giovedì 12 giugno 2014

Allarme ambientale Sfiorato


Il Messaggero Veneto
san giorgio
SAN GIORGIO DI NOGARO. Sfiorato l'allarme ambientale nello scalo di Porto Nogaro. Un camion cisterna carico di olio vegetale, da imbarcare su ...

I lavoratori della Evraz Palini e Bertoli, esasperati


san giorgio di nogaro
SAN GIORGIO DI NOGARO. I lavoratori della Evraz Palini e Bertoli, esasperati dal silenzio da parte della proprietà e delle istituzioni regionali, saranno ...

giovedì 5 giugno 2014

Nell'area archeologica di Ur (18 km a ovest di Nassiriya)

ASIA/IRAQ - Cristiani iracheni in pellegrinaggio alla casa di Abramo per chiedere la riconciliazione nazionale
Bassora (Agenzia Fides) - Un gruppo di cristiani di Bassora e di Baghdad, guidato dall'Arcivescovo caldeo di Bassora, Habib al-Naufali, nella giornata di mercoledì 4 giugno ha compiuto un pellegrinaggio alla casa di Abramo, nell'area archeologica di Ur (18 km a ovest di Nassiriya), dove è stata celebrata una Messa per invocare il dono della pace e dell'unità nazionale. Durante il pellegrinaggio, l'Arcivescovo al-Naufali ha anche rilanciato l'idea di erigerenell'area una chiesa che offra anche un punto di riferimento per i pellegrini che visitano i luoghi da dove è partita la missione di Abramo, Padre di tutti i credenti. Nell'ultimo anno si sono intensificate le visite e i pellegrinaggi all'antica Ur, favoriti anche dai responsabili locali degli organismi di promozione del turismo, desiderosi di mostrare che l'area è sicura e pronta a ricevere un'eventuale visita di Papa Francesco. (GV) (Agenzia Fides 5/6/2014).

mercoledì 4 giugno 2014

I convertiti all'Islam

ASIA/TURCHIA - Sono 779 i convertiti all'islam dall'inizio dell'anno, in maggioranza provenienti dal cristianesimo
Ankara (Agenzia Fides) - Secondo le informazioni riportate dalla stampa turca e provenienti dal Segretariato generale degli Affari religiosi in Turchia, 779 persone residenti nel Paese si sono convertite all'islam dall'inizio del 2014. La stragrande maggioranza dei nuovi seguaci di Mohammad proviene dal cristianesimo (616) mentre gli ex atei sono solo 21, 3 gli ex hindu e quelli provenienti dall'ebraismo e 132 i nuovi musulmani che prima appartenevano ad altre religioni. Tra i convertiti il gruppo nazionale più numeroso è rappresentato dai tedeschi (150) seguiti dai russi (52). (GV) (Agenzia Fides 4/6/2014).

martedì 3 giugno 2014

Udinetoday:I 70 anni del Villaggio Roma a Torviscosa

Villaggio Roma a Torviscosa, festa per i 70 anni Eventi a Udine
Villaggio Roma a Torviscosa, festa per i 70 anni Eventi a Udine

Leggi l'articolo di udinetoday

Dove
Ex scuola elementare Villaggio Roma,Torviscosa
Orario
18.00
Costo
Ingresso libero


Dal 07/06/2014 Al 30/10/2014



martedì 27 maggio 2014

Memoriale dello Yad Vashem: anche il Papa lo ha visitato



vaticanit has uploaded Papa Francesco e l'Olocausto: Mai più, Signore!
Papa Francesco e l'Olocausto: Mai più, Signore!
vaticanit
Nell'ultimo giorno del suo pellegrinaggio in Terra Santa, Papa Francesco ha voluto rendere omaggio alle sei milioni di vittime dell'Olocausto, al Memoriale dello Yad Vashem. Ad accompagnarlo il presidente Peres ed il premier Netanyahu.
Nella Sala delle Rimembranze, il Papa ha alimentato la fiamma perenne che ricorda lo sterminio degli ebrei che si erge sulle scritte dei 21 Campi di concentramento nazisti. Aiutato da due giovani cattolici di espressione ebraica di Jaffa e Tel Aviv, ha deposto una corona di fiori bianchi e gialli sull'urna contenente le ceneri degli ebrei cremati ad Auschwitz. Quindi Papa Francesco ha salutato sei sopravvissuti: visibilmente commosso, a ciascuno di loro ha baciato la ...

La card.....

Centro storico chiuso per Itinerannia 2014

domenica 25 maggio 2014

Messaggero Veneto: le fontane in piazza

Bassa friulana, il popolo delle fontane scende in piazza

È il primo messaggio del Papa, ad Amman



vaticanit has uploaded Papa Francesco in Giordania: sì a pace, accoglienza profughi, tolleranza e dialogo
Papa Francesco in Giordania: sì a pace, accoglienza profughi, tolle...
vaticanit
È necessaria e urgente una soluzione pacifica alla crisi siriana, nonché una giusta soluzione al conflitto israeliano-palestinese. È il primo messaggio del Papa, ad Amman, all'inizio del suo pellegrinaggio apostolico in Medio Oriente. Papa Francesco ha sottolineato l'impegno per la pace, l'accoglienza dei profughi, il dialogo e la tolleranza messo in atto dal Regno di Giordania. Si è rivolto poi alla comunità cristiana, invitandola a proseguire nell'impegno per la giustizia, la pace, la promozione sociale attraverso opere assistenziali e caritative connaturate con la professione di fede. Ha notato che i cristiani possono professare con tranquillità la loro fede, nel rispetto della libertà religiosa, ...

martedì 20 maggio 2014

Sono stupito di come la popolazione sia capace di passare rapidamente da una situazione di guerra ad una di pace.

AFRICA/LIBIA - “Ci sono le premesse per la guerra civile, ma la gente vuole la pace” dice Mons. Martinelli
Tripoli (Agenzia Fides) - “Non si spara, ma la situazione rimane tesa, anche perché non si capisce bene cosa vi sia sotto e cosa i vari miliziani vogliano fare” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, dopo i violenti combattimenti di domenica 18 maggio per il controllo del Parlamento libico, preceduti da pesanti scontri nell’est del Paese.
“Mi auguro che non ci sia una guerra civile, ma ci sono tutte le premesse perché possa scoppiare. La Libia sta vivendo un momento particolare. Non mi sono mai trovato in una situazione così critica. Speriamo che il buon senso prevalga. La mia speranza deriva dalla preghiera e dal fatto che la gente vuole la pace” evidenzia Mons. Martinelli.
“Dopo i pesanti combattimenti di domenica scorsa - spiega il Vicario Apostolico - il giorno successivo sembrava che non fosse successo niente: i tripolini erano scesi nei bar come se nulla fosse. Sono stupito di come la popolazione sia capace di passare rapidamente da una situazione di guerra ad una di pace. Secondo me è perché la gente anela alla pace, ne ha bisogno dopo questi anni di incertezza”. “Per questo dico: pregate per noi, perché l’unica forza è quella della preghiera che smuove i cuori delle persone” conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 20/5/2014)

sabato 17 maggio 2014

Crisi Billa

Proteste al Billa dopo la disdetta del Cig

Crisi, scioperano i dipendenti del 'Billa'



La gran parte di loro teme il rimpatrio forzato in Eritrea o Sudan, che porrebbe a rischio la vita di molti.

ASIA/ISRAELE - Un campo di detenzione nel deserto del Negev. Pieno di cristiani
Holot (Agenzia Fides) Nel deserto del Negev c'è un centro di detenzione con più di duemila detenuti, in gran parte di fede cristiana. E' il centro di Holot, dove vengono rinchiusi gli eritrei e i sudanesi che giungono in Israele dopo esser fuggiti dai rispettivi Paesi d'origine. Lo scorso 15 maggio una delegazione di 13 componenti della Pastorale per i Migranti del Patriarcato latino di Gerusalemme, guidata dal Vicario patriarcale p.David Neuhaus, si è recata in visita al centro per raccogliere testimonianze e informazioni sulle condizioni di vita dei detenuti. Solo a due membri della delegazione è stato consentito di accedere alle strutture di detenzione. Ma il resoconto della visita, riportato dai media ufficiali del Patriarcato latino e pervenuto all'Agenzia Fides, riesce comunque a trasmettere un'immagine eloquente delle giornate vissute nel campo dai detenuti.
Al momento, la struttura ospita 2300 uomini. Ma sono in corso lavori per aumentare la ricettività del centro. I detenuti vengono contati 3 volte al giorno e la libertà di movimento concessa loro durante il giorno rimane del tutto teorica, visto che il centro si trova nel deserto, lontano da centri abitati, e i detenuti non possono usare mezzi di trasporto per muoversi. I reclusi dormono in stanze con dieci posti letto. La stragrande maggioranza di loro appartiene alla Chiesa copta ortodossa eritrea, e tra loro operano tre sacerdoti. Il caldo soffocante, il vuoto delle giornate, le carenze dal punto di vista alimentare e sanitario confermano l'impressione di trovarsi in un campo di prigionia. “Perché siamo qui? Quale crimine abbiamo commesso? Quando ci rilasceranno?” sono le domande più frequenti raccolte tra i detenuti dalla delegazione del Patriarcato latino. La gran parte di loro teme il rimpatrio forzato in Eritrea o Sudan, che porrebbe a rischio la vita di molti. Per re ndere meno penosa la vita nel campo, chiedono un miglioramento dell'assistenza sanitaria e l'invio di libri e insegnanti per riempire le giornate vuote.
Attualmente i richiedenti asilo in Israele sono 50mila. Ma le richieste di asilo presentate nel 2013 sono soltanto 43. (GV) (Agenzia Fides 17/5/2014).