Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
martedì 3 dicembre 2013
Maalula
ASIA/SIRIA - Il Patriarca Gregorio III: “A Maalula veri martiri”
Damasco (Agenzia Fides) – “Siamo decisi a rimanere in questa terra benedetta anche a costo del martirio e del martirio di sangue. E’ già avvenuto per alcuni dei nostri fedeli, come i tre uomini di Maalula, Michael Taalab, Antonios Taalab e Sarkis Zakhem. Costoro sono veri martiri, uccisi per essersi rifiutati di rinnegare la loro fede”: è quanto dice in una nota invita all’Agenzia Fides Gregorio III Laham, Patriarca melchita di Antiochia e di tutto l'Oriente, con sede a Damasco. Il Patriarca esprime forte preoccupazione per la nuova invasione del villaggio cristiano di Maalula da parte di gruppi armati islamisti, che hanno terrorizzato la popolazione e preso in ostaggio 12 suore ortodosse nel monastero di Santa Tecla.
Il Patriarca ricorda con gioia il recente incontro della Chiesa melkita con Papa Francesco: “Abbiamo invocato con il Santo Padre la fiamma della speranza perché non si estinguesse nei nostri cuori. Aiutati e sostenuti dalle preghiere del Papa e dalle sue iniziative profetiche, audaci ed evangeliche, vogliamo rimanere in questa terra benedetta, la Siria, culla del cristianesimo”. Il Patriarca ha chiesto al Papa di “aiutare i cristiani siriani a restare in Medio Oriente” e lancia un appello: “Noi, cristiani e musulmani, dobbiamo, possiamo e vogliamo restare insieme, per testimoniare il Vangelo e costruire un mondo nuovo e un futuro migliore per i nostri giovani.
Gregorio III riferisce che in Siria vi sono 9 milioni di sfollati. Oltre 1,2 milioni di siriani sono fuggiti in Libano: tra loro circa 42mila cristiani. Nel complesso sono 450mila i cristiani (delle diverse confessioni) emigrati all'estero. Secondo le cifre fornite dal Patriarca, tra i cristiani siriani vi sono circa 1.200 morti, fra civili, soldati, suore e sacerdoti. Le chiese danneggiate sono almeno 60. (PA) (Agenzia Fides 3/12/2013)
Il Patriarca ricorda con gioia il recente incontro della Chiesa melkita con Papa Francesco: “Abbiamo invocato con il Santo Padre la fiamma della speranza perché non si estinguesse nei nostri cuori. Aiutati e sostenuti dalle preghiere del Papa e dalle sue iniziative profetiche, audaci ed evangeliche, vogliamo rimanere in questa terra benedetta, la Siria, culla del cristianesimo”. Il Patriarca ha chiesto al Papa di “aiutare i cristiani siriani a restare in Medio Oriente” e lancia un appello: “Noi, cristiani e musulmani, dobbiamo, possiamo e vogliamo restare insieme, per testimoniare il Vangelo e costruire un mondo nuovo e un futuro migliore per i nostri giovani.
Gregorio III riferisce che in Siria vi sono 9 milioni di sfollati. Oltre 1,2 milioni di siriani sono fuggiti in Libano: tra loro circa 42mila cristiani. Nel complesso sono 450mila i cristiani (delle diverse confessioni) emigrati all'estero. Secondo le cifre fornite dal Patriarca, tra i cristiani siriani vi sono circa 1.200 morti, fra civili, soldati, suore e sacerdoti. Le chiese danneggiate sono almeno 60. (PA) (Agenzia Fides 3/12/2013)
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lunedì 2 dicembre 2013
La Luce Di Betlemme
LA
LUCE DI BETLEMME

Nella Chiesa
della Natività a Betlemme vi è una lampada ad olio che arde perennemente da
moltissimi secoli, alimentata dall' olio donato a turno da tutte le Nazioni
cristiane della Terra. Poco prima di Natale un bambino, venuto appositamente
dall' Austria, accende una luce dalla lampada
nella Grotta di Betlemme che è poi
portata a Linz con un aereo della
linea Austriaca.
Dal 1986 gli Scout viennesi hanno deciso di collaborare alla distribuzione della
Luce della Pace, mettendo così in pratica uno dei punti chiave dello scoutismo,
l'amore per il prossimo espresso nella
"Buona Azione" quotidiana. Di anno in anno è cresciuta la
partecipazione e l'entusiasmo per la consegna della "Luce della Pace"
tramite i Gruppi Scout. Sempre più numerosi sono gli scout che vi prendono
parte.
SABATO 14 DICEMBRE alle ore 9.01 accoglieremo presso la Stazione dei treni di San Giorgio di Nogaro la Luce di Betlemme per poi portarla nella Chiesa della Madonna Addolorata dove seguirà un breve momento di preghiera .
La
luce sarà a disposizione di chiunque desideri accoglierla nella propria casa.
Caritas a san Giorgio di Nogaro(tratto da Città nuova)
SOLIDARIETÀ
Una pizza... in sospeso
di Chiara Andreola
Il buon caffè napoletano, aggiunto al proprio conto, si evolve a San Giorgio di Nogaro in un pasto completo, precisamente una pizza che si può donare al momento del pagamento della propria. I 5 euro simbolici saranno convertiti dalla Caritas in buoni pasto per le persone più bisognose
giovedì 28 novembre 2013
Questi sono combattenti stranieri estremisti
ASIA/SIRIA - Un parroco: “L’esodo dei civili cristiani da Qara, invasa da jihadisti stranieri”
Damasco (Agenzia Fides) – I villaggi, cristiani e non, a Nord di Damasco, nel massiccio del Qalamoun, sono nel mirino di gruppi armati di jihadsiti stranieri che li stanno rastrellando, portando solo morte e distruzione. Lo racconta all’Agenzia Fides p. George Louis, parroco greco-cattolico della Chiesa di San Michele a Qara, che è stata devastata e bruciata. Il sacerdote spiega: “Maalula, Sednaya, Sadad, poi Qara e Deir Atieh, ora Nebek: i jihadisti armati applicano un medesimo modello: prendono di mira un villaggio, lo invadono, uccidono, bruciano devastano. Per i civili, cristiani e non, la vita è sempre più difficile. I miliziani stranieri agiscono fuori controllo dei nostri compatrioti siriani dell’Esercito Libero Siriano (FSA), che invece sono rispettosi di tutti, e che non vogliono radere al suolo l’intero paese. Ma questi, purtroppo, in tanti casi hanno dovuto ritirasi di fronte ai gruppi armati stranieri”.
P. Louis racconta quanto avvenuto a Qara fra il 16 e il 20 novembre. Da mesi il villaggio viveva in un particolare “status quo”, in un regime di “semiautonomia”, con il tacito accordo fra i siriani del FSA e l’esercito regolare. Non vi era conflitto, pur essendo la cittadina sotto controllo del FSA. Lo stato intanto continuava a fornire elettricità, acqua e servizi alla popolazione.
L’equilibrio è saltato, racconta p. George, quando “il 16 novembre, oltre 3.000 jihadisti calati dal villaggio sunnita di Arsal, piattaforma dei gruppi armati che penetrano in Siria attraverso il Libano, sono penetrati nel villaggio, trasformandolo in campo di battaglia. I soldati del FSA, in minoranza, si sono ritirati. La gente ha cominciato a fuggire. Circa 6.000 cittadini sono fuggiti immediatamente verso città e villaggi vicini”. Ma la comunità cristiana di Qara, raccolta nel centro storico, non voleva muoversi. Il prete racconta a Fides: “Sono iniziati lanci di razzi contro le case e per le strade. Con circa 35 famiglie cristiane. ci siamo rifugiati in chiesa a pregare. Il cancello della chiesa è stato colpito ed è saltato. Sono entrati combattenti armati a viso coperto, capelli lunghi, non siriani, non si capiva di quale nazionalità. Hanno detto: vogliamo uccidervi tutti, cani cristiani. E bruceremo questo luogo idolatrico”. A quel punto, uno dei parrocchiani , Emile, parlando in arabo, ha iniziato con coraggio a parlamentare con il capo del gruppo, citando versetti del Corano, dicendo che l’islam rispetta i cristiani e le altre minoranze. “L’uomo ha risposto che avrebbe chiesto al suo capo, per decidere la nostra sorte e conduce i suoi uomini fuori dall’edificio”, prosegue p. George. Nel frattempo il sacerdote e i fedeli escono dalla chiesa da un’uscita secondaria, e tutti fuggono nei vicoli del centro storico. Si dirigono sull’autostrada e si uniscono ad altri profughi, raggiungendo il villaggio di Der Atieh. Qui ricevono calorosa ospitalità dai cristiani locali, di altre confessioni: il parroco e i fedeli greco-ortodossi li accolgono con grande generosità. Intanto anche Der Atieh finisce nel mirino dei jihadisti (vedi Fides 25/11/2013). I miliziani iniziano una “caccia all’uomo” e tengono i cristiani in ostaggio. “Ci siamo nascosti negli scantinati per 4 giorni e 4 notti, senza acqua, cibo, elettricità”, racconta p. Louis. “Dopo una n otte di preghiera, abbiamo deciso di tentare la fuga. Alle 5 del mattino, siamo riusciti a uscire dal viaggio. Con una marcia forzata di sei ore, in gravi condizioni di percolo, siamo giunti a Sadad, altra città martirizzata (vedi Fides 31/10/2013). L’Arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh e i fedeli che sono rientrati in città ci hanno accolto con amore e benevolenza”.
Intanto a Qara la situazione è drammatica. Dopo giorni di combattimenti, vi sono macerie dappertutto. Molte case e strade sono state minate con esplosivi. La Chiesa greco cattolica di San Michele è stata devastata e bruciata. Altre chiese cattoliche ortodosse a Der Athie hanno subito la stessa sorte, come alcune moschee: è un monito ai musulmani moderati.
P. George precisa: “Questi sono combattenti stranieri estremisti, che vogliono solo seminare odio e violenza settaria, distruzione indiscriminata, del tutto privi di rispetto verso i civili. Non sono nel FSA. A noi non resta altro che pregare. In questo esodo, abbiamo provato la bella esperienza di solidarietà e affetto fra cristiani cattolici e ortodossi”. (PA) Agenzia Fides 28/11/2013)
P. Louis racconta quanto avvenuto a Qara fra il 16 e il 20 novembre. Da mesi il villaggio viveva in un particolare “status quo”, in un regime di “semiautonomia”, con il tacito accordo fra i siriani del FSA e l’esercito regolare. Non vi era conflitto, pur essendo la cittadina sotto controllo del FSA. Lo stato intanto continuava a fornire elettricità, acqua e servizi alla popolazione.
L’equilibrio è saltato, racconta p. George, quando “il 16 novembre, oltre 3.000 jihadisti calati dal villaggio sunnita di Arsal, piattaforma dei gruppi armati che penetrano in Siria attraverso il Libano, sono penetrati nel villaggio, trasformandolo in campo di battaglia. I soldati del FSA, in minoranza, si sono ritirati. La gente ha cominciato a fuggire. Circa 6.000 cittadini sono fuggiti immediatamente verso città e villaggi vicini”. Ma la comunità cristiana di Qara, raccolta nel centro storico, non voleva muoversi. Il prete racconta a Fides: “Sono iniziati lanci di razzi contro le case e per le strade. Con circa 35 famiglie cristiane. ci siamo rifugiati in chiesa a pregare. Il cancello della chiesa è stato colpito ed è saltato. Sono entrati combattenti armati a viso coperto, capelli lunghi, non siriani, non si capiva di quale nazionalità. Hanno detto: vogliamo uccidervi tutti, cani cristiani. E bruceremo questo luogo idolatrico”. A quel punto, uno dei parrocchiani , Emile, parlando in arabo, ha iniziato con coraggio a parlamentare con il capo del gruppo, citando versetti del Corano, dicendo che l’islam rispetta i cristiani e le altre minoranze. “L’uomo ha risposto che avrebbe chiesto al suo capo, per decidere la nostra sorte e conduce i suoi uomini fuori dall’edificio”, prosegue p. George. Nel frattempo il sacerdote e i fedeli escono dalla chiesa da un’uscita secondaria, e tutti fuggono nei vicoli del centro storico. Si dirigono sull’autostrada e si uniscono ad altri profughi, raggiungendo il villaggio di Der Atieh. Qui ricevono calorosa ospitalità dai cristiani locali, di altre confessioni: il parroco e i fedeli greco-ortodossi li accolgono con grande generosità. Intanto anche Der Atieh finisce nel mirino dei jihadisti (vedi Fides 25/11/2013). I miliziani iniziano una “caccia all’uomo” e tengono i cristiani in ostaggio. “Ci siamo nascosti negli scantinati per 4 giorni e 4 notti, senza acqua, cibo, elettricità”, racconta p. Louis. “Dopo una n otte di preghiera, abbiamo deciso di tentare la fuga. Alle 5 del mattino, siamo riusciti a uscire dal viaggio. Con una marcia forzata di sei ore, in gravi condizioni di percolo, siamo giunti a Sadad, altra città martirizzata (vedi Fides 31/10/2013). L’Arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh e i fedeli che sono rientrati in città ci hanno accolto con amore e benevolenza”.
Intanto a Qara la situazione è drammatica. Dopo giorni di combattimenti, vi sono macerie dappertutto. Molte case e strade sono state minate con esplosivi. La Chiesa greco cattolica di San Michele è stata devastata e bruciata. Altre chiese cattoliche ortodosse a Der Athie hanno subito la stessa sorte, come alcune moschee: è un monito ai musulmani moderati.
P. George precisa: “Questi sono combattenti stranieri estremisti, che vogliono solo seminare odio e violenza settaria, distruzione indiscriminata, del tutto privi di rispetto verso i civili. Non sono nel FSA. A noi non resta altro che pregare. In questo esodo, abbiamo provato la bella esperienza di solidarietà e affetto fra cristiani cattolici e ortodossi”. (PA) Agenzia Fides 28/11/2013)
domenica 24 novembre 2013
Cassa integrazione: firmiamo il decreto si o no?
Caffaro, niente soldi da giugno
ai lavoratori in cassa integrazione
Lunedì vertice tra Regione
I lavoratori hanno l’ammortizzatore sociale fino alla fine dell’anno, ma non percepiscono i ratei perchè il decreto non è stato ancora firmato. Obiettivo ottenere altri sei mesi di aiuti per i 70 operai e non fare scattare la mobilità
venerdì 22 novembre 2013
mercoledì 20 novembre 2013
Meno male che qualcuno ci pensa...
Comuni della Bassa alleati contro il gioco d’azzardo
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Torviscosa
sabato 16 novembre 2013
100 anni come a San Giorgio
Ospedaletto, l'asilo compie 100 anni
15.11.2013È una storia lunga 100 anni quella dell’asilo infantile di Ospedaletto, oggi scuola dell’infanzia parrocchiale «Padre Tarcisio Martina». Scritta dalla gente del paese fin dal 1911: risale a quell’anno, infatti, l’idea dell’allora parroco don Giuseppe Comelli, nativo di Qualso, di realizzare una struttura – inizialmente intitolata alla regina madre, Margherita di Savoia – per accogliere i bambini del paese.
leggi tutto sul portale della Diocesi
15.11.2013È una storia lunga 100 anni quella dell’asilo infantile di Ospedaletto, oggi scuola dell’infanzia parrocchiale «Padre Tarcisio Martina». Scritta dalla gente del paese fin dal 1911: risale a quell’anno, infatti, l’idea dell’allora parroco don Giuseppe Comelli, nativo di Qualso, di realizzare una struttura – inizialmente intitolata alla regina madre, Margherita di Savoia – per accogliere i bambini del paese.
leggi tutto sul portale della Diocesi
venerdì 15 novembre 2013
Ogni mese circa centomila bambini indiani muoiono a cause legate alla malnutrizione.
ASIA/INDIA - In India urge una “Magna Charta” per i diritti dei bambini
New Delhi (Agenzia Fides) – “Ogni mese circa centomila bambini indiani muoiono a cause legate alla malnutrizione. Molti muoiono per malattie infettive che potrebbero essere curate, ma la malnutrizione ha abbassato le difese immunitarie e la resistenza fisica dei bambini. La responsabilità di queste morti è una sola: la società indiana”: lo afferma in una nota inviata a Fides il cristiano Sajan George Kavinkalath, Presidente della “Madre Teresa Foundation for children”, lanciando un accorato appello per la tutela e la salvaguardia dell’infanzia in India. “Il primo compito della giustizia sociale è quello di salvare la vita dei bambini. In India cresce la percentuale di piccoli mendicanti, vagabondi, storpi, spesso vittime dello sfruttamento di organizzazioni criminali. Ma una società che non agisce per fermare questo fenomeno e per salvare i bambini diventa anch’essa criminale”, ribadisce. “La nostra visione del futuro passa per il valore e la cura che diamo alle nuov e generazioni . La prima sfida per l’India è l'istruzione primaria universale, accanto alla salute e alla crescita dei bambini. Urge, poi, una solenne affermazione legislativa sulla parità di accesso all’istruzione per le bambine e contro ogni discriminazione di genere e di casta o di status economico e sociale: una sorta di Magna Charta per il bambino”
Secondo il Presidente, compito delle Organizzazioni non governative è “ collaborare a garantire il rispetto della giustizia sociale, dell’ambiente, dei diritti umani”, per aiutare a diradare “ansia, paura e disperazione nella società”. “Il benessere dell’infanzia – conclude George – non va trattato come una decorazione amministrativa, ma deve diventare interesse centrale della nazione”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)
Secondo il Presidente, compito delle Organizzazioni non governative è “ collaborare a garantire il rispetto della giustizia sociale, dell’ambiente, dei diritti umani”, per aiutare a diradare “ansia, paura e disperazione nella società”. “Il benessere dell’infanzia – conclude George – non va trattato come una decorazione amministrativa, ma deve diventare interesse centrale della nazione”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)
Filippine altri 2 files: i cristiani digiunano e i cavalieri si mobilitano
ASIA/FILIPPINE - Tifone Haiyan: i cristiani digiunano per le vittime dei cambiamenti climatici
Varsavia (Agenzia Fides) – Un digiuno per esprimere solidarietà alle vittime dei cambiamenti climatici e, in special modo, a quelle del tifone Hayian, che ne è effetto evidente: è l’iniziativa vissuta oggi, 15 novembre, dai cristiani riuniti alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici in corso a Varsavia dall’11 al 22 novembre. Come comunicato a Fides, l’iniziativa è stata lanciata dalla delegazione della “Federazione Luterana Mondiale” presente all’assemblea, che è stata particolarmente toccata dall’evento del tifone Hayian nelle Filippine. Al digiuno si sono uniti i cristiani membri del Consiglio Mondiale del Chiese ma anche tanti delegati non cristiani, che hanno condiviso il gesto di solidarietà verso popolazioni povere e vulnerabili, colpite da eventi meteorologici estremi. Tutti hanno lanciato un appello perchè la comunità internazionale non resti indifferente e trovi soluzioni immediate per contrastare in modo significativo i cambiamenti climatici, a partire d alle emissioni di CO2.
Alla conferenza sono presenti delegati da oltre 190 paesi che si interrogano sulle soluzioni rispetto alla sfida dei cambiamenti climatici globali. Il rappresentante filippino, Yeb Sano, ha aperto la sessione dell’11 novembre con un appassionato appello “perchè il business non calpesti la vita di popolazioni innocenti” promettendo di digiunare “finchè la Conferenza non raggiunga un risultato significativo”. Le delazioni delle Chiese cristiane hanno portato esempi diversi sugli effetti devastanti dei cambiamenti climatici: la siccità in Angola e Namibia , le inondazioni in India , gli uragani negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico.
Il Consiglio Mondiale delle Chiese ha espresso solidarietà alle vittime del tifone, impegnandosi negli aiuti e nella preghiera. In una nota del Consiglio si legge: “Urge riconoscere che i cataclismi hanno gravi conseguenze soprattutto sulle popolazioni più povere. Chiediamo ai governi e alle agenzie di aiuto in tutto il mondo di non dimenticare i più poveri. Riconosciamo il costante aumento di intensità delle tempeste. Preghiamo perchè ognuno facci la sua parte per invertire questo trend negativo”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)
Alla conferenza sono presenti delegati da oltre 190 paesi che si interrogano sulle soluzioni rispetto alla sfida dei cambiamenti climatici globali. Il rappresentante filippino, Yeb Sano, ha aperto la sessione dell’11 novembre con un appassionato appello “perchè il business non calpesti la vita di popolazioni innocenti” promettendo di digiunare “finchè la Conferenza non raggiunga un risultato significativo”. Le delazioni delle Chiese cristiane hanno portato esempi diversi sugli effetti devastanti dei cambiamenti climatici: la siccità in Angola e Namibia , le inondazioni in India , gli uragani negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico.
Il Consiglio Mondiale delle Chiese ha espresso solidarietà alle vittime del tifone, impegnandosi negli aiuti e nella preghiera. In una nota del Consiglio si legge: “Urge riconoscere che i cataclismi hanno gravi conseguenze soprattutto sulle popolazioni più povere. Chiediamo ai governi e alle agenzie di aiuto in tutto il mondo di non dimenticare i più poveri. Riconosciamo il costante aumento di intensità delle tempeste. Preghiamo perchè ognuno facci la sua parte per invertire questo trend negativo”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - Tifone Haiyan: i Cavalieri di Malta si mobilitano per le isole non raggiunte dai soccorsi
Cebu (Agenzia Fides) - Il Malteser International, l’agenzia di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta, ha deciso di concentrare i suoi interventi di soccorso nelle isole filippine colpite dal tifone Haiyan e non ancora non raggiunte dagli aiuti umanitari. Finora – riferisce un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides - i soccorsi si sono concentrati nell’area intorno alla città di Tacloban sull’isola di Leyte. La squadra d’emergenza del Malteser International sta operando invece a Bantayan, a nord di Cebu, sulla traiettoria del supertifone che ha colpito l’isola a più riprese venerdì scorso.
“La popolazione locale ci ha riferito che il tifone è il più violento mai abbattutosi sulla zona. Più del 90% delle case sono andate distrutte e circa 30.000 famiglie hanno bisogno di un riparo immediato”, è l’allarme lanciato da Mel Capistrano, coordinatore della squadra d’emergenza del Malteser International.
Le operazioni di soccorso del Malteser International sono state indirizzate anche alle popolazioni delle isole di Samar e Bohol. A Samar, raggiungibile solo via mare, L’Associazione Filippina dell’Ordine di Malta ha inviato un’équipe mobile con medici e infermieri nelle città di Basey, Marabut e San Sebastian. Nell’isola di Bohol, dove la popolazione è stata già colpita dal terremoto del 15 ottobre scorso, il Malteser International sta organizzando la distribuzione alle famiglie di voucher per l’acquisto di materiali da costruzione. (GV) (Agenzia Fides 15/11/2013).
“La popolazione locale ci ha riferito che il tifone è il più violento mai abbattutosi sulla zona. Più del 90% delle case sono andate distrutte e circa 30.000 famiglie hanno bisogno di un riparo immediato”, è l’allarme lanciato da Mel Capistrano, coordinatore della squadra d’emergenza del Malteser International.
Le operazioni di soccorso del Malteser International sono state indirizzate anche alle popolazioni delle isole di Samar e Bohol. A Samar, raggiungibile solo via mare, L’Associazione Filippina dell’Ordine di Malta ha inviato un’équipe mobile con medici e infermieri nelle città di Basey, Marabut e San Sebastian. Nell’isola di Bohol, dove la popolazione è stata già colpita dal terremoto del 15 ottobre scorso, il Malteser International sta organizzando la distribuzione alle famiglie di voucher per l’acquisto di materiali da costruzione. (GV) (Agenzia Fides 15/11/2013).
giovedì 14 novembre 2013
3 files sulle filippine: sciacallaggio, impegno, amore
ASIA/FILIPPINE - Sciacallaggio di trafficanti e pedofili sui bambini orfani del tifone Haiyan
Manila (Agenzia Fides) – Già li chiamano “gli orfani di Yolanda” (il nome filippino del tifone Haiyan, ndr). Sono migliaia i bambini che si ritrovano orfani dopo la tempesta che si è abbattuta sulla provincia di Leyte. E sono le vittime più vulnerabili, in quanto si ritrovano soli, a vagabondare fra le macerie, in cerca di qualcuno che si prenda cura di loro. “Questi bambini sono le vittime privilegiate di sciacalli che li sequestrano a scopo di pedofilia o del traffico di esseri umani. E’ una prospettiva orribile, ma è oltremodo realistica in caso di calamità naturali. Questi bambini hanno bisogno di attenzione immediata, per essere salvati dalle grinfie di trafficanti e pedofili”: è la denuncia lanciata all’Agenzia Fides dall'irlandese p. Shay Cullen, SSC, missionario di San Colombano, che vive nelle Filippine dal 1969, noto per il suo impegno sociale e pastorale, soprattutto per i minori vittime di sfruttamento sessuale. Il missionario spiega a Fides il fenomeno: “C on il pretesto di salvare o curare i bambini, i trafficanti li rapiscono e li vedono ai pedofili. Oppure guadagnano somme ingenti di denaro fornendo i bambini per adozioni illegali. Peggio ancora, li immettono nel giro della prostituzione, facendoli schiavi dello sfruttamento sessuale”.
Come appreso dall’Agenzia Fides, le autorità filippine sono coscienti del rischio e stanno monitorando il fenomeno nella fase post-tifone Haiyan. Il Dipartimento del Benessere sociale e dello Sviluppo (DSWD) del governo filippino, infatti, ha già inviato una comunicazione urgente a tutti gli operatori umanitari impegnati a Leyte, segnalando “l’alto rischio del traffico di bambini” nelle zone devastate dal tifone. I piccoli passeranno alla storia come “i figli perduti di Yolanda”.
“Vista l’ampia devastazione, si prevede che l’emergenza fame e la condizione dei profughi durerà molti mesi”, racconta a Fides p. Cullen. E’ la situazione ideale per gli sciacalli. “Occorre fare il possibile per fermare la tratta dei bambini. La nostra associazione ‘Preda Foudation’ – conclude – ha inviato operatori sociali qualificati nella zona colpita, per aiutare a proteggere e prendersi cura dei piccoli senza fissa dimora”.
Il traffico di esseri umani e la prostituzione minorile sono una piaga sociale nelle Filippine. La tratta è controllata da organizzazioni criminali radicate in tutto il territorio nazionale, e il paese è ai vertici delle classifiche mondiale per l’entità del fenomeno. Secondo dati dell’Unicef, si stima che nel paese i bambini vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale siano fra 60mila e100mila. Alle vittime, scelte in villaggi poveri o in zone periferiche delle metropoli, è spesso promesso, con l’inganno, un percorso di istruzione o la vita in una famiglia benestante di una grande città. La prostituzione minorile registra una incidenza notevole soprattutto nelle zone turistiche delle Filippine. Fra le principali cause del fenomeno, indicate dall’Unicef, vi sono la povertà, il disagio economico-sociale nelle comunità di origine, il mancato accesso dell’infanzia ai servizi pubblici come scuola e sanità. Nel 2003 il governo filippino ha promulgato l’Anti-Trafficking in Persons Act, una legge penale contro il traffico di esseri umani, il turismo sessuale, la schiavitù sessuale e la prostituzione minorile, che definisce il traffico di bambini “crimine contro l’umanità”. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
Come appreso dall’Agenzia Fides, le autorità filippine sono coscienti del rischio e stanno monitorando il fenomeno nella fase post-tifone Haiyan. Il Dipartimento del Benessere sociale e dello Sviluppo (DSWD) del governo filippino, infatti, ha già inviato una comunicazione urgente a tutti gli operatori umanitari impegnati a Leyte, segnalando “l’alto rischio del traffico di bambini” nelle zone devastate dal tifone. I piccoli passeranno alla storia come “i figli perduti di Yolanda”.
“Vista l’ampia devastazione, si prevede che l’emergenza fame e la condizione dei profughi durerà molti mesi”, racconta a Fides p. Cullen. E’ la situazione ideale per gli sciacalli. “Occorre fare il possibile per fermare la tratta dei bambini. La nostra associazione ‘Preda Foudation’ – conclude – ha inviato operatori sociali qualificati nella zona colpita, per aiutare a proteggere e prendersi cura dei piccoli senza fissa dimora”.
Il traffico di esseri umani e la prostituzione minorile sono una piaga sociale nelle Filippine. La tratta è controllata da organizzazioni criminali radicate in tutto il territorio nazionale, e il paese è ai vertici delle classifiche mondiale per l’entità del fenomeno. Secondo dati dell’Unicef, si stima che nel paese i bambini vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale siano fra 60mila e100mila. Alle vittime, scelte in villaggi poveri o in zone periferiche delle metropoli, è spesso promesso, con l’inganno, un percorso di istruzione o la vita in una famiglia benestante di una grande città. La prostituzione minorile registra una incidenza notevole soprattutto nelle zone turistiche delle Filippine. Fra le principali cause del fenomeno, indicate dall’Unicef, vi sono la povertà, il disagio economico-sociale nelle comunità di origine, il mancato accesso dell’infanzia ai servizi pubblici come scuola e sanità. Nel 2003 il governo filippino ha promulgato l’Anti-Trafficking in Persons Act, una legge penale contro il traffico di esseri umani, il turismo sessuale, la schiavitù sessuale e la prostituzione minorile, che definisce il traffico di bambini “crimine contro l’umanità”. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - L’impegno dei missionari Guanelliani nei soccorsi alle vittime del tifone Haiyan
Manila (Agenzia Fides) – Un impegno instancabile, con i missionari presenti sul campo; una colletta straordinaria, rilanciata nelle opere presenti in tutto il mondo: cosi i missionari dell’Opera don Guanella (Guanelliani) stanno mettendo in gioco tutti gli sforzi possibili per soccorre le vittime del tifone Haiyan, che ha devastato la provincia di Leyte, nelle Filippine centrali. Come comunica a Fides una nota dalla Curia dei Guanellani, una colletta straordinaria è stata lanciata dalla Curia e dall'Associazione di Solidarietà e Cooperazione Internazionale guanelliana (ASCI). L’iniziativa viene diffusa anche attraverso il sito www.guanellianmultimedia.org e rilanciata sui social network come “Facebook” (Opera don Guanella News) e “Twitter” (OperadonGuanell). “Tutti siamo interpellati da quest'ondata di distruzione” sottolinea nella nota giunta a Fides il Vicario Generale, don Umberto Brugnoni, “per allargare i cuori e costruire ponti di solidarietà, come Papa Francesco ci sprona a fare”.
“Il livello delle acque del mare era salito fino a quindici metri e ha spazzato via le città intere, non solo le case”, racconta il Superiore della comunità guanelliana di Manila, p. Charlton Viray Ocampo. “Strutture solide come grandi chiese, alberghi, scuole e anche l'aeroporto di Tacloban sono state completamente distrutte. La provincia di Leyte è tuttora senza elettricità. I nostri confratelli e i bambini disabili accolti in un Centro guanelliano a Samar, colpita meno gravemente, stanno tutti bene. Condivideremo gli aiuti che riceveremo con Caritas di Manila e con alcune congregazioni religiose, direttamente presenti nella zona disastrata”, spiega.
I Guanelliani sono presenti nelle Filippine dal 1989. La loro casa madre, “Servants of Charity House”, si trova nella baraccopoli di “Tandang Sora”, a Manila. Le strutture dei missionari dell’Opera sono a servizio dei poveri ed emarginati e in special modo dei disabili. Forniscono ascolto, assistenza educativa, cure mediche, riabilitazione, sostegno alimentare, assistenza sociale e formazione ai valori cristiani. I missionari sono impegnati nella preparazione catechetica e nella cura dei disabili in numerose scuole pubbliche, offrendo momenti di gioco e di preghiera, curando il rapporto con le famiglie. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
“Il livello delle acque del mare era salito fino a quindici metri e ha spazzato via le città intere, non solo le case”, racconta il Superiore della comunità guanelliana di Manila, p. Charlton Viray Ocampo. “Strutture solide come grandi chiese, alberghi, scuole e anche l'aeroporto di Tacloban sono state completamente distrutte. La provincia di Leyte è tuttora senza elettricità. I nostri confratelli e i bambini disabili accolti in un Centro guanelliano a Samar, colpita meno gravemente, stanno tutti bene. Condivideremo gli aiuti che riceveremo con Caritas di Manila e con alcune congregazioni religiose, direttamente presenti nella zona disastrata”, spiega.
I Guanelliani sono presenti nelle Filippine dal 1989. La loro casa madre, “Servants of Charity House”, si trova nella baraccopoli di “Tandang Sora”, a Manila. Le strutture dei missionari dell’Opera sono a servizio dei poveri ed emarginati e in special modo dei disabili. Forniscono ascolto, assistenza educativa, cure mediche, riabilitazione, sostegno alimentare, assistenza sociale e formazione ai valori cristiani. I missionari sono impegnati nella preparazione catechetica e nella cura dei disabili in numerose scuole pubbliche, offrendo momenti di gioco e di preghiera, curando il rapporto con le famiglie. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - L'amore può tutto: mille sfollati nella scuola delle suore salesiane
Cebu (Agenzia Fides) - Le Suore Salesiane di Cebu si sono già attivate per aiutare le vittime del tifone Haiyan dando loro accoglienza in queste difficili ore. Nella scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice della città sono state aperte le aule e la palestra per circa 1000 sfollati che ricevono assistenza materiale, psicologica e spirituale. I volontari della ONLUS Fondazione Volontariato Giovani e Solidarietà (VIDES Internazionale) e i collaboratori delle FMA a Manila sono sul campo per coordinare gli aiuti e le operazioni. Alcuni edifici delle FMA sono stati gravemente danneggiati. Come più volte dichiarato dalle varie organizzazioni di soccorso, serve tutto dall'acqua alle coperte, dal cibo alle medicine. (AP) (14/11/2013 Agenzia Fides)
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