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giovedì 4 aprile 2013

Papa sulle tomba di Pietro






Papa Francesco prega su tomba Giovanni Paolo II e nella Necropoli


Martedì dopo la chiusura serale della Basilica Vaticana, il Santo Padre
Francesco ha compiuto una visita alla tomba del Beato Papa Giovanni Paolo II, nell'ottavo
anniversario della morte. Il Papa ha sostato a
lungo inginocchiato in preghiera silenziosa davanti alla tomba del Beato Giovanni Paolo II nella
Cappella di San Sebastiano, ma ha pure sostato brevemente in raccoglimento alle tombe del
Beato Giovanni XXIII e di San Pio X. Come la visita del giorno prima alla tomba di San Pietro e alle Grotte
Vaticane, anche la visita di martedì nella Basilica esprime la profonda continuità spirituale
del ministero petrino dei Papi, che Papa Francesco vive e sente intensamente, come ha
dimostrato anche ...

mercoledì 3 aprile 2013

Sulla tomba di San Pietro

Papa si commove sulla tomba di San Pietro


Preghiera «silenziosa»: Bergoglio è il primo Pontefice a fare visita degli scavi della Necropoli vaticana

Un articolo del Corriere della sera

mercoledì 19 settembre 2012

ASIA/TURCHIA - Il governo turco finanzia i restauri della chiesa rupestre di San Pietro ad Antiochia

Antiochia (Agenzia Fides) - Domenica 16 settembre, alla presenza del ministro turco della giustizia Sadullah Ergin, è iniziato il restauro della chiesa rupestre di San Pietro ad Antiochia. Lo conferma all'Agenzia Fides il francescano cappuccino p. Domenico Bertogli, parroco della locale chiesa cattolica di rito latino, curatore del periodico intitolato «Cronaca di Antiochia ». I lavori, finanziati dalle istituzioni pubbliche turche, dureranno circa un anno, secondo un progetto approvato dalla direzione regionale dei monumenti storici della provincia di Adana. La parte più impegnativa dell'opera di restauro consisterà nella messa in sicurezza della chiesa e dell'intera area. Il monte Silpius, sul cui fianco si apre quella che è conosciuta anche come la Grotta di San Pietro, è una montagna friabile e si sta sgretolando. Cresce il pericolo di caduta massi. Per questo tutta la grotta sarà 'ingabbiata' con travi di acciaio, verrà ripulita internamente e verranno realizzate anche misure di protezione per i mosaici. Nell'area sottostante alla Grotta è prevista la realizzazione di un parcheggio con bar e alcuni negozi di souvenir per turisti e pellegrini.
Dal 1967, per volere di Papa Paolo VI, si può lucrare l'indulgenza plenaria visitando in pellegrinaggio la grotta santa, unica traccia storica rimasta dell'antica Antiochia cristiana, la "Regina d'Oriente che gareggiava con Roma", Alessandria, Gerusalemme e Costantinopoli ai tempi della Pentarchia. La chiesa rupestre conserva ancora la fisionomia che le diedero i crociati, che conquistarono Antiochia nel 1098. Ma già i bizantini avevano trasformato in cappella il luogo dove si incontravano i primi cristiani nei periodi di persecuzione, nella città dove per la prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani e dove fu Vescovo san Pietro, prima di venire a Roma.
Lo stato di abbandono della Grotta di Pietro, reso ancora più avvilente da rozzi restauri precedenti, era stato segnalato negli ultimi lustri dalle comunità cristiane della città. In tempi recenti sono comunque aumentati i pellegrinaggi e anche le Messe e le celebrazioni ecumeniche, officiate nell'umida e malmessa chiesa rupestre. Patriarchi e Vescovi sono sempre presenti alle celebrazioni che vi si svolgono in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Padre Bertogli smentisce le voci circolate sulla stampa turca secondo cui in tempi recenti sarebbero aumentate le difficoltà burocratiche per accedere alla grotta da parte dei gruppi di pellegrini: "Ora l'area verrà chiusa per i restauri. Ma finora bastava semplicemente dare avvertenza previa alla polizia e alle istituzioni competenti che si intendeva visitare la Grotta e celebrarvi la Messa. Per lo Stato turco essa è semplicemente una succursale del museo di Antiochia. Normalmente, per accedervi, occorre pagare il biglietto. Sarebbe bello che in futuro si tenesse sempre più in conto che quel luogo è una importante memoria cristiana, riservandolo al culto per le comunità cristiane". (GV) (Agenzia Fides 19/9/2012).

sabato 30 giugno 2012

VATICANO - Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: la comunità cristiana incoraggiata "a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell'annuncio del suo Vangelo"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - I Santi Apostoli Pietro e Paolo, "colonne della Chiesa nascente", "testimoni insigni della fede, hanno dilatato il Regno di Dio con i loro diversi doni e, sull'esempio del divino Maestro, hanno sigillato col sangue la loro predicazione evangelica. Il loro martirio è segno di unità della Chiesa". Lo ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI all'Angelus di venerdì 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. "Facendo memoria della loro luminosa testimonianza, noi ricordiamo gli inizi venerandi della Chiesa che in Roma crede, prega ed annuncia Cristo Redentore - ha detto il Pontefice -. Ma i Santi Pietro e Paolo brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore di tutti i credenti che, illuminati dal loro insegnamento e dal loro esempio, in ogni parte del mondo camminano sulla via della fede, della speranza e della carità. In questo cammino di salvezza, la comunità cristiana, sostenuta dalla presenza dello Spirito del Dio vivo, si sente incoraggiata a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell'annuncio del suo Vangelo agli uomini di ogni tempo".
Quindi il Santo Padre ha proseguito: "In questo fecondo itinerario spirituale e missionario si colloca anche la consegna del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti, che ho compiuto stamani in Basilica. Un rito sempre eloquente, che pone in risalto l'intima comunione dei Pastori con il Successore di Pietro e il profondo vincolo che ci lega alla tradizione apostolica. Si tratta di un duplice tesoro di santità, in cui si fondono insieme l'unità e la cattolicità della Chiesa: un tesoro prezioso da riscoprire e da vivere con rinnovato entusiasmo e costante impegno."
Il Santo Padre ha celebrato la Messa nella Basilica Vaticana con gli Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio, alla quale ha partecipato una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, e "The Choir of Westminster Abbey" ha animato la Liturgia assieme alla Cappella Sistina. Nell'omelia il Pontefice ha sottolineato che "Pietro e Paolo, benché assai differenti umanamente l'uno dall'altro e malgrado nel loro rapporto non siano mancati conflitti, hanno realizzato un modo nuovo di essere fratelli, vissuto secondo il Vangelo, un modo autentico reso possibile proprio dalla grazia del Vangelo di Cristo operante in loro. Solo la sequela di Gesù conduce alla nuova fraternità: ecco il primo fondamentale messaggio che la solennità odierna consegna a ciascuno di noi". Quindi, soffermandosi tra l'altro sul significato della spada con cui la tradizione iconografica raffigura san Paolo, ha spiegato: "noi sappiamo che questa rappresenta lo strumento con cui egli fu ucciso. Leggendo, però, gli scritti dell'Apostolo delle genti, scopriamo che l'immagine della spada si riferisce a tutta la sua missione di evangelizzatore. Egli, ad esempio, sentendo avvicinarsi la morte, scrive a Timoteo: 'Ho combattuto la buona battaglia' (2 Tm 4,7). Non certo la battaglia di un condottiero, ma quella di un annunciatore della Parola di Dio, fedele a Cristo e alla sua Chiesa, a cui ha dato tutto se stesso. E proprio per questo il Signore gli ha donato la corona di gloria e lo ha posto, insieme con Pietro, quale colonna nell'edificio spirituale della Chiesa." (SL) (Agenzia Fides 30/06/2012)