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mercoledì 5 marzo 2014

ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo: in Quaresima preghiere e digiuni per chiedere il dono della pace
Aleppo (Agenzia Fides) – In Siria le Chiese di rito orientale sono già entrate nella Quaresima, il tempo liturgico durante il quale il cristiano si dispone, con un cammino di conversione, a vivere in pienezza il mistero della resurrezione di Cristo nella sua memoria annuale. Per il terzo anno consecutivo, l'inizio della Quaresima viene vissuto dai cristiani siriani in un Paese dilaniato dalla guerra civile. “nelle nostre parrocchie” riferisce all'Agenzia Fides L'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo Boutros Marayati “abbiamo celebrato l'inizio della Quaresima già nel pomeriggio di domenica scorsa. I fedeli sono venuti in gran numero e la partecipazione è stata intensa. Quest'anno intensificheremo le occasioni di preghiera, penitenza e digiuno per chiedere con più forza che il cammino verso la resurrezione di Cristo sia benedetto dal dono della pace”.
Nella parte centrale di Aleppo – conferma a Fides l'Arcivescovo Marayati – la situazione è di stallo apparente. Ma anche nella giornata del 3 marzo un colpo di mortaio caduto vicino a una scuola nel quartiere di al-Khadilieh ha provocato la morte di un bambino e di un adulto. Mentre in una località periferica precedentemente controllata dai miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL, gruppo della rete di al-Qaida) gli attivisti di altre fazioni anti-Assad hanno rinvenuto una fossa comune con almeno sei cadaveri. Di recente i miliziani dell'ISIL hanno abbandonato alcune località della regione di Aleppo in seguito all'offensiva di altri gruppi armati d'insorti siriani. (GV) (Agenzia Fides 4/3/2014).

martedì 5 marzo 2013

Mons. Bruno Forte

Mons. Bruno Forte:
“In un tempo di crollo di certezze e di palese fallimento delle presunzioni totalizzanti della ragione "moderna", un'esistenza totalmente abbandonata a Dio, perdutamente innamorata di lui, appare come un riferimento luminoso, annuncio di un'alternativa possibile. L'incarnazione non è solo il movimento dall'eternità al tempo, ma anche l'altrimenti impensabile possibilità del movimento opposto, quello capace di portare nel cuore di Dio il dolore e la morte degli uomini, le stagioni del tempo e le contraddizioni della storia.”

lunedì 18 febbraio 2013

Gli esercizi spirituali di Benedetto XVI

Benedetto XVI impegnato negli Esercizi Spirituali.
Benedetto XVI impegnato negli Esercizi Spirituali
Sono iniziati ieri sera, nella Cappella Redemptoris Mater in Vaticano, gli Esercizi spirituali quaresimali per il Papa e la Curia Romana. Gli Esercizi, che termineranno sabato 23, sono predicati dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, sul tema "Ars orandi, ars credendi. Il volto di Dio e il volto dell'uomo nella preghiera salmica".
Gli esercizi sono iniziati con l'esposizione eucaristica, seguita dai Secondi Vespri della prima Domenica di Quaresima. Quindi, la prima meditazione del cardinale Ravasi che ha proposto un'immagine biblica per rappresentare il futuro della presenza di Benedetto XVI nella Chiesa, una presenza contemplativa, come quella di Mosè ch ...

giovedì 14 febbraio 2013

Aiuto alla Chiesa che soffre: una Quaresima diversa

VATICANO - Quaresima in comunione con i cristiani che soffrono

Parigi (Agenzia Fides) - Vivere "una Quaresima diversa" con il pensiero rivolto "ai cristiani nel mondo che soffrono per amore di Cristo": è l'invito rivolto a tutti i fedeli del mondo dall'Opera di diritto pontificio "Aiuto alla Chiesa che soffre" (ACS): come riferito all'Agenzia Fides, l'ufficio francese dell'Opera ha lanciato l'iniziativa di dedicare ogni giorno della Quaresima a una realtà, una comunità, una nazione dove i fedeli cristiani soffrono a causa della loro fede. ACS spiega in una nota inviata a Fides che, nell'Anno della Fede, il messaggio del Papa per la Quaresima 2013 definisce il cristiano "persona conquistata dall'amore di Cristo" e che quindi, mosso da questo amore, "è profondamente pratico e aperto all'amore per il prossimo". Con questo spirito, ogni cristiano nel mondo potrà essere in comunione di preghiera con i fratelli perseguitati, in regioni molto lontane. Per realizzare ciò, si useranno i moderni mezzi di comunicazione come lo strumento della rete Internet: registrandosi sul sito web www.40joursdecompassion.org, si riceverà via e-mail, ogni mattina, la preghiera per i cristiani in un dato paese, nonché informazioni sulla loro situazione. (PA) (Agenzia Fides 14/2/2013)

Riflessioni per un attimo di Pace

Il frammento del giorno

 
                     Guarite i malati! (Lc 10)

Se fossi nella pace, non avresti cercato un attimo di pace.

Se nel regno di Dio fossi già immerso, non sarebbe vicino.

Manca sempre qualcosa e ti senti insoddisfatto.

Ti chiedi se devi fare di più e la risposta è no, fai già abbastanza.Forse quello che fai non va bene, e la risposta è no, va bene così. Eppure qualcosa si è rotto. Non si tratta di un “problema” specifico, di questa o quella malattia… ma di un’armonia perduta.
Qualcosa si è rotto, hai perso l’equilibrio. Più ti agiti è più ti allontani, più cerchi di capire e meno rischiara. Sei malato.

Gesù, il Maestro, conosce il tuo desiderio di pace. Guarisce i malati perché la pace che ti offre è sorgente e promessa di felicità piena, appagante.
Il Maestro sa che non sono le Cose, le Persone, le Malattie che ti “disturbano” ma sei Tu ad essere malato quando dimentichi la tua natura di figlio di Dio, e ti allontani da quell’ordine che sperimenti come salute quando ti senti figlio della pace, pacificatore.

Gesù, il Maestro, va alla radice e ti guarda dentro. Vuole restituirti quell’unità che hai perduto, trasformandoti nel padrone della tua Vita, giudice infallibile, in lotta per la sopravvivenza. E ti dice: «E’ vicino a te il Regno di Dio».
 Da http://www.unattimodipace.it/

Lettera quaresimale dell'Arcivescovo mons. Mazzocato

   versione testuale
«Il valore della vostra fede si prova col fuoco» (1 Pt 1,7)
Udine, 13 febbraio 2013
 
Care sorelle e fratelli,
 
 
mentre inizia la Quaresima, ci chiediamo: come viverla in questo Anno della fede?
Trovo una risposta nelle parole dell'apostolo Pietro: "Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po' afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo" (1 Pt 1,6-7).
L'esperienza della fede in Gesù Cristo ricolma di gioia la mente e il cuore dell'uomo. Non è, però, una gioia a buon mercato perché la fede va purificata come l'oro, per risplendere in tutta la sua luce ed essere la gloria e l'onore del credente quando si troverà davanti a Gesù nell'incontro finale con lui.
 
Nella Lettera apostolica Porta fidei Benedetto XVI invita tutti i cristiani a vivere l'Anno della fede come occasione di conversione e di purificazione. Denuncia il grave pericolo che essi pensino "alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato" (n. 2). Se si adagiano in questa falsa sicurezza diventeranno "sale insipido e luce nascosta" invece di essere testimoni credibili per tante persone che sentono "di nuovo il bisogno di recarsi come la samaritana al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante di acqua viva" (n. 3). "L'Anno della fede, in questa prospettiva, è un invito ad un'autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo" ( n.6).
 
Facendo eco alle parole del Santo Padre, nella Lettera pastorale Ho creduto, perciò ho parlato, scrivevo: "possiamo fare qualcosa per le persone che abbandonano la fede sole se, prima di tutto, ripartiamo da noi stessi, dall'umile coscienza di aver bisogno di conversione, dal desiderio di vincere la tiepidezza spirituale con un amore vero per nostro Signore Gesù" (n. 12).
 
Questa Quaresima 2013 può essere un tempo favorevole per purificare la nostra fede dalle incrostazioni dell'abitudine e della superficialità.
Nel tempo quaresimale, la Chiesa torna a proporci tre impegni precisi: la preghiera. il digiuno, l'elemosina. Se li prendiamo sul serio, essi possono essere come il fuoco del crogiuolo che purifica la nostra fede.
 
1. La preghiera
Durante la sua agonia nell'orto degli ulivi, Gesù torna per tre volte a svegliare Pietro, Giacomo e Giovanni, invitandoli: "Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole" (Mt 26,41).
Preferivano dormire piuttosto che stare vicino a Gesù, partecipando alla sua preghiera nella quale egli offriva tutto se stesso a Dio Padre, pronto a bere il calice della sua passione. Il sonno che li prendeva era segno della loro poca fede che sarebbe stata tenuta sveglia dalla preghiera.
Quante volte anche noi facciamo esperienza dello stesso sonno dei tre apostoli! Quando ci viene il pensiero di pregare, veniamo assaliti da una specie di pigrizia che ci impedisce di dedicare anche solo qualche minuto alla preghiera.
Magari ci giustifichiamo con la scusa che non abbiamo tempo. La scusa, però, non regge perché chi non può trovare in 24 ore almeno qualche minuto per il raccoglimento e la preghiera?
La verità è più seria e profonda. Quella strana svogliatezza interiore che ci impedisce di pregare è segno della nostra poca fede e della mancanza di un desiderio forte di stare alla presenza del Signore per ascoltarlo.
Per questo Gesù dice ai tre apostoli: "Vegliate e pregate .. scuotetevi dalla vostra pigrizia e state in ginocchio accanto a me partecipando alla mia preghiera".
La preghiera è esperienza impegnativa perché rinnova e purifica la fede; distacca per qualche minuto da se stessi e dal ritmo degli impegni per stare in silenzio e aprire mente e cuore al Signore.
Chi, però, ha la forza di "vegliare e pregare" trova una profonda serenità del cuore; prova quella gioia intensa che Pietro prometteva ai suoi cristiani.
 
2. Il digiuno
Nel Deuteronomio leggiamo questo lamento di Dio: "Mi resero geloso con ciò che non è Dio, mi irritarono con i loro idoli vani" (32,21).
Gli antagonisti di Dio sono gli idoli perché conquistano il cuore dell'uomo trascinandolo ad inginocchiarsi davanti a loro e non davanti all'unico vero Dio. L'idolatria distrugge la fede e rovina la dignità dell'uomo che si riduce a pregare opere delle sue mani o creature inferiori a lui.
Questa tentazione ha accompagnato gli uomini di ogni epoca ed è ancora in mezzo a noi perché il consumismo è, di fatto, una grande idolatria che promette gioia piena nel possedere e consumare.
Per liberarsi dall'idolatria c'è una sola strada: purificare il cuore dall'attrattiva insaziabile di possedere e consumare. Il digiuno è l'esercizio, anche doloroso, che stacca dalla dipendenza delle cose materiali e ridona al cuore la libertà di mettere Dio al primo posto.
Il digiuno purifica la fede perché, rinunciando a delle cose che ci attirano, creiamo nel cuore come un vuoto da riempire con la presenza di Dio cercata nella preghiera.
Si può far digiuno non solo con la gola ma anche con gli occhi staccandoli da immagini vuote, con gli orecchi trovando spazi di totale silenzio, con il corpo rinunciando a soddisfare i nostri istinti.
Proviamo, in questa Quaresima, ad impegnarci in alcune forme di digiuno da ciò che maggiormente ci attira. Riempiamo di preghiera il vuoto creato dal digiuno e purificheremo la nostra fede.
 
3. L'elemosina
Il digiuno è completo quando si trasforma in elemosina che generosamente dona ciò di cui ci siamo privati a chi ha bisogno.
Scrive il Papa: "La fede che si rende operosa per mezzo della carità" diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell'uomo" (Porta fidei, n. 6). Egli riprende l'apostolo Giacomo che afferma: "Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa ... Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza calore" (2,17-20).
Le opera di carità rivelano l'autenticità della fede e danno calore alla fede. Credere in Gesù, infatti, non significa, solo, dichiarare che Lui è vissuto, morto e risorto, ma farsi riscaldare dal suo amore che riempie il nostro cuore stretto e povero.
La fede è amore come dichiara il comandamento che riassume tutta la Legge e i Profeti: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt 22,37-39).
Nell'elemosina generosa noi trasmettiamo una piccola goccia di quell'amore di Gesù che è entrato nel nostro cuore grazie alla fede in Lui. E quella piccola goccia donata riempie di nuova fede il nostro cuore.
Siano tanti i gesti di elemosina in questo tempo di Quaresima che ci fa vivere vicino a persone e famiglie provate dalla crisi fino al punto da faticare a trovare anche i mezzi di sussistenza.
Concludo, suggerendo una piccola preghiera che possiamo ripetere spesso e silenziosamente durante il giorno. E' l'invocazione del padre che portò il figlioletto a Gesù perché lo guarisse: "Credo, Signore; aiutami nella mia incredulità" (Mc 9,24).

mercoledì 13 febbraio 2013

Non è facile!

Benedetto XVI: convertirsi è dare a Dio il primo posto.




Benedetto XVI: convertirsi è dare a Dio il primo posto


"Convertirsi significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio, della propria posizione, ma far sì che ogni giorno, nelle piccole cose, la verità, la fede in Dio e l'amore diventino la cosa più importante". Lo ha detto il Papa questa mattina, Mercoledì delle Ceneri e primo giorno di Quaresima, nella catechesi dell'udienza generale tenuta in Aula Paolo VI davanti a circa novemila fedeli.
Benedetto XVI, dopo aver ricordato la sua decisione di rinunciare al ministero petrino, in questa penultima udienza del suo pontificato ha commentato l'episodio evangelico delle tentazioni del diavolo a Gesù nel deserto, che si possono riassumere nella proposta di "strumentalizzare Dio ...

lunedì 4 febbraio 2013

A Parigi si pensa già alla Quaresima: a Notre Dame des Champs


Ecole de prière pendant le Carême

La prière personnelle, c’est à la fois si simple et pourtant si difficile … Ennui, distractions, impression de l’absence de Dieu, etc… et souvent abandon des bonnes résolutions d’approfondir sa relation au Christ… Ne vous découragez pas ! Ce carême est l’occasion de (re)voir vos fondamentaux spirituels pour mieux prier au quotidien.
Trois frères du Couvent de Paris, fr. Christophe-Marie, fr. Robert et fr. Jean-Alexandre animeront pour leur paroisse une École de prière : formation pratique à la prière personnelle
Plus d'informations ici.

giovedì 29 marzo 2012

Domenica 1 Aprile 2012


    DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)

Pellegrini scendono dal Monte degli Ulivi




Antifona d'ingresso

Commemorazione dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme

ANTIFONA

Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)

Il sacerdote saluta il popolo con queste parole:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.

R. E con il tuo spirito.

Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.

Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.

E senza nulla dire, asperge i rami con l'acqua benedetta.

Segue la proclamazione del Vangelo dell'ingresso del Signore.


VANGELO (Mc 11,1-10)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!».

Parola del Signore.

Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l'avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un'esortazione con queste parole:

Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla celebrazione.

PRIMA LETTURA (Is 50,4-7)
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto del Servo del Signore)


Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 21)
Rit: Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?


Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11)
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!

VANGELO (Mc 14,1-15,47)
La passione del Signore


+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

- Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

- Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

- Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

- Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

- Uno
di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».

- Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell’alleanza
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

- Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:
“Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”.
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

- Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

- Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

- Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo”». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

- Non conosco quest’uomo di cui parlate
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

- Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

- Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

- Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

- Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

- Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

- Giuseppe fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro
Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

Parola del Signore.



PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, nella sua morte vivificante Gesù ci ha mostrato la profondità del suo amore. All’inizio della grande Settimana, che celebra il grandioso evento della nostra redenzione, preghiamo per le necessità della Chiesa e del mondo intero.

L - Preghiamo insieme cantando [dicendo]:

Kyrie, eleison!

1.      Per il Santo Padre, il Papa Benedetto XVI, per il nostro Vescovo Andrea Bruno e per tutti i Pastori del gregge di Cristo, affinché, guidando la Chiesa nella celebrazione del grande Mistero della salvezza, trovino la loro forza nelle sofferenze di Cristo e la loro consolazione nella luce della Sua Pasqua, preghiamo.

2.      Per coloro che governano le nazioni, affinché sostengano la dignità dell’uomo, portino speranza a tutte le genti e promuovano la pace e la riconciliazione tra tutti i popoli, preghiamo.

3.      Per gli innocenti e i perseguitati, e per quanti subiscono scandalo a causa delle ingiustizie, perché non venga meno in loro la certezza pasquale della vittoria del bene sul male, preghiamo.

4.      Per i giovani, nella giornata mondiale loro dedicata, e per coloro che si adoperano per educarli e proteggerli, affinché possano crescere in generosità nel loro servizio a Dio e alla società, preghiamo.

5.      Per gli uomini che non credono, perché, come il centurione ai piedi della croce, vedano nella morte redentrice di Cristo il segno sconvolgente della divina gloria, preghiamo.

6.      Per noi tutti, perché viviamo questi giorni santi non come spettatori ma come attori, seguendo il Signore sulla strada della croce e della gloria, preghiamo.

C – Ascolta, o Padre, la preghiera del tuo popolo che celebra la passione del tuo Figlio; fa’ che dopo averlo acclamato nel giorno dell’esultanza, sappiamo seguirlo con la fedeltà dell’amore nell’ora oscura e vivificante della croce. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.




giovedì 22 marzo 2012

Domenica 25 Marzo 2012


    V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Ger 31,31-34)
Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.


Dal libro del profeta Geremìa

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore.
Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 50)
Rit: Crea in me, o Dio, un cuore puro.


Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

SECONDA LETTURA (Eb 5,7-9)
Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.


Dalla lettera agli Ebrei

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 12,26)
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO (Gv 12,20-33)
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Con gli occhi rivolti alla Croce, supplichiamo il Padre perché rigeneri i nostri cuori con la forza dello Spirito Santo e faccia di noi un’umanità nuova, degna del mondo nuovo che Cristo inaugura nel suo Sacrificio pasquale.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Attira tutti a te, Signore!

1.      Per la Chiesa, perché sull’esempio di Cristo accetti di morire ad ogni progetto di potenza umana, per servire umilmente gli uomini fino alla croce. Preghiamo.

2.      Per gli uomini e le donne che, come seme che marcisce nella terra, sanno rinunciare al proprio tornaconto e spendere la vita per gli altri, perché Dio sia l’energia inesauribile del loro donarsi. Preghiamo.

3.      Per coloro che distruggono la loro esistenza, sacrificandola al denaro, al successo, alla droga, e non hanno tempo per Dio, perché sappiano intravedere nel Cristo crocifisso la possibilità di una vita diversa. Preghiamo.

4.      Per i catecumeni, che celebreranno la loro Iniziazione cristiana nella Veglia pasquale, perché come Cristo diventino seme che, morendo, dà fecondità alla terra. Preghiamo.

5.      Per noi e per la nostra Comunità parrocchiale, perché ci lasciamo attirare dal Cristo crocifisso, per non perdere la vita ma trovarla in lui. Preghiamo.

C – O Padre, che nel tuo Figlio, fatto uomo dalla Vergine, hai inaugurato la nuova ed eterna alleanza, ascolta la nostra preghiera: concedi a tutti i credenti di rinnovare nel sangue dell’Agnello lo splendore della vita battesimale, perché il cammino della tua Chiesa nel mondo orienti l’intera umanità verso la pienezza della vita. Per Cristo nostro Signore.  

T - Amen.




A Betania, con il miracolo di Lazzaro, conosciamo il cuore di Gesu', che resuscita l'amico con un atto d'amore. Qui, con i francescani, hanno fatto tappa le pellegrinazioni quaresimali More

venerdì 16 marzo 2012



Al Getsemani con i francescani, nel luogo della preghiera del Signore prima della sua Passione, per la seconda pellegrinazione quaresimale More

mercoledì 14 marzo 2012

Domenica 18 Marzo 2012


    IV DOMENICA DI QUARESIMA - LAETARE (ANNO B)




Cilindro di Ciro
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PRIMA LETTURA (2Cr 36,14-16.19-23)
Con l’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore.

Dal secondo libro delle Cronache

In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi.
Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 136)
Rit: Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.


Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.

Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

SECONDA LETTURA (Ef 2,4-10)
Morti per le colpe, siamo stati salvati per grazia
.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati.
Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO (Gv 3,14-21)
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C - Sicuri dell’Amore di Dio per noi, rivolgiamo il nostro sguardo alla croce di Cristo. Invochiamo il Padre per tutti coloro che portano la croce sulla terra, per quelli che pagano a caro prezzo il loro impegno per la pace e la giustizia.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, dona al nostro cuore la tua luce!

  1. La Chiesa viva con intensità la Quaresima e aiuti gli uomini a riscoprirlo come tempo di penitenza, di lotta contro il peccato, di tempo favorevole per incontrare Cristo. Preghiamo.
  2. Gli assenti, gli ammalati, quelli che viaggiano, quelli che devono lavorare di Domenica abbiano nel cuore la nostalgia di Dio e possano sperimentare il suo Amore, che tutto perdona. Preghiamo.
  3. Gli esiliati, coloro che vivono all’estero lontani dalla famiglia, gli stranieri presenti fra noi, i deportati e i prigionieri rivolgano fiduciosi lo sguardo a Cristo e trovino solidarietà nei fratelli. Preghiamo.
  4. La nostra Comunità parrocchiale possa comprendere e vivere gli avvenimenti del mondo all’interno della storia della salvezza. Preghiamo.
  5. Il cammino quaresimale ci faccia riscoprire il volto misericordioso di Dio che vuole che tutti gli uomini siano salvi e ci aiuti a crescere nella risposta alla nostra chiamata alla santità. Preghiamo.

C – Signore, tu ci ami sempre, anche quando non ti accogliamo. Tu ci aspetti e non ti stanchi mai di offrirci la tua luce perché ci affidiamo alle tue mani e nel tuo Amore possiamo ricominciare a sperare.

Ti ringraziamo per l’Amore che ci doni nel tuo Figlio: per la Sua Passione e la Sua Croce ascolta ed esaudisci la nostra supplica. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.






venerdì 9 marzo 2012



Dai Padri della Chiesa possiamo imparare ad approfondire la nostra fede. Lo ha rilevato padre Raniero Cantalmessa, cappuccino, Predicatore della Casa Pontificia, nella prima Predica di Quaresima, davanti al Papa ed alla Curia Romana. Le prediche quest'anno attingono dalla fede e dalla sapeinza di alcuni dottori della Chiesa orientale. Parlando di sant'Atanasio, vescovo di Alessandria, vissuto nel quarto secolo, padre Cantalmessa :ha rilevato il nucleo del suo insegnamento: la fede nella divinità di Cristo non è possibile, se non si fa anche l'esperienza della salvezza operata da Cristo. Senza questa, la divinità di Cristo diventa facilmente un'idea. Solo ad una vita --dicevano i Padri del deserto -- non ... More