martedì 31 gennaio 2012

Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul incoronata Atleta dell’anno a Palmanova


Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul, è l’atleta del 2011 di Palmanova. A incoronare la campionessa italiana juniores il presidente dei Veterani sportivi Valter Buttò, alla cerimonia tenutasi...

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lunedì 30 gennaio 2012

Intenzione Missionaria di Febbraio

"Perché il Signore sostenga lo sforzo degli operatori sanitari delle regioni più povere nell'assistenza ai malati e agli anziani" - Commento all'Intenzione Missionaria di febbraio 2012

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Ero malato e mi avete visitato" (Mt 25,36). Queste parole del Signore hanno portato i credenti ad avere una sensibilità particolare per coloro che soffrono a causa di malattie o della vecchiaia, riconoscendo in loro la presenza viva di Cristo. Se nei paesi poveri la vita è difficile per tutti, lo è molto di più per coloro che soffrono il dolore fisico o l'abbandono nell'età avanzata.
Probabilmente ancora più doloroso del dolore fisico è il dolore morale per l'abbandono che vivono molti nostri fratelli. Chi non si è sentito toccato nel suo cuore vedendo in alcuni reportage sul lavoro missionario, le religiose raccogliere esseri umani che giacciono per strada e divorati dalla miseria? Non sono forse loro, e molti altri come loro, una testimonianza vivente di Cristo, il Buon Samaritano?
Corriamo il pericolo di essere contagiati dall'individualismo egoistico che impera ovunque nella nostra società. Ognuno tende a pensare solo a se stesso, sostenendo che la sofferenza degli altri non è un suo problema. Secondo Benedetto XVI, la grandezza dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e con colui che soffre, e "questo vale per il singolo come per la società. Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana" (Spe salvi, 38).
In qualche modo, le persone che si dedicano al compito bello e difficile della cura dei malati e degli anziani sono una sorta di incarnazione di Cristo misericordioso e compassionevole. Costoro estendono nel mondo la Sua tenerezza per i sofferenti. In molti passi dei Vangeli vediamo che il Signore si commosse profondamente dinanzi al dolore degli altri, alla sofferenza fisica o mentale. Ma, ancor di più, Cristo ha preso sulle sue spalle il dolore e le ferite fisiche e morali dell'uomo, di ogni uomo, e le ha portate con Lui sulla croce. Come afferma san Pietro: "Dalle sue piaghe siete stati guariti" (1 Pt 2, 24). Dio manifesta la sua grandezza perché si china fino a prendere su di sé il dolore e la sofferenza degli uomini. Nelle parole del Papa: "Solo un Dio che ci ama fino a prendere su di sé le nostre ferite e il nostro dolore, soprattutto quello innocente, è degno di fede" (Messaggio Urbi et Orbi, Pasqua 2007).
Coloro che sanno prendere sulle proprie spalle il dolore dei malati e degli abbandonati, diventano presenza viva di Cristo, testimoni del suo amore per gli uomini. E insieme alla testimonianza del servizio della carità, i missionari devono svolgere un servizio ancora più grande: aiutare chi soffre a trovare il significato e il perchè del loro dolore. Il Papa ha detto ai giovani che vivono l'esperienza della malattia: "spesso la Croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il 'sì' di Dio all'uomo, l'espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla croce è sgorgata questa vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi verso il Crocifisso" (Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2011, n. 3).
Maria è la Madre del Crocifisso, che stava con speranza e forza nella fede, ai piedi della croce del Figlio. Lei è sempre accanto alla croce e al dolore di tutti i suoi figli, verso i quali esercita la nuova missione materna ricevuta sul Calvario. Come Madre della Speranza ci insegna a trasformare il dolore in gioia senza fine, dal momento che le sofferenze del tempo presente sono niente di fronte alla gloria che un giorno ci sarà svelata. (Agenzia Fides 30/01/2012)

60000 analisi al giorno?????

Laboratorio analisi Palmanova si candida al posto di Udine


La proposta dell’assemblea dei sindaci del territorio Paviotti e Martines: qui più spazi e macchinari recenti

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sabato 28 gennaio 2012

Giornata Mondiale Contro la Lebbra

VATICANO - "Le persone curate e sanate dalla lebbra possono e devono esprimere tutta la ricchezza della loro dignità e spiritualità": Giornata Mondiale per la lotta contro la lebbra

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Come ogni anno dal 1954, l'ultima domenica di gennaio si celebra la Giornata mondiale contro la Lebbra. Purtroppo ancora oggi questa malattia colpisce nel mondo 200 mila persone. Secondo il bollettino epidemiologico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2010 sono stati 123 i paesi del mondo che hanno denunciato nuovi casi di lebbra, per un totale di 228.474. Questi dati sono provvisori perché mancano quelli di alcuni paesi come Costa d'Avorio, Ghana e Senegal.
L'India con 126.800 casi e il Brasile con 34.894 casi nel 2010, continuano ad essere i paesi dove si registra il più alto numero di nuovi casi di lebbra nel mondo. Seguono Angola, Bangladesh, Cina, Congo, Etiopia, Indonesia, Madagascar, Mozambico, Myanmar, Nepal, Nigeria, Filippine, Sri Lanka, Sudan e Tanzania. I paesi con il tasso più elevato di nuovi casi tra i bambini, suddivisi per continenti, sono la Liberia in Africa, la Repubblica Dominicana in America, lo Yemen in Medio Oriente, l'Indonesia in Asia e le isole Marshall nel Pacifico. I paesi con alti tassi di disabilità tra i nuovi casi, sono il Madagascar in Africa, il Paraguay in America, la Tailandia e la Cina in Asia.
Nonostante negli ultimi 20 anni circa 14 milioni e mezzo di persone siano state curate con la polichemioterapia e sono guarite dalla lebbra, molti di loro hanno bisogno di cure per tutta la vita per problemi legati alle disabilità, alle ulcere e alle ferite causate dalla malattia. Secondo le stime dell'Oms sono circa 2 milioni.
I successi ottenuti nella lotta contro il morbo di Hansen non devono far calare "l'attenzione internazionale verso i malati di lebbra, che necessitano ancora oggi di sostegno umano e di integrazione sociale" ha affermato il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, nel suo Messaggio per la Giornata di quest'anno. Quella della discriminazione in molti paesi costituisce ancora una piaga molto grave per queste persone. Nel mese di dicembre 2010, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per l'eliminazione di tale fenomeno insieme con alcuni principi e linee guida.
La Chiesa missionaria ha una lunga tradizione di assistenza verso questi malati, spesso abbandonati anche dai loro stessi familiari, ed ha sempre fornito loro, oltre alle cure mediche e all'assistenza spirituale, anche possibilità concrete di recupero e reinserimento nella società, superando le barriere della discriminazione. La Chiesa gestisce nel mondo 561 lebbrosari (secondo l'ultimo Annuario Statistico della Chiesa). Secondo la ripartizione per continente: in Africa 174, in America 92 (totale), in Asia 288, in Europa 4 e in Oceania 3. Le nazioni che ospitano il maggior numero di lebbrosari sono: in Africa: Repubblica Democratica del Congo (33), Madagascar (25), Sudafrica (23); in America del Nord: Stati Uniti (47); in America centrale: Messico (4); in America centrale-Antille: Haiti (2); in America del Sud: Brasile (13), Ecuador (8), Perù (6); in Asia: India (220), Corea (16), Pakistan (14); in Europa: Italia (2), Belgio (1), Spagna (1); in Oceania: Papua Nuova Guinea (3). (AP) (28/1/2012 Agenzia Fides)

venerdì 27 gennaio 2012

Chiesa pienamente indiana

ASIA/INDIA - I Vescovi: "la Chiesa contribuisce a un'India migliore"

Bangalore (Agenzia Fides) - "Di fronte a povertà, disoccupazione, corruzione, mancanza di istruzione, violenza, fondamentalismo religioso, la Chiesa cattolica intende essere una voce significativa e offrire il suo specifico contributo per la costruzione di una nazione che garantisca benessere, istruzione, armonia e giustizia per tutti": con queste parole Sua Ecc. Mons. Bernard Moras, Arcivescovo di Bangalore, illustra all'Agenzia Fides il tema della prossima Assemblea generale della Conferenza Episcopale Indiana, dal titolo "Il ruolo della Chiesa per un'India migliore", che si terrà nella sua diocesi, a Bangalore (stato di Karnataka), dall'1 all'8 febbraio prossimo. L'assemblea, che si tiene ogni due anni, riunirà oltre 160 Vescovi cattolici dei tre riti esistenti nel paese: latino, siro-malabarese, siro-malankarese. Parteciperanno ai lavori personalità come il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace" e altri studiosi indiani.
Mons. Moras, interpellato da Fides, spiega: "La Chiesa è pienamente indiana, ama il suo paese ed è preoccupata. Per questo, come cristiani, continueremo a dare il nostro specifico contributo, di valori e di azione, alla società indiana, per affrontare le sfide del presente. La prima è l'esplosione demografica, che non può essere fermata con gli aborti selettivi. Poi la crisi economica e le disuguaglianze che affliggono il paese. Un terzo punto che sarà esaminato è l'istruzione, che in India raggiunge solo il 30% della popolazione. Vogliamo, poi, portare i valori e l'etica cristiana per contrastare la corruzione, emersa come una delle malattie del paese".
"Si parlerà - prosegue il Vescovo - anche dell'annoso problema del terrorismo e del fanatismo religioso, indù e islamico, che genera odio, intolleranza e violenza contro i cristiani. Per noi la sfida è costruire e dare efficacia alle Commissioni di dialogo e di pace, in tutte le realtà locali. Come cristiani siamo certi che il progetto dei radicali indù di espellerci dall'India, non potrà mai attuarsi".
Infine l'Arcivescovo sottolinea: "due temi a cui, come Vescovi, siamo molto attenti sono l'evangelizzazione e i giovani. Il Vangelo è la risposta alle sfide di oggi, e i giovani sono il futuro della nazione". (PA) (Agenzia Fides 27/01/2012)

giovedì 26 gennaio 2012

Blocco Tir, Sangalli: “da 3 giorni merce in magazzino”. CIGO e produzione al rilento

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"E' un paese spaventato, dalla situazione incerta".



"E' un paese spaventato, dalla situazione incerta". Commenta cosi' la situazione in Siria il Custode di Terra Santa. Padre Pizzaballa, dopo essere tornato dalla sua visita canonica, racconta davanti alle nostre telecamere le paure e le speranze del popolo siriano. More

mercoledì 25 gennaio 2012

Firenze Sport ne parla

Scherma - Terza tappa del Circuito Nazionale Master

Scherma - 25/01/2012

SAN GIORGIO DI NOGARO (Udine) - La terza tappa del Circuito Nazionale Master, che ha registrato la partecipazione di 328 atleti, è stata caratterizzata dalla tripletta messa a segno dalla serba Svetlana Visnjic che si è aggiudicata tutte e tre le prove di spada, fioretto e sciabola della categoria 0 e dalla doppia vittoria diIris Gardini (nella foto il podio categorie 2-3), portacolori della C.S. Imola, nelle rispettive prove di spada e sciabola di categoria. Nella prova poi di spada femminile categoria 1 si è, invece, imposta Iliana Diana Bonato; mentre in quelle di fioretto femminile sono salite sul gradino più alto Magda Melandri (Zinella scherma) nella categoria 1 ed nella 2-3 Silvana Esposito (Mangiarotti Milano). Nella spada maschile vincono la prova Stefano Mazzetti (Grifoscherma) della categoria 0, Luca Magni (Chiti Pistoia) della categoria 1, Pierpaolo Battigalli e Andrea Parudcci della Mangiarotti Milano nelle categorie 2 e 3-4. Elvis Gregory (C.S. Roma) cat. 0-1, Maurizio Galvan (C.S. Mestre Livio Di Rosa) cat. 2 e Giulio Paroli (Fides Livorno) cat. 3-4 si aggiudicano le gare di fioretto maschile. A chiudere la due giorni di gara sono i vincitori delle prove di sciabola maschile Stefano Lanciotti (C.S. Roma) per le categorie 0-1 e Vittorio Carrara (Officina della scherma) cat. 2-3. Per i fiorentini l'8° posto di Gabriella Starnotti nella Sciabola Femminile.
Fonte:http://www.fisport.it/news.asp?idnew=17104

Non è un filmato estraneo alle nostre attività parrocchiali!



Si e' svolta a Ein Karem la tre giorni di ritiro proposta ai giovani cristiani di Gerusalemme Israele e Palestina dalla parrocchia latina di Gerusalemme. Non un evento isolato, ma un cammino di formazione e incontro guidato dai francescani della Custodia More
ASIA/MYANMAR - Continua la discriminazione verso il gruppo etnico dei rohingya: circa 40 mila bambini non risultano registrati all'anagrafe

Yangon (Agenzia Fides) - Sono circa 40 mila i bambini appartenenti all'etnia rohingya che vivono attualmente in Myanmar senza essere registrati all'anagrafe. Ne conseguono per loro limitate opportunità di accesso al mondo del lavoro, all'alimentazione e ai servizi sanitari. Si tratta di una delle tante minoranze etniche di cui è composto il Myanmar e si concentrano in una regione isolata al confine col Bangladesh. Sono per lo più di religione musulmana e si stima che la loro popolazione ammonti a circa tre milioni di persone. Nonostante le recenti riforme avviate nel paese, il Governo ha riconfermato le sue politiche profondamente discriminatorie contro questo gruppo etnico e a pagarne le conseguenze sono i minori. Secondo i responsabili del Proyecto Arakan, il problema è direttamente relazionato sia con le mancate concessioni delle autorizzazioni per contrarre matrimonio sia con la 'politica dei figli' imposta dal governo birmano. Da una parte, i bambini che non vengono registrati sono una prova dell'esistenza di matrimoni non autorizzati dallo Stato, 'crimine' che viene perseguito con 10 anni di carcere. Dall'altra, i terzi o quarti figli che non vengono registrati rientrano per tutta la vita in una 'lista nera' che impedisce loro di trovare un lavoro, studiare o sposarsi. Secondo la Ley sobre Ciudadanía del 1982, i bambini rohingya, registrati e no, sono catalogati come 'apolidi', e hanno accesso limitato agli alimenti e all'assistenza medica. La maggior parte non possono frequentare la scuola e sono sfruttati per lavori forzati. Il tasso di analfabetismo è di circa l'80% e oltre il 60% dei bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni non sono mai andati a scuola. (AP) (25/1/2012 Agenzia Fides)

L'ingresso nella più piena obbedienza al Padre



La Chiesa, comunità dei discepoli, è il luogo in cui continua la missione di Cristo: "condurre il mondo fuori dall'alienazione dell'uomo da Dio e da se stesso, fuori dal peccato, affinché ritorni ad essere il mondo di Dio". Così oggi Benedetto XVI, dedicando la catechesi dell'udienza generale alla preghiera che Gesù rivolge al Padre nell'ora del suo sacrificio, sullo sfondo della festa giudaica dell'espiazione, Yom kippùr. Il Figlio di Dio, sacerdote e vittima, "prega per se stesso, per gli apostoli e per tutti coloro che crederanno in Lui, per la Chiesa di tutti i tempi". "La glorificazione che Gesù chiede per se stesso", ha spiegato il Papa, "è l'ingresso nella più piena obbedienza al Padre"; mentre ... More

korazym.org sul Cammino neocatecumenale

Cammino Neocatecumenale, un'altra approvazione. Ma c'è sempre quel qualcosa che non va

Scritto da Stefano Caredda   
Lunedì 23 Gennaio 2012 20:39
Nuovo via libera della Santa Sede ai neocatecumenali: dopo gli Statuti e il Direttorio Catechetico, i cui decreti di approvazione erano arrivati rispettivamente nel 2008 e nel 2011, ora è arrivata l'approvazione delle celebrazioni in uso nel Cammino che non sono già normate dai libri liturgici. Fra di esse non c’è – ovviamente - la Messa che i neocatecumenali celebrano il sabato sera, ma il modo poco preciso col quale il decreto è stato presentato dai responsabili del Cammino ha (e non è la prima volta) ingenerato confusione, con il risultato che il messaggio che è passato ai più è proprio quello. Completamente fuorviante. E in questo mare di imprecisione, rischiano di passare in secondo piano anche le parole del papa, che – per chi non vuol far finta di nulla – sono chiare e puntuali.
Il decreto con il quale vengono approvate le celebrazioni in uso nel Cammino che non sono già normate dai libri liturgici è un via libera importante, in qualche modo ovvia e naturale conseguenza dell'approvazione, dodici mesi fa, dei tredici volumi (il “Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale”) che illustrano l'intero percorso di riscoperta del Battesimo e che contengono quelle catechesi degli iniziatori Kiko Arguello e Carmen Hernandez che vengono riproposte dai catechisti in ogni singola comunità del Cammino. Un segno rilevante, questo nuovo via libera, della fiducia che la Santa Sede ripone nel Cammino Neocatecumenale, che a poco più di 40 anni dalla sua “invenzione” si vede ormai pienamente riconosciuto e approvato dal Vaticano. Un traguardo non facile e tutt'altro che scontato. Ad oggi, il Cammino neocatecumenale è riconosciuto come un percorso di formazione valido, che viene definito nei suoi tratti essenziali dagli Statuti (approvati in forma definitiva nel 2008 dopo sei anni di formula ad experimentum) e tratteggiato nel dettaglio, dal punto di vista dottrinale e catechetico, dal “Direttorio” approvato dodici mesi fa, ivi comprese – la novità di questo 2012 - le celebrazioni che in esso vi sono contenute. Di per sé, il percorso di approvazione da parte della Santa Sede può ritenersi sostanzialmente concluso, fermo restando che nulla è dato una volta per tutte e che tutto quanto deciso in questi anni è in ogni momento passibile di riconsiderazione da parte della Santa Sede.
Eppure, anche stavolta, come già in passato, non tutto è andato liscio e verosimilmente non tutto continuerà ad andare liscio nella vita quotidiana di questo cammino di formazione. Da un lato c'è la ormai consueta e immancabile confusione sul contenuto preciso dei decreti emessi dalla Santa Sede, confusione generata anzitutto proprio dai responsabili del Cammino neocatecumenale e da quel loro modo (quantomeno così poco puntuale, se non apertamente scorretto) di raccontare gli eventi; dall'altro lato c'è il punto, non ancora chiarito, della pubblicazione del “Direttorio catechetico”, che sarà pure stato approvato nella sua nuova versione rivista e abbondantemente corretta dalla Congregazione per la dottrina della fede, ma che nella pratica continua a rimanere un testo riservato, in uso solamente ai catechisti del Cammino. Il tutto, in un contesto in cui i principali appunti che vengono mossi all'intero movimento (uno su tutti: la scarsa attenzione all'unità con il resto della comunità parrocchiale, con tutti coloro che non appartengono alle comunità del Cammino) vengono dai vertici del Cammino Neocatecumenale apertamente negati e nel concreto sostanzialmente ignorati, come se si trattasse di accuse infondate o di problemi inesistenti. Quando inesistenti, in realtà, davvero non sono. Anche perché, ad ogni udienza papale, vengono evocate e sottolineate – per chi le vuol sentire - dal Pontefice in persona. E’ successo anche stavolta.
IL DECRETO: COSA C’E’ – Il decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, testualmente, “concede l’approvazione a quelle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa”. Si tratta di quei riti che accompagnano tutto il percorso di formazione del singolo nelle sue varie tappe di formazione: nel dettaglio, i riti che accompagnano il “primo scrutinio”, lo “Shemà” e il “secondo scrutinio” (passaggi con i quali si passa prima dalle catechesi iniziali al pre-catecumenato e poi da quest’ultimo al catecumenato vero e proprio) e ancora i riti legati all'iniziazione alla preghiera, alla consegna del Salterio, alla consegna del Credo (la Traditio Symboli), alla confessione pubblica della propria fede (la Redditio Symboli), alla consegna del Padre Nostro, e via continuando fino al rito del Rinnovo delle promesse battesimali, che di fatto è il culmine ultimo del Cammino neocatecumenale. Approvate anche le parti delle celebrazioni della Parola di Dio (sono settimanali, ne parlano anche gli Statuti) e delle celebrazioni penitenziali (hanno cadenza mensile) che già non siano regolate altrove.
E COSA NON C’E’ (ANCHE SE VOGLIONO FARLO CREDERE) – Non si fa alcuna menzione, nel decreto, delle celebrazioni che sono già normate dai Libri liturgici: non c’è la Liturgia delle Ore e ovviamente e naturalmente non c’è la Celebrazione Eucaristica, non c’è la Santa Messa. Ma purtroppo il messaggio che rischia di passare – e sta passando – è proprio questo: è stata approvata la celebrazione del sabato sera nelle comunità, è stata approvata la “messa dei neocatecumenali”. Un’interpretazione che si va diffondendo sui mezzi di comunicazione – e anche fra non pochi appartenenti al Cammino – a causa soprattutto della nota ufficiale emessa dai responsabili del Cammino neocatecumenale (diffusa alla stampa di tutto il mondo e riportata sul sito web ufficiale). Una nota che semplifica oltremodo quanto accaduto e che, sintetizzando troppo, di fatto induce in errore generando una grandissima confusione sui termini reali di quanto approvato. In tutto questo, non ha certo aiutato il fatto che la Santa Sede, rendendo noto il decreto, non gli abbia affiancato alcun commento o alcuna nota esplicativa: forse stavolta era necessaria.
LA MESSA, ECCO LA SITUAZIONE - In verità, non esiste (o non dovrebbe esistere) alcuna “messa dei neocatecumenali”: la Messa è una sola, quella regolata dai libri liturgici, alla quale nelle comunità del Cammino si applicano alcune eccezioni, che sono ben circoscritte, definite nel dettaglio dagli Statuti o nei documenti ufficiali della Santa Sede. Il decreto del 2012 non tocca affatto questo aspetto e le regole in vigore sono quelle disegnate dopo l’approvazione degli Statuti, nel giugno 2008. In breve, le comunità del Cammino possono celebrare la Messa il sabato sera, dopo i primi Vespri della domenica, in piccole comunità: sempre devono essere seguiti i Libri liturgici, con due concessioni. La prima è quella che la Comunione viene distribuita sotto le due Specie del pane azzimo e del vino, e che i neocatecumeni la ricevono in piedi restando al proprio posto. La seconda è lo spostamento del rito dello scambio della pace, che viene anticipata a prima dell’offertorio. Stop. Queste sono le uniche eccezioni consentite. Tutto il resto o è già previsto dal Messale romano (è il caso delle monizioni prima delle letture, purché siano “brevi”) o dovrebbe essere modificato perché non previsto, e dunque non concesso (è il caso delle risonanze prima dell’omelia). Nel Cammino molto è cambiato negli ultimi anni, ma le risonanze sono sempre al loro posto. Peraltro, nel corso dell’udienza, il papa ha sottolineato lungamente il senso della concessione della Messa al sabato sera in piccole comunità (fini esclusivamente pastorali) e ha ribadito che l’obiettivo è quello di “inserire il singolo nella vita della grande comunità ecclesiale”, a partire dalla celebrazione domenicale della parrocchia. Un obiettivo che vale sempre: durante i lunghi anni del cammino, dice il papa, è “importante non separarsi dalla comunità parrocchiale”. Insomma, la messa del sabato sera è fatta per unire, non per dividere; per inglobare, non per separare le comunità neocatecumenali dal resto della comunità parrocchiale. Concetti, questi, su cui il Cammino ancora una volta è chiamato a riflettere.
NEGARE, ANCHE L’EVIDENZA – Ed è chiamato a rifletterci su perché, nonostante tutto, la parola d’ordine dei responsabili sembra essere quella di negare, negare, fortissimamente negare che ci sia qualcosa che non vada, che nel Cammino si siano generate delle criticità che quanto meno sarebbe onesto vedere, per poterci lavorare sopra. Per salvaguardare meglio l’unità delle parrocchie e della Chiesa. Per evitare che un percorso che è un “dono dello Spirito Santo” e che tanto bene sta facendo nella Chiesa possa talvolta portare divisione. Purtroppo, in tutti questi anni e ancora oggi, a giudicare dalla nota sul decreto, i vertici del Cammino (gli iniziatori Kiko Arguello e Carmen Hernandez, con don Mario Pezzi) preferiscono semplificare: “Tutto va bene, la Santa Sede ha approvato tutto, il papa è con noi”. Col risultato che, alla lunga, perdono anche di credibilità: in questi giorni, se ci si rivolge a quelle migliaia e migliaia di persone neocatecumenali, soprattutto giovani, che formano le singole comunità (e che, in linea di massima, con coerenza e senza alcun genere di integralismo, vivono il loro percorso di fede come uno dei tanti percorsi di fede presenti nella Chiesa) e si afferma che la Santa Sede ha dato l’approvazione alle celebrazioni del Cammino, la risposta più frequente che si ottiene è: “Ma perché, non avevano già approvato tutto?”. E in molti pensano, sbagliando, che il decreto abbia approvato proprio la Messa del sabato sera, che invece non c’entra nulla. No, in tutto questo c’è qualcosa che non va.
UNITA’ E LITURGIA: E SE LO DICE IL PAPA, FORSE… – Non va anche e soprattutto perché dovrebbe essere inconcepibile negare che vi siano alcuni problemi sul versante dell’unione ecclesiale e sul versante della liturgia quando – guarda caso – ogni volta che incontra le comunità del Cammino il papa si concentra proprio su questi due aspetti: unità con il vescovo diocesano, rispetto dei libri liturgici, comunione ecclesiale. Così è stato anche nell’udienza del 20 gennaio 2012, dove il papa, riconoscendo l’opera preziosa del Cammino, ha invitato a dare attenzione “all’unità e all’armonia dell’intero corpo ecclesiale” e ha impartito una vera e propria lezione su cosa sia la liturgia e sul senso delle eccezioni riconosciute al Cammino. Non è un caso che il pontefice si concentri sempre su questi aspetti. Riconoscere, da parte del Cammino, che al riguardo c’è del lavoro da fare, e una volta per tutte anche farlo, sarebbe la cosa più sensata e sana che i suoi responsabili potrebbero e dovrebbero fare. Del resto, se lo dice il papa, forse si potrebbe anche dargli retta.

Domenica 29 Gennaio 2012


Scavi di Cafarnao: colonne della sinagoga
Bizantina
    IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Dt 18,15-20)
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole
.

Dal libro del Deuterònomio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 94)
Rit: Ascoltate oggi la voce del Signore.


Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

SECONDA LETTURA (1Cor 7,32-35)
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 4, 16)
Alleluia, alleluia.
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,21-28)
Insegnava loro come uno che ha autorità.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – La Parola che abbiamo ascoltato è fondamento delle nostra fede, nutrimento delle nostra speranza e lievito di fraternità. Con questa certezza, rivolgiamo con fiducia al Padre le nostre intenzioni di preghiera.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

La tua Parola, Signore,

sia luce al nostro cammino.

1.      Per la santa Chiesa, perché, guidata dallo Spirito, sappia riconoscere nella vita di tutti giorni i profeti che il Signore suscita e segua un cammino di conversione autentica, preghiamo.

2.      Per quanti amministrano la cosa pubblica, perché si adoperino fattivamente nell’amare, coltivare e difendere la vita di ogni uomo, al di là di ogni popolo, razza e cultura, preghiamo.

3.      Per coloro che sono afflitti da tribolazioni fisiche e spirituali, perché nella Parola di Dio sappiano trovino consolazione e fiduciosa speranza nel proseguire il cammino, preghiamo.

4.      Per la nostra Comunità parrocchiale, perché sappia riconoscere i profeti che il Signore le invia, sapendo discernere la voce senza mai soffocarla, preghiamo.

5.      Per noi che prendiamo parte a questa Liturgia pasquale, perché accogliamo, senza esitazione alcuna, la Parola di Dio, la viviamo nell’esperienza quotidiana, aprendo il nostro cuore ai fratelli e lasciandoci guarire da ogni forma di peccato e di morte che si annida nel nostro intimo, preghiamo.

C – Stendi la tua mano, o Padre, sull’umanità affaticata e oppressa; concedi a tutti i tuoi figli una fede ricca di memoria e audace nella testimonianza profetica del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.  

T - Amen.


Foglietto Parrocchiale della domenica 22 gennaio 2011


martedì 24 gennaio 2012

Storia di Nadia

ASIA/PAKISTAN - Ragazza cristiana rapita e convertita all'islam torna a casa dopo 10 anni

Lahore (Agenzia Fides) - Nadia Bibi, ragazza cristiana che era stata rapita e costretta a sposare un uomo musulmano, è tornata dalla sua famiglia, di fede cattolica, dopo 10 anni. Nadia aveva solo 15 anni quando, nel 2001, è stata rapita a Mariamabad (in Punjab), città a maggioranza cattolica: il suo non è un caso isolato, dato che come confermano fonti cattoliche di Fides in Punjab, vi sono almeno 700 casi l'anno di ragazze cristiane rapite e costrette al matrimonio islamico. Se si aggiungono anche i casi di ragazze indù, il numero sale a 1.800 casi annui, afferma un recente Rapporto dell'Ong "Asian Human Rights Commission".
I genitori di Nadia si erano rivolti alla polizia ma, come spesso accade, erano stati intimiditi e minacciati dai rapitori, mentre la polizia si era rifiutata di registrare una denuncia. In seguito, quando hanno saputo che Nadia era stata costretta a sposare il musulmano Maqsood Ahmed, i suoi genitori sono andati di nuovo alla polizia e questa volta sono riusciti a registrare un FIR (First Information Report). La polizia però si è rifiutata di arrestarlo e la vicenda è finita dinanzi all'Alta Corte di Lahore. Qui Nadia, sotto minacce, ha rilasciato una dichiarazione in favore del marito, esprimendo la sua libera volontà di sposarlo, per paura di tragiche conseguenze per lei e per la sua famiglia. Così il caso fu chiuso.
Intanto la vita per Nadia era insopportabile: Maqsood la picchiava e la maltrattava chiedendole perfino di far convertire all'islam anche i suoi genitori. Dopo 10 anni, nel dicembre 2011, Nadia ha trovato la forza per fuggire, facendo ritorno a casa dei suoi genitori. Tuttavia Maqsood si è ripresentato con un gruppo di uomini armati, minacciando di compiere una strage e di rapire la sorella minore di Nadia. La famiglia allora è fuggita e si è rivolta all'Ong CLAAS (Center for Legal Aid Assistence and Settlement) che tutela i cristiani pakistani. CLAAS ha provveduto a ospitare Nadia e sua sorella in un luogo nascosto, avviando un nuova causa penale contro Maqsood.
Come riferito da CLAAS a Fides, Nadia ha dichiarato: "Maqsood ha reso la mia vita miserabile. Temevo di essere uccisa perché Maqsood sapeva che non ero felice con lui. Mi sentivo totalmente impotente ed ero molto confusa. Maqsood è disumano, ha rovinato tutta la mia vita. Ora ho riacquistato la speranza e anche la fede".
La storia di Nadia è esemplare e ricalca un clichet che si ripete in molti altri casi, come quello di Farah Hatim rapita e convertita all'islam nel 2011. Anche il suo caso si è concluso con un dichiarazione (forzata), resa in tribunale, in favore del suo aguzzino (vedi Fides 20/7/2011) ma alcune Ong internazionali hanno denunciato la vicenda alle Nazioni Unite (vedi Fides 22/8/2011). (PA) (Agenzia Fides 24/1/2012)

"Oggi siamo diventati più forti nella fede e nell'amore verso Dio".

ASIA/INDIA - "La sofferenza dei cristiani non è vana: ha aumentato la nostra fede" dice la suora violentata nei massacri dell'Orissa

Bhubaneswar (Agenzia Fides) - "Sono certa che i cristiani dell'Orissa non hanno sofferto invano. La nostra sofferenza ha portato frutti: siamo cresciuti nella fede e nell'amore verso Dio" dice all'Agenzia Fides suor Meena Barwa, la religiosa violentata durante i massacri anticristiani verificatisi nel distretto di Kandhamal, in Orissa, nell'agosto 2008.
Mentre vi sono ancora casi di omicidi di leader cristiani e mentre molti fedeli attendono giustizia, la suora dichiara a Fides: "Sacerdoti, religiosi e laici, hanno sofferto e lottato insieme. Il Signore conosce il nostro calvario, ma non vi è odio nei nostri cuori. Siamo convinti che le indicibili pene inflitteci non sono state inutili". Infatti, continua suor Meena, "sappiamo che nella sofferenza si sperimenta la benedizione di Dio e il dolore ha dato dei frutti: oggi siamo diventati più forti nella fede e nell'amore verso Dio".
Sulla sua esperienza in Orissa, la religiosa dice: "Mi sento parte della comunità di Kandhamal e non ho mai pensato di lasciare questo luogo. Abbiamo percorso molta strada e abbiamo ancora molta strada da fare insieme. In questo cammino, Dio è nostra forza e nostro baluardo".
"Oggi - prosegue la suora nella sua testimonianza - sopravviviamo grazie alla fede. Dio è la nostra protezione e Lui è con noi in ogni momento. Non possiamo fermarci a guardare indietro perché ci sono sfide importanti davanti a noi: il Signore ci ha mantenuto in vita e oggi siamo chiamati ad affrontare queste sfide con speranza, fiducia e convinzione". La suora conclude con un ringraziamento: "Sono profondamente grata a tutti coloro che non ci hanno fatto mancare, in passato e tuttora, sostegno, incoraggiamento e preghiere". (SD-PA) (Agenzia Fides 24/1/2012)

ilnautilus.it: i pescatori fermi

Unione Europea: lo stop dei pescatori contro le nuove norme


Approfondimento QUI, ne parla ilnautilus.it

Sciopero il primo febbraio

ANCHE IN FRIULI BATTAGLIA APERTA ALLE LIBERALIZZAZIONI



Secondo Federfarma Fvg sono «molti i punti del decreto sulle liberalizzazioni che devono essere rivisti se non si vuole nuocere prima ancora che al farmacista, al cittadino che rischia di non vedere più garantita la qualità e la sicurezza del servizio». Da qui le motivazioni della chiusura delle farmacie anche in regione, il 1° febbraio, aderendo allo sciopero nazionale.

San Francesco di Sales: Creare parole che restano

Riscoprire il silenzio per comunicare parole «dense»   versione testuale
L'Arcivescovo ha incontrato gli operatori della comunicazione e consegnato
loro il Messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali

UDINE (24 gennaio, ore 12.40) - “Usate il silenzio e la meditazione per creare parole che restano”. Questo l’invito fatto dall’arcivescovo di Udine a tutti i giornalisti e gli operatori della comunicazione del territorio udinese presenti alla Santa Messa celebrata in occasione del patrono della categoria, san Francesco di Sales.
Nell'Oratorio della Purità, a Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato ha consegnato a ciascun giornalista il Messaggio del Papa per la 46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che quest’anno s’incentra sul tema “Silenzio e parola”.
“Silenzio e parola non sono in contrasto tra loro – ha precisato il presule nell’omelia – anche se qualcuno vive il silenzio come un vuoto inquietante che cerca di riempire con la parola”. AUDIO
 
Rifacendosi al Messaggio del Papa, mons. Mazzocato ha detto fra l’altro che «ha ragione il Papa quando fa presente che le parole senza spazi di silenzio impoveriscono la qualità della comunicazione rendendola superficiale, ripetitiva, piena di luoghi comuni. Le parole sono suoni che si spengono presto quando sono senz’anima; senza l’anima del silenzio”.
L’Arcivescovo ha sottolineato quindi “il valore del testo del Papa  per il nostro tempo nel quale siamo come travolti da un’alluvione di parole che, però, frequentemente creano una comunicazione fragile e di breve durata”. E ha concluso dicendo “Credo che, a volte, anche i professionisti della comunicazione avvertano la nostalgia di parole dense di senso e di profondità. La medicina per guarire e rigenerare la parole umana è il silenzio”.
 

lunedì 23 gennaio 2012

Il nuovo Patriarca di Venezia?

Moraglia in pole position per la nomina a Patriarca


Il nome del vescovo di La Spezia sembra il prescelto per la Curia di San Marco In città parte il conto alla rovescia per l’annuncio del sostituto di Scola

Leggi QUI l'articolo

Assalitori addestrati?

AFRICA/NIGERIA - "Gli assalitori indossavano uniformi della polizia" dice a Fides il Vescovo di Kano, danneggiate anche alcune strutture della Chiesa

Abuja (Agenzia Fides) - "Kano è ancora sotto choc. La serie di assalti coordinati in diversi punti della città è durato circa 3 ore" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. John Namaza Niyiring, Vescovo di Kano, la più importante città del nord della Nigeria, dove nella sera del 20 gennaio, bande armate appartenenti alla setta Boko Haram hanno assalito diversi obbiettivi provando almeno 178 morti e centinaia di feriti.
Mons. Niyiring descrive così quelle drammatiche ore: "Gli assalitori sembravano ben addestrati ed indossavano uniformi mimetiche come quelle usata dalla Mobile Police Force. Questo ha tratto in inganno alcuni civili che si sono diretti verso i terroristi, credendoli poliziotti, i quali li hanno uccisi senza pietà. Tra gli obiettivi colpiti con ordigni esplosivi ci sono il quartier generale della Polizia regionale, quello del Servizio di Sicurezza, della Dogana e del Dipartimento dell'Immigrazione, oltre alla caserma della polizia . Dopo aver fatto esplodere le bombe, i membri del commando hanno sparato a tutti quelli che si trovavano nelle vicinanze di questi obiettivi, in particolare a coloro che indossavano un'uniforme. Un buon numero di terroristi era formato da stranieri, in particolare del Niger e del Ciad. Alcuni di questi sono probabilmente stranieri in attesa di regolamentazione che sono stati reclutati dalla Boko Haram. Anche alcune strutture della Chiesa cattolica sono state danneggiate, ma sacerdoti e religiosi non sono stati colpiti. Abbiamo notizia però di alcuni nostri parrocchiani tra le vittime" conclude il Vescovo di Kano. (L.M.) (Agenzia Fides 23/1/2011)

Numeri e Persone

EUROPA/SPAGNA - "Si parla molto di numeri e poco di persone", il Cardinale Carlos Amigo sulla crisi economica

Sevilla (Agenzia Fides) - In una lunga intervista concessa al "Diario de Sevilla", il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, Arcivescovo emerito di Sevilla, ha manifestato la preoccupazione della Chiesa per questo momento di grave crisi. Il Cardinale sarà premiato il 26 gennaio con il Premio Manuel Clavero per i suoi 27 anni di servizio pastorale alla città di Sevilla. Nell'intervista il Cardinale dice di essere molto impegnato a scrivere per diverse testate e periodici, a tenere conferenze e a partecipare a programmi di formazione permanente.
Alla domanda che riguarda l'informazione sulla attuale crisi economica, che in Spagna si vive molto profondamente, il Cardinale ha risposto: "E' logico trovare lo stesso tema all'aprire qualsiasi giornale di qualsiasi tendenza. Stiamo imparando perfino un linguaggio ed un vocabolario con i termini economici con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Penso sia importante non abbassare la guardia dinanzi ad un problema che è grave, ma soprattutto pensando a coloro che soffrono di più, che sono senza lavoro, ed hanno una famiglia da assistere. Abbiamo la sensazione che si parli molto di numeri e poco di persone.... E' una crisi in cui si mette la persona in secondo piano ed appare molto di più l'interesse per l'economia, la tecnologia o semplicemente lo stato di benessere; ma non è così, perché il benessere senza che le persone stiano bene è qualcosa di completamente assurdo".
"La crisi riesce a cambiare le priorità della Chiesa ?" domanda il giornalista, e il Cardinale risponde: "Ciò di cui la società ha bisogno è conoscere Gesù Cristo come modo di vivere. E' la cosa più importante, ed è anche ciò che vuole il Santo Padre in questo anno dedicato alla fede e alla Nuova Evangelizzazione. La Chiesa deve dare ciò che ha. Ed è Gesù Cristo. L'opera sociale e caritativa della Chiesa è straordinaria, e stiamo vedendo l'efficacia di alcune azioni in questa crisi. La crisi continuerà, ma noi non dobbiamo lasciarci ingannare dai numeri. Gesù Cristo manda la gente, le persone... Se ci sono i poveri, bisogna mettersi al loro servizio e ringraziare Dio di poterlo fare" conclude il Cardinale. (CE) (Agenzia Fides 23/01/2012)

In via Tomadini a Udine

VEGLIA DI PREGHIERA ECUMENICA
«Tra i cristiani serve una visione comune»   versione testuale
L'Arcivescovo esorta all'unità anche sulle questioni etiche

UDINE (23 gennaio, ore 12.30) - «A causa della perdita della fede, si è diffusa una mentalità che porta a farsi padroni della propria vita come se di essa non si dovesse rendere conto a nessuno. Di conseguenza, poi, si è portati anche a  non rispettare la vita degli altri, specialmente quando è in condizioni di debolezza che fanno sembrare quell’esistenza ormai quasi inutile».
Questo il tema che l'arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato ha voluto mettere al centro della sua riflessione per la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che ha avuto il suo momento più intenso ieri sera nella parrocchia ortodossa romena di san Basilio, in via Tomadini a Udine.
 
Alla celebrazione ecumenica hanno partecipato, con mons. Mazzocato, il parroco romeno-ortodosso padre Iustinian Deac e la pastora valdese-metodista Mirella Manocchio. «Serve unità anche sulle questioni etiche su alcune questioni chiave per l’occidente», ha sottolineato mons. Mazzocato nella sua omelia.
 

venerdì 20 gennaio 2012

sabato 28 gennaio alle 17



Appuntamento il 28 gennaio, alle 17, per la Settima Preghiera straordinaria di tutte le Chiese. A Gerusalemme, a casa dei Copto-Ortodossi l'incontro di tutti i capi chiese della Citta' Santa per chiedere allo Spirito Santo il prezioso dono dell'unita' di tutti i cristiani. Diretta televisiva di molte emittenti. More

giovedì 19 gennaio 2012

Sacerdoti rapiti in Sudan

AFRICA/SUDAN - I due sacerdoti rapiti stanno bene, si tenta un negoziato per il loro rilascio

Khartoum (Agenzia Fides) - "Sappiamo che i due sacerdoti sono in buone condizioni e che probabilmente sono detenuti in un luogo nei pressi della frontiera tra Nord e Sud Sudan" dicono all'Agenzia Fides fonti dell'Arcivescovado di Khartoum
I due sacerdoti, padre Joseph Makwey, quarant'anni, e padre Sylvester Mogga, trentacinque, sono stati rapiti la sera di domenica 15 gennaio dalla parrocchia di Santa Josephine Bakhita, a Rabak, una località a 260 kilometri a sud di Khartoum (vedi Fides 18/1/2012)
"Questo pomeriggio si terrà una riunione per decidere l'invio di una delegazione per negoziare con i rapitori il rilascio dei due sacerdoti" affermano le fonti di Fides, che confermano che i rapitori apparterrebbero ad una milizia sudista anti-governativa (che agisce contro il governo di Juba). Il Sud Sudan accusa Khartoum di appoggiare alcune milizie sudiste, mentre il nord Sudan accusa a sua volta Juba di fornire aiuto ad alcuni gruppi armati che operano negli Stati del nord alla frontiera con il Sud. (L.M.) (Agenzia Fides 19/1/2012)

La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Post tratto dal Blog: Cantuale Antonianum

 

Quali sono le preghiere da recitare durante l'ottavario per l'Unità dei Cristiani?



Risponde alla domanda del titolo il Breve di Papa Benedetto XV (quindicesimo, non sedicesimo!), predecessore del nostro amato B16, che proprio oggi ha citato questo documento nella sua catechesi all'Udienza generale, tutta dedicata alla settimana annuale di preghiera per l'unità dei cristiani, che si apre oggi. Vi riporto integralmente il testo. Alla fine metto in evidenza le orazioni che papa Benedetto volle fossero dette "e non cambiate":

BREVE
ROMANORUM PONTIFICUM

IL VESCOVO BENEDETTO, SERVO DEI SERVI DI DIO.
A PERPETUA MEMORIA

In ogni tempo i Romani Pontefici Nostri Predecessori ebbero a cuore — e anche a Noi preme moltissimo — che i Cristiani che si sono dolorosamente allontanati dalla Chiesa Cattolica siano invitati a tornare ad essa, come ad una madre da loro abbandonata. Splende infatti nella fondamentale unità della fede il principio della verità della Chiesa, e non diversamente l’Apostolo Paolo esorta gli Efesini all’unità dello spirito, da conservarsi nel vincolo della pace, la quale prevede un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo (Ef. IV, 5).

Con grande gioia abbiamo appreso che la Società chiamata « della Espiazione », fondata a New York, ha proposto preghiere da recitarsi dal giorno della festa della Cattedra Romana di San Pietro [=18 gennaio, oggi, NdR] fino alla festa della Conversione di San Paolo affinché si ottenga questo grande obiettivo dell’unità, e Ci siamo pure rallegrati per il fatto che queste preghiere, benedette dal Santo Padre Pio X di recente memoria e approvate dai Sacri Vescovi dell’America, si sono diffuse in lungo e in largo negli Stati Uniti.

Pertanto, affinché più facilmente si consegua l’obiettivo desiderato, e le suddette preghiere si recitino ovunque con grande vantaggio delle anime, Noi, udito anche il parere dei Nostri Venerabili Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa Inquisitori Generali, a tutti i fedeli dell’uno e dell’altro sesso che in qualunque parte della terra — dal giorno 18 del mese di gennaio, festa della Cattedra Romana di San Pietro, fino al giorno 25 dello stesso mese, nel quale si onora la Conversione di San Paolo — reciteranno ogni anno tali preghiere una volta al giorno, e poi nell’ottavo giorno, veramente pentiti, confessati e nutriti della Santa Comunione, dopo aver visitato qualsiasi Chiesa o pubblico Oratorio abbiano innalzato a Dio pie preghiere per la concordia dei Governanti Cristiani, per l’estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per l’esaltazione di Santa Madre Chiesa, Noi concediamo ed elargiamo misericordiosamente nel Signore l’indulgenza plenaria di tutti i loro peccati. Concediamo inoltre la possibilità di lucrare la predetta indulgenza plenaria a coloro che, confessati debitamente i peccati e ricevuta la Santa Comunione, compiuta pure la visita nel giorno della festa della Cattedra di San Pietro in Roma, chiedano perdóno. Inoltre, agli stessi fedeli che con il cuore contrito, in qualunque degli otto giorni menzionati, abbiano recitato le stesse preghiere, concediamo duecento giorni di indulgenza nella forma consueta della Chiesa. Concediamo che tutte e singole queste indulgenze, remissioni dei peccati e attenuazioni delle penitenze possano essere applicate, a modo di suffragio, anche alle anime dei fedeli trattenute in Purgatorio.

Le presenti concessioni saranno valide anche in futuro, nonostante il parere contrario di chicchessia. Le preghiere che dovranno essere recitate, negli otto giorni sopra stabiliti per l’unità della Chiesa, sono le seguenti, e affinché su di esse non venga operata alcuna variazione, abbiamo ordinato che una copia delle stesse alla custodita nell’Archivio dei Brevi Apostolici.

Antifona (Gv 17, 21): Perché tutti siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

V. Io dico a te che tu sei Pietro.
R. E su questa pietra io edificherò la mia Chiesa.

Preghiera: «Signore Gesù Cristo che hai detto ai tuoi Apostoli: Vi lascio la pace, vi dò la mia pace, non guardare ai miei peccati, ma alla fede della tua Chiesa; dégnati di pacificarla e riunirla secondo la tua volontà, tu che vivi e Regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen ».

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 25 febbraio 1916, nell’anno secondo del Nostro Pontificato. BENEDICTUS PP. XV

La preghiera nell'originale latino (Tratta dagli Acta Apostolicae Sedis 1917, p. 62):

Ant. (Ioannis, XVII, 21): Ut omnes unum sint, sicut tu, Pater, in me, et ego in te,
ut et ipsi in nobis unum sint; ut credat mundus, quia tu me misisti.

V/. Ego dico tibi quia tu es Petrus.
R./. Et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam.

ORATIO.
Domine Iesu Christe, qui dixisti Apostolis tuis: Pacem relinquo
vobis, pacem meam do vobis: ne réspicias peccata mea, sed fidem
Ecclesiae tuae : eandem secundum voluntatem tuam pacificare et coadunare
digneris: qui vivis et regnas Deus per omnia saecula saeculorum. Amen.


Testo preso da: Quali sono le preghiere da recitare durante l'ottavario per l'Unità dei Cristiani? http://www.cantualeantonianum.com/2012/01/quali-sono-le-preghiere-da-recitare-per.html#ixzz1jv0k60qs
http://www.cantualeantonianum.com

Nabulsi di Nablus



A Nablus, nei Territori Palestinesi, le piante di ulivo non danno soltanto olio di gran qualita', ma costituiscono il segreto di uno dei dei saponi piu' antichi del mondo...Vi raccontiamo come nasce il Nabulsi, ma anche il coraggio e la tenacia imprenditoriale di una famiglia palestinese ... More

mercoledì 18 gennaio 2012

Capodanno cinese cristiano

ASIA/CINA - Famiglie disagiate e anziani soli: i cattolici vivono il Capodanno cinese nel segno dell'amore

Pechino (Agenzia Fides) - Come tutti gli anni, i cattolici cinesi del continente stanno vivendo la vigilia del Capodanno cinese, che quest'anno cade il 23 gennaio, soprattuto attraverso gesti di carità cristiana perché tutti possano sentire l'Amore di Dio, soprattutto i più deboli ed emarginati, e quanti hanno donato i propri figli al Signore. Secondo quanto riferisce all'Agenzia Fides Faith dell'He Bei, tutte le parrocchie e i gruppi di laici sono mobilitati per portare l'Amore di Dio ai fratelli più piccoli. Le parrocchie inoltre hanno già pubblicato gli orari della Messa di Capodanno.
Ad esempio la parrocchia di Xi Feng della diocesi di Tai Yuan, ha portato il suo ringraziamento alle famiglie dei sacerdoti e dei religiosi per la loro dedizione alla vocazione. Secondo il parroco, "è anche un modo per incoraggiare le vocazioni. Far capire ai giovani e alle rispettive famiglie che la loro scelta non comporterà difficoltà per la vita quotidiana della famiglia, possono stare tranquilli e seguire la via del Signore". Trenta fedeli della parrocchia di Xian Wen della diocesi di Ji Nan, divisi in diversi gruppi, hanno portato viveri alle famiglie disagiate, di anziani soli e malati.
La parrocchia di Hai Bo Wan di Wu Hai, nella Mongolia Interna, ha fatto visita a 80 famiglie di minatori, disabili, nuovi battezzati, fedeli che si sono allontanati dalla Chiesa... Inoltre i sacerdoti hanno portato i sacramenti agli anziani e ai malati infermi.
Il Gruppo della Carità della parrocchia di Quan Zhou della diocesi di Xia Men hanno già visitato 30 famiglie di cattolici per incoraggiarli a vivere la festa tradizionale cinese con fede cristiana e con spirito missionario.
Nella città di Nan Ning, nella provincia di Guang Xin, è stata messa la prima pietra per la nuova struttura cattolica di 4.000 mq alta 9 piani. Secondo il Vescovo che ha presieduto la benedizione della prima pietra, "questo edificio segna il nuovo slancio missionario e pastorale del nuovo anno".
Il Capodanno cinese è un momento che unisce tutta la famiglia. Secondo la tradizione, i figli lontani da casa devono cercare in tutti i modi di tornare a casa per il Capodanno, per unirsi a tutti gli altri membri della famiglia. Molte parrocchie hanno quindi provveduto anche alle necessità dei lavoratori emigrati in maniera molto concreta, provvedento il biglietto del treno, del pullman... Per chi non può tornare a casa, le parrocchie del luogo dove si trovano saranno la loro famiglia e la loro casa, dove saranno accolti con calore cristiano per vivere insieme la festa. (NZ) (Agenzia Fides 2012/01/18)

Immersione nella povertà

ASIA - Quattro giorni di "immersione fra i poveri" per i Vescovi asiatici

Bangkok (Agenzia Fides) - Un gruppo di Vescovi asiatici - insieme con alcuni sacerdoti, religiosi e laici - vivranno per quattro giorni una reale "immersione" nella povertà, restando dal 18 al 21 gennaio fra i più poveri e gli emarginati nelle baraccopoli alla periferia di Bangkok. I Vescovi saranno ospitati in capanne, mangeranno con i poveri, lavoreranno con loro e ne condivideranno tutti gli aspetti della faticosa vita quotidiana. La straordinaria esperienza evangelica di condivisione è parte di una iniziativa lanciata dall'Ufficio per lo Sviluppo Umano della Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC), che riunisce 25 Conferenze episcopali dell'Asia.
I moderni "poveri" fra i quali i Vescovi si immergeranno - riferisce all'Agenzia Fides Fr. Nithiya Sagayam OFM Cap, segretario dell'Ufficio FABC - sono indigeni, migranti, malati di Aids, vittime della tratta di esseri umani. Scopo dell'iniziativa è "stare con i poveri e gli emarginati, per comprendere a fondo la loro condizione, imparare dalla loro sofferenza e dalle vittime dell'ingiustizia", secondo il detto di San Vincenzo De' Paoli "i poveri sono i nostri maestri".
L'esperienza di "immersione" sarà seguita da tre giorni di riflessione sulle risposte della Chiesa alle lotte dei poveri in Asia, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, che vedranno riuniti a Bangkok, dal 21 al 24 gennaio, circa 40 delegati, fra Vescovi, sacerdoti, religiosi e laici asiatici. I delegati si confronteranno per elaborare piani d'azione specifici, da sottoporre alle Conferenze episcopali nei rispettivi paesi. Il workshop di tre giorni e tali piani d'azione saranno incentrati sulla costruzione di una società giusta e sulle possibili iniziative di pace. Il Presidente dell'Ufficio per lo Sviluppo nella FABC, Sua Ecc. Mons. Charles Bo, Arcivescovo di Yangon (Myanmar), ha auspicato che, con tale iniziativa, "i leader della Chiesa possano essere più vicini al grido dei poveri" . (PA) (Agenzia Fides 18/1/2012)

L'udienza pubblica di Benedetto XVI



La strada di Cristo non passa attraverso l'esercizio del potere in termini mondani; dobbiamo invece lasciarci trasformare da Dio e convertirci nella nostra vita. Lo ha ricordato Benedetto XVI nella catechesi dell'udienza generale di oggi, dedicata ad illustrare il significato della Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani che si celebra dal 18 al 25 gennaio. Il tema di quest'anno è: Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore, tratto dalla Prima lettera ai Corinti. Il Papa ha ricordato che il sussidio di preghiera e riflessione questa volta è stato preparato da un gruppo misto composto da rappresentanti della Chiesa cattolica e del Consiglio Ecumenico Polacco. Propri ... More

Domenica 22 Gennaio 2012


    III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Gn 3,1-5.10)
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 24)
Rit: Fammi conoscere, Signore, le tue vie
.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA (1Cor 7,29-31)
Passa la figura di questo mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 1, 15)
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,14-20)
Convertitevi e credete al Vangelo.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore



PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle carissimi, Gesù, Verbo del Padre, ci ha annunciato il Regno di Dio presente in mezzo a noi; preghiamo perché incontri cuori aperti ad accoglierlo.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Convertici a te, Signore.

1.      Perché la Chiesa risponda alla sua vocazione universale annunciando il Vangelo ai lontani e ai dubbiosi, e dia testimonianza di continua conversione al Regno di Dio, già presente nella storia dell’umanità. Preghiamo.

2.      Perché i cristiani impegnati nella politica e nel sociale sappiano utilizzare gli strumenti a loro disposizione per contribuire alla progressiva edificazione del Regno di Dio. Preghiamo.

3.      Perché ogni uomo viva il tempo e il proprio lavoro come occasione per incontrare il Signore che invita tutti alla sua sequela e ad un rapporto di profonda intimità con lui. Preghiamo.

4.      Perché i giovani che vivono in modo superficiale, attratti da ciò che appare e dal sensazionale, scoprano nel Vangelo il valore assoluto che dà senso e pienezza alla loro esistenza. Preghiamo.

5.      Perché la celebrazione della settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani sia per la Chiesa universale autentica primavera di comunione e di dialogo fraterno. Preghiamo.

6.      Per noi che partecipiamo a questa Mensa eucaristica, perché sappiamo riconoscere, nella Parola e nel Pane di vita, il dono del Padre da testimoniare e da condividere con tutti i fratelli. Preghiamo.

C – O Padre, che in Gesù hai reso presente il tuo Regno in mezzo a noi, fa’ che la nostra voce giunga al tuo cuore misericordioso e ci ottenga la conversione sincera a te, sorgente della pace e della gioia. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.


martedì 17 gennaio 2012

Dino Boffo al Seminario di Castellerio

Educazione e media, se ne parla con Dino Boffo   versione testuale
Giovedì 19 gennaio il via al secondo ciclo di formazione del clero a Castellerio

UDINE (16 gennaio, ore 10.50) - La «Chiesa di fronte alla sfida educativa». Questo il tema del secondo ciclo di incontri di formazione del clero diocesano, in programma a gennaio e febbraio al Seminario di Castellerio (dalle ore 9.15 alle 12.30).

Ad aprire questo ciclo sul tema «Educazione e mass media» sarà, giovedì 19 gennaio, il giornalista Dino Boffo (nella foto), direttore di «Tv2000» (già direttore del quotidiano «Avvenire»). Secondo appuntamento giovedì 26 gennaio, dedicato al tema «La sfida educativa nell’attuale contesto culturale», con il filosofo don Roberto Tommasi, docente alla Facoltà Teologica del Triveneto a Padova. Il ciclo si chiude giovedì 2 febbraio, parlando de «La Chiesa di fronte alla sfida educativa» con don Alberto Cozzi, teologo e docente della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale a Milano.

Questa iniziativa formativa, riservata ai sacerdoti, si collega al tema dell’«emergenza educativa» scelto dalla Chiesa Udinese per questo e per i prossimi anni pastorali. «La nostra Diocesi ha inaugurato il cammino pastorale imperniato sull’educazione, che ci vede coinvolti con i nostri operatori pastorali e nelle nostre congreghe – sottolinea l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’invito ai sacerdoti –. In effetti, oltre a sentire preoccupazioni sull’educazione delle giovani generazioni da parte di genitori e insegnanti responsabili, noi stessi, con i nostri catechisti, avvertiamo le sfide che accompagnano oggi il processo di educazione alla fede. Se esse possono avere alcune ragioni specifiche, per alcuni versi possono però venir ricondotte ad alcune delle problematiche generali che investono la globalità dell’opera educativa oggi. Il ciclo tematico vuole offrire, al riguardo, alcuni spunti di riflessione che contestualizzino la questione educativa».


Diffida alla Rai

Marilenghe, dal Friuli parte la diffida alla Rai   versione testuale
Sottoscritta da mons. Genero, Fontanini, Honsell, Compagno e Pelizzo

UDINE (17 gennaio, ore 15.30) - Ci sono il vicario generale dell'Arcidiocesi di Udine mons. Guido Genero, il presidente della Provincia Pietro Fontanini, il sindaco di Udine Furio Honsell, il rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno e il presidente della Società filologica friulana Lorenzo Pelizzo tra i firmatari della diffida inviata ai ministeri competenti, ad Agcom e alla Rai in merito all’inadempienza della sede regionale di quest’ultima relativa alla tutela della lingua friulana. Il documento invita ad adottare tutte le misure necessarie in materia di tutela della lingua friulana e, in particolare, a prevedere e garantire la programmazione di trasmissioni televisive in lingua friulana nell’ambito territoriale del Friuli.
 
La diffida, indirizzata ai Ministeri dell’economia e delle Finanze e dell’interno, alla Rai (sede di Roma e di Trieste) nonché all’Agcom, è stata redatta dal Comitato per l’autonomia ed il rilancio del Friuli in collaborazione con il Codacons regionale.
 
«Il perpetrarsi della mancata attuazione da parte del servizio radiotelevisivo pubblico delle trasmissioni in marilenghe è oltraggioso per la nostra dignità di popolo – tuona Fontanini - . I diritti di una minoranza linguistica, sanciti a ogni livello normativo, da quello europeo a quello nazionale, continuano ad essere violati. Non vedo perché a fronte di una così puntuale tutela legislativa si voglia continuare con questo atteggiamento offensivo. Certo – prosegue Fontanini – si può buttare tutto nel calderone della crisi, che ci sono cose più importanti. Ma non bisogna dimenticare che il diritto di un popolo a vedere rappresentata la propria identità non è questione marginale».

Domenica 15 gennaio, Cana



Un nuovo centro parrocchiale per la comunita' cristiana di Cana, in Galilea. A posare la prima pietra e' stato il custode di Terra Santa fra Pizzaballa domenica 15 gennaio, dopo la messa che ricorda il miracolo delle nozze avvenuto proprio in questo luogo. More

lunedì 16 gennaio 2012

Almeno in Nigeria cala la benzina

AFRICA/NIGERIA - Il Presidente riduce il prezzo della benzina ma la protesta continua; i Vescovi: "si pensi al benessere della nazione"

Abija (Agenzia Fides) - Il Presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, ha annunciato oggi, 16 gennaio, la riduzione del prezzo della benzina da 141 a 97 naira al litro, anche se non ha re- introdotto il vecchio prezzo di 65 naira al litro di prima del 1° gennaio, quando il governo decise all'improvviso di eliminare i sussidi per il prezzo dei carburanti. La decisione del Presidente è volta a contenere la forte protesta popolare, guidata dai potenti sindacati locali, che da giorni paralizza il Paese
"L'annuncio della riduzione del prezzo della benzina è stato fatto alle 7 di questa mattina, stiamo ancora aspettando le reazioni della popolazione" dice all'Agenzia Fides, Sua Ecc. Mons. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja. "Già ieri, però, quando il provvedimento era nell'aria, i sindacati hanno detto che lo sciopero continua, anche se non vi saranno più manifestazioni nelle strade. Vedremo cosa faranno ora. Penso però che molti nigeriani torneranno a lavorare".
Questa mattina a Lagos sono segnalati scontri tra manifestanti e reparti militari che hanno dispiegato anche mezzi corazzati, ma ad Abuja, secondo Mons. Onaiyekan la situazione appare tranquilla. Mons. Onaiyekan afferma inoltre di apprezzare la volontà espressa dal Presidente Jonathan di garantire maggiore trasparenza sulla rendita delle vendite di petrolio. "Sono anni che attendiamo un provvedimento del genere. A questo fine il Presidente ha invitato in Nigeria alcuni esperti stranieri che si occupano di verificare la gestione della rendita petrolifera nei Paesi produttori, soprattutto africani". La Nigeria è uno dei più importanti produttori africani di petrolio, ma la sua popolazione non ne trae beneficio a causa della corruzione.
I Vescovi della Nigeria, in comunicato inviato all'Agenzia Fides, hanno invitato il governo e i sindacati a trovare un compromesso per risolvere la situazione. "Pensiamo che attraverso un dialogo sincero, tutte le parti possono trovare in fretta un accordo per far progredire la nostra nazione" afferma il documento. "Ma mentre i giorni passano, entrambe le parti sono rimaste sulle loro posizioni in modo risoluto. Finora apparentemente tutte le parti affermano di avere in mente il benessere dei poveri, ma per quel che vediamo, sono invece i poveri ad essere presi in mezzo al fuoco incrociato".
I Vescovi inoltre hanno espresso la loro preoccupazione per le violenze che hanno contraddistinto le proteste: "è chiaro che lo sciopero in diversi luoghi è stato fatto proprio da criminali che hanno altri interessi in mente e non il bene della nazione. Condanniamo l'introduzione della violenza".
I Vescovi chiedono quindi il ritorno al tavolo negoziale per garantire la stabilità della Nigeria, già minacciata dagli attentati della setta Boko Haram. (L.M.) (Agenzia Fides 16/1/2012)

Foglietto della Domenica 15 Gennaio 2012


Nablus 250 cristiani



Solo 250 fedeli su una popolazione musulmana di 250 mila persone. E' la comunita' cattolica latina di Nablus, cui ha fatto visita Mons. Patrick Kelly, arcivescovo di Inghilterra e Galles. More

mercoledì 11 gennaio 2012

Domenica 15 Gennaio 2011


Statua di Pietro,
scavi di Cafarnao
    II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (1Sam 3,3-10.19)
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 39)
Rit: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.


Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

SECONDA LETTURA (1Cor 6,13-15.17-20)
I vostri corpi sono membra di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,41.17b)
Alleluia, alleluia.
«Abbiamo trovato il Messia»:
la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,35-42)
Videro dove dimorava e rimasero con lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore



PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, siamo veramente grati a Dio per la fidu­cia che ci accorda ogniqualvolta ci rivolge la sua Parola, chiamandoci a parteci­pare al suo disegno di amore; ma vogliamo anche chiedere la luce e la forza dello Spirito, per poter discernere la sua voce e per poterla assecondare con tutte le nostre forze.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Si compia in noi la tua Parola, Signore.

1.      Per i pastori e quanti svolgono un servizio di guida nella Chiesa: illuminati dallo Spirito, sappiano discernere il bene delle persone e delle comunità loro affidate. Preghiamo.

2.      Per i responsabili delle Nazioni: si impegnino a ricercare il bene comune nel rispetto dei diritti di ogni uomo e collaborino all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno. Preghiamo.

3.      Per tutti i battezzati: nella docilità allo Spirito d’Amore, vivano con generosità di cuore la propria vocazione ricercando ciò che unisce e facendo esperienza della Comunione che viene da Dio, preghiamo.

4.      Per i giovani che il Signore chiama alla sua sequela: ascoltino la Parola che libera e dà la vita, e accolgano con gioia e generosità il suo invito. Preghiamo.

5.      Per quanti vivono nel disordine morale: ritrovino l’equilibrio, l’armonia e la dignità della persona, e il rispetto della santità del corpo umano, tempio dello Spirito Santo. Preghiamo.

6.      Per noi qui riuniti: l’amore del Signore ci faccia crescere nella disponibilità, nello spirito di ricerca e nel senso di responsabilità per collaborare alla costruzione del Regno. Preghiamo.

C – Padre, che ci chiami alla comunione con te, ascolta la nostra preghiera nel nome di Gesù e fa’ che nell’armonia interiore creata dallo Spirito, diveniamo operatori di pace e testimoni del tuo amore per realizzare la missione che ci hai affidato. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.