mercoledì 7 settembre 2011

Madone di Mont 2011

Giovedì 8 settembre, il Friuli a Madone di Mont   versione testuale
Si rinnova il pellegrinaggio diocesano. Il via alle 15 da Carraria

CASTELMONTE (5 settembre, ore 11.30) - Chiederemo «a Maria di essere rafforzati nella conoscenza di noi stessi e dell’intervento di Dio in noi, per allargare la nostra fraternità verso tutti nella ricerca fattiva della giustizia e della pace. E sia ancora lei, la Vergine dell’ascolto, a far crescere nella nostra Chiesa la grazia e la volontà di rispondere generosamente alle vocazioni molteplici per la vita matrimoniale, per l’esistenza consacrata e per il servizio ministeriale». Con queste parole (messaggio integrale) l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, indica i temi di fondo del 36° Pellegrinaggio diocesano a Castelmonte, in programma nella tradizionale data di giovedì 8 settembre.

Tradizionale sin dal 1976, quando i friulani salirono coralmente a Castelmonte in segno di suffragio per le vittime del terremoto del 6 maggio e per supplicare l’aiuto di «Madone di Mont» nell’immane opera di ricostruzione. Via via che i cantieri della rinascita si sono concretizzati e conclusi, il Pellegrinaggio diocesano ha puntato gli occhi sulla ricostruzione morale del Friuli, divenendo non solo un momento di preghiera ma una occasione in cui l’Arcivescovo di Udine lancia importanti messaggi di conversione per i friulani.

Il raduno dei pellegrini è fissato a Carraria di Cividale, ai piedi della salita che si inerpica verso Castelmonte, alle ore 14.30. Alle 15, dopo la preghiera iniziale, il lungo serpentone partirà, guidato dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato, per coprire i 7 chilometri che separano Carraria e Castelmonte, in un clima di preghiera e di meditazione. L’arrivo al piazzale del santuario è previsto attorno alle ore 17. E subito inizierà la S. Messa, presieduta dall’Arcivescovo e trasmessa in diretta sulle frequenze di Radio Spazio 103. Al termine della celebrazione i concelebranti si recheranno in santuario per l’atto di affidamento a Maria e l’omaggio floreale alla venerata immagine della Vergine di Castelmonte.
 
La radiocronaca della S. Messa verrà trasmessa in diretta a partire dalle ore 17 sulle frequenze di Radio Spazio 103 (ASCOLTA LA DIRETTA)
ASIA/INDIA - Il Card. Gracias dopo l'attentato a Delhi: "Appello alla pace e all'armonia"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - I Vescovi indiani lanciano un forte appello a desistere dalla violenza e a costruire la pace in India, dopo l'attentato che questa mattina (alle 6 ora locale) ha colpito l'Alta Corte di Delhi. Come ha riferito la polizia, almeno 9 persone sono state uccise e altre 45 ferite per l'esplosione di un ordigno posto davanti all'ingresso principale del complesso che ospita la Corte.
Il Card. Oswald Gracias, Arcivescovo di Mumbai e Presidente della Conferenza Episcopale dell'India, interpellato dall'Agenzia Fides, ha commentato: "I Vescovi dell'India sono profondamente turbati per questo nuovo atto di violenza e di terrorismo: condanniamo i responsabili e ancora una volta chiediamo a tutti che si costruiscano fraternità e pace nel paese. La Chiesa vuole contribuire a promuovere amore, pace e armonia nella società: speriamo che gli autori di tali atti di cieca violenza desistano dai loro intenti e collaborino alla costruzione di una nazione unita e pacifica. Questo è l'appello e l'impegno della Chiesa".
Il Porporato ha avuto modo anche di toccare il nervo scoperto della violenza che subiscono i cristiani in India, dopo la recente notizia di una chiesa cattolica devastata in Kerala (vedi Fides 6/9/2011), e ha dichiarato a Fides: "Apprendiamo sempre con dolore di tali episodi. Fortunatamente sono episodi sporadici, che non avvengono in tutta l'India, poichè gli indiani sono persone che amano la pace. Vi sono, però, alcuni gruppi fondamentalisti: ci rivolgiamo a loro ricordando che la violenza in nome della religione è un abuso della religione. I cristiani desiderano promuovere l'amore e servire la nazione e saranno sempre impegnati per questi valori". (PA) (Agenzia Fides 7/9/2011)

AFRICA/KENYA - La Camillian Task Force nel Corno D'Africa in aiuto alle vittime della carestia

 

Roma (Agenzia Fides) - "La Camillian Task Force (CTF), ufficio dell'Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani) preposto alle calamità naturali e/o provocate dall'uomo, a metà agosto ha inviato un suo team in Kenya per studiare sul posto la fattibilità di un progetto di aiuti a favore delle popolazioni vittime della carestia che sta colpendo vaste aree del Corno d'Africa, costringendo milioni di esseri umani a diventare profughi". E' quanto comunica all'Agenzia Fides fratel Luca Perletti, Segretario Generale dei Camilliani. Il team è composto da religiosi, religiose e laici, membri della grande famiglia di San Camillo. I Camilliani e le Camilliane (Ministre degli Infermi) sono infatti presenti in Kenya con strutture sanitarie proprie da decenni, mentre è in via di definizione il progetto finale che vedrà impegnata la CTF nei prossimi sei mesi.
"Stando alle informazioni appena ricevute dai membri del team - racconta a Fides fratel Luca -, si tratta di una calamità in cui si sommano eventi naturali imprevedibili (la riduzione delle piogge si ripercuote gravemente su di una economia essenzialmente agricola) e sociali (la diffusa povertà inabilita la maggioranza della popolazione ad accedere ai prodotti del mercato). La migrazione di milioni di persone e la loro concentrazione in particolari aree aumenta il rischio di epidemie a cui le rudimentali infrastrutture sanitarie non possono rispondere. Di particolare urgenza è il ripristino di un pur minimo sistema idrico: la carenza d'acqua è il vero problema, causa della morte di capi di bestiame, base della struttura economica della popolazione nomade. Ad essere maggiormente colpite da questa calamità sono le fasce deboli, i bambini e gli anziani, anche se non mancano testimonianze di adulti con iniziali sintomi di malnutrizione. I disabili, per i quali le Suore Ministre degli Infermi gestiscono un Centro diurno a Wajir, sono quelli più gravemente emarginati e ai quali viene spesso negato anche il minimo sostegno".
E' da ricordare che la Chiesa locale opera qui in un contesto prevalentemente musulmano. Ai collaboratori della CTF è stato chiesto di agire con prudenza e di non ostentare segni religiosi, in quanto la tensione è un elemento presente e palpabile, anche se finora non ci sono stati segnali di allarme. "La popolazione locale è schiacciata tra i propri bisogni di sussistenza e dall'esodo di centinaia di migliaia di profughi - spiega ancora fratel Luca -. Nondimeno, non mancano testimonianze di accoglienza e di solidarietà. La CTF sta pensando di rispondere con una serie di iniziative quali l'invio di generi alimentari per intervenire tempestivamente sull'emergenza-carestia, iniziative a carattere sanitario (cliniche mobili) e di sviluppo (attività che generino risorse economiche). Partner ideale sarà la Chiesa locale in particolare la Diocesi di Garissa" conclude il Segretario generale dei Camilliani. (LP/AP) (7/9/2011 Agenzia Fides)

Il vescovo di Gibuti

AFRICA/SOMALIA - Firmata la road map somala: "prudenza e speranza" del Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio

Mogadiscio (Agenzia Fides) - "Dopo la firma di un nuovo accordo tra le parti somale dico sempre 'bene, con prudenza e con speranza'. Questo perché ci sono già stati almeno 15 accordi che sono poi rimasti lettera morta, quindi qualche dubbio sorge spontaneo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio, commentando la firma della cosiddetta "road map" per far uscire la Somalia dalla lunga fase di transizione politica. L'accordo è stato siglato ieri, 6 settembre, a Mogadiscio, dal Presidente dell'autorità di transizione somala (il governo provvisorio riconosciuto dalla comunità internazionale), Sharif Sheick Ahmed, dai responsabili dell'autoproclamata regione autonoma del Puntland (nel nord-est) e dalla milizia filo-governativa Ahlu Sunna wal Jamaa, alla presenza di rappresentanti delle Nazioni Unite, dell'Unione africana, della Lega araba e dell' Igad (organizzazione che riunisce i governi del Corno d'Africa). La road map prevede una nuova Costituzione, in vigore dal 1° luglio 2012, e libere elezioni subito dopo, entro il 20 agosto.
"Speranza e prudenza dunque" ribadisce Mons. Bertin al quale facciamo notare che l'accordo è stato firmato nella capitale somala, Mogadiscio, mentre quelli precedenti erano stati siglati all'estero, in Kenya o a Gibuti. "Questo fatto è certamente significativo - commenta Mons. Bertin - ma è pur vero che Mogadiscio è isolata dal resto della Somalia centro-meridionale, perché il potere del Governo di Transizione è limitato alla capitale, ed è sostenuto dall'AMISOM (la missione militare dell'Unione Africana). Bisognerà vedere quindi se si riuscirà ad andare oltre l'aspetto simbolico e il Governo di Transizione sarà in grado di estendere la sua autorità al resto del Paese. Detto questo, preferisco sempre sperare che dire che questo accordo non serve a niente, anche perché non sembrano esservi altre alternative. La speranza resta l'unica alternativa" aggiunge il Vescovo di Gibuti.
La Somalia centro-meridionale è l'area più colpita dalla crisi alimentare, aggravata dal rifiuto delle milizia Shabab (che controllano l'area) di permettere l'intervento delle organizzazioni umanitarie straniere. "Non so fino a quando la politica degli Shabab potrà continuare, perché così facendo rischiano di attirarsi l'odio della popolazione locale" sottolinea Mons. Bertin. "Queste popolazioni che soffrono la fame non possono ricevere aiuti dall'esterno e gli viene impedito di recarsi a Mogadiscio o nei Paesi confinanti per cercare di sfuggire alla fame. Non so fino a che punto gli Shabab saranno in grado di giocare con la vita dei civili, prima che la situazione sfugga loro di mano" conclude Mons. Bertin. (L.M.) (Agenzia Fides 7/9/2011)

Spagna alfabetizzazione

EUROPA/SPAGNA - Giornata Mondiale dell'Alfabetizzazione: quasi 800 milioni di analfabeti nel mondo, di cui oltre 70 milioni bambini

Madrid (Agenzia Fides) - L'8 settembre, giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione, si vuole ricordare a tutta la società in generale, a governi e istituzioni che si occupano dell'istruzione in particolare, che nel mondo ci sono ancora quasi 800 milioni di persone analfabete, delle quali oltre 70 milioni sono bambini, secondo quanto riportato nel Rapporto dell'UNESCO 2010. Raggiungere l'alfabetizzazione universale esige maggiori sforzi e volontà politica, perchè non si tratta solo di assicurare un processo educativo per tutti, ma di uno strumento per lottare contro la povertà, garantire l'inclusione e la mobilità sociale, lo sradicamento del lavoro minorile e lo sfruttamento dei più piccoli. Tra le varie iniziative previste per celebrare questa giornata, l'organizzazione della Chiesa cattolica spagnola Manos Unidas, nell'occasione, presenta i materiali educativi per il 2011-2012 rivolti agli insegnanti. Nel 2011 ha già sostenuto 128 progetti educativi in tutto il mondo. Il gruppo tecnico che si occupa dell'Area dell'Istruzione elabora materiali propri da 30 anni che oltre ad essere diffusi via internet, vengono inviati alle 71 delegazioni che mantengono il contatto diretto con i centri di insegnamento e si occupano della sua distribuzione. (AP) (7/9/2011 Agenzia Fides)

Il ruolo delle associazioni e dei volontari in Terra Santa: in ottobre una giornata dedicata

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The story of the Holy Land_6Sabato 22 ottobre si terrà, presso l’Auditorium Antonianum di Roma, il IV incontro annuale tra il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa, e le associazioni di volontariato che sostengono progetti in Terra Santa. La giornata, ormai alla quarta edizione, si rivolge quest’anno in particolar modo ad associazioni di volontariato e a singole persone che, anche senza far parte di specifiche organizzazioni, si mettono a disposizione e lavorano per la Terra Santa.
Il tema sul quale si rifletterà nel corso di tale giornata sarà “Libertà religiosa, via della pace in Terra Santa. Il ruolo delle associazioni e dei volontari per rinforzare la libertà religiosa.”
Tra gli interventi in programma, si segnala in particolare quello di fra Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa e presidente di ATS pro Terra Sancta, previsto per le ore 16.30, e quello di Osama Hamdan, architetto collaboratore ATS pro Terra Sancta, previsto per le ore 14. Quest’ultimo  presenterà in tale occasione la mostra “I mosaici della Terra Santa – un ponte di tessere che attraversa il Mediterraneo”, progetto itinerante realizzato dal Centro del mosaico di Gerico in collaborazione proprio con ATS Pro Terra Sancta.
Congresso eucaristico internazionale: pellegrinaggio dalla Terra Santa a Dublino


In occasione del 50esimo Congresso eucaristico internazionale che porta il titolo “L’Eucaristia: comunione con Cristo e tra di noi”, la Chiesa latina di Terra Santa promuove un pellegrinaggio in Irlanda dall’11 al 18 giugno 2012. L’iniziativa, riferisce l’agenzia Sir, risponde al desiderio del Comitato organizzatore di constatare da vicino la presenza di una Chiesa viva in Medio Oriente, secondo quanto riferito dalla Conferenza dei vescovi latini delle regioni arabe. Mons. William Shomall, vescovo ausiliare per Gerusalemme, rappresentante della Ceira al Comitato Pontificio per i Congressi eucaristici, ha auspicato cha partecipino tutte le diocesi rientranti nella Ceira, oltre ai laici e al clero. Parteciperanno al Congresso anche padre Firas Hijazeen, parroco di San Salvatore a Gerusalemme, don Rifaat Bader, sacerdote della parrocchia di Jabal Hussein in Giordania, assieme al Patriarca latino, Fouard Twal. (G.I.)

Una supplica piena di fiducia e consolazione...


"Dio è sempre vicino, anche nelle oscurità della vita, ascolta, risponde e salva. Ma bisogna saper riconoscere la sua presenza e accettare le sue vie". Lo ha detto il Papa questa mattina, meditando sul salmo 3 nella catechesi dell'udienza generale tenuta in Piazza San Pietro davanti a 15mila fedeli. Rientrato per l'occasione da Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha parlato del salmo che è "una supplica piena di fiducia e consolazione" attribuito a Davide nella sua fuga umiliante dal figlio ribelle Assalonne.
Il salmista, ha spiegato il Papa "esprime la certezza di una presenza divina già sperimentata e creduta, che nella risposta salvifica di Dio si manifesta in pienezza". L'uomo grida, nell'angoscia, ne ... More

martedì 6 settembre 2011

AFRICA/LIBIA - "Le violenze contro gli africani mi rattristano molto, la Libia ha bisogno di loro e del loro lavoro" dice Mons. Martinelli

   

Roma (Agenzia Fides) - "Penso che alla fine Gheddafi si sia stancato di muoversi in continuazione, dopo aver fatto resistenza per mostrare che è ancora forte" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, che si trova in Italia per cure mediche ma intende ritornare quanto prima nella capitale libica, commentando la presunta fuga di Gheddafi in Niger. Un convoglio militare libico è entrato in Niger, scortato da soldati di Niamey. Secondo fonti locali e francesi, non si esclude che anche Gheddafi possa unirsi ai soldati in fuga, per poi dirigersi in Burkina Faso, il cui governo ha offerto asilo diplomatico al deposto leader libico.
"Gli sviluppi sono difficili da prevedere, può darsi che si arrivi a qualche forma di accordo con le autorità di transizione libiche. Mi sembra di cogliere comunque i segnali di reali sforzi di pacificazione" prosegue mons. Martinelli.
Nel frattempo la stampa internazionale segnala, come ha fatto anche Human Rights Watch, diversi episodi di violenza nei confronti degli immigrati africani in Libia. "Questo è un problema che mi rattrista molto, perché questi poveri immigrati africani, da una parte o dall'altra, sono sempre oggetto di violenze" commenta Mons. Martinelli. "Non so bene chi sia responsabile delle violenze contro gli africani, se le nuove autorità o gruppi sciolti di 'pulizia'. Gli africani offrono un servizio importante al Paese, perché fanno tutto. È vero che li hanno sfruttati anche come mercenari, ma la maggior parte di loro sono impiegati in lavori civili, che sono indispensabili anche nella nuova Libia" sottolinea il Vicario Apostolico di Tripoli.
"La cosa certa è che questi episodi dimostrano che non c'è piena sicurezza nel Paese. Le autorità di transizione hanno comunque ribadito che la loro priorità è la sicurezza. Staremo a vedere come si sviluppa questo cammino di riconciliazione. Speriamo per il meglio" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 6/9/2011)

domenica 4 settembre 2011

Papa: Dobbiamo correggere il fratello che cade in errore.

     

"Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo". Dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, all'angelus, Benedetto XVI ha ricordato come l'amore fraterno comporti anche un "senso di responsabilità reciproca". E questo vuol dire richiamare sulla retta via un fratello che si è macchiato di una colpa, prima personalmente e poi, mano a mano, a livello di comunità. Un cammino che può portare, davanti all'ostinazione del fratello, anche alla separazione dalla comunità della Chiesa. "Tutto questo -- ha chiarito il Pontefice -- indica che c'è una corresponsabilità nel cammino ... More

I giovani di Terra Santa di ritorno dalla GMG

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http://www.youtube.com/watch?v=cQj4tLBfH_k

Video di terrasanta sul calo di turisti: 2 ore di coda per la grotta della nascita a Betlemme!

http://www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=3212&wi_codseq=++++++&language=it

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venerdì 2 settembre 2011

Tacio e Boguslav nuovi diaconi   versione testuale
 

Udine (2 settembre, ore 17) - Con gioia la Chiesa Udinese<+tondo> sta per accogliere due nuovi diaconi: Tacio Alexandre Puntel e Boguslaw Kadela. Riceveranno il primo grado dell’ordine sacro domenica 4 settembre alle ore 16.30 nella Cattedrale di Udine dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato. Entrambi diventano diaconi «transeunti», ossia in attesa di ricevere l’ordinazione sacerdotale nei prossimi mesi.
 
Tacio Alexandre Puntel è un brasiliano di origine carnica, più precisamente della parrocchia di S. Daniele profeta in Paluzza. I nonni emigrarono nello stato di Rio Grande do Sul, come tanti friulani a fine ’800 inizio ’900. Il parroco di Paluzza, don Tarcisio Puntel, andò in visita alla famiglia in Brasile e, vedendo Tacio Alexandre impegnato nei gruppi giovanili cattolici, lo invitò a studiare in Friuli, dove poi è maturata la sua vocazione. Ora ha 32 anni e attualmente, dopo la parrocchia di S. Andrea a Paderno, presta servizio pastorale nella parrocchia di S. Lorenzo martire in Buia.
 
Boguslaw Kadela, 35 anni, invece è nato in Polonia da una famiglia povera. Venne in Italia nel 1999 a raccogliere frutta in Trentino e si innamorò dell’Italia. Ci tornò più volte come turista e pellegrino, finché non incontrò il parroco di Pontebba, don Arduino Codutti, che gli fece comprendere la sua vocazione. Ha prestato servizio nella parrocchia di S. Michele Arcangelo in San Daniele del Friuli ed attualmente è in servizio pastorale nella parrocchia di S. Maria Assunta in Gemona del Friuli.
Tutti i fedeli dell’arcidiocesi – in particolare, naturalmente, quelli delle comunità di origine e in cui hanno operato i due seminaristi – sono invitati a condividere nella preghiera e nella gioia questo importante evento liturgico per la vita della Chiesa Udinese.
Al termine della celebrazione, tutti sono invitati a partecipare al momento conviviale presso i locali del Seminario Arcivescovile di Udine, in viale Ungheria 22.
 
«Sto per vivere l’epilogo di lunghi anni di preparazione e di attesa – spiega Tacio Puntel illustrando i suoi sentimenti alla vigilia della celebrazione –. Una scelta molto forte, nella quale mi voglio impegnare a fondo. D’ora in poi la mia vita cambia radicalmente, c’è un impegno per tutta la vita con il Signore e con la Chiesa Udinese. A Buja, sto vivendo un’esperienza pastorale molto bella, inserito in una comunità estremamente viva con sacerdoti molto bravi. Sto vicino ai giovani, aiuto il parroco e il cappellano nelle celebrazioni e di vivere nella comunità».
 
«La vocazione l’ho avvertita soprattutto a partire dal 2000, quando ho fatto il servizio militare obbligatorio in Polonia e ho vissuto un anno di distacco dai familiari e dalla mia passione che era l’informatica – racconta Boguslaw Kadela –. Sentivo il desiderio di aiutare in qualche modo la gente, e credendo in Dio, ho cominciato a pregare per le persone che mi stavano a cuore e perché il Signore mi indicasse una vocazione, qualcosa a cui dedicarmi per tutta la vita. Ero convinto che non era l’informatica».
Questo desiderio cresceva col tempo, ma la svolta si verificò solo quando Boguslaw, in visita in Italia, incontro il parroco di Pontebba, don Arduino Codutti, e a lui confidò la sua inquietudine: «Lui mi consigliò di entrare in Seminario e di farlo qui in Friuli, dove c’è tanto bisogno a causa della mancanza di sacerdoti – prosegue Boguslaw –. Vivere a Castellerio è come stare in una grande famiglia. Ci sono tante gioie e a volte anche la fatica. La comunità ti fa un po’ da specchio, che ti aiuta a correggere alcune cose di te di cui da solo non ti eri accorto». Boguslaw si appresta a diventare diacono con gratitudine: «È l’ultima tappa prima del sacerdozio; mi sento molto più immerso e coinvolto nella vita della Chiesa. Mi rendo conto che è un dono molto grande, del quale mi sento indegno».
 

Restauri più snelli per Palmanova

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/08/26/news/restauri-piu-snelli-a-palmanova-firmato-l-accordo-1.788898

Novità alla capitaneria di porto!

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/08/26/news/capitaneria-napolitano-lascia-l-incarico-1.788890

mercoledì 24 agosto 2011

Com'è andata economicamente?

La Gmg e l'economia spagnola

Video Udienza del mercoledì a Castelgandolfo

Benedetto XVI: La GMG è stata "una vera cascata di luce".

Un articolo di Avvenire sulla GMG di Rio

«Gmg 2013, Rio de Janeiro
aspetta il mondo a braccia aperte»

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"Feria Vocacional"

EUROPA/SPAGNA - La crisi delle vocazioni svuota seminari e conventi ma la Chiesa del paese promuove la cosìddetta "Feria Vocacional"

Madrid (Agenzia Fides) - In tutta la Spagna, nel 2010, sono stati ordinati solo 162 sacerdoti e l'età media dei religiosi nel paese è di 70 anni. La crisi delle vocazioni sta svuotando seminari e conventi, e causa molta preoccupazione nell'ambito della Chiesa Cattolica che ha rivolto diversi appelli pubblici a Papa Benedetto XVI per invertire una tendenza irrefrenabile che vede calare notevolmente il numero dei membri di molte congregazioni, soprattutto in Europa. Lo scorso anno, in Spagna nel 40% delle diocesi non ci sono state nuove vocazioni. Né è migliore la situazione nelle congregazioni religiose che negli ultimi 15 anni le ha viste diminuire del 30%. Per cercare di far fronte a questa emergenza la Confederazione dei Religiosi di Spagna sta programmando possibili fusioni per garantire la sopravvivenza di alcune comunità oltre a ricorrere agli aiuti della 'ley de Dependencia' che si occupa di assistere quelle principali che non sono in grado di farlo in alcuni conventi a causa dell'età avanzata e del delicato stato di salute del resto dei religiosi. Consapevole di questa situazione e per attirare nuove possibili vocazioni, la Chiesa ha approfittato della visita del Papa in occasione della recente GMG appena conclusa, per organizzare la cosìddetta "Feria Vocacional", una vetrina completa dell'offerta spirituale di congregazioni e ordini religiosi che la Chiesa cattolica ha in tutti e cinque i continenti. (AP) (23/8/2011 Agenzia Fides)

martedì 23 agosto 2011

Radiovaticana: Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù


◊   Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù, ieri Plaza de Cibeles, a Madrid, si è nuovamente riempita dell’allegria e della fede dei giovani: circa 200 mila ragazzi del Camino neocatecumenale si sono riuniti per un incontro vocazionale, presieduto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela. Presenti altri cinque cardinali e circa 59 vescovi. A intervenire anche gli iniziatori del Cammino, Kiko Arguello e Carmen Hernandez, assime a padre Mario Pezzi. Il servizio della nostra inviata, Debora Donnini:

"In questa celebrazione vogliamo raccogliere i frutti del magistero del Papa e gli vogliamo dire che siamo disposti a dire sì a Cristo". Lo ha detto il cardinale Rouco Varela nell’omelia dell’incontro vocazionale con i giovani del Cammino neocatecumenale, che viene generalmente organizzato dopo la fine delle Gmg. Prima di arrivare a Madrid, i ragazzi provenienti dai cinque continenti hanno annunciato il Vangelo per le strade in 500 città dell’Europa e alcuni hanno raccontato esperienze toccanti. Presenti all’incontro anche altri cinque cardinali, fra i quali il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, e il presidente merito del Pontifico Consiglio Cor Unum, mons. Paul Josef Cordes. Ci sono anche 59 vescovi. All’inizio della celebrazione della Parola, è stata ascoltata una sinfonia sulla sofferenza degli innocenti composta da Kiko che nella sua catechesi ha sottolineato l’urgenza della nuova evangelizzazione. “Rompete le tavole” diceva Nietzsche, ma l’uomo che si separa da Dio, sottolinea Kiko, nel suo essere più profondo rimane distrutto. Cristo invece ha preso su di sé la sofferenza vincendo la morte e mostrando che la verità non è vivere per se stessi ma amare. A seguire, un momento di preghiera in grande raccoglimento e quindi le chiamate vocazionali: circa 5 mila ragazzi, alzandosi e salendo sul palco, hanno manifestato la loro disponibilità a iniziare un percorso per diventare sacerdoti, 3.200 ragazze per la vita consacrata. E intanto negli applausi dei giovani e nelle catechesi risuonava ancora forte l’affetto per Benedetto XVI, al quale questa generazione ormai sente di appartenere.
Durante l'incontro dei giovani neocatecumenali, la nostra inviata, Debora Donnini, ha avvicinato uno degli iniziatori del Cammino, Kiko Argüello, e gli ha chiesto anzitutto di descrivere la missione, all'insegna dell'annuncio evangelico, che i ragazzi hanno vissuto tra i paesi dell'Europa prima di approdare a Madrid per la Gmg:

R. - E’ venuto un gruppo di 270 persone dall’Iraq, un gruppo dalla Palestina, appartenenti al Cammino, che sono andati nelle zone musulmane, cantando: siamo rimasti sorpresi perché i musulmani li hanno accolti molto bene. Dappertutto abbiamo avuto delle conversioni: una ragazza a Londra, che viveva in strada, che era stata violentata, ha incontrato due di questi giovani che le hanno parlato e ha raccontato loro che, curiosamente, aveva sognato proprio che due ragazzi le si sarebbero avvicinanati… L’hanno portata in comunità ed è stata salvata: ha cambiato la sua vita. Ai giovani abbiamo soprattutto detto di recarsi nei paesi, anche in quelli più piccoli. Alcuni di questi molto poveri, dove magari la chiesa è chiusa e non ci sono preti… ebbene: questi paesi si trasformavano! Tutti sono venuti, hanno aperto le loro case, hanno invitato i ragazzi a mangiare con loro e dopo hanno condiviso l’Eucaristia. L’Europa sta davvero aspettando il Vangelo. Penso che Giovanni Paolo II sia stata un profeta e penso che questa Gmg e questo incontro abbiano avviato una nuova evangelizzazione. Quello che ci ha veramente sorpreso è questo: noi siamo giunti Madrid in circa 200 mila, eppure il resto dei ragazzi - in tutto erano due milioni - erano meglio di noi: sono stati ore ed ore sotto il caldo e non abbiamo visto un ragazzo che ha protestato. Un giornalista diceva: “Siete qui da sei ore, con 39 gradi... e siete contenti?”. E i ragazzi rispondevano: “Sì, siamo contenti. Tutto questo lo abbiamo offerto a Gesù Cristo”.

D. - Alla Messa conclusiva della Giornata mondiale della gioventù, il Papa ha insistito molto sulla nuova evangelizzazione e il Cammino sente molto questo aspetto…

R. - Quando il Beato Giovanni Paolo II ha riconosciuto il Cammino ha detto: “Auspico che i miei fratelli dell’episcopato aiutino questa opera per la nuova evangelizzazione”. E’ stato lui che ha detto: “Questa è un’opera per la nuova evangelizzazione”. Ora stiamo aprendo le “missio ad gentes” ovunque e con grande successo.

D. - In questo incontro vocazionale si sono alzati circa 5 mila ragazzi, dando la loro disponibilità ad iniziare un percorso per diventare dei sacerdoti, e 3.200 ragazze per la vita consacrata: questo è giàun frutto importante…

R. - Mai si erano alzati tanti! Io credo che questo sia stato frutto dell’incontro col Papa: abbiamo visto che quanto i ragazzi ascoltano il Papa ricevano una grazia speciale. Quando chiediamo ai ragazzi: “Perché ti sei alzato?”; tutti rispondono dicendo: “Mi ha toccato quello che ha detto il Papa in quel punto o in quell’altro…”. In queste Giornate, le parole del Papa hanno come una grazia speciale per i giovani. Noi raccogliamo il frutto di quello che ha fatto la Chiesa, di quello che ha fatto Benedetto XVI. Anche e soprattutto riguardo all’evangelizzazione, i ragazzi avvertono una grande felicità. Dicono: “Sono stati i giorni più felici della mia vita, vorrei continuare così!”. (mg)