venerdì 9 settembre 2011

Domenica 11 settembre 2011

    XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA
(Sir 27,33-28,9)
Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.


Dal libro del Siràcide

Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare,
della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 102)
Rit: Il Signore è buono e grande nell’amore.


Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.


SECONDA LETTURA
(Rm 14,7-9)
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

Parola di Dio


Canto al Vangelo
(Gv 13,34)
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Alleluia.


VANGELO
(Mt 18,21-35)
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.


+
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore



PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, la fede ci dice che tutto coopera al bene per quelli che Dio ama. Esprimiamo questa nostra certezza presentando al Signore le necessità dell’ora presente.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Mostraci, Signore, la tua misericordia.

1.       Per il popolo santo di Dio, perché manifesti la fedeltà al messaggio evangelico nell’amore ai nemici e nella solidarietà verso tutti, preghiamo.

2.       Per i ministri del Vangelo, perché siano i primi uditori e testimoni della Parola che annunziano al popolo di Dio, preghiamo.

3.       Per questo nostro mondo, minato dalla guerra, dalla violenza, dall’odio, dal terrorismo e dalla vendetta, perché in questo giorno, in cui ricordiamo il 10° anniversario degli attentati terroristici negli Stati Uniti, ogni uomo sappia trovare in Cristo la forza e la gioia del perdono, per fermare la mano assassina di chi vuole distruggere il creato e le creature, preghiamo.

4.       Per i coniugi separati, perché alla luce della Parola di Dio, con l’aiuto e la comprensione dei fratelli, possano riscoprire il senso cristiano della vita e in ogni caso non disperino della misericordia del Padre, preghiamo.

5.       Per le Chiese che sono in Italia, perché il XXV Congresso Eucaristico che oggi si conclude ad Ancona sia di incoraggiamento nel ri-porre Cristo al centro di ogni esistenza, unica speranza di salvezza per ogni uomo, preghiamo.

6.       Per noi qui riuniti in assemblea, perché la chiamata del Signore risuoni profondamente nel nostro spirito e ci guidi a una vera conversione, preghiamo.

7.       Per le vittime di tutti gli attentati terroristici, perché godano la pace dei Santi ed il loro sangue sparso ingiustamente giovi all’edificazione di una società pacifica, mite, misericordiosa come il Cuore di Dio, dove ogni uomo mediante il perdono, piuttosto che con l’uso delle armi, diventa capace di stravolgere tutto e tutti, preghiamo.
C – La tua bontà, Signore, non ha confini; concedi a noi e a tutti gli uomini la gioia di sperimentare quanto la tua misericordia è più grande del nostro cuore. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen




nuovo Ambasciatore del Regno Unito in Vaticano


Eccellenti: così Benedetto XVI ha definito le relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Regno Unito, nel discorso al nuovo Ambasciatore in occasione della presentazione delle lettere credenziali. I temi di comune impegno, ha detto il papa, riguardano la pace, lo sviluppo dei popoli, i diritti umani. Benedetto XVI si è congratulato per il positivo esito dei negoziati per l'Irlanda del Nord e per la fine di ogni violenza. Ha ricordato poi l'importanza di politiche governative basate su valori duraturi, capaci di prevenire la violenza, il relativismo, la disperazione sociale. Promuovere modelli di sviluppo sostenibile, promuovere il bene comune aumentare gli aiuti allo sviluppo -- ha concluso il Papa ... More

giovedì 8 settembre 2011

AFRICA/LIBIA - "Prego il Signore perché la Libia ritrovi la pace" dice Mons. Martinelli

 

Roma (Agenzia Fides) - "Prego il Signore perché la Libia ritrovi la via della pace. Prego pure per Gheddafi, perché possa trovare la pace e si riconcili con il suo popolo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, esprimendo la sua preoccupazione per le notizie riportate da diversi organi di stampa, su un possibile reclutamento da parte di Gheddafi di un esercito di mercenari per tentare di riconquistare il potere, o al limite, per impedire al Consiglio di Transizione Libico di governare. Sulle prospettive future del Paese, Mons. Martinelli aggiunge: "Il problema è di creare un governo per traghettare il Paese verso una situazione più stabile. Vedremo come le diverse componenti della società libica gestiranno questa fase di transizione. Spero con tutto il cuore che i libici possano ritrovare la pace e la riconciliazione" conclude il Vicario Apostolico di Tripoli. (L.M.) (Agenzia Fides 8/9/2011)

Vescovi indiani ad limina


Solo Gesù risponde alle ansie degli uomini e delle donne nel nostro tempo. Lo ha rilevato il Papa, parlando ad un gruppo di vescovi indiani, al termine della visita Ad Limina. Benedetto XVI ha passato in rassegna le opere assistenziali e caritative della Chiesa, sottolineando l'importante ruolo formativo e sociale svolto dalle scuole cattoliche e dalle istituzioni educative che vogliono essere espressione concreta di una carità basata sull'amore di Dio per l'umanità. Il Papa ha ricordato che è necessario seguire sempre il Magistero perché in questo modo i sacerdoti e le religiose potranno arricchire moralmente e spiritualmente la società in cui vivono. Benedetto XVI ha infine sottolineato l'importanza ... More

Forse, viaggiando, li ho incontrati...

Dai colli Euganei fino a Gerusalemme


di Carlo Giorgi | luglio-agosto 2011

Un gruppo di pellegrini vicentini all'alba nel deserto del Negev, in Israele.

Ogni mese, dall’aeroporto Valerio Catullo di Verona si alzano in volo decine di charter: destinazione Terra Santa. In parte si tratta di aerei stipati di turisti affascinati dal Medio Oriente. In parte, però, si tratta pellegrini; gli ultimi di una lunga fila in cammino, fin dai primi secoli del cristianesimo, verso i luoghi che per primo hanno conosciuto l’annuncio della Salvezza. «Il nostro territorio vanta un legame millenario con la Terra Santa – racconta don Raimondo Sinibaldi, direttore dell’Ufficio Diocesano Pellegrinaggi di Vicenza -. Ed è un fatto che anche negli ultimi decenni, a partire dal primo dopo guerra, il numero dei pellegrini della nostra diocesi sia andato via via aumentando».

La risposta della Chiesa di Vicenza a questa crescita di interesse dei suoi fedeli, è stata la creazione di un ufficio pellegrinaggi ben organizzato e generoso di iniziative. Vi lavorano quattro persone con compiti di segreteria e un’équipe di una decina di volontari (tra cui un francescano, alcuni sacerdoti guide di Terra Santa, un esperto del cammino di Santiago e un esperto della via Francigena), con l’obiettivo di proporre pellegrinaggi utili alla vita della chiesa locale: «Noi non facciamo turismo religioso e il nostro non è un ufficio che organizza viaggi – ci tiene a precisare don Raimondo-: la nostra idea, invece, è che ogni pellegrinaggio debba avere una valenza pastorale e possa toccare profondamente la vita di chi lo fa. I Luoghi Santi hanno il dono di interpellare esistenzialmente ciascun pellegrino e visitarli è un’occasione unica di nuova evangelizzazione. È in questa prospettiva che lavoriamo».

Se una parrocchia decide di organizzare un pellegrinaggio, l’ufficio di don Raimondo innanzitutto spiega l’importanza di questo gesto: «Al di là del numero dei partecipanti, tutta la comunità deve sentirsi in cammino - spiega don Raimondo -. Noi chiediamo sempre alla parrocchia di scegliere un’iniziativa da sostenere in Terra Santa. I pellegrini che partono, porteranno l’offerta di tutti. E, tornando, sono tenuti a restituire a tutti la loro testimonianza».

Non è raro che i pellegrini di Vicenza visitino religiosi della propria regione che, vivendo in Terra Santa, costituiscono un vero e proprio ponte con Gerusalemme. Ad esempio, suor Lucia Corradin che da tanti anni lavora al Caritas Baby Hospital di Betlemme ed è appunto vicentina. Oppure le Suore maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori, una congregazione di religiose originaria di Vicenza che conta opere di educazione e carità in Giordania, Israele, Palestina e Siria. A Vicenza poi, l’Ufficio Pellegrinaggi propone incontri di approfondimento e ogni quattro mesi pubblica un inserto di otto pagine sul giornale diocesano. Ha lanciato anche un programma di mini-pellegrinaggi di un giorno, per scoprire la presenza della Terra Santa nel Nord-Est. Inoltre, collabora con le edizioni italiane della Custodia: tutti i pellegrini di ritorno da Gerusalemme, infatti, vengono abbonati a Terrasanta, la rivista della Custodia. Mentre lo scorso mese di maggio l’ufficio pellegrinaggi ha ospitato la mostra Abana, Padre Nostro, sui cristiani del Medio Oriente.

Tra le iniziative dell’Ufficio c’è anche una scommessa editoriale. Un’équipe guidata da don Raimondo cura infatti, per le edizioni Messaggero di Padova, la collana dal titolo Bibbia e Terra Santa: libri di divulgazione, che permettono di leggere il Vecchio e il Nuovo testamento alla luce delle scoperte archeologiche. Come i testi sul monte Sinai  dell’antropologo Emmanuel Anati, o il volume dal titolo La Bibbia nella sua Terra, del domenicano francese Jacques Fontain, precursore del metodo di lettura itinerante della Bibbia nei luoghi narrati dalla Sacra Scrittura.

mercoledì 7 settembre 2011

Madone di Mont 2011

Giovedì 8 settembre, il Friuli a Madone di Mont   versione testuale
Si rinnova il pellegrinaggio diocesano. Il via alle 15 da Carraria

CASTELMONTE (5 settembre, ore 11.30) - Chiederemo «a Maria di essere rafforzati nella conoscenza di noi stessi e dell’intervento di Dio in noi, per allargare la nostra fraternità verso tutti nella ricerca fattiva della giustizia e della pace. E sia ancora lei, la Vergine dell’ascolto, a far crescere nella nostra Chiesa la grazia e la volontà di rispondere generosamente alle vocazioni molteplici per la vita matrimoniale, per l’esistenza consacrata e per il servizio ministeriale». Con queste parole (messaggio integrale) l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, indica i temi di fondo del 36° Pellegrinaggio diocesano a Castelmonte, in programma nella tradizionale data di giovedì 8 settembre.

Tradizionale sin dal 1976, quando i friulani salirono coralmente a Castelmonte in segno di suffragio per le vittime del terremoto del 6 maggio e per supplicare l’aiuto di «Madone di Mont» nell’immane opera di ricostruzione. Via via che i cantieri della rinascita si sono concretizzati e conclusi, il Pellegrinaggio diocesano ha puntato gli occhi sulla ricostruzione morale del Friuli, divenendo non solo un momento di preghiera ma una occasione in cui l’Arcivescovo di Udine lancia importanti messaggi di conversione per i friulani.

Il raduno dei pellegrini è fissato a Carraria di Cividale, ai piedi della salita che si inerpica verso Castelmonte, alle ore 14.30. Alle 15, dopo la preghiera iniziale, il lungo serpentone partirà, guidato dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato, per coprire i 7 chilometri che separano Carraria e Castelmonte, in un clima di preghiera e di meditazione. L’arrivo al piazzale del santuario è previsto attorno alle ore 17. E subito inizierà la S. Messa, presieduta dall’Arcivescovo e trasmessa in diretta sulle frequenze di Radio Spazio 103. Al termine della celebrazione i concelebranti si recheranno in santuario per l’atto di affidamento a Maria e l’omaggio floreale alla venerata immagine della Vergine di Castelmonte.
 
La radiocronaca della S. Messa verrà trasmessa in diretta a partire dalle ore 17 sulle frequenze di Radio Spazio 103 (ASCOLTA LA DIRETTA)
ASIA/INDIA - Il Card. Gracias dopo l'attentato a Delhi: "Appello alla pace e all'armonia"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - I Vescovi indiani lanciano un forte appello a desistere dalla violenza e a costruire la pace in India, dopo l'attentato che questa mattina (alle 6 ora locale) ha colpito l'Alta Corte di Delhi. Come ha riferito la polizia, almeno 9 persone sono state uccise e altre 45 ferite per l'esplosione di un ordigno posto davanti all'ingresso principale del complesso che ospita la Corte.
Il Card. Oswald Gracias, Arcivescovo di Mumbai e Presidente della Conferenza Episcopale dell'India, interpellato dall'Agenzia Fides, ha commentato: "I Vescovi dell'India sono profondamente turbati per questo nuovo atto di violenza e di terrorismo: condanniamo i responsabili e ancora una volta chiediamo a tutti che si costruiscano fraternità e pace nel paese. La Chiesa vuole contribuire a promuovere amore, pace e armonia nella società: speriamo che gli autori di tali atti di cieca violenza desistano dai loro intenti e collaborino alla costruzione di una nazione unita e pacifica. Questo è l'appello e l'impegno della Chiesa".
Il Porporato ha avuto modo anche di toccare il nervo scoperto della violenza che subiscono i cristiani in India, dopo la recente notizia di una chiesa cattolica devastata in Kerala (vedi Fides 6/9/2011), e ha dichiarato a Fides: "Apprendiamo sempre con dolore di tali episodi. Fortunatamente sono episodi sporadici, che non avvengono in tutta l'India, poichè gli indiani sono persone che amano la pace. Vi sono, però, alcuni gruppi fondamentalisti: ci rivolgiamo a loro ricordando che la violenza in nome della religione è un abuso della religione. I cristiani desiderano promuovere l'amore e servire la nazione e saranno sempre impegnati per questi valori". (PA) (Agenzia Fides 7/9/2011)

AFRICA/KENYA - La Camillian Task Force nel Corno D'Africa in aiuto alle vittime della carestia

 

Roma (Agenzia Fides) - "La Camillian Task Force (CTF), ufficio dell'Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani) preposto alle calamità naturali e/o provocate dall'uomo, a metà agosto ha inviato un suo team in Kenya per studiare sul posto la fattibilità di un progetto di aiuti a favore delle popolazioni vittime della carestia che sta colpendo vaste aree del Corno d'Africa, costringendo milioni di esseri umani a diventare profughi". E' quanto comunica all'Agenzia Fides fratel Luca Perletti, Segretario Generale dei Camilliani. Il team è composto da religiosi, religiose e laici, membri della grande famiglia di San Camillo. I Camilliani e le Camilliane (Ministre degli Infermi) sono infatti presenti in Kenya con strutture sanitarie proprie da decenni, mentre è in via di definizione il progetto finale che vedrà impegnata la CTF nei prossimi sei mesi.
"Stando alle informazioni appena ricevute dai membri del team - racconta a Fides fratel Luca -, si tratta di una calamità in cui si sommano eventi naturali imprevedibili (la riduzione delle piogge si ripercuote gravemente su di una economia essenzialmente agricola) e sociali (la diffusa povertà inabilita la maggioranza della popolazione ad accedere ai prodotti del mercato). La migrazione di milioni di persone e la loro concentrazione in particolari aree aumenta il rischio di epidemie a cui le rudimentali infrastrutture sanitarie non possono rispondere. Di particolare urgenza è il ripristino di un pur minimo sistema idrico: la carenza d'acqua è il vero problema, causa della morte di capi di bestiame, base della struttura economica della popolazione nomade. Ad essere maggiormente colpite da questa calamità sono le fasce deboli, i bambini e gli anziani, anche se non mancano testimonianze di adulti con iniziali sintomi di malnutrizione. I disabili, per i quali le Suore Ministre degli Infermi gestiscono un Centro diurno a Wajir, sono quelli più gravemente emarginati e ai quali viene spesso negato anche il minimo sostegno".
E' da ricordare che la Chiesa locale opera qui in un contesto prevalentemente musulmano. Ai collaboratori della CTF è stato chiesto di agire con prudenza e di non ostentare segni religiosi, in quanto la tensione è un elemento presente e palpabile, anche se finora non ci sono stati segnali di allarme. "La popolazione locale è schiacciata tra i propri bisogni di sussistenza e dall'esodo di centinaia di migliaia di profughi - spiega ancora fratel Luca -. Nondimeno, non mancano testimonianze di accoglienza e di solidarietà. La CTF sta pensando di rispondere con una serie di iniziative quali l'invio di generi alimentari per intervenire tempestivamente sull'emergenza-carestia, iniziative a carattere sanitario (cliniche mobili) e di sviluppo (attività che generino risorse economiche). Partner ideale sarà la Chiesa locale in particolare la Diocesi di Garissa" conclude il Segretario generale dei Camilliani. (LP/AP) (7/9/2011 Agenzia Fides)

Il vescovo di Gibuti

AFRICA/SOMALIA - Firmata la road map somala: "prudenza e speranza" del Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio

Mogadiscio (Agenzia Fides) - "Dopo la firma di un nuovo accordo tra le parti somale dico sempre 'bene, con prudenza e con speranza'. Questo perché ci sono già stati almeno 15 accordi che sono poi rimasti lettera morta, quindi qualche dubbio sorge spontaneo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio, commentando la firma della cosiddetta "road map" per far uscire la Somalia dalla lunga fase di transizione politica. L'accordo è stato siglato ieri, 6 settembre, a Mogadiscio, dal Presidente dell'autorità di transizione somala (il governo provvisorio riconosciuto dalla comunità internazionale), Sharif Sheick Ahmed, dai responsabili dell'autoproclamata regione autonoma del Puntland (nel nord-est) e dalla milizia filo-governativa Ahlu Sunna wal Jamaa, alla presenza di rappresentanti delle Nazioni Unite, dell'Unione africana, della Lega araba e dell' Igad (organizzazione che riunisce i governi del Corno d'Africa). La road map prevede una nuova Costituzione, in vigore dal 1° luglio 2012, e libere elezioni subito dopo, entro il 20 agosto.
"Speranza e prudenza dunque" ribadisce Mons. Bertin al quale facciamo notare che l'accordo è stato firmato nella capitale somala, Mogadiscio, mentre quelli precedenti erano stati siglati all'estero, in Kenya o a Gibuti. "Questo fatto è certamente significativo - commenta Mons. Bertin - ma è pur vero che Mogadiscio è isolata dal resto della Somalia centro-meridionale, perché il potere del Governo di Transizione è limitato alla capitale, ed è sostenuto dall'AMISOM (la missione militare dell'Unione Africana). Bisognerà vedere quindi se si riuscirà ad andare oltre l'aspetto simbolico e il Governo di Transizione sarà in grado di estendere la sua autorità al resto del Paese. Detto questo, preferisco sempre sperare che dire che questo accordo non serve a niente, anche perché non sembrano esservi altre alternative. La speranza resta l'unica alternativa" aggiunge il Vescovo di Gibuti.
La Somalia centro-meridionale è l'area più colpita dalla crisi alimentare, aggravata dal rifiuto delle milizia Shabab (che controllano l'area) di permettere l'intervento delle organizzazioni umanitarie straniere. "Non so fino a quando la politica degli Shabab potrà continuare, perché così facendo rischiano di attirarsi l'odio della popolazione locale" sottolinea Mons. Bertin. "Queste popolazioni che soffrono la fame non possono ricevere aiuti dall'esterno e gli viene impedito di recarsi a Mogadiscio o nei Paesi confinanti per cercare di sfuggire alla fame. Non so fino a che punto gli Shabab saranno in grado di giocare con la vita dei civili, prima che la situazione sfugga loro di mano" conclude Mons. Bertin. (L.M.) (Agenzia Fides 7/9/2011)

Spagna alfabetizzazione

EUROPA/SPAGNA - Giornata Mondiale dell'Alfabetizzazione: quasi 800 milioni di analfabeti nel mondo, di cui oltre 70 milioni bambini

Madrid (Agenzia Fides) - L'8 settembre, giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione, si vuole ricordare a tutta la società in generale, a governi e istituzioni che si occupano dell'istruzione in particolare, che nel mondo ci sono ancora quasi 800 milioni di persone analfabete, delle quali oltre 70 milioni sono bambini, secondo quanto riportato nel Rapporto dell'UNESCO 2010. Raggiungere l'alfabetizzazione universale esige maggiori sforzi e volontà politica, perchè non si tratta solo di assicurare un processo educativo per tutti, ma di uno strumento per lottare contro la povertà, garantire l'inclusione e la mobilità sociale, lo sradicamento del lavoro minorile e lo sfruttamento dei più piccoli. Tra le varie iniziative previste per celebrare questa giornata, l'organizzazione della Chiesa cattolica spagnola Manos Unidas, nell'occasione, presenta i materiali educativi per il 2011-2012 rivolti agli insegnanti. Nel 2011 ha già sostenuto 128 progetti educativi in tutto il mondo. Il gruppo tecnico che si occupa dell'Area dell'Istruzione elabora materiali propri da 30 anni che oltre ad essere diffusi via internet, vengono inviati alle 71 delegazioni che mantengono il contatto diretto con i centri di insegnamento e si occupano della sua distribuzione. (AP) (7/9/2011 Agenzia Fides)

Il ruolo delle associazioni e dei volontari in Terra Santa: in ottobre una giornata dedicata

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The story of the Holy Land_6Sabato 22 ottobre si terrà, presso l’Auditorium Antonianum di Roma, il IV incontro annuale tra il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa, e le associazioni di volontariato che sostengono progetti in Terra Santa. La giornata, ormai alla quarta edizione, si rivolge quest’anno in particolar modo ad associazioni di volontariato e a singole persone che, anche senza far parte di specifiche organizzazioni, si mettono a disposizione e lavorano per la Terra Santa.
Il tema sul quale si rifletterà nel corso di tale giornata sarà “Libertà religiosa, via della pace in Terra Santa. Il ruolo delle associazioni e dei volontari per rinforzare la libertà religiosa.”
Tra gli interventi in programma, si segnala in particolare quello di fra Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa e presidente di ATS pro Terra Sancta, previsto per le ore 16.30, e quello di Osama Hamdan, architetto collaboratore ATS pro Terra Sancta, previsto per le ore 14. Quest’ultimo  presenterà in tale occasione la mostra “I mosaici della Terra Santa – un ponte di tessere che attraversa il Mediterraneo”, progetto itinerante realizzato dal Centro del mosaico di Gerico in collaborazione proprio con ATS Pro Terra Sancta.
Congresso eucaristico internazionale: pellegrinaggio dalla Terra Santa a Dublino


In occasione del 50esimo Congresso eucaristico internazionale che porta il titolo “L’Eucaristia: comunione con Cristo e tra di noi”, la Chiesa latina di Terra Santa promuove un pellegrinaggio in Irlanda dall’11 al 18 giugno 2012. L’iniziativa, riferisce l’agenzia Sir, risponde al desiderio del Comitato organizzatore di constatare da vicino la presenza di una Chiesa viva in Medio Oriente, secondo quanto riferito dalla Conferenza dei vescovi latini delle regioni arabe. Mons. William Shomall, vescovo ausiliare per Gerusalemme, rappresentante della Ceira al Comitato Pontificio per i Congressi eucaristici, ha auspicato cha partecipino tutte le diocesi rientranti nella Ceira, oltre ai laici e al clero. Parteciperanno al Congresso anche padre Firas Hijazeen, parroco di San Salvatore a Gerusalemme, don Rifaat Bader, sacerdote della parrocchia di Jabal Hussein in Giordania, assieme al Patriarca latino, Fouard Twal. (G.I.)

Una supplica piena di fiducia e consolazione...


"Dio è sempre vicino, anche nelle oscurità della vita, ascolta, risponde e salva. Ma bisogna saper riconoscere la sua presenza e accettare le sue vie". Lo ha detto il Papa questa mattina, meditando sul salmo 3 nella catechesi dell'udienza generale tenuta in Piazza San Pietro davanti a 15mila fedeli. Rientrato per l'occasione da Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha parlato del salmo che è "una supplica piena di fiducia e consolazione" attribuito a Davide nella sua fuga umiliante dal figlio ribelle Assalonne.
Il salmista, ha spiegato il Papa "esprime la certezza di una presenza divina già sperimentata e creduta, che nella risposta salvifica di Dio si manifesta in pienezza". L'uomo grida, nell'angoscia, ne ... More

martedì 6 settembre 2011

AFRICA/LIBIA - "Le violenze contro gli africani mi rattristano molto, la Libia ha bisogno di loro e del loro lavoro" dice Mons. Martinelli

   

Roma (Agenzia Fides) - "Penso che alla fine Gheddafi si sia stancato di muoversi in continuazione, dopo aver fatto resistenza per mostrare che è ancora forte" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, che si trova in Italia per cure mediche ma intende ritornare quanto prima nella capitale libica, commentando la presunta fuga di Gheddafi in Niger. Un convoglio militare libico è entrato in Niger, scortato da soldati di Niamey. Secondo fonti locali e francesi, non si esclude che anche Gheddafi possa unirsi ai soldati in fuga, per poi dirigersi in Burkina Faso, il cui governo ha offerto asilo diplomatico al deposto leader libico.
"Gli sviluppi sono difficili da prevedere, può darsi che si arrivi a qualche forma di accordo con le autorità di transizione libiche. Mi sembra di cogliere comunque i segnali di reali sforzi di pacificazione" prosegue mons. Martinelli.
Nel frattempo la stampa internazionale segnala, come ha fatto anche Human Rights Watch, diversi episodi di violenza nei confronti degli immigrati africani in Libia. "Questo è un problema che mi rattrista molto, perché questi poveri immigrati africani, da una parte o dall'altra, sono sempre oggetto di violenze" commenta Mons. Martinelli. "Non so bene chi sia responsabile delle violenze contro gli africani, se le nuove autorità o gruppi sciolti di 'pulizia'. Gli africani offrono un servizio importante al Paese, perché fanno tutto. È vero che li hanno sfruttati anche come mercenari, ma la maggior parte di loro sono impiegati in lavori civili, che sono indispensabili anche nella nuova Libia" sottolinea il Vicario Apostolico di Tripoli.
"La cosa certa è che questi episodi dimostrano che non c'è piena sicurezza nel Paese. Le autorità di transizione hanno comunque ribadito che la loro priorità è la sicurezza. Staremo a vedere come si sviluppa questo cammino di riconciliazione. Speriamo per il meglio" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 6/9/2011)

domenica 4 settembre 2011

Papa: Dobbiamo correggere il fratello che cade in errore.

     

"Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo". Dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, all'angelus, Benedetto XVI ha ricordato come l'amore fraterno comporti anche un "senso di responsabilità reciproca". E questo vuol dire richiamare sulla retta via un fratello che si è macchiato di una colpa, prima personalmente e poi, mano a mano, a livello di comunità. Un cammino che può portare, davanti all'ostinazione del fratello, anche alla separazione dalla comunità della Chiesa. "Tutto questo -- ha chiarito il Pontefice -- indica che c'è una corresponsabilità nel cammino ... More

I giovani di Terra Santa di ritorno dalla GMG

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http://www.youtube.com/watch?v=cQj4tLBfH_k

Video di terrasanta sul calo di turisti: 2 ore di coda per la grotta della nascita a Betlemme!

http://www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=3212&wi_codseq=++++++&language=it

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venerdì 2 settembre 2011

Tacio e Boguslav nuovi diaconi   versione testuale
 

Udine (2 settembre, ore 17) - Con gioia la Chiesa Udinese<+tondo> sta per accogliere due nuovi diaconi: Tacio Alexandre Puntel e Boguslaw Kadela. Riceveranno il primo grado dell’ordine sacro domenica 4 settembre alle ore 16.30 nella Cattedrale di Udine dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato. Entrambi diventano diaconi «transeunti», ossia in attesa di ricevere l’ordinazione sacerdotale nei prossimi mesi.
 
Tacio Alexandre Puntel è un brasiliano di origine carnica, più precisamente della parrocchia di S. Daniele profeta in Paluzza. I nonni emigrarono nello stato di Rio Grande do Sul, come tanti friulani a fine ’800 inizio ’900. Il parroco di Paluzza, don Tarcisio Puntel, andò in visita alla famiglia in Brasile e, vedendo Tacio Alexandre impegnato nei gruppi giovanili cattolici, lo invitò a studiare in Friuli, dove poi è maturata la sua vocazione. Ora ha 32 anni e attualmente, dopo la parrocchia di S. Andrea a Paderno, presta servizio pastorale nella parrocchia di S. Lorenzo martire in Buia.
 
Boguslaw Kadela, 35 anni, invece è nato in Polonia da una famiglia povera. Venne in Italia nel 1999 a raccogliere frutta in Trentino e si innamorò dell’Italia. Ci tornò più volte come turista e pellegrino, finché non incontrò il parroco di Pontebba, don Arduino Codutti, che gli fece comprendere la sua vocazione. Ha prestato servizio nella parrocchia di S. Michele Arcangelo in San Daniele del Friuli ed attualmente è in servizio pastorale nella parrocchia di S. Maria Assunta in Gemona del Friuli.
Tutti i fedeli dell’arcidiocesi – in particolare, naturalmente, quelli delle comunità di origine e in cui hanno operato i due seminaristi – sono invitati a condividere nella preghiera e nella gioia questo importante evento liturgico per la vita della Chiesa Udinese.
Al termine della celebrazione, tutti sono invitati a partecipare al momento conviviale presso i locali del Seminario Arcivescovile di Udine, in viale Ungheria 22.
 
«Sto per vivere l’epilogo di lunghi anni di preparazione e di attesa – spiega Tacio Puntel illustrando i suoi sentimenti alla vigilia della celebrazione –. Una scelta molto forte, nella quale mi voglio impegnare a fondo. D’ora in poi la mia vita cambia radicalmente, c’è un impegno per tutta la vita con il Signore e con la Chiesa Udinese. A Buja, sto vivendo un’esperienza pastorale molto bella, inserito in una comunità estremamente viva con sacerdoti molto bravi. Sto vicino ai giovani, aiuto il parroco e il cappellano nelle celebrazioni e di vivere nella comunità».
 
«La vocazione l’ho avvertita soprattutto a partire dal 2000, quando ho fatto il servizio militare obbligatorio in Polonia e ho vissuto un anno di distacco dai familiari e dalla mia passione che era l’informatica – racconta Boguslaw Kadela –. Sentivo il desiderio di aiutare in qualche modo la gente, e credendo in Dio, ho cominciato a pregare per le persone che mi stavano a cuore e perché il Signore mi indicasse una vocazione, qualcosa a cui dedicarmi per tutta la vita. Ero convinto che non era l’informatica».
Questo desiderio cresceva col tempo, ma la svolta si verificò solo quando Boguslaw, in visita in Italia, incontro il parroco di Pontebba, don Arduino Codutti, e a lui confidò la sua inquietudine: «Lui mi consigliò di entrare in Seminario e di farlo qui in Friuli, dove c’è tanto bisogno a causa della mancanza di sacerdoti – prosegue Boguslaw –. Vivere a Castellerio è come stare in una grande famiglia. Ci sono tante gioie e a volte anche la fatica. La comunità ti fa un po’ da specchio, che ti aiuta a correggere alcune cose di te di cui da solo non ti eri accorto». Boguslaw si appresta a diventare diacono con gratitudine: «È l’ultima tappa prima del sacerdozio; mi sento molto più immerso e coinvolto nella vita della Chiesa. Mi rendo conto che è un dono molto grande, del quale mi sento indegno».
 

Restauri più snelli per Palmanova

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/08/26/news/restauri-piu-snelli-a-palmanova-firmato-l-accordo-1.788898

Novità alla capitaneria di porto!

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/08/26/news/capitaneria-napolitano-lascia-l-incarico-1.788890

mercoledì 24 agosto 2011

Com'è andata economicamente?

La Gmg e l'economia spagnola

Video Udienza del mercoledì a Castelgandolfo

Benedetto XVI: La GMG è stata "una vera cascata di luce".

Un articolo di Avvenire sulla GMG di Rio

«Gmg 2013, Rio de Janeiro
aspetta il mondo a braccia aperte»

clicca qui

"Feria Vocacional"

EUROPA/SPAGNA - La crisi delle vocazioni svuota seminari e conventi ma la Chiesa del paese promuove la cosìddetta "Feria Vocacional"

Madrid (Agenzia Fides) - In tutta la Spagna, nel 2010, sono stati ordinati solo 162 sacerdoti e l'età media dei religiosi nel paese è di 70 anni. La crisi delle vocazioni sta svuotando seminari e conventi, e causa molta preoccupazione nell'ambito della Chiesa Cattolica che ha rivolto diversi appelli pubblici a Papa Benedetto XVI per invertire una tendenza irrefrenabile che vede calare notevolmente il numero dei membri di molte congregazioni, soprattutto in Europa. Lo scorso anno, in Spagna nel 40% delle diocesi non ci sono state nuove vocazioni. Né è migliore la situazione nelle congregazioni religiose che negli ultimi 15 anni le ha viste diminuire del 30%. Per cercare di far fronte a questa emergenza la Confederazione dei Religiosi di Spagna sta programmando possibili fusioni per garantire la sopravvivenza di alcune comunità oltre a ricorrere agli aiuti della 'ley de Dependencia' che si occupa di assistere quelle principali che non sono in grado di farlo in alcuni conventi a causa dell'età avanzata e del delicato stato di salute del resto dei religiosi. Consapevole di questa situazione e per attirare nuove possibili vocazioni, la Chiesa ha approfittato della visita del Papa in occasione della recente GMG appena conclusa, per organizzare la cosìddetta "Feria Vocacional", una vetrina completa dell'offerta spirituale di congregazioni e ordini religiosi che la Chiesa cattolica ha in tutti e cinque i continenti. (AP) (23/8/2011 Agenzia Fides)

martedì 23 agosto 2011

Radiovaticana: Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù


◊   Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù, ieri Plaza de Cibeles, a Madrid, si è nuovamente riempita dell’allegria e della fede dei giovani: circa 200 mila ragazzi del Camino neocatecumenale si sono riuniti per un incontro vocazionale, presieduto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela. Presenti altri cinque cardinali e circa 59 vescovi. A intervenire anche gli iniziatori del Cammino, Kiko Arguello e Carmen Hernandez, assime a padre Mario Pezzi. Il servizio della nostra inviata, Debora Donnini:

"In questa celebrazione vogliamo raccogliere i frutti del magistero del Papa e gli vogliamo dire che siamo disposti a dire sì a Cristo". Lo ha detto il cardinale Rouco Varela nell’omelia dell’incontro vocazionale con i giovani del Cammino neocatecumenale, che viene generalmente organizzato dopo la fine delle Gmg. Prima di arrivare a Madrid, i ragazzi provenienti dai cinque continenti hanno annunciato il Vangelo per le strade in 500 città dell’Europa e alcuni hanno raccontato esperienze toccanti. Presenti all’incontro anche altri cinque cardinali, fra i quali il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, e il presidente merito del Pontifico Consiglio Cor Unum, mons. Paul Josef Cordes. Ci sono anche 59 vescovi. All’inizio della celebrazione della Parola, è stata ascoltata una sinfonia sulla sofferenza degli innocenti composta da Kiko che nella sua catechesi ha sottolineato l’urgenza della nuova evangelizzazione. “Rompete le tavole” diceva Nietzsche, ma l’uomo che si separa da Dio, sottolinea Kiko, nel suo essere più profondo rimane distrutto. Cristo invece ha preso su di sé la sofferenza vincendo la morte e mostrando che la verità non è vivere per se stessi ma amare. A seguire, un momento di preghiera in grande raccoglimento e quindi le chiamate vocazionali: circa 5 mila ragazzi, alzandosi e salendo sul palco, hanno manifestato la loro disponibilità a iniziare un percorso per diventare sacerdoti, 3.200 ragazze per la vita consacrata. E intanto negli applausi dei giovani e nelle catechesi risuonava ancora forte l’affetto per Benedetto XVI, al quale questa generazione ormai sente di appartenere.
Durante l'incontro dei giovani neocatecumenali, la nostra inviata, Debora Donnini, ha avvicinato uno degli iniziatori del Cammino, Kiko Argüello, e gli ha chiesto anzitutto di descrivere la missione, all'insegna dell'annuncio evangelico, che i ragazzi hanno vissuto tra i paesi dell'Europa prima di approdare a Madrid per la Gmg:

R. - E’ venuto un gruppo di 270 persone dall’Iraq, un gruppo dalla Palestina, appartenenti al Cammino, che sono andati nelle zone musulmane, cantando: siamo rimasti sorpresi perché i musulmani li hanno accolti molto bene. Dappertutto abbiamo avuto delle conversioni: una ragazza a Londra, che viveva in strada, che era stata violentata, ha incontrato due di questi giovani che le hanno parlato e ha raccontato loro che, curiosamente, aveva sognato proprio che due ragazzi le si sarebbero avvicinanati… L’hanno portata in comunità ed è stata salvata: ha cambiato la sua vita. Ai giovani abbiamo soprattutto detto di recarsi nei paesi, anche in quelli più piccoli. Alcuni di questi molto poveri, dove magari la chiesa è chiusa e non ci sono preti… ebbene: questi paesi si trasformavano! Tutti sono venuti, hanno aperto le loro case, hanno invitato i ragazzi a mangiare con loro e dopo hanno condiviso l’Eucaristia. L’Europa sta davvero aspettando il Vangelo. Penso che Giovanni Paolo II sia stata un profeta e penso che questa Gmg e questo incontro abbiano avviato una nuova evangelizzazione. Quello che ci ha veramente sorpreso è questo: noi siamo giunti Madrid in circa 200 mila, eppure il resto dei ragazzi - in tutto erano due milioni - erano meglio di noi: sono stati ore ed ore sotto il caldo e non abbiamo visto un ragazzo che ha protestato. Un giornalista diceva: “Siete qui da sei ore, con 39 gradi... e siete contenti?”. E i ragazzi rispondevano: “Sì, siamo contenti. Tutto questo lo abbiamo offerto a Gesù Cristo”.

D. - Alla Messa conclusiva della Giornata mondiale della gioventù, il Papa ha insistito molto sulla nuova evangelizzazione e il Cammino sente molto questo aspetto…

R. - Quando il Beato Giovanni Paolo II ha riconosciuto il Cammino ha detto: “Auspico che i miei fratelli dell’episcopato aiutino questa opera per la nuova evangelizzazione”. E’ stato lui che ha detto: “Questa è un’opera per la nuova evangelizzazione”. Ora stiamo aprendo le “missio ad gentes” ovunque e con grande successo.

D. - In questo incontro vocazionale si sono alzati circa 5 mila ragazzi, dando la loro disponibilità ad iniziare un percorso per diventare dei sacerdoti, e 3.200 ragazze per la vita consacrata: questo è giàun frutto importante…

R. - Mai si erano alzati tanti! Io credo che questo sia stato frutto dell’incontro col Papa: abbiamo visto che quanto i ragazzi ascoltano il Papa ricevano una grazia speciale. Quando chiediamo ai ragazzi: “Perché ti sei alzato?”; tutti rispondono dicendo: “Mi ha toccato quello che ha detto il Papa in quel punto o in quell’altro…”. In queste Giornate, le parole del Papa hanno come una grazia speciale per i giovani. Noi raccogliamo il frutto di quello che ha fatto la Chiesa, di quello che ha fatto Benedetto XVI. Anche e soprattutto riguardo all’evangelizzazione, i ragazzi avvertono una grande felicità. Dicono: “Sono stati i giorni più felici della mia vita, vorrei continuare così!”. (mg)

Suor Maria Rosella Girardi

Per chi l'ha conosciuta a San Giorgio ricorre l'anniversario di morte e una preghierina si può fare, magari un canto(lei era esperta)...chi vuole saperne di più vada su cristiansdisanzorz tramite google.

lunedì 22 agosto 2011

E' un posto di giochi e di ritrovo delle persone, sembra un giardino condominiale


san giorgio di nogaro

Siringhe trovate nel parco, appello del sindaco Del Frate


leggi l'articolo

Dal Movimento dei focolari: Riassunto


22 agosto 2011

Prima che si spengano i riflettori sulla straordinaria XXVI edizione della Giornata Mondiale della Gioventù, che ha visto congregarsi circa 2 milioni di giovani di tutto il mondo attorno a Benedetto XVI, pubblichiamo quanto ci arriva da Madrid con le notizie degli ultimi giorni.

“Il 19 agosto si è svolta la Via Crucis in un posto centrale della città utilizzando magnifiche immagini tradizionali della processione della Settimana Santa (note come “los pasos”) arrivate dalle diverse regioni spagnole.
Era da non credere, nonostante il caldo e la stanchezza accumulata, vedere le centinaia di miglia di giovani da ogni parte, sapendo che l’indomani sarebbero continuate le catechesi in tanti punti della città.
Un momento tanto familiare: il pranzo in Nunziatura di Papa Ratzinger con 12 giovani dei vari continenti. Sono felici e anche commossi, nonostante tutto si sia svolto con estrema normalità.
Tutti ripetevano che il Papa aveva ascoltato più che parlato; che voleva sapere con quale atteggiamento vivevano i giovani la GMG e quali erano i lori interessi e quelli dei loro coetanei. Insomma voleva conoscere da loro la realtà dei giovani di ogni parte del mondo. Solo alla fine hanno chiesto al S. Padre cosa lui si aspettasse da loro: “Che siate testimoni della fede ognuno nel proprio ambiente – ha risposto –, radicati in Cristo”, essendo sempre fonti d’entusiasmo e di gioia.
Ed è ciò che abbiamo sperimentato alla sera durante il Get together – momento di preghiera e adorazione -, organizzato dai Giovani per un Mondo unito in una grande chiesa  dedicata alla Madonna del Carmelo. Impossibile descrivere la gioia e, al contempo, la solennità che regnavano.
Contro ogni previsione, la Chiesa era già piena mezz’ora prima; per cui si è dovuta allestire anche l’ampia cripta, collegata attraverso il video. Il programma si è svolto in spagnolo, inglese e italiano.
I canti si alternavano tra la band dei Giovani per un mondo unito spagnola e il complesso internazionale Gen Rosso, ormai ben affiatati grazie al lavoro fatto insieme nelle ultime serate.
Hanno aperto l’evento Rafael di Porto Alegre e Natalia di Shanghai, raccontando le loro testimonianze sull’impegno di vivere il Vangelo.
Poi, Chiara Lubich attraverso una video registrazione rivolta ai giovani radunati a La Coruña per la GMG del 1989 – ci ha portati su un altro piano. Era come se lei fosse in mezzo a noi a parlarci dell’immenso progetto che Dio ha sulla vita di ciascuno di noi!
Con questo altissimo respiro diveniva naturale adorare Gesù presente nell’Eucarestia esposta da Mons. Andrés Carrascosa, Nunzio del Panama.
Tra canti e brani musicali, è avvenuto questo meraviglioso e intimo tu a tu con Dio.
Ci siamo congedati dandoci appuntamento domani a ‘Cuatro Vientos’ (aerodromo militare della periferia di Madrid) per l’attesissima Veglia con Benedetto XVI. La quale, come tanti hanno potuto vedere, si è svolta tra pioggia e tempesta, senza intaccare minimamente l’ardore e l’entusiasmo dei giovani, tutti concentrati nella preghiera. Tanto da far esclamare al Papa: “Grazie della vostra gioia e della vostra resistenza. La vostra forza è stata più forte della pioggia.”
Le TV di tutto il mondo hanno trasmesso le straordinarie immagini di quel mare di giovani sotto il sole (circa due milioni, secondo gli organizzatori), attenti alle parole di Benedetto XVI, nella S.Messa: Rispondetegli con generosità e audacia, come corrisponde a un cuore giovane qual è il vostro. Ditegli: Gesù, io so che Tu sei il Figlio di Dio, che hai dato la tua vita per me …Tu mi conosci e mi ami. Io mi fido di te e metto la mia intera vita nelle tue mani. …. Tu sia la forza che mi sostiene, la gioia che mai mi abbandona….Comunicate agli altri la gioia della vostra fede.”. E il suo invito per la prossima edizione della GMG nel 2013 a Rio de Janeiro, in Brasile, è stato accolto con grande entusiasmo.”

Dalla nostra corrispondente Dolores García

Testimonianza e difficoltà climatiche e organizzative

I giovani verso casa per testimoniare l'esperienza della Gmg


Alla Giornata mondiale della gioventù hanno partecipato circa due milioni di giovani: sono venuti da tutti i continenti per testimoniare la fede in Gesù e nella Chiesa attorno al Vicario di Cristo. Ora stanno ritornando a casa per ridare agli altri quello che hanno ricevuto. Ascoltiamo alcune testimonianze raccolte da Marina Tomarro:RealAudioMP3

R. – Qui a Madrid ho incontrato tanta gente che crede veramente, che ha fede …

R. - Ci si guarda e ci si sorride, perché qui siamo venuti tutti in nome di Cristo e questo è importante anche nei momenti di sconforto, quando uno tende a volte ad allontanarsi …

D. – Il Papa vi ha chiesto di rimanere saldi nella fede e radicati in Cristo nonostante le difficoltà ...

R. – Questo è il modo per capire se la nostra fede è forte e se noi siamo venuti a Madrid come turisti o come veri cristiani!

R. – Io penso che la fede vada vissuta a partire dal quotidiano, dall’accostarsi ai Sacramenti, frequentemente, quindi, questo ci prepara anche ad affrontare momenti di difficoltà e di dolore.

R. – Inviterò chi, come me, non partecipa a questi eventi o non va molto a Messa, a riaccostarsi alla Chiesa, a provare almeno, perché si fa sempre in tempo a ricominciare.

D. – Il Papa vi chiede anche di portare il vostro messaggio di fede a quei ragazzi che sono rimasti a casa, vostri amici, e che sono ancora in cerca della luce della verità ...

R. - Racconterò che le paure che avevo all’inizio, prima di venire qua, svaniscono e che è stato stupendo, ci sono poche parole per esprimere questa esperienza …

R. – Sicuramente racconterò questa esperienza che ha riempito tanto il cuore. Vado a casa con una gran forza …

R. – Speriamo davvero che attraverso i nostri occhi riusciranno a capire che gioia abbiamo vissuto qui alla Gmg. Bisogna testimoniare soprattutto con i fatti, con la solidarietà, con l’amore, questo è l’unico modo per portare Gesù agli altri.

R. – Bisogna partire da quello che è il nostro comportamento personale, dall’umiltà che mettiamo nel fare le cose, essendo – come diceva don Bosco – semplicemente buoni cristiani e onesti cittadini. (ma)

I giovani hanno, dunque, vissuto la Gmg con grande gioia: non sono mancate le difficoltà, ma sono state vissute nello spirito del pellegrinaggio, come ci riferisce da Madrid il nostro collega Roberto Piermarini:RealAudioMP3

R. – Come potete immaginare la difficoltà più grande è stata quella climatica: sabato, sulla spianata di Cuatro Vientos, c’erano addirittura 43, 44 gradi. C’era un caldo veramente asfissiante. Poi, durante l’incontro del Papa, mentre stava pronunciando il suo discorso, c’è stato invece un forte temporale che ha ovviamente creato disturbo. I ragazzi, però, hanno vissuto il tutto con molta gioia e senza nessuna preoccupazione. Quello che poi ha colpito qui, all’interno di questo pellegrinaggio, è stata la pazienza dei giovani. Devo dire che è stata una cosa impressionante, perché hanno dovuto sostenere lunghe file per gli accrediti, per accedere sulla spianata ed anche per usufruire dei servizi. Immaginate un milione e mezzo di giovani, concentrati in un’area: ovviamente i primi problemi da affrontare sono quelli logistici. La difficoltà maggiore, all’inizio, è stata quella dell’acqua: faceva molto caldo, i giovani dovevano bagnarsi la testa e bere molto per evitare le insolazioni e devo dire che i centri di soccorso erano pieni di persone che avevano subìto colpi di sole. Si diceva poi che 200 mila di loro sono rimasti fuori dalla spianata perché non sono riusciti ad accedervi. Inoltre, le difficoltà dei bagni chimici: ma questo problema si presentava, ovviamente, nelle ore di punta dell’incontro. Altro aspetto – ma devo dire che anche questo è stato vissuto con molta responsabilità – è stata la delusione per non poter ricevere la Comunione durante la Messa di ieri, perché sono crollate alcune strutture dove erano conservate le ostie. Non è stato perciò possibile distribuire a tutti la Comunione, cosa che invece è stata poi fatta nelle parrocchie, durante il pomeriggio. I giovani si sono riversati nelle parrocchie per ricevere la Comunione. Quello che ha colpito a Madrid è stato l’atteggiamento di questi giovani che, con canti e balli, hanno creato un clima di festa in tutta la città e, a proposito di ciò, in questi giorni la stampa ha parlato addirittura di “nuova rivoluzione”, la rivoluzione dei giovani. Un’altra cosa importante è che molti di questi giovani non sono arrivati qui, a Madrid, soltanto per fare un viaggio. Molti giovani europei – ma anche quelli provenienti dagli altri continenti – prima di arrivare a Madrid hanno compiuto una “missione popolare”: a coppie si sono recati nelle strade, portando striscioni e cantando, e questo succedeva in tutta Europa. I giovani brasiliani, ad esempio, lo hanno fatto in Portogallo, gli italiani nel nord Italia, in Francia ed in Spagna, gli spagnoli ovviamente in Spagna e questo per rispondere un po’ a quello che il Papa ha detto ieri, nella sua omelia: “Non è possibile incontrare Cristo e non farlo conoscere agli altri. Non conservate Cristo per voi stessi, ma comunicate agli altri la gioia della vostra fede”. E questi giovani lo hanno fatto, con molto coraggio, nelle piazze e nelle strade d’Europa. (vv)


La meglio gioventù del Papa vola a Rio

Articolo riassuntivo de lastampa.it

Destinanzione Rio
Destinazione Rio

Benedetto XVI chiude il grande raduno di Madrid: appuntamento tra due anni in Brasile

GIacomo Galeazzi Madrid
Ci vediamo a Rio de Janeiro tra due anni», scandisce il Papa davanti ad un oceano di mani alzate. E subito i ragazzi spagnoli consegnano ai coetanei brasiliani la Croce delle Gmg, che da qui al 2013 attraverserà il Brasile per la preparazione del prossimo raduno mondiale. «Il mondo ha bisogno certamente di Dio, solo il suo amore dà senso alla vita», assicura Joseph Ratzinger sollecitando la «sua gioventù» a partecipare all'attività di parrocchie, comunità e movimenti, ad andare a messa, confessarsi e pregare.


All'aeroporto di Madrid, due milioni di giovani travolgono d'entusiasmo Benedetto XVI, leader planetario: la «fiesta» della fede è stata un successo oltre ogni più ottimistica previsione. Fedeli al Pontefice nonostante prima l'afa, poi la tempesta, quindi la mancanza d'acqua e una notte quasi insonne, i pellegrini hanno affollato come mai nella storia il momento finale della Gmg fra centinaia di vescovi e cardinali.


Mentre scende il sipario sulla kermesse dei record, i Papa-boys ricevono il compito di «testimoniare la fede negli ambienti più diversi, anche dove vi è rifiuto o indifferenza». L'individualismo è una tentazione anche per i cristiani, perciò «vivete in comunione con la Chiesa». I ragazzi avevano già assistito sabato sera alla veglia di preghiera interrotta dall' improvviso nubifragio che aveva costretto Benedetto XVI a sospendere la lettura dell'omelia e provocato sette feriti non gravi. «Vi ho pensato molto in queste ore in cui non ci siamo visti», ha improvvisato ieri Benedetto XVI appena salito sul palco, dopo essere stato accolto dai reali di Spagna, aver fatto un giro in papamobile tra i ragazzi che lo acclamavano e aver vestito i paramenti liturgici. «Spero che abbiate potuto dormire un pò, sono certo che questa mattina avete alzato gli occhi al cielo, non solo il cuore».


Il maltempo ha impedito che tutti potessero fare la comunione: le tende dove erano custodite ostie e pissidi erano inagibili per vento e pioggia. L'inconveniente ha suscitato un generale rammarico (espresso anche attraverso sms e Twitter) perché alla fine la quasi totalità dei presenti non ha potuto ricevere l'ostia. Le «sentinelle» di Cuatro Vientos saranno gli «apostoli della nuova evangelizzazione», ai quali «spetta lo straordinario compito di essere discepoli e missionari di Cristo in altre terre e paesi dove vi è una moltitudine di giovani che aspirano a cose più grandi». Scorgendo nei propri cuori la possibilità di valori più autentici, «non si lasciano sedurre dalle false promesse di uno stile di vita senza Dio». Benedetto XVI ha chiesto ai ragazzi di pregare per il Papa, «perché il successore di Pietro possa proseguire confermando i suoi fratelli nella fede» e ha auspicato che «tutti nella Chiesa, pastori e fedeli, ci avviciniamo ogni giorno di più al Signore, per crescere nella santità di vita e così dare testimonianza efficace di Gesù».


Il Pontefice ha celebrato con 750 vescovi e circa 14mila sacerdoti di ogni nazione: tra letture bibliche e preghiere, oltre allo spagnolo sono stati utilizzati italiano, francese, cinese, arabo, polacco e tedesco. Al momento dell'Angelus ha rispettato la tradizione delle Gmg, che vuole che nella messa conclusiva si annunci il luogo e la data del successivo raduno mondiale. Il prossimo sarà a Rio de Janeiro nel 2013, tornando, non si sa se definitivamente o no, alla periodicità biennale in uso fino al 2000, quando si passò a quella triennale. «Spero di potervi incontrare - ha detto il Papa parlando in portoghese - fra due anni nella Gmg a Rio de Janeiro, Brasile». Il folto gruppo di brasiliani vestiti di verde e con le bandiere verdi e oro ha accolto l'annuncio con salti e grida di gioia.Il «Papa del sorriso», lo ha ribattezzato Tele-Madrid, che copre ogni suo passo in Spagna. Ed effettivamente Benedetto XVI non ha mai smesso di sorridere, alle centinaia di migliaia di giovani che lo acclamano, alle suore che lo accolgono con cori da stadio, ai docenti universitari che gli tributano ovazioni, al vecchio «nemico» Zapatero che esce di scena, al futuro «alleato» Rajoy.


Per il Papa tutto è andato per il meglio nel paese che più ha visitato dall'inizio del pontificato: la Gmg lo è circondato del calore e dell'affetto di una colossale massa di fedeli. Il periodo buio della crisi dei preti pedofili, che gravava sui viaggi precedenti, è superato e la rievangelizzazione della Spagna si presenta sotto migliori auspici. E secondo Joseph Ratzinger la collaborazione tra Chiesa e istituzioni civili non solo è possibile, ma quando Chiesa e istituzioni «si orientano al servizio di iniziative comuni si realizza il principio del bene che integra tutti nell' unità».

Unità

22/08/2011 

Il capo dei lefebvriani convocato in Vaticano

Leggi l'articolo de lastampa.it cliccando qui

AFRICA/LIBIA - "I combattimenti sono ancora in corso" affermano a Fides fonti locali da Tripoli

Nota dello scriba: Forse sono notizie vecchie...

Tripoli (Agenzia Fides)- "I combattimenti e i cannoneggiamenti sono ancora in corso. È un disastro" dicono all'Agenzia Fides da Tripoli fonti locali, che hanno chiesto l'anonimato per ragioni di sicurezza.
"Non sappiamo come sta evolvendo la situazione perché uscire di casa significa mettere a rischio la vita".
La capitale libica è stata investita dall'offensiva dei ribelli e al momento non si conosce la sorte del leader Gheddafi.
Le fonti di Fides ricostruiscono così gli ultimi avvenimenti: "I ribelli hanno iniziato la loro offensiva venerdì sera. Sabato 20 agosto alle 9 del mattino sono iniziati violenti combattimenti che sono durati fino all'una. Domenica 21 i combattimenti sono ripresi con violenza e sono durati tutta la giornata. I bombardamenti aerei della NATO sono continuati fino a ieri. Sono stati molto violenti specialmente sabato durante le prime fasi dell'offensiva di terra". (L.M.) (Agenzia Fides 22/8/2011)

Tony ci invita a leggere l'economista Bruni intervistato da cittanuova.it

Ti invito a leggere questo articolo

http://www.cittanuova.it/contenuto.php?idContenuto=35947

domenica 21 agosto 2011

Il Papa: «Nel 2013 Gmg a Rio de Janeiro»

Il Pontefice dice addio a Madrid. La giornata mondiale della gioventù ridiventa biennale

Clicca qui per leggere l'articolo sul corriere.it

Anche il Portale della diocesi di Udine li aspetta)))

I pellegrini friulani alla veglia della Gmg   versione testuale
Dopo la Via Crucis, trasferimento all'aeroporto

UDINE (20 agosto, ore 9) - A Madrid continuano gli appuntamenti per le giornate mondiali della gioventù. Erano 700 mila ieri i ragazzi presenti alla via crucis, in Plaza de Cibeles. Il Santo Padre ha invitato tutti a caricarsi sulle spalle la sofferenza del mondo, spiegando che« la croce non fu l’esito di un insuccesso, ma il modo di manifestare l’offerta di amore, che giunge fino alla donazione più smisurata della propria vita».
Ieri sera hanno partecipato alla via Crucis anche i 350 pellegrini friulani che oggi si trasferiranno all’aeroporto della capitale «Cuatro Vientos». Lì questa sera è in programma la grande veglia di preghierà. Domani mattina, poi, alle 9.15 ci sarà la solenne celebrazione conclusiva della Gmg 2011, che Radio Spazio 103 trasmetterà integralmente in diretta. Vi ricordiamo, inoltre, che anche questa mattina, alle 10.30 ci sarà il collegamento con i pellegrini friulani presenti a Madrid per ascoltare le loro testimonianze.

GMG, quando nel confessionale c’è il Papa

Da Blogosfere arrivano foto di pellegrini!

Giornata Mondiale della Gioventù 2011: i pellegrini a Madrid (foto)

Radiovaticana: intervista a Dino Boffo

Dino Boffo: mass media "avari" con la Gmg


La Gmg è un evento che sta coinvolgendo centinaia di migliaia di giovani giunti a Madrid da tutti i continenti. Ma come stanno seguendo i mass media italiani e internazionali la Giornata mondiale della gioventù? Sergio Centofanti lo ha chiesto a Dino Boffo, direttore di Tv2000:RealAudioMP3

R. - Lo stanno seguendo come al solito … con molta parsimonia, vorrei quasi dire con avarizia. Capisco che questa è un’estate più strana di altre, perché gli eventi non mancano, tuttavia, l’attenzione data alla Gmg è un’attenzione molto avara, ed è un peccato perché sarebbe un evento capace di far respirare il mondo, di dare dei barlumi di speranza in una situazione che peraltro non induce all’ottimismo, però l’uomo di oggi deve pur trovare dei pertugi dai quali far filtrare la luce e verso i quali incamminarsi. A me sembra che l’evento di Madrid sia senz’altro uno di questi pertugi, ed è un peccato che i media nazionali ed internazionali non si siano impegnati a raccontarlo come avrebbero meritato, come merita ancora … sono ancora in tempo se vogliono.

D. – Invece, Tv 2000 sta seguendo la Gmg in modo davvero intenso ...

R. – Diciamo che noi ci siamo profondamente rinnovati proprio in vista di questo evento. La scelta di questo rinnovamento, partito a luglio, che ha il suo culmine in questi giorni, è una scelta che si è rivelata intelligente, nel senso che abbiamo riscontri assolutamente incoraggianti e ancora una volta si dimostra che i nostri media rivivono, rifioriscono a contatto con le Gmg. Era già successo in passato, succede anche in quest’occasione e ne siamo particolarmente fieri. Ci arrivano delle testimonianze di spettatori davvero, davvero toccanti. Siamo andati a Madrid per raccontare un evento vissuto dai giovani, disposti a lasciarsi cambiare da questo evento, oggi dobbiamo prendere atto che chi guarda da casa l’evento, si lascia a sua volta contagiare da questo cambiamento. Abbiamo dei telespettatori che telefonano e dicono: “Io, guardando la televisione, sto cambiando!”. Mi sembra il riconoscimento più grande che possiamo raccogliere nel nostro lavoro! (ma)

Chiara Luce alla GMG

Tra gli eventi della Giornata mondiale della gioventù, il musical sulla vita di questa giovane beata. Più di 5 mila gli spettatori all'auditorium Pilar García Peña. Da Focolare.org
 
Art tratto da: Cittanuova.it



Chiara Luce
All’interno del vasto programma culturale predisposto per questa Giornata mondiale della gioventù, un evento che, secondo alcuni mezzi di comunicazione, è “essenziale”: il musical “Life, love, light” sulla vita della Beata Chiara Luce Badano.
 
50 giovani dei Focolari si sono proposti un obiettivo molto ambizioso: offrire questo musical – che era stato presentato solo nella Sala Paolo VI in coincidenza con la beatificazione della giovane italiana - come risposta alle parole di Papa Benedetto XVI: «Vi invito a conoscerla : la sua vita è stata breve, ma il messaggio è grande… Diciannove anni pieni di vita, d’amore, di fede. I suoi ultimi due anni, pieni di dolore, ma sempre con amore e luce, una luce che irradiava attorno a lei, nata dal suo intimo: dal suo cuore pieno di Dio!»
 
Mesi di preparazione, impegno, insieme ad una forte, profonda, esperienza di Dio… e quello che sembrava una sfida raggiungibile solo con un “miracolo” l’altra sera, presso l’auditorium “Pilar García Peña” (Madrid), era una splendida realtà. Dilettanti fino a pochi mesi fa, sul palco sono stati dei veri professionisti. Prima dello spettacolo una componente del gruppo coreografia si è espressa in questi termini: «Vogliamo comunicare che tutti noi possiamo fare il suo stesso cammino. Era una di noi». L’auditorium, con una capienza di 5 mila persone, era completamente pieno e molte persone hanno seguito il musical seduti sul pavimento o in piedi.
 
"Life, love, light" presenta, con un agile intreccio di coreografie, canzoni e testi, le tappe principali della vita di Chiara Badano: l’infanzia con i genitori, i suoi rapporti con gli amici e con la fondatrice del Movimento dei focolari, Chiara Lubich, le speranze, le conquiste ed i fallimenti di questa ragazza, fino al momento cruciale della malattia. «Perché, Gesù?» Si domanda davanti a questo dolore immenso e la risposta: «Se lo vuoi Tu, lo voglio anch’io».
 
Un momento speciale, profondo ed emotivo, la testimonianza dal vivo di Maria Teresa e Ruggero Badano, genitori di Chiara, e poi Chicca Coriasco, la sua migliore amica. Inoltre, la parola è stata data anche a dei giovani presenti che hanno condiviso le loro esperienze, il loro impegno per vivere ogni giorno il Vangelo, come Chiara Luce.
 
Il pubblico ha avuto una forte commozione quando si sono letti dei brani di sue lettere rivolte a Chiara Lubich: «Ho scoperto che Gesù abbandonato è la chiave per l’unità con Dio, l’ho scelto come mio primo Sposo e voglio prepararmi per quando arrivi. Preferirlo».
 
Molti hanno sottolineato la bellezza del musical, la magnifica messa in scena, il linguaggio coinvolgente, attuale e moderno. Alcuni giovani presenti che si sono dichiarati non credenti, si sono detti d’accordo con il messaggio “d’amore e di unità” che si voleva trasmettere.
 
«Non posso correre più, e vorrei passarvi la torcia, come alle Olimpiadi … Perché abbiamo una vita sola, e vale la pena spenderla bene». Queste sono alcune delle ultime frasi di Chiara Luce che rispecchiano quanto vissuto durante la serata dell’altra sera: adesso tocca ad ognuno di noi portare questa torcia.

A Madrid c’è un Papa più rivoluzionario degli indignados

http://www.linkiesta.it/madrid-c-e-un-papa-piu-rivoluzionario-degli-indignados-gmg

Segui il link e leggerai un articolo su varie problematiche riguardanti il papa a Madrid

Post tratto da L'ESPRESSO BLOG

MADRID 4 / La “sapienza misteriosa della croce”


segovia
La Via Crucis lungo il Paseo de Recolectos, la sera di venerdì 19 agosto, momento forte della Giornata Mondiale della Gioventù, è stata contrassegnata da quattordici grandi complessi scultorei che riproducono le scene della passione,  opere di artisti di varie città della Spagna, tradizionalmente portate in processione durante la Settimana Santa.
Ad esempio, la prima stazione ha avuto per sfondo un’ultima cena del 1763, di Murcia. E l’ultima, quella della sepoltura, un Cristo deposto del 1625, di Segovia (nella foto), con accanto una Vergine addolorata del 1675, di Siviglia.
Ad ogni stazione, le meditazioni sono state preparate da monache di Siviglia, le Sorelle della Croce.
Al termine, Benedetto XVI ha dettato, tra l’altro, queste riflessioni:
“Ci ha aiutato in questo itinerario verso il Calvario la contemplazione di queste straordinarie immagini del patrimonio religioso delle diocesi spagnole. Sono immagini nelle quali la fede e l’arte si armonizzano, per giungere al cuore dell’uomo ed invitarlo alla conversione. Quando lo sguardo della fede è limpido e autentico, la bellezza si pone al suo servizio ed è capace di raffigurare i misteri della nostra salvezza fino a commuoverci profondamente e trasformare il nostro cuore. [...]
“Mentre avanzavamo con Gesù, sino a giungere al vertice del suo consegnarsi sul Calvario, ci venivano alla mente le parole di san Paolo: ‘Cristo mi ha amato e ha dato la sua vita per me’ (Gal 2, 20). Davanti ad un amore così disinteressato, colmi di stupore e gratitudine, ci chiediamo ora: Che faremo noi per lui? Quale risposta gli daremo? San Giovanni lo dice chiaramente: ‘Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli’ (1 Gv 3, 16). [...]
“Volgiamo lo sguardo perciò a Cristo, appeso sul ruvido legno, e chiediamogli che ci insegni questa sapienza misteriosa della croce, grazie alla quale l’uomo vive. La croce non fu l’esito di un insuccesso, bensì il modo di manifestare l’offerta di amore che giunge sino alla donazione più smisurata della propria vita. Il Padre volle amare gli uomini nell’abbraccio del suo Figlio crocifisso per amore. La croce nella sua forma e nel suo significato rappresenta questo amore del Padre e di Cristo per gli uomini. In essa riconosciamo l’icona dell’amore supremo, dove impariamo ad amare ciò che Dio ama e come egli lo fa: questa è la Buona Novella che ridona la speranza al mondo”.

La Marcia Francescana in Terra Santa

http://www.youtube.com/watch?v=RxkOabiH3Fg

Segui il link per assistere al video sulla Marcia Francescana in Terra Santa

Israele non pensi alle armi ma a una soluzione politica

Leggi l'intervista a Padre Pizzaballa

Domenica 21 agosto 2010 - San Pio X°


    XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Is 22,19-23)
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo:
«Ti toglierò la carica,
ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà
che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica,
lo cingerò della tua cintura
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme
e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide:
se egli apre, nessuno chiuderà;
se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido
e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 137)
Rit: Signore, il tuo amore è per sempre.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

SECONDA LETTURA (Rm 11,33-36)
Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti,
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 16,18)
Alleluia, alleluia.
Tu sei Pietro e su questa pietra
edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Alleluia.

VANGELO (Mt 16,13-20)
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Il Signore guida sempre la storia umana verso un fine di salvezza e suscita persone generose che con amore guidano il suo popolo. Domandiamo nella preghiera che la sua signoria venga in soccorso ai molti bisogni che la Chiesa e l’umanità presentano a Lui.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Ascolta, Signore, la voce dei tuoi figli.

1.       Tu hai sempre affidato le chiavi del Regno a uomini dal cuore libero e grande. Ti chiediamo, Padre, di benedire e sostenere il successore di Pietro, Benedetto XVI, affinché sulla sua fede tu possa continuare a edificare la Chiesa. Preghiamo.

2.       Tu, in Cristo, hai affidato alla Chiesa il potere di legare e di sciogliere. Ti chiediamo di illuminare la mente degli uomini e delle donne del nostro tempo, affinché, rischiarati dal vangelo, trovino in Gesù la via, la verità e la vita. Preghiamo.

3.       Tu doni speranza al nostro mondo e mai ti stanchi di amarci. Ti chiediamo di illuminare il cuore dei giovani, che fisicamente e spiritualmente sono radunati a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù perché, radicati in Cristo, vivano saldi nella fede e siano coraggiosi testimoni del Vangelo. Preghiamo.

4.       Tu sai solo donare e nulla puoi ricevere da noi. Ti chiediamo, Padre, per tutti noi la capacità di riconoscere la tua grandezza, per saperti lodare gioiosamente nell’assemblea e ritrovare fiducia e speranza. Preghiamo.

5.       Tu da sempre vuoi dialogare con l’uomo. Ti chiediamo, Padre, la gioia di crescere nella fede, perché solo tu puoi renderci testimoni convinti e affascinanti di un dono tanto grande e di un impegno tanto necessario. Preghiamo.

6.       Tu ti riveli sempre Signore della storia ed esorti tutti a collaborare al tuo disegno. Ti chiediamo la capacità di leggere la storia, gli eventi, il quotidiano, per scorgere anche nelle vicende più buie il tuo disegno provvidenziale. Preghiamo.

C – O Signore, l’invito a convertirci trovi l’adesione sincera del nostro cuore. Donaci la forza del tuo Spirito perché possiamo portare a compimento i propositi di bene e la gioia di essere tuoi figli. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.   T - Amen.







venerdì 19 agosto 2011

Un diario da La Nazione di Firenze

Diario della Gmg, preghiera e ricerca di Dio, senza dimenticare l’allegria

I giovani fiorentini e fiesolani nella capitale spagnola attendono l’incontro con il papa
  
I giovani della Gmg
Firenze, 18 agosto 2011 - NONOSTANTE la pioggia non si fermano i Papa Boys fiorentini e fiesolani. Incidente di percorso, durante la notte, che non ha fatto perdere la speranza agli oltre 1400 ragazzi di casa nostra presenti a Madrid. Accoglienza quindi calorosa per l’arrivo di Papa Benedetto XVI che ha trovato i suoi giovani ad attenderlo. Nonostante le varie manifestazioni di dissenso, nessun fiorentino sembra essere rimasto coinvolto. «Non capisco contro cosa manifestano — racconta Giulia a pochi passi dal Palazzo Reale di Madrid — ma più che altro non condivido come lo fanno». Si respira un po’ di stupore tra le fila dei giovani toscani che si domandano: «Perché tanta violenza? — chiede Marco mentre segue il telegiornale in un bar di Baraja, quartiere di Madrid — Cristo rappresenta l’amore per tutti, l’uomo che per i suoi figli è morto sulla Croce. Questi manifestanti vogliono la tolleranza, ma i primi a non tollerare i giovani arrivati a Madrid per la GMG sono loro». Situazione quindi delicata, ma circostritta solo ad alcune zone e alla quale, i giovani toscani, non vogliono reagire.

«Siamo qua per testimoniare una fede, una ricerca — precisa Lucia — e proseguiremo nel nostro percorso. Non siamo qui per manifestare contro nessuno, ma per accogliere chi vorrà incontrarci». La folla nonostante tutto ha creato curiosità un po’ in tutti. «Io sono partito scettico — racconta Emanuele — ma guardatevi intorno. E’ incredibile! Non possiamo credere che qui ci abbia radunato il caso. Questa è la prova che Dio è qui, vivo in mezzo a noi». L’avventura di questi ragazzi prosegue nonostante le difficoltà: moltissimi hanno continuato a seguire le catechesi, le celebrazioni e le occasioni d’incontro. «Ma che siete grulli! — sorride Antonio in metropolitana — qui c’è un mondo di giovani tutto da scoprire. Non ne ho visti così tanti e colorati tutti assieme in vita mia». Poi non è mancato chi, nel tempo libero, è andato alla scoperta di Madrid e dei suoi tesori. Altri invece hanno scelto il relax totale in qualche parco, altri ancora non disdegnano la possibilità di fare nuove conoscenze, magari femminili. La preghiera e la ricerca di Dio restano comunque in primo piano. La maggioranza dei giovani pellegrini vuole percorrere una strada di ricerca interiore: «La vita non è solo materia — afferma Paolo — qui posso dire di essermene reso conto». Non difficile, infatti, trovare nelle varie chiese di Madrid come nelle zone vicine giovani in preghiera o in adorazione eucaristica. «Adorazione e preghiera — ha voluto specificare Maria — alla quale hanno contribuito e partecipato anche tanti spagnoli. E poi vorrei aggiungere una cosa visto che ne ho l’occasione — ha concluso — devo dire grazie a tutti i giovani volontari che ci hanno accolto e grazie anche ai tanti di Barcellona che con gioia ci hanno detto “Benvenidos a Madrid”».

Antonio Degl'Innocenti

Il sindaco: «Per fortuna nessun ferito»

SAN GIORGIO DI NOGARO «Sono contento che nessuno sia rimasto ferito – sospira di sollievo il sindaco Pietro Del Frate –, anche se preoccupazione per la sicurezza c’è stata. Un tema questo che ci vede...

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L'incredibile follia della Spagna laicista

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Papa a Madrid, lavoro degno per giovani priorita' Europa

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