lunedì 25 marzo 2013

Piccola...disattenzione!

San Giorgio, elezioni:
Del Frate escluso
per una disattenzione


La documentazione presentata dal sindaco uscente sarebbe priva di alcuni documenti indispensabili. Ora l'esponente del centro sinistra si rivolgerà al Tar Leggi l'articolo

Mons. Romero, anniversario e conferenza stampa

AMERICA/EL SALVADOR - Mons. Romero non era un uomo politico ma un vero pastore

San Salvador (Agenzia Fides) – "Mons. Romero non è stata una figura politica, ma un vero pastore, perché è vissuto predicando il Vangelo, quindi non è giusto fare di lui un personaggio legato al mondo politico-partitico" ha affermato l'Arcivescovo di San Salvador, Mons. José Luis Escobar, nella conferenza stampa dopo la Messa della Domenica delle Palme, che ha coinciso con l'anniversario dell’assassinio di Mons. Romero.
Il 24 marzo 1980 Mons. Romero venne colpito a morte mentre celebrava Messa nella cappella di un ospedale a San Salvador. In quell’anno stava per iniziare la guerra civile che durò fino al 1992.
L'arcivescovo si è detto prudente sulle "conseguenze" dell’eventuale annullamento della legge sull'amnistia del 1993, richiesto il 20 marzo dalle organizzazioni locali per i diritti umani alla Corte Suprema di Giustizia perché ha lasciato nell'impunità i crimini commessi durante la guerra civile, tra cui quello del caso di Mons. Romero.
La Commissione per la Verità che ha indagato i crimini commessi durante la guerra civile, nel suo rapporto, pubblicato nel 1993 afferma che esiste la "prova evidente" di complicità nell'omicidio di Romero di Roberto D'Aubuisson (morto nel 1992), fondatore della Alleanza Repubblicana Nazionalista il partito dell’estrema destra, che ha governato il paese nel periodo 1989-2009. Come l'assassinio di Mons. Romero, molti crimini contro l'umanità commessi durante la guerra civile rimangono impuniti, come per esempio l'uccisione nel 1989 di sei sacerdoti gesuiti (cinque dei quali spagnoli) e di due loro collaboratrici locali.
(CE) (Agenzia Fides, 25/03/2013)

Pasqua il 5 maggio....

ASIA/TERRA SANTA - Cattolici e ortodossi celebreranno la Pasqua secondo il Calendario giuliano

Gerusalemme (Agenzia Fides) – Gran parte delle comunità cattoliche presenti in Israele, Territori Palestinesi, Giordania e Cipro si apprestano a celebrare le liturgie della Settimana santa non in questi giorni ma nella prima settimana di maggio, secondo il Calendario giuliano seguito dalle comunità ortodosse. L'unificazione delle date delle festività pasquali in gran parte del'area rappresenta un'applicazione della direttiva emanata il 15 ottobre 2012 dall'Assemblea dei vescovi ordinari cattolici della Terra Santa, dove è stato stabilito che entro due anni tutti i cattolici delle diocesi di rito latino e dei diversi riti orientali celebreranno la Pasqua secondo il Calendario giuliano, in concomitanza con le liturgie pasquali celebrate nelle chiese ortodosse.
L'adozione della data di Pasqua secondo il Calendario giuliano (che nel 2013 cade il 5 maggio) entra in vigore ad experimentum da quest'anno in tutta la Terra Santa, con l'eccezione delle aree di Gerusalemme e di Betlemme, dove si continuerà a seguire il Calendario gregoriano sia per rispettare i vincoli imposti nella Città Santa dal sistema dello “Status quo” (che regola la convivenza tra le diverse Chiese cristiane nei Luoghi Santi, sia per tener conto dell'afflusso dei pellegrini che da tutto il mondo vengono a celebrare la Pasqua a Gerusalemme e Betlemme. “Anche le comunità di lavoratori stranieri di Tel Aviv” riferisce all'Agenzia Fides il vescovo William Shomali, Vicario patriarcale del patriarcato latino di Gerusalemme - hanno chiesto di celebrare la Pasqua seguendo il rito gregoriano, anche perchè potranno godere dei giorni di ferie in coincidenza della Pasqua ebraica”.
L'unificazione della data con cui i cristiani di diverse confessioni celebrano la Pasqua – dato ormai acquisito da decenni in Giordania e a Cipro –suscita ancora qualche perplessità tra alcuni vescovi maroniti. Essa comunque rappresenta per il vescovo Shomali un passo eloquente dal punto di vista ecumenico e testimoniale: “Membri della stessa famiglia o dello stesso villaggio che appertangono a realtà ecclesiali diverse” nota il Vicario patriarcale “ora possono celebrare negli stessi giorni la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. In modo da dare anche una testimonianza di unità ai nostri vicini non cristiani”.
Entro il 2015 la disposizione per l'unificazione della data di Pasqua dovrà essere confermata o ricalibrata, in accordo con le indicazioni che verrannno anche dalla Santa Sede. (GV) (Agenzia Fides 25/3/2013).

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