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mercoledì 7 novembre 2012

San Cromazio al crocevia di popoli e religioni.
San Cromazio al crocevia di popoli e religioni
Trailer del filmato preparato in occasione della mostra nel XVI centenario della morte di San Cromazio di Aquileia - 6 novembre 2009 - 8 marzo 2010, allestita al Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo in Udine.

venerdì 13 luglio 2012

Il desiderio di varcare la porta della fede

Diocesi in festa per i santi Ermacora e Fortunato   versione testuale
Mons. Mazzocato: "La loro testimonianza risvegli il desiderio di varcare la porta della fede”

UDINE (12 luglio, ore 11.15) - "La testimonianza dei santi Ermacora e Fortunato risvegli in noi il desiderio di varcare la porta della fede". Così l'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell'omelia della celebrazione odierna in Cattedrale nella ricorrenza dei patroni della città e dell'intera diocesi. Le iniziative in onore dei santi Ermacora e Fortunato proseguiranno alle 18.30 con il canto dei secondi Vespri presieduti dall'arciprete di Udine, che, alle 19, presiederà anche la Messa.
Di seguito, pubblichiamo l'omelia pronunciata da mons. Mazzocato nel corso della celebrazione in onore dei santi patroni.
"Care sorelle e fratelli, nella seconda lettura della Parola di Dio di questa S. Messa in onore dei santi patroni Ermacora e Fortunato, l’apostolo Paolo ha parlato della sua esperienza.
Egli confessa di sentirsi fragile come un vaso di creta mentre affronta la sua missione di predicatore del Vangelo. Agli occhi della società del tempo non è un uomo di successo ma un perseguitato; non ha sicurezze e protezioni ma piuttosto è tribolato e schiacciato dai po-tenti. Eppure mai si sente uno sconfitto e un disperato. Anzi, nella sua debolezza umana è sostenuto da una grande forza: la sua fede incrollabile in Gesù Cristo risorto che aveva personalmente incontrato al momento della sua conversione lungo la via di Damasco.
Da quell’incontro tutta la sua esistenza era diventata un grande atto di fede in Gesù Cristo che avrebbe raggiunto il culmine con la morte da martire. Nel martirio, infatti, avrebbe testimoniato senza incertezze che per lui la fede era più forte della stessa paura della morte.
Sostenuto da questa fede può scrivere ai cristiani di Roma: “Ho creduto e perciò ho parla-to”. Egli predica ovunque il Vangelo nel quale per primo crede con tutta la mente, il cuore e la vita.
Della stessa tempra di credenti sono stati il primo vescovo di Aquileia Ermacora e il suo diacono Fortunato. Anch’essi “hanno creduto e perciò hanno parlato” di Gesù Cristo.
Come quella di Paolo, anche la loro vita è stata un grande atto di fede fino al martirio, testimoniando con la loro morte la convinzione che, come scrive Paolo, “colui che ha risuscitato il Signore Gesù, avrebbe risuscitato anche loro e li avrebbe posti accanto a lui”.
Proprio perché hanno parlato di Colui nel quale credevano, la loro predicazione e la testimonianza sono state di grande efficacia e sono arrivate fino a noi.
Anche oggi, care sorelle e fratelli, abbiamo bisogno di testimoni e annunciatori del Vangelo di Gesù che possano presentarsi pubblicamente e dire: “Ho creduto e perciò ho parlato”. Come Vescovo successore di Sant’Ermacora mi chiedo spesso, nella mia preghiera mattutina, se parlo sempre di ciò in cui profondamente credo con tutta la mente e il cuore. E invoco dallo Spirito Santo la grazia di essere un vero credente per poter essere, poi, un maestro di fede sincero a affidabile.
Il Papa Benedetto XVI ha più volte manifestato la convinzione che l’Europa ha bisogno di ritrovare la genuina fede cristiana che – come abitualmente di afferma – sta alle radici della propria storia e civiltà. Per questo ha indetto un “Anno della fede” nel 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II e nel 20° della promulgazione del catechismo della Chiesa Cattolica.
Come titolo della lettera apostolica di indizione dell’Anno della fede ha usato un’immagine molto significativa, presa dagli Atti degli Apostoli: “La porta della fede”.
Arrivando a dichiarare addirittura la morte di Dio la cultura europea ha come chiuso la porta della fede. Ma ad oltre un secolo dalla famosa affermazione di Nietzsche, stiamo patendo una pesante asfissia. Ci si è come chiusi dentro una casa che non ha porte di uscita verso orizzonti più vasti. Abbiamo esplorato e abbellito la casa di questo mondo investendo grandi risorse nella scienza e nella tecnica ma essa sta ugualmente diventando stretta. L’anima di tante persone sta soffrendo perché ha bisogno di una speranza e di un senso della vita più grande, ha bisogno di orizzonti infiniti. Questa speranza e questi orizzonti infiniti li intravvede chi varca la “porta della fede”.
Ma esiste ancora questa porta che dal mondo sensibile introduce nel mondo spirituale? Dove si può trovare? Come si può attraversare?
Abbiamo bisogno di maestri e testimoni della fede che possano dire: “Ho creduto e per questo posso parlarti e guidarti verso la fede in Gesù Cristo”.
I figli, che nascono avendo nel cuore il desiderio di Dio, hanno bisogno di genitori pronti a dire loro: “ti indichiamo la porta e la strada della fede come il dono più bello che possiamo farti e perché noi per primi abbiamo creduto e abbiamo fatto esperienza di incontrare il Signore”. I nostri bambini e giovani aspettano di incontrare sacerdoti, catechisti, insegnanti che li prendano per mano e li guidino attraverso la porta della fede assicurando loro: “so dove di conduco perché io per primo ho creduto e per questo ti parlo”.
Chiediamo la grazia a Dio che anche per la nostra Chiesa di Udine e il nostro caro Friuli l’Anno della fede sia un’occasione provvidenziale per alzare lo sguardo dalle cose di ogni giorni e far respirare la nostra anima dell’aria fresca del Vangelo di Gesù.
Daremo importanza all’Anno della fede con diverse iniziative che presenterò in una lettera pastorale e lo inizieremo qui in cattedrale il giorno 11 ottobre – anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II – in contemporanea con il Santo Padre e tutte le Chiese del mondo.
I santi patroni Ermacora e Fortunato ci siano vicini e ci accompagnino".

Nunzio Apostolico ad Aquileia

"Cristiani non arrendetevi, la fede vi ripagherà"   versione testuale
Il Nunzio apostolico, mons. Bernardini, alla celebrazione per i Santi Patroni

UDINE (12 luglio, ore 20) - “Le forze del male non avranno mai il sopravvento su quelle del bene. Ai cristiani che incontrano tante difficoltà dico loro di non preoccuparsi, non sarà minore l’aiuto che la fede mette a disposizione”. Così ha detto mons. Adriano Bernardini (nella foto), Nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, durante la concelebrazione eucaristica nella basilica di Aquileia (giovedì 12 luglio) in occasione della solennità dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni delle Arcidiocesi di Gorizia e Udine e della Regione Friuli Venezia Giulia.
 
“Perché il mondo ce l’ha con la Chiesa? In questi giorni abbiamo sentito di diverse uccisioni di cristiani nel mondo. La realtà è che il mondo della Chiesa è “divino” e profondamente diverso dal mondo delle cose “effimere”. Per questi ci saranno sempre i Martiri, gli stessi che oggi veneriamo”.

Il rito è stato concelebrato dall’Amministratore apostolico dell’Arcidiocesi, mons. Dino De Antoni, dal Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia e dai vescovi ed arcivescovi provenienti dal Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, ma anche da Slovenia e Austria.
 

giovedì 12 aprile 2012

Convegno Aquileia 2

Le Chiese del Nordest si incontrano   versione testuale
Dal 13 al 15 aprile 600 delegati da Friuli-V.G., Veneto e Trentino-A.A.

AQUILEIA (12 aprile, ore 10.30) - Da venerdì 13 a domenica 15 aprile avrà luogo ad Aquileia e Grado il secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest, sul tema «In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese del Nordest». Un evento che giunge a vent'anni dal primo grande convegno di Aquileia, tenutosi nel 1990.
Il cammino di preparazione ad «Aquileia 2» si è aperto ufficialmente domenica 7 novembre 2010, quando, in tutte le Chiese del Nordest, è stato letto il documento di convocazione all'importante appuntamento. Il percorso in vista di «Aquileia 2» è stato segnato in modo emblematico dalla visita del Santo Padre Benedetto XVI che ha toccato significativamente proprio Aquileia (7 maggio 2011).
Per il cammino di preparazione, articolato in un biennio (7 novembre 2010 -12 giugno 2011 e 13 giugno 2011-12 aprile 2012), è stato approntato il sussidio «Tracce per il lavoro preparatorio», curato dal Comitato regionale triveneto.
 
Aquileia 2: perché?Le Chiese del Nordest, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, intendono, attraverso il Convegno «Aquileia 2» chiedersi come annunciare Gesù Cristo oggi, nell'attuale contesto socio-culturale del territorio.
Nello specifico, «Aquileia 2» è un «convegno sinodale», attraverso il quale lo Spirito parla alle Chiese e le aiuta a crescere nella comunione e nella reciproca collaborazione. Si tratta di un momento che permette alle Chiese del Nordest di condividere le esperienze ecclesiali e pastorali in atto per un arricchimento reciproco; le aiuta a discernere con gli occhi della fede le profonde trasformazioni in atto e le nuove sfide emerse nel territorio negli ultimi vent'anni; le guida nell'individuazione di alcune scelte di fondo per un rinnovato impegno missionario e le sostiene nell'affrontare insieme alcune sfide che vanno oltre i confini delle singole Diocesi.
 
Aquileia 2: quali obiettivi?Attraverso il Convegno le Chiese del Nordest vogliono: testimoniare, con il metodo della «narrazione», il loro vissuto nel ventennio appena trascorso, riconoscendo in esso la presenza e l'azione dello Spirito; discernere e riconoscere ciò che lo Spirito dice loro attraverso le sfide, le difficoltà, le domande, i cambiamenti socio-culturali, i nuovi atteggiamenti religiosi e le espressioni di appartenenza ecclesiale; progettare modalità e iniziative pastorali da attivare; stabilire collaborazioni tra di esse per rinnovare l'annuncio di Cristo, la comunicazione del Vangelo e l'educazione della fede (profezia).
 
Aquielia 2: il programma
Il Convegno si aprirà venerdì 13 aprile, alle ore 15.15, al palacongressi di Grado, con una celebrazione in cui sarà inserita significativamente la meditazione biblica, curata da suor Elena Bosetti, sul brano dell'Apocalisse scelto per accompagnare la preparazione svolta in questi due anni: «Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese ...» (Ap 2, 7).
Ad essa seguiranno una partecipata memoria del convegno di Aquileia1, tramite un videomessaggio del card. Marco Cè e l'introduzione tematica ai lavori. Mons. Antonio Mattiazzo, Vescovo di Padova, presenterà lo stile, il metodo, il cammino del convegno mentre mons. Lucio Soravito, Vescovo di Adria-Rovigo, e il segretario del comitato preparatorio, don Renato Marangoni, introdurranno i lavori di gruppo che si svolgeranno nella seconda giornata. Alcuni altri membri della presidenza faranno il punto sui contributi pervenuti riguardo alle tematiche della rinnovata evangelizzazione, dell'incontro con le culture e della costruzione del bene comune, su cui sia le Diocesi che le commissioni trivenete hanno lavorato nel secondo anno di preparazione al convegno.
La giornata di sabato 14 aprile sarà invece dedicata interamente ai lavori di gruppo. I partecipanti saranno invitati a riflettere su quale volto di Chiesa è emerso nel cammino di preparazione e su quale conversione il Signore chiede per rispondere sempre meglio alla sua chiamata nell'oggi del nostro territorio di fronte alle sfide della nuova evangelizzazione, del dialogo con la cultura e dell'impegno per il bene comune.
Significativamente nelle serate di venerdì e sabato sarà inoltre dato spazio alla riflessione personale e all'adorazione eucaristica per offrire al Signore i frutti del lavoro del convegno. Nella serata di venerdì 13 aprile, dalle 21 alle 23, sempre dal Palacongressi, ci sarà una diretta di Telechiara sul tema «Ma che cos'è bene comune?», che metterà in dialogo società civile e chiesa.
Domenica 15 aprile, giornata conclusiva del Convegno, ci saranno le riflessioni comuni da parte dei gruppi di studio, le prime indicazioni per il proseguimento dei lavori delle quindici Chiese del Nordest e un messaggio da consegnare alle genti del nostro territorio, improntato alla speranza e all'impegno per una rinnovata presenza evangelizzatrice delle nostre comunità.
Dopo i lavori a Grado, il Convegno si concluderà solennemente nel pomeriggio di domenica 15 aprile nella basilica di Aquileia, con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, alle ore 15.30.

lunedì 9 maggio 2011

Il Papa ad Aquileia e a Venezia: 2 articoli di Fides News

VATICANO - Benedetto XVI ad Aquileia: di fronte alle nuove sfide occorre "promuovere il senso cristiano della vita, mediante l'annuncio esplicito del Vangelo"   
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La visita del Santo Padre Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia è iniziata nel pomeriggio di sabato 7 maggio. Nella Basilica di Aquileia il Papa ha incontrato i rappresentanti delle diocesi del Triveneto che si stanno preparando al secondo Convegno ecclesiale del 2012. Dalla Chiesa madre di Aquileia, ha ricordato il Pontefice, sono germinate le Chiese del Nord-est dell'Italia, ma anche le Chiese della Slovenia e dell'Austria e alcune Chiese della Croazia e della Baviera e persino dell'Ungheria. "Riunirsi ad Aquileia costituisce perciò un significativo ritorno alle 'radici' per riscoprirsi 'pietre' vive dell'edificio spirituale che ha le sue fondamenta in Cristo" ha sottolineato il Papa, che ha proseguito: "Ritornare ad Aquileia significa soprattutto imparare dalla gloriosa Chiesa che vi ha generato come impegnarsi oggi, in un mondo radicalmente cambiato, per una nuova evangelizzazione del vostro territorio e per consegnare alle generazioni future l'eredità preziosa della fede cristiana". Nel suo discorso il Papa ha esortato a "testimoniare l'amore di Dio per l'uomo prima di tutto con le opere dell'amore e le scelte di vita in favore delle persone concrete, a partire da quelle più deboli, fragili, indifese, non autosufficienti". Di fronte alle nuove sfide che oggi la fede cristiana deve affrontare, occorre "promuovere il senso cristiano della vita, mediante l'annuncio esplicito del Vangelo, portato con delicata fierezza e con profonda gioia nei vari ambiti dell'esistenza quotidiana".
Benedetto XVI ha rilevato come di fronte al massiccio fenomeno del turismo e dell'immigrazione, alla mobilità territoriale, al processo di omologazione provocato dall'azione pervasiva dei mass-media, all'accentuazione del pluralismo culturale e religioso, "è necessario che i cristiani, sostenuti da una 'speranza affidabile', propongano la bellezza dell'avvenimento di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, ad ogni uomo e ad ogni donna, in un rapporto franco e sincero con i non praticanti, con i non credenti e con i credenti di altre religioni... Continuate con energia a testimoniare l'amore di Dio anche con la promozione del 'bene comune': il bene di tutti e di ciascuno". (SL) (Agenzia Fides 09/05/2011)

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VATICANO - Il Papa a Venezia: "Il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, non è un'utopia, né un'ideologia"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Con l'invito ai rappresentanti del mondo della cultura, dell'arte e dell'economia a non avere paura del Vangelo, contenuto emblematicamente nello stemma di San Marco, patrono di Venezia, perché "il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un'utopia, né un'ideologia" e "le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la 'via', cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire" si è conclusa la visita di Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia.
Durante la Messa presieduta domenica 8 maggio al Parco San Giuliano di Mestre, il Pontefice ha ricordato: "Sono venuto per condividere con i Vescovi e i Presbiteri l'ansia dell'annuncio missionario, che tutti ci deve coinvolgere in un serio e ben coordinato servizio alla causa del Regno di Dio... anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l'unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all'uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste ed inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire".
Riferendosi ai viandanti di Emmaus, che dopo aver riconosciuto Gesù sentirono il bisogno di ritornare a Gerusalemme e di raccontare la straordinaria esperienza vissuta, il Papa ha detto: "C'è un grande sforzo da compiere perché ogni cristiano, qui nel Nord-est come in ogni altra parte del mondo, si trasformi in testimone, pronto ad annunciare con vigore e con gioia l'evento della morte e della risurrezione di Cristo... Attorno ad Aquileia si ritrovarono uniti popoli di lingue e culture diverse, fatti convergere non solo da esigenze politiche ma, soprattutto, dalla fede in Cristo e dalla civiltà ispirata dall'insegnamento evangelico, la Civiltà dell'Amore. Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell'antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell'immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto. La fede cristiana può sicuramente contribuire alla concretezza di un tale programma, che interessa l'armonico ed integrale sviluppo dell'uomo e della società in cui egli vive."
All'Assemblea riunita nella Basilica di San Marco, nel pomeriggio di domenica 8, per la chiusura della visita pastorale diocesana, Benedetto XVI ha raccomandato: "Amata Chiesa che sei in Venezia! Supera e aiuta l'uomo di oggi a superare gli ostacoli dell'individualismo, del relativismo; non lasciarti mai trarre verso il basso dalle mancanze che possono segnare le comunità cristiane... Come successore dell'Apostolo Pietro, visitando in questi giorni la vostra terra, ripeto a ciascuno di voi: non abbiate paura di andare controcorrente per incontrare Gesù, di puntare verso l'alto per incrociare il suo sguardo... Avanzate fiduciosi nel sentiero della nuova evangelizzazione, nel servizio amorevole dei poveri e nella testimonianza coraggiosa all'interno delle varie realtà sociali. Siate consapevoli d'essere portatori di un messaggio che è per ogni uomo e per tutto l'uomo; un messaggio di fede, di speranza e di carità." (SL) (Agenzia Fides 09/05/2011)

sabato 7 maggio 2011

BENEDETTO XVI IN FRIULI

 



Ha salutato i fedeli in friulano, tedesco, sloveno e croato, augurandosi che la «Chiesa di Aquileia sorregga l'unità di questi popoli». Si è rivolto con queste parole (intervento integrale) il Pontefice ai presenti che lo attendevano in piazza Capitolo. Il Papa era atterrato a Ronchi alle 16.35 e da lì in auto ha raggiunto Aquileia. «Richiamo morale ai nostri valori», ha detto il sindaco di Aquileia. Poi il Pontefice ha incontrato i delegati delle Chiese del Nordest, dentro la Basilica (intervento integrale). Mons. De Antoni: "Il Papa qui a casa sua" PROGRAMMA LE FOTO  MESSAGGIO DEI QUATTRO VESCOVI

Papa/ Benedetto XVI ad Aquileia, al via due giorni nel nordest


Stasera a Venezia, domani tappa anche a Mestre

Papa/ Benedetto XVI ad  Aquileia, al via due giorni nel nordest

Venezia, 7 mag. (TMNews) - Benedetto XVI è arrivato ad Aquileia: inizia la ventiduesima visita del Papa i Italia nei suoi sei anni di Pontificato. Ratzinger fa tappa anche a Venezia e Mestre per ravvivare la fede nel nord-est dello Stivale. All'aeroporto 'Friuli-Venezia Giulia' di Ronchi dei Legionari di Gorizia, il Papa è stato accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dal cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, dall'arcivescovo di Gorizia, monsignor Dino De Antoni e dall'arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato. Tra le autorità politiche, presenti anche Renzo Tondo, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Fonte

martedì 29 marzo 2011

Una sedia

Il Distretto della sedia realizzerà un'altra cattedra papale   versione testuale
La seduta è stata richiesta in occasione della visita di Benedetto XVI ad Aquileia
Nella foto: Benedetto XVI sul trono papale <br>realizzato dal Distretto della sedia.
Nella foto: Benedetto XVI sul trono papale
realizzato dal Distretto della sedia.
MANZANO (29 marzo, ore 17.30) - Un altro trono papale «made in Distretto della sedia» accoglierà il Pontefice, stavolta «in casa». Dopo la cattedra realizzata in occasione dell’Ostensione della Sacra Sindone, svoltasi a Torino la scorsa primavera, Benedetto XVI si accomoderà nella basilica di Aquileia, il prossimo maggio, su una nuova seduta, progettata dallo studio di architetti che sta curando il restauro dell’area storica di Aquileia, e costruita dalle aziende del manzanese che hanno partecipato al progetto Filiera Iso 9001 organizzato dall’Asdi Sedia, recentemente certificate.

«Un evento importante in quanto creare una seduta destinata al Pontefice è sempre un onore – afferma il presidente dell’Asdi Giusto Maurig –, ma lo è ancora di più in questo caso in quanto diventerà la seduta permanente della Basilica di Aquileia, un luogo di alto valore simbolico per la comunità cristiana, centro storico religioso della regione». E così le maestranze del Distretto – che hanno già lasciato il segno del loro operato a Torino e poi, con il collocamento della seconda copia della cattedra papale, all’Abbazia di Rosazzo – creano ora un ulteriore legame tra Distretto della Sedia e territorio. «La Basilica, visitata ogni anno da una moltitudine di fedeli provenienti da Italia ed Europa, diverrà una nuova testimonianza della qualità e del valore della nostra produzione locale», sottolinea Maurig.

L’idea di coinvolgere l’Asdi Sedia nella realizzazione di un secondo trono papale è partita dalla Calligaris, che fornirà sedie per prelati e pubblico, su richiesta di mons. Dino De Antoni, che desiderava una seduta che restasse nella Basilica a ricordo della visita del Pontefice. Interpellata l’Asdi, il progetto è partito; la Calligaris, infatti, «ha voluto coinvolgere – spiega il direttore marketing dell’azienda, Mauro Mosca – le aziende del territorio affinché il trono potesse rappresentare un prodotto del Distretto».
 
Top secret, per adesso, materiali e tecniche di costruzione: si sa solo che la cattedra papale di Aquileia sarà completamente diversa dal primo modello realizzato per Torino.
Il primo progetto «Trono papale» nato su iniziativa dell’Asdi Sedia ha saputo coinvolgere progettisti, imprenditori e aziende; un affiatato (e inedito) gruppo che, «nonostante il periodo non facile per il Distretto della sedia e in generale per l’economia – conclude Maurig –, ha saputo dar prova di grande entusiasmo, dimostrando che la nostra regione è in grado di creare eccellenze ineguagliabili».