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Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
mercoledì 5 giugno 2013
Pace per la Siria, pace per tutto il Medio Oriente.
martedì 4 giugno 2013
Le ragazze cristiane sono le più vulnerabili e indifese
ASIA/PAKISTAN - Pressioni della polizia per salvare gli stupratori di una giovane cristiana
Lahore (Agenzia Fides) – Si sono mossi settori dell’apparato di polizia per salvare i violentatori di una ragazza cristiana, Fouzia Bibi, 15enne del distretto di Kasur, in Punjab, stuprata brutalmente dai due uomini musulmani Shabir Ali e Sher Mohammed, lavoratori nella stessa azienda agricola dove è impiegata la famiglia di Fouzia (vedi Fides 7/2 e 12/2/2013). Fouzia Bibi è stata sequestrata e stuprata ripetutamente. Dopo la denuncia della famiglia, Shabir Ali era stato arrestato per la violenza (Sher Mohammed resta a piede libero), ma la polizia aveva cercato di chiudere il caso, dichiarandolo innocente per mancanza di prove. I legali dell’uomo, ancora in carcere, hanno ora depositato una richiesta di cauzione all’Alta Corte di Lahore per chiedere la libertà provvisoria. Intanto il cugino di Fouzia Bibi, Ashiq Alam, che sta aiutando la famiglia di Fouzia nel caso legale, è stato a sua volta accusato falsamente di stupro, con l'aiuto di alcuni funzionari di Polizia de lla città di Muridkey. Come riferito a Fides dall’avvocato cristiano Mushtaq Gill, che sta seguendo il caso, si tratta di un atto intimidatorio trasversale, per spingere il padre di Fouzia a ritirare la denuncia.
La violenza sessuale ai danni di ragazze cristiane è una pratica che colpisce in Pakistan centinaia di ragazze ogni anno: nella generale condizione di subalternità della donna nel paese, le ragazze cristiane sono le più vulnerabili e indifese, in quanto appartenenti alle minoranze religiose. Come dicono fonti di Fides, “spesso sono considerate ‘merce’ dai potenti musulmani” che ne dispongono a loro piacimento, spesso godendo di impunità. (PA) (Agenzia Fides 4/6/2013)
Tav: indispensabile per il Fvg
La presidente della Regione, Serracchiani, ha ribadito la necessità di 'avere collegamenti ferroviari veloci ed efficienti' e che la tratta Venezia-Trieste rientra tra le priorità su cui intervenire subito. Il commento di Matteo Piasente, segretario nazionale della Lega Nord
domenica 2 giugno 2013
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vaticanit has uploaded Papa Francesco: la guerra è una pazzia
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Papa Francesco: la guerra è una pazzia
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Domenica 2 giugno, festa della Repubblica in Italia, Papa Francesco ha
celebrato la messa del mattino per un gruppo di 80 persone, guidate dAll'Ordinario Militare italiano. Hanno partecipato i parenti dei militari italiani caduti nelle missioni di pace e alcuni militari feriti. Papa Francesco ha commentato il Vangelo della domenica, con l'episodio del centurione che chiede la guarigione del suo servo e si è riferito al tema dei conflitti, della guerra e della pace. INSERTO PAPA Quando diciamo "Il Signore ama tutti" è perché ama ognuno, ha un rapporto con ognuno e sente, ascolta la preghiera di ognuno. Noi oggi siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per quelle vittim ... |
Papa Francesco incontra i bambini malati
"E' bello vederti davvero e non alla tv"
Il Pontefice ha incontrato, nella cappella di Santa Marta, 22 piccoli ospiti del reparto oncologia del policlinico Gemelli. Nugnes Michelle, una bimba, ha chiesto a Bergoglio di pregare per tutti gli ammalati del mondo
di ALESSIA RIBEZZIPer leggere tutto
sabato 1 giugno 2013
Santa Marta per i piccoli
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mercoledì 29 maggio 2013
Sollecitiamo SENAME
AMERICA/CILE - Denuncia di un gruppo di religiosi per violenze sui bambini Mapuche
Santiago (Agenzia Fides) – Un gruppo di religiosi, religiose e sacerdoti impegnati nel lavoro di pastorale con le comunità mapuche, composte dagli abitanti amerindi originari del Cile centrale e meridionale e del Sud dell’Argentina, hanno denunciato gravi violenze da parte delle forze pubbliche contro i bambini di questa etnia. In un comunicato diffuso dagli stessi religiosi si legge di minori umiliati per terra, ammanettati, tirati giù dai rispettivi letti, con le armi da fuoco puntate e interrogati. E ancora, genitori minacciati, maltrattati in loro presenza, privati di beni di ogni genere come oggetti personali, telefoni cellulari e computer. Questi piccoli sono terrorizzati, temono di essere ancora violentati e abusati in qualsiasi momento in casa. I religiosi insistono sul fatto che nonostante le denunce contro la polizia e le condanne dei tribunali di giustizia i diritti fondamentali dei bambini continuino ad essere violati. Le comunità di Trapilwe e Mawidache ha nno recentemente subito irruzioni improvvise, i bambini sono stati abusati nelle loro case da agenti completamente incappucciati nel momento in cui si alzavano la mattina per andare a scuola. “Sollecitiamo il Servizio Nazionale dei Minori (SENAME) a pronunciarsi su questi fatti, visto che la sua missione è quella di tutelare e restituire i diritti ai minori e agli adolescenti violati”, dichiarano i religiosi che aggiungono che in questo modo si sta alimentando un circolo vizioso di violenza invece di promuovere la giustizia in queste comunità. “Ci sembra che stia diventando pericolosamente normale questo modo di agire da parte delle istituzioni che invece dovrebbero essere le prime a rispettare i diritti di bambini e anziani nelle comunità mapuche” concludono i religiosi. (AP) (29/5/2013 Agenzia Fides)
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San Giorgio di Nogaro UD, Italia
martedì 28 maggio 2013
Luciano Burini
Muore mentre taglia
l’erba in giardino
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domenica 26 maggio 2013
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Francesco in parrocchia: dalle periferie si vede la realtà
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La benedizione dei bambini a Papa Francesco, cantata con le parole di
Francesco d'Assisi per frate Leone. E' stato il momento più intenso
della prima visita del Papa, come Vescovo di Roma, in una parrocchia
dell'Urbe, quella dedicata ai, nella zona nord della città. Davanti ai
bambini che avevano appena ricevuto la prima comunione dalle sue mani,
Papa Bergoglio ha chinato il capo come sulla Loggia delle Benedizioni in
San Pietro, il 13 marzo, la sera dell'elezione, chiedendo la preghiera
della diocesi di Roma per lui, nuovo vescovo. "Ogni cristiano - ha detto
ai bambini attorno a lui -- può e deve benedire sempre", dire bene agli
altri e degli altri.
Accolto al suo arrivo dal parroco e dalle famiglie ... |
lunedì 20 maggio 2013
L'unità dei Cristiani in Pakistan
ASIA/PAKISTAN - Pentecoste per i cristiani in Pakistan: “Uniti nella diversità”
Lahore (Agenzia Fides) – Il soffio dello Spirito Santo opera per l’unità dei cristiani in Pakistan. Una veglia ecumenica ha segnato la celebrazione della Pentecoste per le diverse comunità cristiane di Lahore, capitale del Punjab, che si sono ritrovate per un incontro di preghiera e riflessione, con lo scopo di rafforzare lo spirito di comunione e condivisione. Alla veglia, tenutasi alla vigilia di Pentecoste nella chiesa di san Giuseppe a Lahore, e organizzata dal “Comitato di Unità Ecumenica”, hanno preso parte centinaia di fedeli e i rappresentanti delle quattro principali comunità cristiane in Pakistan: Mons. Sebastian F. Shaw, Amministratore Apostolico di Lahore (Chiesa cattolica); i Vescovi Samuel Robert Azaria e Irfan Jamil (“Chiesa del Pakistan”, Anglicana); il rev Salamat Masih (Esercito della Salvezza) il rev. Arif M. Siraj (Chiesa presbiteriana).“La fede dei primi cristiani era basata sulla loro esperienza personale: avevano visto il Signore, lo avevano sentito, lo avevano toccato e lo mostravano ai fedeli attraverso la fraternità, la condivisione del pane e la testimonianza”, ha ricordato il Vescovo Irfan Jamil. “Abbiamo bisogno di riscoprire la fraternità come quella della Chiesa primitiva, che era radicata nella fede”. Il Vescovo ha messo l’accento anche sull’evangelizzazione, chiedendo ai fedeli di condividere l’annuncio: “Cristo è risorto dai morti e noi siamo suoi testimoni”.
Mons. Sebastian Shaw OFM, incoraggiando le iniziative e gli sforzi ecumenici, ha rimarcato che la solidarietà fra i cristiani si vede nelle difficoltà, ma anche nei programmi sociali che “stimolano ad avvicinarsi gli uni agli altri”. Il rev. Arif Siraj, il moderatore della Chiesa presbiteriana in Pakistan, ha sottolineato “l’urgenza e la bellezza dell’unità, che è dono dello Spirito Santo”. “Ringraziamo il Signore per il dono del suo Santo Spirito, nella Pentecoste: lo Spirito è con noi sempre. L'unità tra le Chiese deve essere visibile. In un paese islamico come il Pakistan siamo chiamati a essere testimoni di Cristo”, ha concluso il Vescovo Samuel Robert Azaria.
I cristiani in Pakistan sono, complessivamente, il 3% della popolazione, che conta circa 180 milioni di abitanti. (PA) (Agenzia Fides 20/05/2013)
I miracoli ci sono
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vaticanit has uploaded Papa Francesco: crediamo nella preghiera!
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Papa Francesco: crediamo nella preghiera!
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Dobbiamo credere in Gesù e pregare, per superare le nostre certezze e la
chiusura che deriva dalla mancanza di fede. Lo ha sottolineato Papa
Francesco, nell'omelia della messa del mattino.
INSERTO PAPA I miracoli ci sono. Ma la preghiera! Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo; non quelle preghiere per cortesia, no? "Ah, io pregherò per te: dico un Pater Noster, un'Ave Maria e mi dimentico". No: preghiera coraggiosa, come quella di Abramo che lottava con il Signore per salvare la città, come quella di Mosé che aveva le mani in alto e si stancava, pregando il Signore; come quella di tante persone, di tanta gente che ha fede e con la fede prega, prega. La preghiera fa miracol ... |
domenica 19 maggio 2013
Le periferie dell'esistenza
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Foglio parrocchiale di domenica 19 maggio
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lunedì 13 maggio 2013
I Motilón Bari e la canonizzazione di Suor Laura
AMERICA/COLOMBIA - Anche i gruppi indigeni hanno festeggiato la prima santa colombiana
Tibù (Agenzia Fides) – "Vi sono troppi personaggi malvagi che sono entrati nella memoria collettiva dei colombiani. La canonizzazione di Suor Laura ricorda al Paese che ci sono anche altre persone piene di virtù, di generosità e servizio", ha detto Mons. Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., vescovo della Diocesi di Tibù (Colombia) alla conclusione della celebrazione nella cattedrale per festeggiare Madre Laura, la nuova santa colombiana (Vedi Fides 11/05/2013)."Questa giurisdizione ecclesiastica- riferisce la nota inviata a Fides- è anche protagonista di questo grande evento della Chiesa cattolica, perché vede la presenza e il lavoro missionario delle "Lauritas" nella comunità indigena Motilón Bari, da 50 anni".
I Motilón Bari sono un gruppo etnico della Colombia e del Venezuela, con una popolazione stimata di circa 4 mila persone pressoché ignorata dalle autorità. Infatti la zona di Tibù si trova alla frontiera tra Colombia e Venezuela dove la sicurezza è precaria per la presenza della guerriglia delle FARC e di altri gruppi paramilitari .
Durante la cerimonia una religiosa, autrice di una biografia di Suor Laura, ha descritto la vita e l'opera della prima santa colombiana. Le offerte sono state presentate da diverse donne indigene dei gruppi etnici di Catalaura e Karicachaboquira.
(CE) (Agenzia Fides, 13/05/2013)
sabato 11 maggio 2013
90 disabili ad Aleppo
ASIA/SIRIA - Emergenza acqua per 90 disabili musulmani soccorsi dai cristiani
Aleppo (Agenzia Fides) – Novanta disabili costretti a fuggire dal quartiere aleppino di Cheikh Maksoud – un'area conquistata nelle settimane scorse dalle milizie anti-Assad – hanno ricevuto accoglienza in un ostello di proprietà del Vicariato apostolico di Aleppo, ma ora la loro condizione è messa a rischio dalla mancanza d'acqua divenuta cronica nella metropoli martoriata dalla guerra civile. “I disabili, tutti musulmani” riferisce da Aleppo all'Agenzia Fides padre David Fernandez, missionario cattolico dell'Istituto del Verbo Incarnato “sono dovuti fuggire dalla casa che li ospitava, come hanno fatto quasi tutti gli abitanti del quartiere di Cheikh Maksoud. Cercavano un posto dove trovare rifugio, e il Vicariato apostolico ha messo a disposizione una residenza per studenti al momento disabitata. Ma adesso manca l'acqua, aumenta il caldo e quei poveri disabili si trovano in grave difficoltà. Molti di loro sono infermi. I volontari che li aiutano passano tutto il tem po a cercare autobotti per far arrivare loro quel bene indispensabile per vivere”.Oltre ai disabili rifugiati nella residenza studentesca, altri anziani e infermi, nelle stesse condizioni, sono accuditi dalle Suore di Madre Teresa. “Nella tragedia della guerra” commenta padre Fernandez “i gesti della carità appaiono come un dono ancora più luminoso e commovente”. Il missionario conferma a Fides che la settimana scorsa numerosi missili e colpi di mortaio sono stati lanciati dalle milizie anti-regime sul quartiere di Sulaymaniyah, abitato da molti cristiani. L'obiettivo degli attacchi era un presidio dell'esercito governativo, ma molti colpi sono caduti sulle abitazioni civili. E' stata danneggiata anche la sede della metropolia siro-ortodossa dove risiede solitamente Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, uno dei due vescovi di Aleppo (l'altro è il metropolita greco-ortodosso Boulos al-Yazigi) da quasi 3 settimane nelle mani di ignoti rapitori. (GV) (Agenzia Fides 11/5/2013)
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I Coldiretti a Marano
Inaugurata da Coldiretti di Udine, a Marano Lagunare, la prima vendita diretta di pesca d’Italia
venerdì 10 maggio 2013
la preghiera di un cuore spezzato
ASIA/SIRIA - Giornata internazionale di preghiera per chiedere la pace
Aleppo (Agenzia Fides) - Sabato 11 maggio i cristiani siriani di tutte le Chiese e comunità ecclesiali hanno indetto una giornata di preghiera per «supplicare Dio di concedere misericordia alla Siria e di por fine alla violenza». L'appello a pregare per la Siria, intitolato “la preghiera di un cuore spezzato”, è stato esteso ai cristiani di tutto il mondo, suscitando vaste adesioni.In Siria, alla giornata di preghiera aderiscono 12 Chiese e confessioni cristiane. «E’troppo rischioso spostarsi nelle zone di combattimento. Dovremo limitarci a delle riunioni locali attraverso tutto il Paese, nelle case, nei luoghi di incontro e nelle chiese» è scritto nel testo dell'appello diffuso via web. Le intenzioni di preghiera sono quattro: il ritorno della pace, la liberazione di tutti gli ostaggi, la cura dei bambini traumatizzati dalla guerra, la richiesta urgente di soccorsi umanitari per tutti i profughi.
«La gente» riferisce da Aleppo all'Agenzia Fides padre David Fernandez, sacerdote dell'Istituto del Verbo Incarnato «aspettava con ansia il mese di maggio per chiedere a Maria la grazia della pace. Con i rifugiati e con chi riesce a venire, ogni pomeriggio celebriamo la Messa recitiamo il Santo Rosario con questa intenzione. Tutti cantano le litanie e l'inno finale alla Vergine con grande commozione. Chiedono a Maria il dono della pace, rivolgendosi a lei come all'unica che può ancora aiutarli a mantenere viva la speranza, nella situazione tremenda che stiamo vivendo». (GV) (Agenzia Fides 10/5/2013).
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domenica 5 maggio 2013
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Papa Francesco: "Con Maria, liberi per fare scelte buone"
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Libertà non è fare ciò che si vuole, "buttare tutto ciò che non ci piace
dalla finestra. La libertà ci è donata perché sappiamo fare scelte
buone nella vita", come Maria. Lo ha detto sabato sera Papa Francesco
nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore, dove ha recitato il
Rosario dopo aver preso possesso del tempio con il bacio del Crocifisso.
L'icona di Maria Salus Populi Romani, già venerata da Papa Bergoglio il 14 marzo, poche ore dopo la sua elezione, era posta per l'occasione sopra l'altare. Dopo la recita dei misteri gaudiosi il Pontefice ha ricordato che Maria è una madre che "ci aiuta a crescere, ad affrontare la vita, ad essere liberi". Ci ha aiuta, ha proseguito, a superare la tentazion ... |
venerdì 3 maggio 2013
domenica 28 aprile 2013
Controcorrente
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sabato 27 aprile 2013
Vescovi rapiti
ASIA/SIRIA - Apprensione per i vescovi rapiti. Nuovi particolari sulla dinamica del sequestro
Aleppo (Agenzia Fides) – Mentre tra i cristiani di Siria e di tutto il mondo cresce col tempo l'ansia per la sorte di Mar Gregorios Yohanna Ibrahim e di Boulos al-Yazigi – i vescovi siro-ortodosso e greco-ortododosso di Aleppo sequestrati lunedì scorso nell'area compresa tra la metropoli siriana e il confine con la Turchia – emergono nuovi dettagli eloquenti sulla dinamica del rapimento. I due metropoliti orientali sono stati catturati dai loro finora ignoti sequestratori mentre stavano realizzando un piano concordato tra loro per permettere al vescovo greco ortodosso Boulos di rientrare nella sua sede episcopale, da cui era assente da tre mesi.Fonti residenti in Turchia confermano all'Agenzia Fides che il metropolita Boulos al-Yazigi dallo scorso febbraio aveva lasciato la Siria per visitare le comunità cristiane greco-ortodosse in territorio turco che cadono sotto la giurisdizione del Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia. Un suo primo progetto di fare rientro in Siria attraverso il Libano si era rivelato impraticabile. A quel punto il metropolita siro-ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim aveva offerto la sua collaborazione per permettere a Boulos al-Yazigi di rientrare in diocesi e condividere con i suoi sacerdoti e i suoi fedeli le sofferenze patite da tutti per la guerra civile. Mar Gregorios lunedì mattina si era recato con il suo autista al confine con la Turchia appositamente per prelevare il vescovo greco ortodosso al suo rientro in Siria e fare ritorno insieme ad Aleppo, confidando di poter ripercorrere itinerari considerati “sicuri”, che già in altre occasioni gli avevano permesso di tornare nella c ittà siriana dal confine turco. Poco dopo aver confermato a alcuni sacerdoti greco-ortodossi residenti in Turchia il loro ricongiungimento in territorio siriano, i due vescovi sono diventati irrintracciabili.
Mentre continuano a circolare voci e indiscrezioni incontrollate e di volta in volta smentite sulla imminente liberazione dei due vescovi rapiti – l'ultima è stata diffusa ieri mattina su diversi siti d'informazione arabi – rimane oscura anche l'identità dei rapitori. Nell'area tra Aleppo e la frontiera turca si muovono fazioni e gruppi eterogenei, spesso in lotta tra loro. Intanto, da Gedda, l'Organizzazione per la Cooperazione islamica (OIC) ha condannato il rapimento dei due vescovi. Ekmeleddin Ihsanoglu, Segretario generale dell'organismo panislamico, ha chiesto il loro rilascio “immediato e incondizionato”, ribadendo che il loro sequestro “contraddice i principi dell'Islam autentico, e l'alto status riservato dall'Islam agli ecclesiastici cristiani”. (GV) (Agenzia Fides 27/4/2013)
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venerdì 26 aprile 2013
Il Comitato speciale d'appello israeliano per la confisca di terre in stato d'emergenza....
ASIA/TERRA SANTA - Il Muro nella valle di Cremisan cambia percorso, ma non si ferma
Beit Jala (Agenzia Fides) - Il Comitato speciale d'appello israeliano per la confisca di terre in stato d'emergenza ha emesso il suo verdetto sui ricorsi presentati da un convento di suore salesiane e da numerose famiglie di contadini palestinesi contro il tratto di Muro di separazione che le autorità israeliane vogliono erigere nella Valle di Cremisan. Il pronunciamento emesso il 24 aprile stabilisce una modifica del tracciato del Muro, affinchè il convento di suore rimanga accessibile dalla città di Beit Jala e dai Territori palestinesi.La soluzione adottata cade a due mesi dall'ultima udienza, e rappresenta il punto d'arrivo provvisorio di una battaglia legale in corso da sette anni. La costruzione del Muro di separazione secondo il tracciato alternativo – che circonderà da tre lati il convento delle suore e porterà comunque alla confisca della gran parte delle terre ad esso appartenenti – rappresenta secondo l'organismo israeliano un compromesso ragionevole tra le esigenze di sicurezza di Israele e le istanze della libertà di religione e di educazione a cui avevano fatto appello i rappresentanti legali del convento. Dal canto suo, la Society of St Yves – l' organizzazione cattolica per i diritti umani che aveva intentato la causa legale anche a nome dell'Assemblea dei vescovi cattolici di Terra Santa - in un comunicato pervenuto all'agenzia Fides prende atto della modifica del percorso del muro, ma ribadisce “l'ingiustizia del provvedimento che non tiene conto soprattutto del danno economico provocato alla comunità cristiana di Beit Jala dalla sua costruzione”. Secondo i responsabili della Society od St.Yves, la corte d'appello ha ignorato tutte le testimonianze dei proprietari terrieri sui danni a loro provocati dall'avanzamento del Muro e anche i dati forniti sullo scempio ambientale che deturperà la valle di Cremisan. Gli estensori del verdetto ritengono che un cancello agricolo dovrebbe essere sufficiente a garantire ai contadini palestinesi l'accesso ai propri terreni agricoli destinati a rimanere al di là della barriera.
Il Comitato d'appello enfatizza il valore vincolante del suo pronunciamento, ribadendo che non rientra nelle sue competenze poter autorizzare eventuali soluzioni alternative che implicherebbero lo smantellamento di sezioni del Muro già erette da tempo. La Society of St. Yves, dal canto suo, si riserva la possibilità di far ricorso all'Alta Corte di giustizia dell Stato d'Israele. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2013).
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giovedì 25 aprile 2013
Lo stile della predicazione evangelica
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mercoledì 24 aprile 2013
Quando la Chiesa diventa burocratica moltiplica le strutture, allora perde la radicalità evangelica
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Papa Francesco: Chiesa, segno di attenzione e amore
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Radicare la Chiesa nel Vangelo. Quando la Chiesa diventa burocratica
moltiplica le strutture, allora perde la radicalità evangelica, in riferimento alla Parola di Dio. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella messa di stamattina, alla quale ha partecipato un gruppo di dipendenti vaticani. INSERTO PAPA: E allora, si vede che la Chiesa incomincia là, nel cuore del Padre, che ha avuto questa idea ... Non so se ha avuto un'idea, il Padre: il Padre ha avuto amore. E ha incominciato questa storia di amore, questa storia di amore tanto lunga nei tempi e che ancora non è finita. Noi, donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo ad una storia d'amore: ognuno di noi è un anello in questa catena d'amore. E ... |
lunedì 22 aprile 2013
Gli arrampicatori, il Papa li descrive...
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Papa Francesco: anche nella Chiesa ci sono arrampicatori
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Il Vangelo del Buon Pastore con Gesù che si definisce "la porta delle
pecore" è stato al centro dell'omelia del Papa, stamani, nella Messa
celebrata nella Cappellina della Domus Sanctae Marthae. Erano presenti
alcuni dipendenti della Sala Stampa Vaticana, e alcuni tecnici della
Radio Vaticana del Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria.
Il Papa ha notato che Gesù è l'unica porta per entrare nel Regno dei Cieli. INSERTO PAPA: "Anche nelle comunità cristiane ci sono questi arrampicatori, no?, che cercano il loro ... e coscientemente o incoscientemente fanno finta di entrare ma sono ladri e briganti. Perché? Perché rubano la gloria a Gesù, vogliono la propria gloria e questo è quello che diceva ai ... |
domenica 21 aprile 2013
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venerdì 19 aprile 2013
ASIA/SIRIA - In Mesopotamia distrutta la chiesa dei francescani a Deir Ezzor
Beirut (Agenzia Fides) – Una violenta esplosione ha raso al suolo la chiesa e il convento dei Frati francescani Cappuccini a Deir Ezzor, in Mesopotamia. L’informazione è giunta a Fides da p. fra Tony Haddad, vice-Provinciale dei Frati per il Vicino-Oriente, che sovrintende alla presenza cappuccina in Libano e Siria. L’esplosione è avvenuta il 15 aprile. “Era l’unica chiesa a Deir Ezzor ancora rimasta quasi intatta finora”. Non è chiaro come sia stata distrutta. Secondo alcune ricostruzioni, nella chiesa era stata aperta una breccia e alcuni combattenti dell’opposizione vi si erano appostati. L’esercito regolare avrebbe allora colpito la chiesa, abbattendola. Altri parlano di una autobomba collocata accanto alla struttura. P. Haddad commenta con grande amarezza “tutto questo odio e dissacrazione”. In quell’area – informa – “non ci sono più cristiani”. Nei mesi scorsi, data la situazione critica “i nostri due frati che risiedevano nel convento hanno lasciato Deir Ezzor c on le suore di Madre Teresa e la decina di anziani che abitavano da noi. Erano gli ultimi cristiani rimasti. Ringrazio il Signore che i due frati sono sani e salvi. La chiesa di pietre si potrà ricostruire un giorno, quando una primavera di pace apparirà nel nostro Medio Oriente”, nota p. Haddad.Deir Ezzor è una città nell’Est della Siria, oltre l’Eufrate, tra Palmira e la frontiera irachena. “La nostra presenza lì risale agli anni trenta del secolo scorso, ma siamo in Medio Oriente da un tempo molto più lontano”, racconta p. Tony. “In quasi quattro secoli di storia, la nostra vice-provincia ha sofferto diverse distruzioni e persecuzioni, ma è sempre risorta, con Cristo Risorto”. Un’altra comunità di frati francescani cappuccini resta tuttora nel Sud della Siria, a Soueida – ancora tranquilla per il momento – dove abitano due frati.
Secondo informazioni di attivisti dell’opposizione siriana, gli aerei dell’esercito avrebbero bombardato nei giorni scorsi due chiese ortodosse siriache a Deir Ezzor e le famiglie cristiane hanno lasciato la città per l'intensificarsi degli scontri tra l’esercito lealista e forze di opposizione. La chiesa ortodossa siriana afferma che le sue chiese sono state colpite in tutte le province, ad Harasta, Arbin, Zabadani, Deraa, Aleppo, a Damasco, Raqqa. (PA) (Agenzia Fides 19/4/2013)
mercoledì 17 aprile 2013
Sisma
ASIA/IRAN - Sisma nel Sudest: la Chiesa esprime solidarietà, Caritas pronta all’intervento
Teheran (Agenzia Fides) – “Esprimiamo la nostra solidarietà e la vicinanza alle famiglie colpite. Come Chiesa cattolica siamo vicini a chi soffre”, dice a Fides Mons Thomas Meram, Vescovo della comunità di Urmia del Caldei, in Iran, riferendosi al forte terremoto che ieri, 16 aprile, ha colpito il sudest dell’Iran e il sud ovest del Pakistan. La Caritas Iran si è interessata al disastro e ha contattato il Ministero degli Interni. Come riferisce a Fides Laurence Banapour, Segretaria Generale di Caritas Iran, “il Ministero ha detto che i danni sono lievi, una sola vittima e 12 feriti. La zona colpita, infatti, non è densamente popolata e vi sono pochi villaggi sparsi nel territorio. Per ora la situazione è sotto controllo e hanno chiesto alle organizzazioni umanitarie, come Caritas e Croce Rossa, di attendere. Se avranno bisogno, come accaduto per altri terremoti in passato, ci chiameranno e potremo dare il nostro contributo, organizzando aiuti umanitari”. Nell’area non vi sono comunità cristiane.Secondo fonti ufficiali, il sisma ha fatto un maggiore numero di vittime in Pakistan, dove ha colpito aree popolate: 35 i morti in diverse parti della provincia del Beluchistan, mentre 80 sono i feriti. Nel distretto di Mashkel, in Beluchistan, oltre mille case sono crollate e il bilancio delle vittime potrebbe salire. La protezione civile è impegnata in attività di soccorso e di salvataggio. P. Renald Lawrence, OMI, missionario a Quetta, capoluogo del Beluchistan, riferisce a Fides: “La zona colpita è a circa 600km a Sud di Quetta. Vi sono molti sfollati, ci siamo attivati per l’assistenza. Questa mattina abbiamo avuto un incontro per avviare aiuti umanitari, in coordinamento con la Caritas Pakistan”. Anche qui i beneficiari dell’assistenza sono tutte popolazione di fede musulmana. (PA) (Agenzia Fides 17/4/2013)
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martedì 16 aprile 2013
Sottrazione di carichi d’acciaio
Furti di acciaio in azienda
di Abramovich a San Giorgio:
7 arrestati, tra cui un manager
Sette ordinanze di custodia cautelare per il reato di
associazione per delinquere finalizzata a furto e ricettazione sono
state eseguite dai carabinieri per la sottrazione di carichi d’acciaio
dalla Evraz Group Palini & Bertoli, società del magnate russo
lunedì 15 aprile 2013
Le Armi e l'India
ASIA/INDIA - L’India, il maggior importatore mondiale di armi, deve imparare da Pacem in Terris
New Delhi (Agenzia Fides)- “L’India, il più grande importatore di armi al mondo, e uno dei 24 Paesi che si sono astenuti nel votare a favore del trattato ONU sulla limitazione del commercio delle armi ha particolare bisogno di apprendere le giuste lezioni su quello che l’Enciclica Pacem in Terris dice sulla corsa agli armamenti” affermano i Vescovi dell’India in un documento presentato dalla Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” in occasione del 50esimo anniversario dell’Enciclica di Papa Giovanni XXIII.Secondo gli estratti riportati dall’Agenzia UCAN News, i Vescovi indiani sono particolarmente preoccupati per l’impatto sociale ed economico provocato dalla corsa degli armamenti. “La corsa agli armamenti priva i Paesi meno sviluppati del progresso sociale ed economico e crea un clima di paura”. “Quindi la giustizia, la retta ragione, e il riconoscimento della dignità umana gridano insistentemente per una cessazione della corsa agli armamenti” afferma il documento.
Secondo l’ultimo rapporto del Stockholm International Peace Research, l’India è per il terzo anno consecutivo il maggior importatore mondiale di armi, rappresentando il 12% delle importazioni militari mondiali. (L.M.) (Agenzia Fides 15/4/2013)
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domenica 14 aprile 2013
Mons. Schiff e Chiara
Paese sotto choc
per la morte di Chiara
San Giorgio, monsignor Schiff ricorda la giovane di
23 anni vittima dell’incidente di Muzzana. «Era una grande insegnante
d’altruismo»
La forza degli Apostoli è nello Spirito Santo.
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sabato 13 aprile 2013
Non abbiate paura... io sono con voi..
ASIA/SIRIA - Morire o partire? L'Arcivescovo maronita di Damasco racconta il dilemma senza risposte dei cristiani siriani
Damasco (Agenzia Fides) – I cristiani di Siria «devono scegliere tra due calici amari: morire o partire». Un dilemma che coinvolge tutta la realtà ecclesiale presente nel Paese martoriato, e che viene raccontato dall'arcivescovo maronita di Damasco Samir Nassar in una vibrante testimonianza inviata all'Agenzia Fides.
L'arcivescovo cattolico di rito orientale delinea i tanti modi con cui la morte ghermisce le vite di milioni di civili indifesi, cristiani e musulmani, nella Siria devastata dalla guerra: bombardamenti, auto-bomba, cecchini, mancanza di cure mediche (223 ospedali sono stati chiusi e i medici stanno fuggendo tutti, spiega mons. Nassar), malnutrizione e mancanza di cibi adeguati per i diabetici, i cardiopatici e le puerpere. Davanti a questo disastro, tutti pensano di andar via, anche se la fuga in qualche modo «è un altro modo di morire» più lentamente. La Chiesa locale, pur nella sua fragilità, «diventa un muro del pianto», a cui tutti si rivolgono ogni giorno «per chiedere protezione e aiuto nella ricerca di un visto per partire». I cristiani siriani – sottolinea l'arcivescovo maronita - «hanno visto l'ONU organizzare dal 2005 la partenza sistematica dei rifugiati iracheni verso i Paesi occidentali», e adesso provano angoscia anche per «l'indifferenza e il silenzio mondiale davanti al loro lungo e triste calvario... sono abbandonati, destinati alla morte senza poter fuggire... i consolati sono chiusi da un anno e mezzo».
Mons. Nassar descrive con cuore affranto di pastore la condizione dei cristiani poveri «che non trovano alcuna ragione per dover morire in questa guerra insensata»: loro hanno visto i propri fratelli più agiati lasciare la Siria, e ora guardano alla Chiesa come l'unica realtà a cui chiedere aiuto nel naufragio.«L'appello del nuovo Papa Francesco in favore dell'amata Siria risuona nei loro cuori.... La Chiese sorelle del mondo intero pregano e mostrano il loro affetto per questo piccolo gregge, senza poter placare la tempesta». Questa situazione pone anche i pastori davanti a problemi di coscienza: «Consigliarli di restare potrebbe condurli alla morte come un agnello muto davanti al macellaio. Il nostro martirologio non fa che allungarsi... Aiutarli a partire significa invece svuotare la Terra Biblica dei suoi ultimi cristiani». Un dilemma che può trovare risposta solo affidandosi al «cuore di Dio», offrendo ai fedeli una prossimità pastorale che li aiuti a percepire la realtà delle parole di Gesù. Quelle che – nota mons. Nassar «non deludono mai: “Non abbiate paura... io sono con voi...”». ( GV) Agenzia Fides 13/4/2013).
Una ragazza dolce e sempre sorridente
Scontro frontale a Muzzana,
muore studentessa di 23 anni
Chiara Pelizzon studiava all'università di Udine e
insegnava in un asilo a Carlino. Il ricordo delle amiche: una ragazza
dolce e sempre sorridente
venerdì 12 aprile 2013
Giovane donna: l'incidente di Chiara
Scontro frontale, 23enne perde la vita
Una
giovane donna, Chiara Pellizzon, 23 anni, residente a San Giorgio di
Nogaro, è deceduta in un incidente avvenuto su una strada provinciale a
Muzzana del Turgnano. Secondo una prima ricostruzione, la donna, che era
a bordo di una «Ford Fiesta», è stata urtata frontalmente da un
fuoristrada. La vettura si è rovescita in un fossato e Pellizzon è
deceduta all'istante.
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giovedì 11 aprile 2013
Cittadino di Assisi
11 aprile 2013
Ultimo aggiornamento alle
17:54
Assisi, il primo maggio Shimon Peres in città per ricevere la «Cittadinanza onoraria per la pace»
Il premio, assegnato ogni anno dal Comune a
personalità che hanno lavorato per il dialogo e per la pace, va ad uno
degli artefici degli accordi di Oslo
mercoledì 10 aprile 2013
Essere risorti con Cristo mediante il Battesimo, con il dono della fede
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Francesco: Il Signore Risorto è la speranza che non delude.
by
vaticanit
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"La speranza di noi cristiani è forte, sicura, solida in questa terra,
dove Dio ci ha chiamati a camminare, ed è aperta all'eternità, perché
fondata su Dio, che è sempre fedele". Con questo pensiero Papa Francesco
ha salutato i fedeli riuniti in piazza San Pietro per l'udienza
generale del mercoledì. Proseguendo le catechesi dedicate all'Anno della
Fede, il Pontefice ha invitato tutti a testimoniare, nella vita di
tutti i giorni, con gesti chiari e semplici, la speranza del Signore
Risorto, una speranza che non svanisce. "Essere risorti con Cristo
mediante il Battesimo, con il dono della fede", ha spiegato Papa
Francesco, non si riduce semplicemente "a seguire dei comandi, ma vuol
dire essere in Crist ...
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Preghiamo e speriamo in relazioni sempre pacifiche
ASIA/GIAPPONE - “Relazioni pacifiche fra Nord Corea e paesi limitrofi”: l’auspicio della Chiesa
Tokyo (Agenzia Fides) – Pace è la parola chiave da perseguire con ogni mezzo, con azioni a livello locale e regionale, ma anche internazionale. Il sostegno espresso da Papa Francesco nel colloquio con il Segretario Generale Onu Ban Ki-Moon è, dunque, importane in questa fase di alta tensione politica e militare in Estremo Oriente. La Chiesa giapponese “da sempre promuove pace e non violenza: come giapponesi e come cristiani, speriamo che si mantengono relazioni pacifiche fra la Nord Corea e i paesi limitrofi, incluso il nostro”, spiega all’Agenzia Fides p. Daisuke Narui, verbita, Direttore di Caritas Giappone.
Se i mass media internazionali sono impressionati dallo schieramento di batterie di missili Patriot nel centro di Tokyo, p. Narui spiega che “l’atmosfera nella società resta piuttosto tranquilla. La maggior parte dei cittadini giapponesi non pensa esista un minaccia seria. Infatti, da sempre, ciclicamente, quando c’è tensione o un cambio di regime in Nord Corea, sono arrivate simili minacce anche verso il nostro paese. Il governo però mostra maggiore attenzione, giustamente, per proteggerci da qualsiasi evenienza”.
P. Narui aggiunge un dettaglio importante: “Vi sono molti nordcoreani che vivono in Giappone. Durante la Seconda guerra mondiale furono portati, a volte forzatamente, per lavoro. Oggi sono residenti in Giappone e sono parte della nazione. Un motivo in più per scongiurare qualsiasi conflitto. Preghiamo e speriamo in relazioni sempre pacifiche, anzi che possano migliorare”. (PA) (Agenzia Fides 10/4/2013)
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