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domenica 2 settembre 2012
Foglio Parrocchiale domenica 2 settembre 2012
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sabato 1 settembre 2012
ASIA/INDIA - Oltre 5.000 cristiani dell'Orissa in strada per chiedere giustizia
Bhubaneswar (Agenzia Fides) - Circa 5.000 cristiani sono scesi in strada in Orissa inscenando una manifestazione pacifica per chiedere giustizia, nell'anniversario dei massacri che colpirono la comunità cristiana nel distretto di Kandhamal nel 2008. Come informano fonti locali di Fides, la manifestazione è stata scandita da slogan e striscioni che chiedevano "giustizia, pace e armonia", mentre molti dei partecipanti si erano coperti la bocca con nastro adesivo nero, a significare il silenzio e l'emarginazione in cui sono stati relegati. Il corteo è stato autorizzato solo il giorno prima dalle autorità, che temevano la reazione di gruppi estremisti indù.
Al corteo ha partecipato S. Ecc. Mons. Sarat Nayak, Vescovo di Berhampur, che ha dichiarato pubblicamente: "La pace può venire solo quando è ristabilita la verità e la giustizia". P. Ajay Singh, attivista per i diritti umani dell'Orissa, ha spiegato:"Questo corteo intende rendere omaggio ai morti, chiedere giustizia, sicurezza e mezzi di sussistenza per le vittime. Serve ad attirare l'attenzione del governo e per incoraggiare le vittime a costruire solidarietà fra loro".
In un comunicato inviato all'Agenzia Fides, l'Ong "Christian Solidarity Worldwide", che monitora la condizione dei cristiani, commenta: "E 'importante ricordare che nel 2008 i massacri in Orissa si sono verificati otto mesi dopo una prima ondata di violenza, che era rimasta impunita. L'unico modo per fermare gli estremisti è garantire legalità e giustizia".
In un messaggio inviato a Fides, Mons. John Barwa, SVD, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa, definisce gli attacchi del 2008 in Kandhamal "crimini contro l'umanità", poichè "molto diffusi ed eseguiti con un'attenta pianificazione". In Orissa 100 cristiani furono uccisi e i profughi furono 56mila. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)
Anche avvocati musulmani in sua difesa /"Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari
ASIA/PAKISTAN - "Rimsha è innocente e presto sarà libera": anche avvocati musulmani in sua difesa
Islamabad (Agenzia Fides) - "Rimsha è innocente, non ci sono prove contro di lei. Presto sarà libera". È fiducioso Paul Bhatti, Consigliere del Primo Ministro per l'Armonia nazionale e presidente della "All Pakistan Minorities Alliance" (APMA), sul caso della bambina cristiana accusata di blasfemia. Il procedimento a carico davanti a un tribunale di primo grado di Islamabad è stato per l'ennesima volta aggiornato al lunedì 3 settembre, anche perché il giudice è cambiato, mentre la custodia cautelare per la piccola era stata prolungata di 14 giorni. Ma l'andamento del procedimento - nonostante i discorsi infiammatori dell'avvocato di controparte - sembra in discesa: infatti, come riferito a Fides da Bhatti, la perizia operata dalla Commissione medica, che aveva definito Rimsha "minorenne e disabile mentale", è stata confermata dagli esperti. E a seguire il caso di Rimsha l'APMA ha nominato un team di cinque avvocati musulmani, tutti di grande levatura professionale, che operano insieme all'avvocato Tahir Naveed Chaudry. Vista la palese ingiustizia, visto il procedimento legale, visto il sostegno nell'opinione pubblica, nelle istituzioni e anche dei leader musulmani, il collegio difensivo esprime "massima fiducia in un esito positivo della vicenda".
Intanto la bambina resta in carcere: è affidata alle cure di una guardia carceraria donna, che la cura a la accudisce con amorevolezza, ma che non può fare a meno di notarne la sofferenza: la bimba è traumatizzata, piange spesso e cerca i genitori. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)
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ASIA/PAKISTAN - "Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari
Islamabad (Agenzia Fides) - Un gruppo bipartisan di sei senatori americani ha scritto una lettera al presidente pakistano Asif Ali Zardari, chiedendo la liberazione di Rimsha Masih, la minorenne cristiano arrestato con l'accusa di blasfemia, e maggiore impegno per contrastare l'intolleranza religiosa in Pakistan. Nel testo della missiva, pervenuta a Fides, I senatori notano che occorre "garantire sicurezza e un trattamento equo, secondo la legge, a tutti i cittadini pakistani, indipendentemente dalla loro religione", ricordando che i recenti casi di discriminazione religiosa, compreso quello di Rimsha Masih, denotano "un peggioramento della situazione delle minoranze religiose nel paese. Il testo ricorda che, come nel caso di Rimsha, la legge sulla blasfemia "continua a perseguitare persone innocenti". "Sollecitiamo il vostro governo - si legge - a fare di più per prevenire gli abusi e le violenze commesse contro i cristiani, ahmadi, indù e altri minoranze religiose, così come verso membri della comunità musulmana".
I politici USA auspicano, dunque, che Zardari intraprenda "un serio sforzo per porre fine alla ingiusta detenzione di Rimsha. La missiva è stata firmata dai senatori Robert Menendez, Roy Blunt, Ben Cardin, Mark Kirk, Bob Casey, e Mike Johanns. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)
La Vita Cattolica propone, ma le province unite formano una regione?
La proposta del settimanale diocesano «la Vita Cattolica» in Consiglio regionale

UDINE
(30 agosto, ore 15.30) - Due enti di area vasta, uno per la Venezia
Giulia e uno per il Friuli, al posto delle attuali 4 Province: un’area
metropolitana per Trieste e il suo hinterland, quindi, e una innovativa
Provincia di Aquileia, che nasca da un patto di sviluppo territoriale
tra Gorizia, Udine e Pordenone. Questa la proposta che oggi, giovedì 30
agosto, ha portato in Consiglio regionale il direttore de «la Vita
Cattolica», Roberto Pensa. Una posizione «storica» del settimanale
diocesano, da più di due decenni, che nasce anche dall’applicazione di
alcuni dei principali cardini della dottrina sociale della Chiesa.
Sussidiarietà: Regione «snella»Il primo obiettivo di una buona riforma istituzionale – dirà ai commissari il direttore Pensa – deve essere il decentramento di competenze e funzioni verso «il basso» da parte della Regione, agli enti pubblici in grado di esercitarle che siano più vicine al cittadino, quindi Comuni e Province. La Regione va, invece, focalizzata sulle funzioni (di assoluta preminenza e rilevanza) legislative, di alto indirizzo e di controllo delle autonomie locali, mantenendo naturalmente la gestione diretta dei servizi che per loro natura risultano indivisibili su scala regionale («in primis» la sanità).
No a enti di «nominati»La dottrina sociale evidenzia come essenziale la partecipazione del cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. Questa non verrebbe senz’altro promossa trasformando le Province in enti di secondo grado, cioè non governati da rappresentanti eletti dai cittadini, ma «nominati» dai Comuni. Grande attenzione va posta poi al tema della fusione dei piccoli Comuni. È indiscutibile la necessità di associarsi per lo svolgimento dei servizi. Ma i piccoli Comuni, specie nelle aree montane, ma anche in pianura, sono un elemento fondamentale di aggregazione e di identità delle comunità locali. Vanno comunque mantenuti i municipi e le rappresentanze politiche, il cui costo, comunque, è irrisorio.
La Provincia di AquileiaPer bene comune la dottrina sociale della Chiesa intende «l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente». Essendo la nostra Regione composta da due realtà culturali, sociali, economiche, sociologiche e linguistiche molto differenti, ne discende che ciascuna ha diritto di trovare un proprio assetto istituzionale peculiare. Trieste, incentrata sull’attività del porto e delle sue importanti istituzioni culturali e scientifiche, potrebbero trovare risposta nella forma dell’area metropolitana che unisce i livelli amministrativi comunale e provinciale. Per l’area friulana, invece, appare logica l’ipotesi di creare una unica Provincia del Friuli o comunque di avviare un processo federativo tra le Province di Gorizia, Pordenone e Udine, che mantenga l’identità dei singoli enti, ma che imponga la messa in comune di strategie e servizi. Non un «Grande Friuli», cioé la mera «annessione» a Udine delle altre Province, ma una realtà istituzionale nuova e policentrica che nasca da un patto territoriale. L’elemento storico unificante è quello delle comuni radici della Chiesa e del Patriarcato di Aquileia, nel cui ambito hanno trovato storicamente pari dignità tutti i territori che compongono il Friuli e le loro componenti culturali e linguistiche (i friulani, gli sloveni, i germanofoni, le comunità venetofone dell’Isontino, di Grado, Marano e della Destra Tagliamento). Il Friuli trarrebbe una grande utilità dall’affrontare unito le sfide della globalizzazione. Per cogliere queste opportunità, va pensato un ente di area vasta nuovo, che non concentra uffici, personale e competenze al centro, ma che, grazie alle tecnologie dell’informazione e ad assetti organizzativi decentrati (con assessorati distribuiti nelle tre Province), è in grado di lavorare a rete sul territorio, vicino ai cittadini, al tessuto sociale e imprenditoriale, là dove certe tematiche ed esigenze sono particolarmente sentite e sviluppate. Lo stesso capoluogo provinciale potrebbe essere posto non a Udine, ma in un altro luogo che identitariamente possa rappresentare il Friuli intero. Aquileia in primis.
Regione unita contro le disparitàInfine il principio della solidarietà: impegno primario della Regione (la cui unità non può essere messa in discussione) deve rimanere l’impegno forte per superare le diseguaglianze territoriali, economiche e sociali, che colpiscono le aree montane e quelle più acutamente soggette a processi di deindustrializzazione.
La proposta completa del settimanale è consultabile sul sito www.lavitacattolica.it alla sezione «Documenti».
A Molmenti il «Carati d'autore» lignanese
PREMIO AL CAMPIONE OLIMPICO
Daniele Molmenti, medaglia d'oro alle Olimpiadi
di Londra 2012 nella specialità canoa- kayak, ha ricevuto mercoledì 29
agosto a Lignano Sabbiadoro, alla Terrazza a Mare, il VII Premio Carati
d'autore. A Molmenti, il Premio è andato per «la caparbietà e la
tenacia, prettamente friulane, con le quali il campione di Cordenons ha
saputo condurre la propria preparazione dalle Olimpiadi di Pechino a
quelle di Londra». Alla domanda «Quando hai sentito che avresti vinto la
medaglia?», Daniele ha risposto: «A Pechino, quando, nell'altra
Olimpiade, l'avevo persa».
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Prego per il figlio e tutti i familiari
Durante la Messa il parroco don Fabris ha letto il messaggio dell'Arcivescovo di Udine

UDINE
(30 agosto, ore 16.30) - Sono stati celebrati a Lignano i funerali di
Paolo Brugato e Rosetta Sostero. Durante la Messa, che si è svolta senza
la presenza di telecamere e fotografi, su espressa richiesta dei
familiari delle vittime, il parroco della cittadina balneare, don Angelo
Fabris, ha letto anche il messaggio inviato dall'Arcivescovo di Udine,
mons. Andrea Bruno Mazzocato.
IL MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO.
Dopo
aver celebrato domenica scorsa la Santa Messa in suffragio dei coniugi
Rosetta Sostero e Paolo Burgano, partecipo, ora, spiritualmente alla
celebrazione del loro funerale cristiano.
Li
affido a Dio Padre e alla sua Misericordia che accoglie tutti i suoi
figli che confidano in Lui, purifica i loro peccati e asciuga le loro
lacrime.
Prego per il figlio e tutti i familiari
perché il Signore doni loro forza interiore per superare questo
tremendo momento e continuare, con rinnovata speranza, il cammino della
vita.
La preghiera unisca, poi, i nostri cuori
creando legami di benevolenza e solidarietà reciproca che ci renda più
forti contro ogni forma di male.
Scenda su tutti benefica la benedizione di Dio Padre per intercessione Maria, Madre della consolazione.
+ Andrea Bruno Mazzocato
Udine, 30 agosto 2012
La città testimonierà la propria riconoscenza ai frati cappuccini
Messa domenica 2 settembre. Lunedì riapre la mensa. Chiesa affidata a don Driussi

Udine (31
agosto, ore 13) - L’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato,
lo aveva promesso. La città testimonierà la propria riconoscenza ai
frati cappuccini accompagnando con una celebrazione la loro partenza da
Udine. E soprattutto che la loro preziosissima opera avrebbe avuto
continuità.
Promesse mantenute. Domenica 2 settembre,
infatti, alle ore 18.30 avrà luogo – nella suggestiva chiesetta di via
Ronchi – la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo, quale segno di
gratitudine per la significativa presenza dei Cappuccini nella Chiesa e
nella società udinese. Ciò che più conta però è il fatto che il loro
prezioso testimone è stato raccolto dalla diocesi. Come già anticipato,
infatti, continuerà il servizio della «mensa dei poveri», a gestirlo
sarà la Caritas. Ma c’è di più. È notizia degli ultimi giorni che anche
le attività spirituali curate dai Cappuccini non verrano meno.
L’Arcivescovo ha infatti affidato la chiesa di via Ronchi a don Giovanni
Driussi - attualmente parroco di San Paolino e della Beata Vergine del
Rosario (Laipacco) -, saranno quindi così garanti sia la celebrazione
della Santa Messa che il Sacramento della riconciliazione. A coadiuvare
don Driussi sarà l’Ordine secolare dei francescani. Una presenza, quella
francescana, che - annuncia Sergio Ceccotti - membro del Consiglio di
fraternità - «in città aumenterà significativamente perché qui si
sposterà il Centro regionale che ora ha sede a Gorizia».
Il
3 settembre riaprirà anche la «mensa dei poveri», rimasta chiusa per
tre settimane. A parlare del futuro di questa importante realtà
caritativa è don Luigi Gloazzo, direttore della Caritas diocesana.
«Innanzitutto va detto che c’è una riconoscenza straordinaria, da parte
della Chiesa e della società, per tutto quello che i Cappuccini hanno
fatto in questi anni per Udine. Riapriremo la mensa con l’esperienza
fatta finora, consolidando ad esempio quelli che sono gli offerenti dei
generi alimentari, sia istituzionali, sia privati. Abbiamo inoltre messo
la mensa in collegamento con il nostro "Asilo notturno". In particolare
due persone dell’equipé seguiranno, in forma alternata, la sua
organizzazione. Abbiamo ritenuto che fosse positivo e opportuno legare
queste due realtà». L’obiettivo è non solo mettere in rete realtà che
per molti versi sono complementari, ma soprattutto mettere a frutto le
risorse «di chi – sottolinea Gloazzo – ha esperienza con le persone che
vivono una situazione di difficoltà. La mensa non è un luogo di
distribuzione dei pasti, ma di incontro tra le persone. Questa è la
qualità che la Chiesa deve dare».
Ci sarà poi grande
impegno per valorizzare il preziosissimo lavoro dei volontari che qui
prestano già servizio, in particolare per dar vita ad un gruppo
affiatato, con una precisa identità e una specifica modalità di rapporto
e relazione. Ma don Gloazzo guarda lontano e il suo desiderio è che la
mensa diventi patrimonio di tutta la città. «Assieme al Vescovo e alla
diocesi, facciamo appello affinchè ogni parrocchia costituisca un
gruppetto, anche di 2 o 3 persone, che prestino servizio in via Ronchi,
come espressione delle diverse comunità parrocchiali. Queste persone
avranno poi modo di raccontare, nelle parrocchie, giorno per giorno la
loro esperienza e la realtà che hanno incontrato». A tal proposito mons.
Mazzocato ha già avuto nelle scorse settimane un incontro con tutti i
parroci della città per dar concretezza a questo significativo progetto.
E le istituzioni? L’Arcivescovo – durante la conferenza stampa dello
scorso 28 giugno – aveva auspicato l’interessamento da parte delle
istituzioni cittadine. Messaggio recepito. «Nei prossimi giorni – spiega
il direttore della Caritas – avremo un incontro con il Comune di Udine
per definire i dettagli di una convenzione». I passi perché via Ronchi
diventi cuore della solidarietà udinese vanno ormai nella giusta
direzione.
venerdì 31 agosto 2012
La legge anticonversione approvata nello stato del Hhimachal Pradesh
ASIA/INDIA - "La legge anti-conversione viola la Costituzione": sentenza storica per i cristiani
New Delhi (Agenzia Fides) - La legge anticonversione approvata nello stato del Hhimachal Pradesh (nel Nord dell'India) è, in alcune parti, "anticostituzionale". Infatti "una persona non solo ha il diritto alla libertà di coscienza, il diritto a professare una fede, il diritto di modificare la sua fede, ma ha anche il diritto di tenere le sue convinzioni segrete". E' una sentenza storica quella dell'Alta Corte dell'Himachal Pradesh, emessa dai giudici Deepak Gupta e Rajiv Sharma. Il ricorso era stato presentato nel 2011 da un gruppo di organizzazioni cristiane che avevano impugnato la "Legge sulla Religione", emanata nel 2006 ed entrata in vigore nel 2007 (vedi Fides 25/2/2011).
La Corte ha dichiarato che "la Sezione 4 del provvedimento e gli artt. 3 e 5 del documento applicativo violano disposizioni costituzionali". Tali norme dichiaravano illegittima la libera conversione da una religione all'altra, consentendola solo dopo una lunga procedura, indagini e autorizzazioni di un magistrato, e comminando, in caso contrario, multe e sanzioni.
In un comunicato inviato a Fides, il "Consiglio Globale dei Cristiani Indiani" (Gcic), accogliendo con favore la sentenza, ringrazia gli avvocati di diverse religioni che si sono impegnati nel ricorso, sostenendo che la legge viola alcuni diritti fondamentali dei credenti. Il Consiglio, ricordando che "tutte le conversioni, avvenute per libero arbitrio, sono legali, sollecita i governi centrali e statali alla protezione di tutti i credenti che esercitino tale diritto".
P. Dominc D'Abrio, portavoce della Conferenza Episcopale dell'India, nota a Fides: "E' un passo molto positivo, i cristiani ne avranno grande beneficio. La sentenza potrebbe costituire un precedente e avere un effetto domino, incoraggiando ricorsi contro altre leggi anticonversione, dello stesso genere, in vigore in altri stati della Federazione indiana".
Il primo stato ad approvare una legge che vieta le conversioni è stato l'Orissa nel 1967, seguito dal Madhya Pradesh nel 1968 e dall'Arunachal Pradesh nel 1978. Il governo del partito nazionalista indù "Bharatiya Janata Party" (BJP) l'ha introdotta in Gujarat nel 2003 e in Chhattisgarh nel 2006, l'anno dopo è entrata in vigore anche in Himachal Pradesh. Secondo i cristiani, tali leggi, limitando il diritto fondamentali alla libertà religiosa, sono strumenti nelle mani di gruppi estremisti indù, che accusano i cristiani di "proselitismo e conversioni forzate". Sono utilizzate per colpire le minoranze religiose, avvelenando il tessuto sociale e seminando odio all'interno della società indiana. (PA) (Agenzia Fides 31/8/2012)
ASIA/PAKISTAN - Il Direttore delle POM: "Se Rimsha diventa un simbolo, tutto sarà più difficile"
Karachi (Agenzia Fides) - "Se Rimsha diventa un simbolo, per la sua liberazione tutto sarà più difficile. Oggi e domani pregheremo in tutte le chiese per lei e per la sua famiglia": è quanto dice all'Agenzia Fides P. Mario Rodrigues, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Pakistan, alla vigilia dell'udienza del 1° settembre, quando il Tribunale di primo grado di Islamabad dovrebbe pronunciarsi sul caso di Rimsha. La difesa aveva presentato una perizia medica che la definiva "minorenne e disabile mentale"; ieri la controparte ha contestato tali risultati.
P. Rodrigues dice a Fides: "Restiamo fiduciosi sulla sua liberazione, perché sia fatta giustizia. Siamo felici per l'appoggio ricevuto da leader musulmani che si sono espressi pubblicamente in favore di Rimsha. Credo che nell'opinione pubblica qualcosa stia cambiando, anche a proposito della legge sulla blasfemia, che da anni noi critichiamo".
Come riferito a Fides, in un incontro del "Gruppo speciale" istituito per monitorare il caso di Rimsha, formato dalla "Pakistan Interreligious League" (PIL) e dal "All Pakistan Ulema Council" (APUC), coalizione di leader religiosi islamici, il presidente della PIL, Sajid Ishaq, ha invitato tutti a "evitare distorsioni e strumentalizzazioni, e a osservare il caso con trasparenza e obiettività".
In un comunicato inviato a Fides, l'Ong "Christian Solidarity Worldwide" nota: "I rinvii del tribunale sono estremamente frustranti e prolungano la sofferenza di Rimsha. La decisione crudele di opporsi perfino alla cauzione è un riflesso della mentalità di coloro che sostengono l'accusa. Speriamo che il giudice possa decidere sul caso senza indebite pressioni o intimidazioni".
La Conferenza Cristiana dell'Asia (CCA), organismo ecumenico formato da numerose Chiese protestanti in Asia, esprimendo "shock e incredulità", scrive in una lettera aperta, inviata a Fides: "Preghiamo ed esprimiamo sentimenti di solidarietà a tutti i cristiani in Pakistan", invitando le istituzioni a "prendere in considerazione la vulnerabilità e l'innocenza di una ragazza indifesa che ora è in stato di shock, separata dai suoi genitori". La Conferenza stigmatizza la "draconiana legge sulla blasfemia" e sostiene la Chiesa e la società civile pakistana "nel chiedere una revisione non solo della legge sulla blasfemia, ma di tutte le leggi che discriminano e puniscono le persone sulla base della religione o del genere". (PA) (Agenzia Fides 31/8/2012)
giovedì 30 agosto 2012
Due articoli di Fides News sul caso Rimsha Masih
ASIA/PAKISTAN - Rimsha, nuovo rinvio: la controparte non riconosce la perizia medica
Islamabad (Agenzia Fides) - Si complica il caso di Rimsha Masih, la bambina 11enne cristiana incriminata per blasfemia in Pakistan. Questa mattina, all'udienza davanti al giudice Javad Abbas, di un Tribunale di primo grado di Islamabad, l'Avvocato difensore della bambina, Tahir Naveed Chaudry, ha trovato una novità: si sono presentati gli avvocati della controparte (in questo caso il ragazzo che aveva presentato la denuncia contro Rimsha, firmando il First Information Report, come testimone oculare dell'atto blasfemo). Finora, nelle udienze precedenti, la controparte era assente. Gli avvocati hanno sollevato un'eccezione, contestando i risultati della perizia svolta su Rimsha dalla Commissione medica e non riconoscendone il rapporto finale. Il giudice ha dunque ordinato che tale relazione sia sottoposta ad una verifica da parte di esperti (medici legali e alti funzionari) dello stato. La Corte ha poi fissato una nuova udienza per dopodomani, 1° settembre.
L'avvocato Tahir Naveed Chaudry, palesando una certa delusione sua e della famiglia di Rimsha, spiega a Fides: "Abbiamo dovuto per la prima volta confrontarci con altri avvocati di parte, hanno fatto il loro lavoro. Ora dovremo aspettare i risultati di questa verifica del Rapporto della Commissione medica, poi tutto sarà nelle mani della Corte. Credo che quella del 1° settembre possa essere comunque l'udienza finale sul caso. Restiamo fiduciosi sull'esito".
Fonti di Fides notano che gli avvocati della "controparte" sono stati probabilmente finanziati da gruppi radicali che si oppongono al rilascio di Rimsha, alcuni dei quali erano in aula. Inoltre hanno pesato le dichiarazioni del Maulana Tahir Ashrafi, leader dell' "All Pakistan Ulema Council": nei giorni scorsi questi ha detto che i latori di false accuse a Rimsha Masih (fra i quali l'imam della moschea del quartiere) dovrebbero essere puniti dalla legge. Ecco dunque avviata una battaglia legale, di cui Rimsha è vittima: come conferma a Fides l'avvocato Chaudry, "la bambina è in carcere e sta male, soffre molto per l'assenza dei genitori".
Peter Jacob, Segretario Esecutivo della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale, commenta a Fides: "E' triste che, come per Rimsha, casi di false accuse di blasfemia continuino a verificarsi: è un trend che si riconosce in Pakistan e che andrebbe fermato. Tuttavia va notata una grande simpatia verso Rimsha e la vasta copertura dei media pakistani: ciò conferma la sensibilità crescente nella società civile, nei media e anche nella comunità musulmana. In Pakistan c'è una introspezione sui significati e sulle conseguenze di questa legge. Auspichiamo che siano introdotte alcune salvaguardie per fermare gli abusi e tutelare le vittime innocenti. Credo che il dibattito sui mass media possa creare le condizioni e un terreno culturale utile per intervenire e modificare la legge". (PA) (Agenzia Fides 30/8/2012)
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ASIA/PAKISTAN - Leader musulmani: "Rimsha va rilasciata, lo dice la sharia"
Islamabad (Agenzia Fides) - Ibtisam Elahi Zaheer è un leader musulmano salafita. Attuale segretario generale della "Jamiat Ahle Hadith" ("Assemblea dei seguaci dei detti del Profeta"), partito politico-religioso, parte della rete fondamentalista islamica "Muttahida Majlis-e-Amal", presente in Parlamento. E' direttore della rivista mensile "Al-Ikhwah", pubblicata in urdu, che ha ampio seguito nei settori fondamentalisti e fra i giovani salafiti. Negli anni scorsi è stato in prima linea a tutte le manifestazioni di fondamentalisti per definire "intoccabile" la legge sulla blasfemia. Secondo le informazioni pervenute a Fides, ora Ibtisam Elahi Zaheer ha parlato in favore di Rimsha Masih, la bambina cristiana accusata di blasfemia: "Se si appura che è minorenne, va rilasciata, e se le accuse sono false, i colpevoli vanno puniti. Nessuno ha il diritto di farsi giustizia da solo. La legge sulla blasfemia ha bisogno di emendamenti procedurali per evitare gli abusi".
Dopo le parole del mullah Tahir Ashrafi, leader dell' "All Pakistan Ulema Council", che ha difeso Rimsha nei giorni scorsi, chiedendo "una indagine imparziale e protezione per la comunità cristiana", si amplia in Pakistan il fronte di leader musulmani studiosi e intellettuali, che si sono espressi in favore di Rimsha. Fides ha raccolto le opinioni di alcuni leader di varie organizzazioni e istituti islamici.
Secondo Muhammad Hussain Akbar, capo della "Idara Minhaj-ul-Hussain", "la ragazza, minorenne, non ha colpe e deve essere liberata immediatamente". Pir Shafaat Rasool, Amministratore della madrasa "Bilal Markaz" di Lahore, rimarca che anche secondo la sharia la bambina è senza colpe: "L'islam protegge tutti i non musulmani. Per comprovare l'accusa nei confronti di un minorenne l'islam prescrive una procedura diversa rispetto a quella prevista per una persona matura. Invece di infliggere una punizione, l'islam consiglia di insegnare e guidare un bambino con amore e simpatia, se commette un errore. Pertanto, a mio parere, Rimsha deve essere rilasciata immediatamente".
Concorda Allama Mushtaq Hussain Jafri, Presidente dell'organizzazione "Tahafuz-e-Pakistan Jafria": "L'islam rispetta e protegge i diritti di tutti e prevede procedure diverse, quando si ha a che fare con i bambini. Inoltre non si può attribuire a un altro una frase finchè l'accusa non è provata".
Allama Javed Akbar Saqi, capo della "Wahdat-e-Islami" e Segretario Generale del "Comitato interreligioso per la Pace" del Punjab afferma: "La ragazza è minorenne e disabile mentale. Urge una indagine imparziale. La vicenda sembra viziata e artefatta. In passato episodi come questi si sono rivelati falsi e senza fondamento". Anche secondo Hafiz Muhammad Mudassar, leader della "Khateeb Jamia Masjid Anwaar-e-Madina", "la ragazza non è adulta ed mentalmente inferma. Non è opportuno imputarle accuse. Deve essere liberata immediatamente".
Liaqat Baloch, Segretario generale della "Jamat-e-Islami", annuncia il suo impegno: "Stiamo cercando di trovare una soluzione per risolvere la situazione. Si deve tener conto che la ragazza è minorenne e ha problemi mentali. Mi sembra che ci sia troppa illegalità in Pakistan e che nessuno sia al sicuro".
Secondo alcuni studiosi interpellati da Fides, la scelta dei leader musulmani sunniti in favore di Rimsha ha una duplice motivazione: religiosa (secondo la legge islamica) e anche politica. Dopo un recente massacro di musulmani sciiti compiuto dai talebani, in Pakistan, infatti, si è acuita la frattura fra musulmani sunniti (la maggioranza) e gli sciiti (il 25%), che in passato erano uniti su questioni inerenti l'islam. Gli sciiti, ritenuti dai talebani "non musulmani", si sono definiti "minoranza" e hanno rotto l'alleanza con i leader di organizzazioni sunnite. Questi ora intendono operare per una riunificazione, cercando una posizione comune su un caso di grande risonanza mediatica come quello di Rimsha. (PA) (Agenzia Fides 30/8/2012)
Video - Sabine, l'olimpionica di Betlemme
(clicca QUI per guardare il video)
mercoledì 29 agosto 2012
"La preghiera non è tempo perso, non è rubare spazio alle attività,
anche a quelle apostoliche, ma è esattamente il contrario: solo se se
siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa,
sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e
sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio".
Parole del Papa nella catechesi dell'udienza generale di questa mattina, tenuta a Castel Gandolfo, in Piazza della Libertà, davanti all'ingresso del Palazzo apostolico, residenza di Benedetto XVI dall'inizio di luglio.
Nel giorno della memoria liturgica del martirio di San Giovanni Battista, il Papa ha ricordato che non è solo uomo di preghiera, ma anche una guida ... More
Parole del Papa nella catechesi dell'udienza generale di questa mattina, tenuta a Castel Gandolfo, in Piazza della Libertà, davanti all'ingresso del Palazzo apostolico, residenza di Benedetto XVI dall'inizio di luglio.
Nel giorno della memoria liturgica del martirio di San Giovanni Battista, il Papa ha ricordato che non è solo uomo di preghiera, ma anche una guida ... More
Domenica 2 sttembre 2012
XXII
DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Dt 4,1-2.6-8)
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 14)
Rit: Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
SECONDA LETTURA (Giac 1,17-18.21-22.27)
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi.
Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
Alleluia.
VANGELO (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva : «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore
PRIMA LETTURA (Dt 4,1-2.6-8)
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 14)
Rit: Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
SECONDA LETTURA (Giac 1,17-18.21-22.27)
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi.
Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
Alleluia.
VANGELO (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva : «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore
PREGHIERA
DEI FEDELI
C – Fratelli e
sorelle, dopo aver accolto con docilità la Parola che il Signore ha seminato in noi,
invochiamo la sua grazia, perché ciò che abbiamo ascoltato porti frutti di vita
eterna.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Rinnovaci, Signore, con la forza del tuo Spirito.
1.
Per
la Chiesa ,
perché ogni suo membro, nella fedeltà all’ascolto della Parola di Dio, possa
fare l’esperienza di essere amato dal Signore, preghiamo.
2.
Per
ogni cristiano, perché viva con purezza di cuore la propria pratica religiosa,
amando e sostenendo nella carità fraterna il proprio prossimo, preghiamo.
3.
Per
le nostre famiglie, perché diventino sempre più luogo di educazione alla fede,
dove i più piccoli e i giovani possano incontrare persone capaci di condurli a
Gesù, preghiamo.
4.
Per
gli operatori pastorali, perché diffondano sempre più attività di studio della
Bibbia e di conoscenza della parola di Dio, preghiamo.
5.
Per
la nostra Comunità parrocchiale, perché viva le usanze e le tradizioni popolari
come un’occasione per ascoltare la Parola di Dio e crescere nella fede,
preghiamo.
6.
Per
ciascuno di noi, perché nella partecipazione all’Eucaristia riceva la forza per
crescere nella speranza e nell’amore e sappia mettere in pratica i comandamenti
di Dio, preghiamo.
C – O Dio, che ci hai convocati per celebrare
nella fede il mistero del tuo Figlio, rendici attenti alla voce del tuo
Spirito, perché la Parola
di salvezza che abbiamo ascoltato diventi nutrimento di vita, luce e viatico
per noi e per tutta la Chiesa
in cammino verso il Regno. Per Cristo nostro Signore.
T -
Amen.
lunedì 27 agosto 2012
ASIA/SIRIA - Violato l'Arcivescovado greco cattolico di Aleppo
Aleppo (Agenzia Fides) - L'episcopio dell'Arcivescovo Metropolita greco-cattolico di Aleppo, Sua Ecc. Mons. Jean-Clément Jeanbart, è stato violato e saccheggiato durante scontri fra miliziani e truppe lealiste. L'Arcivescovo, il suo Vicario e alcuni preti sono fuggiti poche ore prima dell'episodio, avvenuto giovedì scorso, e si sono rifugiati nella casa dei Francescani ad Aleppo. Secondo fonti di Fides nella comunità cattolica locale, i responsabili "sono gruppi non identificati, che intendono alimentare una guerra confessionale e coinvolgere la popolazione siriana in conflitti settari". Come conferma a Fides il francescano p. George Abu Khazen, OFM, Pro-vicario Apostolico della comunità cattolica latina, che ha ospitato i confratelli greco-cattolici, "l'Arcivescovo Jeanbart ha espresso grande preoccupazione e costernazione per l'episodio, e ha ripetuto, scosso, un'unica parola: Perchè?". Poi è partito per il Libano, dove si trova tuttora. Nei giorni successivi, quando i militari hanno ripreso il controllo della situazione, il Vicario di Mons. Jeanbat è potuto tornare in sede, constatando che le porte erano state forzate e che dall'episcopio mancavano diversi oggetti (tra cui computer e proiettore).
P. George spiega che nei giorni scorsi c'è stata battaglia nella città vecchia di Aleppo, e che i combattimenti sono giunti fino alla Fahrat Square, dove vi sono tutti gli arcivescovadi. Oltre a quello greco cattolico (melkita), anche quello cattolico maronita è stato danneggiato. Alcuni miliziani hanno fatto irruzione anche nel museo cristiano bizantino "Maarrat Nahman", danneggiando reperti e alcune icone. Secondo p. George, una soluzione al conflitto "ancora non si vede, perché nessuno degli attori in campo, nazionali e internazionali, fa pressioni per avviare un reale dialogo".
Parlando a Fides, un altro esponente della gerarchia locale, che chiede l'anonimato per motivi di sicurezza, lancia l'allarme: "Con l'intervento, ormai assodato, di gruppi di jihadisti, c'è il tentativo di fomentare odio e conflitti settari. Si registra un crescente numero di milizie islamiste wahabite e salafite, provenienti da Cecenia, Pakistan, Libano, Afghanistan, Tunisia, Arabia, Libia: tali gruppi hanno l'unico scopo di portare caos, distruzione, atrocità, e di paralizzare la vita sociale. La popolazione civile siriana ne è vittima. Ma non cadrà in questa trappola". (PA) (Agenzia Fides 27/8/2012)
Non stanchiamoci di pregare nel segreto del nostro cuore, dentro le nostre famiglie, riunendoci in chiesa
L’appello del vescovo a Lignano:
«Resistiamo uniti a Satana»
Delitto, l’omelia di monsignor Mazzocato:
«Lo spirito del male ha trovato alleati» Clicca qui
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domenica 26 agosto 2012
Succede a don Dino Bressan alla guida del Seminario interdiocesano
UDINE
(19 agosto, ore 12) - Don Maurizio Zenarola del clero udinese è il
nuovo rettore del Seminario interdiocesano di Udine, Gorizia e Trieste,
che ha sede a Castellerio di Pagnacco. Succede a don Dino Bressan, che
conclude il suo servizio di rettore iniziato nel 2004. Lo comunica
l'arcicescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, anche a nome
dell'arcivescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, e del vescovo di
Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi.
Un
avvicendamento naturale, questo deciso dai tre Vescovi, che avviene
anche su richiesta dello stesso don Bressan, dichiara mons. Mazzocato:
"A nome delle nostre rispettive diocesi, ringraziamo sentitamente don
Dino per la testimonianza sacerdotale, la passione per la formazione dei
futuri presbiteri e il grande senso di responsabilità profusi nel
compito di rettore, affrontando anche impegnative sfide.
Contemporaneamente ringraziamo don Maurizio Zenarola per la
disponibilità, non facile, ad accettare la proposta di succedergli".
Don
Maurio Zenarola è nato a Rizzolo di Reana del Rojale l'8 ottobre 1946
ed è stato ordinato sacerdote il 24 ottobre del 1970. Attualmente è
parroco di Basiiano, Basagliapenta, Blessano, Orgnano, Variano,
Villaorba e Vissandone e vicario foraneo della forania di Variano.
Oblato diocesano, è stato impegnato dal 1981 al 1992 nell'Azione
cattolica diocesana prima come assistente dei ragazzi, poi dei giovani.
Dal 1992 fino al 2010 ha ricoperto l'incarico di direttore della Casa
esercizi di Tricesimo.
Don Dino Bressan, nato a
Charleroi (Belgio) il 5 giugno del 1957 e ordinato sacerdote il 26
settembre 1981, è stato cooperatore parrocchiale di San Giorgio di
Nogaro, quindi moderatore del Seminario di Udine dal 1982 al 1992.
Nominato parroco di Pradamano nel 1993, ha guidato questa comunità fino
al 1997 quando viene chiamato a ricoprire l'incarico di cappellano
all'Ospedale civile di Udine. Nel 2004 è stato scelto come rettore del
Seminario interdiocesano di Udine, Gorizia e Trieste e direttore
dell'Ufficio diocesano di pastorale vocazionale. Ora continuerà nel
compito di delegato episcopale per il diaconato permanente e subentrerà a
don Zenarola come parroco, appunto, di Basiliano, Basagliapenta,
Blessano, Orgnano, Variano, Villaorba e Vissandone e come vicario
foraneo della forania di Variano.
sabato 25 agosto 2012
Due Suore
Si parla di nove anni di attività per la superiora e quasi trent'anni per Suor Enrica. grazie per essere state qui, a vivere a San Giorgio e a faticare per il vangelo. L'abbiamo fatto anche noi o hanno lavorato al posto nostro?
Di sicuro se sei stato lontano dalla tua Parrocchia è valida la seconda parte della domanda. Le suore sono persone consacrate, tu come laico , a volte hai paura e non offri il tuo tempo, loro sono .... a tempo pieno e per questo ...Grazie!
Pregheremo il Signore per loro non solo domani alla Messa delle 11.00, ma anche in seguito!
Preghiera per i due coniugi uccisi
Domenica, alle 19, una Santa Messa nel duomo di Lignano Sabbiadoro. Lunedì una veglia
UDINE
(sabato 25 agosto, ore 16) - Come da tradizione nell’ultima domenica
del mese di agosto, l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno
Mazzocato, presiederà una Santa Messa nel duomo di Lignano Sabbiadoro,
alle 19. Un momento nato come occasione per ringraziare il Signore della
stagione turistica che si avvia a conclusione.
Quest’anno
la celebrazione avrà un sapore diverso: l’Arcivescovo, durante la sua
omelia, ricorderà i due coniugi Paolo Burgato e Rosetta Sostero uccisi
brutalmente nella loro villetta di Lignano. “Mons. Mazzocato arriva in
un momento delicato per la comunità, qui la ferita per quanto è accaduto
è non solo aperta ma spalancata”, spiega il parroco di Lignano, don
Angelo Fabris. “La gente ha bisogno di parole di speranza e coraggio
perché è disorientata”. Mons. Mazzocato pregherà anche per la giovane
madre di quattro figli che nei giorni scorsi ha perso la vita in un
incidente stradale mentre era in bicicletta sul ponte dello stradone che
porta a Lignano. La donna, di nazionalità portoghese e residente ad
Aprilia Marittima, stava andando a lavorare in un hotel della località
balneare quando è stata investita da un furgone.
Anche lunedì sera i fedeli di Lignano si riuniranno in preghiera nella Chiesa del parco di San Giovanni Bosco per la consueta veglia di preghiera della sera, alle 21.30. “Sarà un momento di riflessione e ricordo sempre dedicato ai due coniugi”.
Domenica 26 agosto, dopo la celebrazione verrà inaugurato il nuovo organo del duomo di Lignano donato in memoria di mons. Mario Lucis. “Celebriamo i 10 anni dalla sua scomparsa – racconta don Fabris – e quest’anno avrebbe compiuto 100 anni”. Come da tradizione, inoltre, l’Arcivescovo benedirà una corona di fiori che i vigili del fuoco deporranno ai piedi della statua della madonna Madre e Regina delle genti dell’Adriatico, che si trova sulla facciata della Chiesa di Sabbiadoro.
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