venerdì 23 dicembre 2011

Ricordate nelle preghiere Asia Bibi come sicuramente farà Benedetto XVI

ASIA/PAKISTAN - Il caso di Asia Bibi "sul tavolo del Ministero degli Interni"; appello al Papa

Islamabad (Agenzia Fides) - Il rapporto sulle drammatiche condizioni di salute di Asia Bibi, la cristiana condannata a morte ingiustamente per blasfemia, è stato inviato al Ministero federale dell'Interno del Pakistan dalla "Masihi Foundation", l'Organizzazione non governativa che si occupa dell'assistenza legale e materiale della donna. L'Ong, come riferito a Fides, segnala come "le condizioni psicofisiche della donna siano in netto peggioramento" e come "urgano controlli e cure mediche per evitare che la sua salute fisica e soprattutto mentale venga irrimediabilmente compromessa". L'Ong auspica che il Ministero prenda immediati provvedimenti per tutelare la vita di Asia Bibi e disponga l'intervento di un team di medici.
La "Masihi Foundation", inoltre, informa Fides che scriverà una lettera al Santo Padre Benedetto XVI, chiedendo al Papa di ricordare Asia Bibi nelle sue preghiere, in questo momento di grande difficoltà e di lotta per la sua salvezza.
Sul caso di Asia Bibi, patente esempio di violazione dei diritti umani, della libertà religiosa e della giustizia, si sono espresse di recente anche istituzioni internazionali come il Parlamento Europeo e il Parlamento del Canada. In un risoluzione approvata il 17 dicembre, il Parlamento della UE, toccando il tema dei diritti delle donne in Asia, esprime "profonda preoccupazione per la gestione del processo contro Asia Bibi, che potrebbe ulteriormente erodere la fiducia nel sistema giudiziario del Pakistan e incoraggiare coloro che cercano di violare i diritti delle donne".
Nei giorni scorsi anche il Parlamento canadese ha chiesto la liberazione di Asia Bibi. In un messaggio congiunto, i deputati di Camera e Senato "invitano il governo del Pakistan a rilasciare immediatamente Asia Bibi, a garantire la sua sicurezza e il suo benessere, ad ascoltare il grido della comunità internazionale e a rispettare i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani".
(PA) (Agenzia Fides 23/12/2011)

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