venerdì 7 dicembre 2012

Veglia a Marano per i giovani, nonostante la nevicata!


 
“Maria donna
dell’attesa”
 
 
Veglia Foraniale di Avvento
7 dicembre 2012
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Canto: AVE MARIA Verbum Panis
Rit. Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.
 
Donna dell’attesa e madre di Donna del deserto e madre del
speranza respiro
Ora pro nobis. Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del Donna della sera e madre del
silenzio ricordo
Ora pro nobis. Ora pro nobis.
 
Donna di frontiera e madre Donna del presente e madre del
dell’ardore ritorno
Ora pro nobis. Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del Donna della terra e madre
sentiero dell’amore
Ora pro nobis. Rit. Ora pro nobis. Rit.
 
 
 
Invocazione allo Spirito Santo
Spirito Santo,
Tu abiti nel tempio del mio cuore;
quando mi rivolgo a Dio nella preghiera
fa' che la mia voce sia una sola con la tua.
Dilata il mio cuore, rendilo disponibile, ospitale,
perché Gesù possa trovare dimora anche in me.
Aiutami con i tuoi doni a rendere la mia vita attenta,
sincera e fedele alla vita del Signore Gesù.
Donami di creder sempre nella verità delle promesse di Dio
e di giungere così, insieme a Maria, alla beatitudine della fede;
lei che ti ha accolto, ha creduto, si è fidata e affidata.
2


I: Eccomi sono la serva del Signore
 
Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 26-38)
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della
Galilea, chiamata Nazareth a una vergine, promessa sposa di un
uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si
chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia:
il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso
avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere,
Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un
figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà
chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di
Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il
suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non
conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su
di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò
colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco,
Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa
un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è
impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da
lei.
 
 
Video: Non temere Maria
 
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Domande di riflessione …
o Cosa mi dice e cosa mi suscita questo brano del Vangelo?
o Maria risponde eccomi … qual è la mia la mia risposta all’accogliere il
Signore?
o Come mi sto preparando alla venuta del Signore?
o Maria ci può aiutare ad accogliere il Figlio, la accolgo come mediatrice?
 
 
Canto: Nel tuo silenzio
Nel tuo silenzio accolgo il mistero
venuto a vivere dentro di me.
Sei tu che vieni, o forse è più vero Ora il tuo Spirito in me dice:
che tu mi accogli in te, Gesù "Padre",
 non sono io a parlare, sei tu.
Sorgente viva che nasce dal cuore Nell'infinito oceano di pace
è questo dono che abita in me. tu vivi in me io in Te, Gesù.
La tua presenza è un Fuoco d'amore
che avvolge l'anima mia, Gesù
 
II: Maria donna obbediente
 
Maria, donna obbediente (Tonino Bello)
Si sente spesso parlare di obbedienza cieca. Mai di obbedienza sorda.
Sapete perché? […] Obbedire deriva dal latino ob-audire, che
significa: ascoltare stando di fronte.
Quando ho scoperto questa origine del vocabolo, anch'io mi sono
progressivamente liberato dal falso concetto di obbedienza intesa
come passivo azzeramento della mia volontà, e ho capito che essa
non ha alcuna rassomiglianza, neppure alla lontana, col supino
atteggiamento dei rinunciatari.
Chi obbedisce non annulla la sua libertà, ma la esalta. Non mortifica i
suoi talenti, ma li traffica nella logica della domanda e dell' offerta.
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Non si avvilisce all'umiliante
ruolo dell'automa, ma mette in
moto i meccanismi più profondi
dell'ascolto e del dialogo.
C'è una splendida frase che fino a
qualche tempo fa si pensava fosse
un ritrovato degli anni della
contestazione: "obbedire in piedi".
Sembra una frase sospetta, da
prendere, comunque, con le molle.
Invece è la scoperta dell'autentica
natura dell' obbedienza, la cui
dinamica suppone uno che parli e
l'altro che risponda. Uno che faccia la proposta con rispetto, e l'altro
che vi aderisca con amore. Uno che additi un progetto senza ombra di
violenza, e l'altro che con gioia ne interiorizzi l'indicazione.
In effetti, si può obbedire solo stando in piedi. In ginocchio si
soggiace, non si obbedisce. Si soccombe, non si ama. Ci si rassegna,
non si collabora. […]
L'obbedienza, non è inghiottire un sopruso, ma è fare un' esperienza
di libertà.
Non è silenzio rassegnato di fronte alle vessazioni, ma è
accoglimento gaudioso di un piano superiore. Non è il gesto
dimissionario di chi rimane solo coi suoi rimpianti, ma una risposta
d'amore. […]
Chi obbedisce non smette di volere, ma si identifica a tal punto con la
persona a cui vuol bene che fa combaciare, con la sua, la propria
volontà.
Ecco l'analisi logica e grammaticale dell' obbedienza di Maria.
Questa splendida creatura non si è lasciata espropriare della sua
libertà neppure dal creatore. Ma dicendo" sì", si è abbandonata a lui
liberamente ed è entrata nell' orbita della storia della salvezza con tale
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coscienza responsabile, che l'angelo Gabriele ha fatto ritorno in cielo
recando al Signore  un annuncio non  meno gioioso di quello  che
aveva portato sulla terra nel viaggio di andata.
 
Domande di riflessione
o Questa obbedienza, così come la presenta mons. Tonino Bello, è diversa
dalla nostra concezione? Qual è la differenza?
o Obbedire è ascoltare per poi accogliere, cosa significa per me ascoltare?
o Credo che Dio mi possa parlare? In che modo?
 
Canone: Christe lux mundi
Christe, lux mundi, qui sequiturte habebit lumen vitae, lumen vitae
 
Traduzione: O Cristo, luce del mondo, chi ti segue avrà la luce della
vita
 
Preghiera dei fedeli
Rivolgiamo le nostre preghiere a Dio, per mezzo di Maria per poter
accogliere nel nostro cuore la venuta di Gesù.
 
Preghiamo dicendo:Signore, per mezzo di Maria, ascoltaci.
 
Preghiera dialogata
(tratta dalle invocazioni di Tonino Bello)
S. Santa Maria, donna obbediente, tu che hai avuto la grazia di
«camminare al cospetto di Dio», fa' che anche noi, come te,
possiamo essere capaci di «cercare il Suo volto».
 
A. Aiutaci a capire che solo nella sua volontà possiamo trovare la
pace. E anche quando egli ci provoca a saltare nel buio per
poterlo raggiungere, liberaci dalle vertigini del vuoto e donaci
la certezza  che  chi obbedisce  al Signore  non  si schianta  al
suolo, ma cade sempre nelle sue braccia
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S. Santa Maria, donna obbediente, tu sai bene che il volto di Dio,
finché cammineremo quaggiù, possiamo solo trovarlo nelle
numerose mediazioni dei volti umani, e che le sue parole ci
giungono solo nei riverberi poveri dei nostri vocabolari terreni.
Donaci, perciò, gli occhi della fede perché la nostra obbedienza si
storicizzi nel quotidiano, dialogando con gli interlocutori effimeri
che egli ha scelto come segno della tua sempiterna volontà.
 
A. Preservaci dagli appagamenti facili e dagli assensi comodi sui
gradini intermedi che ci impediscono di risalire fino a te. Non
è  raro, che  gli  istinti  idolatrici,  ci facciano  scambiare  per
obbedienza evangelica ciò che è solo cortigianeria, e per
raffinata virtù ciò che è solo squallido tornaconto.
 
L. Santa Maria, donna obbediente, tu che per salvare la vita di tuo
figlio hai eluso gli ordini dei tiranni e, fuggendo in Egitto, sei
divenuta per noi l'icona della resistenza passiva e della
disobbedienza civile, donaci la fierezza dell' obiezione, ogni volta
che la coscienza ci suggerisce che «si deve obbedire a Dio
piuttosto che agli uomini.
 
A. E perché in questo discernimento difficile non ci manchi la tua
ispirazione, permettici che, almeno allora, possiamo invocarti
così: «Santa Maria, donna disobbediente, prega per noi».
 
Padre Nostro
 
Preghiera finale
O Padre, donaci di accogliere con umile fede la Tua Parola,
sull'esempio di Maria, che all'annunzio dell'angelo, accolse nel suo
grembo Tuo Figlio, fatto uomo, e, colma di Spirito Santo, divenne
Tua dimora, per Cristo nostro Signore.
Amen.
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Canto finale: Resta accanto a me

Ora vado sulla mia strada

con l’amore tuo che mi guida

O Signore, ovunque io vada

resta accanto a me.

Io ti prego, stammi vicino

ogni passo del mio cammino

ogni notte, ogni mattino

resta accanto a me.

 

Il tuo sguardo puro Fa’ che chi mi guarda

sia luce per me non veda che te

e la tua parola sia voce per me. Fa’ che chi mi ascolta

Che io trovi il senso non senta che te

del mio andare solo in te E chi pensa a me,

nel tuo fedele amare fa’ che nel cuore pensi a te

il mio perché. e trovi quell’amore

che hai dato a me

 

 

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Chanukkà a Gorizia

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Festa delle luci a Gorizia


Domenica 9 dicembre nella sinagoga di via Ascoli si celebra il rito ebraico di Chanukkà

mercoledì 5 dicembre 2012

Benedetto XVI: diventare segno dell'azione di Dio nel mondo.

Benedetto XVI: diventare segno dell'azione di Dio nel mondo

Dio ci chiede di diventare segno della sua azione nel mondo, attraverso la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità, per far risplendere di nuovo la sua luce nella notte. Parole del Papa nella catechesi dell'udienza generale di oggi, tenuta in aula Paolo VI davanti a più di 4mila pellegrini, riflettendo sulla preghiera di benedizione a Dio di San Paolo, contenuta nella lettera agli Efesini.
Un inno al "disegno di benevolenza di Dio", che ci introduce al tempo di Avvento, e ci fa capire che essere figli adottivi di Dio in Cristo,

(INSERTO PAPA)
"non è qualcosa che viene a sovrapporsi alla nostra umanità, ma è il compimento delle aspirazioni più profonde, di quel desiderio di infinito e ...

Il Congo preoccupa il Papa

Benedetto XVI: pace in Congo e aiuti ai profughi.
Benedetto XVI: pace in Congo e aiuti ai profughi
INSERTO PAPA
"Continuano ad arrivare gravi notizie sulla situazione umanitaria nell'est della Repubblica democratica del Congo che da mesi è diventata teatro di scontri armati e di violenze. A gran parte della popolazione mancano i mezzi di primaria sussistenza e migliaia di abitanti sono stati costretti ad abbandonare le proprie case per cercare rifugio altrove. Rinnovo quindi il mio appello al dialogo e alla riconciliazione e chiedo alla comunità internazionale di adoperarsi per sovvenire ai bisogni della popolazione".

lunedì 3 dicembre 2012

Parroco per 40 anni a Sevegliano

LUTTO NELLA CHIESA UDINESE

Si è spento don Edoardo Zuliani


Chiesa friulana in lutto per la morte di don Edoardo Zuliani. Novantuno anni, originario di Campoformido, don Zuliani era stato ordinato il 29 luglio 1945 ed è stato parroco per 40 anni a Sevegliano. Da tempo era ospitato alla Fraternità sacerdotale di Udine. I funerali saranno celebrati dall'Arcivescovo martedì 4 dicembre nella parrocchiale di Bressa, alle ore 15.30.
IL RICORDO di don Zuliani nelle parole di mons. LIVIO CARLINO E mons. SAVERIO MAURO

sabato 1 dicembre 2012

Dal Portale della Diocesi il ,messaggio per l'avvento

MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO



«Nel suo messaggio per l'inizio del tempo dell'Avvento, l'Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato invita i fedeli friulani a «seguire l'esempio di Maria per prepararsi con fede profonda al Santo Natale. Maria ci conduce con certezza a incontrare Gesù». Mons. Mazzocato ha ricordato che «la devozione a Maria continua a essere molto viva nel popolo friulano». ASCOLTA IL MESSAGGIO

giovedì 29 novembre 2012

Tre medaglie di pregio per il Cus Ferrara


Ottime prestazioni degli atleti estensi nella prova di Coppa Italia di fondo su sei chilometri a San Giorgio di Nogaro

Cittadino ricorre contro Equitalia e vince la causa
Il Messaggero Veneto
Il ricorrente di San Giorgio di Nogaro ha avuto infatti soddisfazione dalla Commissione Tributaria Provinciale che ha accolto il ricorso con il quale chiedeva di pagare solo la quota di scarico e non quella di depurazione grazie alla sentenza della ...

mercoledì 28 novembre 2012

Udienza di mercoledi 28 Novembre 2012

Benedetto XVI: L'amore di Dio dilata i confini dell'uomo..





Benedetto XVI: L'amore di Dio dilata i confini dell'uomo.



"Come parlare di Dio nel nostro tempo? Come comunicare il Vangelo, per aprire strade alla sua verità salvifica nei cuori spesso chiusi dei nostri contemporanei e nelle loro menti talvolta distratte dai tanti bagliori della società?". Partendo da queste domande, Benedetto XVI ha dipanato la catechesi dell'odierna udienza generale. Ai fedeli riuniti in aula Paolo VI il Papa ha indicato l'esempio di Gesù, "che è sceso dal suo Cielo per immergersi nel mondo degli uomini e insegnare 'l'arte di vivere', la strada della felicità". La comunicazione del Risorto, infatti, "è stata una continua educazione a chinarsi sull'uomo per condurlo a Dio", "in Lui annuncio e vita si intrecciano". Ecco, quindi, che "questo ...

Ladri di rame secondo il Messaggero Veneto


lunedì 26 novembre 2012

 Gaza, i problemi non hanno fine




893 Gaza, i problemi non hanno fine HD youtube

...e tutti sono diventati poveri

ASIA/SIRIA - Il Vescovo caldeo Audo: il conflitto ha sfigurato Aleppo

Aleppo (Agenzia Fides) - Negli ultimi giorni il fragore delle armi che si percepiva anche dal centro di Aleppo sembra essersi attenuato. E nell'apparente fase di stallo si registrano con più nettezza gli effetti devastanti del conflitto sulla vita ordinaria di quella che era una tra le città più fiorenti e cosmopolite di tutto il Medio Oriente. "Qui adesso tutto appare avvolto da un senso di rovina e decadenza" racconta all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Antoine Audo, Vescovo caldeo della metropoli.
In qualità di responsabile della Caritas in Siria, Mons. Audo si misura ogni giorno con le conseguenze a lungo termine del conflitto sulla quotidianità. Spiega a Fides: "Nell'area di Aleppo ci sono centinaia di migliaia di rifugiati interni, accalcati nelle scuole e in accampamenti improvvisati, come i più di 5mila che dormono all'aria aperta nei giardini della città universitaria. Ma la gente non lavora, e tutti sono diventati poveri. Anche quelli che vivono ancora nelle loro case. Le aree industriali delle periferie sono state bombardate e saccheggiate. Da settimane non si raccoglie l'immondizia, e nelle strade l'aria diventa irrespirabile".
I cinque centri Caritas della città assistono in maniera diretta 2.400 famiglie, distribuendo medicine, vestiti e beni alimentari. Nei giorni scorsi i sacerdoti e i volontari che cooperano nella rete Caritas si sono incontrati con Mons. Audo per studiare i programmi in vista dell'inverno. In quella che nel 2006 si era guadagnata il titolo di "Capitale culturale del mondo islamico", il conflitto ha aperto le porte anche ai fantasmi del freddo, della fame e delle malattie. (GV) (Agenzia Fides 26/11/2012).

Siamo veramente nei guai" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama

AFRICA/NIGERIA - "È inquietante vedere chi ci deve difendere subire attacchi del genere" dice l'Arcivescovo di Jos

Jos (Agenzia Fides) - "Quello che è veramente inquietante è che, nel compiere questi ultimi attacchi, i membri di Boko Haram sembrano essere certi di avere successo. Ciò è sconvolgente perché si suppone che i poliziotti e i militari siano incaricati di proteggere la popolazione civile, ora invece diventano essi stessi vittime degli attacchi di Boko Haram. Siamo veramente nei guai" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando l'attacco di domenica 25 novembre con due autobombe contro una chiesa protestante all'interno della caserma che ospita l'Armed Forces Command and Staff College (un'importante scuola militare) a Jaji, nello Stato di Kaduna, nella Nigeria del nord.
"Sono appena rientrato in Nigeria da Roma, dove ho partecipato al Concistoro e alla nomina a Cardinale di Mons. Onayiekan, e ho appena letto dell'attentato" dice Mons. Kaigama. "La mia prima reazione, quando ho letto sui giornali dell'attacco alla chiesa protestante in una base militare, è stata di pensare che queste persone sono molto audaci. Questi criminali sono capaci di rinnovarsi. Sono passati dall'attaccare i fedeli innocenti nelle proprie chiese a portare la guerra all'interno dell'establishment militare, dimostrando così un alto grado di esperienza nel commettere i loro crimini e il livello di organizzazione che hanno raggiunto" conclude l'Arcivescovo.
La stampa nigeriana riporta che questa mattina è stato respinto un assalto ad Abuja (la capitale federale) contro la sede di un'unita speciale di polizia incaricata di dare la caccia ai membri di Boko Haram. (L.M.) (Agenzia Fides 26/11/2012)

domenica 25 novembre 2012

Coppa Italia di Fondo: Gavirate in evidenza a San Giorgio di Nogaro  

Il portale Sportivo Sevenpress.com racconta le gare di San Giorgio di Nogaro
Benedetto XVI: Dio continua ad agire nella storia.
Benedetto XVI: Dio continua ad agire nella storia
Preghiamo per i nuovi cardinali, che ben rappresentano la dimensione universale della Chiesa, ha detto il Papa rivolgendosi ai fedeli in Piazza San Pietro, prima della preghiera dell'Angelus, al termine del Concistoro del mattino. L'intercessione di Maria, ha aggiunto il Papa, ci aiuti a vivere compiendo quelle opere di luce che ci avvicinano al cielo, convinti che nelle tormentate vicende della storia, Dio continua a costruire il suo Regno di amore. Dopo l'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato che ieri si è svolta in Ecuador la beatificazione di suor Maria Troncatti delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Ed ha ricordato che sabato prossimo si svolgerà il pellegrinaggio degli universitari di Roma alla Tomb ...

Foglio Parrocchiale 25 novembre 2012



venerdì 23 novembre 2012

ASIA/TERRASANTA - Dopo la tregua, urge rimuovere il blocco di Gaza: appello di Oxfam

Gerusalemme (Agenzia Fides) - La tregua appena siglata da sola "non è sufficiente": per ridare una speranza alla pace, oggi urge porre fine all'embargo di Gaza che "da cinque anni è soggetta a un blocco paralizzante, che ha limitato le importazioni e le esportazioni e ha distrutto la sua economia". E' quanto afferma, in una dichiarazione inviata all'Agenzia Fides, Martin Hartberg, portavoce dell'Ong Oxfam a Gerusalemme. L'Ong Oxfam, una delle maggiori al mondo, con sede nel Regno Unito, è presente in Israele e Palestina con progetti di sviluppo per le fasce deboli, interventi di tutela dei minori, attività in ambito socio-sanitario e sostegno allo sviluppo rurale.
Nella nota inviata a Fides, Oxfam, accogliendo positivamente la notizia del cessate il fuoco, rimarca che la tregua è fondamentale, ma è solo il primo passo: "La violenza nel corso delle ultime settimane è stata devastante per la gente a Gaza e in Israele. Centinaia di vite sono state perse mentre case, scuole e asili sono distrutti. Le persone hanno bisogno di poter tornare a vivere una vita normale. Per oltre una settimana le scuole a Gaza e nel sud di Israele sono state chiuse e le attività grazie alle quali le persone si guadagnano da vivere a Gaza, come la pesca e l'agricoltura, sono state interrotte perché troppo pericolose". Per questo ora è urgente rimuovere l'embargo che affligge Gaza: "Da quando il blocco di Gaza è iniziato, cinque anni fa - riferisce Oxafm - un terzo delle imprese di Gaza hanno chiuso e l'80% della popolazione ha ora bisogno di aiuto".
Oxfam chiede alla comunità internazionale "maggior coraggio": "Solo togliendo il blocco avremo qualche possibilità di porre fine all'incessante ciclo di violenza che ha devastato milioni di vite. Se il blocco di Gaza continuerà e i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania rimarranno separati, sarà impossibile raggiungere la soluzione di due stati per due popoli auspicata dalla comunità internazionale". Nei giorni scorsi Oxfam, insieme con altre 37 Ong, aveva chiesto alla comunità internazionale di promuovere una tregua immediata, per proteggere i civili e prevenire una nuova catastrofe umanitaria a Gaza. (PA) (Agenzia Fides 23/11/2012)

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giovedì 22 novembre 2012

Appello di un vescovo e chiesa profanata, la Siria attuale!

ASIA/SIRIA - Appello dell'Arcivescovo Roham ai belligeranti: "Risparmiate le città di Kamishly e Hassaké"

Hassaké (Agenzia Fides) - Migliaia di civili innocenti e di famiglie di profughi, fra i quali donne, anziani bambini, sono rifugiati nella città di Kamishly e di Hassaké (Siria orientale), che vanno assolutamente "preservate e risparmiate dal conflitto, per evitare una catastrofe umanitaria": è l'appello lanciato tramite l'Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Eustathius Matta Roham, Arcivescovo siro-ortodosso della diocesi di Jazirah ed Eufrate, che copre territori della Siria orientale.
Raccontando, in un messaggio inviato a Fides, la situazione nella sua diocesi, Mons. Matta Roham la definisce "confusa" e descrive la gente "piena di paura, specialmente a Kamishly e Hassaké". "Ci sono oltre 400.000 abitanti in ciascuna di queste due grandi città - spiega - e i cristiani sono circa il 20% in ognuna. Inoltre migliaia di famiglie sfollate sono giunte a Kamishly e Hassaké dopo aver lasciato le loro case in rovina in altre parti del paese. Se un giorno, Dio non voglia, la guerra arriverà in queste due città, ci sarà un vero e proprio grande disastro per migliaia di famiglie e di civili innocenti".
Per questo l'Arcivescovo rivolge un accorato appello agli organismi internazionali e a tutte le parti in lotta perchè "questa regione possa essere risparmiata e possa rimanere un rifugio sicuro per tutti, al fine di salvare la vita di migliaia di famiglie, ed evitare una distruzione definitiva". Nel messaggio inviato a Fides, l'Arcivescovo, guardando la distruzione di tanti luoghi e infrastrutture in Siria, afferma con amarezza che "ci vorranno molti anni per ricostruire sia le anime e sia gli edifici nel nostro paese. Prego che la giustizia e la pace prevalgano su questa situazione di caos".
"La guerra in Siria - prosegue - ha provocato divisione tra le comunità in molti luoghi e la distruzione di molte aree urbane. D'altra parte, ha creato solidarietà tra la maggioranza delle persone, che rifiutano la lotta e cercano di prendersi cura delle famiglie che soffrono".
Mons. Matta Roham prega il Signore perché "nella sua sapienza possa condurre le parti verso una soluzione pacifica del conflitto". (PA) (Agenzia Fides 22/11/2012)

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ASIA/SIRIA - Chiesa profanata da banditi, poi arredi restituiti e cerimonia di riconciliazione

Homs (Agenzia Fides) - Un atto di vandalismo, poi le scuse e la riconciliazione. E' accaduto a Qara, nella diocesi di Homs (Siria occidentale), dove il 19 novembre l'antica chiesa dei santi Sergio e Bacco, del VI secolo, è stata profanata da vandali che hanno forzato la porta. I vandali hanno rubato oltre 20 icone (del XVIII e XIX sec), antichi manoscritti e arredi sacri. Hanno profanato l'altare e hanno cercato di rubare un famoso affresco del XII sec, la "Madonna del latte". Per cercare di staccarlo, lo hanno rovinato, provocando due tagli alla figura della Vergine.
Appena la notizia si è diffusa a Qara, cittadina sotto il pieno controllo dell'opposizione siriana, si è sviluppato un forte movimento di solidarietà in tutte le comunità. Capi delle famiglie, leader delle tribù, capi musulmani e di altri confessioni sono venuti a visitare la chiesa e a manifestare amarezza e solidarietà al sacerdote greco cattolico p. Georges Luis che, con un prete greco-ortodosso, continua a celebrare la Messa per le poche famiglie cristiane di Qara, tenendo accesa la fiammella della fede.
Il Patriarca greco-ortodosso Ignazio IV Hazim e il Patriarca greco-cattolico Gregorios III Laham sono stati avvisati e hanno esortato sia il governo sia l'opposizione a garantire la sicurezza nel paese che, hanno detto, "sta sprofondando nel caos", visti gli atti di banditismo, sequestri, aggressioni, massacri, bombardamenti di aree residenziali.
I fedeli cristiani e musulmani di Qara si sono riuniti in veglie di preghiera. Ieri, 21 novembre, festa della Presentazione della Vergine al Tempio, è accaduto quello che la comunità locale definisce "un miracolo". Al mattino un camion con uomini dal volto coperto è giunto alla chiesa. Il gruppo ha chiesto di incontrare p. Georges. Come riferito a Fides dal sacerdote, gli uomini gli hanno detto: "Non apprezziamo quanto hanno fatto i nostri compagni. Vi preghiamo di perdonarci. Noi siamo una comunità, un solo popolo, una nazione. La vostra sicurezza è la nostra. Voi siete sotto la nostra responsabilità". La maggior parte degli oggetti rubati - altrimenti destinati al mercato di contrabbando - sono stati restituiti, con grande gioia e sollievo per tutti. P. Georges ha servito un caffè arabo agli ospiti e molte altre persone del quartiere si sono unite al momento conviviale. La popolazione locale ha festeggiato offrendo dolci in strada. Un finale all'insegna della riconciliazione che il movimento locale "Mussalaha" ha benedetto e favorito. (PA) (Agenzia Fides 22/11/2012)

mercoledì 21 novembre 2012

Furto da 50 mila euro
in un bar di San Giorgio


Presi di mira videopoker e cambiamonete del bar Stazione. Il titolare è arrivato pochi minuti dopo la fuga dei ladri Clicca per visualizzare l'articolo

Benedetto XVI: appello per il Medio Oriente.
Benedetto XVI: appello per il Medio Oriente
Seguo con grave preoccupazione l'aggravarsi della violenza tra gli Israeliani e i Palestinesi della Striscia di Gaza. Insieme al ricordo orante per le vittime e per coloro che soffrono, sento il dovere di ribadire ancora una volta che l'odio e la violenza non sono la soluzione dei problemi. Inoltre, incoraggio le iniziative e gli sforzi di quanti stanno cercando di ottenere una tregua e di promuovere il negoziato. Esorto anche le Autorità di entrambe le Parti ad adottare decisioni coraggiose in favore della pace e a porre fine a un conflitto con ripercussioni negative in tutta la Regione medio-orientale, travagliata da troppi scontri e bisognosa di pace e di riconciliazione.
ASIA/LIBANO - Tutto il Libano si raccoglie intorno al Patriarca Bechara Boutros Rai, nuovo Cardinale

Beirut (Agenzia Fides) - L'ingresso nel Sacro Collegio del Patriarca maronita Bechara Boutros Rai diventa occasione per ritrovare l'unità nazionale libanese in un momento estremamente delicato per gli equilibri politici e sociali del Paese dei cedri. Rappresentanti di tutte le fazioni e i gruppi politici e religiosi che compongono il mosaico libanese, presenzieranno nei prossimi giorni alle celebrazioni e ai momenti pubblici legati al Concistoro convocato a Roma da Benedetto XVI per la creazione di sei nuovi Cardinali. In quell'occasione, anche il capo della Chiesa maronita riceverà dalle mani del Vescovo di Roma la berretta cardinalizia.
Alle celebrazioni e poi agli incontri ufficiali con il Patriarca neo-porporato prenderanno parte più di venti Vescovi libanesi, i Superiori religiosi del Libano insieme ad alti rappresentanti del Patriarcato ortodosso di Antiochia e del Patriarcato armeno. Le istituzioni nazionali saranno presenti al massimo livello, con la partecipazione annunciata del Presidente della repubblica libanese Michel Suleiman. Nutrita e eloquente la lista dei rappresentanti dei gruppi politici, che intorno al Patriarca neo-porporato accantoneranno temporaneamente le contrapposizioni che segnano l'attuale fase politica libanese. Salvo forfait dell'ultima ora, il Partito delle Falangi sarà rappresentato dall'ex presidente Amin Gemayel. Invierà un rappresentante personale l'ex Primo ministro sunnita Saad Hariri, che mercoledì scorso ha potuto salutare il Papa in Aula Paolo VI al termine dell'udienza generale. Verranno a Roma in occasione del Concistoro diversi deputati del Movimento Patriottico Libero, il Partito guidato dall'ex generale Michel Aoun. Mentre Suleiman Franjie, leader del movimento Marada, invierà a rappresentarlo un suo figlio.
Secondo informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, anche il partito di Hezbollah sarà presente a Roma nei giorni del Concistoro con un suo rappresentante ufficiale. Si tratta di Ghalib Abu Zeinab, membro dell'ufficio politico del Partito sciita e responsabile delle relazioni con i cristiani. Lo scorso 9 novembre una delegazione di Hezbollah guidata da Sayyed Ibrahim Amin al-Sayyed, Capo dell'ufficio politico dell'organizzazione, si era recata nella sede del Patriarcato maronita a Bkerkè per offrire le proprie felicitazioni al Patriarca. (GV) (Agenzia Fides 21/11/2012).

        «Soprintendenza ostile, intervenga Tondo»

lunedì 19 novembre 2012

ASIA/TERRA SANTA - Il Patriarca emerito Sabbah: davanti alle stragi di Gaza, l'Onu riconosca lo Stato palestinese come osservatore permanente

Gerusalemme (Agenzia Fides) - "Dietro ai missili lanciati da Gaza e alle rappresaglie scatenate di tempo in tempo da Israele, riemerge sempre la questione di fondo. Quella israeliano-palestinese. Questo è il problema che bisogna affrontare e risolvere, se si vuole che Gaza sia in pace e che anche Israele viva in pace e in sicurezza". Così dichiara all'Agenzia Fides Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini. Il Patriarca emerito ricorda che la striscia di Gaza da molti anni "vive sotto il peso di un embargo assurdo, che rende inumana l'esistenza quotidiana di un milione e mezzo di persone, fomentando sentimenti di ostilità permanente nei confronti di Israele. La comunità internazionale rimane indifferente, e si risveglia dal torpore solo davanti a escalation come quella in atto in questi giorni".
Secondo colui che è stato il primo arabo chiamato alla guida del Patriarcato Latino di Gerusalemme, occorre usare tutti gli strumenti politici e diplomatici per "costringere palestinesi e israeliani a un accordo di pace definitivo". A questo riguardo, il Patriarca emerito rilancia il recente appello con cui più di cento leader cristiani della Terra Santa hanno chiesto alla comunità internazionale, e in particolare all'Europa, di sostenere il riconoscimento dello Stato palestinese come membro a pieno titolo dell'Onu, con la qualifica di Osservatore permanente. "Non riesco a capire in che modo tale richiesta possa essere presentata come un'iniziativa contro la pace. Anche le Chiese - aggiunge Sua Beatitudine - devono assumersi le proprie responsabilità, affinché la Terra Santa non diventi una terra di guerra".
Secondo il Patriarca Sabbah, un appoggio deciso alla richiesta dell'Autorità palestinese rappresenta l'ultima occasione per preservare anche l'autorità del presidente Abu Mazen dalla totale delegittimazione: "Se una autorità viene costantemente umiliata, il popolo col passare del tempo prende atto che quella autorità non vale più niente. Abu Mazen è un capo palestinese che vuole la pace. Visto come è stato trattato, chissà chi potrà arrivare, dopo di lui". L'appello dei leader cristiani, diffuso prima che fosse scatenata l'offensiva israeliana su Gaza, era stato sottoscritto - tra gli altri - anche dall'Arcivescovo greco-ortodosso Atallah Hanna e dal pastore battista Alex Awad. (GV) (Agenzia Fides 19/11/2012).

Il Santo Sepolcro non paga

Contenzioso sull'acqua al Santo Sepolcro HD per youtube.




domenica 18 novembre 2012

La mia vita da precaria: Salerno-Udinein treno per 2 ore di supplenza/Video

Parola di Dio

L'etichetta in evidenza nel titolo non verrà più usata nel blog.
Da un po' di tempo lo scriba ha creato un blog riguardante la Chiesa e la sua spritualità.
Chi vorrà visionarlo dovrà cliccare  qui a fianco Cristiansdisanzorz2.

La parrocchia invia a tutte le famiglie la Busta del Quartese 2012



Foglio parrocchiale domenica 18 novembre 2012







Tutti alla Barchessa di Villa Dora a salutare Antonio Caprarica

Antonio Caprarica A San Giorgio di Nogaro, ieri sera: è un grande e bravissima è la bibliotecaria che l'ha presentato...Oro argento e birra l'ultimo libro.

sabato 17 novembre 2012

Molto interessante...Complimenti Sara!

La scuola di giornalismo
premia un video sul precariato


"Aspirante precaria" di Sara Angrisani. Giusy, ogni lunedì, viaggia in treno da Castel San Giorgio in provincia di Salerno a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine per fare soltanto due ore di lavoro in una scuola

ASIA/TERRA SANTA - Nella parrocchia latina di Gaza si prega per la pace

Gaza (Agenzia Fides) - I raid israeliani su Gaza hanno finora risparmiato la parrocchia latina intitolata alla Sacra Famiglia di Nazaret. Lì le suore e il sacerdote Paul De Santo, tutti appartenenti all'Istituto del Verbo Incarnato, stanno dedicando la giornata di oggi alla preghiera per la giustizia e per la pace. Lo racconta lo stesso don De Santo in una breve nota resa pubblica dal Patriarcato Latino di Gerusalemme.
La giornata di preghiera è iniziata con l'adorazione eucaristica e il culmine coinciderà con la celebrazione della Messa. "Purtroppo - aggiunge padre Paul - nessuno dei nostri parrocchiani potrà prendervi parte". Il sacerdote e le suore chiederanno al Signore "che si allontani il flagello della guerra e che diminuisca il calice di dolore per le tante persone che soffrono".
Durante le incursioni e i bombardamenti - avverte padre De Santo nella sua nota - i bimbi handicappati assistiti dalle suore di Madre Teresa sono stati portati in posti più protetti dal rumore delle bombe, per preservarli dal panico e permettere loro di riposare. Fino alla mattina di oggi, le incursioni aeree dell'esercito israeliano hanno provocato 39 morti - compresi 8 bambini - e circa 350 feriti (GV) (Agenzia Fides 17/11/2012)

giovedì 15 novembre 2012

ASIA/SIRIA - Morto il Direttore delle Pontificie Opere Missionarie. Il Patriarca Laham: "La sua morte sia un'offerta per la pace"

Aleppo (Agenzia Fides) - E' deceduto ieri a mezzogiorno, in seguito a un improvviso attacco cardiaco, P. Jules Baghdassarian, 55 anni, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Siria, incarico che ricopriva dal 2003. P Jules era un sacerdote greco cattolico (melkita) e risiedeva ad Aleppo. I funerali saranno celebrati sabato prossimo nella chiesa di San Giorgio di Aleppo, da Sua Ecc. Mons. Jean-Clément Jeanbart, Arcivescovo greco cattolico della città.
P. Jules aveva sofferto molto per la tragica situazione del conflitto siriano, giunto fino al cuore di Aleppo. Negli ultimi mesi, data la grave situazione umanitaria di migliaia di rifugiati nella città, si era dedicato anima e corpo alle attività caritative, all'assistenza, alla sistemazione di famiglie sfollate, all'organizzazione degli aiuti, alla risoluzione dei tanti problemi che sorgevano in quest'opera. Probabilmente - riferiscono a Fides dall'Ufficio delle POM ad Aleppo - le preoccupazioni, la situazione di stress psico-fisico, l'ansia e la fatica gli sono state fatali.
Il Patriarca greco cattolico S. B. Ignazio III Laham, esprimendo all'Agenzia Fides il suo cordoglio alla famiglia di p. Baghdassarian e alla comunità greco cattolica di Aleppo, lo ricorda con queste parole: "Era un grande amico dei poveri, era animato da grande zelo per la carità. I suoi verbi erano amare e servire". "Speriamo - aggiunge - che la sua morte sia un'offerta per la pace e per la riconciliazione in Siria, per l'avvenire della comunità cristiana in Siria, per il trionfo della carità in Siria e in Medio Oriente". (PA) (Agenzia Fides 15/11/2012)

Youtube per assistere all'inaugurazione della caserma dei carabinieri

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=cgQ2eou4ejs

mercoledì 14 novembre 2012

Sembra Cividale ma sarà anche a San Giorgio!

Antonio Caprarica a Cividale

   
Il giornalista, venerdì 16 alle 18.30, presenterà nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti i suoi ultimi libri, tra corte reale inglese e Olimpiadi. E sabato 17 replica a San Giorgio

http://www.museodellemigrazione.it/img/img-bacheca/img-evento-caprarica.jpg

Olimpiadi e sport. Ma anche terre, manieri, cavalli e cappelli: ricchezze, passioni e stravaganze degli aristocratici inglesi. Di questo si parlerà con Antonio Caprarica a Cividale del Friuli venerdì 16, alle 18.30, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, in Borgo di Ponte.

Leggi l'articolo de ilfriuli.it
Benedetto XVI: contro l'ateismo, la bellezza della creazione.
Benedetto XVI: contro l'ateismo, la bellezza della creazione
Le tre vie per rispondere all'ateismo, allo scetticismo e all'indifferenza verso Dio, sono la contemplazione della bellezza della creazione, la scoperta dell'"aspirazione all'infinito" che ogni uomo porta dentro, e la testimonianza di una fede che nasce dall'incontro con Cristo. Le ha indicate Benedetto XVI, questa mattina, nella catechesi dell'udienza generale, tenuta in Aula Paolo VI, davanti a più di 9000 fedeli.
Davanti all' ateismo "pratico" che non nega le verità di fede , ma le ritiene irrilevanti per l'esistenza quotidiana, ha spiegato il Papa, sempre più spesso, oggi, "il credente deve essere capace di dare ragione della sua fede". E può farlo innanzitutto indicando il mondo e la creazione. ...
ASIA/SIRIA - Emergenza sanitaria: casi di peste a Homs

Homs (Agenzia Fides) - A Homs la situazione sanitaria è ad alto rischio: si sono registrati casi di infezioni e di peste bubbonica. E' l'allarme lanciato da un gruppo di 20 civili cristiani che vivono nei pressi del convento dei Gesuiti, nel centro storico della città. I diversi quartieri del centro, come Khalydye, Hamidiye e Bustan Diwan, si sono svuotati dopo l'evacuazione dei civili, avvenuta nei mesi scorsi, a causa degli scontri fra miliziani ribelli e forze dell'esercito regolare. Secondo fonti di Fides, attualmente sarebbero rimaste oltre 80 persone sparse nei vari edifici, che non hanno voluto lasciare le proprie case, nonostante i forti rischi. Venti cristiani vivono nei pressi del convento dei Gesuiti di Al Moukhalless, dove resta un solo Gesuita. Il gruppo sperimenta "solidarietà, spirito di fraternità e condivisione del pane". Come riferito a Fides, alcuni del gruppo (come un farmacista) segnalano la grave situazione sanitaria: i cadaveri rimasti sotto le rovine, la polvere e la sporcizia, gli animali randagi, hanno prodotto infezioni visibili su animali e sugli uomini, con l'alto rischio che in città possa scoppiare una epidemia di peste.
Nei giorni scorsi un team della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, dopo vari negoziati con le parti in lotta, è riuscito a entrare nella città vecchia di Homs, portando aiuti alimentari e medicinali. Le due organizzazioni umanitarie hanno espresso grande preoccupazione per la condizione dei civili. Parlando a Fides, Rabab Al-Rifai, del team della Croce Rossa in Siria, ha spiegato: "La nostra visita a Homs era la prima autorizzata ad una delegazione umanitaria dopo mesi. E' durata poche ore ma abbiamo visto feriti, anziani e malati in stato di estrema necessità. Abbiamo consegnato aiuti e kit medici per circa un centinaio di civili nel quartiere di Hamidiye, ma non è stato possibile fare visite mediche più accurate e approfondite. E' evidente, però, che col passare del tempo l'emergenza umanitaria si aggrava". Sui 33 quartieri amministrativi in cui è divisa la città di Homs, sono attualmente sotto controllo dei ribelli dell'Esercito Siriano Libero e sono zone di combattimenti i quartieri di Khalydye, Bustan Diwan, Hamidiye, Salibi, Warcheh, Bab Houd, Bab Dreib, Jouret Shiyah. Nelle altre parti della città la vita si va lentamente riprendendo. (PA) (Agenzia Fides 13/11/2012)

domenica 11 novembre 2012

Benedetto XVI: C'è un'unità inscindibile tra fede e carità..
Benedetto XVI: C'è un'unità inscindibile tra fede e carità.
"Sulla bilancia della giustizia divina non si pesa la quantità dei doni, bensì il peso dei cuori". Lo ha sottolineato oggi Benedetto XVI, citando le parole di Papa San Leone Magno, di cui ieri si è celebrata la memoria. A guidare i pensieri del Pontefice la Liturgia della Parola di questa domenica, che ci presenta l'esempio di due vedove: la prima nel Libro dei Re, la seconda nel Vangelo. Entrambe lasciano ai giorni nostri un prezioso insegnamento sulla fede: esiste, infatti, "un'unità inscindibile tra fede e carità, come pure tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo". "Dio chiede sempre la nostra libera adesione di fede -- ha precisato Benedetto XVI -- che si esprime nell'amore per Lui e per il prossi ...

sabato 10 novembre 2012

Il giusto orgoglio della Canoa!



La Canoa San Giorgio tra i migliori club d’Italia

Un’altra stagione esaltante per la società del presidente Scaini Titoli assoluti per Roson e Del Ponte e una pioggia di tricolori di categoria

L'arcivescovo incontra i giovani a Rivignano

Ieri sera c'era anche lo scriba alla veglia che il vescovo di Udine ha guidato nel Duomo di Rivignano....poche chiacchiere e molta concentrazione nella preghiera. Alla fine il regalo di una preghiera composta dall'arcivescovo.
Il Duomo pieno di giovani provenienti dalla forania della bassa, ha visto la presenza di meno di 10 giovani di San Giorgio di Nogaro...Stare vicino a loro e aiutarli è una priorità di questi tempi...


venerdì 9 novembre 2012

250000!

ASIA/GIORDANIA - Il direttore di Caritas Giordania: i profughi siriani sono 250 mila, ne assistiamo più di 50mila, e tra i bambini è già "emergenza psicologica"

Amman (Agenzia Fides) - Il numero di profughi siriani che hanno trovato rifugio in Giordania ha raggiunto la soglia dei 250mila. E se il conflitto tra lealisti del governo Assad e ribelli non trova soluzione, potrebbero diventare mezzo milione entro aprile 2013. I dati e le proiezioni forniti all'Agenzia Fides dal 38enne Wael Suleiman, direttore di Caritas Giordania, descrivono da soli la catastrofe umanitaria che rischia di essere innescata come effetto collaterale dalle atrocità della guerra civile siriana.
L'ultimo report appena redatto da Caritas Giordania conferma che ogni giorno varcano il confine col Regno hashemita almeno 4/500 siriani in fuga. La media mensile degli arrivi negli ultimi tempi ha raggiunto le 12/15mila unità. Il 75% delle persone accolte nei campi e nei centri di assistenza è rappresentato da donne e bambini.
Nel campo profughi più grande, quello di Zaatari, la situazione è esplosiva. Lì, in un'area desertica, quasi 40mila profughi vivono in condizioni al di sotto della dignità umana. Suleiman spiega a Fides: "Abbiamo detto ai funzionari dell'Onu che quel campo andrebbe chiuso. I profughi, una volta entrati, non possono più uscire. Adesso è iniziato l'allestimento di un altro campo a 22 chilometri da Zarqa, che dovrebbe entrare in funzione ai primi di dicembre, dotato di quelle infrastrutture di base che a Zaatari non esistono".
Proprio oggi, 9 novembre, il Card. Robert Sarah - Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, inviato del Santo Padre - incontra a Beirut i rappresentanti di circa venti agenzie cattoliche operanti in Medio Oriente per coordinare l'impegno umanitario della Chiesa cattolica nella regione. In Giordania, i 120 addetti e i 1000 volontari della Caritas forniscono assistenza diretta a più di 52mila rifugiati siriani, con una attenzione particolare ai più deboli e ai bambini. "Con il sostegno della Caritas polacca - spiega Suleiman - stiamo lavorando a un progetto per affrontare l'emergenza psicologica di tanti fanciulli che rischiano di rimanere segnati per tutta la vita dalle cose terribili che hanno visto".
L'impegno di Caritas Giordania sul fronte del dramma siriano è iniziato già nel novembre 2011. Suleiman si rallegra dell'iniziativa del Papa che ha inviato in Libano il Card. Sarah per manifestare la vicinanza della Santa Sede alle popolazioni colpite dal conflitto siriano. Nel contempo, il direttore della Caritas giordana si rammarica che non si sia potuta realizzare la visita in Siria della delegazione che era stata annunciata durante il Sinodo. "Il popolo siriano" dice a Fides Wael Suleiman "sta aspettando qualcuno che possa almeno tentare di portare la pace. Le persone stanno perdendo la speranza e aspettano qualcuno che le aiuti. E la Chiesa su questo piano può fare molto. Me ne sono accorto quando ho accompagnato il Vescovo Maroun Lahham in una sua visita al campo di Zaatari. Lì, dove ci sono solo musulmani, tutti si avvicinavano al Vescovo per chiedergli di aiutarli e soprattutto di pregare per loro". (GV) (9/11/2012).

giovedì 8 novembre 2012

La Chiesa impegnata di Siria

ASIA/SIRIA - Gli sforzi della Chiesa per liberare i cristiani sequestrati e per assistere gli sfollati

Aleppo (Agenzia Fides) - C'è uno sforzo in atto della Chiesa per cercare di liberare dieci cristiani rapiti nei giorni scorsi da un gruppo armato, mentre erano a bordo di un autobus diretto da Aleppo a Beirut (vedi Fides 6/11/2012). Si tratta di sette armeni, come riferito da Fides, ai quali si aggiunge un'altra famiglia cristiana: Bechara Rabbat, sua moglie Mary Rose Saghirv e il loro figlio Giorgio. Come riferisce all'Agenzia Fides Mons. Youssef Anis Abi-Aad, Arcivescovo Maronita di Aleppo, i dieci sono stati rapiti nella zona di Sarakeb da uomini armati non identificati: "Siamo molto preoccupati. Non sappiamo chi li ha presi. Stiamo cercando di identificare i rapitori e di stabilire un contatto con loro. Il giovane Gesuita p. Murad Abi Seif e molte famiglie stanno lavorando per cercare di risolvere il caso". "I rapiti sono persone innocenti e fuori da ogni logica di conflitto ma - nota l'Arcivescovo - fra i ribelli vi sono numerose fazioni e gruppi, il che complica le cose".
L'emergenza-sequestri è solo un aspetto dell'opera di Mons. Anis Abi-Aad. In una situazione sempre più drammatica, l'Arcivescovo spende la maggior parte del suo tempo incontrando i rifugiati, confortando gli afflitti, provvedendo ai bisognosi. Da "Buon Pastore", visita i centri per rifugiati e senzatetto, visita gli ospedali per "alleviare le sofferenze del popolo siriano, mostrando solidarietà a tutti, senza eccezioni: questa è la missione della Chiesa". "Non facciamo distinzione tra cristiani e musulmani siriani - spiega in un messaggio inviato a Fides - ma il coordinamento di tutte le Chiese, di diverse confessioni, è molto impegnato per gli aiuti". Le famiglie più ricche e benestanti di Aleppo, riferisce, si sono spostate in Libano o verso la costa, ma "più della metà della popolazione è ancora in città e si rifiuta di lasciare le proprie case, nonostante i combattimenti: per questo aumenta il numero delle vittime".
Come cristiani maroniti, aggiunge, "stiamo provvedendo a 450 persone, di diverse religioni e comunità, ospitate in due scuole della nostra comunità". Scuole e moschee accolgono gli sfollati e offrono assistenza mentre "i padri gesuiti, con il contributo delle suore francescane, preparano oltre 6.000 pasti al giorno, che vengono distribuiti alle famiglie sfollate, accampate in diversi luoghi". Il Vescovo nota la forte solidarietà fra i civili, "che piangono e soffrono", e sottolinea che "in Siria non c'è un problema di settarismo". "La nostra speranza e il nostro più grande desiderio - conclude - non può che essere la pace: per questo preghiamo intensamente". (PA) (Agenzia Fides 8/11/2012)

mercoledì 7 novembre 2012

Domenica 11 Novembre 2012


   XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (1Re 17,10-16)
La vedova fece con la sua farina una piccola focaccia e la portò a Elia.


Dal primo libro dei Re

In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
Rit: Loda il Signore, anima mia.


Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.


SECONDA LETTURA (Eb 9,24-28)
Cristo si è offerto una volta per tutte per togliere i peccati di molti.


Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.

Parola di Dio


Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.


VANGELO (Mc 12,38-44)
Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Parola del Signore.


PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato la parola di Dio che chiama in causa la nostra fede e capacità di amare, invochiamo dal Padre lo Spirito Santo, perché ci illumini nelle scelte e renda in noi efficace la grazia che ci è donata in questa eucaristia, per un sincero cammino di conversione..

L – Diciamo con fede: Ascoltaci, Signore.

1.       Perché la Chiesa sia luogo dove la fede in te generi anche sempre amore reciproco, preghiamo.

2.       Perché nella nostra vita personale prevalgano i valori interiori e non gli aspetti esteriori, così che l'esistenza trovi il suo centro in te, Signore, e non nelle cose del mondo, preghiamo.

3.       Perché i beni che abbiamo onestamente acquistato con il nostro lavoro non chiudano il nostro cuore verso i fratelli più bisognosi, preghiamo.

4.       Perché nessuno si vanti del bene che compie, ma riconosca la sua povertà davanti a te, Signore, che vedi nel cuore delle persone, preghiamo.

5.       Perché quanti lavorano la terra sappiano renderti grazie, Signore, e riconoscere che il frutto del loro lavoro è sempre dono tuo, preghiamo.

6.       Perché ogni nostra assemblea rappresenti una sincera ricerca di te, Signore, quale nostra salvezza, preghiamo.

C – Padre, ascolta la nostra preghiera, aumenta la nostra fede, rafforza la nostra capacità di amare, donaci lo Spirito che ci guidi e rendici ricchi solo di te, che sei grazia, gioia e salvezza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.   T - Amen