Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
domenica 7 aprile 2013
Foglio della domenica 7 aprile 2013
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"Non dobbiamo aver paura di vivere da cristiani"
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giovedì 4 aprile 2013
ASIA/PAKISTAN - Attacco a un quartiere cristiano, pietre contro una chiesa in Punjab: la comunità locale in allerta
Lahore (Agenzia Fides) – Una rissa fra giovani cristiani e musulmani, una folla di musulmani che attacca il quartiere cristiano, brucia negozi, automobili e moto, fermata solo grazie all’intervento della polizia, con un bilancio di sei feriti, fra i quali un agente: è quanto è avvenuto ieri, 3 aprile, a Gujranwala, città a 80 km da Lahore, in Punjab. Come comunica all’Agenzia Fides la Commissione “Giustizia e Pace” della Conferenza Episcopale, l’area ha vissuto ore di alta tensione, e i musulmani hanno tirato pietre e danneggiato la Chiesa cattolica di Fracisabad, generando timori di attacchi di massa contro i cristiani. La località di Gujranwala è nota, infatti, per un grave episodio di attacco indiscriminato contro il quartiere cristiano che accoglie oltre 2.000 famiglie di fedeli, avvenuto nel 2011, in seguito a un caso di supposta blasfemia (vedi Fides 5/2/2011).
Secondo fonti locali di Fides, oggi la situazione a Gujranwala è calma ma nella comunità cristiana i timori non sono sopiti, anche in virtù degli incidenti del 2011. Leader religiosi musulmani e cristiani oggi hanno tenuto incontri con i capi della polizia e le autorità civili, per scongiurare il rischio di uno scontro sociale di massa. Nel meeting sono state adottate misure di sicurezza per evitare l’esplosione di disordini e mantenere la pace. Najam Sethi, capo dell’amministrazione civile del distretto, ha promesso “un'azione severa contro i responsabili degli scontri”.
La miccia che ha acceso la violenza è stata una disputa tra giovani cristiani e musulmani, degenerata in rissa. Inoltre, il giorno prima dell'incidente, un uomo musulmano, entrato nella chiesa in villaggio vicino, aveva dato fuco a dei testi religiosi cristiani. In una nota inviata a Fides, Samson Salamat, direttore del “ Centre for Human Rights Education”, nota che anche in questo caso, come nel recente attacco alla “Joseph colony” di Lahore e in molti altri, “un imam della moschea ha istigato i fedeli musulmani ad attaccare i cristiani”. “La vulnerabilità delle minoranze religiose, soprattutto cristiani – spiega Salamat – aumenta di giorno in giorno per il crescente livello di intolleranza nella società. L’intolleranza non si potrà controllare se non con una chiara azione politica che intenda eliminare la mentalità che promuove l'odio”. (PA) (Agenzia Fides 4/4/2013)
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Molti copti vanno in pellegrinaggio a Gerusalemme
ASIA/ISRAELE - Porte aperte all'immigrazione dei copti perseguitati? Il governo israeliano smentisce
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Le recenti, soprendenti voci su una presunta corsia preferenziale riservata dalle autorità israeliane all'immigrazione di cristiani copti in fuga dall'Egitto politicamente in mano ai Fratelli Musulmani hanno ricevuto una prima smentita ufficiosa da parte del governo d'Israele.
Lunedì 1 aprile il giornale egiziano Youm7 aveva attribuito al governo israeliano l'intenzione di applicare agli egiziani di fede copta in fuga dal proprio Paese le procedure di accoglienza riservate ai perseguitati. L'avvocato di origine egiziana Mansour al Samuely, presentato dal giornale come capo dell'ufficio israeliano per il rilascio dei permessi di permanenza aggli immigrati, aveva parlato di 237 nuclei famigliari copti già arrivati in Israele per ottenere asilo in virtù del loro status di perseguitati.
Una smentita attribuita a una fonte anonima del governo israeliano è stata diffusa ieri dal corrispondente da Gerusalemme del network Al Arabiya. L'anonimo funzionario israeliano ha fatto notare che è impossibile applicare il diritto d'asilo a persone provenienti “da un Paese amico con il quale condividiamo un trattato di pace”.
Le illazioni su possibili flussi migratori di cristiani copti verso Israele riportano all'attenzione la questione delicata dei rapporti tra la più grande Chiesa cristiana autoctona presente nei Paesi arabi e lo Stato ebraico. Nel 1979, dopo la stipula del trattato di pace tra Egitto e Israele, Papa Shenuda III – allora a capo della Chiesa copta ortodossa – aveva emanato un decreto per vietare ai copti ortodossi di recarsi in pellegrinaggio in terra israeliana, in segno di solidarietà con i palestinesi sotto occupazione. Quella misura non è stata ancora revocata, anche se dopo la morte di Papa Shenuda si sono intensificate le infrazioni da parte di numerosi gruppi di fedeli copti ortodossi giunti in pellegrinaggio fino a Gerusalemme. (GV) (Agenzia Fides 3/4/2013).
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Papa sulle tomba di Pietro
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Papa Francesco prega su tomba Giovanni Paolo II e nella Necropoli
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vaticanit
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Martedì dopo la chiusura serale della Basilica Vaticana, il Santo Padre
Francesco ha compiuto una visita alla tomba del Beato Papa Giovanni Paolo II, nell'ottavo anniversario della morte. Il Papa ha sostato a lungo inginocchiato in preghiera silenziosa davanti alla tomba del Beato Giovanni Paolo II nella Cappella di San Sebastiano, ma ha pure sostato brevemente in raccoglimento alle tombe del Beato Giovanni XXIII e di San Pio X. Come la visita del giorno prima alla tomba di San Pietro e alle Grotte Vaticane, anche la visita di martedì nella Basilica esprime la profonda continuità spirituale del ministero petrino dei Papi, che Papa Francesco vive e sente intensamente, come ha dimostrato anche ... |
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mercoledì 3 aprile 2013
Sulla tomba di San Pietro
Papa si commove sulla tomba di San Pietro
Preghiera «silenziosa»: Bergoglio è il primo Pontefice a fare visita degli scavi della Necropoli vaticana
Un articolo del Corriere della serasabato 30 marzo 2013
Per annunciare al mondo intero: Cristo è Risorto. È veramente Risorto!
Sapete perché Gerusalemme celebra per prima la Veglia Pasquale ?

Per annunciare la Resurrezione del Signore, Gerusalemme, è la prima fra tutte le Nazioni a recarsi alla tomba. Prima delle isole Fiji e della Micronesia, ancor prima dell’Australia, la gente di Gerusalemme si è accalcata nelle strade deserte, alle prime luci del giorno, per recarsi alla tomba.
Mentre il sole si alza, in questo inizio di primavera, i fedeli di Gerusalemme si affrettano verso il Sepolcro.
Una veglia di Pasqua alla sette di mattino del Sabato Santo? La veglia di Pasqua celebrata a meno di ventiquattro ore dalla morte del Signore? E senza il silenzio del Sabato santo! È forse questa un’aberrazione liturgica?
Le menti razionali diranno che è a causa dello Statu Quo (regolamento che regge la vita delle Chiese che convivono nella Basilica della Resurrezione), che ai cattolici romani, qui ancora chiamati “Latini”, è stato attribuito questo preciso momento della giornata
Ma la fede conosce cose che la ragione ignora.
Se Gerusalemme anticipa così questo momento, è perché, come Maria Maddalena la peccatrice perdonata dal Signore, la Città si fa l’apostolo degli apostoli. Più in fretta di ogni altro luogo Gerusalemme si affretta verso la sua Salvezza e arriva, per prima, alla tomba per trovare la pietra rotolata.
I Francescani della Custodia sono andati a prendere il Patriarca. Sono arrivati per primi, ma hanno lasciato a lui l’onore di presiedere alla gioia della Resurrezione.
E una fiamma brilla nella notte. Cristo, ieri e oggi. Alfa e Omega.
Exultet! Che la tromba risuoni trionfale per la vittoria del grande Re!
Rileggendo le Scritture, i discepoli capirono quanto annunciato dai profeti e furono rinnovati nella loro grazia battesimale. Parteciparono alla Pasqua del Signore spezzando il pane e condividendo il vino. La folla cresceva attorno a loro e con loro cantava le lodi del Signore …
E LO riconobbero nel pane e nel vino. E, sulla via del ritorno, i loro cuori ardevano di gioia. E continuarono ad annunciare agli altri la Buona Novella.
Le campane di Gerusalemme hanno suonato così forte che le isole Fiji, la Micronesia e tutta l’Australia hanno ascoltato il loro grido esultante. Da questo momento in poi, ovunque nel mondo, l’universo intero canterà: è Pasqua!
Per annunciare al mondo intero: Cristo è Risorto. È veramente Risorto!
Vedi anche il video del Franciscan Media Center – clicca qui
venerdì 29 marzo 2013
Rito della lavanda dei piedi
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vaticanit has uploaded Papa Francesco nel carcere minorile di Roma
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Papa Francesco nel carcere minorile di Roma
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vaticanit
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Papa Francesco ha celebrato il Giovedì santo in mezzo ai giovani
detenuti del carcere minorile romano di Casal del Marmo. Nel corso della Messa ''in Coena Domini'', il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici ragazzi del carcere, scelti tra giovani di nazionalità e confessione religiosa diversa. In segno di ringraziamento, i detenuti hanno donato al Papa una croce di legno e un inginocchiatoio, realizzati nel laboratorio artigianale di Casal del Marmo. In totale sono 46 i ragazzi presenti nell'istituto minorile: 35 maschi e 11 femmine, otto dei quali sono italiani e 38 stranieri, per lo più nordafricani e slavi. La messa è stata celebrata nella cappella del carcere e accanto ... |
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giovedì 28 marzo 2013
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Gli auguri pasquali del cardinale Bergoglio alla diocesi di Buenos Aires
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T Avvenire
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L'augurio pasquale del cardinale Bergoglio alla propria diocesi,
registrato prima della partenza per Roma per il caso in cui il Conclave
si fosse prolungato fino a impedire il rientro a Buenos Aires per la
Settimana Santa. Poi lo Spirito Santo scompaginò ogni previsione...
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La preghiera per tutti
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Lavanda dei piedi nel carcere nimorile
Il papa ai giovani detenuti: 'Non fatevi rubare la speranza'
E ripete il rito della lavanda dei piedi nel carcere minorile
28 marzo, 18:56
mercoledì 27 marzo 2013
Sono senza insegnante
Dalla Sicilia in Friuli
per due ore di lezione
Cervignano, ottiene la cattedra al Malignani ma da
tre mesi non si presenta. I certificati di malattia si moltiplicano,
intanto gli studenti sono senza insegnante Leggi l'articolo
Pasqua in Pakistan secondo l'Arcivescovo Coutts
ASIA/PAKISTAN - L'Arcivescovo Coutts: “A Pasqua le nostre chiese saranno piene”
Karachi (Agenzia Fides) – La paura e la violenza non impediranno ai cristiani del Pakistan di celebrare con grande devozione, e con presenza massiccia, la Pasqua. S. Ecc. Mons. Joseph Coutts, Arcivescovo di Lahore e Presidente della Conferenza Episcopale, spiega all'Agenzia Fides: “A Pasqua le nostre chiese saranno stracolme. La fede dei fedeli è viva e solida: episodi di violenza o attacchi, come quello della Joseph Colony a Lahore, hanno l'effetto di rafforzarla ancora di più”. Mons. Coutts si dice convinto che i cristiani in Pakistan continueranno a dare una forte testimonianza: “NOn perdiamo la speranza, sappiamo che il Signore è con noi e sono i fedeli stessi, anche nelle difficoltà, a incoraggiare tutti i sacerdoti: il laicato cattolico in Pakistan è in forte crescita”.
L’incidente della Joseph Colony, dove 178 case di fedeli sono state bruciate da una folla di musulmani, per un presunto caso di blasfemia, non ha scoraggiato i fedeli di Lahore. P. Bonnie Mendes racconta a Fides che “l'atmosfera, nonostante la tragica violenza, è di grande ottimismo e vi è buona lena nel ricostruire o riparare le abitazioni. Si guarda avanti. La ricostruzione va avanti molto rapidamente, la gente sta tornado nelle case, il governo provinciale ha dato un risarcimento e in pochi giorni, lavorando giorno e notte, oltre 30 famiglie hanno già riedificato la propria casa. Anche la Caritas sta aiutando molto i senzatetto. Speriamo che la Pasqua sia pacifica e armoniosa”. “Sulle sfide come diritti umani e blasfemia – dice p. Mendes – restiamo ottimisti, anche dopo questo episodio: ad esempio il Maulana Zubair, noto leder islamico, ha detto pubblicamente, in modo molto forte, che bisogna rivedere l'abuso della legge di blasfemia: questo è un buon segno per il futuro”. (PA) (Agenzia Fides 27/3/2013)
Udienza Generale n.1
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lunedì 25 marzo 2013
Piccola...disattenzione!
San Giorgio, elezioni:
Del Frate escluso
per una disattenzione
La documentazione presentata dal sindaco uscente
sarebbe priva di alcuni documenti indispensabili. Ora l'esponente del
centro sinistra si rivolgerà al Tar Leggi l'articolo
Mons. Romero, anniversario e conferenza stampa
AMERICA/EL SALVADOR - Mons. Romero non era un uomo politico ma un vero pastore
San Salvador (Agenzia Fides) – "Mons. Romero non è stata una figura politica, ma un vero pastore, perché è vissuto predicando il Vangelo, quindi non è giusto fare di lui un personaggio legato al mondo politico-partitico" ha affermato l'Arcivescovo di San Salvador, Mons. José Luis Escobar, nella conferenza stampa dopo la Messa della Domenica delle Palme, che ha coinciso con l'anniversario dell’assassinio di Mons. Romero.
Il 24 marzo 1980 Mons. Romero venne colpito a morte mentre celebrava Messa nella cappella di un ospedale a San Salvador. In quell’anno stava per iniziare la guerra civile che durò fino al 1992.
L'arcivescovo si è detto prudente sulle "conseguenze" dell’eventuale annullamento della legge sull'amnistia del 1993, richiesto il 20 marzo dalle organizzazioni locali per i diritti umani alla Corte Suprema di Giustizia perché ha lasciato nell'impunità i crimini commessi durante la guerra civile, tra cui quello del caso di Mons. Romero.
La Commissione per la Verità che ha indagato i crimini commessi durante la guerra civile, nel suo rapporto, pubblicato nel 1993 afferma che esiste la "prova evidente" di complicità nell'omicidio di Romero di Roberto D'Aubuisson (morto nel 1992), fondatore della Alleanza Repubblicana Nazionalista il partito dell’estrema destra, che ha governato il paese nel periodo 1989-2009. Come l'assassinio di Mons. Romero, molti crimini contro l'umanità commessi durante la guerra civile rimangono impuniti, come per esempio l'uccisione nel 1989 di sei sacerdoti gesuiti (cinque dei quali spagnoli) e di due loro collaboratrici locali.
(CE) (Agenzia Fides, 25/03/2013)
Pasqua il 5 maggio....
ASIA/TERRA SANTA - Cattolici e ortodossi celebreranno la Pasqua secondo il Calendario giuliano
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Gran parte delle comunità cattoliche presenti in Israele, Territori Palestinesi, Giordania e Cipro si apprestano a celebrare le liturgie della Settimana santa non in questi giorni ma nella prima settimana di maggio, secondo il Calendario giuliano seguito dalle comunità ortodosse. L'unificazione delle date delle festività pasquali in gran parte del'area rappresenta un'applicazione della direttiva emanata il 15 ottobre 2012 dall'Assemblea dei vescovi ordinari cattolici della Terra Santa, dove è stato stabilito che entro due anni tutti i cattolici delle diocesi di rito latino e dei diversi riti orientali celebreranno la Pasqua secondo il Calendario giuliano, in concomitanza con le liturgie pasquali celebrate nelle chiese ortodosse.
L'adozione della data di Pasqua secondo il Calendario giuliano (che nel 2013 cade il 5 maggio) entra in vigore ad experimentum da quest'anno in tutta la Terra Santa, con l'eccezione delle aree di Gerusalemme e di Betlemme, dove si continuerà a seguire il Calendario gregoriano sia per rispettare i vincoli imposti nella Città Santa dal sistema dello “Status quo” (che regola la convivenza tra le diverse Chiese cristiane nei Luoghi Santi, sia per tener conto dell'afflusso dei pellegrini che da tutto il mondo vengono a celebrare la Pasqua a Gerusalemme e Betlemme. “Anche le comunità di lavoratori stranieri di Tel Aviv” riferisce all'Agenzia Fides il vescovo William Shomali, Vicario patriarcale del patriarcato latino di Gerusalemme - hanno chiesto di celebrare la Pasqua seguendo il rito gregoriano, anche perchè potranno godere dei giorni di ferie in coincidenza della Pasqua ebraica”.
L'unificazione della data con cui i cristiani di diverse confessioni celebrano la Pasqua – dato ormai acquisito da decenni in Giordania e a Cipro –suscita ancora qualche perplessità tra alcuni vescovi maroniti. Essa comunque rappresenta per il vescovo Shomali un passo eloquente dal punto di vista ecumenico e testimoniale: “Membri della stessa famiglia o dello stesso villaggio che appertangono a realtà ecclesiali diverse” nota il Vicario patriarcale “ora possono celebrare negli stessi giorni la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. In modo da dare anche una testimonianza di unità ai nostri vicini non cristiani”.
Entro il 2015 la disposizione per l'unificazione della data di Pasqua dovrà essere confermata o ricalibrata, in accordo con le indicazioni che verrannno anche dalla Santa Sede. (GV) (Agenzia Fides 25/3/2013).
domenica 24 marzo 2013
Due Papi Due
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