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Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
mercoledì 23 gennaio 2013
Pregare per la Terra Santa
ASIA/TERRASANTA - In tremila città di tutto il mondo, domenica la preghiera per la pace in Terra Santa
Roma (Agenzia Fides) - Domenica 27 gennaio, in tremila città di tutto il mondo si pregherà per la pace in Terra Santa nel contesto della V Giornata Internazionale di intercessione, promossa nel 2009 da alcune realtà giovanili cattoliche. Da anni "il popolo della Pace" fa suo l'invito del Santo Padre Benedetto XVI che continua ad incoraggiare gli sforzi di quanti si stanno impegnando per la pace. Il Papa incoraggia "ad adottare decisioni coraggiose in favore della pace e porre fine a un conflitto con ripercussioni negative in tutta la regione medio-orientale, travagliata da troppi scontri e bisognosa di pace e riconciliazione". La Giornata Internazionale di Intercessione per la Pace in Terra Santa, secondo gli organizzatori, "è diventata negli anni segno e stimolo per quanti vogliono davvero coltivare questo forte desiderio che nella Terra di Gesù regni quella pace e quella giustizia che può diventare segno di unità e crescita per tutto il mondo". Per aderire alla Giornata inviare una mail a ufficiostampa@papaboys.it comunicando la città, il nome della chiesa e l'orario della celebrazione. (SL) (Agenzia Fides 23/01/2013)
lunedì 21 gennaio 2013
Sherry Rehman oggi ambasciatore pakistano negli Stati Uniti
ASIA/PAKISTAN - Difese Asia Bibi: l'Ambasciatore Sherry Rehman sotto processo per blasfemia
Lahore (Agenzia Fides) - Sherry Rehman, parlamentare musulmana del Pakistan People's Party e oggi ambasciatore pakistano negli Stati Uniti, sarà processata per blasfemia: lo ha deciso la Corte Suprema, con un clamoroso pronunciamento che riapre il dibattito sulla legge sulla blasfemia in Pakistan. La donna fu denunciata nel febbraio 2011 da Faheem Akhtar Gull, commerciante di Multan, che la accusava di aver commesso blasfemia durante un talk-show su Dunya TV. Nel dibattito televisivo, la Rehman aveva difeso Asia Bibi e aveva spiegato la sua proposta, presentata al Parlamento pakistano, di revisione della legge sulla blasfemia, al fine di prevenirne gli abusi. Ma, dopo le polemiche seguite agli omicidi di Salman Taseer e di Shahbaz Bhatti, la Rehman, in pericolo di vita, aveva ritirato la mozione. La polizia di Multan l'aveva scagionata, un tribunale di Lahore aveva respinto la denuncia di Akhtar Gull e la vicenda sembrava conclusa. Ora invece, nel ricorso presentato alla Corte Suprema, i giudici hanno dichiarato l'ammissibilità delle accuse. Il collegio dei giudici Anwar Zaheer Jamali e Ejaz Afzal Khan ha accolto il ricorso, imponendo al Capo della Polizia di Multan, Amir Zulifqar, di registrare ufficialmente il caso di blasfemia (con un First Information Report) un caso sulla base dell'articolo 295c del Codice penale, che punisce con la pena capitale o il carcere a vita il vilipendio al Profeta Maometto. La donna sarà dunque processata.
Fonti di Fides notano che gli estremisti intendono far passare l'idea di definire "blasfemo", e dunque di poter incriminare, chiunque si opponga o metta in discussione la legge sulla blasfemia. Sherry Rehman, prima dell'incarico diplomatico, era Presidente del "Jinnah Institute" di Karachi, istituto di ricerca formato da intellettuali musulmani liberali, promotore dei diritti umani e della legalità, intitolato al fondatore del Pakistan, Ali Jinnah. In un Rapporto inviato a Fides, e pubblicato un anno fa, l'Istituto notava che Asia Bibi era stata giudicata da un tribunale "sotto evidenti pressioni di islamici estremisti", e "per una vendetta personale". Inoltre metteva in luce una palese irregolarità procedurale: nelle indagini e negli interrogatori preliminari, condotti dalla polizia dopo la denuncia, Asia Bibi non ha avuto un avvocato, per questo tutto il processo potrebbe essere invalidato. Il Jinnah Institute riferisce che, sin dal principio, la vicenda giudiziaria di Asia Bibi è stata viziata da irregolarità e strumentalizzazioni (vedi Fides 15/9/2011). Un altro rapporto dell'istituto, intitolato "A Question of Faith" (vedi Fides 6/6/2011), nota l'aumento costante della violenza contro le minoranze religiose in Pakistan, affermando che i cristiani "sono le prime vittime delle persecuzioni". Una questione, si afferma, che il governo deve affrontare per garantire la libertà, la democrazia e lo stato di diritto nel paese. (PA) (Agenzia Fides 19/01/2013)
domenica 20 gennaio 2013
Campionati italiani U17 e U20
PalaIndoor da finali
Scherma
- Cambiano sede i Campionati italiani U17 e U20 che, da Belluno, si
spostano a Udine. In pedana i migliori talenti italiani. 10 gli atleti
del Fvg

Benedetto XVI: Chiesa ha sempre bisogno di purificazione.
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Benedetto XVI: Chiesa ha sempre bisogno di purificazione
by
vaticanit
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Con le nozze di Cana, raccontate dal Vangelo di questa domenica, Gesù si
rivela lo sposo messianico, venuto a stabilire una nuova allenza con il
suo popolo. E la Chiesa è destinata a questo compito. Lo ha spiegato
Benedetto XVI parlando ai fedeli prima della recita dell'Angelus. La
Chiesa, tuttavia, ha aggiunto il Papa, è formata da esseri umani, dunque
sempre bisognosa di purificazione. E una delle colpe è quella relative
alle divisioni storiche tra i cristiani. Riferendosi a questo tema
Benedetto XVI ha osservato che siamo nel pieno dell'annuale Settimana di
preghiera per l'unità dei cristiani ed è nostro compito superare come
fratelli in Cristo ogni tipo di ingiusta discriminazione. Il Papa ha
infi ...
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sabato 19 gennaio 2013
Documentari a Torviscosa
Torviscosa: doppio appuntamento coi documentari friulani Eventi a Udine
„Doppio appuntamento a Torviscosa con la produzione documentaristica friulana
Udinetoday ci descrive i documentari locali su Torviscosa con orari e calendario“
Potrebbe interessarti: http://www.udinetoday.it/eventi/cinema/documentari-friulani-torviscosa-21-25-gennaio-2013.html
Leggi le altre notizie su: http://www.udinetoday.it/ o seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/UdineToday/131006693676317
„Doppio appuntamento a Torviscosa con la produzione documentaristica friulana
Udinetoday ci descrive i documentari locali su Torviscosa con orari e calendario“
Potrebbe interessarti: http://www.udinetoday.it/eventi/cinema/documentari-friulani-torviscosa-21-25-gennaio-2013.html
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Grazie Don Arrigo!
Il ricordo del suo segretario, don Zucchiati in occasione della Messa di suffragio

UDINE (18
gennaio, ore 9) - “Chiedo perdono a mons. Alfredo, a nome di tutto il
clero friulano, per tutte le volte che noi preti lo abbiamo trattato
male”. Si è chiusa con queste parole di don Arrigo Zucchiatti,
segretario di mons. Battisti nei primi 9 anni del suo episcopato nella
Chiesa Udinese, la S. Messa di suffragio celebrata ieri sera nel Duomo
di Tricesimo nel 1° anniversario della morte della morte
dell’Arcivescovo del terremoto, avvenuta il 1° gennaio 2012. “Le poche
volte che perdeva le staffe – ha ricordato don Zucchiati -, mons.
Battisti chiedeva sempre quasi subito perdono alla persona interessata,
ed era particolarmente addolorato quando questo succedeva con i
sacerdoti. Tanto che, molte volte lo ho “sgridato”: “Non può chiedere
scusa sempre”. Invece, negli anni che sono stato accanto a lui, ho visto
diversi sacerdoti trattarlo male, ma non ho mai sentito nessuno
pubblicamente chiedergli scusa. Per questo – ha concluso don Zucchiatti –
lo faccio io ora a nome di tutto il clero friulano”.
Nell’omelia – concelebrata da una ventina di sacerdoti -, il successore di don Zucchiatti, lo “storico”segretario don Luciano Liusso, ha tratteggiato le caratteristiche dell’essere sacerdote e vescovo incarnate da mons. Battisti, citando diversi brani del libro “Confessioni di un Vescovo”, che contiene le sue memorie dalla nascita fino al 1988 scritte da lui stesso. Il volume è in distribuzione al puro prezzo di costo.
Nell’omelia – concelebrata da una ventina di sacerdoti -, il successore di don Zucchiatti, lo “storico”segretario don Luciano Liusso, ha tratteggiato le caratteristiche dell’essere sacerdote e vescovo incarnate da mons. Battisti, citando diversi brani del libro “Confessioni di un Vescovo”, che contiene le sue memorie dalla nascita fino al 1988 scritte da lui stesso. Il volume è in distribuzione al puro prezzo di costo.
venerdì 18 gennaio 2013
Notizie dalla guerra del Mali
AFRICA/MALI - L'esercito annuncia la riconquista di Konna; in arrivo i primi soldati africani
Bamako (Agenzia Fides) - L'esercito maliano ha annunciato oggi, 18 gennaio, di aver preso il controllo totale di Konna, la città nel centro del Mali, la cui conquista da parte dei ribelli jihadisti ha provocato l'intervento militare francese la scorsa settimana. Come spiega all'Agenzia Fides don Edmond Dembele, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mali, "le truppe francesi e maliane erano entrate ieri a Konna, ma l'esercito non è stato ancora in grado di annunciare fino ad oggi di aver preso il controllo completo della città, perché si temeva la presenza di sacche di resistenza e di mine. Sono state quindi prese delle misure di sicurezza per evitare brutte sorprese, ed oggi sembra che la città sia nel pieno controllo delle forze militari regolari".
Nell'ovest del Paese, continuano le operazioni dell'esercito francese per riconquistare Diabali, caduta sotto il controllo degli jihadisti. In queste ore sono giunti inoltre i primi militari della Missione di Sostegno al Mali (MISMA), la forza inviata dalla Comunità degli Stati dell'Africa Occidentale (CEDEAO). Si tratta di circa 250 militari nigeriani e togolesi. La MISMA dovrebbe arrivare a comprendere 3.000 soldati che avranno il compito di appoggiare le forze maliane per riconquistare il nord.
"Nonostante i combattimenti, nella capitale, Bamako, la popolazione vive nella calma, anche se tutti continuano a seguire le notizie che provengono dai campi di battaglia. Il traffico è ordinario e i servizi pubblici funzionano regolarmente, polizia e gendarmeria hanno però intensificato i controlli e le misure di sicurezza" conclude don Dembele. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2013)
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AFRICA/MALI - "Aprire subito corridoi umanitari per soccorrere i civili": appello dell'Arcivescovo di Bamako
Bamako (Agenzia Fides) - Occorre aprire subito dei corridoi umanitari per permettere di inviare aiuti alle popolazione prive di cibo e di medicinali. È l'appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako e Presidente di Caritas Mali, tramite la Caritas Internationalis. In una nota inviata all'Agenzia Fides, Mons. Zerbo afferma: "è iniziato un nuovo periodo di sofferenza per la popolazione del Mali. Accogliamo con gioia qualsiasi aiuto per aiutare il crescente numero di sfollati e rifugiati. Queste persone hanno bisogno di cibo, acqua potabile, kit per l'igiene personale, medicinali antimalarici ed altri materia per far fronte alle necessità di base mentre la situazione sta peggiorando. Siamo nella stagione fredda, ed è anche umido. Questo rende la situazione umanitaria ancora più complicata".
Nella nota di Caritas Internazionalis si stima che siano circa 400.000 le persone fuggite dal nord del Mali e dalle zone dei combattimenti, per rifugiarsi nel sud o nei Paesi vicini. "Le cifre precise degli sfollati e dei rifugiati sono difficili da accertare perché la gente continua a muoversi" dice a Fides don Edmond Dembele, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mali. "Caritas Mali è mobilitata da tempo ma ha mezzi limitati. Già a partite da aprile 2012 aveva donato alcune tonnellate di cereali e di medicinali alle popolazione del nord occupato dagli islamisti, oltre ad essersi attivata per aiutare gli sfollati che si trovano a Bamako e in altre città del sud" afferma don Dembele. "Effettivamente, come afferma Mons. Zerbo, la situazione umanitaria già drammatica si è aggravata nell'ultima settimana con l'avvio dei combattimenti. Occorrono con urgenza aiuti internazionali" conclude il sacerdote. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2013)
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giovedì 17 gennaio 2013
A UN ANNO DALLA SCOMPARSA, S. MESSA A TARCENTO
Il segretario, don Liusso, ha raccolto i diari del Vescovo in un volume

TARCENTO (17
gennaio, ore 18) - Sembra ieri, eppure dall’improvvisa scomparsa di
mons. Alfredo Battisti è ormai trascorso un anno. Una Santa Messa in suo
ricordo sarà celebrata oggi alle ore 20, nel duomo di Tricesimo,
proprio nel giorno in cui avrebbe compiuto 88 anni. E in questa
ricorrenza – in cui si rinnova la nostalgia per l’uomo che accompagnò
il Friuli nella sua prova più tremenda, quella del sisma del 1976, –
arriva, prezioso, il libro che raccoglie i suoi diari e che nelle
prossime settimane sarà distribuito in tutte le foranie. A curare
l’edizione di «Le confessione di un Vescovo», questo il titolo del
volume, non poteva che essere don Luciano Liusso, che nel 1982 entrò a
far parte di quella che mons. Battisti amava chiamare «la mia famiglia»,
diventando suo segretario personale.
Nel
numero di «la Vita Cattolica» in uscita oggi, alcuni passi del volume e
un'intervista con don Liusso che descrive il libro, «in cui prendono
forma tutti i valori in cui mons. Battisti credeva e che, con questo
scritto, ha voluto trasmetterci».
Hassakè, capoluogo della Mesopotamia (Siria Orientale)
ASIA/SIRIA - Appello dalla popolazione della Mesopotamia, abbandonata a se stessa
Hassakè (Agenzia Fides) - Hassakè, capoluogo della Mesopotamia (Siria Orientale), è una città fantasma, isolata dal resto del mondo. La popolazione soffre il freddo, non ha carburante, l'acqua scarseggia, c'è solo un'ora di elettricità al giorno. Oltre 25mila cristiani (siro-ortodossi, siro-cattolici, caldei, armeni) assiepati nella città, molti dei quali rifugiati dalle aree circostanti, lanciano un allarme per la sopravvivenza tramite alcuni messaggi pervenuti all'Agenzia Fides.
Dopo l'appello diffuso due mesi fa dai tre Vescovi della regione, che "lanciavano un SOS per evitare la catastrofe" (vedi Fides 23/11/2012), "nulla è stato fatto: nessuno si cura della popolazione stremata di Hassake, che ha urgente bisogno di aiuti umanitari", ribadiscono i Presuli. I Vescovi, come il siro-cattolico Mons. Jacques Behnan Hindo e il siro-ortodosso Mons. Matta Roham, stanno intensificando i contatti con gli altri leader cristiani siriani e con le organizzazioni umanitarie, ma la riposta che ricevono non lascia spiragli: "E' impossibile portare aiuti ad Hassakè perchè è troppo pericoloso e mancano le minime condizioni di sicurezza".
Dopo la città di Tall Tamr, la regione è infestata da gruppi islamisti e terroristi che impongono numerosi posti di blocco sulle strade. Si tratta dei militanti di "Jubhat el Nosra", fazione salafita che anche gli Stati Uniti hanno di recente inserito nela lista nera dei "gruppi terroristi". A loro si aggiungono banditi comuni che compiono rapine, razzie, sequestri, saccheggi, anche in città. La popolazione "sta morendo lentamente, abbandonata a se stessa", nota a Fides p. Ibrahim, prete cristiano residente ad Hassakè.
"La popolazione soffre la fame e vive nel terrore" racconta. "Ogni giorno, alle 3 del pomeriggio, scatta una sorta di coprifuoco, perchè per le strade scorrazzano gruppi armati. Si susseguono i sequestri, a volte con richiesta di riscatto, a volte no. Nei giorni scorsi due fratelli della famiglia Bashr e due giovani della famiglia Fram sono stati uccisi a bruciapelo per strada. I giovani cristiani sono minacciati e terrorizzati, al 90% sono fuggiti dalla città. Se i giovani se ne vanno, a cosa serviranno le nostre chiese?", dice sconsolato.
Secondo quanto racconta all'Agenzia Fides Georgius, studente universitario cristiano che ha la famiglia ad Hassakè e che da pochi giorni si è rifugiato in Libano, "i miliziani con le bandiere nere del gruppo Jubhat el Nosra hanno preso di mira tutti i giovani nati fa il 1990 e il 1992. Li cercano, li accusano di essere militari in servizio di leva, li uccidono a sangue freddo. Vogliono terrorizzare i giovani per impedire di arruolarsi". La popolazione di Hassakè, allo stremo delle forze, riferisce Georgius, "teme l'assalto finale alla città che potrebbe causare l' esodo definitivo dei cristiani da Hassakè". (PA) (Agenzia Fides 17/1/2013)
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mercoledì 16 gennaio 2013
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martedì 15 gennaio 2013
beato Odorico dal Messaggero Veneto
Udinesi e stranieri alla messa per il beato Odorico
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domenica 13 gennaio 2013
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Beato Odorico da Pordenone
Lunedì 14 gennaio la comunità udinese celebra con l'Arcivescovo
la festa liturgica del grande missionario che fu «ponte» con l'Oriente
la festa liturgica del grande missionario che fu «ponte» con l'Oriente

UDINE (11
gennaio, ore 14.40) - Ponte tra oriente e occidente, testimonianza viva
di apertura alla diversità culturale e al dialogo. È attraverso questi
tratti che hanno caratterizzato la sua vita che per la parrocchia
udinese del Carmine il Beato Odorico del Friuli – il francescano
evangelizzatore della Cina – continua ad essere un riferimento profondo.
Così anche quest’anno la comunità parrocchiale celebrerà la festa
liturgica di questo grande missionario – le cui spoglie si conservano
nella chiesa di via Aquileia in un’artistica urna trecentesca (nella foto)
– con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta
dall’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, che si terrà
lunedì 14 gennaio alle ore 18.30 e che vedrà la presenza di una
rappresentanza pastorale della Diocesi di Pordenone, dei Frati
Conventuali di Padova, delle autorità civili della città, dei parroci
urbani e di tanti devoti del Beato, parrocchiani e non. Significativa
inoltre la presenza delle comunità indiana, filippina e cinese, tre
paesi importanti nella missione del Beato Odorico: nel paese di Tana,
vicino a Bombay fra Odorico prese con sé i resti di 4 frati francescani
massacrati, che portò sempre con sé nella sua missione; a Bolinao fece
tappa in seguito ad un naufragio e celebrò la prima Messa della storia
delle Filippine; a Pechino rimase per 3 anni operando nell’annuncio
evangelico.
Festa non solo al Carmine, domenica 13 gennaio alle ore 18 nel duomo di Pordenone sarà infatti celebrata una S. Messa da mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine e presidente della Commissione per la canonizzazione e il culto del Beato Odorico, di cui fanno parte rappresentanti di Udine, Pordenone e dei Frati conventuali postulatori della causa di canonizzazione. La Commissione ha lavorato alacremente per le iniziative del 13 e 14 gennaio per suscitare tra le due comunità un forte senso di comunione. Infine, la ricorrenza festosa del Beato continuerà domenica 20 gennaio alle ore 17 nella chiesa del Carmine con presentazione del restauro del dipinto raffigurante «Il beato Odorico benedice la folla» di Francesco Grillo.
sabato 12 gennaio 2013
Neve a Betlemme
venerdì 11 gennaio 2013
Una piccola comunità cinese
ASIA/CINA - Una piccola comunità della diocesi di Feng Xiang diventa riferimento per l'evangelizzazione
Feng Xiang (Agenzia Fides) - La parrocchia di Nan Guan del decanato di Bao Ji, nella diocesi di Feng Xiang della provincia dello Shaan Xi, è una piccola comunità composta da circa 200 fedeli, ma dimostra capacità notevoli per l'evangelizzazione, dal momento che ha visto 45 battezzati nell'anno appena concluso. Sua Ecc. Mons. Lucas Li Jing Feng, Vescovo novantenne della diocesi di Feng Xiang, visita spesso la parrocchia per incoraggiare i fedeli alla missione dell'evangelizzazione. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, a Natale Mons. Li ha amministrato il Battesimo a 10 catecumeni della parrocchia, davanti a migliaia di fedeli venuti da tutta la diocesi, durante la Messa solenne della notte di Natale, che è stata seguita da oltre un'ora di processione della luce. Nella solennità dell'Assunzione di Maria, Mons. Li ha conferito il sacramento della Cresima a 8 fedeli e il Battesimo a 4 catecumeni. A Pasqua ha battezzato 9 persone. Secondo il Vescovo, la parrocchia è piccola, "ma ormai è un punto di riferimento dell'evangelizzazione per la diocesi", ed ha promesso: "verrò più spesso da voi per incoraggiare la vostra missione ed anche per dare un esempio alle altre comunità ecclesiali di base, soprattutto nell'Anno della Fede". I gruppi della missione giovanile, della caritas e dei catechisti sono particolarmente attivi. (NZ) (Agenzia Fides 2013/01/11)
giovedì 10 gennaio 2013
Intrappolati in Siria
ASIA/SIRIA - Una comunità cristiana intrappolata e ridotta allo stremo a Nord di Aleppo
Aleppo (Agenzia Fides) - Circa mille fedeli cristiani, fra greco-ortodossi e cattolici latini, sono intrappolati nel piccolo villaggio di Yaakoubieh, tutto cristiano, a Nord di Aleppo. Ridotti allo stremo, senza cibo, senza elettricità, in mancanza dei beni di prima necessità, si trovano nel bel mezzo di pesanti combattimenti fra forze lealiste e gruppi di opposizione. Sono impossibilitati a lasciare il villaggio e "sono in condizioni disastrose, dove rischiano l'estinzione". E' l'allarme lanciato, tramite l'Agenzia Fides, dal frate francescano p. François Kouseiffi OFM cap, parroco della chiesa di San Francesco ad Hamra (Beirut), che si occupa della cura e dell'assistenza di circa 500 rifugiati siriani. I profughi hanno riferito a p. Kouseiffi la tragica situazione del villaggio di Yaakoubieh, da cui molti provengono, e dove restano molti dei loro parenti. Prima della guerra nel villaggio vivevano circa 3.000 cristiani fra armeni, ortodossi e cattolici, ora sono quasi tutti fuggiti. Nel villaggio ci sono tuttora delle suore francescane che, riferisce il frate, condividono la sorte dei civili. "La situazione è molto grave. I fedeli sono intrappolati. Stiamo cercando in tutti i modi di aiutarli a venire in Libano. Nei giorni scorsi alcuni nostri emissari sono partiti per recarsi là, ma il tragitto è pericolosissimo e, dopo oltre una giornata di viaggio via terra, sono giunti ad Aleppo. I contatti i con i cristiani rimasti sono sporadici. Hanno lanciato l'allarme per la loro sopravvivenza. Rischiano di morire nel silenzio generale".
I cristiani siriani pagano il prezzo della destabilizzazione del paese e soffrono come gli altri cittadini siriani ma, come le altre minoranze, sono i gruppi più vulnerabili. Sui circa quattro milioni di rifugiati siriani, i cristiani siriani sono circa 500mila, dei quali 25mila si trovano in Libano. Nei giorni scorsi, ricorda p. Kouseiffi, "l'ondata di gelo ha reso le loro condizioni molto più difficili: siamo in piena emergenza umanitaria. Raccontano il loro dramma, le loro speranze, e sognano un futuro migliore per il loro paese". (PA) (Agenzia Fides 10/1/2013)
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mercoledì 9 gennaio 2013
Zaatari
ASIA/GIORDANIA - Il direttore della Caritas: rivolta nel campo di Zaatari, devastato dalla tormenta; per fuggire i profughi scelgono di tornare in Siria
Amman (Agenzia Fides) - Le tempeste di neve, vento e pioggia gelida abbattutesi sul Regno hashemita hanno avuto effetti devastanti sul campo profughi di Zaatari, nel deserto giordano, dove vivono ammassati in una situazione sempre più intollerabile 50mila dei rifugiati fuggiti dalla guerra civile siriana. "Le tormente - riferisce all'Agenzia Fides Wael Suleiman, direttore di Caritas Giordania - hanno distrutto almeno 500 tende del campo. In mezzo al deserto, i profughi vivono una condizione ormai insostenibile, in cui c'è da diventare pazzi. Non abbiamo ancora notizie di morti, ma certo in molti si sentiranno male e avranno bisogno di essere curati. Alcuni hanno ripreso la via della Siria. Preferiscono i rischi di un Paese dilaniato della guerra alla prospettiva di veder morire i propri bambini nell'inferno del campo profughi".
Dopo tre giorni di pioggia e neve, il fango ha travolto le tende che ospitano i rifugiati, comprese quelle dove vivevano bambini e donne incinte. Nel pomeriggio di martedì 8 gennaio, alcuni profughi esasperati hanno attaccato con pietre e bastoni il personale dell'Onu e delle organizzazioni locali coinvolto nella gestione del campo. "La situazione è esplosiva. Da tempo sosteniamo che il campo di Zaatari andrebbe chiuso. Ma l'apertura di una nuova struttura nell'area di Zarqa, data sempre per imminente, viene di volta in volta rinviata" spiega a Fides Suleiman.
La Caritas, che non è coinvolta nella gestione diretta del campo di Zaatari, davanti alla drammatica situazione climatica ha distribuito negli ultimi giorni coperte, stufe e cibo caldo a 30mila famiglie di profughi. Ma le iniziative di soccorso messe in campo in Giordania appaiono in affanno davanti a un'emergenza umanitaria che si dilata di giorno in giorno. "Se parliamo con quelli del governo - racconta a Fides il direttore di Caritas Giordania - ci dicono che la questione dei rifugiati non è di loro competenza diretta. Se andiamo dai funzionari dell'Onu, ci dicono che le risorse sono limitate e non si può operare meglio di così. Intanto le cose peggiorano, e rischia di saltare tutto". I siriani espatriati in Giordania sono più di 280mila. E la cronicizzazione del conflitto lascia prevedere un nuovo afflusso massiccio di profughi nei primi mesi del 2013 appena iniziato. (GV) (Agenzia Fides 9/1/2013)
le nostre relazioni, specialmente quelle più importanti, siano guidate dalla gratuità e dall'amore.
Benedetto XVI: guidati dal mistero dell''Incarnazione.
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Benedetto XVI: guidati dal mistero dell''Incarnazione
by
vaticanit
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Il mistero dell'Incarnazione sta ad indicare che Dio non ha donato
qualcosa, ma ha donato se stesso nel suo Figlio Unigenito. Troviamo qui
il modello del nostro donare, perché le nostre relazioni, specialmente
quelle più importanti, siano guidate dalla gratuità e dall'amore. Lo ha
ribadito Benedetto XVI, nella catechesi dell'udienza generale, dedicata a
riflettere sul mistero dell'Incarnazione e sul significato non
consumistico del donare. Con l'Incarnazione del Figlio di Dio avviene
una nuova creazione, che risponde in modo completo alla domanda su chi
sia davvero l'uomo. Solo in Gesù -- ha notato il Papa -- si manifesta
compiutamente il progetto di Dio sull'essere umano: Egli è l'uomo
definitivo secon ...
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martedì 8 gennaio 2013
La morte di Mons. Chen Shizhong: il dono di perdonare i peccati
ASIA/CINA - La morte di Mons. Chen Shizhong: durante i lavori forzati aveva ricevuto il dono di perdonare i propri nemici
Yibin (Agenzia Fides) - Il 16 dicembre 2012 è deceduto Sua Ecc. Mons. Giovanni Chen Shizhong, Vescovo della diocesi di Yibin (Suifu), nella provincia di Sichuan (Cina Continentale). Il Presule aveva 95 anni. Era nato nel 1917 da una famiglia cattolica. A dieci anni aveva cominciato il suo percorso vocazionale nel seminario minore di Yibin, proseguendolo con la formazione filosofica e teologica presso il seminario dell'Annunciazione. Nel 1947 era stato ordinato sacerdote e aveva lavorato come parroco. Negli anni '50 e durante la Rivoluzione Culturale era stato dapprima imprigionato e poi condannato ai lavori forzati come contadino. Al riguardo, alcuni mesi fa egli confidava a un fedele che in quella dura esperienza aveva ricevuto il dono di perdonare i propri nemici.
Nel 1985 venne consacrato vescovo e nel 1988 fu nominato Rettore del Seminario Regionale del Sichuan, incarico che lasciò l'anno successivo per motivi di salute. Tornato alla guida della diocesi di Yibin, vi rimase per più di vent'anni. Il 30 novembre 2011, seriamente malato, consacrò il Rev. Pietro Luo Xuegang come Coadiutore per la sede di Yibin.
Mons. Giovanni Chen Shizhong, ultimo anziano Vescovo del Sichuan, è ricordato per l'opera di formazione di sacerdoti e di religiose. Grazie a lui, negli anni '80 e '90 le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata ripresero in tutta la Provincia. Dalle sue mani hanno ricevuto l'ordine sacro oltre 30 presbiteri, garantendo così la sopravvivenza e lo sviluppo della Chiesa in una regione, che fu caratterizzata da un duro maoismo e nella quale le asprezze e le persecuzioni della Rivoluzione Culturale hanno fortemente segnato la società e la vita della Chiesa stessa.
I funerali di Mons. Chen, celebrati il 18 dicembre nella cattedrale di Yibin, sono stati presieduti da Sua Ecc. Mons. Luo Xuegang. Ha concelebrato anche S.E. Mons. Paolo He Zeqing, Vescovo di Wanxian. Alla Santa Messa erano presenti i sacerdoti, le religiose e molti fedeli della Diocesi. La salma di Mons. Chen è stata poi tumulata nel cimitero cattolico, vicino al Seminario diocesano. La diocesi di Yibin conta 9 sacerdoti, 7 religiose e 40.000 cattolici. (Agenzia Fides 8/01/2013)
Due articoli sull'India
ASIA/INDIA - I cristiani: No a pena di morte e castrazione chimica per gli stupratori; Sì all'educazione sessuale nelle scuole
Mumbai (Agenzia Fides) - "No" alla pena di morte e alla castrazione chimica per gli stupratori: è quanto chiedono i gruppi laicali cattolici indiani intervenendo nel dibattito sulla nuova legge per prevenire e punire il reato di stupro, all'esame del governo indiano. Una nuova legge per il reato di stupro - in India poco considerato per una cultura ancestrale che nega la dignità alla donna - è nell'agenda dell'esecutivo, dopo il clamoroso caso di una ragazza di 23 anni, violentata e malmenata da un gruppo di cinque giovani a Delhi, il 16 dicembre scorso, e poi morta il 29 dicembre. L'episodio ha destato sconcerto sul piano internazionale, riportando a galla la annosa questione della tutela della dignità della donna in India, tema da sempre caro ai cristiani.
In una nota inviata all'Agenzia Fides, il "Catholic Secular Forum" (CSF), movimento laicale cattolico con sede a Mumbai, a capo di una piattaforma di altre associazioni cristiane, ricorda che "la pena di morte e la castrazione chimica non sono parte della posizione della Chiesa". In un memorandum inviato al governo indiano, i movimenti cristiani esortano l'esecutivo a rendere obbligatoria l'educazione sessuale nelle scuole pubbliche, di ogni ordine e grado, per evitare l'insorgere di comportamenti sessualmente deviati nei giovani. Per far calare il reato di stupro, "occorre cambiare la mentalità degli studenti durante gli anni della formazione", nota e "porre l'accento sulle pari dignità fra uomo-donna".
In materia di prevenzione, si domanda uno sforzo anche alle Chiese cristiane, notando l'urgenza di "una educazione alla sessualità, al rispetto della corporeità come dono di Dio, al rispetto verso le bambine, sin dai primi anni del catechismo, e per gli alunni delle scuole cristiane". I movimenti laicali hanno inviato una lettera alla Conferenza Episcopale dell'India segnalando un programma educativo già messo in atto dall'Arcidiocesi di Ernakulam-Angamaly, della Chiesa siro-malabarese, in Kerala, chiedendo che venga esteso a tutte le diocesi. Si tratta del programma di educazione sessuale "Enlight", rivolto ai preadolescenti e adolescenti che frequentano le classi di catechismo, a partire dai 10 anni di età. "E' necessario farlo, visto l'aumento dei casi di abusi sessuali, stupri e delitti contro le donne nella società indiana", nota il CSF, affermando la necessità di educare i bambini su tali temi "soprattutto alla luce di internet e dei resoconti diffusi dai mass-media". Tale impegno potrebbe avere un impatto perché esistono 15.000 fra scuole e istituti educativi gestiti solo dalla Chiesa cattolica nel paese, in circa 200 diocesi.
Come riferito a Fides dalla Chiesa locale, il programma educativo "Enlight" si avvale di uno staff di psicologi e consulenti cristiani. Questi, con supporti audiovisivi, introducono i bambini alla visione cristiana della sessualità e del corpo umano, ai cambiamenti biologici nel corpo di un adolescente durante la pubertà, all'attrazione sessuale uomo-donna. Un segmento specifico si occupa, poi, dei rischi e delle trappole dei social network, delle chat e dei telefoni cellulari. Come appreso da Fides, i bambini che lo hanno seguito, "risultavano confusi su concetti come omosessualità, matrimoni gay, sesso prima del matrimonio, contraccezione, aborto, incesto e stupro". Il fine ultimo del programma è spiegare che la sessualità è un dono di Dio. (PA) (Agenzia Fides 8/1/2013)
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ASIA/INDIA - Un sacerdote: "I leader religiosi smuovano le coscienze contro lo stupro"
Bhopal (Agenzia Fides) - "I leader religiosi, di tutte le comunità, devono svolgere un ruolo importante nel risvegliare la coscienza delle persone, nella società, contro lo stupro. Sono chiamati a lavorare per migliorare la dignità della donna nella società. E soprattutto per risvegliare il senso di uguaglianza fra uomini e donne, le pari opportunità e la parità di ruolo nella famiglia e nella società". Con tali parole, espresse all'Agenzia Fides, p. Anand Muttungal, sacerdote cattolico, portavoce della Conferenza Episcopale degli stati di Madhya Pradesh e Chattisgarh, in India Centrale, risponde al guru induista Asaram Bapu, il quale ha sostenuto pubblicamente la "colpa" della giovane studentessa stuprata e morta il 29 dicembre scorso in seguito a percosse e violenza sessuale.
P. Muttungal, anche coordinatore locale della Commissione Nazionale per le Minoranze in Madhya Pradesh, ricorda che, secondo i dati del "National Crime Records Bureau", in India ogni 22 minuti avviene uno stupro e questo dato tiene conto solo dei casi segnalati alla polizia. Per fermare il fenomeno dello stupro, prosegue, "occorre uno sforzo comune di tutte le istituzioni nella società indiana, soprattutto per risvegliare le coscienze".
P. Muttungal spiega a Fides: "Il caso della giovane 'Amanat' (così chiamata con un termine urdu che significa "tesoro", ndr) ha portato una nazione intera a chiedere giustizia per le vittime dei casi di stupro. Si potrebbe creare un forum per unire uomini e donne che diventino attivisti per sensibilizzare a livello sociale, capillarmente, contro lo stupro, offrendo assistenza alle vittime. Anche i genitori, nelle famiglie, dovranno assumere un ruolo attivo nell'educazione dei figli, insegnando il rispetto verso le ragazze. Deve diventare parte integrante del curriculum scolastico insegnare come può crescere un sano rapporto tra ragazze e ragazzi, e questo può essere anche un programma di educazione familiare. Inoltre le istituzioni devono promuovere specifici programmi per incoraggiare gli uomini a promuovere l'uguaglianza e la pari dignità della donna nella società".
"Insieme con la promozione di buone relazioni tra donne e uomini - prosegue - abbiamo anche bisogno di leggi severe per far fronte a casi di violenza sessuale e a violazioni dei diritti delle donne. Sono sempre necessarie leggi per punire i colpevoli e quanti cercano di proteggere i colpevoli". Rispondendo al guru che aveva giustificato gli stupratori, il sacerdote aggiunge: "Mentre un assassino distrugge la struttura fisica della vittima, uno stupratore degrada e contamina l'anima di una donna indifesa. Quanti consapevolmente coprono o giustificano gli autori del reato devono anch'essi rispondere alla legge. Tutti i nostri sforzi devono mirare a rendere la nazione un posto migliore dove uomini e donne vivano con rispetto". (PA) (Agenzia Fides 8/1/2013)
lunedì 7 gennaio 2013
ASIA/CAMBOGIA - Il Catechismo della Chiesa Cattolica in cambogiano: un dono per l'Anno della Fede
Phnom Penh (Agenzia Fides) - Il Catechismo della Chiesa cattolica è stato tradotto in lingua cambogiana e "sarà un valido strumento, per tutte le comunità e associazioni di fedeli, per approfondire i contenuti del 'Credo' e della dottrina cattolica, nell'Anno della Fede": lo dice all'Agenzia Fides il Vicario apostolico di Phnom Penh, Sua Ecc. Mons. Olivier Schmitthaeusler, MEP, a conclusione del Congresso organizzato dal Vicariato apostolico, per l'Anno della Fede, sul tema "Il Concilio Vaticano II e la Chiesa". I partecipanti al Congresso, chiuso ieri, hanno anche ascoltato un videomessaggio inviato dal Santo Padre Benedetto XVI per incoraggiare i cristiani della Cambogia che, in tal modo, "sentono di essere veramente parte della Chiesa universale".
In occasione del Congresso sono stati presentati anche i documenti del Concilio Vaticano II tradotti in lingua khmer: una "risorsa per la meditazione, l'approfondimento e lo studio" che aiuteranno a comprendere come la Chiesa khmer si inserisce nella dinamica post-conciliare. Il Vescovo riferisce che la comunità locale ha scelto, in particolare, di riflettere quest'anno sul documento Lumen Gentium, per far comprendere ai fedeli "la Chiesa come popolo di Dio, dei credenti chiamati alla santità".
Il Catechismo in lingua khmer, d'altro canto, sarà un prezioso strumento per l'evangelizzazione. Il Vescovo spiega che la Chiesa cambogiana, che rappresenta l'1% della popolazione in un paese al 96% buddista, "sta vivendo nuovamente l'epoca degli Atti degli Apostoli, con un primo annuncio della Buona Novella" e costituisce "un laboratorio di evangelizzazione in un mondo buddista". Il Vicario, durante il Congresso, ha rimarcato i due punti significativi per la nuova evangelizzazione, riferendoli alla situazione della Chiesa cambogiana, perseguitata ai tempi del Khmer rossi: il perdono e l'impegno dei laici. "Il vero incontro con Gesù Cristo - ha detto - apre il cuore alla carità e all'esperienza del perdono, per condurre alla scoperta del dono della vita", e "i laici sono gli apostoli di questo annuncio", membri attivi di una Chiesa che si fa apprezzare nella nazione perché "tocca il cuore, è semplice, ospitale, orante e gioiosa". (PA) (Agenzia Fides 7/1/2013)
domenica 6 gennaio 2013
Auguri al nostro fratello Georg
Benedetto XVI: I vescovi siano coraggiosi, anche tra i lupi..
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Benedetto XVI: I vescovi siano coraggiosi, anche tra i lupi.
by
vaticanit
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"La ricerca della verità" è più importante della "derisione del mondo,
apparentemente intelligente" e il "coraggio di restare fermamente con la
verità è inevitabilmente richiesto a coloro che il Signore manda come
agnelli in mezzo ai lupi". La Chiesa oggi celebra la solennità
dell'Epifania del Signore e Benedetto XVI, presiedendo la santa messa
nella Basilica Vaticana, ha ordinato quattro nuovi vescovi, "che d'ora
in poi, in funzioni diverse, collaboreranno al Ministero del Papa per
l'unità dell'unica Chiesa di Gesù Cristo nella pluralità delle Chiese
particolari". Nella sua omelia il Pontefice ha così tracciato un
parallelismo tra la figura del vescovo e quella dei "Magi d'Oriente che,
sotto la guida ...
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AFRICA/EGITTO - Incendio nella chiesa di San Giorgio: l'allarme lanciato dai microfoni della moschea vicina
Il Cairo (Agenzia Fides) - Emergono particolari eloquenti sull'incendio che si è propagato nel pomeriggio di mercoledì nella chiesa cairota di Mar Girgis (San Giorgio), nelle adiacenze della fermata metro di Manshiet Al Sadr. Fonti locali consultate dall'Agenzia Fides confermano che a un giovane musulmano ha usato i microfono e gli altoparlanti della vicina moschea per diffondere l'allarme nel quartiere. Sul posto sono accorsi subito sia cristiani che musulmani per dare il proprio contributo alle operazioni di spegnimento delle fiamme. Grazie all'intervento di alcune auto-pompe si e riusciti a limitare i danni.
Intanto si ripetono in tutto il Paese espressioni di solidarietà dei musulmani ai cristiani nell'imminenza del Natale copto, che si celebra il 7 gennaio. Venerdì pomeriggio, nella chiesa copta evangelica cairota di Kasr El-Dorbara, centinaia di cristiani e musulmani hanno partecipato a una cerimonia con inni e canti natalizi eseguiti dal coro locale. Al momento celebrativo ha preso parte anche il leader politico Hamdeen Sabbahi - rappresentante di spicco delle forze laiche nasseriste distintesi per la loro opposizione al regime di Mubarak - che dopo la preghiera del venerdì ha guidato una marcia di giovani militanti dalla moschea di Omar Makram fino alla chiesa per manifestare la propria concordia e unità con i cristiani copti in occasione delle festività natalizie. (GV) (Agenzia Fides 5/1/2013)
venerdì 4 gennaio 2013
ASIA/INDIA - Festa di natale per 1000 bambini indigenti e a rischio
Bangalore (Agenzia Fides) - Oltre mille bambini tra i più indigenti e a rischio di Bangalore e periferia hanno festeggiato il Natale a Chamarajpet, sede dell'ong Bangalore Oniyavara Seva Coota (BOSCO). All'appuntamento, si legge in una nota dell'ANS inviata all'Agenzia Fides, hanno preso parte bambini di varie caste, religioni e lingue. Il programma della giornata è stato pensato per permettere ai bambini di condividere un clima di gioia e di pace. I protagonisti della giornata hanno messo in scena una serie di attività culturali per celebrare la nascita di Gesù, evidenziando come sia disceso sulla terra per proclamare e ottenere giustizia per i poveri e gli oppressi e dare voce a chi non ne ha.
L'ong BOSCO lavora con e per i ragazzi di strada e i minori a rischio dal 1980, salvando e riabilitando circa 7000 bambini/ragazzi l'anno. L'organizzazione salesiana ha anche sviluppato delle Comunità d'attenzione per minori e attualmente sta attuando un progetto sperimentale nel paese per l'affidamento dei minori. (AP) (4/1/2013 Agenzia Fides)
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mercoledì 2 gennaio 2013
Benedetto XVI: fiducia in Dio, ci guida su un terreno sicuro.
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Benedetto XVI: fiducia in Dio, ci guida su un terreno sicuro
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vaticanit
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Quando nel cammino e nella vita di fede avvertiamo la nostra povertà, la
nostra inadeguatezza di fronte alla testimonianza da offrire al mondo,
guardiamo a Maria, umile donna di uno sconosciuto villaggio, scelta per
diventare "luogo dell'abitazione di Dio", per ritrovare fiducia nel
Signore. Lo ha detto questa mattina il Papa, nel corso dell'udienza
generale, la prima del 2013, tenuta in aula Paolo VI davanti a 7000
fedeli, proseguendo la serie di catechesi sull'Anno della Fede.
Benedetto XVI si è chiesto da dove viene Gesù, la luce che illumina nel Natale le tenebre che spesso avvolgono il nostro mondo e il nostro cuore. Ed ha risposto che la vera origine di Gesù di Nazaret, ci dicono i Vangeli, ... |
martedì 1 gennaio 2013
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lunedì 31 dicembre 2012
Benedetto XVI: Giovani, Cristo non vi toglie dal mondo.
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Benedetto XVI: Giovani, Cristo non vi toglie dal mondo
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vaticanit
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"Cari giovani amici, Cristo non vi toglie dal mondo. Vi manda là dove la
luce manca, perché la portiate ad altri." Così Benedetto XVI si è
rivolto alle decine di migliaia di giovani, venuti da tutta Europa per
partecipare al 35esimo incontro animato dalla Comunità di Taizé nel
tempo di Natale nelle grandi città del Continente, che hanno pregato in
piazza San Pietro sabato sera. Il Papa ha ricordato ai giovani, folta
rappresentanza dei 40 mila accolti a Roma nelle famiglie nelle
parrocchie e nelle comunità religiose dal 28 dicembre al 2 gennaio,
l'impegno proposto per il 2013 da Frère Alois, priore della comunità
ecumenica fondata più di 70 anni fa da Frère Roger Schultz: "Liberare le
sorgenti della fi ...
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domenica 30 dicembre 2012
mercoledì 26 dicembre 2012
Nella notte Santa segnalo un iniziativa utile
Non so chi ma qualcuno a nome della Parrocchia di San Giorgio di Nogaro ha tradotto i testi cantati in latino e inglese del Coro Femminile Parrocchiale...ecco alcune pagine:
Foglio parrocchiale della domenica 23 dicembre 2012
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Benedetto XVI: come S. Stefano portiamo Cristo al mondo.
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Benedetto XVI: come S. Stefano portiamo Cristo al mondo
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vaticanit
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Santo Stefano è un modello per tutti coloro che vogliono mettersi a
servizio della nuova evangelizzazione. Lo ha ribadito Benedetto XVI
parlando con i fedeli prima della preghiera dell'Angelus, spiegando la
vicenda del Primo martire, raccontata dagli Atti degli Apostoli. La
novità dell'annuncio -- ha detto il Papa -- consiste nell'essere ricolmi
di Spirito Santo e lasciarsi guidare da Lui. La novità dell'annuncio
sta nella profondità dell'immersione nel mistero di Cristo, così che Lui
stesso, Gesù vivo, possa parlare e agire nel suo inviato. In sostanza,
l'evangelizzatore diventa capace di portare Cristo agli altri in maniera
efficace quando vive di Cristo, quando la novità del Vangelo si
manifesta nell ...
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martedì 25 dicembre 2012
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lunedì 24 dicembre 2012
Natale 2012 - Messaggio dell'Arcivescovo di Udine.
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Natale 2012 - Messaggio dell'Arcivescovo di Udine
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diocesiudine
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domenica 23 dicembre 2012
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