giovedì 26 luglio 2012

Sappada friulana? Quaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaasi!

Sappada e Cinto Caomaggiore a rischio   versione testuale
Iniziato l'iter in Senato, ma c'è il rischio che l'iter parlamentare non si completi entro fine legislatura. Saro: tutti gli emendamenti in Commissione entro il 2 agosto
Nella foto: Sappada.
Nella foto: Sappada.
SAPPADA (26 luglio, ore 9.40) - Le provocazioni sui Comuni di confine sono tante, a volte plateali. A parte Sappada e Cinto Caomaggiore sono ben 14 gli enti locali del vicino Veneto che sono intenzionati a chiedere il referendum per traslocare in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, in questi giorni non fa altro che ripetere che lui ci sta: «Sosterremo ogni comunità locale che vorrà il distacco, in questo modo arriveremo alla disgregazione del Veneto e vedremo, a questo punto, che cosa saprà fare Roma. Ci darà o no l’autonomia fiscale? Noi non vogliamo cancellare la specialità del Friuli-Venezia Giulia, ma rivendichiamo analoghe prerogative».
Provocazioni, appunto.
 
È cosa seria, invece, quanto sta accadendo per Cinto Caomaggiore e, soprattutto, per Sappada, che hanno ricevuto il via libera del Veneto. La prima commissione Affari costituzionali del Senato ha esaminato, a cominciare da martedì 24 luglio, i disegni di legge sul passaggio dei due Comuni veneti al Friuli-Venezia Giulia. A confermarlo, in precedenza, erano stati lo stesso presidente della Commissione, sen. Carlo Vizzini, e il relatore dei due provvedimenti, sen. Stefano Ceccanti, al presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, Maurizio Franz, e al suo collega, vicepresidente dell’Assemblea del Veneto, Matteo Toscani, che l’altra settimana hanno guidato nella capitale una delegazione di cui facevano parte il sindaco di Cinto Caomaggiore, Renato Querini con il consigliere comunale Gianluca Falcomer, e una delegazione di cittadini di Sappada promotori del referendum. Sono stati proprio Franz e Toscani ad attivarsi per ottenere l’incontro, con il fine preciso di accelerare l’iter legislativo previsto per il passaggio dei due comuni in questione dalla Regione Veneto alla Regione Friuli-V.G. Il sen. Vizzini, dal canto suo, ha messo in evidenza come le istituzioni debbano tenere in debito conto le volontà espresse dalle due comunità di Cinto Caomaggiore e di Sappada, che si sono concretizzate con i due referendum, ma ha anche sottolineato il peso che deriva dai pronunciamenti dei due Consigli regionali a supporto di quanto chiedono i cittadini. «Sono storiche, geografiche, culturali, di affinità linguistica e non solo economiche le ragioni sulle quali si fondano le richieste dei due Comuni», hanno sottolineato il presidente Franz e il vicepresidente Toscani, ed è per questo che l’auspicio è che la volontà di tanti cittadini possa trovare una risposta positiva da parte delle istituzioni.
 
La volontà di procedere speditamente con l’iter legislativo è stata confermata anche dai senatori Ferruccio Saro e Gianvittore Vaccari, primi firmatari dei due disegni di legge, che pensano di giungere al voto in I Commissione di Palazzo Madama già prima della pausa estiva dei lavori. Saro ha riferito che il termine per la presentazione in Commissione Affari istituzionali al Senato degli emendamenti alle proposte di legge relative al passaggio dei due comuni al Friuli-Venezia Giulia è stato fissato per il 2 agosto. «'Dopo il parere della quinta Commissione Bilancio - ha aggiunto Saro - il testo verrà esaminato dalla Commissione. Quindi l'iter prosegue positivamente e mi auguro che nella prossima seduta il provvedimento - ha concluso - possa essere approvato''.
 
Vizzini stesso ha ammesso che ci sono tutte le condizioni per dire di sì; importantissima, ad esempio, è l’adesione della Regione Veneto, intervenuta di recente. Ma, come ci è stato anticipato, non c’è da farsi troppe illusioni che Sappada possa traslocare in Friuli entro la fine di questa legislatura. Dopo il passaggio in Commissione c’è quello in aula di Palazzo Madama. La proposta deve quindi transitare alla Camera, prima in Commissione Affari costituzionali e poi a Montecitorio. In 8-9 mesi è difficile che questo percorso si completi. Anche perché alla Camera pare che non ci sia lo stesso favore e lo stesso fervore che si danno quasi per scontati al Senato. C’è il rischio, dunque, che si debba ricominciare tutto da capo con la prossima legislatura. Ma c’è anche un altro fattore ad incidere: la scomposizione delle Province. Potranno mai Sappada e Cinto Caomaggiore arrivare tranquillamente in Friuli se fra Udine e Pordenone non si troverà l’accordo sul nuovo assetto delle autonomie locali? Intanto il presidente Franz ed il vicepresidente Toscani concordano sul ruolo che potranno avere questi due Comuni. «Ci sarà il nostro massimo impegno per avviare in futuro nuove collaborazioni in ambito economico, turistico, culturale».


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