lunedì 17 ottobre 2011

Anno della fede: post n. 1

VATICANO - Il Papa indice l'Anno della Fede "per rafforzarla e approfondirla nella prospettiva missionaria, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Per dare rinnovato impulso alla missione di tutta la Chiesa di condurre gli uomini fuori dal deserto in cui spesso si trovano verso il luogo della vita, l'amicizia con Cristo che ci dona la vita in pienezza... ho deciso di indire un 'Anno della Fede', che avrò modo di illustrare con un'apposita Lettera apostolica. Questo 'Anno della Fede' inizierà l'11 ottobre 2012, nel 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Cristo Re dell'Universo. Sarà un momento di grazia e di impegno per una sempre più piena conversione a Dio, per rafforzare la nostra fede in Lui e per annunciarLo con gioia all'uomo del nostro tempo". Sono le parole con cui il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato l'indizione dell'Anno della Fede durante l'omelia della Celebrazione Eucaristica che ha presieduto nella Basilica Vaticana domenica 16 ottobre, a conclusione del primo incontro internazionale promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Nell'omelia il Papa ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che il convegno si collocasse "nel contesto del mese di ottobre, proprio una settimana prima della Giornata Missionaria Mondiale: ciò richiama la giusta dimensione universale della nuova evangelizzazione, in armonia con quella della missione ad gentes."
Anche prima di recitare la preghiera mariana dell'Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricordato l'incontro sulla nuova evangelizzazione, che "aveva lo scopo principale di approfondire gli ambiti di un rinnovato annuncio del Vangelo nei Paesi di antica tradizione cristiana". Il Papa ha inoltre ricordato che il Beato Giovanni Paolo II aveva chiaramente indicato alla Chiesa "come sfida urgente e appassionante" quella della Nuova Evangelizzazione e "nella scia del Concilio Vaticano II e di colui che ne ha avviato l'attuazione - il Papa Paolo VI - è stato sia uno strenuo sostenitore della missione ad gentes, cioè ai popoli e ai territori dove il Vangelo non ha ancora posto radici, sia un araldo della nuova evangelizzazione. Sono, questi, aspetti dell'unica missione della Chiesa, ed è pertanto significativo considerarli insieme in questo mese di ottobre, caratterizzato dalla celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, proprio domenica prossima."
Ricordando l'indizione dell'Anno della Fede, Papa Benedetto XVI ha proseguito: "Ritengo che, trascorso mezzo secolo dall'apertura del Concilio, legata alla felice memoria del Beato Giovanni XXIII, sia opportuno richiamare la bellezza e la centralità della fede, l'esigenza di rafforzarla e approfondirla a livello personale e comunitario, e farlo in prospettiva non tanto celebrativa, ma piuttosto missionaria, nella prospettiva, appunto, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione." (SL) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Sono giunte dalla Russia e dal Kazakistan per la loro professione religiosa e per un periodo di esercizi spirituali in Terra Santa, presso il Romitaggio del Getsemani. La singolare esperienza di un gruppo di suore russe. Vocazioni giovani, nate quasi dal nulla e in ambienti sociali e familiari totalmente atei More

ilsecoloXIX.it : ...perchè il mercato è quello che è

Bisagno: «Posso costruire a Sestri,
ma non posso assumere tutti»

15 ottobre 2011

Leggi QUI l'articolo intervista a Marco Bisagno

domenica 16 ottobre 2011

Foglio Parrocchiale Domenica 16 ottobre 2011


Non dipende dalla nostra azione


La testimonianza è la chiave d'accesso alla nuova evangelizzazione. Essere evangelizzatori non è un privilegio ma un impegno costante che proviene dalla fede. Così il Papa ai partecipanti al convegno in Vaticano "Nuovi evangelizzatori per la Nuova Evangelizzazione - La Parola di Dio cresce e si diffonde". Benedetto XVI ha ribadito la necessità di accogliere con coraggio l'invito di Cristo ad incontrarlo e a diventare suoi discepoli nel mondo comunicando a tutti la gioia della fede, anche in mezzo all'indifferenza, all'incomprensione e alla persecuzione. L'annuncio può incontrare chiusura e rifiuto ma nonostante tutto continua a crescere e a diffondersi, perché non dipende dalla nostra azione, ma da Di ... More

sabato 15 ottobre 2011

Domenica 16 Ottobre 2011


    XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Is 45,1.4-6)
Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.

Dal libro del profeta Isaìa

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)
Rit: Grande è il Signore e degno di ogni lode.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

SECONDA LETTURA (1Ts 1,1-5b)
Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,15-16)
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia.

VANGELO (Mt 22,15-21)
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, rendere a Dio ciò che è di Dio ci spin­ge alla preghiera, a presentare le nostre invocazioni al Signore con la speranza che nella sua bontà esaudisca le nostre richieste secondo il suo disegno di amo­re.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Guida il tuo popolo, Signore.

1.      Per il Papa, i vescovi e i presbiteri e tutti i ministri del Vangelo: perché nella loro azione apostolica sappiano aiutare gli uomini dei nostro tempo a leggere alla luce della Parola di Dio i segni dei tempi. Preghiamo.

2.      Per tutti coloro che a livello nazionale e locale sono impegnati nell’amministrazione della cosa pubblica: perché, riconoscendo la signoria di Dio sulla storia, sappiano porre in atto leggi giuste e sagge a servizio del bene comune. Preghiamo.

3.      Per tutti i fedeli laici: perché possano rispondere con generosità alla chiamata divina ad una partecipazione attiva alla vita politica. Preghiamo.

4.      Per gli uomini e le donne del nostro tempo: riconoscano le radici dell’attuale crisi economica nella profonda crisi religiosa, in cui il relativismo non permettere di distinguere il bene dal male, e sappiano aderire con coraggio al Vangelo, unica via di salvezza per l’umanità. Preghiamo.

5.      Per la nostra Comunità parrocchiale: perché l’ascolto quotidiano della Parola di Dio, smascherando gli idoli che troppo spesso abitano il nostro cuore, faccia sorgere in noi il desiderio di affidare la nostra esistenza unicamente a Dio. Preghiamo.

C – Padre Santo, tu hai progettato il mondo e hai voluto l’uomo per condurlo a partecipare all’esperienza della tua salvezza. Ascolta le nostre preghiere, guida i nostri cuori all’ascolto della tua Parola, e rendici autentici servitori del bene dei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

T - Amen.




venerdì 14 ottobre 2011

Mons. Pietro Biasatti

È morto mons. Pietro Biasatti   versione testuale
Sacerdote e uomo di cultura, aveva 71 anni

Udine (14 ottobre, ore 16). La chiesa di Udine perde uno dei suoi sacerdoti e uomini di cultura più illustri. E’ infatti improvvisamente scomparso mons. Pietro Biasatti, per 25 parroco di San Giorgio a Udine e poi fino al 2009 guida della comunità di Codroipo.
 
Mons. Biasatti era nato a Beano nel 1940 ed era stato ordinato sacerdote nel 1964. Aveva prestato il suo servizio pastorale anche a Pradamano, Mortegliano e Galleriano e mentre era parroco a Udine ha avuto in cura per quasi 10 anni la comunità di Tualis. Mons. Biasatti è stato anche  moderatore del Consiglio presbiterale diocesano.
 
Il sacerdote era noto nel mondo culturale per aver scritto diversi lavori per il teatro,  tra questi Udine, mille e non più mille e Meracul in badie e Lis olmis di Bertrand con cui vinse nel 94 il premio per il miglior testo nel concorso dell’Associazione Teatrale friulana. Ultima fatica "Statio ad Sextum", rappresentata al Mittelfest di Cividale nel 2009.
 
“Era una artista nel vero senso della parola – ricorda mons. Giulio Gherbezza, parroco di Reana -. Le sue produzioni anche in lingua friulana denotano l’amore per la sua terra, alla quale è rimasto sempre legato ed anche la capacità di leggere il presente. Anche nelle parrocchie dov’è stato, ha sempre portato quest’apertura. E sempre forte in lui – conclude mons. Ghergezza – è stato l’amore per una Chiesa che fosse viva, presente ed accogliente”.

5 giorni di digiuno


Dolore e paura per i copti di Gerusalemme. La comunita' di Gerusalemme soffre con i fratelli d'Egitto: anche nella citta' santa 5 giorni di digiuno e domenica una marcia di solidarieta'.

Servizio/montaggio: Andrea Avveduto
immagini: Joseph Sa'adeh More

giovedì 13 ottobre 2011

VATICANO - Il dolore del Papa per le violenze a Il Cairo e l'invito a pregare per "una vera pace"

AfCittà del Vaticano (Agenzia Fides) - Al termine dell'udienza generale di mercoledì 12 ottobre, tenuta in piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso il suo rammarico per le violenze scoppiate domenica scorsa a Il Cairo, invitando a pregare per la pace nella società egiziana. Queste le parole del Papa: "Sono profondamente rattristato dagli episodi di violenza, che sono stati commessi a Il Cairo domenica scorsa. Mi unisco al dolore delle famiglie delle vittime e dell'intero popolo egiziano, lacerato dai tentativi di minare la coesistenza pacifica fra le sue comunità, che è invece essenziale salvaguardare, soprattutto in questo momento di transizione. Esorto i fedeli a pregare affinché quella società goda di una vera pace, basata sulla giustizia, sul rispetto della libertà e della dignità di ogni cittadino. Inoltre, sostengo gli sforzi delle autorità egiziane, civili e religiose, in favore di una società nella quale siano rispettati i diritti umani di tutti e, in particolare, delle minoranze, a beneficio dell'unità nazionale". (SL) (Agenzia Fides 13/10/2011)

mercoledì 12 ottobre 2011

Il 150° anniversario della nascita al cielo della Venerabile Pauline Marie Jaricot (1799-1862)

EUROPA/FRANCIA - Giornata commemorativa di Pauline Jaricot, fondatrice della Pontificia Opera per la Propagazione della fede: il 9 gennaio a Lione

Lione (Agenzia Fides) - Il 9 gennaio 2012 ricorre il 150° anniversario della nascita al cielo della Venerabile Pauline Marie Jaricot (1799-1862), fondatrice della Pontificia Opera della Propagazione della Fede. Per questa circostanza lunedì 9 gennaio 2012 si celebrerà a Lione (Francia), dove nacque ed è sepolta, una giornata commemorativa alla presenza del Cardinale Philippe Barbarin, Arcivescovo di Lione, Primate delle Gallie, Presidente dell'Associazione Francese delle Pontificie Opere Missionarie. Secondo le informazioni inviate all'Agenzia Fides da p. Pierre-Yves Pecqueux, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Francia, il programma della Giornata commemorativa prevede alle ore 9,30 un Convegno seguito da una tavola rotonda. Alle ore 14,30 la visita alla casa di Pauline Jaricot e alla Basilica di Nostra Signora di Fourvière; alle ore 16,30 i Vespri e alle 18,30 la Messa a San Nizier, dove riposano le sue spoglie mortali.
Pauline Marie Jaricot nacque il 22 luglio 1799 in una famiglia borghese di Lione. Trascorse una infanzia e una adolescenza agiata e mondana. Appena diciassettenne, dopo una grave malattia e la morte della madre, scossa dalla predicazione del suo parroco, inizia una vita di preghiera intensa e un profondo cammino di riparazione e di carità. A 19 anni riunisce le ragazze lavoratrici delle fabbriche e fonda l'Associazione delle Riparatrici. Seguendo il fratello, poi divenuto sacerdote, che faceva parte dell'Associazione di giovani e adulti della Società per le Missioni Estere di Parigi (MEP), i cui membri si impegnavano a pregare e raccogliere offerte per aiutare le missioni in Estremo Oriente, anche Pauline e le Riparatrici si dedicano alla causa missionaria. Nascono così gruppi di 10 persone, ognuna delle quali si impegna a trovare altre dieci persone che preghino e donino settimanalmente "un soldo" per le missioni. Il progetto si estende rapidamente: il 20 ottobre 1820 ci sono già più di 500 iscritti a quella che si chiamerà l'Associazione della Propagazione della Fede, la cui fondazione ufficiale avviene il 3 maggio 1822. Negli anni seguenti l'Opera si espande in Francia, in Europa e nel mondo, mantenendo un rapporto stretto con la Congregazione di Propaganda Fide. Nel 1826 Pauline Jaricot promuove il Rosario Vivente: un gruppo di quindici persone si impegna a recitare ogni giorno una decina del Santo Rosario per la conversione dei peccatori e a meditare il mistero prescelto. Anche questa iniziativa si diffonde presto nel mondo intero. Gli ultimi dieci anni della sua vita sono contrassegnati da stenti e contrarietà di ogni genere. Muore il 9 gennaio 1862. Il 3 maggio 1922 Papa Pio XI dichiara l'Opera della Propagazione della Fede "Pontificia". Papa Giovanni XXIII riconosce le virtù eroiche di Pauline Jaricot il 25 febbraio 1963. Per ulteriori informazioni sulla Giornata commemorativa: jubilepauline@opm-cm.org. (SL) (Agenzia Fides 12/10/2011)

VATICANO - Il Papa celebrerà in San Pietro il Bicentenario dell'indipendenza dei Paesi Latinoamericani

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La Pontificia Commissione per l'America Latina comunica che "la Santa Sede desidera unirsi alle celebrazioni del Bicentenario dei Paesi Latinoamericani con un'iniziativa particolarmente importante. Papa Benedetto XVI ha accolto, con vivo apprezzamento, la proposta formulata dalla Pontificia Commissione per l'America Latina di presiedere una solenne celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro a motivo del Bicentenario dei Paesi latinoamericani". Nella comunicazione inviata all'Agenzia Fides si legge che questa celebrazione si svolgerà in una data molto significativa, il prossimo 12 dicembre, Festa di Nostra Signora di Guadalupe, "Patrona dell'America Latina, pedagoga della inculturazione della fede, madre e protettrice dei suoi popoli, la cui immagine è stata molto presente negli eserciti patriottici".
La Messa presieduta dal Santo Padre avrà inizio alle ore 17.30, e sono invitati in modo speciale: la Curia Romana, il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e presso il governo italiano, i sacerdoti latinoamericani che studiano a Roma, i religiosi latinoamericani dei vari ordini e congregazioni che vivono a Roma, le comunità di Brasile, Argentina, Messico e di tutti gli altri paesi latinoamericani che per motivi di famiglia o di lavoro vivono a Roma. Per questo importante evento si prevede anche la presenza di importanti personalità pubbliche provenienti per l'occasione dell'America Latina. L'invito è comunque esteso ai romani ed ai pellegrini.
Le commemorazioni per ricordare il bicentenario dell'indipendenza hanno acquisito grande importanza e risonanza nei Paesi latinoamericani. Le celebrazioni che si sono già svolte sino a oggi -- e che continueranno nei prossimi anni -- impegnano gli Stati, le amministrazioni pubbliche nazionali e locali, i diversi organismi intergovernativi regionali, le università e gli istituti accademici, numerosissime organizzazioni non governative e molte altre istanze civili, culturali e militari. Sono impegnate direttamente anche le Chiese locali in America latina, e in particolare il Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). Al bicentenario sono stati dedicati numerosi documenti e dichiarazioni -- sia da parte delle Conferenze episcopali che di singoli vescovi -- e sono stati elaborati vari programmi ecclesiali di celebrazioni a livello liturgico, accademico ed editoriale. Queste celebrazioni si concentrano dal 2010 al 2014, tranne Perú e Brasile che commemoreranno il bicentenario tra il 2020 e il 2022. Il processo di emancipazione latinoamericana si svolge dal 1808 al 1824, a cui bisognerebbe aggiungere l'indipendenza di Haiti (1804), quella di Cuba (1898) e le più recenti nel mondo caraibico. (CE) (Agenzia Fides, 12/10/2011)

martedì 11 ottobre 2011

ASIA/PAKISTAN - Bimba cristiana stuprata, convertita all'islam e costretta alle nozze da un musulmano

Lahore (Agenzia Fides) - Rapita e stuprata ripetutamente, per otto mesi, da una banda di militanti islamici. Annichilita e traumatizzata, è stata convertita e costretta al matrimonio islamico. La storia di Anna (nome di fantasia), bambina cristiana di 12 anni, è simile a quella di circa 700, fra bambine e ragazze cristiane, e almeno 250 indù che ogni anno subiscono terribili violenze e abusi in Pakistan. I musulmani, raccontano fonti di Fides in Punjab impegnate nella loro assistenza, "le considerano oggetti, merce, le trattano come bestie".
C'è forte sdegno nella comunità cristiana in Pakistan, dopo l'ennesimo caso di violenza impunita. Come riferiscono fonti affidabili di Fides, "i rapitori e gli stupratori di Anna sono liberi perché appartengono al gruppo radicale islamico Lashkar-e-Tayyaba (bandito per terrorismo) e la polizia si è perfino rifiutata di ordinare una visita medica". Il magistrato di zona ha registrato una denuncia a carico di alcuni uomini musulmani, ma non ha disposto alcuna misura restrittiva nei loro confronti. La polizia ha invitato i genitori di Anna a consegnare la ragazza al "marito legale" (lo stupratore), altrimenti potrebbero subire un procedimento penale.
Anna è la figlia dodicenne di Arif Masih, spazzino a Shahdra, cittadina nei pressi di Lahore, capitale della provincia del Punjab. Anna è stata rapita da due uomini musulmani il 24 dicembre 2010, adescata con l'inganno da un'amica. Percossa e violentata per giorni, è stata costretta a firmare alcuni documenti che attestano la sua conversione e il matrimonio con uno dei criminali, Muhammad Irfan.
Il 5 gennaio 2011 suo padre ha depositato una denuncia (First Information Report) contro ignoti. Solo a settembre, otto mesi dopo la sua scomparsa, Anna ha chiamato la sua famiglia da Tandianwalla, nel distretto di Faisalabad, a 190 chilometri da Lahore. Ha riferito di essere stata rapita ma di essere riuscita e fuggire. Tornata a casa, ha riferito al magistrato la sua storia. Ma Muhammad Irfan ha presentato un certificato di matrimonio, grazie al quale anche l'accusa di stupro è decaduta. La polizia ha consigliato ai genitori di Anna di riconsegnarla al suo aguzzino. Anna e i genitori oggi si nascondono e i militanti del Lashkar-e-Tayyaba stanno dando loro la caccia.
"Fra l'altro, il matrimonio sotto i 16 anni è illegale. Questo dimostra che il governo, la magistratura e la polizia del Punjab cercano di coprire le malefatte dei gruppi radicali islamci e ne sono complici", nota una fonte di Fides. In Pakistan è pratica comune dei gruppi estremisti islamici rapire e stuprare ragazze appartenenti alle minoranze religiose cristiane e indù. Secondo Amarnath Motumal, avvocato e membro della "Commissione per i diritti umani del Pakistan", Ong nota e diffusa in tutte le province, ogni mese 20 ragazze indù sono rapite e convertite a forza.
Le organizzazioni cristiane e la società civile hanno raccolto numerosi casi e storie in cui la polizia ha omesso di indagare, oggi chiedono un intervento deciso del governo e si appellano alle Nazioni Unite per fermare tali patenti abusi dei diritti umani. (PA) (Agenzia Fides 11/10/2011)

AFRICA/EGITTO - "Una crisi che nasce da lontano": riflessioni di un missionario dal Cairo

Il Cairo (Agenzia Fides) - "Negli anni di Mubarak si è approfondito il divario e l'odio tra le varie fazioni" dice all'Agenzia Fides p.Luciano Verdoscia, missionario comboniano che da molti anni vive ed opera al Cairo, in cui si vive una calma tesa dopo la violenta repressione della manifestazione dei copti, che ha provocato decine di morti e centinaia di feriti. I copti protestavano contro la demolizione, a fine settembre, di una chiesa nella provincia di Aswan, nell'Alto Egitto (vedi Fides 10/10/2011).
Secondo p. Verdoscia per capire le ragioni profonde della discriminazione dei cristiani e del diffondersi di gruppi fondamentalisti bisogna guardare alla storia dell'Egitto degli ultimi 30 anni. "Non lo dico io, ma sono analisi che ho ascoltato da diversi commentatori locali" sottolinea il missionario, che spiega: "prima di Sadat non è che ci fossero le profonde divisioni che troviamo ora. A cominciare dalla presidenza di Sadat nei primi anni '70 si sono prodotte le divisioni settarie. Questa tendenza si è approfondita sotto Mubarak anche per l'influenza dei wahabiti provenienti dall'Arabia Saudita. Il governo dell'epoca ha giocato con questi gruppi, a volte reprimendoli, altre volte lasciandoli liberi di agire, soprattutto a livello sociale".
"La situazione è quindi complessa" prosegue p Verdoscia. "Non si può dare un'unica chiave di lettura. L'islam, che per molti aspetti è già una religione ideologica, viene ideologizzato più del dovuto, in un contesto sociale nel quale una gran parte della popolazione vive nell'ignoranza ed ha come unico riferimento identitario la religione. A tutto questo si aggiungono le strumentalizzazioni politiche, soprattutto in vista delle prossime elezioni".
Attualmente l'Egitto è governato da un Alto Consiglio militare al quale i copti imputano di non saperli proteggere, anzi di aver scatenato la repressione nei loro confronti. "Occorre ricordare che ai cristiani non è stata data la possibilità di accedere alle alte cariche militari, a parte rarissimi casi nelle alte sfere della polizia" sottolinea p. Verdoscia.
Il missionario richiama inoltre le responsabilità dell'occidente. "L'occidente ha ben chiaro il principio del rispetto delle minoranze, ma rimango stupito che nessuno intervenga quando vi sono predicatori islamici che diffondono proclami che istigano alla violenza e che sono contro la libertà di coscienza. Questo naturalmente vale anche nel caso contrario, di chi, proclamandosi cristiano, alimenta l'odio contro i musulmani".
"Purtroppo temo che i governi occidentali siano interessati a preservare i loro interessi economici a scapito dei diritti delle persone. Quindi non hanno la forza etica di denunciare le discriminazione nei confronti delle minoranze dei Paesi medio-orientali" conclude p. Verdoscia. (L.M.) (Agenzia Fides 11/10/2011)

lunedì 10 ottobre 2011

Terra Santa: i leader cristiani condannano la profanazione di luoghi di culto e cimiteri


Dura condanna e richiesta di provvedimenti severi sono state espresse dall’Assemblea degli Ordinari cristiani di Terra Santa che, in una nota, hanno commentato i sempre più frequenti atti di vandalismo e di profanazione ai danni di luoghi di culto e cimiteri arabi e cristiani in tutta la regione, dalla Galilea a Jaffa, dietro i quali ci sarebbero estremisti ebrei. “Questi atti – affermano gli Ordinari - non hanno nulla a che fare con la religione, non servono agli interessi dello Stato, ma minacciano la coesistenza pacifica e la sicurezza dei cittadini. Di conseguenza li condanniamo e invitiamo tutte le istituzioni, in particolare lo Stato, ad assumersi le proprie responsabilità. Ci auguriamo – prosegue la nota ripresa dall'agenzia Sir - che il governo israeliano, oltre a condannare e manifestare la sua solidarietà, continui a prendere seri provvedimenti per assicurare alla giustizia i colpevoli e i loro mandanti, e perché riesamini il ruolo dello Stato nella formazione dei suoi cittadini riguardo al rispetto della diversità religiosa e del pluralismo. Preghiamo l'Onnipotente di ispirare tutti i leader e i popoli, soprattutto quelli che tendono alla violenza e la profanazione dei luoghi di culto, perché lavorino insieme per costruire una società migliore in cui la religione possa giocare un ruolo costruttivo”. Condanna è giunta anche dal presidente israeliano Shimon Peres. (R.P.)

L'avvicinarsi delle elezioni del 28 novembre contribuisce infine ad eccitare gli animi

AFRICA/EGITTO - "Una violenza che ricorda la repressione iniziale delle rivoluzione egiziana" dice il Direttore nazionale delle POM egiziane

Il Cairo (Agenzia Fides) - "Una protesta pacifica è stata repressa violentemente dai militari. Sono scene che ricordano quelle avvenute all'inizio della rivoluzione egiziana lo scorso gennaio" dice all'Agenzia Fides don Nabil Fayez Antoun, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) dell'Egitto. Nella serata di ieri, domenica 9 ottobre, almeno 24 persone sono rimaste uccise e circa 200 ferite negli scontri scoppiati quando un gruppo di dimostranti copti si stava dirigendo verso la sede della televisione per protestare contro la demolizione, a fine settembre, di una chiesa nella provincia di Aswan, nel sud dell'Egitto.
"Anche i mass media hanno diffuso notizie che descrivevano i cristiani come coloro che aggredivano i militari. Per questo motivo gruppi di musulmani sono scesi in strada ed hanno attaccato i cristiani, che si erano radunati di fronte all'ospedale dove erano ricoverati i feriti e dove giacevano i corpi delle persone uccise durante gli scontri" afferma il Direttore Nazionale delle POM.
Don Nabil, però, non dispera che il dialogo interreligioso possa continuare e possa contribuire a calmare gli animi. "Questa sera parteciperò ad un incontro promosso da un'organizzazione per i diritti delle donne. Accanto a me ci sarà un rappresentante musulmano. Cercheremo di imbastire un dialogo in un momento così difficile della nostra vita nazionale".
"La tensione nasce anche dalle lentezze nell'affrontare i problemi e nell'avviare i processi sui crimini commessi dal passato regime. L'avvicinarsi delle elezioni del 28 novembre contribuisce infine ad eccitare gli animi" conclude il Direttore Nazionale delle POM.
Il grande Imam Ahmed al-Tayyeb, Rettore dell'Università Islamica di al-Azhar e massima autorità della maggioranza musulmana in Egitto, ha sollecitato colloqui urgenti con e tra i membri della cosiddetta "Famiglia Egiziana", un'organizzazione che comprende leader religiosi di ambedue le confessioni, "allo scopo di contenere la crisi". L'Imam ha anche contattato Papa Shenouda III, la massima autorità della Chiesa ortodossa copta e patriarca di Alessandria. (L.M.) (Agenzia Fides 10/10/2011)

sabato 8 ottobre 2011


Si e' appena concluso il Capodanno Ebraico, la prima delle tante feste di questo particolare periodo dell'anno. Un'occasione, per gli ebrei, per chiedere perdono a Dio ed espiare i propri peccati, in un clima di armonia e di buon auspicio per l'anno a venire. More

venerdì 7 ottobre 2011

Domenica 9 ottobre 2011

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Is 25,6-10a)
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.

Dal libro del profeta Isaìa

Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Abiterò per sempre nella casa del Signore.


Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (Fil 4,12-14.19-20)
Tutto posso in colui che mi dà forza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

VANGELO (Mt 22,1-14)
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, il Padre ci invita sul suo santo monte, alle nozze di Gesù con la sua Chiesa per la salvezza del mondo. Preghiamo perché doni a tutti noi la veste festosa della fede e della carità e riunisca tutti gli uomini nella sua gioia.

L - Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.

1.      Per la Chiesa e i suoi pastori: mai scoraggiati dalla stanchezza e dai rifiuti subiti, facciano risuonare nel mondo l’invito del Padre per partecipare alla sua festa, banchetto senza fine in cui ogni affamato è saziato. Preghiamo.

2.      Per la società di oggi: eliminando discriminazioni e oppressioni contribuisca alla crescita in dignità di ogni uomo, nella convinzione che tutte le creature sono chiamate a partecipare al banchetto della vita. Preghiamo.

3.      Per le persone che incontriamo lungo la nostra strada, per quelle che dividono con noi la vita familiare, il lavoro, la scuola, il divertimento: perché sappiamo guardare tutti come fratelli e sorelle chiamati alla salvezza. Preghiamo.

4.      Per coloro che fanno festa e per quelli che vivono senza gioia, per coloro che sono nell’abbondanza e per quelli che soffrono la fame, per coloro che ridono e per quelli che piangono, per coloro che vivono e per quelli che muoiono: sentano tutti l’invito del Signore al banchetto della gioia eterna. Preghiamo.

5.      Perché nel momento del dolore sappiamo accettare la morte come l’invito del Padre al banchetto della gioia eterna, forti nella fede di una festa preparata per noi oltre la vita. Preghiamo.

6.      Per tutta l’umanità, sempre invitata a partecipare al banchetto che rappresenta la premura e la vicinanza di Dio nei nostri confronti: affinché gli uomini sappiano accogliere il dono della sua presenza con responsabilità e vi corrispondano degnamente. Preghiamo.

C – O Padre, accoglici al banchetto delle nozze del tuo Figlio e, nel tuo immenso Amore, ascolta ed esaudisci la nostra preghiera. Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia e ci renda attenti a celebrare la gioia della salvezza con un cuore che ti appartiene. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.




Abbiamo molti progetti ma non abbiamo le risorse

AMERICA/BOLIVIA - Casa Famiglia Teresa de los Andes: è difficile ottenere gli aiuti per aiutare i bambini malati

Santa Cruz (Agenzia Fides) - La Casa Famiglia Teresa de los Andes ha celebrato lunedì 3 ottobre, con una Messa di ringraziamento presieduta da Mons. Sergio Gualberti, Arcivescovo Coadiutore di Santa Cruz, i 22 anni della fondazione. Sono 222 i bambini boliviani che hanno ricevuto una nuova prospettiva di vita entrando in questo centro, che si propone di estendersi in altre città della Bolivia. Fratel Nestor Antonio Rodriguez, della Fraternità della Divina Provvidenza, che dirige la Casa Teresa de los Andes, ha spiegato che attualmente ci sono 137 bambini ospitati, molti dei quali orfani, con prognosi come paralisi cerebrale, autismo, idrocefalea e sindrome di Down. In questi casi, oltre a ricevere le cure dovute ed un'alimentazione regolare, i bambini ricevono trattamenti sanitari di fisioterapia, odontoiatria e psicologia. Inoltre la Casa Famiglia ospita 25 bambini per la giornata mentre altri 60 frequentano l'asilo nido.
"Abbiamo molti progetti ma non abbiamo le risorse - ha detto il religioso -. Vogliamo creare un Centro di accoglienza giornaliera a Santa Cruz de la Sierra e una fondazione in un'altra città, dove ci sono bambini in queste condizioni che hanno bisogno del nostro aiuto". Purtroppo è molto difficile ottenere il sostegno necessario al mantenimento della casa, perché alcuni preferiscono aiutare i bambini sani in quanto, secondo loro, hanno maggiori speranze di vivere. "I nostri bambini però sono attaccati alla vita e noi dobbiamo portarli avanti" ha concluso fratel Nestor.
La Fraternità della Divina Provvidenza è una comunità religiosa fondata il 17 maggio 1977 da un gruppo di laici impegnati con i poveri e gli indigenti, nella parrocchia di Santa Bárbara de Usaquén, a Bogotá (Colombia), ispirata alla vita mistica di San Benedetto da Norcia e alla vita apostolica di San Francesco d'Assisi. Ha avuto l'approvazione definitiva come Istituto Religioso di diritto diocesano nel settembre 1999. Oggi conta comunità in 5 paesi: Colombia (20 case); Perú (3 case); Bolivia (3 case); Spagna (2 case) e Guatemala (3 case). (CE) (Agenzia Fides, 07/10/2011)

giovedì 6 ottobre 2011

Terra Santa e San Francesco


Messa Solenne a Gerusalemme, nella parrocchiale latina di San Salvatore, per la Festa di San Francesco ... il cui carisma abita la Terra Santa da otto secoli. More

ASIA/CINA - Più di mille fedeli accolgono tre nuovi sacerdoti nella diocesi di Yan An

Yan An (Agenzia Fides) - Erano oltre un migliaio i fedeli della diocesi di Yan An, nella provincia dello Shaa Xi, che hanno partecipato all'ordinazione dei tre nuovi sacerdoti diocesani il 3 ottobre. La solenne celebrazione è stata presieduta dal Vescovo Coadiutore della diocesi, Sua Ecc. Mons. Giovanni Battista Yang: è stata la sua prima ordinazione sacerdotale dopo la consacrazione episcopale. Secondo quanto riferito da Faith all'Agenzia Fides, tutti e tre i nuovi sacerdoti provengono da famiglie cattoliche molto devote, e sono stati educati alla fede fin da piccoli.
L'attuale circoscrizione ecclesiastica di Yan'an (Yulin), che si estende su un'area di oltre 80.000 kmq nelle campagne del nord dello Shaanxi, conta circa 60.000 fedeli, due Vescovi, 27 tra sacerdoti e religiosi non sacerdoti, 8 seminaristi, 33 religiose appartenenti alle due Congregazioni delle Suore Missionarie di Nostra Signora della Cina e delle Missionarie di Maria. Vi sono 20 chiese, una ventina di altri luoghi di culto, tre dispensari rurali e una scuola elementare cattolica.
Mons. Giovanni Battista Yang Xiaoting, 46 anni e 19 di sacerdozio, è stato consacrato Vescovo Coadiutore di Yan'an (Yulin) il 15 luglio 2010, e si è insediato il 25 marzo 2011, solennità dell'Annunciazione. Era stato approvato dalla Santa Sede per l'episcopato e le Autorità governative hanno permesso la sua ordinazione. (NZ) (Agenzia Fides 2011/10/06)

informazione.it ci informa sull'ufficio postale di Torviscosa

FERONE (PARTITO PENSIONATI), PROBLEMATICHE UFFICIO POSTALE TORVISCOSA.


Il Consigliere Regionale del Partito Pensionati, Luigi Ferone, ha presentato un’interrogazione al Presidente Tondo per sapere se la Regione intende attivarsi al fine di garantire ai cittadini di Torviscosa il diritto alla fruizione dei servizi postali.

Trieste, 05/10/2011 (informazione.it - comunicati stampa) Il Consigliere Regionale del Partito Pensionati, Luigi Ferone, ha presentato un’interrogazione al Presidente Tondo per sapere se la Regione intende attivarsi al fine di garantire ai cittadini di Torviscosa il diritto alla fruizione dei servizi postali.
“Molto spesso Poste Italiane si trova al centro di problemi dovuti a chiusura temporanea, o permanente, di uffici o a riduzione di orario di apertura al pubblico. – ha dichiarato Ferone – Da ultimo emerge la situazione che si sta verificando a Torviscosa (Ud) dove il locale Ufficio Postale, interessato da lavori di ristrutturazione, chiude per ben 40 giorni, per il periodo 6 ottobre-15 novembre.
Molto giustamente il Sindaco di quella località ha protestato energicamente a tutela dei diritti della propria comunità.
Indubbiamente è indispensabile individuare una soluzione – ha proseguito Ferone – per spostare, temporaneamente, l’Ufficio Postale in altro edificio della cittadina anche perché Torviscosa si caratterizza per la presenza di un elevato numero di anziani e di persone in condizioni di fragilità fisica per cui, costringere questi cittadini a faticose trasferte nei centri vicini per l’espletamento delle varie incombenze, è del tutto fuori luogo.”

mercoledì 5 ottobre 2011

Due articoli sulla Bolivia: Anchè là è primavera?

AMERICA/BOLIVIA - Riparte la marcia in difesa del Tipnis, il Card. Terrazas incontra gli indigeni

Santa Cruz (Agenzia Fides) - Il Cardinale Julio Terrazas, Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, ha incontrato nel fine settimana un gruppo di indigeni accampati davanti alla Cattedrale di Santa Cruz in sciopero della fame, per solidarietà con i partecipanti alla marcia in difesa del Territorio Indigeno Parco Nazionale Isiboro Sécure (Tipnis). "Sono venuto di persona ad ascoltare le vostre preoccupazioni": con queste parole il Cardinale ha iniziato a dialogare con questo gruppo di manifestanti, cui ha chiesto di riflettere bene sull'azione intrapresa, perché "è sempre un rischio per la vostra salute e una preoccupazione per i vostri cari" ha aggiunto. Congedandosi da loro, l'Arcivescovo ha benedetto le persone radunate e ha ribadito che si deve trovare una soluzione, "percorrendo le vie della giustizia e della pace, che tutto il paese desidera, in modo da costruire un paese per tutti e un paese dove si rispetti il bene comune e la dignità della persona umana".
Lunedì 4 ottobre le comunità del Tipnis hanno ripreso la loro marcia verso La Paz, per protestare contro la costruzione della seconda sezione della strada che attraversa l'insediamento indigeno per collegare i dipartimenti di Beni (nord) e Cochabamba (centro) (vedi Fides 26/08/2011; 30/08/2011; 20/09/2011; 23/09/2011). Gli indigeni hanno ripreso la marcia a Quiquibey, una città situata sul confine tra i dipartimenti di Beni e La Paz (ovest), a circa 300 chilometri dalla capitale boliviana, dopo cinque giorni di fermo per la repressione violenta della polizia subita una settimana fa nel comune di Yucumo (vedi Fides 27/09/2011).
"Restiamo fermi nella nostra decisione e andiamo avanti nella difesa del nostro territorio e dell'integrità dei 34 gruppi indigeni. Arriveremo a La Paz" ha detto alla stampa il presidente del popolo indigeno Moseten, Marcelino Chairini, mentre ha assicurato che la marcia è una protesta pacifica. Circa la metà dei manifestanti è costituita da donne, 20 delle quali in stato di gravidanza, mentre ci sono anche circa 90 bambini. La "Defensoria del Pueblo" (organismo che si occupa della tutela dei diritti umani) è presente per evitare possibili disordini, come riferito alla stampa locale da Gonzalo Fuentes, uno dei loro rappresentanti. Una volta a La Paz, ha spiegato il presidente del gruppo centrale del Tipnis, Fernando Vargas, gli indigeni presenteranno al governo una lista di 16 richieste, prima fra tutte quella relativa alla costruzione della strada in discussione.
La marcia di protesta è iniziata il 15 agosto da Trinidad, con circa 1500 partecipanti. Finora sono sette i comitati ministeriali che hanno cercato di negoziare con gli indigeni per fermare la protesta. Tuttavia l'azione della polizia a Yucumo ha rotto di questo dialogo. In questo contesto, il Presidente boliviano, Evo Morales, ha chiesto scusa agli indiani per gli "eccessi" della polizia e ha ordinato di creare un comitato ad alto livello, composto da esperti nazionali ed internazionali, per studiare quello che è successo. Inoltre ha deciso di sospendere la costruzione della strada, sottoponendo la questione ad un referendum che si realizzerà a Beni e a Cochabamba. (CE) (Agenzia Fides, 05/10/2011)

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AMERICA/BOLIVIA - Aiuti umanitari della Chiesa ai popoli indigeni che marciano verso la capitale

La Paz (Agenzia Fides) - Alcune notizie sulla marcia del Tipnis, che è ripartita verso la Paz, sono pervenute all'Agenzia Fides dalla Conferenza Episcopale della Bolivia. I partecipanti alla marcia hanno riconosciuto davanti alla stampa internazionale l'appoggio umanitario della Chiesa durante la marcia, in modo speciale prima, durante e dopo l'intervento violento della polizia per sciogliere la marcia a Yucumo. I rappresentanti della Pastorale Sociale Caritas Boliviana si sono trasferiti nel Vicariato di Reyes per coordinare nuove azioni di aiuto umanitario verso i partecipanti alla marcia, che fino al momento di ripartire si erano rifugiati nelle parrocchie e nelle case religiose di Yucumo, San Borja e Rurrenabaque.
Purtroppo secondo le testimonianze dei manifestanti, ci sono ancora 3 persone disperse dopo l'intervento violento della polizia di una settimana fa. A Rurrenabaque gli indigeni sono stati accolti nella canonica della parrocchia, dove la popolazione locale ha dato loro tutta l'assistenza possibile. A Yucumo le Suore Missionarie di Cristo Gesù, presenti con una comunità, sono state delegate a rappresentare la Chiesa in questa zona durante il conflitto dei manifestanti con la polizia.
I manifestanti hanno testimoniato che dopo l'intervento della polizia, domenica 27 settembre, le suore hanno cercato di evitare che molte persone fossero portate via dalle forze dell'ordine a San Borja, e sono poi andate alla ricerca delle persone che si erano rifugiate nella foresta per sfuggire ai gas lacrimogeni. "Ovunque abbiamo sentito testimonianze di ringraziamento verso la Chiesa per aver offerto il suo aiuto umanitario in tutto questo tempo" ha riferito alla stampa cattolica Juan Carlos Velasquez, responsabile della Caritas Boliviana. (CE) (Agenzia Fides, 05/10/2011)

Futuro del porto: le quattro priorità di Blasig e Fasola, anche Porto Nogaro!

Sviluppo del porto di Monfalcone, domani in Consiglio comunale il dibattito e la sintesi delle audizioni e dell’approfondimento che sta durando da settimane e in occasione dell’appuntamento che...

martedì 4 ottobre 2011

L’abbraccio di Carlino al parroco don Elia Leita

Il sacerdote ha fatto il suo ingresso accompagnato dall’arcivescovo Mazzocato Dopo 35 anni in terra d’Africa guiderà la comunità coadiuvato da don Igino Schiff

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EUROPA/POLONIA - Come utilizzare la ricca esperienza dei missionari rientrati

Varsavia (Agenzia Fides) - Sono stati oltre 70 i partecipanti all'incontro che ha avuto per tema i missionari che hanno terminato il loro servizio e sono rientrati in patria, in Polonia. Il convegno, che si è svolto dal 29 settembre al 1° ottobre a Konstancin-Jeziorna nei pressi di Varsavia, è stato promosso dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) della Polonia, che ne ha inviato comunicazione all'Agenzia Fides, e dal Segretariato per le missioni dei Pallottini (SAC), in collaborazione con la Commissione Episcopale polacca per le missioni e la Fondazione Missionaria Salvatti.
I partecipanti non si sono voluti soffermare ad analizzare le cause del rientro, ma si sono concentrati su due temi: quali difficoltà incontra un missionario che rientra in Polonia e come si può utilizzare la sua ricca esperienza missionaria ed ecclesiale nel campo dell'animazione missionaria. Padre Tomasz Atlas, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, informa Fides che i partecipanti hanno proposto di organizzare incontri del genere ogni due anni. Inoltre la riunione ha dimostrato che lo scambio di informazioni sulle iniziative missionarie da un lato e l'attenzione a non perdere la prospettiva della Chiesa universale nelle attività della Chiesa locale dall'altro, determinano in larga misura la fecondità dell'animazione missionaria in Polonia.
All'incontro hanno preso parte tra gli altri: missionari rientrati in patria al termine del loro servizio, Direttori diocesani delle POM, segretari missionari delle congregazioni. Tra gli ospiti: Sua Ecc. Mons. Celestino Migliore, Nunzio apostolico in Polonia; Sua Ecc. Mons. Wiktor Skworc, Presidente della Commissione Episcopale per le Missioni; Sua Ecc. Mons. Mgr Henryk Hoser (SAC), ex-missionario in Ruanda, attuale Vescovo di Warszwava-Praga. (SL) (Agenzia Fides 04/10/2011)

lunedì 3 ottobre 2011

ASIA/CINA - Festa patronale nella prima parrocchia cinese dedicata a Santa Teresa del Bambino Gesù

Hang Zhou (Agenzia Fides) - La prima chiesa cinese dedicata alla Santa Patrona delle Missioni, Santa Teresa del Bambino Gesù, ha celebrato solennemente la festa patronale il primo ottobre, rendendo particolare omaggio alle Reliquie della Santa, conservate in permanenza nel Santuario. Secondo quanto riferito da Faith dell'He Bei all'Agenzia Fides, più di 300 fedeli provenuti da diverse città hanno partecipato all'Eucaristia nella festa litrugica di Santa Teresa, nella parrocchia a Lei dedicata, che sorge del distretto di Chang An della città di Hai Ning, nella diocesi di Hanmg Zhou, nella provincia di Zhe Jiang. I preparativi erano iniziati molti giorni prima, con la novena ed altre iniziative spirituali. Inoltre la chiesa e le strade dei dintorni erano state decorate con striscioni a carattere missionario.
Durante l'omelia della Messa della festa, il parroco ha ripercorso la vita della Santa e soprattutto la sua vocazione missionaria, alimentata dalla preghiera e assecondata dai suoi genitori, incoraggiando così i fedeli a promuovere la vocazione nei figli e nei giovani di oggi. Dopo la Messa, tutti i presenti si sono raccolti in preghiera davanti alle Reliquie della Santa, che furono donate alla parrocchia da suor Céline Martin (1869-1959), una delle quattro sorelle di santa Teresina.
Nel 2009 la parrocchia ha festeggiato i suoi 80 anni di fondazione. E' la prima chiesa cinese dedicata alla Santa Patrona delle Missioni, ed anche la prima chiesa costruita con le offerte dei fedeli. Oggi è il Santuario più frequentato nella zona a sud del fiume azzurro. Grazie ad una saggia e coraggiosa suora locale, le Reliquie della Santa custodite nel Santuario, sono state conservate intatte anche durante la rivoluzione culturale. (NZ)(Agenzia Fides 2011/10/03)

Clownerie a Betlemme


La banda del sorriso e' tornata a Betlemme. L'associazione italiana di Clown continua con successo un progetto iniziato 4 anni fa: formare alcuni locali al mestiere del comico per regalare un sorriso ai bambini palestinesi. More

domenica 2 ottobre 2011

Angelus di oggi


"Siamo come un tralcio che non può portare frutto, se non rimane nella vite", che è Cristo, la pietra angolare. Così Benedetto XVI ha commentato il Vangelo di questa domenica, col la parabola dei vignaioli infedeli, prima della preghiera dell'Angelus, recitata dalla finestra del suo studio che da' su Piazza San Pietro. Ai numerosi fedeli presenti, il Papa ha ricordato il monito di Gesù nel Vangelo, rivolto ai capi dei sacerdoti, ai quali verrà tolto il regno di Dio per darlo a chi produrrà frutti. Parole, ha detto, "che fanno pensare alla grande responsabilità di chi è chiamato a lavorare nella vigna del Signore, specialmente con ruolo di autorità, e spingono a rinnovare la piena fedeltà a Cristo".

Foglio Parrocchiale Domenica 2 ottobre 2011


Cranchi, segnali di ottimismo

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venerdì 30 settembre 2011

Domenica 2 ottobre 2011

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Is 5,1-7)
La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.

Dal libro del profeta Isaìa

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 79)
Rit: La vigna del Signore è la casa d’Israele
.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

SECONDA LETTURA (Fil 4,6-9)
Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.

VANGELO (Mt 21,33-43)
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la nostra preghiera a Dio Padre, nello Spirito, per mezzo di Cristo, facendo nostro l’invito dell’apostolo Paolo: «Non angustiatevi di nulla, ma, in ogni circostanza, fate presente al Signore le vostre ri­chieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti».

L - Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.

1.      Per la Chiesa di Cristo: sia la vigna del Signore aperta a tutti gli uomini, capace di offrire loro i frutti della bontà, del servizio disinteressato e dell’amore tota­le; preghiamo.

2.      Per i Pastori della Chiesa: si considerino amministratori sempre pronti a rendere conto al loro padrone, preoccupati di restare uniti a Lui e di curare la sua Vigna; preghiamo.

3.      Per tutti i cristiani: sappiano attendere con fede il ritorno del Signore nell’im­pegno e nella fedeltà al servizio del mondo, per sentirsi degni della elezione dell’amore di Dio; preghiamo.

4.      Per la nostra società attraversata da istinti di violenza e da atteggiamenti di egoismo esasperato: riscopra il valore assoluto della vita propria ed altrui, il valore della solidarietà accogliente, il servizio come antidoto ad ogni istinto di rivolta; preghiamo.

5.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: non viva mai nell’indifferenza e nell’autosuffi­cienza, ma esprima la fedeltà a Dio e all’uomo mediante l’impegno ed il servi­zio gioioso ai fratelli; preghiamo.

6.      Per noi, qui presenti: ogni giorno sappiamo fare tutto ciò che è giusto, tutto ciò che è puro, tutto ciò che è vero, così che Cristo viva e cresca in noi e non sia, invece, messo ai margini e rifiutato, preghiamo.

C – Custodisci con pazienza e amore, o Signore, la Vigna che tu hai piantato e coltivato con il sangue prezioso del tuo Figlio unigenito, così che possa essere nel mondo un segno vivo della tua presenza di salvezza. Custodisci i nostri cuori e i nostri pensieri, perché possiamo godere della tua pace e operare in modo efficace nella realtà quotidiana che tu ci affidi. Per Cristo nostro Signore.   

T - Amen.

Quanti Pellegrini?


"Render vivo il messaggio dei luoghi visitati e' lo scopo princpiale che deve avere il pellegrinaggio cristiano in Terra Santa". Se n'e' parlato al Christian Information Center di Gerusalemme in occasione della Giornata Modiale del Turismo. Presente il Presidente della commissione episcopale per i pellegrinaggi, Mons. William Shomali, accanto a guide e operatori locali. More

giovedì 29 settembre 2011

ASIA/PAKISTAN - "Vietato stampare immagini cristiane", continuano a dilagare pregiudizio e intolleranza religiosa

Okara (Agenzia Fides) - "Qualche giorno fa sono andato a farmi stampare alcune immaginette sacre e fotografie raffiguranti il volto di Gesù e la Croce. Il personale della tipografia dopo aver visto le immagini religiose si è rifiutato di fare il lavoro e mi ha parlato della loro politica di non stampare quel tipo di raffigurazioni." E' accaduto ad un diacono camilliano di Okara, provincia del Punjab. Mushtaq Anjum, MI, ha aggiunto che continuano a dilagare il pregiudizio e l'intolleranza verso le persone che professano altri credo e religioni, diversi da quella musulmana. "Questa situazione chiama tutti noi Cristiani ad essere molto più coraggiosi nel seguire Cristo di fronte alle difficoltà, ed è anche una sfida per la Chiesa del Pakistan a non cedere alle pressioni e continuare a professare la propria fede. Il governo e le autorità competenti dovrebbero entrare nel merito dell'istruzione scolastica e rivedere la programmazione che alimenta l'intolleranza verso i cristiani e le altre minoranze", ha raccontato all'Agenzia Fides il diacono prossimo all'ordinazione sacerdotale, che si celebrerà il 28 ottobre.
Parlando di pregiudizio e intolleranza religiosa, padre Francis Lazarus, parroco di Chak 6/4-L, ad Okara, ha detto che "questo particolare episodio rispecchia il crescente clima di intolleranza religiosa che impera nella società pakistana. I Cristiani di tutto il paese sperimentano quotidianamente questo tipo di agonia e discriminazione". Da quando il Pakistan è diventato uno Stato indipendente, ospita diversi gruppi etnici e popolazioni appartenenti a gruppi religiosi mussulmani, hindu, cristiani, ecc. Negli ultimi 30 anni l'intolleranza religiosa è aumentata in modo drammatico nonostante l'impegno della Chiesa Cattolica, di altre denominazioni religiose e dei leader mussulmani. La gente onesta e di buona volontà continua a lavorare per la pace e l'armonia. Tuttavia, questi sforzi rimangono circoscritti. La maggior parte delle volte, in situazioni critiche e difficili, per paura, questi leader rimangono in silenzio, pregiudicando i loro sforzi per l'armonia religiosa. I pregiudizi non si limitano ai gruppi fondamentalisti, sono penetrati nel tessuto sociale. La gente, nei luoghi comuni, mercati, villaggi, hanno assunto un atteggiamento radicale nell'approccio e non accettano più persone con idee e credo religiosi diversi dai loro. (AP) (29/9/2011 Agenzia Fides)

ASIA/SIRIA - I timori dei cristiani e le speranze di una nuova era di democrazia e libertà

Beirut (Agenzia Fides) - "Come cristiani del Medio Oriente desideriamo che nei paesi dove vi sono regimi dittatoriali o teocratici ci sia una autentica democrazia, basata sul rispetto dell'altro e sul rispetto dei diritti umani": è quanto dice all'Agenzia Fides p. Paul Karam, teologo e Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Libano, all'indomani dell'incontro fra personalità musulmane e cristiane di Libano e Siria, tenutosi a Beirut.
P. Karam spiega: "Siamo molto attenti a quanto accade in Siria e negli altri paesi arabi: i cristiani in Siria temono che si possa ripetere nel paese lo scenario dell'Iraq, dove il 60% di cristiani, all'indomani della caduta di Saddam Hussein, è stato costretto a fuggire per mancanza di sicurezza". Il Direttore nazionale delle POM prosegue: "Nessuno può sapere cosa accadrà nei prossimi mesi: lo ha detto anche di recente il Patriarca Maronita Bechara Rai. Ma il suo pensiero è stato frainteso, estrapolato dal contesto e male interpretato per interessi politici. Il Patriarca ha segnalato che esiste il rischio che un domani i cristiani e le altre minoranze non siano adeguatamente tutelate. E dunque i cristiani intendono contribuire a costruire un futuro realmente democratico, basato sulla libertà religiosa, sul rispetto dell'altro, sulla convivenza pacifica".
P. Karam aggiunge: "Riteniamo che le aspirazioni alla vera libertà non debbano mai essere strumentalizzate per interessi politici ed economici. Guardiamo con fiducia al futuro. Abbiamo una grandissima speranza: Cristo è la nostra speranza. Desideriamo costruire un clima di vera pace, di pieno rispetto della libertà religiosa e auspichiamo che in Sira possa iniziare una nuova era di democrazia, di riconciliazione e di armonia". (PA) (Agenzia Fides 29/9/2011)

AFRICA/LIBIA - "Ci sono troppi feriti negli ospedali, la situazione è tragica": appello di Mons. Martinelli

 

Tripoli (Agenzia Fides) - "La situazione degli ospedali è tragica, perché ci sono ancora numerosi feriti e il personale non riesce a seguire tutte le emergenze" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, in Libia dove continuano i combattimenti attorno alle roccaforti rimaste in mano agli uomini di Gheddafi.
"Ci sono diversi feriti nell'interno, come a Sirte, che poi vengono trasportati a Misurata" afferma Mons. Martinelli facendo riferimento ad una delle città dove sono ancora in corso violenti combattimenti tra le forze del Consiglio Nazionale di Transizione libico e i combattenti rimasti fedeli a Gheddafi. "La stessa cosa succede per i feriti di Ben Walid, che devono essere trasportati in altri centri perché nell'area non ci sono ospedali in grado di accoglierli" prosegue il Vicario Apostolico di Tripoli. "C'è bisogno di assistenza sotto forma di medici, infermieri e medicinali. Sto lanciando appelli in tutte le direzioni non solo perché vengano inviati aiuti ma anche perché i feriti più gravi siano ricoverati in Italia o altrove" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 29/9/2011)

Carlinooooooooooooooo....

Sabato 1 e domenica 2 ottobre 2011 a Carlino (Udine) –



C’è chi pratica e promuove una politica di globalizzazione e generalizzazione, e chi invece opta per la promozione del particolare, del territorio, dei prodotti di nicchia e specifici e rappresentativi della cultura, della tradizione e della storia eno gastronomica di una comunità.
Questa seconda scelta è quella fatta dal Sindaco di Carlino, Diego Navarria,  che ha dato vita alla 1° edizione della Fiera dei prodotti tipici di Carlino. Intenso il programma che inizia sabato alle 16.00 con un convegno dal titolo “Carlino da vedere e da gustare” e dove verrà presentata una mappa della zona con evidenziate le caratteristiche, gli scorci più belli, gli angoli incontaminati della natura, e soprattutto le aziende che producono le eccellenze del territorio.

Emmaus, una localizzazione incerta, ma i francescani celebrano qui!


Nella festa per i santi Cleopa e Simeone, i discepoli di Emmaus, il viaggio dei francescani verso il piccolo villaggio arabo dove si manifestò Gesù risorto e dove oggi, ai tempi del muro, i pellegrini non arrivano quasi più More

Serracchiani e l'Aussa Corno Da Messaggero.it

san giorgio di nogaro

Serracchiani: «L’Aussa Corno deve poter competere»

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Azienda pubblica di San Giorgio di Nogaro Assume!

Concorso pubblico, per soli esami, per l'assunzione a tempo indeterminato con prestazione lavorativa a tempo pieno - di cinque collaboratori professionali sanitari - infermieri - cat. D. (GU n. 77 del 27-9-2011)
In esecuzione della determinazione del direttore, n. 152 del 12 settembre 2011 e' indetto avviso di concorso pubblico per soli esami per l'assunzione a tempo indeterminato con prestazione lavorativa a tempo pieno - di cinque collaboratori professionali sanitari - infermieri - cat. D. Scadenza presentazione delle domande: (entro 20 gg. dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale - serie concorsi ed esami).
L'avviso integrale del bando e lo schema di domanda sono disponibili nel sito dell'Azienda www.gchiaba.it alla pagina bandi/gare. Per eventuali chiarimenti gli interessati possono rivolgersi all'Ufficio Personale dell'Azienda - tel. 0431 65032 - e-mail: info@gchiaba.191.it - pec asp@pec.gchiaba.191.it.

mercoledì 28 settembre 2011

Video su Parent's Circle in Terra Santa


Israeliani che donano e ricevono il sangue dei palestinesi e viceversa...Dopo Ramallah, e' successo nei giorni scorsi anche a Tel Aviv. E' solo una delle iniziative di Parent's Circle, l'associazione che riunisce famiglie vittime del conflitto che hanno deciso di abbandonare il rancore e puntare sull'amore alla vita. More

martedì 27 settembre 2011

EUROPA/ITALIA - 50 anni di impegno per l'Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau

 

Bologna (Agenzia Fides) - Dal 21 al 23 ottobre 2011 l'Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (AIFO) celebrerà il cinquantesimo anniversario della sua fondazione in occasione del XXIII Convegno Internazionale che quest'anno avrà come tema "Esperienze di Speranza". L'intento sarà quello di dare voce ed importanza alle persone che da una situazione di grande difficoltà e disagio hanno trovato la forza e gli strumenti necessari per migliorare la propria vita. Nel contesto di questo convegno, la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo (RIDS), organizzerà un workshop sull'impegno dell'Italia nell'attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità in materia di Cooperazione allo Sviluppo. Obiettivo principale sarà il confronto delle pratiche fra i vari protagonisti della cooperazione allo sviluppo, per fornire ai partecipanti informazioni e strumenti sulla Convenzione. Di particolare importanza sarà l'analisi degli strumenti prodotti in materia dall'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU, dall'Unione Europea e dal Ministero degli Affari Esteri italiano. (AP) (27/9/2011 Agenzia Fides)

Mazzolari? Sì,....ma Cesare!

EUROPA/ITALIA - Il Consiglio Episcopale Permanente della Cei ricorda Mons. Mazzolari "tra i più grandi missionari di ogni tempo", le vicende dell'Africa e i cristiani perseguitati

Roma (Agenzia Fides) - "In Africa, com'è noto, è nata la cinquantaquattresima nazione, il Sud Sudan, a cui va la nostra simpatia e la nostra amicizia. Protagonista primario di questa indipendenza è stato un nostro missionario e confratello, S.E. Mons. Cesare Mazzolari: la sua improvvisa morte ha finito per dare ancor più rilievo all'opera di questo straordinario servitore del Vangelo che, per intelligenza e dedizione, è degno di figurare tra i più grandi missionari di ogni tempo". Con queste parole si è espresso il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), nella sua prolusione ai lavori del Consiglio Episcopale Permanente, pronunciata a Roma nel pomeriggio del 26 settembre. Riferendosi alle diverse "situazioni di angustia" che affliggono il mondo, il Card. Bagnasco ha citato anzitutto il Corno d'Africa "dove una carestia, la peggiore degli ultimi sessant'anni, affligge almeno undici milioni di persone", invitando a "fare di tutto per portare aiuto a queste persone nei loro villaggi e nelle loro città": "Non abbandoniamo questi fratelli, non carichiamo sulla nostra coscienza una nuova ecatombe".
Il Presidente della Cei ha poi rilevato che l'Africa è oggi soggetta a "pressioni e condizionamenti - interni ed esterni - da far temere per un suo realistico futuro di libertà e progresso". Tuttavia ha esortato a "non arrendersi", valorizzando "tanti gesti di novità positiva, che pur non mancano". Quindi ha proseguito: "Auguriamoci che si confermi l'evoluzione pacifica in atto nel Marocco e in Giordania; che la situazione della Siria non degeneri oltre e che si arrivi ad un nuovo equilibrio interno, di garanzia per tutti; che dalla tormentata vicenda bellica che ha interessato la Libia, segnata dall'ombra degli affari, si possa almeno trarre a livello internazionale la consapevolezza che la sovranità di un Paese non può andare contro il diritto alla vita dei suoi cittadini. Queste rivoluzioni hanno comunque assegnato alla ricorrenza decennale dell'11 settembre 2011 un carattere di movimento e di speranza".
Infine, auspicando che il raduno interreligioso di Assisi del 27 ottobre, a venticinque anni dal primo incontro voluto da Papa Wojtyla, "sprigioni per intero le sua potenzialità di bene", il Presidente della Cei ha sottolineato che "ci sentiamo impegnati a pregare" perché raggiunga questo scopo, e questo "è il modo più significativo per solidarizzare con i cristiani perseguitati in vari Paesi, dall'Iraq al Pakistan, dal Vietnam alla Cina". (SL) (Agenzia Fides 27/09/2011)

Le meduse sono riaffiorate

Invasione di meduse nel Golfo di Trieste

lunedì 26 settembre 2011, 15:38 di
Le meduse sono riapparse in grande quantita’ lungo le coste del Golfo di Trieste. Si tratta, conferma il direttore regionale dell’Arpa Giorgio Mattassi, della specie Rhizostoma Pulmo, detta anche ‘botte marina’ per le grandi dimensioni che riesce a raggiungere. ”Le stiamo osservando da Punta Sottile, al confine con la Slovenia, alle foci del Tagliamento -conferma Mattassi- compresa la laguna di Grado e Marano. In totale, lungo un centinaio di km di costa. La specie non e’ urticante, lo sono lievemente solo i filamenti interni, ma nessuno abbraccia una medusa”, scherza Mattassi. Nessun panico pertanto, anche gli ultimi bagni di questo settembre piu’ caldo del solito si possono fare in relativa tranquillita’, sempre che si sappia distinguere le meduse innocue da quelle urticanti, cosa che non e’ da tutti.
Dallo scorso febbraio fino a luglio, riferisce Luisella Milani dell’Arpa, nell’alto Adriatico, oltre la Rhizostoma Pulmo e’ stata avvistata anche un’altra specie, a sua volta piu’ o meno innocua, l’Aurelia Aurita. A giugno i biologi dell’Arpa che monitorano il mare con la barca hanno avvistato nel Golfo di Trieste anche la Chrysaora, che puo’ essere leggermente urticante. ”Probabilmente l’accumulo sotto costa delle meduse di questi giorni, e’ dovuto alle correnti e ai venti”, afferma Paola Del Negro, del Laboratorio di biologia marina dell’Ogs (Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale). Infatti questi organismi non sono in grado di decidere autonomamente i grandi spostamenti. ”Le meduse non erano scomparse -precisa Del Negro- semplicemente la temperatura dell’acqua in superficie per loro era troppo calda, ed erano scese in profondita”’. Ora, la temperatura dell’acqua e’ diminuita e sono riaffiorate.
La presenza di Rhizostoma Pulmo e’ piuttosto frequente in tutto il Nord Adriatico. I biologi ritengono che la ripresa della disfusione di questa medusa nell’Adriatico settentrionale sia legata o al calo dei loro predatori naturali o al fatto che la zona sia favorevole alla riproduzione. Ma la vita delle meduse rimane ancora abbastanza misteriosa. ”Il loro studio e’ difficile”, conferma Del Negro, perche’ non ci sono metodi che consentono di catturarle senza rovinarle. Inoltre, non si sa bene quando e dove si riproducono ed e’ difficile quantificarle. Attualmente gli esperti stanno sviluppando un metodo acustico proprio per quantificarle, metodo che si basa sulla diffusione delle onde radio in mare. Infine, e’ difficile mantenere e fare riprodurre le meduse negli acquari. ”Il loro ciclo di vita nell’acqua e’ rapido, si parla di mesi”, conclude Del Negro.

Opere d'arte a Gerusalemme


Una Via Crucis dipinta da quattordici artisti da mettere a disposizione dei pellegrini, questo il dono dei Cavalieri dell'Ordine del Santo Sepolcro del Veneto alla Custodia, perché "la croce di Cristo è il cuore del messaggio di Gerusalemme" More

domenica 25 settembre 2011

Quando suona la campana....

  • come la messa xe finia cussì presto?
  • Boh al à ditte  Gigi ke nol predicje quand c'al sint sunà le ciampane
  • io ho pregato e meditato
  • Bravo perchè Gigi ha detto: meditate la parola|
  • Bon fasarin pi lungje le prossime!
  • Mandi
  • Sciao
  • Ciao, Buona domenica!

Foglio Parrocchiale Domenica 25 settembre 2011