venerdì 27 maggio 2011

Solidarietà dai nostri armadi

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Sabato 28 maggio ritorna la raccolta di indumenti usati promossa dalla Caritas

UDINE (25 maggio, ore 16) - Sabato 28 maggio ritorna la tradizionale raccolta di indumenti usati organizzata dalla Caritas diocesana. L'iniziativa, ormai giunta alla 15ª edizione, è occasione nello stesso tempo di riflessione e solidarietà nonché di incontro e aggregazione ed ha lo scopo di reperire fondi da utilizzare per finanziare interventi a favore dei più deboli e bisognosi;diffondere il valore della solidarietà  e promuovere un migliore utilizzo delle risorse e il rispetto per l'ambiente.
Ogni anno il ricavato della raccolta viene finalizzato al sostegno di un progetto diverso, a testimonianza dell'attenzione che la Caritas vuole risvegliare rispetto alle diverse situazioni di disagio e delle molte risposte che il territorio si impegna a dare attraverso servizi e progetti "segno".
 
Il ricavato della raccolta 2011 sarà destinato a sostenere la realizzazione del Progetto "Pan e Gaban", che prevede la riqualificazione e l’ampliamento dei locali dell’Istituto San Vincenzo De’ Paoli, in via Marangoni a Udine, che ospita un centro di ascolto e di distribuzione di beni di prima necessità. Più precisamente si intende dare spazi adeguati e dignitosi al servizio di ascolto e distribuzione di generi di prima necessità che da moltissimi anni è attivo presso questo Istituto l’ Istituto Udine dove molte persone, parrocchie ed associazioni fanno pervenire alimentari e indumenti da destinare a coloro che per qualsiasi ragione ne sono sprovvisti.
 
L’iniziativa fa leva sul fondamentale coinvolgimento della rete delle Caritas foraniali e di centinaia di volontari nelle parrocchie. Il meccanismo della raccolta è quello collaudatissimo da anni. Le parrocchie hanno già ricevuto i sacchi gialli della Caritas e stanno già dando ai parrocchiani le necessarie istruzioni.
Si raccolgono abiti, maglieria, biancheria, cappelli, coperte, scarpe, borse. giocattoli e pelouches. Non si raccolgono invece, carta, metalli, plastica, vetro, rifiuti, scarti tessili.
 
Nelle comunità più grandi spesso i sacchi vengono distribuiti porta a porta, e talvolta anche raccolti con questa modalità. In altri casi i sacchi vengono distribuiti in chiesa e a tutti viene dato il riferimento di un luogo dove consegnarli, riempiti, nella giornata di sabato 28 maggio.

Chi fosse interessato a questa operazione di solidarietà si può rivolgere, per le necessarie istruzioni, al proprio parroco oppure alla Caritas diocesana a Udine, in via Treppo 3 (referente Bruno), tel. 0432/414502. Il 28 maggio, in ciascuna forania sarà attivo pure un punto di raccolta centrale, aperto anche ai singoli che vogliano conferire i materiali oggetto della raccolta.

Centro di aiuto alla vita, si inaugura la nuova sede

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Sabato 28 maggio in viale Ungheria a Udine. Con l'Arcivescovo e l'on. Carlo Casini

UDINE (27 maggio, ore 12.30) - Sabato 28 maggio, alle ore 16, in viale Ungheria 22 a Udine, si terrà l’inaugurazione delle nuove sedi del Centro di aiuto alla vita (Cav) e del Consultorio familiare Friuli. Il programma prevede la benedizione delle nuove strutture da parte dell’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzoccato e il successivo ritrovo nella vicina sala Scrosoppi per il saluto delle autorità, al quale seguirà l’intervento dell’onorevole Carlo Casini, presidente nazionale del Movimento per la vita, magistrato ed europarlamentare.

Prima del rinfresco finale, il dottor Piergiorgio Passone, presidente del Consultorio, e il dottor Daniele Domini, presidente del Centro di aiuto alla vita, porteranno i saluti delle due associazioni, raccontando delle rispettive attività. In particolar modo Domini presenterà la nuova «Carta servizi multilingue per le donne in gravidanza», che riassume tutte le possibilità di aiuto e sostegno messe a loro disposizione dalle associazioni e dalle istituzioni, tra le quali l’Azienda sanitaria e il Comune di Udine.
«Le due associazioni onlus – esordisce Daniele Domini – ormai dal 1995 avevano sede in via Roma 35, a cento metri dalla stazione ferroviaria, ma la nuova collocazione in viale Ungheria consente di rispondere alle sempre più numerose richieste, presentate sia da italiane che da immigrate. Infatti, nel 2010 come Cav abbiamo ben superato le 300 richieste di aiuto, con 130 donne in gravidanza. Ciò vuol dire che al nostro Centro si rivolgono anche donne che non sono in dolce attesa, ma con bambini molto piccoli che hanno bisogno di aiuti di diverso tipo; il sostegno delle nostre volontarie consente loro di non sentirsi sole nell’affrontare la vita anche in situazioni di notevole difficoltà».

E la possibilità di ampliare le attività, prosegue Domini, «la dobbiamo in particolare all’Arcivescovo Mazzoccato che, avendo colto i bisogni che si esprimono nella nostra società anche in relazione alla crisi economica, ha deciso di metterci a disposizione spazi operativi più grandi, proprio per rispondere ad un sempre maggior numero di richieste di aiuto. Del resto, nei 29 anni di attività del Centro, è costantemente cresciuta la capacità di far fronte ai problemi delle donne che incontriamo e, così, per ragioni di fabbisogni di spazi sempre maggiori, la nuova sede rappresenta la quarta dislocazione, dopo quelle ormai storiche di via della Vigna, di vicolo del Portello e di via Roma».

Ma l’attività è cresciuta soprattutto grazie alla disponibilità delle volontarie, costituite per lo più da madri di famiglia, che accompagnano le donne in difficoltà in ogni loro problema e che spesso sono affiancate da esperti, come avvocati e medici.

Una delle volontarie storiche del Centro udinese di aiuto alla vita è la signora Marisa Cavedon; mamma di 3 figli e nonna di 14 nipoti, da 18 anni dedica il tempo libero per ascoltare, accogliere e sostenere le donne che arrivano al Cav. «È un’attività che mi arrichisce umanamente – evidenzia la signora Cavedon – e ne sento la mancanza quando, per una ragione o per l’altra, sono tutta occupata dagli impegni familiari».

Un’esperienza molto simile viene espressa da un’altra volontaria del Cav, la signora Rosanna Basaldella, madre di tre figli in età di studi universitari. «Condivido con mio marito e con i figli la felicità che traggo nell’aiutare altre donne a portare a compimento la gravidanza e nel seguirle successivamente; tutti in famiglia si interessano di come vanno le cose al Centro di aiuto alla vita e partecipano della mia felicità».
Flavio Zeni

Domenica 29 Maggio 2011

    VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

PRIMA LETTURA (At 8,5-8.14-17)
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 65)
Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! Rit.

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. Rit.

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. Rit.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. Rit.

SECONDA LETTURA (1Pt 3,15-18)
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Gv 14,15-21)
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C - La Parola di Dio, che ci ha esortato alla fiducia ed alla testimonianza coraggiosa della nostra speranza, attende di radicarsi concretamente nella nostra vita. Preghiamo perché diventi in noi Parola che salva e che trasforma, stimolo perenne per una vera conversione del cuore.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Donaci il tuo Spirito, Signore!

1.      Per la Chiesa di Cristo, perché animata dallo Spirito del Signore risorto sappia annunciare al mondo con franchezza, la Parola di vita che il Signore le ha consegnato, preghiamo.

2.      Per tutti i cristiani, perché illuminati dallo Spirito di sapienza e di rivelazione, sappiano accogliere il Risorto come Signore della storia e si impegnino a testimoniarlo nella vita, preghiamo.

3.      Per coloro che hanno responsabilità educative, perché non seguano la facile mentalità del mondo, ma pongano al centro dei loro sforzi e della loro cura il valore della persona e della vita, preghiamo.

4.      Per chi opera nel campo della ricerca e dell’economia, perché non assolutizzino sapere e potere, ma usino gli strumenti loro affidati al servizio della crescita di tutti, preghiamo.

5.      Per la nostra Comunità parrocchiale, perché nella vita concreta d’ogni giorno sappia rendere ragione della sua speranza, preghiamo.

6.      Per il nostro fratello ROSILDO SCHIFF che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché viva in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.



C – O Signore, che illumini la nostra mente con la tua Parola di vita e che con il tuo esempio riscaldi il nostro cuore, donaci il tuo Spirito, rendici docili alla sua forza e capaci di ascolto interiore, perché possiamo essere testimoni viventi del tuo infinito amore. Tu che vivi e regni nei secoli.   T - Amen.

I Diritti Umani Basilari!

ASIA/PAKISTAN - Due ragazze cristiane sequestrate e convertite all'islam in Punjab

Faisalabad (Agenzia Fides) - La violenza sulle ragazze cristiane nel Punjab centrale fa altre due vittime: come comunicato a Fides dalla Masihi Foundation - che si occupa della difesa dei cristiani in Pakistan - due ragazze cristiane sono state rapite da un gruppo di musulmani e costrette a convertirsi all'islam, per contrarre matrimonio forzato. Rebbecca Masih e Saima Masih sono state rapite nel distretto di Jhung, nell'area di Faisalabad.
Come ha spiegato il padre delle due sorelle, Rehmat Masih, nei giorni scorsi un ricco imprenditore locale, Muhammad Waseem, ha prima avvertito che avrebbe voluto sposare le due ragazze, poi ha minacciato di rapirle e convertirle con la forza. Rehmat ha denunciato il fatto alla polizia, senza ricevere alcuna assistenza. Martedì 24 maggio le due ragazze sono state fermate, mentre tornavano dal mercato, e alcuni uomini le hanno rapite su un'auto appartenente a Waseem.
Rehmat si è recato di nuovo alla polizia, ma gli è stato detto che le due ragazze probabilmente erano fuggite da casa spontaneamente. Gli ufficiali, dopo aver compiuto delle indagini, hanno affermato che "vi sono false accuse a carico di Waseem" e che Rehmat, spesso ubriaco, maltrattava le figlie che avrebbero così deciso di fuggire dalle sue sevizie. Altri testimoni e vicini di casa giurano invece che Rehmat è uomo rispettabile e non ha mai fatto del male alle figlie.
Il 25 maggio Muhammad Waseem ha contratto matrimonio islamico con Saima Masih, alla presenza del leader Muhammad Zubair Qasim, un mullah coinvolto nel gruppo fondamentalista "Sip-e-Sahaba", noto per organizzare spesso sequestri e conversioni forzate di ragazze cristiane e indù. Durante l'ultimo colloquio, la polizia ha detto a Rehmat di "dimenticarsi delle figlie".
Haroon Barkat Masih, Direttore della "Masihi Foundation", che si occupa di Asia Bibi, condanna l'incidente dicendo a Fides: "Il rapimento di ragazze cristiane, la conversione e i matrimoni forzati sono una pratica diffusa in Punjab. La polizia è pagata per coprire e non registrare alcuna denuncia. Questi pubblici ufficiali sono a libro paga dei gruppi estremisti. Il Punjab sta diventando un paradiso per tali gruppi: i leader musulmani invitano apertamente alla violenza nei loro sermoni, senza vergogna. Centinaia di casi con quello delle sorelle Masih non vengono alla luce. Abbiamo più volte fatto appello al governo del Punjab, senza ricevere risposta: sembra colluso con tali gruppi".
Un suora cattolica di Faisalabad - che chiede l'anonimato per motivi di sicurezza - si occupa di recuperare e nascondere le ragazze cristiane che riescono a fuggire dalle violenze. La religiosa spiega a Fides: "Vi sono centinaia di casi l'anno, che da tempo la Chiesa pakistana denuncia, invocando il rispetto dei diritti basilari. Quello delle sorelle Masih è un destino comune a molte bambine e ragazze cristiane, in una società che tollera discriminazioni sulle minoranze religiose, in special modo sulle donne". Nel suo lavoro pastorale la suora "cerca di promuovere la condizione sociale delle ragazze che, per motivi di casta o religione, vivono in particolari condizioni di subalternità e povertà, soprattutto attraverso l'istruzione e la formazione professionale". (PA) (Agenzia Fides 27/5/2011)

Natante recuperato sul fondale a Grado

Clikka sul link per leggere da ilfriuli.it la notizia sui clandestini di Grado...

http://www.ilfriuli.it/if/cronaca/58295/