Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
giovedì 8 marzo 2012
Le regioni redigano un piano di gestione della pesca
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=133932
mercoledì 7 marzo 2012
A Betlemme per l'anniversario della costruzione del muro, i "pellegrini
di giustizia" di Pax Christi hanno percorso la Terra Santa per
incontrare chi non si rasse
Domenica 11 marzo 2012
III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Es 20,1-17)
La legge fu data per mezzo di Mosè.
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)
Rit: Signore, tu hai parole di vita eterna.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.
SECONDA LETTURA (1Cor 1,22-25)
Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Gv 2,13-25)
Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Si avvicinava
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Mediante la Sua Parola, Dio stringe un’alleanza con il Suo popolo, che diverrà eterna mediante il sigillo della croce, in cui Gesù inaugurerà il nuovo tempio del Padre nel suo corpo immolato. Bisognosi di vera purificazione, presentiamo con umiltà e fiducia le nostre intenzioni di preghiera.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Donaci un cuore nuovo, Signore!
1. Per
la Chiesa, santa e sempre bisognosa di purificazione: mostri la sua fedeltà di
Sposa di Cristo a tutte le genti, con il coraggioso annuncio della Parola e con
una testimonianza di fede concreta. Preghiamo.
2. Per
i ministri del vangelo: rigettando ogni forma di potere e di compromesso,
annuncino agli uomini del nostro tempo il mistero della croce di Cristo,
scandalo e salvezza. Preghiamo.
3. Per
quanti amministrano la cosa pubblica: facciano esperienza della misericordia di
Dio per servire i piccoli ed i poveri, attraverso un percorso di purificazione
da ogni forma di corruzione che attanaglia la loro azione di servizio.
Preghiamo.
4. Per
i catecumeni: nell’immersione battesimale si sentano veramente partecipi del
mistero della morte e risurrezione del Signore e trovino in noi fratelli
generosi che facciano loro sperimentare la gioia della comunione fraterna.
Preghiamo.
5. Per
i cristiani: siano capaci di rinunciare a tutti gli idoli che lusingano ed
ingannano, per vivere in pienezza l’alleanza con Dio, al fine di una vita
vissuta in pienezza. Preghiamo.
6. Per
quanti sentono venire meno il vigore della fede e per quanti credono di averla
persa: trovino nelle Dieci Parole la ragione per cui aderire a Dio, la strada
della felicità e la rinuncia ad ogni forma di male. Preghiamo.
7. Per
noi qui presenti: il gesto della purificazione del tempio compiuto da Gesù ci
sproni ad accostarci al Sacramento del Perdono, per purificarci da tutto ciò
che oscura la fede, indebolisce la speranza ed estingue la carità. Preghiamo.
C – O Dio, Padre di misericordia, donaci il tuo Spirito, fonte della vita, perché spezzi le chiusure del nostro egoismo e ci faccia creature nuove nella Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T - Amen.
La Stella Maris di Porto Nogaro festeggia tre anni di attività
24 Marzo 2012
24/03/12
Il prossimo 24 marzo la Stella Maris di Porto Nogaro celebrerà i primi 3
anni di avvio del Centro, con due importanti momenti: al mattino, a
partire dalle 9.30, sarà possibile partecipare ad una visita guidata
dell’area portuale e del container che ospita il Centro Stella Maris,
nell’ambito dell’iniziativa denominata “Porto Aperto”. Grazie alla
collaborazione di tutti i membri del Comitato territoriale per il
welfare della gente di mare, la cittadinanza potrà accedere – con due
turni di visita, previa prenotazione – al porto, “riappropriandosi” di
quello che solitamente è uno spazio chiuso, per quanto vicino alla
città.
Nel pomeriggio, alle ore 15, presso la Casa della Gioventù di San
Giorgio di Nogaro, si terrà la presentazione della pubblicazione “Stella
Maris Porto Nogaro: 2009 -2012 – DIARIO DI BORDO”, che raccoglie
riflessioni e apporti di quanti (Istituzioni, volontari, associazioni ed
Enti) hanno collaborato, in questi tre anni, per l’avvio e la crescita
del servizio di accoglienza per i lavoratori marittimi in transito nel
porto. La pubblicazione è stata realizzata grazie ad un contributo del
Centro Servizi Volontariato della Regione Friuli Venezia Giulia.
Nel corso della conferenza, vi saranno vari interventi, e si darà
spazio in particolare alle voci dei volontari, che, con dedizione e
passione, hanno accolto centinaia di marittimi dal 2009 ad oggi.
martedì 6 marzo 2012
ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: le donne delle minoranze religiose "doppiamente discriminate"
Lahore (Agenzia Fides) - Le donne appartenenti a comunità religiose di minoranze sono "due volte discriminate ed emarginate". Sono largamente abusate e molestate, spesso costrette a conversioni forzate, e il loro livello di istruzione è di gran lunga inferiore rispetto al tasso di alfabetizzazione femminile, a livello nazionale: è quanto afferma un Rapporto presentato oggi, in occasione della "Festa della Donna", dalla "Commissione Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale del Pakistan e inviato all'Agenzia Fides. Il Rapporto, titolato "La vita ai margini", si basa su interviste a oltre 1.000 donne indù e cristiane, realizzate in 8 distretti del Punjab e in 18 distretti Sindh, dove vive il 95% delle minoranze religiose presenti in Pakistan.
Come riferito a Fides da Peter Jacob, Segretario Esecutivo della Commissione, "sono emerse disparità giuridica, pregiudizi, conversioni forzate e la mancanza di attenzione politica", che impongono "l'urgenza di ripensare leggi che toccano la sfera religiosa e la parità di genere".
Secondo il Rapporto, il 43% delle donne appartenenti alle minoranze ha subito discriminazione religiosa sul posto di lavoro, in istituzioni educative e sociali. Il 76% di loro, inoltre, ha subito molestie sessuali sul lavoro, che spesso è un lavoro umile e di basso reddito, come il lavoro domestico in case di ricchi borghesi.
Fra le altre cifre significative contenute nel Rapporto, il tasso di alfabetizzazione tra le donne delle minoranza è al 47%, molto inferiore alla media nazionale del 57%: questo dato ha una evidente ripercussione sulle loro condizioni di vita sociali ed economiche, che le relegano ai margini della società. Un fenomeno preoccupante è quello delle conversioni forzate (vi sono circa 1.000 casi ufficialmente denunciati ogni anno): è il riflesso di un pregiudizio culturale, per cui l'autonomia delle donne è negata o limitata, il che pregiudica in modo significativo la loro indipendenza, autostima, autonomia di scelta.
La condizione di subalternità, povertà ed emarginazione delle donne cristiane e indù si riflette anche sui bambini. Il Rapporto nota, infatti, un tasso più alto di mortalità infantile tra le minoranze, rispetto alla media nazionale: 314 morti infantili su 3.050 nascite annue, con un tasso di mortalità pari al 10,3%, rispetto al tasso di mortalità nazionale che è all'8,7%. Inoltre "la maggior parte dei bambini delle minoranze sono costretti a frequentare gli studi islamici per mancanza di alternative appropriate", nota il testo, toccando una questione, quella dell'istruzione, che resta cruciale per il miglioramento della vita delle minoranze religiose.
La Commissione, in occasione dell'8 marzo, "Festa della Donna", invoca un appoggio dell'intera società civile e chiede al governo di intervenire con provvedimenti legislativi che sanciscano la parità di genere, pari opportunità e diritti per le minoranze, per colmare un divario sociale, economico e culturale alimentato da discriminazioni di natura religiosa. (PA) (Agenzia Fides 6/3/2012)
domenica 4 marzo 2012
Angelus della domenica 4 marzo 2012
"Tutti noi abbiamo bisogno di luce interiore per superare le prove della
vita. Questa luce viene da Dio, ed è Cristo a donarcela". Così oggi
Benedetto XVI all'angelus, commentando il Vangelo di questa seconda
domenica di Quaresima. Il mistero della trasfigurazione, ha spiegato il
Papa, non va staccato dal contesto del cammino che Gesù sta percorrendo.
Dopo l'esperienza del deserto, il Figlio di Dio ci invita a salire
sulla montagna per rivelare la sua gloria divina, splendore di Verità e
d'Amore. "Dio è luce -- ha chiarito il Pontefice, invitato tutti a non
vergognarsi di essere cristiani -- e Gesù vuole donare ai suoi amici più
intimi l'esperienza di questa luce, che dimora in Lui. Gesù è la
lampada ch ...
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sabato 3 marzo 2012
Gli alpini di San Giorgio di Nogaro ci offrono un'immagine quasi in diretta
03.03.2012 - Inaugurazione mostra "Unità
d'Italia e delle Truppe Alpine" - mostra realizzata grazie al materiale
di Guido Aviani ed al coordinamento del Gruppo del grande professionale
Marco
venerdì 2 marzo 2012
Disparità di genere
ASIA/INDIA - Il fenomeno della "disparità di genere" aggrava la situazione delle bambine
Nuova Delhi (Agenzia Fides) - Nei primi 2 mesi del 2012, 4 bambine tra i due giorni e i sei mesi di vita sono state trovate abbandonate su treni o per le strade di Bhopal e Asansol. Secondo i dati del censimento del 2011 e di altre statistiche nazionali, 700 mila bambine non arrivano alla nascita a causa delle interruzioni di gravidanza effettuate appena viene riconosciuto il sesso del feto. Gli esperti sostengono che, se non si interviene subito, nel decennio potrebbero essere un milione. Uno studio recente delle Nazioni Unite ha rivelato che l'India è il paese più pericoloso del mondo per le bambine. Secondo il progetto 'Sex Differentials in Childhood Mortality', una bambina tra zero e cinque anni ha il 75% di possibilità in più di morire rispetto ai bambini. Nel paese c'è una disparità di genere enorme per quanto riguarda le morti infantili. Negli ultimi anni i tassi globali sono calati, e in gran parte del mondo le bambine sopravvivono più a lungo rispetto ai maschi. La tendenza invece è rimasta invariata in India.
"Il fenomeno della discriminazione di genere e la sopravvivenza precaria delle bambine, in prevalenza allo stato di feto, è un problema molto serio che richiede un intervento urgente" si legge in una nota della responsabile della National Commission for Protection of Child Rights (NCPCR) in India. Gli aborti aumentano a causa delle nuove tecnologie che rendono possibile sapere il sesso prima della nascita, e negli stati del Punjab e Haryana le famiglie preferiscono avere figli maschi. Inoltre il tasso di mortalità neonatale è anche dovuto alla malnutrizione. C'è ancora tanto da fare nel paese per superare questo grave fenomeno che vede coinvolte anche le bambine nate, le quali vengono comunque trascurate o abbandonate dalle rispettive famiglie. Secondo gli esperti, in India occorre mettere in pratica le stesse regole stabilite negli anni 60 nello Stato meridionale del Tamil Nadu, dove sono state applicate una serie di cambiamenti di natura sanitaria, alimentare e di assistenza all'infanzia. (AP) (2/3/2012 Agenzia Fides)
giovedì 1 marzo 2012
Vicenda Martines: circoli della Bassa a favore della deroga
PALMANOVA Parere favorevole alla concessione della
deroga in favore di Francesco Martines, per consentirgli di svolgere il
doppio incarico (sindaco di palmanova e capogruppo Pd in consiglio...
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mercoledì 29 febbraio 2012
Domenica 4 marzo 2012
II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
| L'albero del Pepe sul monte Tabor offre ombra ai pellegrini Rabbì, è bello per noi essere qui |
Il sacrificio del nostro padre Abramo.
Dal libro della Gènesi
In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 115)
Rit: Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.
Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.
SECONDA LETTURA (Rm 8,31-34)
Dio non ha risparmiato il proprio Figlio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?
Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mc 9,7)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Mc 9,2-10)
Questi è il Figlio mio, l’amato.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
Parola del Signore
Preghiera
dei fedeli
C – Affidiamo a Colui
che sali sul monte a pregare, la supplica di tutta la Chiesa. Il Padre prenda
le miserie e le aspirazioni dell’uomo, le trasfiguri in segni della sua gloria
e doni ad ogni credente la forza di credere che la morte può trasformarsi in
vita.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Mostraci la tua gloria, Signore!
- Padre santo, che hai dato il tuo unico
Figlio alla morte per la nostra salvezza, guida con amore i passi della
tua Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno e fa’ che, salda nella fede,
essa possa giungere a contemplare eternamente la tua gloria. Preghiamo.
- Padre santo, che chiami l’uomo a
partecipare all’opera della creazione, benedici tutti coloro che col
proprio impegno edificano la comunità in cui viviamo e concedi loro la giusta
ricompensa per la fatica del lavoro quotidiano. Preghiamo.
- Padre santo, che non ti stanchi di
invitarci ad ascoltare il tuo Figlio amato, fa’ che i tuoi figli,
obbedienti alla tua Parola di salvezza, testimonino al mondo Gesù Cristo,
sublime annunciatore del tuo amore misericordioso. Preghiamo.
- Padre santo, che hai plasmato in Abramo
un modello esemplare di obbedienza della fede, soccorri coloro che si
dibattono nella notte della prova e della tentazione, così che possano servirsi
della grazia della tua benedizione. Preghiamo.
- Padre santo, che hai voluto mostrare la
beatitudine eterna che ci attende nel tuo regno attraverso la
trasfigurazione del tuo Figlio Unigenito, concedici di saper sempre
considerare le realtà terrene nella prospettiva dell’eternità. Preghiamo.
C – Signore Dio, eccoci alla tua presenza mentre
stiamo per partecipare al Banchetto della vita nuova: nella nostra salita verso
Gerusalemme fa’ che camminiamo con perseveranza tenendo fisso lo sguardo su
Gesù, l’autore della nostra fede, sottoposto alla croce, ma risorto e vivente
con te e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. T -
Amen.
martedì 28 febbraio 2012
Nel primo sabato di Quaresima
Le porte del Santo Sepolcro si aprono per l'ingresso solenne nella
Vigilia della prima domenica di Quaresima, un rito antico che ripete
l'accoglienza dei francescani a generazioni di pellegrini.
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lunedì 27 febbraio 2012
ASIA/SIRIA - I francescani: "Fra paura e incertezza, la nostra missione è consolare la gente e chiedere la pace"
Damasco (Agenzia Fides) - "In questo momento di paura e incertezza, la nostra missione di francescani è consolare la gente e annunciare la pace", dice in un colloquio con l'Agenzia Fides fra Romualdo Fernandez, Ofm, direttore del Centro ecumenico di Tabbale (Damasco) e Rettore del Santuario dedicato alla Conversione di San Paolo, a Damasco.
Il frate racconta: "La situazione è fluida e incerta. Credo che nell'opera di informazione si debba prestare maggior attenzione alle fonti e alla circolazione delle notizie. Come abbiamo potuto constatare in alcuni casi, anche i grandi network hanno contribuito a diffondere notizie non vere sulla crisi. Occorre maggiore cautela, dato che sono forti i rischi di strumentalizzazioni", nota il frate.
"Come minoranza cristiana, proseguiamo le nostre attività sociali e pastorali. Preghiamo molto e facciamo un pressante appello alla pace e alla riconciliazione, perché si possa guardare al futuro con speranza". I francescani, presenti in Siria, con comunità a Damasco, Aleppo, Lattakiah e nella valle dell'Oronte, sono impegnati a sostenere i bisogni della popolazione cristiana locale. I dispensari medici dei conventi francescani sono divenuti luogo di rifugio e accoglienza per tutti i bisognosi, senza differenza fra etnie o religioni.
I cristiani in Siria sono circa 875,000 e rappresentano il 10% della popolazione, divisi fra ortodossi, cattolici, protestanti e anglicani. La maggioranza dei cristiani siriani vive nelle città di Damasco, Aleppo, Homs e Latakia. (PA) (Agenzia Fides 27/2/2012)
ASIA/INDIA - Fermare la violenza, no all'impunità: Lettera aperta dei cristiani ai leader della nazione
New Delhi (Agenzia Fides) - Assicurare giustizia per tutte le vittime della violenza religiosa e intercomunitaria in India; tutelare pace e riconciliazione, che si raggiungono con la prevenzione e con la giustizia: è quanto chiede una Lettera aperta inviata dalla comunità cristiana in India ai leader della nazione e pervenuta all'Agenzia Fides.
La lettera, firmata, a nome della comunità cristiana, dall'Arcivescovo di Delhi, Mons. Vincent Concessao, spiega che lo spirito che spinge i cristiani a rivolgersi accoratamente alla politica è "la caritas, una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace".
I cristiani, che da Duemila anni si sforzano di "promuovere l'amore" in India, notano con preoccupazione che, dal 1990, secondo stime ufficiali, oltre 6.000 gravi episodi di violenza intercomunitaria hanno funestato la nazione. "Nei primi anni del 21° secolo si sono verificati due gravi atti di violenza collettiva: il primo è stato il pogrom contro musulmani in 14 distretti del Gujarat, nel febbraio-marzo 2002; l'altro è stato la violenza contro i cristiani nel distretto di Kandhamal, in Orissa, nel 2008". Il testo ricorda che, in Gujarat, 790 musulmani sono stati uccisi, 523 luoghi di culto sono stati danneggiati e 61.000 musulmani sono fuggiti dalle loro case. In Orissa i morti sono stati oltre 100 e i profughi cristiani 56mila.
"Le vittime di entrambi gli atti di violenza attendono ancora giustizia. Gli assassini restano liberi, non c'è stata alcuna riparazione" nota l'appello. "La polarizzazione religiosa non è una cosa buona per la nazione. L'impunità di cui godono i funzionari, gli ufficiali di polizia e soprattutto i politici di alto livello, tra cui il primo ministro del Gujarat, si fa beffa dello Stato di diritto e della Costituzione dell'India" sottolinea ancora la Lettera. I cristiani notano con favore "un tentativo di approvare nuove leggi che, si spera, pongano un freno alla violenza comunitaria e ai crimini di odio di massa", come il "Communal Violence Bill", proposto in Parlamento nel 2011.
L'appello si conclude con precise richieste ai leader della nazione: assicurare giustizia per le vittime; porre fine all'impunità dei leader politici e di governo; adottare misure urgenti e immediate per assicurare che i sopravvissuti possono ricostruire le loro vite; individuare mezzi per ristabilire la fiducia tra le vittime, assicurando che la loro vita torni alla normalità. Inoltre i cristiani chiedono una adeguata presenza delle minoranze religiose negli apparati di polizia e nei gruppi di indagine, e una veloce adozione della Legge per prevenire e contrastare la violenza, perché questa "possa essere stroncata sul nascere". (PA) (Agenzia Fides 27/2/2012)
AFRICA/NIGERIA - "Siamo stati troppo ottimisti: dopo mesi di calma le bombe tornano a colpirci" dice a Fides l'Arcivescovo di Jos
Abuja (Agenzia Fides) -"Purtroppo siamo stati troppo ottimisti. Dopo un periodo di pace e di calma, le bombe sono tornate ad esplodere anche a Jos" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos, capitale dello Stato di Plateau, nella Nigeria centrale, dove ieri, domenica 26 febbraio, un attentato suicida ha preso di mira la sede della "Church of Christ" in Nigeria. L'attentato è stato rivendicato dalla setta islamica Boko Haram che da mesi semina il terrore in diverse aree della Nigeria a suon di bombe e di attentati contro le forze dell'ordine e le comunità cristiane.
"Mi trovo da 4 giorni nella capitale federale, Abuja, per partecipare ad un meeting della Conferenza Episcopale Nigeriana, ma appena ho avuto notizia dell'attentato mi sono subito messo in contatto con il Presidente della 'Church of Christ' in Nigeria per esprimergli le nostre condoglianze e per avere maggiori dettagli sull'attentato e sulle sue conseguenze. Mi ha detto che vi sono sicuramente 3 morti tra i suoi fedeli, ma che il numero delle vittime potrebbe essere maggiore" afferma Mons. Kaigama.
Dopo l'attentato, gruppi di giovani cristiani hanno dato l'assalto alle proprietà dei musulmani. Nelle violenze vi sarebbero stati dei morti. "Non sono sul posto per verificare quello che è veramente accaduto - spiega l'Arcivescovo - ma senza dubbio i giovani sono arrabbiati e sono tentati di reagire alla violenza con altra violenza, voglio però sottolineare che il loro comportamento è contrario a quanto noi, come Chiesa, abbiamo sempre insegnato e predicato: non provocate nessuno e non cedete alla provocazione, compiendo rappresaglie. Occorre invece permettere alla legge di fare il suo corso per bloccare e punire chi commette questi crimini" dice l'Arcivescovo di Jos.
Mons. Kaigama conclude affermando che i "Vescovi della Nigeria sono preoccupati per il clima di paura, di tensione e di rabbia che sta attraversando la società a causa soprattutto degli attacchi di Boko Haram". È probabile che, al termine della loro riunione, i Vescovi pubblichino una dichiarazione al riguardo. (L.M.) (Agenzia Fides 27/2/2012)
venerdì 24 febbraio 2012
Da una parte tensioni diplomatiche dall'altra solidarietà alle famiglie
ASIA/INDIA - Lavoro e istruzione: l'impegno della Chiesa per le famiglie dei pescatori uccisi in Kerala
Quilon (Agenzia Fides) - Assistenza legale, ricerca di lavoro e mezzi di sussistenza, istruzione per i bambini, vicinanza psicologica a materiale: con tali mezzi la Chiesa indiana esprime solidarietà alle famiglie dei due pescatori uccisi in Kerala il 15 febbraio scorso, nell'incidente che vede coinvolta la petroliera italiana "Enrica Lexie". E' quanto dice all'Agenzia Fides p. Stephen G. Kulakkayathil, Segretario Generale del Consiglio della Chiesa Latina in Kerala e responsabile dei programmi sociali nella diocesi di Quilon.
P. Stephen spiega: "Dei due pescatori, Jelastine, 48 anni, apparteneva alla diocesi latina di Quilon; l'altro, Ajesh Binki, 25 anni, a quella di Trivandrum. Siamo al fianco delle famiglie in lutto, a tutti i livelli: prima di tutto accompagnandole nella ricerca della giustizia, garantendo una adeguata assistenza legale. In secondo luogo ci siamo mossi per chiedere un adeguato risarcimento per le famiglie, instaurando un dialogo costruttivo con il governo. Le autorità ci hanno appena promesso che aiuteranno la moglie di Jelastine a trovare un lavoro: è un barlume di speranza. Ci prenderemo cura, inoltre, di fornire un'istruzione gratuita ai loro figli, dato che le famiglie sono rimaste senza alcuna fonte di sostentamento".
Il Segretario Generale del Consiglio della Chiesa Latina in Kerala prosegue: "La comunità cattolica sta facendo e farà di tutto per aiutarle. Tutta la comunità è scossa per la perdita della vita di due innocenti e ha mostrato, fin dal primo giorno, solidarietà, vicinanza e consolazione. Jelastine lascia una moglie e due figli, la famiglia è distrutta. Quelle dei pescatori sono famiglie molto povere, nella nostra diocesi ne abbiamo 250mila che vivono solo grazie alla pesca".
La Chiesa locale, conclude il sacerdote, promuove da anni diversi programmi sociali e pastorali per i pescatori, "soprattutto nel campo dell'istruzione, della formazione professionale, con programmi di sviluppo per le donne, di istruzione per i bambini, di assistenza medica per i malati, con l'intento di aiutarli a migliorare le loro condizioni di vita". (PA) (Agenzia Fides 24/2/2012)
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