mercoledì 11 aprile 2012

Stella Maris e La Vita Cattolica ci informano su Porto Nogaro

Porto: un mondo. Invisibile


da "La Vita Cattolica"
29/03/12
600 navi ogni anno. Un via vai quotidiano, che passa inosservato. Con migliaia di persone a bordo di cui non conosciamo quasi nulla. Reportage della «Vita Cattolica»
SUPERIAMO un rapido controllo all’ingresso e ci siamo. Entriamo nell’area dello scalo fluviale di San Giorgio di Nogaro grazie all’opportunità offerta da Comitato welfare per la gente di mare e Caritas Udine con l’iniziativa «Porto aperto», occasione preziosa per conoscere un «mondo» di cui siamo abituati a sentir parlare solo in termini di traffici e percentuali di sviluppo. Insieme a noi in quest’avventura una quindicina di persone, alcune di San Giorgio, altre provenienti da più lontano. Un altro gruppo un'ora prima ci ha preceduti. Chi in porto immaginava un brulicare di attività rimane spiazzato. Il fiume Corno scorre lento e il silenzio tutt’intorno è rotto solo dal rumore del motore delle auto lungo la strada che collega il paese con la zona industriale e lo scalo. Oggi (sabato 24 marzo) c’è solo una barca attraccata lungo la banchina fluviale, ha bandiera ucraina. E' insolito normalmente le navi sono di più - spiega il comandante della Guardia Costiera, Luigi Spalluto-. A volte il via vai è tale che devono fermarsi al largo anche per giorni, prima di entrare». Navi che stazzano mediamente 3-4 mila tonnellate. Porto Nogaro ne accoglie oltre 600 ogni anno. Le nazionalità prevalenti degli equipaggi sono quelle russa, ucraina, turca, siriana e filippina (1 milione e 200 mila le tonnellate di merci movimentate nel 2011). I piazzali del porto sono invasi da carichi in attesa di essere imbarcati. La maggior parte prenderà il largo verso il Mar Nero. Disseminati ovunque, ma in modo ordinato, gru e montacarichi. Tutto ha dimensioni enormi e ogni cosa appare immobile. Ma a guardar bene non è così. Scorgiamo un marinaio solitario. Chino sul ponte, con in mano un secchio, è intento a passare un pennello su alcune superfici. La barca è carica a metà, «probabilmente si fermerà in porto qualche giorno» ci dice il nostromo, Massimo Distaso. Oggi è sabato e gli addetti al carico merci non lavorano: Il marinaio invece non si ferma lo farà probabilmente dopo le 17 quando potrà concedersi una pausa. E' quella l'ora in cui tre volte a settimana, i volontari del Centro Stella Maris gestito dalla Caritas in porto salgono a bordo per presentarsi e offrire accoglienza e sostegno a chi vive per mesi lontano da casa e dagli affetti.

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