mercoledì 7 settembre 2011

Madone di Mont 2011

Giovedì 8 settembre, il Friuli a Madone di Mont   versione testuale
Si rinnova il pellegrinaggio diocesano. Il via alle 15 da Carraria

CASTELMONTE (5 settembre, ore 11.30) - Chiederemo «a Maria di essere rafforzati nella conoscenza di noi stessi e dell’intervento di Dio in noi, per allargare la nostra fraternità verso tutti nella ricerca fattiva della giustizia e della pace. E sia ancora lei, la Vergine dell’ascolto, a far crescere nella nostra Chiesa la grazia e la volontà di rispondere generosamente alle vocazioni molteplici per la vita matrimoniale, per l’esistenza consacrata e per il servizio ministeriale». Con queste parole (messaggio integrale) l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, indica i temi di fondo del 36° Pellegrinaggio diocesano a Castelmonte, in programma nella tradizionale data di giovedì 8 settembre.

Tradizionale sin dal 1976, quando i friulani salirono coralmente a Castelmonte in segno di suffragio per le vittime del terremoto del 6 maggio e per supplicare l’aiuto di «Madone di Mont» nell’immane opera di ricostruzione. Via via che i cantieri della rinascita si sono concretizzati e conclusi, il Pellegrinaggio diocesano ha puntato gli occhi sulla ricostruzione morale del Friuli, divenendo non solo un momento di preghiera ma una occasione in cui l’Arcivescovo di Udine lancia importanti messaggi di conversione per i friulani.

Il raduno dei pellegrini è fissato a Carraria di Cividale, ai piedi della salita che si inerpica verso Castelmonte, alle ore 14.30. Alle 15, dopo la preghiera iniziale, il lungo serpentone partirà, guidato dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato, per coprire i 7 chilometri che separano Carraria e Castelmonte, in un clima di preghiera e di meditazione. L’arrivo al piazzale del santuario è previsto attorno alle ore 17. E subito inizierà la S. Messa, presieduta dall’Arcivescovo e trasmessa in diretta sulle frequenze di Radio Spazio 103. Al termine della celebrazione i concelebranti si recheranno in santuario per l’atto di affidamento a Maria e l’omaggio floreale alla venerata immagine della Vergine di Castelmonte.
 
La radiocronaca della S. Messa verrà trasmessa in diretta a partire dalle ore 17 sulle frequenze di Radio Spazio 103 (ASCOLTA LA DIRETTA)
ASIA/INDIA - Il Card. Gracias dopo l'attentato a Delhi: "Appello alla pace e all'armonia"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - I Vescovi indiani lanciano un forte appello a desistere dalla violenza e a costruire la pace in India, dopo l'attentato che questa mattina (alle 6 ora locale) ha colpito l'Alta Corte di Delhi. Come ha riferito la polizia, almeno 9 persone sono state uccise e altre 45 ferite per l'esplosione di un ordigno posto davanti all'ingresso principale del complesso che ospita la Corte.
Il Card. Oswald Gracias, Arcivescovo di Mumbai e Presidente della Conferenza Episcopale dell'India, interpellato dall'Agenzia Fides, ha commentato: "I Vescovi dell'India sono profondamente turbati per questo nuovo atto di violenza e di terrorismo: condanniamo i responsabili e ancora una volta chiediamo a tutti che si costruiscano fraternità e pace nel paese. La Chiesa vuole contribuire a promuovere amore, pace e armonia nella società: speriamo che gli autori di tali atti di cieca violenza desistano dai loro intenti e collaborino alla costruzione di una nazione unita e pacifica. Questo è l'appello e l'impegno della Chiesa".
Il Porporato ha avuto modo anche di toccare il nervo scoperto della violenza che subiscono i cristiani in India, dopo la recente notizia di una chiesa cattolica devastata in Kerala (vedi Fides 6/9/2011), e ha dichiarato a Fides: "Apprendiamo sempre con dolore di tali episodi. Fortunatamente sono episodi sporadici, che non avvengono in tutta l'India, poichè gli indiani sono persone che amano la pace. Vi sono, però, alcuni gruppi fondamentalisti: ci rivolgiamo a loro ricordando che la violenza in nome della religione è un abuso della religione. I cristiani desiderano promuovere l'amore e servire la nazione e saranno sempre impegnati per questi valori". (PA) (Agenzia Fides 7/9/2011)

AFRICA/KENYA - La Camillian Task Force nel Corno D'Africa in aiuto alle vittime della carestia

 

Roma (Agenzia Fides) - "La Camillian Task Force (CTF), ufficio dell'Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani) preposto alle calamità naturali e/o provocate dall'uomo, a metà agosto ha inviato un suo team in Kenya per studiare sul posto la fattibilità di un progetto di aiuti a favore delle popolazioni vittime della carestia che sta colpendo vaste aree del Corno d'Africa, costringendo milioni di esseri umani a diventare profughi". E' quanto comunica all'Agenzia Fides fratel Luca Perletti, Segretario Generale dei Camilliani. Il team è composto da religiosi, religiose e laici, membri della grande famiglia di San Camillo. I Camilliani e le Camilliane (Ministre degli Infermi) sono infatti presenti in Kenya con strutture sanitarie proprie da decenni, mentre è in via di definizione il progetto finale che vedrà impegnata la CTF nei prossimi sei mesi.
"Stando alle informazioni appena ricevute dai membri del team - racconta a Fides fratel Luca -, si tratta di una calamità in cui si sommano eventi naturali imprevedibili (la riduzione delle piogge si ripercuote gravemente su di una economia essenzialmente agricola) e sociali (la diffusa povertà inabilita la maggioranza della popolazione ad accedere ai prodotti del mercato). La migrazione di milioni di persone e la loro concentrazione in particolari aree aumenta il rischio di epidemie a cui le rudimentali infrastrutture sanitarie non possono rispondere. Di particolare urgenza è il ripristino di un pur minimo sistema idrico: la carenza d'acqua è il vero problema, causa della morte di capi di bestiame, base della struttura economica della popolazione nomade. Ad essere maggiormente colpite da questa calamità sono le fasce deboli, i bambini e gli anziani, anche se non mancano testimonianze di adulti con iniziali sintomi di malnutrizione. I disabili, per i quali le Suore Ministre degli Infermi gestiscono un Centro diurno a Wajir, sono quelli più gravemente emarginati e ai quali viene spesso negato anche il minimo sostegno".
E' da ricordare che la Chiesa locale opera qui in un contesto prevalentemente musulmano. Ai collaboratori della CTF è stato chiesto di agire con prudenza e di non ostentare segni religiosi, in quanto la tensione è un elemento presente e palpabile, anche se finora non ci sono stati segnali di allarme. "La popolazione locale è schiacciata tra i propri bisogni di sussistenza e dall'esodo di centinaia di migliaia di profughi - spiega ancora fratel Luca -. Nondimeno, non mancano testimonianze di accoglienza e di solidarietà. La CTF sta pensando di rispondere con una serie di iniziative quali l'invio di generi alimentari per intervenire tempestivamente sull'emergenza-carestia, iniziative a carattere sanitario (cliniche mobili) e di sviluppo (attività che generino risorse economiche). Partner ideale sarà la Chiesa locale in particolare la Diocesi di Garissa" conclude il Segretario generale dei Camilliani. (LP/AP) (7/9/2011 Agenzia Fides)

Il vescovo di Gibuti

AFRICA/SOMALIA - Firmata la road map somala: "prudenza e speranza" del Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio

Mogadiscio (Agenzia Fides) - "Dopo la firma di un nuovo accordo tra le parti somale dico sempre 'bene, con prudenza e con speranza'. Questo perché ci sono già stati almeno 15 accordi che sono poi rimasti lettera morta, quindi qualche dubbio sorge spontaneo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio, commentando la firma della cosiddetta "road map" per far uscire la Somalia dalla lunga fase di transizione politica. L'accordo è stato siglato ieri, 6 settembre, a Mogadiscio, dal Presidente dell'autorità di transizione somala (il governo provvisorio riconosciuto dalla comunità internazionale), Sharif Sheick Ahmed, dai responsabili dell'autoproclamata regione autonoma del Puntland (nel nord-est) e dalla milizia filo-governativa Ahlu Sunna wal Jamaa, alla presenza di rappresentanti delle Nazioni Unite, dell'Unione africana, della Lega araba e dell' Igad (organizzazione che riunisce i governi del Corno d'Africa). La road map prevede una nuova Costituzione, in vigore dal 1° luglio 2012, e libere elezioni subito dopo, entro il 20 agosto.
"Speranza e prudenza dunque" ribadisce Mons. Bertin al quale facciamo notare che l'accordo è stato firmato nella capitale somala, Mogadiscio, mentre quelli precedenti erano stati siglati all'estero, in Kenya o a Gibuti. "Questo fatto è certamente significativo - commenta Mons. Bertin - ma è pur vero che Mogadiscio è isolata dal resto della Somalia centro-meridionale, perché il potere del Governo di Transizione è limitato alla capitale, ed è sostenuto dall'AMISOM (la missione militare dell'Unione Africana). Bisognerà vedere quindi se si riuscirà ad andare oltre l'aspetto simbolico e il Governo di Transizione sarà in grado di estendere la sua autorità al resto del Paese. Detto questo, preferisco sempre sperare che dire che questo accordo non serve a niente, anche perché non sembrano esservi altre alternative. La speranza resta l'unica alternativa" aggiunge il Vescovo di Gibuti.
La Somalia centro-meridionale è l'area più colpita dalla crisi alimentare, aggravata dal rifiuto delle milizia Shabab (che controllano l'area) di permettere l'intervento delle organizzazioni umanitarie straniere. "Non so fino a quando la politica degli Shabab potrà continuare, perché così facendo rischiano di attirarsi l'odio della popolazione locale" sottolinea Mons. Bertin. "Queste popolazioni che soffrono la fame non possono ricevere aiuti dall'esterno e gli viene impedito di recarsi a Mogadiscio o nei Paesi confinanti per cercare di sfuggire alla fame. Non so fino a che punto gli Shabab saranno in grado di giocare con la vita dei civili, prima che la situazione sfugga loro di mano" conclude Mons. Bertin. (L.M.) (Agenzia Fides 7/9/2011)

Spagna alfabetizzazione

EUROPA/SPAGNA - Giornata Mondiale dell'Alfabetizzazione: quasi 800 milioni di analfabeti nel mondo, di cui oltre 70 milioni bambini

Madrid (Agenzia Fides) - L'8 settembre, giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione, si vuole ricordare a tutta la società in generale, a governi e istituzioni che si occupano dell'istruzione in particolare, che nel mondo ci sono ancora quasi 800 milioni di persone analfabete, delle quali oltre 70 milioni sono bambini, secondo quanto riportato nel Rapporto dell'UNESCO 2010. Raggiungere l'alfabetizzazione universale esige maggiori sforzi e volontà politica, perchè non si tratta solo di assicurare un processo educativo per tutti, ma di uno strumento per lottare contro la povertà, garantire l'inclusione e la mobilità sociale, lo sradicamento del lavoro minorile e lo sfruttamento dei più piccoli. Tra le varie iniziative previste per celebrare questa giornata, l'organizzazione della Chiesa cattolica spagnola Manos Unidas, nell'occasione, presenta i materiali educativi per il 2011-2012 rivolti agli insegnanti. Nel 2011 ha già sostenuto 128 progetti educativi in tutto il mondo. Il gruppo tecnico che si occupa dell'Area dell'Istruzione elabora materiali propri da 30 anni che oltre ad essere diffusi via internet, vengono inviati alle 71 delegazioni che mantengono il contatto diretto con i centri di insegnamento e si occupano della sua distribuzione. (AP) (7/9/2011 Agenzia Fides)

Il ruolo delle associazioni e dei volontari in Terra Santa: in ottobre una giornata dedicata

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The story of the Holy Land_6Sabato 22 ottobre si terrà, presso l’Auditorium Antonianum di Roma, il IV incontro annuale tra il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa, e le associazioni di volontariato che sostengono progetti in Terra Santa. La giornata, ormai alla quarta edizione, si rivolge quest’anno in particolar modo ad associazioni di volontariato e a singole persone che, anche senza far parte di specifiche organizzazioni, si mettono a disposizione e lavorano per la Terra Santa.
Il tema sul quale si rifletterà nel corso di tale giornata sarà “Libertà religiosa, via della pace in Terra Santa. Il ruolo delle associazioni e dei volontari per rinforzare la libertà religiosa.”
Tra gli interventi in programma, si segnala in particolare quello di fra Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa e presidente di ATS pro Terra Sancta, previsto per le ore 16.30, e quello di Osama Hamdan, architetto collaboratore ATS pro Terra Sancta, previsto per le ore 14. Quest’ultimo  presenterà in tale occasione la mostra “I mosaici della Terra Santa – un ponte di tessere che attraversa il Mediterraneo”, progetto itinerante realizzato dal Centro del mosaico di Gerico in collaborazione proprio con ATS Pro Terra Sancta.
Congresso eucaristico internazionale: pellegrinaggio dalla Terra Santa a Dublino


In occasione del 50esimo Congresso eucaristico internazionale che porta il titolo “L’Eucaristia: comunione con Cristo e tra di noi”, la Chiesa latina di Terra Santa promuove un pellegrinaggio in Irlanda dall’11 al 18 giugno 2012. L’iniziativa, riferisce l’agenzia Sir, risponde al desiderio del Comitato organizzatore di constatare da vicino la presenza di una Chiesa viva in Medio Oriente, secondo quanto riferito dalla Conferenza dei vescovi latini delle regioni arabe. Mons. William Shomall, vescovo ausiliare per Gerusalemme, rappresentante della Ceira al Comitato Pontificio per i Congressi eucaristici, ha auspicato cha partecipino tutte le diocesi rientranti nella Ceira, oltre ai laici e al clero. Parteciperanno al Congresso anche padre Firas Hijazeen, parroco di San Salvatore a Gerusalemme, don Rifaat Bader, sacerdote della parrocchia di Jabal Hussein in Giordania, assieme al Patriarca latino, Fouard Twal. (G.I.)

Una supplica piena di fiducia e consolazione...


"Dio è sempre vicino, anche nelle oscurità della vita, ascolta, risponde e salva. Ma bisogna saper riconoscere la sua presenza e accettare le sue vie". Lo ha detto il Papa questa mattina, meditando sul salmo 3 nella catechesi dell'udienza generale tenuta in Piazza San Pietro davanti a 15mila fedeli. Rientrato per l'occasione da Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha parlato del salmo che è "una supplica piena di fiducia e consolazione" attribuito a Davide nella sua fuga umiliante dal figlio ribelle Assalonne.
Il salmista, ha spiegato il Papa "esprime la certezza di una presenza divina già sperimentata e creduta, che nella risposta salvifica di Dio si manifesta in pienezza". L'uomo grida, nell'angoscia, ne ... More