Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
mercoledì 16 aprile 2014
martedì 15 aprile 2014
sabato 12 aprile 2014
La mancanza di timor di Dio
AFRICA/NIGERIA - Appello ai media cattolici perché contribuiscano a fermare le violenze in Nigeria
Abuja (Agenzia Fides) - “Vi prego di adottare il migliore approccio possibile nel comunicare nelle diverse culture per frenare l’ondata di scontri comunitari e di violenza in Nigeria”. È l’appello lanciato agli operatori dei media cattolici dal responsabile per le comunicazioni e l’informazione dello Stato di Imo, il Dr. T.O.E. Elechi, nel suo indirizzo di saluto ai partecipanti al primo Incontro plenario dei responsabili diocesani delle comunicazioni sociali, tenutosi presso l’Assumpta Pastoral Centre, di Owerri. Secondo una nota inviata all’Agenzia Fides, il tema dell’incontro era “la Comunicazione al Servizio dell’autentica cultura dell’incontro”.
Riprendendo il tema del meeting, il responsabile delle comunicazioni ha sottolineato che “troppo spesso le relazioni sono fraintese, e i rapporti umani sono impregnati di diffidenza, con il risultato di diffondere una mancanza di fiducia che degenera rapidamente in omicidi - Boko Haram nel nord, MASSOB (Movement for the Actualization of the Sovereign State of Biafra) nell’est, MEND (Movement for the Emancipation of the Niger Delta) nel sud, ecc…”.
“Dato che vi riunite per discutere il tema di questo incontro, permettetemi di ricordarvi che come uomini dei media della più vasta e maggiormente organizzata Chiesa del mondo, spetta a noi raggiungere in modo persistente e coerente le persone per migliorare la società in cui viviamo” ha concluso.
Il Presidente dell’Unione dei Giornalisti dello Stato di Imo, Innocent Igwe, ha osservato che il tema dell'incontro “è l'ideale in quanto attraverso di esso, ognuno può ricordare il forte impatto della comunicazione nel trasmettere l'autentica cultura cattolica, tanto necessaria per guarire la nostra società dai suoi molteplici mali, quali la corruzione, gli omicidi rituali, i sequestri di persona e, in generale, la mancanza di timor di Dio”. (L.M.) (Agenzia Fides 11/4/2014)
Riprendendo il tema del meeting, il responsabile delle comunicazioni ha sottolineato che “troppo spesso le relazioni sono fraintese, e i rapporti umani sono impregnati di diffidenza, con il risultato di diffondere una mancanza di fiducia che degenera rapidamente in omicidi - Boko Haram nel nord, MASSOB (Movement for the Actualization of the Sovereign State of Biafra) nell’est, MEND (Movement for the Emancipation of the Niger Delta) nel sud, ecc…”.
“Dato che vi riunite per discutere il tema di questo incontro, permettetemi di ricordarvi che come uomini dei media della più vasta e maggiormente organizzata Chiesa del mondo, spetta a noi raggiungere in modo persistente e coerente le persone per migliorare la società in cui viviamo” ha concluso.
Il Presidente dell’Unione dei Giornalisti dello Stato di Imo, Innocent Igwe, ha osservato che il tema dell'incontro “è l'ideale in quanto attraverso di esso, ognuno può ricordare il forte impatto della comunicazione nel trasmettere l'autentica cultura cattolica, tanto necessaria per guarire la nostra società dai suoi molteplici mali, quali la corruzione, gli omicidi rituali, i sequestri di persona e, in generale, la mancanza di timor di Dio”. (L.M.) (Agenzia Fides 11/4/2014)
domenica 6 aprile 2014
sabato 5 aprile 2014
Si ipotizza che i sequestratori siano membri della setta islamista nigeriana Boko Haram
AFRICA/CAMERUN - Rapiti due sacerdoti ed una suora nel nord del Camerun
Yaoundé (Agenzia Fides)-Due sacerdoti italiani Fidei Donum della diocesi di Vicenza, don Gianantonio Allegri e don Giampaolo Marta, e una suora canadese di 80 anni, dell’ordine delle Suore della Divina Volontà di Bassano del Grappa, sono stati rapiti nella notte tra il 4 e il 5 aprile nella diocesi di Maroua-Mokolo nel nord del Camerun.
Si tratta della stessa diocesi, il cui territorio si trova al confine con la Nigeria e il Ciad, nella quale lo scorso novembre era stato rapito il sacerdote Fidei Donum francese, don Georges Vandenbeusch, che era stato poi liberato il 31 dicembre.
Secondo fonti della diocesi di Vicenza, due gruppi di uomini armati a bordo di auto hanno fatto irruzione intorno alle due di notte nelle case dei sacerdoti e delle suore, mettendola a soqquadro per poi portar via i tre religiosi.
Don Marta si trova in Camerun da oltre 6 anni mentre don Allegri era arrivato da un anno, ma in passato aveva vissuto circa 10 anni nel Paese africano. I due sacerdoti operano nelle parrocchie di Tchere e Loulou.
Si ipotizza che i sequestratori siano membri della setta islamista nigeriana Boko Haram, che hanno già rapito alcuni stranieri nel nord del Camerun. Ricordiamo che l’area dove si trova la diocesi è da tempo al centro di un vasto traffico di esseri umani, e in particolare di bambini. La Chiesa cattolica ha promosso diverse iniziative per far fronte a questo fenomeno e soccorrere le vittime, come affermava in un’intervista all’Agenzia Fides, il Vescovo del luogo, Sua Ecc. Mons. Philippe Stevens (vedi Fides 2/3/2010). (L.M.) (Agenzia Fides 5/4/2014)
Si tratta della stessa diocesi, il cui territorio si trova al confine con la Nigeria e il Ciad, nella quale lo scorso novembre era stato rapito il sacerdote Fidei Donum francese, don Georges Vandenbeusch, che era stato poi liberato il 31 dicembre.
Secondo fonti della diocesi di Vicenza, due gruppi di uomini armati a bordo di auto hanno fatto irruzione intorno alle due di notte nelle case dei sacerdoti e delle suore, mettendola a soqquadro per poi portar via i tre religiosi.
Don Marta si trova in Camerun da oltre 6 anni mentre don Allegri era arrivato da un anno, ma in passato aveva vissuto circa 10 anni nel Paese africano. I due sacerdoti operano nelle parrocchie di Tchere e Loulou.
Si ipotizza che i sequestratori siano membri della setta islamista nigeriana Boko Haram, che hanno già rapito alcuni stranieri nel nord del Camerun. Ricordiamo che l’area dove si trova la diocesi è da tempo al centro di un vasto traffico di esseri umani, e in particolare di bambini. La Chiesa cattolica ha promosso diverse iniziative per far fronte a questo fenomeno e soccorrere le vittime, come affermava in un’intervista all’Agenzia Fides, il Vescovo del luogo, Sua Ecc. Mons. Philippe Stevens (vedi Fides 2/3/2010). (L.M.) (Agenzia Fides 5/4/2014)
venerdì 4 aprile 2014
Caldei, Greci, Turchi...
ASIA/TURCHIA -Caldei espulsi dopo il golpe del 1980 chiedono la restituzione di case e terre
Ankara (Agenzia Fides) - 84 famiglie cattoliche di rito caldeo originarie della Turchia e attualmente residenti all'estero - soprattutto in Francia - hanno iniziato le procedure legali per rientrare in possesso delle terre e delle case che furono costrette a lasciare sotto minaccia degli apparati di sicurezza, dopo il colpo di stato militare del 12 settembre 1980. Ne danno notizia fonti turche consultate dall'Agenzia Fides. L'iniziativa legale viene motivata dalle famiglie con il desiderio di poter ritornare nelle proprie terre d'origine. La domanda per la restituzione dei beni è già stata trasmessa al Ministero degli Interni turco. Le terre e le case si trovano nella Prefettura di Sirnak, nella Turchia sud-orientale ai confini con I'Iraq, regione segnata da una prevalente presenza curda. Esse si concentrano nell'area di in villaggio rimasto disabitato ma che in diversi periodi è stato utilizzato come base dell'organizzazione curda PKK. Negli ultimi anni le proprietà sono state occupate e utilizzate abusivamente da persone che si presentano come “custodi” dei beni che i caldei sono stati costretti a abbandonare.
Intanto, a Istanbul, l'associazione Babil ha allestito in un vecchio deposito di tabacco una mostra sulla deportazione dei greci avvenuta nel marzo 1964. L'esposizione, intitolata “20 dollari, 20 chili”, racconta con immagini e documenti quell'evento traumatico che coinvolse più di 50mila greci, espulsi verso la Grecia e costretti a pagare 20 dollari se volevano portare via con sé i propri oggetti di proprietà, fino a un massimo di 20 chili. (GV) (Agenzia Fides 4/4/2014).
Intanto, a Istanbul, l'associazione Babil ha allestito in un vecchio deposito di tabacco una mostra sulla deportazione dei greci avvenuta nel marzo 1964. L'esposizione, intitolata “20 dollari, 20 chili”, racconta con immagini e documenti quell'evento traumatico che coinvolse più di 50mila greci, espulsi verso la Grecia e costretti a pagare 20 dollari se volevano portare via con sé i propri oggetti di proprietà, fino a un massimo di 20 chili. (GV) (Agenzia Fides 4/4/2014).
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giovedì 3 aprile 2014
Ribadiamo la nostra forte richiesta che il governo disarmi i gruppi civili armati.
AMERICA/VENEZUELA - “Cercano di imporre un governo totalitario”: allarme dei Vescovi dopo due mesi di violenze
Caracas (Agenzia Fides) – La Conferenza Episcopale Venezuelana (CEV) ha diffuso un comunicato in cui presenta “come causa fondamentale della crisi che vive il Venezuela, la pretesa del partito di governo e del presidente Nicolas Maduro di cercare di imporre il cosiddetto ‘Plan de la Patria’, dietro al quale si nasconde la promozione di un governo totalitario". Questo intento ha alimentato le proteste dell'opposizione e dei cittadini, che dopo quasi due mesi contano 39 morti, 550 feriti gravi e più di 150 persone detenute. Il documento intitolato "Responsabili della Pace e del destino democratico del Venezuela" è stato firmato dai Vescovi della Presidenza della CEV con data 2 aprile 2014.
La nota pervenuta all’Agenzia Fides da una fonte locale, riferisce l'intervento di Mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, Arcivescovo di Cumaná e Presidente della CEV, che alla presentazione del comunicato "ha lamentato la polarizzazione politica avvenuta nel paese dopo una serie di manifestazioni anti-governative iniziate dagli studenti lo scorso 4 febbraio, alle quali si sono uniti gruppi dell'opposizione per denunciare l'insicurezza nel paese, l'inflazione del 57%, la carenza di cibo, la repressione da parte della Guardia Nazionale e la detenzione degli oppositori".
Nel documento, con un linguaggio molto diretto, si legge: "Ribadiamo la nostra forte richiesta che il governo disarmi i gruppi civili armati. La loro azione coordinata, secondo certi schemi, dimostra che non sono gruppi isolati o spontanei, ma piuttosto addestrati per intervenire violentemente. In molti casi essi hanno agito impunemente sotto lo sguardo indifferente delle forze dell'ordine, per cui il comportamento di queste ultime è stato seriamente messo in discussione".
Il comunicato ribadisce: "La fede cristiana ben compresa impone a tutti i credenti di assumere la responsabilità del destino del paese, di non restare indifferenti ma piuttosto impegnarsi nella difesa della vita, dei diritti umani, della libertà e della democrazia. Nessuno di quanti vivono in Venezuela deve dire di non essere interessato o preoccupato per la violenza e le morti che stanno accadendo nelle città e nelle altre località. Tutti, senza eccezione, siamo responsabili della libertà, della pace e del destino democratico del nostro paese". (CE) (Agenzia Fides, 03/04/2014)
La nota pervenuta all’Agenzia Fides da una fonte locale, riferisce l'intervento di Mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, Arcivescovo di Cumaná e Presidente della CEV, che alla presentazione del comunicato "ha lamentato la polarizzazione politica avvenuta nel paese dopo una serie di manifestazioni anti-governative iniziate dagli studenti lo scorso 4 febbraio, alle quali si sono uniti gruppi dell'opposizione per denunciare l'insicurezza nel paese, l'inflazione del 57%, la carenza di cibo, la repressione da parte della Guardia Nazionale e la detenzione degli oppositori".
Nel documento, con un linguaggio molto diretto, si legge: "Ribadiamo la nostra forte richiesta che il governo disarmi i gruppi civili armati. La loro azione coordinata, secondo certi schemi, dimostra che non sono gruppi isolati o spontanei, ma piuttosto addestrati per intervenire violentemente. In molti casi essi hanno agito impunemente sotto lo sguardo indifferente delle forze dell'ordine, per cui il comportamento di queste ultime è stato seriamente messo in discussione".
Il comunicato ribadisce: "La fede cristiana ben compresa impone a tutti i credenti di assumere la responsabilità del destino del paese, di non restare indifferenti ma piuttosto impegnarsi nella difesa della vita, dei diritti umani, della libertà e della democrazia. Nessuno di quanti vivono in Venezuela deve dire di non essere interessato o preoccupato per la violenza e le morti che stanno accadendo nelle città e nelle altre località. Tutti, senza eccezione, siamo responsabili della libertà, della pace e del destino democratico del nostro paese". (CE) (Agenzia Fides, 03/04/2014)
iL NUOVO CLORO SODA APRIRà NEL GIUGNO 2015
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- Alla Caffaro un impianto da 40 milioni
Alla Caffaro un impianto da 40 milioni
Nel polo di Torviscosa il nuovo cloro soda aprirà a giugno 2015. Il Gruppo punta a sfondare i 200 milioni di euro di fatturato
mercoledì 2 aprile 2014
Il Tooooor e il Friuuuuul in fieste
Torviscosa festeggia il Friuli Eventi a Udine
„Festa del Friuli a Torviscosa
Udine today annuncia le celebrazioni“
„Festa del Friuli a Torviscosa
Udine today annuncia le celebrazioni“
domenica 30 marzo 2014
sabato 29 marzo 2014
mercoledì 26 marzo 2014
Europa Baseball Club
Europa Baseball Club, verso la prima in Serie A
Presentata a Torviscosa la stagione della società friulana
lunedì 24 marzo 2014
La seconda, con 292 persone a bordo, è affondata
AFRICA/RD CONGO - Più di 250 rifugiati congolesi annegano cercando di rientrare in patria dall’Uganda
Kinshasa (Agenzia Fides) - Oltre 250 rifugiati congolesi sono morti nel ribaltamento di un’imbarcazione che stava riportandoli nella Repubblica Democratica del Congo. Sono una nota inviata all’Agenzia Fides dal Coordinamento della Società Civile del Nord Kivu, la tragedia si è verificata il 22 marzo. I rifugiati erano fuggiti dalla località di Watalinga, nel territorio di Beni, nel Nord Kivu (est della RDC), tra luglio e dicembre 2013. In un primo momento erano stati accolti in alcune località di frontiera tra la RDC e l’Uganda. In seguito erano stati trasferiti dalle autorità ugandesi nel campo di rifugiati di Kyangwali (Uganda) a più di 350 km dalla frontiera.
Quando i rifugiati hanno appreso la notizia che l’esercito congolese aveva liberato i loro villaggi dalla presenza dei ribelli ugandesi dell’ADF-NALU, hanno chiesto di rientrare nella RDC.
Due imbarcazioni motorizzate erano state messe a loro disposizione per attraversare il Lago Alberto. La prima ha effettuato la traversata senza problemi, mentre la seconda, con 292 persone a bordo, è affondata nel mezzo del lago. Secondo la nota inviata a Fides, l’incidente si è verificato alle 9 del mattino del 22 marzo. Solo 41 persone sono sopravvissute, compreso il comandare e l’intero equipaggio (tutti ugandesi) e qualche rifugiato. La società civile del Nord Kivu chiede al governo congolese un’inchiesta indipendente per accertare le circostanze della tragedia. (L.M.) (Agenzia Fides 24/3/2014)
Quando i rifugiati hanno appreso la notizia che l’esercito congolese aveva liberato i loro villaggi dalla presenza dei ribelli ugandesi dell’ADF-NALU, hanno chiesto di rientrare nella RDC.
Due imbarcazioni motorizzate erano state messe a loro disposizione per attraversare il Lago Alberto. La prima ha effettuato la traversata senza problemi, mentre la seconda, con 292 persone a bordo, è affondata nel mezzo del lago. Secondo la nota inviata a Fides, l’incidente si è verificato alle 9 del mattino del 22 marzo. Solo 41 persone sono sopravvissute, compreso il comandare e l’intero equipaggio (tutti ugandesi) e qualche rifugiato. La società civile del Nord Kivu chiede al governo congolese un’inchiesta indipendente per accertare le circostanze della tragedia. (L.M.) (Agenzia Fides 24/3/2014)
domenica 23 marzo 2014
Ogni Comune dell’Unione può recedere unilateralmente dall’Unione
Torviscosa-San Giorgio: addio unione
giovedì 20 marzo 2014
mercoledì 19 marzo 2014
domenica 9 marzo 2014
mercoledì 5 marzo 2014
ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo: in Quaresima preghiere e digiuni per chiedere il dono della pace
Aleppo (Agenzia Fides) – In Siria le Chiese di rito orientale sono già entrate nella Quaresima, il tempo liturgico durante il quale il cristiano si dispone, con un cammino di conversione, a vivere in pienezza il mistero della resurrezione di Cristo nella sua memoria annuale. Per il terzo anno consecutivo, l'inizio della Quaresima viene vissuto dai cristiani siriani in un Paese dilaniato dalla guerra civile. “nelle nostre parrocchie” riferisce all'Agenzia Fides L'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo Boutros Marayati “abbiamo celebrato l'inizio della Quaresima già nel pomeriggio di domenica scorsa. I fedeli sono venuti in gran numero e la partecipazione è stata intensa. Quest'anno intensificheremo le occasioni di preghiera, penitenza e digiuno per chiedere con più forza che il cammino verso la resurrezione di Cristo sia benedetto dal dono della pace”.
Nella parte centrale di Aleppo – conferma a Fides l'Arcivescovo Marayati – la situazione è di stallo apparente. Ma anche nella giornata del 3 marzo un colpo di mortaio caduto vicino a una scuola nel quartiere di al-Khadilieh ha provocato la morte di un bambino e di un adulto. Mentre in una località periferica precedentemente controllata dai miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL, gruppo della rete di al-Qaida) gli attivisti di altre fazioni anti-Assad hanno rinvenuto una fossa comune con almeno sei cadaveri. Di recente i miliziani dell'ISIL hanno abbandonato alcune località della regione di Aleppo in seguito all'offensiva di altri gruppi armati d'insorti siriani. (GV) (Agenzia Fides 4/3/2014).
Nella parte centrale di Aleppo – conferma a Fides l'Arcivescovo Marayati – la situazione è di stallo apparente. Ma anche nella giornata del 3 marzo un colpo di mortaio caduto vicino a una scuola nel quartiere di al-Khadilieh ha provocato la morte di un bambino e di un adulto. Mentre in una località periferica precedentemente controllata dai miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL, gruppo della rete di al-Qaida) gli attivisti di altre fazioni anti-Assad hanno rinvenuto una fossa comune con almeno sei cadaveri. Di recente i miliziani dell'ISIL hanno abbandonato alcune località della regione di Aleppo in seguito all'offensiva di altri gruppi armati d'insorti siriani. (GV) (Agenzia Fides 4/3/2014).
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martedì 4 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Eliminare l'esenzione dal servizio militare dei membri delle scuole rabbiniche
ASIA/ISRAELE - Gli ebrei ultraortodossi protestano contro il progetto di legge sulla leva obbligatoria
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Centinaia di migliaia di ebrei ultra-ortodossi hanno paralizzato interi quartieri di Gerusalemme nella giornata di domenica 2 marzo per pregare e protestare contro il progetto di legge che minaccia di eliminare l'esenzione dal servizio militare di cui godono tutti gli studiosi e gli affiliati alle scuole rabbiniche. I manifestanti hanno esposto cartelli in cui tra l'altro chiedevano l'intervento dell'Unione europea per “difendere la libertà di religione in Israele”, rivendicando con forza che la scelta di religiosa di dedicare la vita allo studio della Torah e del Talmud è incompatibile con il coinvolgimento nelle attività militari.
Fin dalla nascita dello Stato ebraico, gli Haredim (ebrei ultraortodossi) sono stati affrancati dall'impegnativo servizio militare che devono prestare tutti i giovani d'Israele al raggiungimento della maggiore età. Con l'attuale governo, non condizionato dalla pressione dei partiti ultra-ortodossi, si è fatto strada in parlamento un disegno di legge – sostenuto dal Comitato speciale della Knesset per l’“equa ripartizione del carico militare” - che potrebbe essere approvato nelle prossime settimane e prevede l'arruolamento semi-universale obbligatorio anche per tutti i giovani haredim oltre i diciassette anni a partire dal 2017.
La questione – fanno notare gli analisti – è strettamente connessa con le dinamiche demografiche e economiche che pesano sul futuro di Israele. Gli Haredim costituiscono un gruppo in forte crescita e appartengono alle fasce più povere della popolazione israeliana. Secondo previsioni demografiche dell’Ufficio centrale di statistica (Cbs) e del Taub Centre, fra trent'anni il 78% dei bambini iscritti nelle scuole primarie apparterranno ai due gruppi esonerati dalla leva, cioè gli ebrei ultra-ortodossi e gli arabi. Queste tendenze demografiche spiegano anche le recenti iniziative e proposte per aprire le porte dell'esercito israeliano anche ai cittadini arabi cristiani d'Israele. (GV) (Agenzia Fides 3/3/2014).
Fin dalla nascita dello Stato ebraico, gli Haredim (ebrei ultraortodossi) sono stati affrancati dall'impegnativo servizio militare che devono prestare tutti i giovani d'Israele al raggiungimento della maggiore età. Con l'attuale governo, non condizionato dalla pressione dei partiti ultra-ortodossi, si è fatto strada in parlamento un disegno di legge – sostenuto dal Comitato speciale della Knesset per l’“equa ripartizione del carico militare” - che potrebbe essere approvato nelle prossime settimane e prevede l'arruolamento semi-universale obbligatorio anche per tutti i giovani haredim oltre i diciassette anni a partire dal 2017.
La questione – fanno notare gli analisti – è strettamente connessa con le dinamiche demografiche e economiche che pesano sul futuro di Israele. Gli Haredim costituiscono un gruppo in forte crescita e appartengono alle fasce più povere della popolazione israeliana. Secondo previsioni demografiche dell’Ufficio centrale di statistica (Cbs) e del Taub Centre, fra trent'anni il 78% dei bambini iscritti nelle scuole primarie apparterranno ai due gruppi esonerati dalla leva, cioè gli ebrei ultra-ortodossi e gli arabi. Queste tendenze demografiche spiegano anche le recenti iniziative e proposte per aprire le porte dell'esercito israeliano anche ai cittadini arabi cristiani d'Israele. (GV) (Agenzia Fides 3/3/2014).
Carisio Sguazzin
San Giorgio di Nogaro, addio all’imprenditore Carisio Sguazzin
Aveva 82 anni, con la sua azienda è stato uno dei protagonisti della crescita industriale della Bassa friulana
domenica 2 marzo 2014
Crisi Aussa Corno,
esposto dei grillini
di Francesca Artico
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sabato 1 marzo 2014
Una bomba mano
ASIA/TERRA SANTA - Attentato contro la parrocchia cattolica di Gaza
Gaza (Agenzia Fides) – Nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 febbraio ignoti assalitori hanno fatto esplodere una bomba a mano nel cortile della chiesa cattolica latina di Gaza, nel quartiere meridionale di Zeitun. L'esplosione, nel cuore della notte, non ha causato danni a persone o cose. Sui muri che circondano la chiesa sono state anche tracciate scritte minacciose contro i cristiani.
“Il fatto è grave” spiega all'agenzia Fides il Vescovo William Shomali, Vicario patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme “ma il parroco e i suoi collaboratori continueranno a operare al servizio della popolazione di Gaza, senza farsi intimidire. Il governo di Hamas ha subito condannato questo atto. I rappresentanti di Hamas hanno espresso la loro solidarietà e l'intenzione di perseguire in maniera sollecita i malfattori. Questo ci ha tranquillizzato”.
Anche il Centro palestinese per i diritti dell'Uomo (PCHR) ha condannato l'attentato, chiedendo che siano fatte indagini approfondite per identificare gli attentatori.
Non è la prima volta che nella Striscia di Gaza – dove il potere è nelle mani dell'organizzazione islamista Hamas dal 2007 – vengono colpiti obiettivi cristiani. Nel 2011 una bomba era stata lanciata contro il direttore del locale Ospedale anglicano, rimasto illeso. (GV) (Agenzia Fides 28/2/2014).
“Il fatto è grave” spiega all'agenzia Fides il Vescovo William Shomali, Vicario patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme “ma il parroco e i suoi collaboratori continueranno a operare al servizio della popolazione di Gaza, senza farsi intimidire. Il governo di Hamas ha subito condannato questo atto. I rappresentanti di Hamas hanno espresso la loro solidarietà e l'intenzione di perseguire in maniera sollecita i malfattori. Questo ci ha tranquillizzato”.
Anche il Centro palestinese per i diritti dell'Uomo (PCHR) ha condannato l'attentato, chiedendo che siano fatte indagini approfondite per identificare gli attentatori.
Non è la prima volta che nella Striscia di Gaza – dove il potere è nelle mani dell'organizzazione islamista Hamas dal 2007 – vengono colpiti obiettivi cristiani. Nel 2011 una bomba era stata lanciata contro il direttore del locale Ospedale anglicano, rimasto illeso. (GV) (Agenzia Fides 28/2/2014).
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giovedì 27 febbraio 2014
Ninos de plomo
AMERICA/PERU’ - “Bambini di piombo”: progetto educativo per i minori contaminati dal minerale
Callao (Agenzia Fides) – Sono tutti abitanti della baraccopoli di Puerto Nuovo, nel distretto di Callao, che vivono quotidianamente in situazioni a rischio, contaminati dal piombo a causa dei danni ambientali generati dallo stoccaggio e dal trasporto del minerale verso il porto. In un comunicato diffuso dall’Ans si legge che, nella periferia della città, la Fondazione Don Bosco nel Mondo sta realizzando un particolare progetto educativo, denominato “Niños de Plomo” (Bambini di piombo) che permette a circa 80 bambini e adolescenti intossicati dal piombo di ricevere tutoraggio e aiuto nella lettura, nella comunicazione, nelle materie logico-matematiche e nei laboratori psico-pedagogici. I ragazzi completano i loro studi attraverso l’utilizzo di programmi e giochi virtuali per il ragionamento e delle attività di alfabetizzazione nella sala computer. Partecipano inoltre a laboratori di musica e danza che consentono di migliorare il loro sviluppo fisico, mentale ed emotivo . La maggior parte dei minori che partecipa al progetto ha livelli di piombo nel sangue compresi tra i 10 e i 19,9 microgrammi per decilitro, misura considerata altamente pericolosa dalle autorità sanitarie. (AP) (27/2/2014 Agenzia Fides)
I benefattori internazionali hanno dato meno contributi alla Somalia
martedì 25 febbraio 2014
Migranti d'israele
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lunedì 24 febbraio 2014
sabato 22 febbraio 2014
Fan di popotus
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martedì 18 febbraio 2014
lunedì 17 febbraio 2014
domenica 16 febbraio 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
Messaggero Veneto: ARTENIUS
San Giorgio, all’asta gli stabilimenti Artenius
L’azienda produce imballaggi per bottiglie e ha 105 addetti in cassa integrazione. Ci sono potenziali acquirenti da Sardegna, Portogallo, Stati Uniti e Austria
lunedì 10 febbraio 2014
Un problena...australiano
OCEANIA/AUSTRALIA - Condizioni disumane per i bambini trattenuti nei centri di detenzione per immigrati
Canberra (Agenzia Fides) - La Commissione per i Diritti Umani dell’Australia (AHRC) ha recentemente avviato una ricerca sulla situazione di oltre mille bambini detenuti nelle prigioni per gli immigrati. La maggior parte di loro vive ammassata nelle Christmas Islands, in Australia, Nauru o Papua Nuova Guinea. Secondo la Commissione, si tratta di bambini ai quali, tra le altre cose, viene vietata la libertà di movimento, molti perdono così gli anni più importanti della loro vita dietro le sbarre, in ambienti fortemente stressanti. Lo studio serve a verificare l’impatto della detenzione sulla salute mentale dei piccoli, i casi di autolesionismo e le valutazioni delle autorità australiane fatte prima di inviarli in questi centri.
Quello che manca, secondo gli esperti, è la collaborazione del dipartimento australiano per l’immigrazione, che negli ultimi mesi ha dato sempre meno informazioni utili per la AHRC. Nel 2004, nel primo rapporto della AHRC era stato riscontrato che la detenzione dei minori richiedenti asilo era incompatibile con gli obblighi relativi ai diritti umani dell’Australia.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), così come altri organismi per la tutela dei diritti umani, condannano da tempo le condizioni “disumane” nelle carceri per immigrati che l’Australia gestisce a Nauru e in Papua Nuova Guinea. Il più grande Paese dell’Oceania è diventato una meta desiderata per gli emigranti asiatici in cerca di una vita migliore. Tuttavia, la maggior parte di loro viene intercettata dalla guardia costiera australiana e portata nei centri di detenzione in altri Paesi, mentre altri naufragano e muoiono. (AP) (10/2/2014 Agenzia Fides)
Quello che manca, secondo gli esperti, è la collaborazione del dipartimento australiano per l’immigrazione, che negli ultimi mesi ha dato sempre meno informazioni utili per la AHRC. Nel 2004, nel primo rapporto della AHRC era stato riscontrato che la detenzione dei minori richiedenti asilo era incompatibile con gli obblighi relativi ai diritti umani dell’Australia.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), così come altri organismi per la tutela dei diritti umani, condannano da tempo le condizioni “disumane” nelle carceri per immigrati che l’Australia gestisce a Nauru e in Papua Nuova Guinea. Il più grande Paese dell’Oceania è diventato una meta desiderata per gli emigranti asiatici in cerca di una vita migliore. Tuttavia, la maggior parte di loro viene intercettata dalla guardia costiera australiana e portata nei centri di detenzione in altri Paesi, mentre altri naufragano e muoiono. (AP) (10/2/2014 Agenzia Fides)

domenica 9 febbraio 2014
Messaggero veneto: La campionessa Michela Battiston
Michela Battiston
bronzo tricolore U17
prenota l’Europeo
La sciabolatrice della Gemina terza ieri agli italiani di Udine Buona quinta Segatto, spadista Asu. Oggi bis al palaBernes
Tantissima gente
San Giorgio, tanti in Duomo per l’ultimo saluto a Taverna
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venerdì 7 febbraio 2014
Messaggero Veneto. Lutto nella Bassa scomparso a 57 anni Antonio Taverna
CERVIGNANO. Profondo cordoglio, in tutta la Bassa friulana ma anche nel monfalconese, per la scomparsa di Antonio Taverna, 57 anni, ex segretario comunale di Cervignano, in servizio per 10 anni nel capoluogo della Bassa friulana, dove era molto conosciuto e stimato. Taverna si è spento, la scorsa notte, all’ospedale di Latisana, a causa di un male che non ha dato scampo.
ilfriuli.it: la bassa, il lavoro delle idrovore
Bassa friulana: frane, smottamenti ed erosioni nei canali
Tecnici del Consorzio di bonifica al lavoro nelle zone più colpite dove gli impianti idrovori stanno pompando in mare, nel fiume e in laguna l’enorme quantità d'acqua che si è riversata sul territorio
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giovedì 6 febbraio 2014
Ci ha lasciati Antonio Taverna
Veglia con rosario ore 18.00 nella Chiesa della Madonna di San Giorgio di Nogaro domani giovedì 6 febbraio. Funerali alle ore 15
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martedì 4 febbraio 2014
Spettacolo Al San Zorz "Smilelight"
Spettacolo comico-teatrale: Smilelight a San Giorgio di Nogaro
RAPPRESENTAZIONE TEATRALE “SMILELIGHT”
compagnia teatrale “Attori per caso”
“Smilelight”, in italiano "Sorriso Luminoso", è uno spettacolo comico e teatrale, e il senso di questo titolo è il frutto di un lungo e stimolante lavoro che si fonda su un percorso teatrale e riflessivo.
Questo spettacolo è basato su una testimonianza forte, che ci ha toccati così tanto da volerla condividere con mamme, babbi, bimbi, nonni e tutte le famiglie. Molti sono i temi trattati, come l'amore o la morte, i quali si uniranno in un mix unico di risate, lacrime ed emozioni...
Lo spettacolo si presenta come una serata di cabaret all'insegna del divertimento e dell'allegria che, per certi versi, somiglia molto a qualche trasmissione comica che spesso vediamo in televisione, come Zelig o Colorado!
A un certo punto però, succede l’impensabile.
L’atmosfera cambia.
Le luci e la musica cambiano.
Questo spettacolo è basato su una testimonianza forte, che ci ha toccati così tanto da volerla condividere con mamme, babbi, bimbi, nonni e tutte le famiglie. Molti sono i temi trattati, come l'amore o la morte, i quali si uniranno in un mix unico di risate, lacrime ed emozioni...
Lo spettacolo si presenta come una serata di cabaret all'insegna del divertimento e dell'allegria che, per certi versi, somiglia molto a qualche trasmissione comica che spesso vediamo in televisione, come Zelig o Colorado!
A un certo punto però, succede l’impensabile.
L’atmosfera cambia.
Le luci e la musica cambiano.
Le risate cambiano.
In punta di piedi si entra nel vivo dello spettacolo e il palco inviterà, accompagnati dalle risate, a riflettere su qualcosa di a dir poco incredibile.
"Gli Attori per Caso" sono un gruppo di giovani animatori che nel 2011 hanno deciso di impiegare i propri talenti e le proprie energie nel mondo del teatro per trasmettere gioia, allegria e fede!
Perchè "..per Caso?"
Perchè è proprio per caso che è cominciata questa avventura. Sentiamo che non è solo merito nostro se stiamo diventando attori.
INGRESSO LIBERO con offerta libera
Pagina Ufficiale: https://www.facebook.com/pages/Attori-per-Caso/207812955965887
In punta di piedi si entra nel vivo dello spettacolo e il palco inviterà, accompagnati dalle risate, a riflettere su qualcosa di a dir poco incredibile.
"Gli Attori per Caso" sono un gruppo di giovani animatori che nel 2011 hanno deciso di impiegare i propri talenti e le proprie energie nel mondo del teatro per trasmettere gioia, allegria e fede!
Perchè "..per Caso?"
Perchè è proprio per caso che è cominciata questa avventura. Sentiamo che non è solo merito nostro se stiamo diventando attori.
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sabato 1 febbraio 2014
Documento strategico per il rilancio della zona industriale Aussa Corno
I sindaci: ecco il percorso per il rilancio della Ziac
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mercoledì 29 gennaio 2014
La Comunità ha presentato ricorso in appello contro la sentenza
Il Consiglio di Stato: il Comune di Marano deve gestire la laguna
È l’unica autorità che può decidere in materia di usi civici. «Inammissibile il ricorso presentato dalla Comunità»
lunedì 27 gennaio 2014
Messaggero Veneto: 23 comuni pe la TAV
Tav, vertice di sindaci
friulani e veneti
A Torviscosa riunione di 23 Comuni Fvg interessati al tratto Isonzo-Tagliamento. Benigno: «Sdoppiamento dei tracciati»
venerdì 24 gennaio 2014
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