martedì 23 agosto 2011

Radiovaticana: Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù


◊   Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù, ieri Plaza de Cibeles, a Madrid, si è nuovamente riempita dell’allegria e della fede dei giovani: circa 200 mila ragazzi del Camino neocatecumenale si sono riuniti per un incontro vocazionale, presieduto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela. Presenti altri cinque cardinali e circa 59 vescovi. A intervenire anche gli iniziatori del Cammino, Kiko Arguello e Carmen Hernandez, assime a padre Mario Pezzi. Il servizio della nostra inviata, Debora Donnini:

"In questa celebrazione vogliamo raccogliere i frutti del magistero del Papa e gli vogliamo dire che siamo disposti a dire sì a Cristo". Lo ha detto il cardinale Rouco Varela nell’omelia dell’incontro vocazionale con i giovani del Cammino neocatecumenale, che viene generalmente organizzato dopo la fine delle Gmg. Prima di arrivare a Madrid, i ragazzi provenienti dai cinque continenti hanno annunciato il Vangelo per le strade in 500 città dell’Europa e alcuni hanno raccontato esperienze toccanti. Presenti all’incontro anche altri cinque cardinali, fra i quali il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, e il presidente merito del Pontifico Consiglio Cor Unum, mons. Paul Josef Cordes. Ci sono anche 59 vescovi. All’inizio della celebrazione della Parola, è stata ascoltata una sinfonia sulla sofferenza degli innocenti composta da Kiko che nella sua catechesi ha sottolineato l’urgenza della nuova evangelizzazione. “Rompete le tavole” diceva Nietzsche, ma l’uomo che si separa da Dio, sottolinea Kiko, nel suo essere più profondo rimane distrutto. Cristo invece ha preso su di sé la sofferenza vincendo la morte e mostrando che la verità non è vivere per se stessi ma amare. A seguire, un momento di preghiera in grande raccoglimento e quindi le chiamate vocazionali: circa 5 mila ragazzi, alzandosi e salendo sul palco, hanno manifestato la loro disponibilità a iniziare un percorso per diventare sacerdoti, 3.200 ragazze per la vita consacrata. E intanto negli applausi dei giovani e nelle catechesi risuonava ancora forte l’affetto per Benedetto XVI, al quale questa generazione ormai sente di appartenere.
Durante l'incontro dei giovani neocatecumenali, la nostra inviata, Debora Donnini, ha avvicinato uno degli iniziatori del Cammino, Kiko Argüello, e gli ha chiesto anzitutto di descrivere la missione, all'insegna dell'annuncio evangelico, che i ragazzi hanno vissuto tra i paesi dell'Europa prima di approdare a Madrid per la Gmg:

R. - E’ venuto un gruppo di 270 persone dall’Iraq, un gruppo dalla Palestina, appartenenti al Cammino, che sono andati nelle zone musulmane, cantando: siamo rimasti sorpresi perché i musulmani li hanno accolti molto bene. Dappertutto abbiamo avuto delle conversioni: una ragazza a Londra, che viveva in strada, che era stata violentata, ha incontrato due di questi giovani che le hanno parlato e ha raccontato loro che, curiosamente, aveva sognato proprio che due ragazzi le si sarebbero avvicinanati… L’hanno portata in comunità ed è stata salvata: ha cambiato la sua vita. Ai giovani abbiamo soprattutto detto di recarsi nei paesi, anche in quelli più piccoli. Alcuni di questi molto poveri, dove magari la chiesa è chiusa e non ci sono preti… ebbene: questi paesi si trasformavano! Tutti sono venuti, hanno aperto le loro case, hanno invitato i ragazzi a mangiare con loro e dopo hanno condiviso l’Eucaristia. L’Europa sta davvero aspettando il Vangelo. Penso che Giovanni Paolo II sia stata un profeta e penso che questa Gmg e questo incontro abbiano avviato una nuova evangelizzazione. Quello che ci ha veramente sorpreso è questo: noi siamo giunti Madrid in circa 200 mila, eppure il resto dei ragazzi - in tutto erano due milioni - erano meglio di noi: sono stati ore ed ore sotto il caldo e non abbiamo visto un ragazzo che ha protestato. Un giornalista diceva: “Siete qui da sei ore, con 39 gradi... e siete contenti?”. E i ragazzi rispondevano: “Sì, siamo contenti. Tutto questo lo abbiamo offerto a Gesù Cristo”.

D. - Alla Messa conclusiva della Giornata mondiale della gioventù, il Papa ha insistito molto sulla nuova evangelizzazione e il Cammino sente molto questo aspetto…

R. - Quando il Beato Giovanni Paolo II ha riconosciuto il Cammino ha detto: “Auspico che i miei fratelli dell’episcopato aiutino questa opera per la nuova evangelizzazione”. E’ stato lui che ha detto: “Questa è un’opera per la nuova evangelizzazione”. Ora stiamo aprendo le “missio ad gentes” ovunque e con grande successo.

D. - In questo incontro vocazionale si sono alzati circa 5 mila ragazzi, dando la loro disponibilità ad iniziare un percorso per diventare dei sacerdoti, e 3.200 ragazze per la vita consacrata: questo è giàun frutto importante…

R. - Mai si erano alzati tanti! Io credo che questo sia stato frutto dell’incontro col Papa: abbiamo visto che quanto i ragazzi ascoltano il Papa ricevano una grazia speciale. Quando chiediamo ai ragazzi: “Perché ti sei alzato?”; tutti rispondono dicendo: “Mi ha toccato quello che ha detto il Papa in quel punto o in quell’altro…”. In queste Giornate, le parole del Papa hanno come una grazia speciale per i giovani. Noi raccogliamo il frutto di quello che ha fatto la Chiesa, di quello che ha fatto Benedetto XVI. Anche e soprattutto riguardo all’evangelizzazione, i ragazzi avvertono una grande felicità. Dicono: “Sono stati i giorni più felici della mia vita, vorrei continuare così!”. (mg)

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