mercoledì 19 ottobre 2011

Mons. Bruno Forte sull’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI: chi si estrania dalla storia non è un vero cristiano



◊   L’Anno della Fede, indetto da Benedetto XVI con la lettera apostolica Porta Fidei pubblicata ieri, è un invito a “mettersi in cammino” per aprire il cuore alla speranza, a Gesù Cristo. La porta della fede – scrive il Papa – è sempre aperta anche per tante persone che, “pur non riconoscendo in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera ricerca del senso ultimo”. Sull’Anno della Fede, che inizierà l’11 ottobre del 2012, si sofferma al microfono di Amedeo Lomonaco l’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte:

D. – L’Anno della fede, dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre del 2013, sarà profondamente legato a pagine dense di significato come il 50.mo anniversario del Concilio Vaticano II, la ricorrenza dei 20 anni del Catechismo della Chiesa cattolica e l’apertura, proprio ad ottobre del prossimo anno, dell’Assemblea generale del Sinodo dei vescovi…

R. – Il Papa ha voluto celebrare il 50.mo del Concilio Vaticano II. Il Concilio è quanto mai vivo, e lo specifico che Benedetto sottolinea è che i grandi frutti del Vaticano II sono nell’ordine della fede. Il Concilio, cioè, è stato una "primavera" della fede, un rinnovato soffio dello Spirito. Credo che la coincidenza del 50.mo del Vaticano II, del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione e dell’apertura dell’Anno della fede sia estremamente emblematica di una profonda continuità nel costante rinnovamento che il Papa indica come via della Chiesa, in modo speciale all’insegna del grande dono della fede.

D. – E per percorrere questa via, la conoscenza dei contenuti della fede – aggiunge il Santo Padre – è essenziale per aderire con intelligenza e volontà a quanto viene proposto della Chiesa…

R. – Il Papa richiama la necessità di entrambe queste operazioni. E’ necessario che i credenti e coloro che sono in ricerca conoscano in profondità i contenuti della fede. In questo senso, richiama anche l’uso del Catechismo nella Chiesa cattolica. E dall’altra parte, indica che questo contenuto della fede va fatto anche proprio con un cammino di libertà, mettendosi in gioco. Io credo che sia molto bella l’attenzione anche a questo secondo aspetto, perché è l’aspetto che mette in luce l’importanza che ciascuno, nella propria libertà, giochi se stesso nel “sì” e nell’audacia della fede.

D. – E un altro punto cruciale di questo documento riguarda proprio l’audacia della fede: il cristiano – spiega il Papa – non può mai pensare che il credere sia un fatto privato. La fede implica una testimonianza e un impegno pubblici e questa è un’esigenza molto urgente, proprio in questa società…

R. – Non si può vivere la fede come un qualcosa di privato, di individualistico che ci estranei in qualche modo dalla storia. Il cristianesimo non è la religione della salvezza "dalla" storia, ma è la religione della salvezza "della" storia. E questo significa che proprio coloro che vivono l’adesione di fede al Signore Gesù, al Verbo incarnato di Dio, devono anche vivere la fedeltà al mondo presente, in cui essi sono posti, e la fedeltà al mondo che deve venire, che è il mondo della promessa di Dio dischiusa in Gesù Cristo. La coniugazione di queste due fedeltà è la testimonianza cristiana. Cioè, non si è testimoni di fede uscendo dalla storia. Si è testimoni di fede portando nel cuore della storia l’esperienza dell’avvento di Dio in Gesù Cristo, che ci ha toccato e cambiato il cuore e la vita. (gf)

I 5 linguaggi dell'amore

Giovedì 20 ottobre 2011 alle ore 20.30, presso il Teatro Odeon di Latisana (UD) e in replica venerdì 21 ottobre 2011 alle ore 20.30, presso l'Auditorium San Zorz di S. Giorgio di Nogaro (UD), ad ingresso libero, liberamente tratto dall'omonimo libro dello psicologo americano G. Chapman,
"I cinque linguaggi dell'amore"
teatro innovativo, mutlimediale e coinvolgente sulle tematiche della coppia e della famiglia.

Carlino,avviso veloce

Giovedì 20 ottobre 2011 alle ore 20.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Carlino (UD), serata di sensibilizzazione alla donazione di organi organizzata dall'ADO FVG.

martedì 18 ottobre 2011

ASIA/PAKISTAN - Il Ministro per l'Armonia: "Ho avuto garanzie sul trattamento di Asia Bibi"

Islamabad (Agenzia Fides) - Il caso di Asia Bibi è di quelli che "sono in cima ai nostri pensieri" e la salvezza della donna "è un obiettivo per cui ci impegneremo a fondo": così afferma all'Agenzia Fides il cattolico Akram Gill, Ministro di stato federale per l'Armonia interreligiosa, con delega per le minoranze religiose. Dopo le notizie di stampa sui maltrattamenti subiti in carcere da Asia Bibi, Gill ha scritto una lettera e contattato il Sovrintendente del Carcere di Sheikupura (in Punjab), nonché il Ministro degli interni in Punjab, per chiedere precise garanzie sulla tutela della salute fisica e psicologica di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte ingiustamente per blasfemia.
"Ho avuto risposte e assicurazioni che l'incidente è stato superato con la sospensione dell'agente-donna di polizia penitenziaria coinvolto - spiega a Fides - e che le autorità della prigione faranno di tutto per garantire ad Asia Bibi le migliori condizioni possibili e la piena sicurezza, monitorando costantemente la sua salute fisica e psicologica". "Finchè ci siamo noi, non le accadrà nulla di male" hanno detto al ministro.
Akram Gill si dice fiducioso, ma resta preoccupato perché il caso di Mumtaz Qadri - l'assassino del governatore del Punjab, reo-confesso e condannato a morte - "ha nuovamente infervorato i gruppi e i partiti religiosi fondamentalisti che hanno minacciato pubblicamente di morte Asia Bibi e quanti si adoperano per la sua liberazione". Nonostante tali minacce, che investono anche membri delle più alte istituzioni, Akram Gill continua nella sua opera di difesa delle minoranze e nel mese di novembre sarà in Europa per intervenire sul tema dei "diritti delle minoranze religiose in Pakistan". (PA) (Agenzia Fides 18/10/2011)

lunedì 17 ottobre 2011

AFRICA/LIBIA - "Negli ospedali la situazione rimane drammatica, la comunità internazionale deve fare di più" denuncia Mons. Martinelli

 

Tripoli (Agenzia Fides) - "Sono disordini limitati, anche se non si può negare che siano presenti persone legate al vecchio regime. Complessivamente comunque la situazione appare sotto controllo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, dopo gli scontri scoppiati il 14 ottobre nella capitale libica tra gli uomini del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) e quanti sono rimasti fedeli a Gheddafi. Gli scontri, durati diverse ore, hanno provocato tre morti e una trentina di feriti, secondo quanto riferito dal CNT.
Continuano nel frattempo i combattimenti nelle roccaforti di Gheddafi di Sirte e Bani Walid, che stanno provocando numerosi feriti, molti dei quali colpiti dai cecchini. "Negli ospedali purtroppo la situazione rimane drammatica - afferma il Vicario Apostolico di Tripoli -. Gran parte dei feriti sono stati colpiti alla spina dorsale. Sono la nostra pena. Non sappiamo come venire incontro alle tante emergenze. È una realtà drammatica che mi reca tanto dolore. Sto lanciando appelli perché oltre all'invio di materiali medicali, si facciano ulteriori sforzi per ricoverare i casi più gravi in strutture specializzate. I medicinali sicuramente servono, così come l'assistenza diretta per questi giovani. Sono infatti tutti giovani i feriti nei combattimenti. E' in atto uno sforzo di solidarietà tra i libici per aiutare i feriti, ma non basta, occorre fare di più da parte della comunità internazionale!" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Anno della fede: post n. 1

VATICANO - Il Papa indice l'Anno della Fede "per rafforzarla e approfondirla nella prospettiva missionaria, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Per dare rinnovato impulso alla missione di tutta la Chiesa di condurre gli uomini fuori dal deserto in cui spesso si trovano verso il luogo della vita, l'amicizia con Cristo che ci dona la vita in pienezza... ho deciso di indire un 'Anno della Fede', che avrò modo di illustrare con un'apposita Lettera apostolica. Questo 'Anno della Fede' inizierà l'11 ottobre 2012, nel 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Cristo Re dell'Universo. Sarà un momento di grazia e di impegno per una sempre più piena conversione a Dio, per rafforzare la nostra fede in Lui e per annunciarLo con gioia all'uomo del nostro tempo". Sono le parole con cui il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato l'indizione dell'Anno della Fede durante l'omelia della Celebrazione Eucaristica che ha presieduto nella Basilica Vaticana domenica 16 ottobre, a conclusione del primo incontro internazionale promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Nell'omelia il Papa ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che il convegno si collocasse "nel contesto del mese di ottobre, proprio una settimana prima della Giornata Missionaria Mondiale: ciò richiama la giusta dimensione universale della nuova evangelizzazione, in armonia con quella della missione ad gentes."
Anche prima di recitare la preghiera mariana dell'Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricordato l'incontro sulla nuova evangelizzazione, che "aveva lo scopo principale di approfondire gli ambiti di un rinnovato annuncio del Vangelo nei Paesi di antica tradizione cristiana". Il Papa ha inoltre ricordato che il Beato Giovanni Paolo II aveva chiaramente indicato alla Chiesa "come sfida urgente e appassionante" quella della Nuova Evangelizzazione e "nella scia del Concilio Vaticano II e di colui che ne ha avviato l'attuazione - il Papa Paolo VI - è stato sia uno strenuo sostenitore della missione ad gentes, cioè ai popoli e ai territori dove il Vangelo non ha ancora posto radici, sia un araldo della nuova evangelizzazione. Sono, questi, aspetti dell'unica missione della Chiesa, ed è pertanto significativo considerarli insieme in questo mese di ottobre, caratterizzato dalla celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, proprio domenica prossima."
Ricordando l'indizione dell'Anno della Fede, Papa Benedetto XVI ha proseguito: "Ritengo che, trascorso mezzo secolo dall'apertura del Concilio, legata alla felice memoria del Beato Giovanni XXIII, sia opportuno richiamare la bellezza e la centralità della fede, l'esigenza di rafforzarla e approfondirla a livello personale e comunitario, e farlo in prospettiva non tanto celebrativa, ma piuttosto missionaria, nella prospettiva, appunto, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione." (SL) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Sono giunte dalla Russia e dal Kazakistan per la loro professione religiosa e per un periodo di esercizi spirituali in Terra Santa, presso il Romitaggio del Getsemani. La singolare esperienza di un gruppo di suore russe. Vocazioni giovani, nate quasi dal nulla e in ambienti sociali e familiari totalmente atei More

ilsecoloXIX.it : ...perchè il mercato è quello che è

Bisagno: «Posso costruire a Sestri,
ma non posso assumere tutti»

15 ottobre 2011

Leggi QUI l'articolo intervista a Marco Bisagno

domenica 16 ottobre 2011

Foglio Parrocchiale Domenica 16 ottobre 2011


Non dipende dalla nostra azione


La testimonianza è la chiave d'accesso alla nuova evangelizzazione. Essere evangelizzatori non è un privilegio ma un impegno costante che proviene dalla fede. Così il Papa ai partecipanti al convegno in Vaticano "Nuovi evangelizzatori per la Nuova Evangelizzazione - La Parola di Dio cresce e si diffonde". Benedetto XVI ha ribadito la necessità di accogliere con coraggio l'invito di Cristo ad incontrarlo e a diventare suoi discepoli nel mondo comunicando a tutti la gioia della fede, anche in mezzo all'indifferenza, all'incomprensione e alla persecuzione. L'annuncio può incontrare chiusura e rifiuto ma nonostante tutto continua a crescere e a diffondersi, perché non dipende dalla nostra azione, ma da Di ... More

sabato 15 ottobre 2011

Domenica 16 Ottobre 2011


    XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Is 45,1.4-6)
Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.

Dal libro del profeta Isaìa

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)
Rit: Grande è il Signore e degno di ogni lode.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

SECONDA LETTURA (1Ts 1,1-5b)
Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,15-16)
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia.

VANGELO (Mt 22,15-21)
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, rendere a Dio ciò che è di Dio ci spin­ge alla preghiera, a presentare le nostre invocazioni al Signore con la speranza che nella sua bontà esaudisca le nostre richieste secondo il suo disegno di amo­re.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Guida il tuo popolo, Signore.

1.      Per il Papa, i vescovi e i presbiteri e tutti i ministri del Vangelo: perché nella loro azione apostolica sappiano aiutare gli uomini dei nostro tempo a leggere alla luce della Parola di Dio i segni dei tempi. Preghiamo.

2.      Per tutti coloro che a livello nazionale e locale sono impegnati nell’amministrazione della cosa pubblica: perché, riconoscendo la signoria di Dio sulla storia, sappiano porre in atto leggi giuste e sagge a servizio del bene comune. Preghiamo.

3.      Per tutti i fedeli laici: perché possano rispondere con generosità alla chiamata divina ad una partecipazione attiva alla vita politica. Preghiamo.

4.      Per gli uomini e le donne del nostro tempo: riconoscano le radici dell’attuale crisi economica nella profonda crisi religiosa, in cui il relativismo non permettere di distinguere il bene dal male, e sappiano aderire con coraggio al Vangelo, unica via di salvezza per l’umanità. Preghiamo.

5.      Per la nostra Comunità parrocchiale: perché l’ascolto quotidiano della Parola di Dio, smascherando gli idoli che troppo spesso abitano il nostro cuore, faccia sorgere in noi il desiderio di affidare la nostra esistenza unicamente a Dio. Preghiamo.

C – Padre Santo, tu hai progettato il mondo e hai voluto l’uomo per condurlo a partecipare all’esperienza della tua salvezza. Ascolta le nostre preghiere, guida i nostri cuori all’ascolto della tua Parola, e rendici autentici servitori del bene dei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

T - Amen.




venerdì 14 ottobre 2011

Mons. Pietro Biasatti

È morto mons. Pietro Biasatti   versione testuale
Sacerdote e uomo di cultura, aveva 71 anni

Udine (14 ottobre, ore 16). La chiesa di Udine perde uno dei suoi sacerdoti e uomini di cultura più illustri. E’ infatti improvvisamente scomparso mons. Pietro Biasatti, per 25 parroco di San Giorgio a Udine e poi fino al 2009 guida della comunità di Codroipo.
 
Mons. Biasatti era nato a Beano nel 1940 ed era stato ordinato sacerdote nel 1964. Aveva prestato il suo servizio pastorale anche a Pradamano, Mortegliano e Galleriano e mentre era parroco a Udine ha avuto in cura per quasi 10 anni la comunità di Tualis. Mons. Biasatti è stato anche  moderatore del Consiglio presbiterale diocesano.
 
Il sacerdote era noto nel mondo culturale per aver scritto diversi lavori per il teatro,  tra questi Udine, mille e non più mille e Meracul in badie e Lis olmis di Bertrand con cui vinse nel 94 il premio per il miglior testo nel concorso dell’Associazione Teatrale friulana. Ultima fatica "Statio ad Sextum", rappresentata al Mittelfest di Cividale nel 2009.
 
“Era una artista nel vero senso della parola – ricorda mons. Giulio Gherbezza, parroco di Reana -. Le sue produzioni anche in lingua friulana denotano l’amore per la sua terra, alla quale è rimasto sempre legato ed anche la capacità di leggere il presente. Anche nelle parrocchie dov’è stato, ha sempre portato quest’apertura. E sempre forte in lui – conclude mons. Ghergezza – è stato l’amore per una Chiesa che fosse viva, presente ed accogliente”.

5 giorni di digiuno


Dolore e paura per i copti di Gerusalemme. La comunita' di Gerusalemme soffre con i fratelli d'Egitto: anche nella citta' santa 5 giorni di digiuno e domenica una marcia di solidarieta'.

Servizio/montaggio: Andrea Avveduto
immagini: Joseph Sa'adeh More

giovedì 13 ottobre 2011

VATICANO - Il dolore del Papa per le violenze a Il Cairo e l'invito a pregare per "una vera pace"

AfCittà del Vaticano (Agenzia Fides) - Al termine dell'udienza generale di mercoledì 12 ottobre, tenuta in piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso il suo rammarico per le violenze scoppiate domenica scorsa a Il Cairo, invitando a pregare per la pace nella società egiziana. Queste le parole del Papa: "Sono profondamente rattristato dagli episodi di violenza, che sono stati commessi a Il Cairo domenica scorsa. Mi unisco al dolore delle famiglie delle vittime e dell'intero popolo egiziano, lacerato dai tentativi di minare la coesistenza pacifica fra le sue comunità, che è invece essenziale salvaguardare, soprattutto in questo momento di transizione. Esorto i fedeli a pregare affinché quella società goda di una vera pace, basata sulla giustizia, sul rispetto della libertà e della dignità di ogni cittadino. Inoltre, sostengo gli sforzi delle autorità egiziane, civili e religiose, in favore di una società nella quale siano rispettati i diritti umani di tutti e, in particolare, delle minoranze, a beneficio dell'unità nazionale". (SL) (Agenzia Fides 13/10/2011)

mercoledì 12 ottobre 2011

Il 150° anniversario della nascita al cielo della Venerabile Pauline Marie Jaricot (1799-1862)

EUROPA/FRANCIA - Giornata commemorativa di Pauline Jaricot, fondatrice della Pontificia Opera per la Propagazione della fede: il 9 gennaio a Lione

Lione (Agenzia Fides) - Il 9 gennaio 2012 ricorre il 150° anniversario della nascita al cielo della Venerabile Pauline Marie Jaricot (1799-1862), fondatrice della Pontificia Opera della Propagazione della Fede. Per questa circostanza lunedì 9 gennaio 2012 si celebrerà a Lione (Francia), dove nacque ed è sepolta, una giornata commemorativa alla presenza del Cardinale Philippe Barbarin, Arcivescovo di Lione, Primate delle Gallie, Presidente dell'Associazione Francese delle Pontificie Opere Missionarie. Secondo le informazioni inviate all'Agenzia Fides da p. Pierre-Yves Pecqueux, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Francia, il programma della Giornata commemorativa prevede alle ore 9,30 un Convegno seguito da una tavola rotonda. Alle ore 14,30 la visita alla casa di Pauline Jaricot e alla Basilica di Nostra Signora di Fourvière; alle ore 16,30 i Vespri e alle 18,30 la Messa a San Nizier, dove riposano le sue spoglie mortali.
Pauline Marie Jaricot nacque il 22 luglio 1799 in una famiglia borghese di Lione. Trascorse una infanzia e una adolescenza agiata e mondana. Appena diciassettenne, dopo una grave malattia e la morte della madre, scossa dalla predicazione del suo parroco, inizia una vita di preghiera intensa e un profondo cammino di riparazione e di carità. A 19 anni riunisce le ragazze lavoratrici delle fabbriche e fonda l'Associazione delle Riparatrici. Seguendo il fratello, poi divenuto sacerdote, che faceva parte dell'Associazione di giovani e adulti della Società per le Missioni Estere di Parigi (MEP), i cui membri si impegnavano a pregare e raccogliere offerte per aiutare le missioni in Estremo Oriente, anche Pauline e le Riparatrici si dedicano alla causa missionaria. Nascono così gruppi di 10 persone, ognuna delle quali si impegna a trovare altre dieci persone che preghino e donino settimanalmente "un soldo" per le missioni. Il progetto si estende rapidamente: il 20 ottobre 1820 ci sono già più di 500 iscritti a quella che si chiamerà l'Associazione della Propagazione della Fede, la cui fondazione ufficiale avviene il 3 maggio 1822. Negli anni seguenti l'Opera si espande in Francia, in Europa e nel mondo, mantenendo un rapporto stretto con la Congregazione di Propaganda Fide. Nel 1826 Pauline Jaricot promuove il Rosario Vivente: un gruppo di quindici persone si impegna a recitare ogni giorno una decina del Santo Rosario per la conversione dei peccatori e a meditare il mistero prescelto. Anche questa iniziativa si diffonde presto nel mondo intero. Gli ultimi dieci anni della sua vita sono contrassegnati da stenti e contrarietà di ogni genere. Muore il 9 gennaio 1862. Il 3 maggio 1922 Papa Pio XI dichiara l'Opera della Propagazione della Fede "Pontificia". Papa Giovanni XXIII riconosce le virtù eroiche di Pauline Jaricot il 25 febbraio 1963. Per ulteriori informazioni sulla Giornata commemorativa: jubilepauline@opm-cm.org. (SL) (Agenzia Fides 12/10/2011)

VATICANO - Il Papa celebrerà in San Pietro il Bicentenario dell'indipendenza dei Paesi Latinoamericani

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La Pontificia Commissione per l'America Latina comunica che "la Santa Sede desidera unirsi alle celebrazioni del Bicentenario dei Paesi Latinoamericani con un'iniziativa particolarmente importante. Papa Benedetto XVI ha accolto, con vivo apprezzamento, la proposta formulata dalla Pontificia Commissione per l'America Latina di presiedere una solenne celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro a motivo del Bicentenario dei Paesi latinoamericani". Nella comunicazione inviata all'Agenzia Fides si legge che questa celebrazione si svolgerà in una data molto significativa, il prossimo 12 dicembre, Festa di Nostra Signora di Guadalupe, "Patrona dell'America Latina, pedagoga della inculturazione della fede, madre e protettrice dei suoi popoli, la cui immagine è stata molto presente negli eserciti patriottici".
La Messa presieduta dal Santo Padre avrà inizio alle ore 17.30, e sono invitati in modo speciale: la Curia Romana, il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e presso il governo italiano, i sacerdoti latinoamericani che studiano a Roma, i religiosi latinoamericani dei vari ordini e congregazioni che vivono a Roma, le comunità di Brasile, Argentina, Messico e di tutti gli altri paesi latinoamericani che per motivi di famiglia o di lavoro vivono a Roma. Per questo importante evento si prevede anche la presenza di importanti personalità pubbliche provenienti per l'occasione dell'America Latina. L'invito è comunque esteso ai romani ed ai pellegrini.
Le commemorazioni per ricordare il bicentenario dell'indipendenza hanno acquisito grande importanza e risonanza nei Paesi latinoamericani. Le celebrazioni che si sono già svolte sino a oggi -- e che continueranno nei prossimi anni -- impegnano gli Stati, le amministrazioni pubbliche nazionali e locali, i diversi organismi intergovernativi regionali, le università e gli istituti accademici, numerosissime organizzazioni non governative e molte altre istanze civili, culturali e militari. Sono impegnate direttamente anche le Chiese locali in America latina, e in particolare il Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). Al bicentenario sono stati dedicati numerosi documenti e dichiarazioni -- sia da parte delle Conferenze episcopali che di singoli vescovi -- e sono stati elaborati vari programmi ecclesiali di celebrazioni a livello liturgico, accademico ed editoriale. Queste celebrazioni si concentrano dal 2010 al 2014, tranne Perú e Brasile che commemoreranno il bicentenario tra il 2020 e il 2022. Il processo di emancipazione latinoamericana si svolge dal 1808 al 1824, a cui bisognerebbe aggiungere l'indipendenza di Haiti (1804), quella di Cuba (1898) e le più recenti nel mondo caraibico. (CE) (Agenzia Fides, 12/10/2011)

martedì 11 ottobre 2011

ASIA/PAKISTAN - Bimba cristiana stuprata, convertita all'islam e costretta alle nozze da un musulmano

Lahore (Agenzia Fides) - Rapita e stuprata ripetutamente, per otto mesi, da una banda di militanti islamici. Annichilita e traumatizzata, è stata convertita e costretta al matrimonio islamico. La storia di Anna (nome di fantasia), bambina cristiana di 12 anni, è simile a quella di circa 700, fra bambine e ragazze cristiane, e almeno 250 indù che ogni anno subiscono terribili violenze e abusi in Pakistan. I musulmani, raccontano fonti di Fides in Punjab impegnate nella loro assistenza, "le considerano oggetti, merce, le trattano come bestie".
C'è forte sdegno nella comunità cristiana in Pakistan, dopo l'ennesimo caso di violenza impunita. Come riferiscono fonti affidabili di Fides, "i rapitori e gli stupratori di Anna sono liberi perché appartengono al gruppo radicale islamico Lashkar-e-Tayyaba (bandito per terrorismo) e la polizia si è perfino rifiutata di ordinare una visita medica". Il magistrato di zona ha registrato una denuncia a carico di alcuni uomini musulmani, ma non ha disposto alcuna misura restrittiva nei loro confronti. La polizia ha invitato i genitori di Anna a consegnare la ragazza al "marito legale" (lo stupratore), altrimenti potrebbero subire un procedimento penale.
Anna è la figlia dodicenne di Arif Masih, spazzino a Shahdra, cittadina nei pressi di Lahore, capitale della provincia del Punjab. Anna è stata rapita da due uomini musulmani il 24 dicembre 2010, adescata con l'inganno da un'amica. Percossa e violentata per giorni, è stata costretta a firmare alcuni documenti che attestano la sua conversione e il matrimonio con uno dei criminali, Muhammad Irfan.
Il 5 gennaio 2011 suo padre ha depositato una denuncia (First Information Report) contro ignoti. Solo a settembre, otto mesi dopo la sua scomparsa, Anna ha chiamato la sua famiglia da Tandianwalla, nel distretto di Faisalabad, a 190 chilometri da Lahore. Ha riferito di essere stata rapita ma di essere riuscita e fuggire. Tornata a casa, ha riferito al magistrato la sua storia. Ma Muhammad Irfan ha presentato un certificato di matrimonio, grazie al quale anche l'accusa di stupro è decaduta. La polizia ha consigliato ai genitori di Anna di riconsegnarla al suo aguzzino. Anna e i genitori oggi si nascondono e i militanti del Lashkar-e-Tayyaba stanno dando loro la caccia.
"Fra l'altro, il matrimonio sotto i 16 anni è illegale. Questo dimostra che il governo, la magistratura e la polizia del Punjab cercano di coprire le malefatte dei gruppi radicali islamci e ne sono complici", nota una fonte di Fides. In Pakistan è pratica comune dei gruppi estremisti islamici rapire e stuprare ragazze appartenenti alle minoranze religiose cristiane e indù. Secondo Amarnath Motumal, avvocato e membro della "Commissione per i diritti umani del Pakistan", Ong nota e diffusa in tutte le province, ogni mese 20 ragazze indù sono rapite e convertite a forza.
Le organizzazioni cristiane e la società civile hanno raccolto numerosi casi e storie in cui la polizia ha omesso di indagare, oggi chiedono un intervento deciso del governo e si appellano alle Nazioni Unite per fermare tali patenti abusi dei diritti umani. (PA) (Agenzia Fides 11/10/2011)

AFRICA/EGITTO - "Una crisi che nasce da lontano": riflessioni di un missionario dal Cairo

Il Cairo (Agenzia Fides) - "Negli anni di Mubarak si è approfondito il divario e l'odio tra le varie fazioni" dice all'Agenzia Fides p.Luciano Verdoscia, missionario comboniano che da molti anni vive ed opera al Cairo, in cui si vive una calma tesa dopo la violenta repressione della manifestazione dei copti, che ha provocato decine di morti e centinaia di feriti. I copti protestavano contro la demolizione, a fine settembre, di una chiesa nella provincia di Aswan, nell'Alto Egitto (vedi Fides 10/10/2011).
Secondo p. Verdoscia per capire le ragioni profonde della discriminazione dei cristiani e del diffondersi di gruppi fondamentalisti bisogna guardare alla storia dell'Egitto degli ultimi 30 anni. "Non lo dico io, ma sono analisi che ho ascoltato da diversi commentatori locali" sottolinea il missionario, che spiega: "prima di Sadat non è che ci fossero le profonde divisioni che troviamo ora. A cominciare dalla presidenza di Sadat nei primi anni '70 si sono prodotte le divisioni settarie. Questa tendenza si è approfondita sotto Mubarak anche per l'influenza dei wahabiti provenienti dall'Arabia Saudita. Il governo dell'epoca ha giocato con questi gruppi, a volte reprimendoli, altre volte lasciandoli liberi di agire, soprattutto a livello sociale".
"La situazione è quindi complessa" prosegue p Verdoscia. "Non si può dare un'unica chiave di lettura. L'islam, che per molti aspetti è già una religione ideologica, viene ideologizzato più del dovuto, in un contesto sociale nel quale una gran parte della popolazione vive nell'ignoranza ed ha come unico riferimento identitario la religione. A tutto questo si aggiungono le strumentalizzazioni politiche, soprattutto in vista delle prossime elezioni".
Attualmente l'Egitto è governato da un Alto Consiglio militare al quale i copti imputano di non saperli proteggere, anzi di aver scatenato la repressione nei loro confronti. "Occorre ricordare che ai cristiani non è stata data la possibilità di accedere alle alte cariche militari, a parte rarissimi casi nelle alte sfere della polizia" sottolinea p. Verdoscia.
Il missionario richiama inoltre le responsabilità dell'occidente. "L'occidente ha ben chiaro il principio del rispetto delle minoranze, ma rimango stupito che nessuno intervenga quando vi sono predicatori islamici che diffondono proclami che istigano alla violenza e che sono contro la libertà di coscienza. Questo naturalmente vale anche nel caso contrario, di chi, proclamandosi cristiano, alimenta l'odio contro i musulmani".
"Purtroppo temo che i governi occidentali siano interessati a preservare i loro interessi economici a scapito dei diritti delle persone. Quindi non hanno la forza etica di denunciare le discriminazione nei confronti delle minoranze dei Paesi medio-orientali" conclude p. Verdoscia. (L.M.) (Agenzia Fides 11/10/2011)

lunedì 10 ottobre 2011

Terra Santa: i leader cristiani condannano la profanazione di luoghi di culto e cimiteri


Dura condanna e richiesta di provvedimenti severi sono state espresse dall’Assemblea degli Ordinari cristiani di Terra Santa che, in una nota, hanno commentato i sempre più frequenti atti di vandalismo e di profanazione ai danni di luoghi di culto e cimiteri arabi e cristiani in tutta la regione, dalla Galilea a Jaffa, dietro i quali ci sarebbero estremisti ebrei. “Questi atti – affermano gli Ordinari - non hanno nulla a che fare con la religione, non servono agli interessi dello Stato, ma minacciano la coesistenza pacifica e la sicurezza dei cittadini. Di conseguenza li condanniamo e invitiamo tutte le istituzioni, in particolare lo Stato, ad assumersi le proprie responsabilità. Ci auguriamo – prosegue la nota ripresa dall'agenzia Sir - che il governo israeliano, oltre a condannare e manifestare la sua solidarietà, continui a prendere seri provvedimenti per assicurare alla giustizia i colpevoli e i loro mandanti, e perché riesamini il ruolo dello Stato nella formazione dei suoi cittadini riguardo al rispetto della diversità religiosa e del pluralismo. Preghiamo l'Onnipotente di ispirare tutti i leader e i popoli, soprattutto quelli che tendono alla violenza e la profanazione dei luoghi di culto, perché lavorino insieme per costruire una società migliore in cui la religione possa giocare un ruolo costruttivo”. Condanna è giunta anche dal presidente israeliano Shimon Peres. (R.P.)

L'avvicinarsi delle elezioni del 28 novembre contribuisce infine ad eccitare gli animi

AFRICA/EGITTO - "Una violenza che ricorda la repressione iniziale delle rivoluzione egiziana" dice il Direttore nazionale delle POM egiziane

Il Cairo (Agenzia Fides) - "Una protesta pacifica è stata repressa violentemente dai militari. Sono scene che ricordano quelle avvenute all'inizio della rivoluzione egiziana lo scorso gennaio" dice all'Agenzia Fides don Nabil Fayez Antoun, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) dell'Egitto. Nella serata di ieri, domenica 9 ottobre, almeno 24 persone sono rimaste uccise e circa 200 ferite negli scontri scoppiati quando un gruppo di dimostranti copti si stava dirigendo verso la sede della televisione per protestare contro la demolizione, a fine settembre, di una chiesa nella provincia di Aswan, nel sud dell'Egitto.
"Anche i mass media hanno diffuso notizie che descrivevano i cristiani come coloro che aggredivano i militari. Per questo motivo gruppi di musulmani sono scesi in strada ed hanno attaccato i cristiani, che si erano radunati di fronte all'ospedale dove erano ricoverati i feriti e dove giacevano i corpi delle persone uccise durante gli scontri" afferma il Direttore Nazionale delle POM.
Don Nabil, però, non dispera che il dialogo interreligioso possa continuare e possa contribuire a calmare gli animi. "Questa sera parteciperò ad un incontro promosso da un'organizzazione per i diritti delle donne. Accanto a me ci sarà un rappresentante musulmano. Cercheremo di imbastire un dialogo in un momento così difficile della nostra vita nazionale".
"La tensione nasce anche dalle lentezze nell'affrontare i problemi e nell'avviare i processi sui crimini commessi dal passato regime. L'avvicinarsi delle elezioni del 28 novembre contribuisce infine ad eccitare gli animi" conclude il Direttore Nazionale delle POM.
Il grande Imam Ahmed al-Tayyeb, Rettore dell'Università Islamica di al-Azhar e massima autorità della maggioranza musulmana in Egitto, ha sollecitato colloqui urgenti con e tra i membri della cosiddetta "Famiglia Egiziana", un'organizzazione che comprende leader religiosi di ambedue le confessioni, "allo scopo di contenere la crisi". L'Imam ha anche contattato Papa Shenouda III, la massima autorità della Chiesa ortodossa copta e patriarca di Alessandria. (L.M.) (Agenzia Fides 10/10/2011)