L'Associazione Culturale perperugia e oltre il 25
febbraio prossimo, nella Basilica Superiore di Assisi, ospiterà il
concerto “Voci e Mani in Canto”, protagonisti i due Cori Mani Bianche e
Voci Bianche del Testaccio, il Piccolo Coro Artemìa di Torviscosa e il
Coro Manos Blancas di San Vito al Tagliamento: 160 persone tra
musicisti, bambini ed accompagnatori.
Emergenza Siria, l'appello del Custode di Terra Santa che chiede "di
sostenere con un gesto concreto i cristiani siriani e le opere di
carita' della Custodia.
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PRIMA LETTURA (Is 43,18-19.21-22.24-25) Per amore di me stesso non ricordo più i tuoi peccati.
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi.
Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
anzi ti sei stancato di me, o Israele.
Tu mi hai dato molestia con i peccati,
mi hai stancato con le tue iniquità.
Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso,
e non ricordo più i tuoi peccati».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 40) Rit: Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono.
Beato l’uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato».
Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.
SECONDA LETTURA (2Cor 1,18-22) Gesù non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no».
Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e
Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui
sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria.
È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito
l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei
nostri cuori.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia. Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. Alleluia.
VANGELO(Mc
2,1-12) Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.
Scavi di cafarnao, Sullo sfondo la
Chiesa dedicata a Pietro costruita
sopra la sua casa
+ Dal Vangelo secondo Marco
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e
si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla
porta; ed egli annunciava loro la
Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da
quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla,
scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura,
calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro
fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla
così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù,
conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché
pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico
“Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e
cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di
perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati,
prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne
andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto
nulla di simile!».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre perché e ci
rinnovi con il suo perdono e ci confermi nel suo amore che salva.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Donaci, Signore, la tua misericordia.
1.Per
la santa Chiesa: consapevole di aver ricevuto dal Signore il dono della
riconciliazione, sia luogo dell’incontro tra la misericordia di Dio e la
debolezza dell’uomo sfigurato dal peccato. Preghiamo.
2.Per
gli uomini di buona volontà impegnati a riconciliare i popoli: la mano di Dio li
sostenga sempre nell’impegno per la costruzione di un mondo nuovo, fondato
sulla giustizia e sulla pace. Preghiamo.
3.Per
i figli di Dio dispersi nella notte del male: si lascino rinnovare dalla
misericordia e dal perdono del Padre e nel loro cuore spunti l’alba di una vita
riconciliata. Preghiamo.
4.Per
quanti si accostano al Sacramento della Riconciliazione: la grazia li renda
nuove creature e vivano in novità di vita nell’amore che si fa dono e perdono.
Preghiamo.
5.Per
la nostra Comunità parrocchiale: la presa di coscienza delle dimensione
comunitaria del peccato ci aiuti a ripensare, alla luce del Vangelo, lo stile
della nostra azione pastorale, nell’accogliere e radunare tutti nella Chiesa,
senza mai giudicare il fratello. Preghiamo.
6.Per
noi che celebriamo l’Eucaristia: le nostre braccia tese verso i fratelli ci
trovino pronti a condividere con essi, soprattutto con i poveri ed i
sofferenti, la speranza della salvezza in Cristo. Preghiamo.
C – Padre di misericordia, che hai mandato il tuo Figlio a cercare e salvare
chi era perduto, esaudisci le nostre invocazioni: concedi a chi ti cerca la
gioia di incontrarti; a chi ti ha tradito la grazia del perdono; a chi ti è
fedele di crescere nella sapienza evangelica. Per Cristo nostro Signore. T -
Amen.
ASIA/BANGLADESH - La scarsa alimentazione limita la crescita dei bambini con meno di 5 anni
Dhaka (Agenzia Fides) - Nonostante la crescita economica dal 5%
al 6% annuo dai primi anni '90, il precario stato nutrizionale delle
donne e dei bambini del Bangladesh mina la salute e il benessere di
tutti i bengalesi, e ostacola i progressi verso il raggiungimento degli
obiettivi di sviluppo del millennio sulla mortalità materna e infantile e
la povertà. In Bangladesh un bambino su 15 muore prima di aver compiuto
5 anni di età, 250 mila piccoli muoiono ogni anno durante il loro primo
mese di vita. Secondo l'organizzazione Save the Children, il 48.6% dei
bambini bengalesi con meno di 5 anni è rachitico o basso di statura per
la sua età, il 13.3% sono esili e sottopeso per la loro altezza e il
37.4% magri rispetto alla loro età. Il governo del Bangladesh, per
sensibilizzare maggiormente sul problema, ha detto di integrare
programmi nutrizionali nel settore sanitario e si è impegnato a
combattere la malnutrizione e la mortalità infantile tra le famiglie
povere del paese, ma l'aumento del prezzo del cibo sta esacerbando la
situazione. (AP) (16/2/2012 Agenzia Fides)
"Tornate a visitare i luoghi santi cristiani". E' l'appello dei docenti
dell'Universita' ebraica di Tel Aviv durante il convegno sulla bellezza
dell'arte cristiana in Terra Santa. Presente tra i relatori, per la
prima volta, il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa.
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AFRICA/SIERRA LEONE - Evangelizzare tra analfabetismo, povertà
estrema e malattie endemiche: l'opera di Mons. Azzolini, fondatore della
diocesi di Makeni, che celebra 50 anni
Makeni (Agenzia Fides) - In questo anno 2012 ricorre il 50° di
fondazione della Diocesi di Makeni, in Sierra Leone, avvenuta il 24
febbraio 1962 (vedi Fides 9/1/2012). Questa chiesa nacque dalla
divisione della neonata Diocesi di Freetown & Bo, che la Santa Sede
aveva pianificato per quest'area dell'Africa missionaria in continuo
sviluppo sociale, che accoglieva ora dei nuovi operatori pastorali
provenienti dall'Italia, i Missionari Saveriani. I quattro pionieri
Saveriani (i Padri Azzolini, Calza, Olivani e Stefani), giunti in Sierra
Leone l'8 luglio 1950, si diedero subito da fare e, in due anni, la
zona loro assegnata divenne una Prefettura Apostolica. A capo di essa fu
posto il loro leader naturale, P. Augusto Fermo Azzolini (1908-1992).
Nel frattempo, altri missionari si erano affiancati ai primi e, il 24
febbraio 1962, la Prefettura fu elevata a Diocesi suffraganea di
Freetown & Bo, che nel frattempo era diventava Arcidiocesi.
Nell'estate 1962, Mons. Azzolini venne ordinato Vescovo presso la sua
chiesa d'origine, nella storica Cattedrale di Parma. In questo modo lo
zelante Vescovo della neonata chiesa di Makeni era pronto ad imprimere
il marchio missionario alla terra e ai popoli che l'abitavano.
Moltiplicando le sue pur limitate energie e con uno zelo veramente
impareggiabile, il Vescovo Azzolini moltiplicò le residenze missionarie e
si fece in quattro per costruire ed organizzare, in posti strategici,
scuole in tanti chiefdoms, rispondendo in questo modo alle numerosissime
richieste dei capi locali, che ricorrevano a lui sicuri di essere
esauditi.
Mons. Azzolini, infatti, prese coscienza della grave situazione in cui
versava la popolazione, dove l'analfabetismo generale, la povertà
estrema e le malattie endemiche impedivano ogni speranza di
miglioramento sociale. Il suo primo impegno fu quello di dedicarsi alla
creazione di un sistema scolastico di base: durante la sua permanenza
istituì oltre 200 scuole primarie, 13 scuole secondarie e un collegio
magistrale per l'indispensabile e improrogabile formazione degli
insegnanti locali. Queste comunità educative si svilupparono molto e
crebbero, diventando spesso piccole, ma zelanti comunità cristiane. Le
prime aule scolastiche si trasformarono quasi sempre in piccole chiese e
alcuni alunni divennero i primi cristiani di queste giovani comunità.
Accanto a questa attività educativa di base crebbero gli ambulatori e
gli ospedali. Furono organizzate alcune efficaci campagne contro la
framboesia e la lebbra, e ci si prese cura di alcuni settori come gli
handicappati, i poliomielitici e si iniziò anche la sperimentazione
della Primary Health Care (il sevizio sanitario nazionale). Intenso fu
il suo impegno anche per il miglioramento delle condizioni di vita:
incentivò la campagna per la promozione dell'agricoltura attuata con la
collaborazione di agronomi provenienti dall'Italia.
Dal punto di vista dell'evangelizzazione, la prima preoccupazione di
Mons. Azzolini fu di invitare nella sua diocesi collaboratori di altre
congregazioni religiose, maschili e femminili, in aiuto ai Saveriani.
All'appello risposero in tanti. Il Vescovo si adoperò anche per far
venire nella missione collaboratori laici per le costruzioni e per altre
attività. Non esitò a stendere la mano a istituzioni di beneficenza, ad
amici e a benefattori per sostenere e sviluppare le opere intraprese.
Inoltre fin dal principio comprese che per fondare stabilmente la Chiesa
locale bisognava formare personale africano capace di reggerla e di
dilatarla. L'11 febbraio 1956 diede inizio anche al piccolo Seminario
diocesano, che avrebbe dovuto preparare i futuri preti locali.
Mons. Azzolini resse e guidò così questa giovane Chiesa missionaria per
quasi 25 anni, fino al 17 novembre 1986, quando gli subentrò Mons.
Giorgio Biguzzi, pure lui appartenente alla congregazione dei Missionari
Saveriani. Azzolini dovette ritirarsi a Parma, dove si consumò
lentamente per un cancro, che lo porterà alla tomba il 24 luglio 1992.
Per sua esplicita volontà testamentaria, si fece seppellire di fronte
alla sua Cattedrale di Makeni, nella Sierra Leone, e come un vecchio
capo e un autentico antenato di quella gente, riposa ora tra la
popolazione africana che ha tanto amato e per la quale ha consumato
buona parte della sua vita. (GC/SL) (Agenzia Fides 15/02/2012)
Come si vive tra i popoli di Dio? "Incontri oltre i muri", voci e volti
dalla Terra Santa nel documentario realizzato dall'associazione Ponte di
Pace in collaborazione con il Commissariato di Terra Santa del Piemonte
Servizio/montaggio: Serena Picariello Immagini: Andrea Avveduto
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Cari fratelli e sorelle! Seguo con molta apprensione i drammatici e crescenti episodi di violenza in Siria. Negli ultimi giorni essi hanno provocato numerose vittime. Ricordo nella preghiera le vittime, fra cui ci sono alcuni bambini, i feriti e quanti soffrono le conseguenze di un conflitto sempre più preoccupante. Inoltre rinnovo un pressante appello a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue. Infine, invito tutti - e anzitutto le Autorità politiche in Siria - a privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell'impegno per la pace. E' urgente rispondere alle legittime aspirazioni delle diverse componenti della Nazione, come pure agli auspici della comunità internaz ...
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venerdì 10 febbraio 2012
Forze armate
L'austerity dell'esercito
Via 40 mila uomini e 30 caccia F35 in meno
Clicca Qui per saperne di più da Corriere della Sera Cronache
PRIMA
LETTURA(Lv 13,1-2.45-46) Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Dal libro del Levìtico
Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca
che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal
sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto;
velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà
fuori dell’accampamento».
Parola di Dio
SALMO
RESPONSORIALE (Sal 31) Rit: Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
SECONDA
LETTURA(1Cor 10,31-11,1) Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra
cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio;
così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio
interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio
Canto
al Vangelo(Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo. Alleluia.
VANGELO(Mc 1,40-45) La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli
diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo
toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve
da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non
dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua
purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che
Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in
luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli
e sorelle, la grazia custodisce chi confida nel Signore, che guarisce da ogni
forma di lebbra: animati da questa certezza rivolgiamo a Lui la nostra
supplica, soprattutto per coloro che sono nella sofferenza e nella prova.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Liberaci da ogni male, Signore!
1.Perché
la Chiesa offra ad ogni uomo segni concreti della vicinanza di Dio, mostrando
il suo volto di misericordia e il suo amore preferenziale per i piccoli e i
poveri. Preghiamo.
2.Perché
gli emarginati e gli esclusi trovino nella Comunità cristiana un luogo di
accoglienza e di fraternità che riaccende in loro la speranza di una nuova
vita. Preghiamo.
3.Perché
coloro che sono provati dalla malattia non si sentano soli ma, offrendo le loro
sofferenze, in unione a quelle di Cristo, per la salvezza del mondo, possano
sperimentare la forza consolatrice dello Spirito. Preghiamo.
4.Perché
quanti sono privati da lavoro e dignità trovino la pronta solidarietà delle
istituzioni e dei cristiani, nella risoluzione efficace di ogni disagio
spirituale e materiale. Preghiamo.
5.Perché
ogni cristiano, come l’apostolo Paolo, si faccia imitatore di Cristo, che nella
sua vita terrena passò beneficando e sanando coloro che erano prigionieri del
male, preghiamo.
6.Perché
noi, che celebriamo in questa Eucaristia il mistero dell’amore di Dio, purificati
da ogni forma di lebbra, ci impegniamo attivamente per crescere nella comunione
con i fratelli testimoniando con la vita la salvezza e la grazia di Dio.
Preghiamo.
C – Dio onnipotente e
misericordioso, ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza, conforto nel
pianto, ascolta la preghiera che, coscienti delle nostre infedeltà, ti
rivolgiamo: salvaci dalle sofferenze presenti e donaci un sicuro rifugio nella
tua Misericordia. Per Cristo nostro Signore. T -
Amen.
AFRICA/RD CONGO - Il colera corre lungo il fiume Congo: è allarme
Kinshasa (Agenzia Fides) - Il colera continua a mietere vittime
nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), soprattutto nelle province
che si affacciano sul fiume Congo, che quindi è allo stesso tempo
un'importante via di commercio e un vettore della malattia. Su 11
province 8 sono interessate dall'epidemia. Più di 22.000 casi sono stati
segnalati negli ultimi 12 mesi. La maggior parte dei quali, oltre
14.000, sono stati registrati nelle province orientali in cui il colera è
endemico.
Con oltre 5.500 casi segnalati (pari al 25% del numero totale dei casi a
livello nazionale), la Provincia del Sud Kivu ha pagato il prezzo più
pesante. Seguono la capitale, Kinshasa, la Provincia Orientale, la
Provincia di Bandundu e quella di Equatore.
In tutto il Paese, le agenzie umanitarie hanno sviluppato una strategia
di risposta multi-settoriale, ma non sono ancora riuscite a contenere la
malattia. Sono stati creati centri per la cura del colera, punti di
clorazione delle acque, organizzate campagne di sensibilizzazione
dell'opinione pubblica attraverso i media, avviati programmi per la
formazione del personale medico e per disinfettare le imbarcazioni che
navigano lungo il fiume.
Le organizzazioni umanitarie dichiarano di confidare che l'emergenza
finisca in un ragionevole lasso di tempo, ma aggiungono che per
sradicare la diffusione della malattia le autorità congolesi devono dare
priorità agli investimenti, per garantire alla popolazione l'accesso
all' acqua potabile, a servizi igienico-sanitari sicuri e più in
generale al sistema sanitario. Se non si mettono in pratica queste
raccomandazioni, secondo le organizzazioni umanitarie, le ondate
epidemiche di colera si ripresenteranno e, nel peggiore dei casi, la
malattia potrebbe colpire circa 21 milioni di persone. (L.M.) (Agenzia
Fides 9/2/2012)
Una via crucis nel cuore della Gerusalemme vecchia e la messa presieduta
dal ministro Generale padre Jose' Carballo. E' giunto al termine il
terzo congresso internazionale dei commissari di Terra Santa. In
conclusione padre Carballo ha invitato tutti a incoraggiare la fede dei
pellegrini, perche' conoscano l'opera dei francescani in Medio Oriente
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L'idea della Regione Friuli Venezia-Giulia in collaborazione con l'Unione cuochi del Friuli
Friuli Venezia Giulia. Sindaci cuochi per sponsorizzare i prodotti regionali
"La ricetta del sindaco", il Primo cittadino va ai fornelli
Coinvolgere i sindaci per diffondere ed esaltare la gastronomia locale. Questa l'idea della Regione Friuli Venezia-Giulia in collaborazione con l'Unione cuochi del Friuli.
Da loro è nato "La ricetta del Sindaco": concorso enogastronomico dedicato ai Primi Cittadini della regione. Le regole sono semplici: il sindaco si iscrive (tramite
www.alberghiera.it) e, davanti ad una giuria di professionisti, prepara un piatto tipico a sua scelta.
Attualmente, hanno dato disponibilità i sindaci di Budoia, Caneva,
Carlino, Duino Aurisina, Latisana, Monfalcone, Pavia di Udine,
Pontebba, Pordenone, Resia, Sedegliano, Spilimbergo,
Torreano, Venzone.
Secondo uno dei promotori, Claudio violino, assessore alle risorse
agricole, la manifestazione "Potrà essere un'ulteriore occasione perpromuovere le tipicità della nostra
terra".
Nella serata di ieri, nel corso di una veglia penitenziale nella chiesa
di Sant'Ignazio, nel centro di Roma, sette esponenti della Chiesa hanno
chiesto perdono a Dio e alle vittime per gli abusi e le negligenze. La
cerimonai è parte del congresso internazionale sul tema Verso la
guarigione ed il rinnovamento, che si conclude domani. Nel corso della
cerimonia, inoltre, l'irlandese Mary Collins, vittima di abusi da
bambina, ha chiesto da parte sua a Dio la forza di perdonare. Nel corso
della giornata di ieri, sia la Collins sia altri interventi di esperti
psichiatri e sacerdoti hanno messo in piena evidenza tutte le difficoltà
delle vittime a venire credute e a superare il profondo trauma subito.
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VATICANO - Pubblicato il Messaggio del Papa per la Quaresima
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "La Quaresima ci offre
ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita
cristiana: la carità". Inizia con queste parole il Messaggio del Santo
Padre Benedetto XVI per la Quaresima, che ha per tema un versetto della
Lettera agli Ebrei: "Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per
stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone" (10,24).
Articolato in tre parti, il Messaggio richiama anzitutto "la
responsabilità verso il fratello": "Anche oggi risuona con forza la voce
del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell'altro. Anche
oggi Dio ci chiede di essere 'custodi' dei nostri fratelli, di
instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione
al bene dell'altro e a tutto il suo bene... L'attenzione all'altro
comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti:
fisico, morale e spirituale... E qui desidero richiamare un aspetto
della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna
in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili
al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale
degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale
verso i fratelli."
Nella seconda parte il Messaggio si sofferma sul "dono della
reciprocità". "Una società come quella attuale può diventare sorda sia
alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della
vita. Non così deve essere nella comunità cristiana!... la nostra
esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male;
sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione
sociale. .. Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni
cristiano può esprimere la sua partecipazione all'unico corpo che è la
Chiesa".
Infine il "camminare insieme nella santità". "L'attenzione reciproca ha
come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore...
in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci è
dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di
bene, nell'amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per
giungere alla piena maturità di Cristo. In tale prospettiva dinamica di
crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per
giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere." (SL) (Agenzia
Fides 8/2/2012)
Sono l'unica chiesa chiamata con il nome di un santo, nel mondo sono
circa 3 milioni, in Terra Santa poco meno di 10mila ma abitano le
regioni del Medio Oriente da 17 secoli, dall'epoca cioe' in cui visse
San Maroun, dal quale, appunto, prendono il nome di Maroniti... E
proprio per la festa del loro santo, i cristiani maroniti di Gerusalemme
si sono radunati domenica 5 febbraio presso il convento che ospita la
loro comunita', una delle molte realta' cristiane presenti nella Citta'
Santa
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ASIA/INDIA - "Perdono e amore al nemico": la scelta dei cristiani perseguitati dell'Orissa
Bhubaneswar (Agenzia Fides) - I cristiani perseguitati
dell'Orissa vogliono "perdonare i persecutori e amare i nemici", come
esorta il Vangelo di Cristo: è quanto è emerso da un incontro tenutosi
nei giorni scorsi presso la casa per lebbrosi delle "Missionarie della
Carità" a Jalna, vicino a Bhubaneshwar, capoluogo dell'Orissa.
All'incontro organizzato dal "Global Council of Indian Christians"
(GCIC), organizzazione impegnata nella tutela dei cristiani, hanno
partecipato circa 100 persone, fra le quali vedove e bambini,
provenienti dal distretto di Kandhamal, epicentro dei massacri
anticristiani registrati in Orissa nel 2008, che hanno fatto oltre 100
morti e 56mila sfollati.
L'incontro ha visto succedersi momenti di riflessione, preghiera,
condivisione. Sajan K George, laico cristiano presidente del GCIC, ha
invitato i partecipanti "a perdonare e amare secondo l'insegnamento di
Gesù, quanti hanno fatto del male". Nell'incontro le vedove, che hanno
perso i loro mariti durante la violenza in Kandhamal, hanno raccontato
la loro vita difficile, di fronte alla persecuzione e alla
discriminazione. "Tutti i partecipanti alla riunione, nonostante la
sofferenze e le difficoltà, hanno deliberato di aderire al comandamento
del perdono", ha detto a Fides p. Manoj Bagsingh, un parroco di
Salimagochha, che oggi ha la cura pastorale di numerose vittime della
persecuzione. "Tale scelta - ha spiegato - è frutto della consapevolezza
che Dio non abbandona il suo popolo". Le persone presenti, inoltre, pur
in condizioni di povertà, hanno rimarcato il loro impegno ad aiutare
chi ha bisogno: questo è un grande dono, ha detto Suor Suma, Superiora
regionale delle Missionarie della Carità in Orissa, che ha collaborato
ad organizzare l'incontro. Gli istituti religiosi e le organizzazioni
cristiane dell'Orissa assicurano assistenza, sostegno e istruzione
gratuita a oltre 150 bambini orfani del distretto di Kandhamal. (PA)
(Agenzia Fides 6/2/2012)