martedì 6 novembre 2012

Biogas

Rifiuti, la Net sospende
la gara del verde


La Daneco è disposta a rinegoziare il minimo garantito, riparte la trattativa. Il Rup ritira il bando
AFRICA/NIGERIA - "Ringraziamo il Signore perché nel Centenario dell'arrivo della Luce nelle nostre terre, entriamo nell'Anno della Fede": i 100 anni della Provincia Ecclesiastica di Owerri

Abuja (Agenzia Fides) - "I missionari sono arrivati per la prima volta in questa zona circa 100 anni fa, per questo abbiamo voluto celebrare l'arrivo della Luce di Cristo, Luce di Salvezza, nella nostra terra" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Antony John Valentine Obinna, Arcivescovo di Owerri, in occasione della conclusione delle celebrazioni per il Centenario dell'evangelizzazione dell'omonima Provincia Ecclesiastica, che saranno presiedute dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (vedi Fides 5/11/2012).
Mons. Obinna spiega a Fides: "i missionari che hanno avviato l'evangelizzazione della nostra area appartenevano alla Congregazione dello Spirito Santo (Spiritani) provenienti dall'Alsazia-Lorena. Intorno alla seconda guerra mondiale sono poi arrivati diversi missionari irlandesi. I missionari hanno seminato bene, tanto è vero che oggi la maggior parte del clero è costituta da sacerdoti locali. Il primo sacerdote locale fu ordinato nel 1937, seguito da un altro nel 1945. In questo anno del Centenario abbiamo ordinato 24 sacerdoti inclusi i religiosi della provincia".
Riguardo alla situazione attuale, l'Arcivescovo sottolinea che "i missionari stranieri nella nostra Provincia Ecclesiastica sono ormai pochi: abbiamo alcuni sacerdoti indiani della Congregazione della Madre di Dio e di quella del Sacro Cuore, più una decina di religiose straniere". Mons. Obinna ci tiene quindi a sottolineare la vitalità missionaria della Provincia ecclesiastica: "Abbiamo diversi nostri sacerdoti in missione all'estero. Quest'anno abbiamo inviato due sacerdoti in Burkina Faso. Non solo l'arcidiocesi di Owerri, ma anche le altre diocesi suffraganee hanno missionari all'estero, in Ciad, Ghana, Congo, Gabon, Namibia, oltre che in Europa ed in America. Domani, 7 novembre, avremo un incontro per condividere le diverse esperienze missionarie con i nostri sacerdoti sparsi in tutto il mondo".
Riguardo alle prospettive per il futuro della Chiesa di Owerri, l'Arcivescovo dice: "Abbiamo accolto l'invito del Santo Padre al rinnovamento della fede e per questo ringraziamo il Signore, perché nel Centenario in cui celebriamo l'arrivo della Luce nelle nostre terre, entriamo nell'Anno della Fede. Dobbiamo quindi approfondire la Fede, che è quasi una novità per noi, perché siamo ancora una Chiesa giovane. Allo stesso tempo siamo consapevoli di vivere in un mondo globalizzato, e abbiamo anche noi il compito di estendere il Regno di Cristo ovunque. Nonostante il secolarismo e l'ateismo veicolato dal mondo attuale, abbiamo questo tesoro della Luce di Cristo che ci aiuta nel nostro cammino, lottando contro i vizi portati dal secolarismo e dal relativismo etico" conclude Mons. Obinna. (L.M.) (Agenzia Fides 6/11/2012)

lunedì 5 novembre 2012

Un Sangiorgino a Milazzo

L’eroe dimenticato
San Giorgio riscopre
il suo garibaldino


La storia di Eugenio Provasi che fece parte dei Mille. Una discendente scrive dalla Lombardia al parroco
Clicca per leggere l'articolo del Messaggero Veneto

domenica 4 novembre 2012

Benedetto XVI: chi ama guarda gli altri con gli occhi di Dio.
Benedetto XVI: chi ama guarda gli altri con gli occhi di Dio
"Da Dio noi impariamo a volere sempre e solo il bene e mai il male. Impariamo a guardare l'altro non solamente con i nostri occhi, ma con lo sguardo di Dio, che è lo sguardo di Gesù Cristo". Lo ha detto il Papa questa mattina, prima della preghiera dell'Angelus, recitata dalla finestra del suo studio che da' su piazza San Pietro, commentando il vangelo della domenica e il dialogo di Gesù con uno scriba sul primo dei comandamenti.
E' il comandamento dell'amore, che è duplice, ha ricordato Benedetto XVI: amare Dio e amare il prossimo, comandamenti inseparabili e che stanno in rapporto reciproco. Li può mettere in pratica pienamente, , chi vive una relazione profonda con Dio, "proprio come un bambino di ...
Benedetto XVI: fede in Dio risposta alla morte.




Benedetto XVI: fede in Dio risposta alla morte


Di fronte alla realtà della morte noi cristiani rispondiamo con la
fede in Dio, con uno sguardo di solida speranza che si fonda sulla
Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Così ha detto il Papa nell'omelia
della messa celebrata stamattina nella Basilica Vaticana per ricordare
i 10 cardinali e i 143 arcivescovi e vescovi, defunti negli ultimi
dodici mesi. Guardando alla Risurrezione la morte apre alla vita, a
quella eterna, che non è un infinito doppione del tempo presente, ma
qualcosa di completamente nuovo. I Pastori che oggi ricordiamo, ha
osservato Benedetto XVI, hanno servito la Chiesa con fedeltà e amore,
affrontando talvolta prove onerose, pur di assicurare al gregge loro
affidato atte ...

sabato 3 novembre 2012

Domenica 4 Novembre 2012



    XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Dt 6,2-6)
Ascolta, Israele: ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore.


Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 17)
Rit: Ti amo, Signore, mia forza.


Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

SECONDA LETTURA (Eb 7,23-28)
Egli, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.


Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Mc 12,28-34)
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Parola del Signore

Una tradizione

Una decina di persone...fedeli si è presentata al cimitero di San Giorgio per recitare il Santo Rosario per i Defunti alle 19 del 1 novembre, Ognissanti. Una tradizione che dura da oltre ventanni(a memoria dello Scriba) e che quest'anno sembrava crollare già dal pomeriggio...Qualcuno si era accorto che sul foglietto parrocchiale(che lo scriba pubblica a singhiozzo purtroppo) non era annunciato il rosario per i defunti.
Da un po' di tempo noto che alle veglie dei defunti(prima del funerale) il rosario viene recitato, degnamente peraltro, da una suora o da un laico(il sacrestano) adesso la veglia al cimitero viene abbandonata:
ragioni di tempo, celebrazione tarda e seguita da pochi e quindi ragioni pastorali?????

mercoledì 31 ottobre 2012

ASIA/FILIPPINE - Al cimitero via web: per i filippini emigrati una "visita virtuale" ai defunti

Manila (Agenzia Fides) - Un "visita virtuale" via web al cimitero, con preghiere per i propri defunti, l'ascolto di una meditazione, la possibilità di lasciare un'offerta: è l'iniziativa lanciata dall'Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale delle Filippine, e rivolta soprattutto ai filippini emigrati all'estero, in occasione delle festività del 1° e 2 novembre, quando la Chiesa celebra la Festa di Tutti i Santi e la Commemorazione dei Defunti.
L'iniziativa, spiega a Fides l'Ufficio dei Vescovi Filippini diretto da Mons. Pedro Quitorio, nasce dalla consapevolezza che i lavoratori filippini all'estero sono oltre 8 milioni, e aumentano anno dopo anno. Sono in larga maggioranza cattolici ferventi e, fra l'altro, costituiscono anche un potenziale di evangelizzazione per le Chiese nei paesi occidentali e nei paesi arabi. Le festività dei primi giorni di novembre sono molto sentite dalla popolazione cattolica filippina e il fatto di essere lontani dalla patria e dagli affetti familiari, non potendo visitare i propri cari defunti, rappresenta una grande sofferenza per gli emigrati. Per questo i Vescovi hanno cercato una soluzione che, grazie alle nuove tecnologie, potesse venire incontro a questa esigenza e "accorciare le distanze". Da qui è nato il sito web www.undasonline.com ("Undas" è il temine in lingua locale per indicare le festività di novembre), dove i fedeli all'estero possono compiere una viaggio virtuale al cimitero e visitare le tombe dei propri cari, restando in comunione di preghiera con loro.
Riferendosi alle festività di Ognissanti e dei Defunti, Mons. Quitorio aggiunge che tali momenti non vanno strumentalizzati per la campagna elettorale del 2013, e invita gli uomini politici filippini a non sfruttarli per ottenere vantaggi: dunque, afferma il Direttore dell'Ufficio, non si dovrebbero affiggere manifesti, striscioni e materiali della campagna elettorale nei pressi dei cimiteri, nè fare campagna elettorale nelle chiese. (PA) (Agenzia Fides 31/10/2012)
ASIA/SIRIA - Ucciso l'ultimo cristiano rimasto nel centro di Homs; colpito il convento dei Gesuiti

Homs (Agenzia Fides) - E' stato ucciso l'ultimo cristiano che era rimasto nel centro di Homs, dopo l'evacuazione della popolazione civile. Elias Mansour, 84 anni, cristiano greco-ortodosso, non aveva voluto lasciare la sua casa, nella strada di Wadi Sayeh, perché doveva prendersi cura di suo figlio Adnane, handicappato, anche se sapeva che la sua vita era in pericolo. L'area di Wadi Sayeh - abitata da cristiani e musulmani sunniti - è tuttora al centro di combattimenti fra esercito regolare e ribelli. I ribelli sono asserragliati nei quartieri di Khalidiyeh, Bab houd, Bustan diwan, Hamidiyeh, fino alle strade di Wadi Sayeh e Ouret al shayyah. Le forze dell'esercito regolare li circondano. Come riferisce a Fides un sacerdote greco ortodosso, Elias Mansour è stato ucciso ieri. Nei giorni precedenti aveva detto che non avrebbe lasciato la sua casa per nessun motivo e che, se avesse incontro i ribelli, "avrebbe ricordato loro i dieci Comandamenti e le Sacre Scritture". Il funerale si celebra oggi in una chiesa ortodossa. Un sacerdote ortodosso sta cercando di rintracciare suo figlio, che è disabile, di cui non si conosce la sorte.
Intanto, come informano fonti di Fides, questa mattina il convento dei gesuiti nel quartiere di Hamidiyeh è stato colpito nel corso dei combattimenti che si susseguono quotidianamente. La struttura ha subito lievi danni ma non ci sono vittime. I gesuiti e gli sfollati che vi si trovano hanno vissuto momenti di paura, ma stanno bene. (PA) (Agenzia Fides 31/10/2012)

domenica 28 ottobre 2012

Benedetto XVI: ho ascoltato, ora preparerò un documento di sintesi.
Benedetto XVI: ho ascoltato, ora preparerò un documento di sintesi
Salutando i fedeli prima della preghiera dell'Angelus, Benedetto XVI ripercorre il significato del Sinodo dei vescovi sulla Nuova Evangelizzazione. Ed inoltre, dopo l'Angelus, rivolge un appello alla solidarietà internazionale e vicinanza per le popolazioni di Cuba, Haiti, Giamaica e Bahamas colpite da un uragano. Sul Sinodo il Papa dice di avere ascoltato e raccolto molti spunti di riflessione e molte proposte, che ora cercherà di ordinare ed elaborare, per offrire a tutta la Chiesa una sintesi organica e indicazioni coerenti. Fin da ora -- spiega -- possiamo dire che da questo Sinodo esce rafforzato l'impegno per il rinnovamento spirituale della Chiesa stessa, per poter rinnovare spiritualmente il mon ...

sabato 27 ottobre 2012

A Udine festa per la Cresima in carcere   versione testuale
Domenica 21 ottobre, nella casa circondariale di via Spalato
un giovane rumeno ha ricevuto il sacramento

UDINE (26 ottobre, ore 13.45) - Poteva sembrare una domenica come tutte le altre, di quelle che scivola via veloce sulla città, senza nulla da raccontare. E invece, la scorsa domenica ordinaria non lo è stata affatto perché nel cuore di Udine nella Casa circondariale, germogliava – ad insaputa dei più – una piccola, ma tenace speranza.

La storia è quella di Emil (il nome è di fantasia) un giovane ragazzo rumeno, detenuto in via Spalato, che domenica, in carcere, ha ricevuto la Cresima. «Un’esperienza grande» così la descrive don Roberto Gabassi, delegato dall’Arcivescovo ad amministrare il sacramento, e che, con voce piena di emozione, racconta: «Ritrovarsi a vivere un momento di questo tipo dentro a un carcere prende emotivamente perché ci si sorprende a vedere tanta positività in un ambiente dove, a priori, si direbbe che le positività siano rimaste fuori. Una maturazione dentro un carcere, come quella che si è vista in questo ragazzo, potrebbe sembrare qualcosa di miracoloso – spiega don Gabassi –. È lui stesso a riconoscere che proprio qui ha cominciato a capire qualcosa della vita. Non so se per merito del carcere o perché lui è entrato in un percorso di ricerca di senso della propria esistenza. Questi sono segni grandiosi».
 
E non c’è solo Emil. «Mi ha colpito molto – continua il sacerdote – la partecipazione degli altri. Una cinquantina di detenuti che ha vissuto e condiviso questa Cresima in una maniera che non si può descrivere a parole. C’è stata poi una partecipazione all’Eucarestia che, sinceramente, non sempre riesco a vedere nelle nostre comunità parrocchiali». E proprio quella del legame e del rapporto tra il carcere e le parrocchie è una questione aperta. «In questi ultimi anni, anche grazie all’amicizia con don Dario che collabora con le nostre parrocchie, c’è una condivisione di quello che si vive. Entrando nelle nostre comunità ci aiuta a capire la prospettiva del suo impegno dentro al carcere, sottolineando che chi ci vive, ma anche chi ci lavora, ha bisogno di non sentirsi abbandonato. Sarebbe ad esempio importante che le parrocchie fossero in qualche modo attente alla situazione delle famiglie dei detenuti. È difficile trovare risposte immediate però sicuramente non possiamo dire "non possiamo fare niente"».

Sono innumerevoli le volte in cui don Gabassi nei suoi colloqui con i questi ragazzi si è sentito dire: «Quando esco ci vediamo, ci sentiamo». Alcuni, spiega, «fanno delle proposte per quel che riguarda un loro reinserimento nella società e chiedono quindi un accompagnamento». Questa vicinanza – rappresentata con forza anche dalla visita pastorale dell’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, lo scorso 10 ottobre –, riesce a creare «un clima di speranza proprio tra i detenuti perché si rendono conto di non essere semplicemente marchiati». Il messaggio che arriva «è che siamo fratelli e sorelle in cammino. Certo c’è qualcuno che paga, qualcuno di più di quello che dovrebbe, ma camminiamo insieme, così chi vive una situazione di fragilità non si sente abbandonato». «Aldilà della situazione in cui ognuno si trova – conclude don Gabassi –, la relazione è sempre capace di speranza. Si tratta di un rapporto reciproco, per aiutarci l’un l’altro nelle nostre miserie, nei nostri fallimenti. Anche perché ci sono i fallimenti di chi è dentro, ma anche di chi è fuori. E nella mia esperienza posso dire che spesso ho l’impressione che siano i detenuti a caricarmi di determinate speranze».


venerdì 26 ottobre 2012

volley

Malore in campo, soccorsa senza interrompere il gioco


I dirigenti della Minerva hanno aiutato il loro libero a riprendersi a bordo campo

"martire della riconciliazione e dell'armonia"

ASIA/SIRIA - Una bomba al funerale di padre Fadi Haddad, "martire della riconciliazione e dell'armonia"

Damasco (Agenzia Fides) - Una bomba è esplosa questa mattina al funerale di p. Fadi Jamil Haddad, il prete ortodosso rapito e ritrovato morto ieri a Damasco (vedi Fides 25/10/2012). Secondo fonti locali di Fides, l'esplosione ha ucciso due civili e alcuni militari. Alla Messa funebre, celebrata nella chiesa di Sant'Elia a Qatana dal Patriarca greco-ortodosso Ignatius IV Hazim, erano presenti migliaia di fedeli cristiani commossi e desolati per la perdita del sacerdote.
In un comunicato del Patriarcato Greco Ortodosso di Antiochia, inviato all'Agenzia Fides, si definisce p. Haddad "martire della riconciliazione e dell'armonia". Infatti il sacedote "si era impegnato in una nobile missione umanitaria per far liberare un membro della sua parrocchia che era stato rapito alcuni giorni prima". Nella mediazione, p. Fadi è stato rapito insieme a un altro intermediario. I rapitori hanno chiesto un ingente riscatto e poi l'hanno ucciso.
La nota del Patriarcato ortodosso racconta la "terribile tragedia": "Il corpo di Padre Fadi Haddad è stato trovato la mattina del 25 ottobre nell'area di Drousha. Su di lui vi erano indescrivibili segni di torture e mutilazioni. E 'stato identificato da padre Elias el-Baba, sacerdote della città di Hina, ed è stato trasportato alla clinica della città. Il Patriarcato a Damasco è stato informato del suo martirio: il suo sangue innocente e senza macchia è un sacrificio per la riconciliazione e l'armonia".
La nota giunta a Fides prosegue: "Condanniamo con forza questo atto bestiale e barbaro contro i civili, gli innocenti e gli uomini di Dio, che si sforzano di essere apostoli della pace. Sono uomini che tengono uniti i cuori, fasciano le ferite della sofferenza, confortano i malati, rafforzano i deboli in queste difficili circostanze. Esprimiamo la profondità del nostro dolore per questi atti efferati che sono senza precedenti nella lunga storia della nostra amata nazione, costruita sulle fondamenta di amore, cooperazione, pace e armonia".
Il Patriarcato invita "tutti i cittadini, le organizzazioni umanitarie e gli uomini di buona volontà a condannare rapimenti, omicidi, distruzione, rapine, aggressione alla sicurezza e al benessere dei cittadini". "Richiamiamo tutti al dialogo, alla pace e all'armonia" prosegue, "per porre fine al bagno di sangue innocente che si svolge ogni giorno".
Il testo chiede ai fedeli cristiani "di rimanere saldi nella nostra fede e nella nostra speranza nel potere del Signore che ha voluto che noi abbiamo la vita, e in abbondanza (Gv 10,10)", invitandoli a "rimanere nella loro terra e nella loro nazione", guardando al futuro "con la forza della fede". "Chiediamo a Dio - conclude il Patriarca Ortodosso - che il martirio di Padre Fadi Haddad sia un sacrificio offerto per i figli di questa nazione e per una tregua negli eventi dolorosi che stiamo vivendo in questo tempo".
Padre Fadi Jamil Haddad era nato nella città di Qatana il 2 febbraio 1969. Aveva studiato teologia a Damasco e in Libano. Si era sposato ed era stato ordinato sacerdote nel 1995 da sua Beatitudine il Patriarca Ignazio IV Hazim. Era parroco della chiesa greco-ortodossa di S. Elia a Qatana. Una fonte del Patriarcato rimarca che "era amato da tutti i gruppi religiosi e non aveva preso posizione politica nel conflitto in corso in Siria, ma era fortemente impegnato per la riconciliazione". (PA) (Agenzia Fides 26/10/2012)

giovedì 25 ottobre 2012

Video - I The Sun in Terra Santa


Franciscan Media Center | 23 ottobre 2012

(clicca sulla foto per guardare il video)

Hanno portato la loro musica e la loro storia per la seconda volta in Terra Santa. I quattro giovani musicisti italiani del gruppo The Sun hanno appena realizzato un tour di due settimane per suonare a Taybeh, Nablus, Betlemme… Sono stati anche 15 giorni di incontri con la realtà e i volti di questa terra a cui Francesco, Riccardo, Matteo e Gianluca sono legati in modo speciale.

Domenica 28 ottobre 2012



Gerico - Convento del Buon Pastore
La piccola chiesa cattolica latina di Gerico è dedicata a Gesù Buon Pastore: poichè, per Bartimeo e Zaccheo, Gesù fu effettivamente un vero Buon Pastore. È la chiesa parrocchiale di una piccola comunità di circa 200 cristiani arabi.
    XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Ger 31,7-9)
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.


Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 125)
Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi.


Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA (Eb 5,1-6)
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.


Dalla lettera agli Ebrei

Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 10,46-52)
Rabbunì, che io veda di nuovo!

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore

 

mercoledì 24 ottobre 2012

Benedetto XVI: il 24 novembre nominerò sei nuovi cardinali.




Benedetto XVI: il 24 novembre nominerò sei nuovi cardinali


(INSERTO PAPA)

Ed ora, con grande gioia, annuncio che il prossimo 24 novembre terrò un Concistoro nel quale nominerò 6 nuovi Membri del Collegio Cardinalizio. I Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore di Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell'unità e della comunione della Chiesa. Ecco i nomi dei nuovi Porporati:

Mons. JAMES MICHAEL HARVEY, Prefetto della Casa Pontificia, che ho in animo di nominare Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura;

Sua Beatitudine BÉCHARA BOUTROS RAÏ, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano);

Sua Beatitudine BASELIOS CLEEMIS THOTTUNKAL, Arcivescovo M ..
ASIA/TERRA SANTA - I Vescovi cattolici di Terra Santa: nessun ok vaticano al muro di separazione nella valle di Cremisan

Gerusalemme (Agenzia Fides) - L'Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa condanna con forza il progetto del muro di separazione che le autorità israeliane vogliono erigere nella valle di Cremisan, tra Betlemme e Gerusalemme, e smentisce perentoriamente ogni sia pur tacito "via libera" vaticano all'opera, ritenuta illegale anche secondo i criteri della legalità internazionale.
In un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides, sottoscritto da tutti i membri dell'Assemblea episcopale, i Vescovi cattolici di Terra Santa ricordano che a pagare il prezzo dell'iniziativa saranno tutte le popolazioni della zona di Betlemme, e in particolare il villaggio di Walaja, 58 famiglie cristiane di Beit Jala e due comunità religiose presenti nell'area."La comunità locale" sottolineano i Vescovi cattolici "perderà una delle ultime aree agricole e ricreative e una essenziale fonte di risorse idriche per gli agricoltori".
La valle di Cremisan rappresenta il "polmone verde" principale per la popolazione che vive nell'area di Betlemme. Se il progetto verrà portato avanti, i quattrocento bambini che frequentano la scuola delle suore salesiane si troveranno a trascorrere gli anni dell'infanzia in una sorta di prigione a cielo aperto, circondata da barriere e check-point.
Gli Ordinari cattolici negano l'esistenza di qualsiasi tipo di accordo - esplicito o sottinteso - tra il Vaticano, la Chiesa locale e le autorità israeliane riguardo alla costruzione del muro, smentendo voci messe in circolo ad arte negli ultimi giorni. Il comunicato dei Vescovi richiama anche il pronunciamento della Corte internazionale di giustizia che nel luglio 2004 ha sancito l'illegalità del muro di separazione. A questo titolo, l'Assemblea dei Vescovi cattolici di Terra Santa conferma di aver dato mandato all'organizzazione cattolica per i diritti umani Saint Yves Society di intentare una causa legale contro le autorità militari israeliane, con l'intento di fermare con mezzi legali la realizzazione del progetto contestato. (GV) (24/10/2012).

martedì 23 ottobre 2012

Cervignano,Taverna lascia si cerca un nuovo segretario


CERVIGNANO. Dopo dieci anni di servizio come segretario comunale, Antonio Taverna, 57 anni, residente a San Giorgio di Nogaro, molto conosciuto e stimato a Cervignano e non solo, a partire dal..