutto nelle zone più povere del Paese, con i pregiudizi e con una tradizione ostile al cambiamento.
Martine Franck ("Banking on Ourselves", "contando su noi stesse") ha documentato l'impegnativo lavoro compiuto da alcune associazioni, come Kmvs (Kutch manila vikas sangahtan) e Sewa (Self employed women association), che sono state in grado di formare una vasta rete di informazione e di sostegno alle lavoratrici. In particolare, grazie a progetti sempre più diffusi di microcredito, hanno fatto sì che nascessero nuove occasioni di lavoro, offrendo a molte donne l'opportunità di gestire direttamente i bilanci familiari.
E proprio il lavoro, oltre al diritto all'istruzione, sta giocando un ruolo fondamentale in questo processo di emancipazione. Nel mondo occidentale oggi una donna al volante di un bus, di un tram o di un taxi non stupisce nessuno, così come non meraviglia vederla indossare una divisa militare, ma in passato l'occupazione femminile di posizioni per tradizione riservate agli uomini provocava reazioni imbarazzate se non di rifiuto. A Mumbai e a Delhi Alex Webb ("Women driving Change", "donne alla guida del cambiamento") ha incontrato donne che sono riuscite a riscattarsi grazie al lavoro di tassiste o di agenti di sicurezza.
Non poteva mancare una sezione dedicata al cinema di Bollywood, conosciuto ormai in tutto il mondo. Ma lo sguardo di Alessandra Sanguinetti ("Behind the Scene", "dietro le quinte") su questa importante realtà offre una prospettiva diversa. Le donne raccontate non sono solo le protagoniste dei lungometraggi, alcune delle quali star acclamate anche all'estero, ma anche quelle che operano nell'industria cinematografica. È una donna uno dei registi più apprezzati del Paese, sono donne tecnici del suono, responsabili di casting, cineoperatori. Il reportage lascia trapelare il rispetto per queste figure e la professionalità con la quale affrontano il loro lavoro.
La mostra è accompagnata da alcuni video che, grazie alle voci delle protagoniste e dei fotografi, arricchiscono i contenuti di un progetto il cui obiettivo è di contribuire a sfatare tanti luoghi comuni e di far conoscere il nuovo volto dell'India, Paese pieno di contraddizioni ma in continua evoluzione. Un volto più moderno, grazie anche alla sensibilità e al genio femminile. Perché, come sottolinea Martine Franck, "il futuro dell'India sta crescendo nelle mani delle donne".

Il Signore li benedica!

DIRETTA DELLA CELEBRAZIONE SU RADIO SPAZIO 103
Chiesa udinese in festa per due nuovi sacerdoti   versione testuale
L’Arcivescovo Mazzocato ordinerà presbiteri don Daniele Antonello e don Marcin Gazzetta

UDINE (10 giugno, ore 10) - Cresce l’attesa nella Chiesa udinese per il grande evento ecclesiale che si vivrà sabato 11 giugno, alle ore 16 in Cattedrale, quando  l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, presiederà il solenne rito di ordinazione sacerdotale per don Daniele Antonello e don Marcin Gazzetta.
Ma cerchiamo di conoscere più da vicino i due nuovi giovani sacerdoti.

Daniele Antonello,31 anni è entrato in seminario nel 2005 dopo aver conseguito la laurea quinquennale in Scienze della comunicazione all’Università di Trieste. Ha passato la prima infanzia a Rivignano e poi si è trasferito con la famiglia a Latisana.  Fondamentali nella vocazione sono state le persone che attraverso il loro esempio e il loro modo di vivere e di stargli vicino gli hanno parlato di Cristo. In primis la sua famiglia: «La mamma, casalinga, mi ha insegnato la fedeltà nelle piccole cose di tutti i giorni: la concretezza nel lavoro, la presenza in casa, l’umiltà. Il papà invece l’autorevolezza, faceva il maresciallo dei carabinieri, e l’ascolto degli altri. Lui è un maestro nel saper ascoltare le persone». Oltre che nella famiglia la sua vocazione è cresciuta nelle parrocchie che ha frequentato, giorno dopo giorno. Don Daniele Antonello ha svolto negli ultimi anni di seminario il servizio pastorale nella parrocchia di Marano.

Marcin Gazzetta, classe 1986, dopo la maturità al Liceo scientifico di Latisana è entrato, anche lui nel 2005, in Seminario a Castellerio. «Ho vissuto un’esperienza di fede molto bella in famiglia e fin da piccolo ho manifestato la volontà di diventare prete», racconta. Oltre ai sacerdoti che si sono susseguiti in parrocchia, don Marcin ha un’altra figura importante che lo ha indirizzato e aiutato durante il suo percorso. Si chiama don Romano Smokowski ed è il parroco della diocesi polacca da dove arriva sua madre. Ultimamente don Marcin prestava servizio  nelle parrocchie di San Paolo a Udine e di Martignacco.
 
Quella di sabato 11 giugno è una festa per tutte le comunità cristiane del Friuli, ma in particolare per quelle che hanno visto crescere al loro interno questi due «sì» a Dio per tutta la vita, comunità che saranno presenti «in forze» in Cattedrale.
 
Don Daniele Antonello celebrerà la sua prima S. Messa domenica 12 giugno, alle ore 16.30, nella Pieve parrocchiale di Latisana. Sabato 25 giugno celebrerà la S. Messa nel duomo di S. Lorenzo Martire a Rivignano. Invece la sua prima S. Messa nella parrocchia dove presta servizio, verrà celebrata domenica 26 giugno, alle ore 18.00, nella Pieve di S. Martino Vescovo a Marano Lagunare.

Don Marcin Gazzetta celebrerà la sua prima S. Messa nella chiesa parrocchiale di Torsa, domenica 12 giugno, alle ore 10.30. La sua prima messa nella parrocchia dove presta servizio verrà celebrata domenica 19 giugno, alle ore 10.30, nella chiesa di S. Maria Assunta a Martignacco.
 
La solenne celebrazione delle ordinazioni verrà trasmessa in diretta dall’emittente diocesana Radio Spazio 103 già dalle 15.30 quando verranno intervistati i due nuovi preti.