mercoledì 30 novembre 2011

Domenica 4 dicembre 2011


Giordano attuale: vista della riva giordana dalla riva opposta
israeliana. Qui i pejjegrini di Terra Santa ricordano
il Battesimo di Gesù
II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (Is 40,1-5.9-11)
Preparate la via al Signore.

Dal libro del profeta Isaìa

«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 84)
Rit: Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

SECONDA LETTURA (2Pt 3,8-14)
Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.
Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 3,4.6)
Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,1-8)
Raddrizzate le vie del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, disponiamo i nostri cuori ad accogliere il dono di gioia e di speranza che il Padre ha preparato per noi. Preghiamo perché Egli converta i nostri cuori e ci aiuti a costruire un mondo in cui amore e verità, giustizia e pace si incontrino.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Converti i nostri cuori, Signore.

1.      I ministri della Chiesa attingano alla Parola la luce e la forza per essere voce che annuncia al cuore inquieto dell’uomo la consolazione dell’amore gratuito e fedele del Padre. Preghiamo.

2.      Quanti sono schiavi della violenza e vittime della sfiducia e della disperazione aprano il cuore al soffio dello Spirito che riaccende la speranza di un futuro nuovo. Preghiamo.

3.      I credenti vivano l’Avvento come un tempo di grazia in cui preparare la strada al Signore con un itinerario di conversione del cuore. Preghiamo.

4.      I cristiani delle diverse confessioni attendano operosi il Giorno del Signore e affrettino la costruzione dei cieli nuovi e della terra nuova, con la purezza del cuore e la santità della vita. Preghiamo.

5.      L’Eucaristia che stiamo celebrando riempia i nostri cuori della speranza cristiana che è Cristo, per divenire noi stessi testimoni di gioia e seminatori di speranza. Preghiamo.

C – Dio, Padre nostro, che esaudisci le preghiere dei tuoi figli, rendici docili alla voce del tuo Spirito, perché riconosciamo il Redentore che viene e ci rallegriamo della salvezza che opera in noi. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.


venerdì 25 novembre 2011

Sabato la colletta alimentare in 132 supermercati

 
In 49 comuni della provincia, la spesa che «fa del bene»

UDINE (25 novembre, ore 15) - Sono 132 i supermercati che in 49 comuni della provincia di Udine hanno aderito alla 15ª giornata nazionale della Colletta alimentare, che si terrà sabato 26 novembre, promossa dalla Fondazione Banco alimentare onlus, in collaborazione con il movimento di Comunione e Liberazione, la Compagnia delle opere, l’Associazione nazionale alpini, la Società San Vincenzo de Paoli, la Protezione civile regionale e con l’alto patronato della Presidenza della Repubblica.
 
Si tratta di supermercati appartenenti a 42 catene di distribuzione presenti da Tarvisio a Latisana, passando per Udine che si vede rappresentata da ben 30 punti vendita. «Perché i volontari del Banco alimentare – ricorda Paolo Olivo, presidente dell’Associazione Banco alimentare regionale – puntano a superare lo storico risultato del 2010, quando in tutta Italia, in un sol giorno, vennero raccolte 9 mila 400 tonnellate di cibo, mentre in regione fu raggiunto il primato locale di 553 tonnellate. E se a livello nazionale la Colletta alimentare ha rappresentato circa il 12% delle oltre 80 mila tonnellate distribuite gratuitamente nel 2010 a un milione e 400 mila poveri, attraverso 8 mila 159 strutture caritative, nella nostra regione il suo peso sale al 50% delle oltre 1.100 tonnellate donate a 43 mila 500 bisognosi, assistiti da 350 associazioni, come la San Vincenzo, i gruppi Caritas parrocchiali, le mense dei Cappuccini, case di accoglienza, cooperative di solidarietà sociale e istituti».
 
In 22 anni, da quel 1989 che oltre alla caduta del muro di Berlino vide anche la nascita del Banco alimentare per iniziativa di don Luigi Giussani e di Danilo Fossati, fondatore della Star, la Fondazione oggi guidata da don Mauro Inzoli ha fatto tanta strada, crescendo anno dopo anno, sia nella diffusione capillare sul territorio italiano, che nei quantitativi di alimenti raccolti e donati, ma anche nel coinvolgimento di migliaia di associazioni caritative.
 
Ma nonostante l’evidente successo conseguito da questi volontari, la preoccupazione continua è vivere l’esperienza cristiana, rispondendo al bisogno delle persone che vengono incontrate, come si può ben comprendere leggendo il testo distribuito per motivare l’adesione alla Colletta alimentare, che recita: «Il momento storico che stiamo vivendo rimane molto delicato e drammatico. I poveri sono in costante crescita e sono sempre più prossimi a ciascuno di noi. Non manca solo il cibo, manca il lavoro, la casa e soprattutto sembrano venir meno le ragioni per sperare e per questo si è sempre più soli; una solitudine spesso avvertita da chiunque, poveri o ricchi. Cristo, presente ora, colma quella solitudine, risponde a tutte le esigenze del nostro cuore. Per questa esperienza, proponiamo a ognuno la Colletta alimentare, perché facendo la spesa per chi è nel bisogno, si ridesti tutta la nostra persona, cominciando a vivere all’altezza dei desideri del nostro cuore».
 
E già da sabato 3 dicembre, alle 10, con l’Open day che si terrà nel magazzino del Banco alimentare del Friuli-Venezia Giulia, in via Venceslao Menazzi Moretti a Pasian di Prato, a tutti sarà possibile prendere visione diretta di uno dei miracoli fatti, ai nostri giorni, dalla carità cristiana.
Flavio Zeni

Anche in Europa?

ASIA/HONG KONG - Associazione missionaria dei laici: il 18 dicembre mandato missionario ad una laica che trascorrerà tre anni in India

Hong Kong (Agenzia Fides) - La signora Stephania Ling, della parrocchia di Santa Margherita ad Hong Kong, il prossimo 18 dicembre riceverà il Mandato missionario dell'Associazione Missionaria dei Laici Cattolici di Hong Kong (Hong Kong Catholic Lay Missionary Association) per trascorrere tre anni in missione a Kolkata, in India. La notizia è stata data durante la recente Assemblea Annuale dell'Associazione, la 23ma, e l'incontro di formazione spirituale per l'evangelizzazione all'estero. Secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, Stephania Ling sarà la quarta laica dell'Associazione ad andare in missione in questo periodo, le altre tre infatti già si trovano in Cambogia, Thailandia e Kenya. Nello stesso incontro Mons. Pierre Lam Minh, MEP, Vicario generale della diocesi con una lunga esperienza missionaria in Vietnam, ha presentato alla cinquantina di partecipanti "la situazione della Chiesa vietnamita", e p. Giovanni Giampietro, PIME, ha parlato sulla testimonianza della fede dei laici attraverso le opere di carità.
Secondo le informazioni diffuse dall'Associazione, questa esperienza laicale missionaria è nata nel 1988 con il motto evangelico "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc 16,15). E' stata la prima associazione laicale che ha mandato missionari laici all'estero. Fino ad oggi ci sono stati 11 laici che hanno risposta generosamente alla chiamata di Cristo prestando il servizio dell'evangelizzazione in Africa (Zimbabwe, Mauritius, Kenya) ed in Asia (Cambogia e Thailandia). Gli obiettivi dell'Associazione sono: rispondere alla chiamata di Cristo come laico di Hong Kong mettendo tutto l'impegno nella missione dell'evangelizzazione; stare insieme ai poveri aiutandoli a conoscere il loro valore, la dignità e la capacità donate da Dio; aiutare le aree missionarie a raggiungere attraverso l'evangelizzazione l'autosufficienza, favorendo la crescita di una Chiesa locale matura. (NZ) (Agenzia Fides 2011/11/25)

giovedì 24 novembre 2011

Caritas: Attraverso le mani aperte dei discepoli di Gesù



"Ciascuno di voi è chiamato a dare il suo contributo affinché l'amore con cui siamo da sempre e per sempre amati da Dio divenga operosità della vita, forza di servizio, consapevolezza della responsabilità". Con queste parole oggi Benedetto XVI ha salutato la famiglia della Caritas Italiana, riunita nella Basilica Vaticana per i 40 anni di fondazione. Il Pontefice ha espresso gratitudine per il lavoro svolto -- basato su tre attenzioni: ascoltare, osservare, discernere -- e per la capacità di avere "un cuore che vede", anche quando "la strada si fa dura e lo sforzo sembra non dare risultati". Tra i pensieri del Papa sono affiorate così le grandi sfide di oggi: il mondo della migrazione; il divario tra no ... More

Fase di riforme in Myanmar

ASIA/MYANMAR - L'Arcivescovo di Yangon: "Svolta politica positiva nel paese, ora pieni diritti per tutte le religioni"

Yangon (Agenzia Fides) - "Guardiamo in modo molto favorevole l'attuale fase di riforme. Ora il governo inviti i leader religiosi a collaborare per lo sviluppo del paese e dia uguali tutele, opportunità e diritti a tutte le religioni": è quanto dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Charles Maung Bo, SDB, Arcivescovo della capitale, Yangon, e Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Myanmar.
L'Arcivescovo nota i miglioramenti sul piano interno: "Le voci delle persone sono positive, c'è un risveglio e una maggiore libertà nell'opinione pubblica. Si è aperto un dialogo tra il governo e la leader del partito d'opposizione, Aung San Suu Kyi, che parteciperà, con il suo partito, alle prossime elezioni". E rimarca i progressi a livello internazionale: "Il Myanmar sarà il paese ospitante della prossima riunione dell'ASEAN, nel 2014, e ne avrà la presidenza", ricordando che c'è maggiore attenzione della comunità internazionale e degli Stati Uniti verso il paese, mentre "anche la Cina sembra tranquilla".
In questo momento di generale cambiamento, Mons. Bo chiede al governo di invitare i leader religiosi "a dare un contributo fattivo allo sviluppo del paese", eliminando definitivamente la "mentalità chiusa, le discriminazioni e le restrizioni nei confronti delle religioni", che sono "gravi ingiustizie". "Dobbiamo imparare dal passato e investire nel futuro: lo stato oggi deve dare uguali tutele, opportunità e diritti a tutte le religioni. Abbiamo sofferto troppo a lungo. Molti sono morti e oggi abbiamo il desiderio di dare la nostra testimonianza cristiana" rimarca l'Arcivescovo.
"Abbiamo apprezzato - prosegue Mons. Bo - le misure prese dal governo negli ultimi tempi: liberazione di alcuni prigionieri politici, il coraggio con cui ha sospeso il progetto della diga di Myitsone, lo spazio consentito al partito di opposizione. Noi siamo per una collaborazione costruttiva. Come nazione unita, tutti possiamo averne benefici, a tutti i livelli".
Sebbene oggi mantengano "un atteggiamento di prudenza", dopo anni di regime oppressivo - conclude il Presule - i cristiani del Myanmar intendono dare un contributo maggiore all'edificazione del futuro del Myanmar, mettendo a servizio del paese tutte le loro risorse e carismi (PA) (Agenzia Fides 24/11/2011)

Friel Annia

L'impianto di Torviscosa su Radiocor il Sole 24 ore

Ladri in manette

Clicca e leggi su ilfriuli.it
I carabinieri di Udine hanno sgominato una banda di ladri albanesi che ha colpito ripetutamente nella Bassa friulana a fine ottobre. Recuperata molta refurtiva.

San Giorgio secondo i Copti



I copti di Gerusalemme hanno celebrato numerosi la festa di San Giorgio, onorando le reliquie del martire con un rito che richiama ogni anno moltissimi fedeli

Servizio / montaggio: Serena Picariello
Immagini: Garo Nalbandian More

mercoledì 23 novembre 2011

Una percezione della realtà nella sua totalità con Dio



"In Africa ho visto una freschezza del sì alla vita, una freschezza del senso religioso e della speranza e una percezione della realtà nella sua totalità con Dio". Incontrando i fedeli radunati in aula Paolo VI, il Papa ha ricordato con gioia la tre giorni in Africa, in occasione del 150.esimo anniversario dell'evangelizzazione del Benin e della firma e consegna dell'Esortazione Apostolica postsinodale Africae munus. Benedetto XVI ha ringraziato quanti hanno contribuito alla buona riuscita della visita e ha ricordato i vari eventi che l'hanno scandita: l'incontro con la Chiesa del Benin, con i bambini e con il mondo della sofferenza, l'appuntamento con le Istituzioni politiche, il Corpo Diplomatico e ... More

AFRICA/SOMALIA - Le piogge portano sollievo ma anche danni: report di Caritas Somalia

Mogadiscio (Agenzia Fides) - Le piogge che hanno cominciato a cadere sulla Somalia stanno avendo aspetti positivi e negativi. Secondo quanto afferma il Situation Report inviato all'Agenzia Fides da Caritas Somalia, i corsi d'acqua stanno accrescendo il loro flusso permettendo la ripresa delle coltivazioni. Le piogge sono state, in alcuni casi, al di sopra della media stagionale e sono state segnalate inondazioni in alcune aree pianeggianti con la conseguente distruzione delle colture di mais. Gli agricoltori sono stati così costretti a riseminare, mentre sono in aumento le malattie delle vie respiratorie e le infezione di origine idrica, in particolare della malaria.
Nel complesso, comunque la pioggia tanto necessaria alla fine aiuterà a sostenere il raccolto. Tuttavia il suo rendimento è previsto al di sotto della produzione media con un ritardo da 1 a 2 mesi. Nonostante le piogge, le condizioni di sicurezza alimentare permangono precarie a causa dei prezzi degli alimenti di base, che sono al di sopra della media, e alle difficoltà di accedere agli aiuti umanitari provocate dalle forti piogge e dallo stato di insicurezza.
Il livello di emergenza di tre regioni della Somalia (Baia, Bakool e Lower Shabelle) è stato ridotto da "carestia" a "emergenza". Le popolazioni di queste regioni non sono più a rischio fame, ma i loro tassi di malnutrizione sono ancora molto elevati e se il livello di assistenza umanitaria dovesse diminuire, queste aree potrebbero facilmente ritornare ad uno stato di carestia. Gli sfollati di Mogadiscio e di alcune parti del Middle Shabelle rimangono invece in condizioni di carestia.
I partner della Caritas che sostengono i progetti in Somalia si sono incontrati a Nairobi per una riunione presieduta da Sua Ecc. Mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio. L'incontro era incentrato sui progetti in corso e su quelli futuri, oltre che sulle possibili collaborazioni con la diaspora somala e le organizzazioni islamiche. Caritas Italia ha presentato un progetto pilota per condurre colloqui di sensibilizzazione con la diaspora somala in Italia al fine di meglio comprendere le preoccupazioni della diaspora e la sua percezione della situazione attuale della Somalia. (L.M.) (Agenzia Fides 23/11/2011)


    I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)


 
PRIMA LETTURA (Is 63,16-17.19; 64,2-7)
Se tu squarciassi i cieli e scendessi!

Dal libro del profeta Isaìa

Tu, Signore, sei nostro padre,
da sempre ti chiami nostro redentore.
Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie
e lasci indurire il nostro cuore, cosi che non ti tema?
Ritorna per amore dei tuoi servi,
per amore delle tribù, tua eredità.
Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Davanti a te sussulterebbero i monti.
Quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,
tu scendesti e davanti a te sussultarono i monti.
Mai si udì parlare da tempi lontani,
orecchio non ha sentito,
occhio non ha visto
che un Dio, fuori di te,
abbia fatto tanto per chi confida in lui.
Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia
e si ricordano delle tue vie.
Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato
contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;
tutti siamo avvizziti come foglie,
le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome,
nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto,
ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre;
noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,
tutti noi siamo opera delle tue mani.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 79)
Rit: Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.


Tu, pastore d’Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.

SECONDA LETTURA (1Cor 1,3-9)
Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!
Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza.
La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Sal 84,8)
Alleluia, alleluia.
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Alleluia.

VANGELO (Mc 13,33-37)
Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, nell’attesa del Redentore, rivolgiamo le nostre suppliche al Padre che è nei cieli, perché venga incontro alle nostre necessità e a quelle di tutti gli uomini.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Visita il tuo popolo, Signore.

1.      Per la Chiesa pellegrina nel mondo, perché faccia parte a tutti gli uomini della speranza che illumina il suo cammino e risvegli in loro l’attesa della salvezza, preghiamo.

2.      Per coloro nei quali la durezza della vita ha spento ogni speranza, perché la nostra preghiera e la nostra fraternità facciano rifiorire la fiducia e la volontà di impegnarsi per un domani migliore, preghiamo.

3.      Per le nostre Comunità cristiane, perché la vicinanza del Signore ci stimoli a vincere l’egoismo e la menzogna per vivere nella verità e nell’amore, preghiamo.

4.      Per le giovani generazioni, perché vedano nel Cristo il modello dell’umanità nuova, a cui devono ispirarsi per le grandi scelte della vita, preghiamo.

5.      Per tutti noi, perché il dono del nuovo Anno liturgico sia per noi il tempo del nuovo e definitivo incontro con Cristo, nello spirito della fede che professiamo, celebriamo e viviamo, preghiamo.

C – Tu ci riveli, o Padre, che quanto più grande è la nostra attesa, tanto più ricco sarà il tuo dono; accogli queste nostre suppliche e accresci in noi con la venuta del tuo Figlio il bene inestimabile della speranza. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.  

T - Amen.






Pinnizzotto augura Buon Anno Liturgico a chi segre la Parola Di Dio

Carissimi nel Signore,
all’inizio del nuovo Anno liturgico è mio vivo desiderio porgere a voi, ai vostri cari ed alle Comunità cristiane in cui vivete ed operate il mio fraterno augurio perché la Pace di Colui che viene pervada i vostri cuori.

Inizia il 9° anno in cui preparo e condivido il piccolo/povero servizio del sussidio per la preparazione e l’animazione della Liturgia festiva. E’ un servizio parecchio oneroso, perché i tanti impegni personali, pastorali e di lavoro mi permettono di dedicare sempre meno tempo allo studio e, quindi, alla realizzazione dei fascicoli che ricevete.  Come ho più volte annunciato, la “tentazione” di lasciare questo impegno è stata da me valutata numerose volte… e, soprattutto, all’inizio di un nuovo Anno diventa più insistente la preoccupazione di non poterlo affrontare al meglio. Tuttavia, provo ad andare avanti, confortato e sostenuto da ciascuno di voi e, in particolare, da coloro che in ogni modo mi fanno pervenire segni di affetto, di stima e di riconoscenza, unitamente al preziosissimo sostegno della preghiera nella Comunione più intima e perfetta dei fratelli in Cristo. A tutti e a ciascuno la mia gratitudine!

Un “nuovo inizio” richiede sicuramente di verificare il cammino percorso fino a questo momento. Purtroppo, il “relativismo” domina non solo nel campo morale ma ovunque e, per quel che ci riguarda, anche nel campo liturgico. Troppo spesso nel preparare e curare la Liturgia ci lasciamo trascinare da fantasie personali, da attrazioni catechistiche e ludiche che giustifichiamo come “pastorali”, da gesti improvvisati che abbiamo visto in altre Comunità, ecc.  Sovente mi vengono richieste “novità” da introdurre nelle celebrazioni, dimenticando forse che “La Novità” è da individuare in Cristo stesso, che è venuto, che viene e che verrà. Pertanto, dinanzi a così imperante relativismo liturgico, è bene usare saggezza e prudenza perché distorte novità non ci distraggano dalla vero Novità! Conoscenza dei prenotanda  dei vari libri liturgici e degli insegnamenti del Magistero della Chiesa al fine di una corretta celebrazione della Liturgia sono la sicura medicina.

L’Anno liturgico, come ci siamo detti tante volte, non è un qualcosa di “ciclico”, un qualcosa che si ripete… ma è sempre nuova esperienza della celebrazione del Mistero di Cristo di cui ogni uomo è reso partecipe. Ogni anno deve essere per noi occasione in cui avanzare nell’accoglienza di questo Mistero, nel sentirLo e farLo “nostro”, perché giungiamo ad un fede matura e autentica… quindi, non si tratta di trovare e/o introdurre innovazioni nella Messa! Di grande aiuto sono per noi le parole del Prefazio I/A dell’Avvento: «Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo, perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell’amore la beata speranza del suo regno».
La divina Liturgia è lo spazio più bello, più vero e più grande perché ciascuno di noi si ri-trovi parte del Mistero di Cristo, Signore e Salvatore. Vogliamo sciuparlo per noi e per i nostri fratelli? Non sarà meglio intensificare i nostri sforzi perché le nostre celebrazioni, ben preparate e curate, soprattutto accoglienti, decorose, sobrie e solenni allo stesso tempo, e ovviamente corrette edifichino ciascuno? Pastori e laici dobbiamo attuare una sinergia ( = Comunione) che ci aiuti a migliorare la qualità dei nostri servizi e ministeri:
-          pulizia e decoro dell’aula liturgica
-          pulizia e decoro dei lini, dei vasi e delle vesti
-          cura del servizio liturgico (accoliti, ministranti)
-          adeguata preparazione biblica e tecnica di chi proclama la Parola di Dio
-          preparazione dell’omelia e delle varie prese di parola (eventualmente anche da parte del commentatore)
-          uso dei formulari più appropriati per l’eucologia (non è possibile/pensabile scegliere ad ogni Messa la II prece eucaristica!!!)
-          scelta oculata dei canti (adeguati per i tempi liturgici) nonché degli strumenti (tante volte non si capisce se si è in chiesa o a uno spettacolo musicale/teatrale, in cui non ci si riesce a concentrare nella preghiera e nell’ascolto a causa di rumori assordanti!!!)
-          valorizzazione di ogni gesto (per esempio, la comunione sotto le due specie viene distribuita solo occasionalmente e in qualche chiesa!!!) e spazio (luogo della Parola, battistero, cero pasquale “vero” e non “tubo di plastica”…)

Mi sono permesso di richiamare brevissimamente solo alcuni aspetti, quelli che ritengo più importanti e urgenti da rivedere, anche perché di settimana in settimana non ci manca occasione per “ripassare” i vari temi. E, se mi permetto di richiamare sempre le stesse cose, vi prego di perdonarmi ma lo ritengo davvero necessario. Non si tratta di standardizzare le nostre celebrazioni, ma di renderle vere, dignitose, decorose… perché ognuno ne venga fuori edificato, trasformato.
Se il mio piccolo/povero aiuto della traccia per la preparazione e l’animazione della Liturgia serve solo a fare il “copia-incolla” della Preghiera universale o di qualche altra monizione, allora siamo davvero fuori strada!!!
Di profonda ricchezza sono queste espressioni dell’Arcivescovo Piero Marini, già Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, che spero possano esser fatte proprie da ciascuno: «Ho imparato ad amare la liturgia della Chiesa, che ritengo con la fede, il dono più grande ricevuto che dà un senso al mio vivere umano e sacerdotale in questo mondo» (1.X.2007).

Sento di dover rivolgere un pensiero di profonda gratitudine verso tutti coloro che nello studio dei documenti del Magistero, nella preghiera (personale e comunitaria) e nell’impegno fattivo e costante si prodigano per le proprie Comunità cristiane: fratelli Presbiteri e validissimi operatori pastorali.
Ringrazio coloro che, animati da sana e giusta curiosità, non si stancano di ricercare, studiare, capire e intraprendere le migliori strategie pastorali.
Ancora, come già detto sopra, esprimo viva riconoscenza a tutti coloro che mi scrivono, pazientando per le mie risposte che spesso tardano ad arrivare (vi prego di perdonarmi!!!), specialmente a coloro con cui, attraverso il mio servizio, ho avuto modo in questi anni di stringere legami di vera amicizia (anche attraverso incontri personali, spazi comunitari di formazione, ecc.).
Infondere coraggio, dare speranza, tendere alla mano ai tribolati è quanto deve scaturire dalle nostre belle Liturgie in quest’ora drammatica per molti popoli. Ognuno deve impegnarsi a fare in modo che il fratello accanto si senta accolto, aiutato, protetto, sostenuto… questo è il frutto più bello della nostra fede cristiana celebrata!
Ci aiuti il Signore a saperLo riconoscere mentre viene incontro alla nostra povertà, perché ogni cuore sia la Sua dimora, nell’imitazione più alta della Vergine Madre, cui affidiamo il nostro servizio e le nostre persone.

Salutandovi fraternamente, vi auguro di tutto cuore buon Anno liturgico e buon Avvento!!!




Vostro in Cristo
Antonio Paolo

AFRICA/EGITTO - "L'Egitto è in movimento e la domanda del popolo di un vero cambiamento diventa sempre più insistente" afferma p. Verdoscia

Il Cairo (Agenzia Fides) - "È stato smentito chi affermava che in Egitto vi sia stata una rivoluzione mancata. I fatti di questi giorni ed ore dimostrano invece che il popolo ha preso coscienza della propria forza, quando scende in piazza per cercare di riprendere le redini in mano" dice all'Agenzia Fides p. Luciano Verdoscia, missionario comboniano, che vive ed opera al Cairo, dove continuano le proteste e gli scontri tra forze di sicurezza e dimostranti in piazza Tahrir. I Fratelli Musulmani si sono sfilati dalle proteste ed hanno affermato di voler partecipare ad un incontro con il Consiglio
Supremo delle Forze armate.
"Questi ultimi avvenimenti smentiscono, a mio avviso, anche alcune voci riportate dai giornali locali, secondo le quali le proteste derivano da una strategia dei Fratelli Musulmani e dei salafiti per creare caos nel Paese e gettare discredito nei confronti dell'esercito e del governo, per poi prendere in mano il potere. Sono interpretazioni alle quali non ho mai creduto" dice p. Luciano. "Si sta verificando ancora quello che è accaduto sotto il regime di Mubarak, sono i giovani che sono scesi ancora in volta in piazza con precise motivazioni e richieste: stop agli arresti e ai processi sommari nei confronti degli attivisti politici, assicurare assistenza alle famiglie di coloro che sono morti o sono rimasti feriti durante la rivoluzione contro Mubarak, protestare contro i principi sovra-costituzionali affermati dai militari (vedi Fides 21/11/2011), l'esistenza della polizia segreta che era stata formalmente sciolta, e così via".
P. Luciano si dimostra prudente sulla possibile avanzata elettorale dei partiti islamisti nella tornata elettorale che inizierà il 28 novembre: "è vero che esiste un consenso all'interno del Paese nei confronti dell'islamismo, che in termine elettorali può rappresentare il 30-35% dei voti. Ma accanto a questo in Egitto si sta diffondendo anche una mentalità laica. Vi sono persone che hanno il coraggio di dire che vogliono distinguere tra lo Stato e la religione. Non penso quindi che i gruppi che si richiamano all'islamismo possano ottenere la maggioranza assoluta. Penso che otterranno una maggioranza relativa, e questo è un bene, perché la gente prenderà coscienza di come questi gruppi agiranno".
Alcuni analisti affermano che esisterebbero accordi di spartizioni di potere tra i militari e i Fratelli Musulmani. "Vi sono stati dei tentativi di accordo di questo tipo - spiega il missionario - ma sono falliti, anche perché gli stessi Fratelli Musulmani si sono divisi e suddivisi in diversi gruppi e sotto-gruppi. Addirittura i giovani della Fratellanza Musulmana che hanno partecipato alla rivoluzione affermano di volere un governo laico, o meglio civile, come si preferisce dire qui. Stiamo attenti dunque a presentare delle teorie o delle ipotesi come fatti. L'Egitto è in movimento e la domanda del popolo di un vero cambiamento diventa sempre più insistente" conclude p. Luciano. (L.M.) (Agenzia Fides 22/11/2011)

domenica 20 novembre 2011

Il discorso di Bersani: il voto al nuovo governo

Foglio Parrocchiale Domenica 20 Novembre 2011


Domenica Giornata del Seminario

 
In tutta la Diocesi preghiere e offerte per Castellerio

UDINE (19 novembre ore 15) - Si celebra domenica la “Giornata diocesana del seminario”, un momento in cui tutte le comunità sono chiamate a pregare per i seminaristi e a sostenerli concretamente. Attualmente, al seminario interdiocesano di Castellerio di Pagnacco si stanno formano 19 giovani, di cui 11 provengono dall’arcidiocesi di Udine. Domenica 20 novembre, nelle sante messe, tutti i parroci sono invitati a preparare un’apposita preghiera dei fedeli dedicata al sostegno del seminario.
 
Domenica pomeriggio, alle 16.30, si tiene anche l’annuale incontro degli “Amici del Seminario”, sempre a Castellerio. Sono invitate le persone che in qualsiasi modo amano e sostengono il Seminario con generosità e semplicità. L’incontro si concluderà con la S. Messa delle 18.00 assieme ai seminaristi (nella foto quelli del primo biennio di discernimento con il rettore don Dino Bressan) e ai loro familiari nella chiesa del Seminario, durante la quale l’Arcivescovo, S.E. mons. Andrea Mazzocato presiederà il “Rito di Ammissione” del seminarista Agostino Pitto.

Uno dei più bei giorni della mia vita



"Il giorno della mia prima Comunione è stato uno dei più bei giorni della mia vita". Con un ricordo e un'emozione, sabato pomeriggio, Benedetto XVI si è fatto circondare dall'affetto dei bambini di Cotonou, che lo attendevano nella parrocchia di Santa Rita. Di quel giorno lontano il Papa ha voluto condividere soprattutto l'evento di Gesù-Eucarestia che riceveva per la prima volta, un tesoro -- ha precisato -- che "bisogna saper condividere con generosità". Sull'esempio di san Kizito, giovane ugandese "messo a morte perché voleva vivere secondo il Battesimo che aveva ricevuto", il Pontefice ha chiesto a tutti di coltivare la preghiera, che è "un grido d'amore lanciato verso Dio nostro Padre con la volont ... More