sabato 21 dicembre 2013

Sud Sudan

AFRICA/SUD SUDAN - 5.000 rifugiati accolti nella cattedrale di Juba
Juba (Agenzia Fides)-Circa 5.000 persone sono rifugiate nella cattedrale di Juba, capitale del Sud Sudan, da giorni in preda alle violenze per gli scontri tra fazioni rivali dell’esercito, fedeli rispettivamente al Presidente Salva Kiir e all’ex vice Presidente Riek Machar.
Il Vescovo ausiliare di Juba, Mons. Santo Loku Pio Doggale ha detto che i rifugiati dormono all’aria aperta e che molti di loro, tra cui diversi bambini, hanno contratto malattie. La presenza di un così alto numero di persone in uno spazio non attrezzato sta inoltre creando gravi problemi sanitari, e vi è il rischio dell’esplosione del colera.
Le sedi dell’ONU in Sud Sudan hanno accolto altre decine di migliaia di persone (si parla di circa 35.000 sfollati).
Nel frattempo fervono le iniziative politiche e diplomatiche per disinnescare la crisi. Una delegazione congiunta di Kenya, Etiopia, Gibuti, Uganda e Sudan è arrivata a Juba per tentare una mediazione. Anche gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio un loro emissario speciale.
Questa attività sembra aver prodotto un primo risultato con la dichiarazione del Presidente Kiir che ha affermato di essere pronto a dialogare “senza condizione” con Machar. (L.M.) (Agenzia Fides 21/12/2013)

mercoledì 18 dicembre 2013

I bambini e il tifone

ASIA/FILIPPINE - Proteggere i diritti dei bambini vulnerabili e aiutarli a tornare a scuola
Cebu (Agenzia Fides) – I bambini sono la fascia della popolazione più vulnerabile alla violenza, allo sfruttamento e all’abuso e necessitano di maggior tutela. Ad un mese dal passaggio del Tifone Haiyán, Plan Internacional, una delle ong internazionali più grandi al mondo che si occupa di salvaguardare i diritti dell’infanzia, sta collaborando con lo Stato filippino per un programma di recupero previsto per i prossimi 5 anni. L’ong mantiene, dalla Spagna, una campagna di raccolta fondi per alleviare le necessità più impellenti degli oltre 5 milioni di bambini e bambine rimasti vittime di questo disastro senza precedenti. Attualmente i minori sfollati sulle isole sono 8 milioni esposti a violenza, sfruttamento, abuso e negligenza. L’ong ha istituito vari “Spazi Amici dell’Infanzia”, sostenuti dal personale e dai volontari che si occupano di offrire ai piccoli un luogo dove giocare, imparare, ricevere aiuti psicologici e potersi rendere conto di quanto accaduto, ma in un ambiente sicuro. Obiettivo prioritario è proteggere i diritti dell’infanzia e aiutare i piccoli a tornare a scuola. Purtroppo, a causa dell’emigrazione di molti genitori in cerca di lavoro fuori dalle zone colpite, sta aumentando il fenomeno del traffico di minori. Molte famiglie sono rimaste prive di ogni mezzo di sussistenza. Le piantagioni di noci di cocco erano una delle principali fonti di guadagno nel Samar dell’est, dove il tifone ha distrutto tutto e ci vorranno tra 8 e 10 anni prima dei prossimi raccolti. Tutte le agenzie di Plan Filipinas sul luogo, oltre a 40 mila beneficiari dei progetti dell’organizzazione, sono stati colpiti in 4 province (Samar Est, Samar Ovest, Cebu e Leyte). Ogni anno, una media di 20 tifoni colpiscono l’isola asiatica, dei quali due o tre devastanti. Haiyan, è stato il più forte del 2013. Fondata circa 76 anni fa in Spagna, la ong Plan Internacional è presente in 69 Paesi portando aiuti direttamente a 84 milioni di bambini e bambine attravers o 9 mila progetti diffusi in 50 Paesi dell’Africa, America e Asia. E’ impegnata nelle Filippine dal 1961, con progetti dei quali attualmente beneficiano oltre 420 comunità di tutto il Paese, che vedono coinvolte oltre 80 mila famiglie. (AP) (18/12/2013 Agenzia Fides)

martedì 17 dicembre 2013

Politica generale di contenimento e di “rimozione silenziosa” della popolazione araba presente nella Città Santa.

ASIA/ISRAELE - Ricongiungimenti vietati per le famiglie palestinesi: un convegno a Gerusalemme
Gerusalemme (Agenzia Fides) - La Society of Saint Yves, organismo impegnato nella difesa dei diritti umani collegato con il Patriarcato latino di Gerusalemme, torna a puntare i riflettori sulla delicata questione delle disposizioni legislative che in Israele ostacolano il ricongiungimento dei nuclei familiari palestinesi. Mercoledì 18 dicembre il tema controverso sarà analizzato sotto tutti gli aspetti nel corso della conferenza intitolata “Famiglie palestinesi sotto minaccia: 10 anni di divieto per i ricongiungimenti familiari a Gerusalemme”, convocata presso il Legacy Hotel di Gerusalemme dalla stessa Society of Saint Yves in collaborazione con la Konrad Adenauer Foundation. Gli interventi e le sessioni di studio descriveranno gli effetti del decennale “congelamento” delle procedure legali per il ricongiungimento familiare dei palestinesi messo in atto a Gerusalemme. Nella relazione principale, affidata all'economista cristiana Hind Khoury – già Ministro per la quest ione di Gerusalemme dell'Autorità Nazionale Palestinese – le misure legislative di ostacolo al ricongiungimento delle famiglie palestinesi verranno inquadrate nella politica generale di contenimento e di “rimozione silenziosa” della popolazione araba presente nella Città Santa.
Alla conferenza è prevista anche la partecipazione di Sami El-Yousef, Direttore regionale per la Palestina e Israele della Pontifical Mission Jerusalem, L'agenzia voluta da Pio XII come strumento di assistenza dei profughi palestinesi. (GV) (Agenzia Fides 17/12/2013).

venerdì 13 dicembre 2013

La Stangata

Stangata Imu per imprese
e negozi da 40 mila euro

...“falsità”

ASIA/SIRIA - Il Vescovo greco ortodosso Khoury: non ho mai incitato i cristiani a prendere le armi
Damasco (Agenzia Fides) – Il Metropolita greco ortodosso Lukas al-Koury, Vescovo ausiliare del Patriarcato greco ortodosso di Antiochia, smentisce categoricamente di aver incitato i giovani cristiani siriani a prendere le armi nel conflitto che insanguina il paese, e afferma che nelle dichiarazioni a lui attribuite dai media “non c’e nulla di vero”. In una nota pervenuta a Fides, il Vescovo al-Khoury invita tutti a diffidare di chi sui giornali e nella rete diffonde pseudo-notizie e dichiarazioni manipolate a arte “in questo difficile momento attraversato dalla regione”.
La perentoria sconfessione, pubblicata sul sito personale del Vescovo e inviata all'Agenzia Fides, denuncia senza mezzi termini le operazioni di intenzionale distorsione mediatica e di diffusione di false notizie che fanno parte integrante delle stesse strategie di guerra del conflitto siriano.
Alcuni giorni fa (cfr Fides 11/12/2013) erano rimbalzate nei siti web e nelle agenzie di tutto il mondo le dichiarazioni attribuite al Vescovo al-Khoury dal giornale iracheno “az Zaman” nelle quali, tra l'altro, i giovani cristiani in grado di prendere le armi venivano invitati a “farsi avanti”. Nella sua dichiarazione, il metropolita greco ortodosso mette in guardia da coloro che puntano a confondere e a indurre in errore l'opinione pubblica, confezionando e diffondendo “falsità”. (GV) Agenzia Fides 13/12/2013)

martedì 10 dicembre 2013

Maalula 2

ASIA/SIRIA - L'esercito punta su Yabrud, dove sarebbero trattenute le suore di Maalula
Damasco (Agenzia Fides) – l'esercito siriano ha intensificato nelle ultime ore i bombardamenti su Yabrud, ultima roccaforte dei ribelli nella regione del Qalamun, a nordest di Damasco. Lo conferma l'Osservatorio Siriano dei Diritti dell'Uomo, Ong vicina ai gruppi siriani anti-regime, con base a Londra. Secondo l'organizzazione, le truppe di Assad lunedì 9 dicembre hanno già riconquistato la città di Nabak e procedono nel graduale recupero della regione del Qalamun, da dove i gruppi ribelli facevano transitare le armi per i loro miliziani operanti nella regione di Damasco.
A Yabrud, secondo testimonianze concordanti, sarebbero trattenute le suore greco-ortodosse prelevate dal Monastero di Santa Tecla dopo l'occupazione della cittadina di Maalula da parte delle milizie ribelli, definite dalle fonti ufficiali del governo siriano come “terroristi”. Mercoledì 4 dicembre, il quotidiano pro-regime Al-Watan aveva scritto che i “terroristi avevano intenzione di usare le suore rapite come scudi umani”. (GV) (Agenzia Fides 10/12/2013).

sabato 7 dicembre 2013

Due Concerti Gospel a Natale

Gospel canto divino, emozioni in musica con il Folk club


Notizie sulle Suore

ASIA/SIRIA - Monache di Maalula, il capo della sicurezza libanese in Qatar per cercare una soluzione
Beirut (Agenzia Fides) – Il generale Abbas Ibrahim, capo degli apparati si sicurezza libanesi, su incarico del Presidente libanese Michel Sleiman si è recato in Qatar nella giornata di sabato 7 dicembre nel tentativo di trovare una soluzione al caso delle monache di Maalula prelevate dal monastero di Santa Tecla e trasferite in una località finora non identificata. La missione – che tiene conto dei legami tra l'Emirato e alcune fazioni armate in conflitto con l'esercito governativo siriano – è stata confermata da fonti libanesi consultate dall'Agenzia Fides. Il Generale Ibrahim avrebbe anche contattato l'emittente TV Al-Jazeera per avere notizie sulla fonte del video trasmesso dalla rete venerdì 6 dicembre, in cui le monache appaiono sedute sui divani di un'ampia sala mentre, sollecitate da una voce maschile fuori campo, pronunciano frasi rassicuranti sulle proprie condizioni e sul loro prelevamento, presentato non come un rapimento ma come una specie di operazione umanitaria per sottrarle ai pericoli, dopo che la città di Maalula è stata di nuovo occupata dalle milizie ribelli.
La fattura stessa del video amatoriale conferma che intorno alla vicenda delle monache di Santa Tecla si continuano a giocare anche opache operazioni di manipolazione informativa messe in campo dalle diverse parti coinvolte nel conflitto siriano. Finora, l'unica rivendicazione del “prelevamento” delle suore è quella arrivata il 6 dicembre dalla fazione anti- Assad che si fa chiamare “Qalamun Libero”, il cui portavoce Mohannad Abu al-Fidaa ha dichiarato che le monache non verranno liberate solo in cambio della scarcerazine di mille donne tenute nelle prigioni del regime siriano. (GV) (Agenzia Fides 7/12/2013).

martedì 3 dicembre 2013

Carabinieri in azione

Pesca in laguna e furti, maxi-controlli nella Bassa

Maalula

ASIA/SIRIA - Il Patriarca Gregorio III: “A Maalula veri martiri”
Damasco (Agenzia Fides) – “Siamo decisi a rimanere in questa terra benedetta anche a costo del martirio e del martirio di sangue. E’ già avvenuto per alcuni dei nostri fedeli, come i tre uomini di Maalula, Michael Taalab, Antonios Taalab e Sarkis Zakhem. Costoro sono veri martiri, uccisi per essersi rifiutati di rinnegare la loro fede”: è quanto dice in una nota invita all’Agenzia Fides Gregorio III Laham, Patriarca melchita di Antiochia e di tutto l'Oriente, con sede a Damasco. Il Patriarca esprime forte preoccupazione per la nuova invasione del villaggio cristiano di Maalula da parte di gruppi armati islamisti, che hanno terrorizzato la popolazione e preso in ostaggio 12 suore ortodosse nel monastero di Santa Tecla.
Il Patriarca ricorda con gioia il recente incontro della Chiesa melkita con Papa Francesco: “Abbiamo invocato con il Santo Padre la fiamma della speranza perché non si estinguesse nei nostri cuori. Aiutati e sostenuti dalle preghiere del Papa e dalle sue iniziative profetiche, audaci ed evangeliche, vogliamo rimanere in questa terra benedetta, la Siria, culla del cristianesimo”. Il Patriarca ha chiesto al Papa di “aiutare i cristiani siriani a restare in Medio Oriente” e lancia un appello: “Noi, cristiani e musulmani, dobbiamo, possiamo e vogliamo restare insieme, per testimoniare il Vangelo e costruire un mondo nuovo e un futuro migliore per i nostri giovani.
Gregorio III riferisce che in Siria vi sono 9 milioni di sfollati. Oltre 1,2 milioni di siriani sono fuggiti in Libano: tra loro circa 42mila cristiani. Nel complesso sono 450mila i cristiani (delle diverse confessioni) emigrati all'estero. Secondo le cifre fornite dal Patriarca, tra i cristiani siriani vi sono circa 1.200 morti, fra civili, soldati, suore e sacerdoti. Le chiese danneggiate sono almeno 60. (PA) (Agenzia Fides 3/12/2013)

Duz2

La difesa di Duz: «Pagai poco l'auto? Era piena di problemi»

Il Custode di Terrasanta a Betlemme, oltre il muro

L'inizio dell'Avvento a Betlemme

lunedì 2 dicembre 2013

La Luce Di Betlemme




LA  LUCE   DI   BETLEMME






logo internazionale





Nella Chiesa della Natività a Betlemme vi è una lampada ad olio che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall' olio donato a turno da tutte le Nazioni cristiane della Terra. Poco prima di Natale un bambino, venuto appositamente dall' Austria, accende una luce dalla lampada nella Grotta di Betlemme che è poi portata a Linz con un aereo della linea Austriaca.


Dal 1986 gli Scout viennesi hanno deciso di collaborare alla distribuzione della Luce della Pace, mettendo così in pratica uno dei punti chiave dello scoutismo, l'amore per il prossimo espresso nella "Buona Azione" quotidiana. Di anno in anno è cresciuta la partecipazione e l'entusiasmo per la consegna della "Luce della Pace" tramite i Gruppi Scout. Sempre più numerosi sono gli scout che vi prendono parte.

SABATO 14 DICEMBRE alle ore 9.01 accoglieremo presso la Stazione dei treni di San Giorgio di Nogaro la Luce di Betlemme per poi portarla nella Chiesa della Madonna Addolorata dove seguirà un breve momento di preghiera .

La luce sarà a disposizione di chiunque desideri accoglierla nella propria casa.

Caritas a san Giorgio di Nogaro(tratto da Città nuova)

SOLIDARIETÀ  

Pizza Margherita

Una pizza... in sospeso

di Chiara Andreola
Il buon caffè napoletano, aggiunto al proprio conto, si evolve a San Giorgio di Nogaro in un pasto completo, precisamente una pizza che si può donare al momento del pagamento della propria. I 5 euro simbolici saranno convertiti  dalla Caritas in buoni pasto per le persone più bisognose

giovedì 28 novembre 2013

Questi sono combattenti stranieri estremisti

ASIA/SIRIA - Un parroco: “L’esodo dei civili cristiani da Qara, invasa da jihadisti stranieri”
Damasco (Agenzia Fides) – I villaggi, cristiani e non, a Nord di Damasco, nel massiccio del Qalamoun, sono nel mirino di gruppi armati di jihadsiti stranieri che li stanno rastrellando, portando solo morte e distruzione. Lo racconta all’Agenzia Fides p. George Louis, parroco greco-cattolico della Chiesa di San Michele a Qara, che è stata devastata e bruciata. Il sacerdote spiega: “Maalula, Sednaya, Sadad, poi Qara e Deir Atieh, ora Nebek: i jihadisti armati applicano un medesimo modello: prendono di mira un villaggio, lo invadono, uccidono, bruciano devastano. Per i civili, cristiani e non, la vita è sempre più difficile. I miliziani stranieri agiscono fuori controllo dei nostri compatrioti siriani dell’Esercito Libero Siriano (FSA), che invece sono rispettosi di tutti, e che non vogliono radere al suolo l’intero paese. Ma questi, purtroppo, in tanti casi hanno dovuto ritirasi di fronte ai gruppi armati stranieri”.
P. Louis racconta quanto avvenuto a Qara fra il 16 e il 20 novembre. Da mesi il villaggio viveva in un particolare “status quo”, in un regime di “semiautonomia”, con il tacito accordo fra i siriani del FSA e l’esercito regolare. Non vi era conflitto, pur essendo la cittadina sotto controllo del FSA. Lo stato intanto continuava a fornire elettricità, acqua e servizi alla popolazione.
L’equilibrio è saltato, racconta p. George, quando “il 16 novembre, oltre 3.000 jihadisti calati dal villaggio sunnita di Arsal, piattaforma dei gruppi armati che penetrano in Siria attraverso il Libano, sono penetrati nel villaggio, trasformandolo in campo di battaglia. I soldati del FSA, in minoranza, si sono ritirati. La gente ha cominciato a fuggire. Circa 6.000 cittadini sono fuggiti immediatamente verso città e villaggi vicini”. Ma la comunità cristiana di Qara, raccolta nel centro storico, non voleva muoversi. Il prete racconta a Fides: “Sono iniziati lanci di razzi contro le case e per le strade. Con circa 35 famiglie cristiane. ci siamo rifugiati in chiesa a pregare. Il cancello della chiesa è stato colpito ed è saltato. Sono entrati combattenti armati a viso coperto, capelli lunghi, non siriani, non si capiva di quale nazionalità. Hanno detto: vogliamo uccidervi tutti, cani cristiani. E bruceremo questo luogo idolatrico”. A quel punto, uno dei parrocchiani , Emile, parlando in arabo, ha iniziato con coraggio a parlamentare con il capo del gruppo, citando versetti del Corano, dicendo che l’islam rispetta i cristiani e le altre minoranze. “L’uomo ha risposto che avrebbe chiesto al suo capo, per decidere la nostra sorte e conduce i suoi uomini fuori dall’edificio”, prosegue p. George. Nel frattempo il sacerdote e i fedeli escono dalla chiesa da un’uscita secondaria, e tutti fuggono nei vicoli del centro storico. Si dirigono sull’autostrada e si uniscono ad altri profughi, raggiungendo il villaggio di Der Atieh. Qui ricevono calorosa ospitalità dai cristiani locali, di altre confessioni: il parroco e i fedeli greco-ortodossi li accolgono con grande generosità. Intanto anche Der Atieh finisce nel mirino dei jihadisti (vedi Fides 25/11/2013). I miliziani iniziano una “caccia all’uomo” e tengono i cristiani in ostaggio. “Ci siamo nascosti negli scantinati per 4 giorni e 4 notti, senza acqua, cibo, elettricità”, racconta p. Louis. “Dopo una n otte di preghiera, abbiamo deciso di tentare la fuga. Alle 5 del mattino, siamo riusciti a uscire dal viaggio. Con una marcia forzata di sei ore, in gravi condizioni di percolo, siamo giunti a Sadad, altra città martirizzata (vedi Fides 31/10/2013). L’Arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh e i fedeli che sono rientrati in città ci hanno accolto con amore e benevolenza”.
Intanto a Qara la situazione è drammatica. Dopo giorni di combattimenti, vi sono macerie dappertutto. Molte case e strade sono state minate con esplosivi. La Chiesa greco cattolica di San Michele è stata devastata e bruciata. Altre chiese cattoliche ortodosse a Der Athie hanno subito la stessa sorte, come alcune moschee: è un monito ai musulmani moderati.
P. George precisa: “Questi sono combattenti stranieri estremisti, che vogliono solo seminare odio e violenza settaria, distruzione indiscriminata, del tutto privi di rispetto verso i civili. Non sono nel FSA. A noi non resta altro che pregare. In questo esodo, abbiamo provato la bella esperienza di solidarietà e affetto fra cristiani cattolici e ortodossi”. (PA) Agenzia Fides 28/11/2013)

domenica 24 novembre 2013

In rosso: ricapitalizziamolo

Tagli a sede e pulizie
per far quadrare i conti

Cassa integrazione: firmiamo il decreto si o no?

Caffaro, niente soldi da giugno
ai lavoratori in cassa integrazione
Lunedì vertice tra Regione

I lavoratori hanno l’ammortizzatore sociale fino alla fine dell’anno, ma non percepiscono i ratei perchè il decreto non è stato ancora firmato. Obiettivo ottenere altri sei mesi di aiuti per i 70 operai e non fare scattare la mobilità

Limitare il consumo di pesce di grandi dimensioni

Il mercurio c’è, ma nessun allarme

sabato 16 novembre 2013

100 anni come a San Giorgio

Ospedaletto, l'asilo compie 100 anni

15.11.2013È una storia lunga 100 anni quella dell’asilo infantile di Ospedaletto, oggi scuola dell’infanzia parrocchiale «Padre Tarcisio Martina». Scritta dalla gente del paese fin dal 1911: risale a quell’anno, infatti, l’idea dell’allora parroco don Giuseppe Comelli, nativo di Qualso, di realizzare una struttura – inizialmente intitolata alla regina madre, Margherita di Savoia – per accogliere i bambini del paese.
leggi tutto sul portale della Diocesi

venerdì 15 novembre 2013

Corriera udine Marano

«Un’ora per fare 30 km in bus»

Ogni mese circa centomila bambini indiani muoiono a cause legate alla malnutrizione.

ASIA/INDIA - In India urge una “Magna Charta” per i diritti dei bambini
New Delhi (Agenzia Fides) – “Ogni mese circa centomila bambini indiani muoiono a cause legate alla malnutrizione. Molti muoiono per malattie infettive che potrebbero essere curate, ma la malnutrizione ha abbassato le difese immunitarie e la resistenza fisica dei bambini. La responsabilità di queste morti è una sola: la società indiana”: lo afferma in una nota inviata a Fides il cristiano Sajan George Kavinkalath, Presidente della “Madre Teresa Foundation for children”, lanciando un accorato appello per la tutela e la salvaguardia dell’infanzia in India. “Il primo compito della giustizia sociale è quello di salvare la vita dei bambini. In India cresce la percentuale di piccoli mendicanti, vagabondi, storpi, spesso vittime dello sfruttamento di organizzazioni criminali. Ma una società che non agisce per fermare questo fenomeno e per salvare i bambini diventa anch’essa criminale”, ribadisce. “La nostra visione del futuro passa per il valore e la cura che diamo alle nuov e generazioni . La prima sfida per l’India è l'istruzione primaria universale, accanto alla salute e alla crescita dei bambini. Urge, poi, una solenne affermazione legislativa sulla parità di accesso all’istruzione per le bambine e contro ogni discriminazione di genere e di casta o di status economico e sociale: una sorta di Magna Charta per il bambino”
Secondo il Presidente, compito delle Organizzazioni non governative è “ collaborare a garantire il rispetto della giustizia sociale, dell’ambiente, dei diritti umani”, per aiutare a diradare “ansia, paura e disperazione nella società”. “Il benessere dell’infanzia – conclude George – non va trattato come una decorazione amministrativa, ma deve diventare interesse centrale della nazione”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)

Filippine altri 2 files: i cristiani digiunano e i cavalieri si mobilitano

ASIA/FILIPPINE - Tifone Haiyan: i cristiani digiunano per le vittime dei cambiamenti climatici
Varsavia (Agenzia Fides) – Un digiuno per esprimere solidarietà alle vittime dei cambiamenti climatici e, in special modo, a quelle del tifone Hayian, che ne è effetto evidente: è l’iniziativa vissuta oggi, 15 novembre, dai cristiani riuniti alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici in corso a Varsavia dall’11 al 22 novembre. Come comunicato a Fides, l’iniziativa è stata lanciata dalla delegazione della “Federazione Luterana Mondiale” presente all’assemblea, che è stata particolarmente toccata dall’evento del tifone Hayian nelle Filippine. Al digiuno si sono uniti i cristiani membri del Consiglio Mondiale del Chiese ma anche tanti delegati non cristiani, che hanno condiviso il gesto di solidarietà verso popolazioni povere e vulnerabili, colpite da eventi meteorologici estremi. Tutti hanno lanciato un appello perchè la comunità internazionale non resti indifferente e trovi soluzioni immediate per contrastare in modo significativo i cambiamenti climatici, a partire d alle emissioni di CO2.
Alla conferenza sono presenti delegati da oltre 190 paesi che si interrogano sulle soluzioni rispetto alla sfida dei cambiamenti climatici globali. Il rappresentante filippino, Yeb Sano, ha aperto la sessione dell’11 novembre con un appassionato appello “perchè il business non calpesti la vita di popolazioni innocenti” promettendo di digiunare “finchè la Conferenza non raggiunga un risultato significativo”. Le delazioni delle Chiese cristiane hanno portato esempi diversi sugli effetti devastanti dei cambiamenti climatici: la siccità in Angola e Namibia , le inondazioni in India , gli uragani negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico.
Il Consiglio Mondiale delle Chiese ha espresso solidarietà alle vittime del tifone, impegnandosi negli aiuti e nella preghiera. In una nota del Consiglio si legge: “Urge riconoscere che i cataclismi hanno gravi conseguenze soprattutto sulle popolazioni più povere. Chiediamo ai governi e alle agenzie di aiuto in tutto il mondo di non dimenticare i più poveri. Riconosciamo il costante aumento di intensità delle tempeste. Preghiamo perchè ognuno facci la sua parte per invertire questo trend negativo”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - Tifone Haiyan: i Cavalieri di Malta si mobilitano per le isole non raggiunte dai soccorsi
Cebu (Agenzia Fides) - Il Malteser International, l’agenzia di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta, ha deciso di concentrare i suoi interventi di soccorso nelle isole filippine colpite dal tifone Haiyan e non ancora non raggiunte dagli aiuti umanitari. Finora – riferisce un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides - i soccorsi si sono concentrati nell’area intorno alla città di Tacloban sull’isola di Leyte. La squadra d’emergenza del Malteser International sta operando invece a Bantayan, a nord di Cebu, sulla traiettoria del supertifone che ha colpito l’isola a più riprese venerdì scorso.
“La popolazione locale ci ha riferito che il tifone è il più violento mai abbattutosi sulla zona. Più del 90% delle case sono andate distrutte e circa 30.000 famiglie hanno bisogno di un riparo immediato”, è l’allarme lanciato da Mel Capistrano, coordinatore della squadra d’emergenza del Malteser International.
Le operazioni di soccorso del Malteser International sono state indirizzate anche alle popolazioni delle isole di Samar e Bohol. A Samar, raggiungibile solo via mare, L’Associazione Filippina dell’Ordine di Malta ha inviato un’équipe mobile con medici e infermieri nelle città di Basey, Marabut e San Sebastian. Nell’isola di Bohol, dove la popolazione è stata già colpita dal terremoto del 15 ottobre scorso, il Malteser International sta organizzando la distribuzione alle famiglie di voucher per l’acquisto di materiali da costruzione. (GV) (Agenzia Fides 15/11/2013).

giovedì 14 novembre 2013

3 files sulle filippine: sciacallaggio, impegno, amore

ASIA/FILIPPINE - Sciacallaggio di trafficanti e pedofili sui bambini orfani del tifone Haiyan
Manila (Agenzia Fides) – Già li chiamano “gli orfani di Yolanda” (il nome filippino del tifone Haiyan, ndr). Sono migliaia i bambini che si ritrovano orfani dopo la tempesta che si è abbattuta sulla provincia di Leyte. E sono le vittime più vulnerabili, in quanto si ritrovano soli, a vagabondare fra le macerie, in cerca di qualcuno che si prenda cura di loro. “Questi bambini sono le vittime privilegiate di sciacalli che li sequestrano a scopo di pedofilia o del traffico di esseri umani. E’ una prospettiva orribile, ma è oltremodo realistica in caso di calamità naturali. Questi bambini hanno bisogno di attenzione immediata, per essere salvati dalle grinfie di trafficanti e pedofili”: è la denuncia lanciata all’Agenzia Fides dall'irlandese p. Shay Cullen, SSC, missionario di San Colombano, che vive nelle Filippine dal 1969, noto per il suo impegno sociale e pastorale, soprattutto per i minori vittime di sfruttamento sessuale. Il missionario spiega a Fides il fenomeno: “C on il pretesto di salvare o curare i bambini, i trafficanti li rapiscono e li vedono ai pedofili. Oppure guadagnano somme ingenti di denaro fornendo i bambini per adozioni illegali. Peggio ancora, li immettono nel giro della prostituzione, facendoli schiavi dello sfruttamento sessuale”.
Come appreso dall’Agenzia Fides, le autorità filippine sono coscienti del rischio e stanno monitorando il fenomeno nella fase post-tifone Haiyan. Il Dipartimento del Benessere sociale e dello Sviluppo (DSWD) del governo filippino, infatti, ha già inviato una comunicazione urgente a tutti gli operatori umanitari impegnati a Leyte, segnalando “l’alto rischio del traffico di bambini” nelle zone devastate dal tifone. I piccoli passeranno alla storia come “i figli perduti di Yolanda”.
“Vista l’ampia devastazione, si prevede che l’emergenza fame e la condizione dei profughi durerà molti mesi”, racconta a Fides p. Cullen. E’ la situazione ideale per gli sciacalli. “Occorre fare il possibile per fermare la tratta dei bambini. La nostra associazione ‘Preda Foudation’ – conclude – ha inviato operatori sociali qualificati nella zona colpita, per aiutare a proteggere e prendersi cura dei piccoli senza fissa dimora”.
Il traffico di esseri umani e la prostituzione minorile sono una piaga sociale nelle Filippine. La tratta è controllata da organizzazioni criminali radicate in tutto il territorio nazionale, e il paese è ai vertici delle classifiche mondiale per l’entità del fenomeno. Secondo dati dell’Unicef, si stima che nel paese i bambini vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale siano fra 60mila e100mila. Alle vittime, scelte in villaggi poveri o in zone periferiche delle metropoli, è spesso promesso, con l’inganno, un percorso di istruzione o la vita in una famiglia benestante di una grande città. La prostituzione minorile registra una incidenza notevole soprattutto nelle zone turistiche delle Filippine. Fra le principali cause del fenomeno, indicate dall’Unicef, vi sono la povertà, il disagio economico-sociale nelle comunità di origine, il mancato accesso dell’infanzia ai servizi pubblici come scuola e sanità. Nel 2003 il governo filippino ha promulgato l’Anti-Trafficking in Persons Act, una legge penale contro il traffico di esseri umani, il turismo sessuale, la schiavitù sessuale e la prostituzione minorile, che definisce il traffico di bambini “crimine contro l’umanità”. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - L’impegno dei missionari Guanelliani nei soccorsi alle vittime del tifone Haiyan
Manila (Agenzia Fides) – Un impegno instancabile, con i missionari presenti sul campo; una colletta straordinaria, rilanciata nelle opere presenti in tutto il mondo: cosi i missionari dell’Opera don Guanella (Guanelliani) stanno mettendo in gioco tutti gli sforzi possibili per soccorre le vittime del tifone Haiyan, che ha devastato la provincia di Leyte, nelle Filippine centrali. Come comunica a Fides una nota dalla Curia dei Guanellani, una colletta straordinaria è stata lanciata dalla Curia e dall'Associazione di Solidarietà e Cooperazione Internazionale guanelliana (ASCI). L’iniziativa viene diffusa anche attraverso il sito www.guanellianmultimedia.org e rilanciata sui social network come “Facebook” (Opera don Guanella News) e “Twitter” (OperadonGuanell). “Tutti siamo interpellati da quest'ondata di distruzione” sottolinea nella nota giunta a Fides il Vicario Generale, don Umberto Brugnoni, “per allargare i cuori e costruire ponti di solidarietà, come Papa Francesco ci sprona a fare”.
“Il livello delle acque del mare era salito fino a quindici metri e ha spazzato via le città intere, non solo le case”, racconta il Superiore della comunità guanelliana di Manila, p. Charlton Viray Ocampo. “Strutture solide come grandi chiese, alberghi, scuole e anche l'aeroporto di Tacloban sono state completamente distrutte. La provincia di Leyte è tuttora senza elettricità. I nostri confratelli e i bambini disabili accolti in un Centro guanelliano a Samar, colpita meno gravemente, stanno tutti bene. Condivideremo gli aiuti che riceveremo con Caritas di Manila e con alcune congregazioni religiose, direttamente presenti nella zona disastrata”, spiega.
I Guanelliani sono presenti nelle Filippine dal 1989. La loro casa madre, “Servants of Charity House”, si trova nella baraccopoli di “Tandang Sora”, a Manila. Le strutture dei missionari dell’Opera sono a servizio dei poveri ed emarginati e in special modo dei disabili. Forniscono ascolto, assistenza educativa, cure mediche, riabilitazione, sostegno alimentare, assistenza sociale e formazione ai valori cristiani. I missionari sono impegnati nella preparazione catechetica e nella cura dei disabili in numerose scuole pubbliche, offrendo momenti di gioco e di preghiera, curando il rapporto con le famiglie. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - L'amore può tutto: mille sfollati nella scuola delle suore salesiane
Cebu (Agenzia Fides) - Le Suore Salesiane di Cebu si sono già attivate per aiutare le vittime del tifone Haiyan dando loro accoglienza in queste difficili ore. Nella scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice della città sono state aperte le aule e la palestra per circa 1000 sfollati che ricevono assistenza materiale, psicologica e spirituale. I volontari della ONLUS Fondazione Volontariato Giovani e Solidarietà (VIDES Internazionale) e i collaboratori delle FMA a Manila sono sul campo per coordinare gli aiuti e le operazioni. Alcuni edifici delle FMA sono stati gravemente danneggiati. Come più volte dichiarato dalle varie organizzazioni di soccorso, serve tutto dall'acqua alle coperte, dal cibo alle medicine. (AP) (14/11/2013 Agenzia Fides)

mercoledì 13 novembre 2013

Da facebook un appello per le Filippine

Quasi 4 milioni di bambini colpiti dal tifone Haiyan. Hanno bisogno di tutto. Hanno bisogno di te!
Se non visualizzi correttamente questa email, clicca qui
emergenza siria
storia di nadia
Il ciclone Haiyan ha lasciato le Filippine, ma dietro di sé ora c'è una scia di morte e distruzione. I primi bilanci parlano di oltre 600.000 sfollati e 10 milioni di persone colpiteQuasi 4 milioni di loro sono bambini, sopravvissuti alla furia dell'acqua e del vento, ma che hanno visto crollare le loro case, hanno perso i loro oggetti più cari, nei casi più gravi hanno visto morire i propri familiari, come Raphael.
I nostri team specializzati in emergenza sono già sul campo per portare i primi soccorsi a famiglie e bambini, distribuendo cibo, acqua pulita, medicine. Stanno lavorando contro il tempo per dare un riparo a chi ha perso la casa, per dare unsupporto psicologico ai tanti bambini traumatizzati, disperati, soli.
C'è bisogno di tutto. Quello che i nostri colleghi al lavoro nell'area ci dicono è: "Dobbiamo fare presto. Aiutateci!" In assenza di un intervento immediato le vite di milioni di bambini potrebbero essere gravemente a rischio.
come aiutarci
amina 
dona ora
La tua donazione si trasformerà in cibo, acqua, medicine e tutto quello di cui i bambini filippini hanno bisogno adesso.
dona ora 
Save the Children ha lanciato un appello internazionale per raccogliere 30 milioni di dollari per un intervento che possa raggiungere oltre 500.000 persone. Siamo al lavoro per salvare vite, nutrire e curare i bambini, ridare loro un riparo, una scuola, un futuro. Aiutaci anche tu!

lunedì 11 novembre 2013

Udine Today: Internet gratis in centro a San Giorgio

Wi-fi gratuito a San Giorgio di Nogaro

San Giorgio di Nogaro si proietta sul futuro: wifi pubblico e gratuito




Fides News: due files sulle filippine, è tempo di soccorsi


ASIA/FILIPPINE - Caritas Asia: “L’impatto del tifone Haiyen è come uno tsunami”; la Chiesa attiva negli aiuti
Bangkok (Agenzia Fides) – “E’ come uno tsunami. L’onda che ha sommerso la città di Tacloban, totalmente distrutta, era di altezza di 18 metri. L’area della provincia di Leyte (Filippine centrali) colpita dal tifone Haiyen è davvero è ampia e la distruzione è notevole. Infrastrutture e abitazioni sono state spazzate via. Sarà necessario un piano di riabilitazione e di ricostruzione di grande portata per restituire una vita normale alla popolazione. Siamo vicini alla gente colpita da lutto e ci appelliamo a una mobilitazione internazionale, di governi, Ong e privati, per gli aiuti”. È quanto dice all’Agenzia Fides Eleazar Gomez, filippino, coordinatore regionale della “Caritas Asia”. Secondo le stime, le persone decedute a causa del Tifone potrebbero essere circa 10mila, mentre le famiglie di senzatetto o di sfollati sono oltre 900mila.
Un comunicato inviato a Fides da p. Edwin Gariguez, direttore di “Caritas Filippine”, informa che “il governo locale sta facendo del suo meglio per fornire razioni di cibo. La Chiesa sta cercando di fornire alloggi provvisori e ripari”. Caritas Filippine ha lanciato un appello alle 86 diocesi della nazione per dare un contributo di solidarietà. Come appreso da Fides, il tema degli aiuti alle vittime della calamità naturali sarà al centro della campagna quaresimale della Conferenza Episcopale delle Filippine. L’obiettivo è educare i fedeli allo spirito del dono e della solidarietà.
Come riferito a Fides, con un generoso sforzo di solidarietà, volontari Caritas si stanno organizzando nelle diverse diocesi colpite dal disastro e in quelle circostanti. L'arcidiocesi di Jaro ha riferito che i comuni di Concepcion, Ajuy, Estancia e Balasan, sono distrutti e i volontari cattolici sono tuttora all’opera per salvare vite. Fra e diocesi più colpite, vi è l’Arcidiocesi di Palo, che include la città di Tacloban. Lì vi sono oltre 150.000 residenti colpiti dal tifone sono senzatetto e si sta cercando si organizzare un “centro di crisi” per affrontare l’emergenza e distribuire aiuti. Le 15 parrocchie di Tacloban saranno i punti di distribuzione e il Santuario del Santo Nino a Tacloban è stato eletto come punto di riferimento e di raccolta di merci dei donatori.
L’Arcidiocesi di Cebu si è attivata per ospitare gli sfollati, come avvenuto anche sull’isola di Palawan. (PA) (Agenzia Fides 11/11/2013)
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ASIA/FILIPPINE - Dalla Corea solidarietà e aiuti per le vittime del tifone Haiyen
Seul (Agenzia Fides) – Solidarietà e aiuti alle popolazioni filippine colpite dal tifone Haiyen (chiamato localmente “Yolanda”) giungono da diversi paesi asiatici. In particolare, come comunicato a Fides, S. Ecc. Mons. Andrew Yeom Soo-jung, Arcivescovo di Seul ha inviato un messaggio di vicinanza e di condoglianze al Cardinale Luis Antonio Tgle, Arcivescovo di Manila, esprimendo solidarietà e afflato spirituale dopo la devastazione e la perdita di vite umane causate dal tifone Haiyen.
“L'Arcidiocesi di Seoul sta pregando per il vostro paese”, dice l'Arcivescovo in una lettera pervenuta a Fides. "I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutte le persone colpite da questa calamità naturale devastante”. Esprimendo una prossimità concreta, l’Arcidiocesi di Seul ha inviato 50.000 dollari al fondo di emergenza creato appositamente dalla Caritas Internationalis per gestire gli aiuti umanitari. Inoltre, le parrocchie dell'arcidiocesi di Seul inizieranno, a partire da Domenica 24 novembre, una speciale raccolta di fondi e di aiuti umanitari per sostenere continuamente e direttamente le migliaia di profughi e senzatetto. (PA) (Agenzia Fides 11/11/2013)

sabato 9 novembre 2013

Situazione disastrosa nelle filippine

ASIA/FILIPPINE - Il tifone Yolanda aggrava la situazione disastrosa di 4 milioni di persone già colpite dal terremoto
Bohol (Agenzia Fides) – Continua ad aggravarsi la situazione della popolazione di Bohol gravemente danneggiata dal terremoto di magnitudo 7.2 che si è abbattuto sull’intera zona lo scorso 15 ottobre (vedi Agenzia Fides 18/10/2013). Secondo quanto riferito all’Agenzia Fides dal Dott. Marco Iazzolino, vice coordinatore della Camillian Task Force (CTF), la stessa zona è stata colpita da un violento tifone di categoria 5, localmente conosciuto come Yolanda, che ha coinvolto circa 4 milioni di persone. Si tratta inoltre della zona dove Padre Aris, coordinatore della (CTF) e la Ctf Filippine sono intervenuti per portare soccorso ai terremotati. “Ieri ho sentito via sms Aris che stava nel pieno del tifone e ha richiesto di intensificare gli sforzi di tutti per avere risorse per i nostri confratelli e per la gente di Bohol” ha detto a Fides Iazzolino. In previsione di eventuali
inondazioni improvvise, frane e mareggiate, il governo ha ordinato l’evacuazione dei residenti delle zone più basse, montuose e costiere. Inoltre ha predisposto circa 84.700 provviste alimentari per le famiglie e squadre di soccorso immediato a livello nazionale e regionale. Sta intervenendo anche la Croce Rossa delle Filippine, valutando i danni, portando acqua e servizi igienico-sanitari, offrendo servizi di emergenza sanitaria, ripari, cibo e servizi di distribuzione non alimentari. Si prevede che per la mattina dell’8 novembre Yolanda imperverserà nella Provincia di Leyte. (AP) (08/11/2013 Agenzia Fides)

giovedì 7 novembre 2013

Diritto al catechismo

ASIA/INDIA - Un Vescovo ribadisce il “diritto al catechismo” per i bambini
Cuddapah (Agenzia Fides) – Fra i molteplici diritti da garantire all’infanzia, c’è anceh il “diritto al catechismo”, cioè all’istruzione cristiana per crescere nella fede: lo sottolinea S. Ecc. mons. Prasad Gallela, Vescovo di Cuddapah, nello stato di Andra Pradesh (India meridionale). In un una nota inviata a Fides, il Vescovo spiega che “è parte della missione della Chiesa garantire che ogni bambino cristiano abbia accesso al catechismo: è l’istruzione attraverso cui la fede del bambino ha l'opportunità di crescere e mettere radici sempre più profonde”. Negli ultimi mesi nello stato di Andra Pradesh una serie di agitazioni sociali ha costretto le istituzioni educative cristiane e le parrocchie a interrompere o rarefare le lezioni di catechismo per i bambini. Per questo il Vescovo ha voluto sensibilizzare i parroci, i catechisti e anche le autorità civili a fare di tutto per non tralasciare il catechismo dei fanciulli.
P. Akula Prasad, segretario della Commissione diocesana per la catechesi aggiunge: “Recentemente ho visitato alcune scuole, ostelli e istituti che sono tornati a svolgere attività educativa regolare pochi giorni fa. Sono lieto di constatare che la maggior parte delle nostre scuole stanno compiendo un buon lavoro e il loro servizio è molto apprezzato. Siamo grati a quanti offrono un prezioso contributo per il buon funzionamento delle classi di catechismo: ringrazio i sacerdoti, le suore e gli insegnanti laici che portano il lavoro con grande entusiasmo”. (SD-PA) (Agenzia Fides 7/11/2013)

venerdì 1 novembre 2013

Ordinazione episcopale del nuovo Vescovo di Faisalabad

VATICANO - Il Card. Filoni ordina il nuovo Vescovo di Faisalabad: “la testimonianza della nostra fede cattolica è sale e luce in questa nobile terra, e contribuisce alla vita di tutta la Chiesa”
Faisalabad (Agenzia Fides) – La celebrazione di tutti i Santi e dell’ordinazione episcopale del nuovo Vescovo di Faisalabad, Sua Ecc. Mons. Joseph Arshad, “un figlio nativo di questa terra e di questa Chiesa”, ha visto riunirsi Vescovi, clero, religiosi, religiose e migliaia di fedeli per la solenne liturgia presieduta questa mattina dal Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni. I due Vescovi co-consacranti sono stati Sua Ecc. Mons. Edgar Pena Parra, Nunzio apostolico, e Sua Ecc. Mons. Joseph Coutts, Arcivescovo di Karachi.
“La solennità di Tutti i Santi è stata istituita per commemorare tutti i Santi della Chiesa, sia noti che sconosciuti” ha ricordato il Cardinale nell’omelia, ed ha proseguito: “sono pienamente certo che in cielo ci sono innumerevoli Santi sconosciuti Pakistani, che ora godono la beatitudine eterna con Dio”. Quindi, citando la seconda lettura della Messa, (1 Giovanni 3:2), ha sottolineato: “Fino ad oggi, questo mondo continua ad essere intriso dal sangue di cristiani, che coraggiosamente e fedelmente conservano la Fede, fino a morire per essa… Anche la vostra è una terra di noti e sconosciuti confessori della fede… Abbiamo fiducia che la testimonianza fedele e lodevole della nostra fede cattolica qui è sale e luce in questa nobile terra, e contribuisce alla vita di tutta la Chiesa”. A questo proposito ha citato la “brillante ed eroica testimonianza di Shahbaz Bhatti, ardente promotore di amore tra le religioni e nel dare voce alle minoranze religiose”.
Il Prefetto del Dicastero Missionario si è quindi soffermato ad illustrare l’essenza e le caratteristiche del ministero episcopale, evidenziando che “non possiamo dissociare il ministero episcopale dal perseguimento della santità personale del Vescovo”, infatti “un Vescovo che tende alla santità personale realizza il suo servizio alla Chiesa con l'esempio. Non è uno che comanda con forza per essere obbedito. Attraverso la sua vita esemplare, guadagna molto rispetto e ammirazione, meritevole di essere obbedito”. Rivolgendosi quindi al Vescovo eletto ha detto: “Come Vescovo, sei chiamato ad essere un uomo di carità e a guidare il suo gregge con un vero senso di amore pastorale, consapevole e motivato dal fatto che il Signore Gesù, a cui si sarà ulteriormente configurato ‘è venuto per servire e non per essere servito’ (Mt 20,28), senza chiedere guadagno personale o privilegi”. Concludendo l’omelia, il Card. Filoni ha invitato tutti a sostenere il loro Vescovo: “Egli sarà per voi un buon Vescovo se voi lo aiuterete ad essere tale: lo raccomando in modo particolare ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e a quanti sono chiamati a collaborare con lui nel servizio di questa Chiesa di Faisalabad. Fate della vita della vostra Diocesi un capolavoro di Dio, poiché Dio mette questa Chiesa nelle vostre mani”. (SL) (Agenzia Fides 1/1 1/2013)

Banchina Pittini dal Messaggero Veneto

sabato 26 ottobre 2013

Alessandro Bertossi

Cade con la bici
in Slovenia e muore

Classifiche per la canoa San Giorgio

Il Canoa San Giorgio fa poker in Italia nell’acqua piatta



Dopo oltre 50 anni di indipendenza ...

AFRICA - “La tragedia di Lampedusa è anche una responsabilità africana” affermano i Vescovi del continente
Roma (Agenzia Fides)-La mancanza di libertà e la ricerca di migliori condizioni di vita sono alla base di tragedie come quella accaduta il 3 ottobre al largo dell’isola italiana di Lampedusa, afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dal SECAM/SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar). Ricordiamo che nel rovesciamento di un barcone carico di migranti provenienti dal Corno d’Africa morirono circa 360 persone.
“È sorprendente- afferma la nota- che così tanti rifugiati dall’Africa orientale continuano ad intraprendere il pericoloso viaggio verso l’Europa alla ricerca della “libertà” a causa delle gravi condizioni politiche ed economiche dei loro Paesi di origine”.
I Vescovi africani sottolineano in particolare le condizioni di Somalia ed Eritrea, i due Paesi da dove provengono la maggior parte delle persone coinvolte nella tragedia di Lampedusa. “Nel caso della Somalia le milizie al Shabaab terrorizzano la popolazione sin dal 1994. Questa lunga guerra ha provocato gravi problemi sociali ed economici. Anche la situazione politica in Eritrea ha spinto molti di questi migranti a fuggire dal loro Paese. Non esiste alcuna forma di liberà, non esiste libera stampa, né libertà religiosa e nessun diritto di assemblea. Queste persone affermano che cercano di dare un senso alla loro vita”.
Ricordando la Lettera Pastorale dei Vescovi africani, “Governance, bene comune e transizioni democratiche in Africa”, il comunicato prosegue: “il dramma della migrazione, con un crescente numero di giovani che rischiano la vita per abbandonare l’Africa, riflette la profondità del malessere di un continente dove ancora sono forti le resistenze ad assicurare alle proprie popolazioni lavoro, educazione e salute”.
“Dopo oltre 50 anni di indipendenza, l’Africa è ancora alla prese con violenze senza fine, gruppi armati illegali che continuano a minacciare la sicurezza della popolazione e dei loro beni che a loro volta provocano la fuga delle persone, come nel caso dell’incidente di Lampedusa” sottolineano i Vescovi africani.
Il documento conclude facendo appello alla responsabilità delle istituzioni africane perché operino per coordinare le politiche di controllo dei flussi migratori e soprattutto inizino un processo di miglioramento delle condizioni di vita dei loro Stati. Si fa altresì richiesta all’Europa perché riveda la propria legislazione immigratoria e tratti “questi migranti con maggiore compassione”. (L.M.) (Agenzia Fides 25/10/2013)

giovedì 24 ottobre 2013

Il pesce viaggia...

Trovato a Foggia il pesce
rubato a San Giorgio

Il pescato era destinato ai ristoranti locali. La polizia ha scoperto il carico dopo che era giunta la notizia che la scorsa settima in Friuli c’era stato un furto di pesce congelato del valore di circa 140mila euro

martedì 15 ottobre 2013

Il delicato equilibrio demografico e confessionale libanese

ASIA/LIBANO - Case per musulmani costruite sulle terre dei cristiani. A rischio l'equilibrio confessionale
Beirut (Agenzia Fides) – Un pressante richiamo a frenare l'uso improprio di terre appartenenti ai cristiani per costruire abitazioni destinate ai musulmani è stato lanciato lunedì 14 ottobre da Talal al-Doueihy, leader del Movimento “Terra libanese, Terra nostra”. L'appello - riferiscono fonti libanesi consultate dall'Agenzia Fides - è stato indirizzato alle istituzioni statali e a tutti e leader politici e religiosi cristiani durante una conferenza convocata a Beirut per denunciare in particolare il caso recente di Al-Qaa, un villaggio cristiano nei pressi di Baalbek nella cui area ampi appezzamenti di terra sono stati acquisiti da musulmani – sciiti e sunniti - come terreno agricolo, per poi essere destinati all'edificazione di complessi residenziali da vendere a libanesi e a profughi siriani appartenenti alla propria comunità religiosa. Nel corso della conferenza, l'avvocato Bashir Matar ha denunciato il quadro d'illegalità in cui si è realizzato il cambio di dest inazione d'uso dei terreni, sollecitamente forniti dei servizi di acqua e di elettricità.
L'appello degli esponenti del Movimento punta a far rispettare con fermezza le legge e a richiamare tutti alla vigilanza su un fenomeno che contribuisce a compromettere il delicato equilibrio demografico e confessionale libanese, messo a repentaglio dall'afflusso massiccio di profughi fuggiti dalla Siria.
In tutto il Paese si accendono con frequenza crescente le contese sulle terre.La scorsa settimana, nel villaggio cristiano di Alma (distretto di Zghorta) i residenti avevano protestato perché i musulmani dell'area di al-Fuar avevano cominciato a costruire case senza autorizzazione. Già a fine agosto, lo stesso Patriarca maronita Bechara Boutros Rai aveva richiamato i cristiani a limitare la vendita delle proprie proprietà per non mettere a rischio il bilanciamento demografico-confessionale su cui si regge la fragile coesistenza libanese. (GV) (Agenzia Fides 15/10/2013).