Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
domenica 25 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
ASIA/TERRASANTA - Dopo la tregua, urge rimuovere il blocco di Gaza: appello di Oxfam
Gerusalemme (Agenzia Fides) - La tregua appena siglata da sola "non è sufficiente": per ridare una speranza alla pace, oggi urge porre fine all'embargo di Gaza che "da cinque anni è soggetta a un blocco paralizzante, che ha limitato le importazioni e le esportazioni e ha distrutto la sua economia". E' quanto afferma, in una dichiarazione inviata all'Agenzia Fides, Martin Hartberg, portavoce dell'Ong Oxfam a Gerusalemme. L'Ong Oxfam, una delle maggiori al mondo, con sede nel Regno Unito, è presente in Israele e Palestina con progetti di sviluppo per le fasce deboli, interventi di tutela dei minori, attività in ambito socio-sanitario e sostegno allo sviluppo rurale.
Nella nota inviata a Fides, Oxfam, accogliendo positivamente la notizia del cessate il fuoco, rimarca che la tregua è fondamentale, ma è solo il primo passo: "La violenza nel corso delle ultime settimane è stata devastante per la gente a Gaza e in Israele. Centinaia di vite sono state perse mentre case, scuole e asili sono distrutti. Le persone hanno bisogno di poter tornare a vivere una vita normale. Per oltre una settimana le scuole a Gaza e nel sud di Israele sono state chiuse e le attività grazie alle quali le persone si guadagnano da vivere a Gaza, come la pesca e l'agricoltura, sono state interrotte perché troppo pericolose". Per questo ora è urgente rimuovere l'embargo che affligge Gaza: "Da quando il blocco di Gaza è iniziato, cinque anni fa - riferisce Oxafm - un terzo delle imprese di Gaza hanno chiuso e l'80% della popolazione ha ora bisogno di aiuto".
Oxfam chiede alla comunità internazionale "maggior coraggio": "Solo togliendo il blocco avremo qualche possibilità di porre fine all'incessante ciclo di violenza che ha devastato milioni di vite. Se il blocco di Gaza continuerà e i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania rimarranno separati, sarà impossibile raggiungere la soluzione di due stati per due popoli auspicata dalla comunità internazionale". Nei giorni scorsi Oxfam, insieme con altre 37 Ong, aveva chiesto alla comunità internazionale di promuovere una tregua immediata, per proteggere i civili e prevenire una nuova catastrofe umanitaria a Gaza. (PA) (Agenzia Fides 23/11/2012)
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giovedì 22 novembre 2012
Appello di un vescovo e chiesa profanata, la Siria attuale!
ASIA/SIRIA - Appello dell'Arcivescovo Roham ai belligeranti: "Risparmiate le città di Kamishly e Hassaké"
Hassaké (Agenzia Fides) - Migliaia di civili innocenti e di famiglie di profughi, fra i quali donne, anziani bambini, sono rifugiati nella città di Kamishly e di Hassaké (Siria orientale), che vanno assolutamente "preservate e risparmiate dal conflitto, per evitare una catastrofe umanitaria": è l'appello lanciato tramite l'Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Eustathius Matta Roham, Arcivescovo siro-ortodosso della diocesi di Jazirah ed Eufrate, che copre territori della Siria orientale.
Raccontando, in un messaggio inviato a Fides, la situazione nella sua diocesi, Mons. Matta Roham la definisce "confusa" e descrive la gente "piena di paura, specialmente a Kamishly e Hassaké". "Ci sono oltre 400.000 abitanti in ciascuna di queste due grandi città - spiega - e i cristiani sono circa il 20% in ognuna. Inoltre migliaia di famiglie sfollate sono giunte a Kamishly e Hassaké dopo aver lasciato le loro case in rovina in altre parti del paese. Se un giorno, Dio non voglia, la guerra arriverà in queste due città, ci sarà un vero e proprio grande disastro per migliaia di famiglie e di civili innocenti".
Per questo l'Arcivescovo rivolge un accorato appello agli organismi internazionali e a tutte le parti in lotta perchè "questa regione possa essere risparmiata e possa rimanere un rifugio sicuro per tutti, al fine di salvare la vita di migliaia di famiglie, ed evitare una distruzione definitiva". Nel messaggio inviato a Fides, l'Arcivescovo, guardando la distruzione di tanti luoghi e infrastrutture in Siria, afferma con amarezza che "ci vorranno molti anni per ricostruire sia le anime e sia gli edifici nel nostro paese. Prego che la giustizia e la pace prevalgano su questa situazione di caos".
"La guerra in Siria - prosegue - ha provocato divisione tra le comunità in molti luoghi e la distruzione di molte aree urbane. D'altra parte, ha creato solidarietà tra la maggioranza delle persone, che rifiutano la lotta e cercano di prendersi cura delle famiglie che soffrono".
Mons. Matta Roham prega il Signore perché "nella sua sapienza possa condurre le parti verso una soluzione pacifica del conflitto". (PA) (Agenzia Fides 22/11/2012)
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ASIA/SIRIA - Chiesa profanata da banditi, poi arredi restituiti e cerimonia di riconciliazione
Homs (Agenzia Fides) - Un atto di vandalismo, poi le scuse e la riconciliazione. E' accaduto a Qara, nella diocesi di Homs (Siria occidentale), dove il 19 novembre l'antica chiesa dei santi Sergio e Bacco, del VI secolo, è stata profanata da vandali che hanno forzato la porta. I vandali hanno rubato oltre 20 icone (del XVIII e XIX sec), antichi manoscritti e arredi sacri. Hanno profanato l'altare e hanno cercato di rubare un famoso affresco del XII sec, la "Madonna del latte". Per cercare di staccarlo, lo hanno rovinato, provocando due tagli alla figura della Vergine.
Appena la notizia si è diffusa a Qara, cittadina sotto il pieno controllo dell'opposizione siriana, si è sviluppato un forte movimento di solidarietà in tutte le comunità. Capi delle famiglie, leader delle tribù, capi musulmani e di altri confessioni sono venuti a visitare la chiesa e a manifestare amarezza e solidarietà al sacerdote greco cattolico p. Georges Luis che, con un prete greco-ortodosso, continua a celebrare la Messa per le poche famiglie cristiane di Qara, tenendo accesa la fiammella della fede.
Il Patriarca greco-ortodosso Ignazio IV Hazim e il Patriarca greco-cattolico Gregorios III Laham sono stati avvisati e hanno esortato sia il governo sia l'opposizione a garantire la sicurezza nel paese che, hanno detto, "sta sprofondando nel caos", visti gli atti di banditismo, sequestri, aggressioni, massacri, bombardamenti di aree residenziali.
I fedeli cristiani e musulmani di Qara si sono riuniti in veglie di preghiera. Ieri, 21 novembre, festa della Presentazione della Vergine al Tempio, è accaduto quello che la comunità locale definisce "un miracolo". Al mattino un camion con uomini dal volto coperto è giunto alla chiesa. Il gruppo ha chiesto di incontrare p. Georges. Come riferito a Fides dal sacerdote, gli uomini gli hanno detto: "Non apprezziamo quanto hanno fatto i nostri compagni. Vi preghiamo di perdonarci. Noi siamo una comunità, un solo popolo, una nazione. La vostra sicurezza è la nostra. Voi siete sotto la nostra responsabilità". La maggior parte degli oggetti rubati - altrimenti destinati al mercato di contrabbando - sono stati restituiti, con grande gioia e sollievo per tutti. P. Georges ha servito un caffè arabo agli ospiti e molte altre persone del quartiere si sono unite al momento conviviale. La popolazione locale ha festeggiato offrendo dolci in strada. Un finale all'insegna della riconciliazione che il movimento locale "Mussalaha" ha benedetto e favorito. (PA) (Agenzia Fides 22/11/2012)
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mercoledì 21 novembre 2012
Furto da 50 mila euro
in un bar di San Giorgio
Presi di mira videopoker e cambiamonete del bar Stazione. Il titolare è arrivato pochi minuti dopo la fuga dei ladri Clicca per visualizzare l'articolo
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ASIA/LIBANO - Tutto il Libano si raccoglie intorno al Patriarca Bechara Boutros Rai, nuovo Cardinale
Beirut (Agenzia Fides) - L'ingresso nel Sacro Collegio del Patriarca maronita Bechara Boutros Rai diventa occasione per ritrovare l'unità nazionale libanese in un momento estremamente delicato per gli equilibri politici e sociali del Paese dei cedri. Rappresentanti di tutte le fazioni e i gruppi politici e religiosi che compongono il mosaico libanese, presenzieranno nei prossimi giorni alle celebrazioni e ai momenti pubblici legati al Concistoro convocato a Roma da Benedetto XVI per la creazione di sei nuovi Cardinali. In quell'occasione, anche il capo della Chiesa maronita riceverà dalle mani del Vescovo di Roma la berretta cardinalizia.
Alle celebrazioni e poi agli incontri ufficiali con il Patriarca neo-porporato prenderanno parte più di venti Vescovi libanesi, i Superiori religiosi del Libano insieme ad alti rappresentanti del Patriarcato ortodosso di Antiochia e del Patriarcato armeno. Le istituzioni nazionali saranno presenti al massimo livello, con la partecipazione annunciata del Presidente della repubblica libanese Michel Suleiman. Nutrita e eloquente la lista dei rappresentanti dei gruppi politici, che intorno al Patriarca neo-porporato accantoneranno temporaneamente le contrapposizioni che segnano l'attuale fase politica libanese. Salvo forfait dell'ultima ora, il Partito delle Falangi sarà rappresentato dall'ex presidente Amin Gemayel. Invierà un rappresentante personale l'ex Primo ministro sunnita Saad Hariri, che mercoledì scorso ha potuto salutare il Papa in Aula Paolo VI al termine dell'udienza generale. Verranno a Roma in occasione del Concistoro diversi deputati del Movimento Patriottico Libero, il Partito guidato dall'ex generale Michel Aoun. Mentre Suleiman Franjie, leader del movimento Marada, invierà a rappresentarlo un suo figlio.
Secondo informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, anche il partito di Hezbollah sarà presente a Roma nei giorni del Concistoro con un suo rappresentante ufficiale. Si tratta di Ghalib Abu Zeinab, membro dell'ufficio politico del Partito sciita e responsabile delle relazioni con i cristiani. Lo scorso 9 novembre una delegazione di Hezbollah guidata da Sayyed Ibrahim Amin al-Sayyed, Capo dell'ufficio politico dell'organizzazione, si era recata nella sede del Patriarcato maronita a Bkerkè per offrire le proprie felicitazioni al Patriarca. (GV) (Agenzia Fides 21/11/2012).
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martedì 20 novembre 2012
Giorni di guerra, una testimonianza dalla comunità cattolica di Be'er Sheva
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lunedì 19 novembre 2012
ASIA/TERRA SANTA - Il Patriarca emerito Sabbah: davanti alle stragi di Gaza, l'Onu riconosca lo Stato palestinese come osservatore permanente
Gerusalemme (Agenzia Fides) - "Dietro ai missili lanciati da Gaza e alle rappresaglie scatenate di tempo in tempo da Israele, riemerge sempre la questione di fondo. Quella israeliano-palestinese. Questo è il problema che bisogna affrontare e risolvere, se si vuole che Gaza sia in pace e che anche Israele viva in pace e in sicurezza". Così dichiara all'Agenzia Fides Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini. Il Patriarca emerito ricorda che la striscia di Gaza da molti anni "vive sotto il peso di un embargo assurdo, che rende inumana l'esistenza quotidiana di un milione e mezzo di persone, fomentando sentimenti di ostilità permanente nei confronti di Israele. La comunità internazionale rimane indifferente, e si risveglia dal torpore solo davanti a escalation come quella in atto in questi giorni".
Secondo colui che è stato il primo arabo chiamato alla guida del Patriarcato Latino di Gerusalemme, occorre usare tutti gli strumenti politici e diplomatici per "costringere palestinesi e israeliani a un accordo di pace definitivo". A questo riguardo, il Patriarca emerito rilancia il recente appello con cui più di cento leader cristiani della Terra Santa hanno chiesto alla comunità internazionale, e in particolare all'Europa, di sostenere il riconoscimento dello Stato palestinese come membro a pieno titolo dell'Onu, con la qualifica di Osservatore permanente. "Non riesco a capire in che modo tale richiesta possa essere presentata come un'iniziativa contro la pace. Anche le Chiese - aggiunge Sua Beatitudine - devono assumersi le proprie responsabilità, affinché la Terra Santa non diventi una terra di guerra".
Secondo il Patriarca Sabbah, un appoggio deciso alla richiesta dell'Autorità palestinese rappresenta l'ultima occasione per preservare anche l'autorità del presidente Abu Mazen dalla totale delegittimazione: "Se una autorità viene costantemente umiliata, il popolo col passare del tempo prende atto che quella autorità non vale più niente. Abu Mazen è un capo palestinese che vuole la pace. Visto come è stato trattato, chissà chi potrà arrivare, dopo di lui". L'appello dei leader cristiani, diffuso prima che fosse scatenata l'offensiva israeliana su Gaza, era stato sottoscritto - tra gli altri - anche dall'Arcivescovo greco-ortodosso Atallah Hanna e dal pastore battista Alex Awad. (GV) (Agenzia Fides 19/11/2012).
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domenica 18 novembre 2012
Parola di Dio
L'etichetta in evidenza nel titolo non verrà più usata nel blog.
Da un po' di tempo lo scriba ha creato un blog riguardante la Chiesa e la sua spritualità.
Chi vorrà visionarlo dovrà cliccare qui a fianco Cristiansdisanzorz2.
Da un po' di tempo lo scriba ha creato un blog riguardante la Chiesa e la sua spritualità.
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Tutti alla Barchessa di Villa Dora a salutare Antonio Caprarica
Antonio Caprarica A San Giorgio di Nogaro, ieri sera: è un grande e bravissima è la bibliotecaria che l'ha presentato...Oro argento e birra l'ultimo libro.
sabato 17 novembre 2012
Molto interessante...Complimenti Sara!
La scuola di giornalismo
premia un video sul precariato
"Aspirante precaria" di Sara Angrisani. Giusy, ogni lunedì, viaggia in treno da Castel San Giorgio in provincia di Salerno a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine per fare soltanto due ore di lavoro in una scuola
ASIA/TERRA SANTA - Nella parrocchia latina di Gaza si prega per la pace
Gaza (Agenzia Fides) - I raid israeliani su Gaza hanno finora risparmiato la parrocchia latina intitolata alla Sacra Famiglia di Nazaret. Lì le suore e il sacerdote Paul De Santo, tutti appartenenti all'Istituto del Verbo Incarnato, stanno dedicando la giornata di oggi alla preghiera per la giustizia e per la pace. Lo racconta lo stesso don De Santo in una breve nota resa pubblica dal Patriarcato Latino di Gerusalemme.
La giornata di preghiera è iniziata con l'adorazione eucaristica e il culmine coinciderà con la celebrazione della Messa. "Purtroppo - aggiunge padre Paul - nessuno dei nostri parrocchiani potrà prendervi parte". Il sacerdote e le suore chiederanno al Signore "che si allontani il flagello della guerra e che diminuisca il calice di dolore per le tante persone che soffrono".
Durante le incursioni e i bombardamenti - avverte padre De Santo nella sua nota - i bimbi handicappati assistiti dalle suore di Madre Teresa sono stati portati in posti più protetti dal rumore delle bombe, per preservarli dal panico e permettere loro di riposare. Fino alla mattina di oggi, le incursioni aeree dell'esercito israeliano hanno provocato 39 morti - compresi 8 bambini - e circa 350 feriti (GV) (Agenzia Fides 17/11/2012)
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giovedì 15 novembre 2012
ASIA/SIRIA - Morto il Direttore delle Pontificie Opere Missionarie. Il Patriarca Laham: "La sua morte sia un'offerta per la pace"
Aleppo (Agenzia Fides) - E' deceduto ieri a mezzogiorno, in seguito a un improvviso attacco cardiaco, P. Jules Baghdassarian, 55 anni, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Siria, incarico che ricopriva dal 2003. P Jules era un sacerdote greco cattolico (melkita) e risiedeva ad Aleppo. I funerali saranno celebrati sabato prossimo nella chiesa di San Giorgio di Aleppo, da Sua Ecc. Mons. Jean-Clément Jeanbart, Arcivescovo greco cattolico della città.
P. Jules aveva sofferto molto per la tragica situazione del conflitto siriano, giunto fino al cuore di Aleppo. Negli ultimi mesi, data la grave situazione umanitaria di migliaia di rifugiati nella città, si era dedicato anima e corpo alle attività caritative, all'assistenza, alla sistemazione di famiglie sfollate, all'organizzazione degli aiuti, alla risoluzione dei tanti problemi che sorgevano in quest'opera. Probabilmente - riferiscono a Fides dall'Ufficio delle POM ad Aleppo - le preoccupazioni, la situazione di stress psico-fisico, l'ansia e la fatica gli sono state fatali.
Il Patriarca greco cattolico S. B. Ignazio III Laham, esprimendo all'Agenzia Fides il suo cordoglio alla famiglia di p. Baghdassarian e alla comunità greco cattolica di Aleppo, lo ricorda con queste parole: "Era un grande amico dei poveri, era animato da grande zelo per la carità. I suoi verbi erano amare e servire". "Speriamo - aggiunge - che la sua morte sia un'offerta per la pace e per la riconciliazione in Siria, per l'avvenire della comunità cristiana in Siria, per il trionfo della carità in Siria e in Medio Oriente". (PA) (Agenzia Fides 15/11/2012)
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