domenica 1 aprile 2012



Si cammina insieme verso le porte della Città Santa, si prega, si canta e si balla lungo le strade del Monte degli Ulivi. È la Domenica delle Palme di Gerusalemme:


La Domenica delle Palme attorno all'edicola del Santo Sepolcro...Un tripudio festoso di Osanna e di rami di palma, preludio del vero trionfo di Cristo, quello della sua Resurrezione. More


La Domenica delle Palme è il grande portale che ci introduce nella Settimana Santa, nella quale il Signore Gesù si avvia verso il culmine della sua vicenda terrena. Così ha detto il Papa nell'omelia della Messa, iniziata con la solenne e suggestiva tradizionale processione in Piazza San Pietro. Siamo chiamati a seguire un Messia che non ci assicura una facile felicità terrena, ma la felicità del cielo, la beatitudine di Dio. E ai giovani, perché nella Domenica delle Palme si celebra a livello diocesano la giornata della Gioventù, Benedetto XVI ha ribadito che questo sia per voi il giorno della decisione, la decisione di accogliere il Signore e di seguirlo fino in fondo, la decisione di fare della sua ... More
I testi delle meditazioni della Via Crucis al Colosseo


Anche la famiglia, se vuol seguire Gesù, avrà le sue croci, ma con lo sguardo a Cristo, affronterà in modo diverso la vita. E’ il messaggio che Danilo e Anna Maria Zanzucchi, del Movimento dei Focolari, vogliono dare nelle meditazioni scritte per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo presieduta dal Papa. Nelle 14 Stazioni che saranno meditate il 6 aprile, c’è la trasposizione dei problemi che vivono i coniugi: i tradimenti, le incomprensioni, gli aborti, le malattie, l’educazione dei figli. Ma c’è anche il monito a non restare indifferenti alle necessità del prossimo. I testi della Via Crucis saranno pubblicati lunedì prossimo dalla Libreria Editrice Vaticana. Ce ne anticipa i contenuti Tiziana Campisi:RealAudioMP3

“Ho contribuito anch’io al tuo dolore. Anche noi sposi e le nostre famiglie. … Ogni volta che non ci siamo amati, quando ci siamo attribuiti la colpa l’uno all’altro, quando non ci siamo perdonati, quando non abbiamo ricominciato a volerci bene”: è la riflessione che Danilo e Anna Maria Zanzucchi hanno scritto meditando il momento in cui Gesù è caricato della Croce. La loro è una Via Crucis che lega le drammatiche esperienze della famiglia di oggi alla Passione di Cristo.

“Quante cadute nelle nostre famiglie. Quante separazioni, quanti tradimenti – sottolineano i coniugi –. E poi i divorzi, gli aborti, gli abbandoni”. Da qui l’invocazione: “Gesù, aiutaci a capire cos’è l’amore, insegnaci a chiedere perdono”.

Tra i peccati che indeboliscono l’uomo e che appesantiscono la Croce di Cristo, nelle meditazioni di quest’anno ci sono i cedimenti alle tentazioni del mondo, che spesso attraggono con “bagliori di soddisfazione”, c’è la mancanza di rispetto della dignità della persona, “che niente e nessuno dovrebbe violare” - uomo e donna che sia - nella propria intimità e nel proprio corpo.

La settima Stazione – la Veronica che asciuga il volto di Gesù – è invece lo spunto per indurre a riconoscere il Cristo in ogni fratello, in ogni vita appena concepita e in chi è avanti negli anni. E nel testo delle meditazioni, inoltre, si legge più volte il richiamo alla coscienza di ciascuno per un impegno più forte dinanzi al male e alle ingiustizie, a non chiudere gli occhi e a non restare indifferenti di fronte alle necessità dell’altro per stanchezza, incoscienza, egoismo o timore.

E non dimenticano, Danilo e Anna Maria Zanzucchi, che accanto alla Via Crucis di Cristo c’è quella dei martiri d’oggi, di quelli che soffrono prove perché la Chiesa è ancora perseguitata. Alle famiglie poi è rivolto l’invito a non lasciarsi anestetizzare dal benessere, a non cercare soltanto ciò che si desidera o appaga.

Infine l’insegnamento supremo di Gesù: il dono della propria vita per amore. Un insegnamento che tante madri hanno imitato quando nel parto hanno affrontato “la morte pur di dare alla luce il loro figlio”, e molti altri hanno seguito scartando la vendetta di fronte alla guerra o al terrorismo.

E nell’ultima stazione si apre al cristiano la porta della speranza: Gesù è morto, ma è risorto, “vive per sempre e ci accompagna … nel nostro viaggio terreno, tra gioie e tribolazioni”.

"I primi tre anni della Stella Maris di Porto Nogaro"


27/03/12
Sabato 24 marzo si è tenuta a San Giorgio di Nogaro, presso la Casa della Gioventù, la presentazione della pubblicazione “Diario di Bordo – Stella Maris Porto Nogaro 2009/2012”. 
La presentazione ha chiuso un’intera giornata dedicata alla conoscenza della realtà portuale nogarese: al mattino infatti molte persone, arrivate da più zone della Provincia e anche da fuori, hanno avuto l’opportunità di visitare il porto, grazie all’iniziativa “Porto Aperto”, realizzata in collaborazione con il Consorzio per lo sviluppo industriale dell’Aussa Corno, la Capitaneria di Porto, l’ITF, e tutti i volontari della Stella Maris. 
Alle 15 invece, alla presenza di vari membri del Comitato locale di Welfare (in particolare il Presidente, T.V. Spalluto), del Sindaco Arch. Del Frate e del Vicesindaco Salvador di San Giorgio di Nogaro, del Direttore Nazionale dell’Apostolato del Mare don Giacomo Martino, del Direttore della Caritas diocesana di Udine don Luigi Gloazzo e del Direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano Mons. Giannino Fuccaro, si è svolta la presentazione, che ha avuto inizio con la lettura della poesia in lingua friulana “La nâf” (“La nave”), scritta da don Gloazzo. 
L’incontro ha voluto dare voce a quanti hanno collaborato attivamente alla stesura del libro, attraverso dei readings di vari estratti, dopo i quali sono stati chiamati ad intervenire i rispettivi autori. 
In particolare, si è dato rilievo a chi tanta importanza riveste nell’attività del Centro Stella Maris, ossia i volontari, cui il pubblico ha voluto rivolgere un caloroso applauso in segno di ringraziamento per il contributo, tanto silenzioso, a volte quasi inosservato, quanto imprescindibile, che apportano.
La presentazione si è conclusa con la lettura dei ringraziamenti del libro, ove vengono celebrati anche i marittimi, “per averci ricordato, con semplicità, quanto può essere arricchente il rapporto con l’Altro; per aver saputo trasmettere moltissimo, anche solo con uno sguardo, anche solo con un gesto”.