sabato 27 aprile 2013

Vescovi rapiti


ASIA/SIRIA - Apprensione per i vescovi rapiti. Nuovi particolari sulla dinamica del sequestro
Aleppo (Agenzia Fides) – Mentre tra i cristiani di Siria e di tutto il mondo cresce col tempo l'ansia per la sorte di Mar Gregorios Yohanna Ibrahim e di Boulos al-Yazigi – i vescovi siro-ortodosso e greco-ortododosso di Aleppo sequestrati lunedì scorso nell'area compresa tra la metropoli siriana e il confine con la Turchia – emergono nuovi dettagli eloquenti sulla dinamica del rapimento. I due metropoliti orientali sono stati catturati dai loro finora ignoti sequestratori mentre stavano realizzando un piano concordato tra loro per permettere al vescovo greco ortodosso Boulos di rientrare nella sua sede episcopale, da cui era assente da tre mesi.
Fonti residenti in Turchia confermano all'Agenzia Fides che il metropolita Boulos al-Yazigi dallo scorso febbraio aveva lasciato la Siria per visitare le comunità cristiane greco-ortodosse in territorio turco che cadono sotto la giurisdizione del Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia. Un suo primo progetto di fare rientro in Siria attraverso il Libano si era rivelato impraticabile. A quel punto il metropolita siro-ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim aveva offerto la sua collaborazione per permettere a Boulos al-Yazigi di rientrare in diocesi e condividere con i suoi sacerdoti e i suoi fedeli le sofferenze patite da tutti per la guerra civile. Mar Gregorios lunedì mattina si era recato con il suo autista al confine con la Turchia appositamente per prelevare il vescovo greco ortodosso al suo rientro in Siria e fare ritorno insieme ad Aleppo, confidando di poter ripercorrere itinerari considerati “sicuri”, che già in altre occasioni gli avevano permesso di tornare nella c ittà siriana dal confine turco. Poco dopo aver confermato a alcuni sacerdoti greco-ortodossi residenti in Turchia il loro ricongiungimento in territorio siriano, i due vescovi sono diventati irrintracciabili.
Mentre continuano a circolare voci e indiscrezioni incontrollate e di volta in volta smentite sulla imminente liberazione dei due vescovi rapiti – l'ultima è stata diffusa ieri mattina su diversi siti d'informazione arabi – rimane oscura anche l'identità dei rapitori. Nell'area tra Aleppo e la frontiera turca si muovono fazioni e gruppi eterogenei, spesso in lotta tra loro. Intanto, da Gedda, l'Organizzazione per la Cooperazione islamica (OIC) ha condannato il rapimento dei due vescovi. Ekmeleddin Ihsanoglu, Segretario generale dell'organismo panislamico, ha chiesto il loro rilascio “immediato e incondizionato”, ribadendo che il loro sequestro “contraddice i principi dell'Islam autentico, e l'alto status riservato dall'Islam agli ecclesiastici cristiani”. (GV) (Agenzia Fides 27/4/2013)

Costa Concordia sarà raddrizzata con 4 piattaforme della Cimolai

venerdì 26 aprile 2013

Il Comitato speciale d'appello israeliano per la confisca di terre in stato d'emergenza....


ASIA/TERRA SANTA - Il Muro nella valle di Cremisan cambia percorso, ma non si ferma
Beit Jala (Agenzia Fides) - Il Comitato speciale d'appello israeliano per la confisca di terre in stato d'emergenza ha emesso il suo verdetto sui ricorsi presentati da un convento di suore salesiane e da numerose famiglie di contadini palestinesi contro il tratto di Muro di separazione che le autorità israeliane vogliono erigere nella Valle di Cremisan. Il pronunciamento emesso il 24 aprile stabilisce una modifica del tracciato del Muro, affinchè il convento di suore rimanga accessibile dalla città di Beit Jala e dai Territori palestinesi.
La soluzione adottata cade a due mesi dall'ultima udienza, e rappresenta il punto d'arrivo provvisorio di una battaglia legale in corso da sette anni. La costruzione del Muro di separazione secondo il tracciato alternativo – che circonderà da tre lati il convento delle suore e porterà comunque alla confisca della gran parte delle terre ad esso appartenenti – rappresenta secondo l'organismo israeliano un compromesso ragionevole tra le esigenze di sicurezza di Israele e le istanze della libertà di religione e di educazione a cui avevano fatto appello i rappresentanti legali del convento. Dal canto suo, la Society of St Yves – l' organizzazione cattolica per i diritti umani che aveva intentato la causa legale anche a nome dell'Assemblea dei vescovi cattolici di Terra Santa - in un comunicato pervenuto all'agenzia Fides prende atto della modifica del percorso del muro, ma ribadisce “l'ingiustizia del provvedimento che non tiene conto soprattutto del danno economico provocato alla comunità cristiana di Beit Jala dalla sua costruzione”. Secondo i responsabili della Society od St.Yves, la corte d'appello ha ignorato tutte le testimonianze dei proprietari terrieri sui danni a loro provocati dall'avanzamento del Muro e anche i dati forniti sullo scempio ambientale che deturperà la valle di Cremisan. Gli estensori del verdetto ritengono che un cancello agricolo dovrebbe essere sufficiente a garantire ai contadini palestinesi l'accesso ai propri terreni agricoli destinati a rimanere al di là della barriera.
Il Comitato d'appello enfatizza il valore vincolante del suo pronunciamento, ribadendo che non rientra nelle sue competenze poter autorizzare eventuali soluzioni alternative che implicherebbero lo smantellamento di sezioni del Muro già erette da tempo. La Society of St. Yves, dal canto suo, si riserva la possibilità di far ricorso all'Alta Corte di giustizia dell Stato d'Israele. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2013).

giovedì 25 aprile 2013

Lo stile della predicazione evangelica

Papa Francesco: umiltà, stile annuncio cristiano
Il Papa ha presieduto questa mattina, nella Domus Sanctae Marthae, la Messa nella Festa di San Marco Evangelista: lo stile dell'annuncio cristiano -- ha detto nell'omelia -- è umile ma nello stesso tempo non ha paura di operare cose grandi. Presenti alcuni della Segreteria del Sinodo dei Vescovi e un gruppo di agenti della Gendarmeria Vaticana.
"Lo stile della predicazione evangelica va su questo atteggiamento: l'umiltà, il servizio, la carità, l'amore fraterno. 'Ma ... Signore, noi dobbiamo conquistare il mondo!'. Quella parola, conquistare, non va. Dobbiamo predicare nel mondo. Il cristiano non deve essere come i soldati che quando vincono la battaglia fanno piazza pulita di tutto".

mercoledì 24 aprile 2013


Pronta la nave per Panama: porterà le paratoie Cimolai


Papa Francesco: "Lo Ior necessario fino a un certo punto"

Papa Francesco

Quando la Chiesa diventa burocratica moltiplica le strutture, allora perde la radicalità evangelica


Papa Francesco: Chiesa, segno di attenzione e amore
Radicare la Chiesa nel Vangelo. Quando la Chiesa diventa burocratica
moltiplica le strutture, allora perde la radicalità evangelica, in
riferimento alla Parola di Dio. Lo ha sottolineato Papa Francesco
nella messa di stamattina, alla quale ha partecipato un gruppo di
dipendenti vaticani.

INSERTO PAPA:
E allora, si vede che la Chiesa incomincia là, nel cuore del Padre,
che ha avuto questa idea ... Non so se ha avuto un'idea, il Padre: il
Padre ha avuto amore. E ha incominciato questa storia di amore, questa
storia di amore tanto lunga nei tempi e che ancora non è finita. Noi,
donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo ad una storia d'amore: ognuno
di noi è un anello in questa catena d'amore. E ... 

lunedì 22 aprile 2013

Gli arrampicatori, il Papa li descrive...


Papa Francesco: anche nella Chiesa ci sono arrampicatori
Il Vangelo del Buon Pastore con Gesù che si definisce "la porta delle pecore" è stato al centro dell'omelia del Papa, stamani, nella Messa celebrata nella Cappellina della Domus Sanctae Marthae. Erano presenti alcuni dipendenti della Sala Stampa Vaticana, e alcuni tecnici della Radio Vaticana del Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria.
Il Papa ha notato che Gesù è l'unica porta per entrare nel Regno dei Cieli.
INSERTO PAPA:
"Anche nelle comunità cristiane ci sono questi arrampicatori, no?, che cercano il loro ... e coscientemente o incoscientemente fanno finta di entrare ma sono ladri e briganti. Perché? Perché rubano la gloria a Gesù, vogliono la propria gloria e questo è quello che diceva ai ... 

domenica 21 aprile 2013

Francesco: I giovani abbiano il coraggio dei grandi ideali.
"La vita bisogna metterla in gioco per i grandi ideali". Con queste parole Papa Francesco ha salutato le migliaia di persone giunte per la recita del Regina Caeli. Partendo dal Vangelo del Buon Pastore, il Pontefice ha invitato tutti, soprattutto i giovani, a fare della propria vita una capolavoro, a chiedere senza paura a Gesù cosa vuole da noi e a essere poi coraggiosi nell'ascoltare la sua risposta, la sua voce. In una sorta di dialogo aperto con i fedeli, che hanno tinteggiato di entusiasmo piazza San Pietro, Papa Francesco ha chiarito come dal tono della voce sia possibile percepire l'amore o il disprezzo, l'affetto o la freddezza. "La voce di Gesù è unica -- ha aggiunto -- se impariamo a distingue ...

venerdì 19 aprile 2013


ASIA/SIRIA - In Mesopotamia distrutta la chiesa dei francescani a Deir Ezzor
Beirut (Agenzia Fides) – Una violenta esplosione ha raso al suolo la chiesa e il convento dei Frati francescani Cappuccini a Deir Ezzor, in Mesopotamia. L’informazione è giunta a Fides da p. fra Tony Haddad, vice-Provinciale dei Frati per il Vicino-Oriente, che sovrintende alla presenza cappuccina in Libano e Siria. L’esplosione è avvenuta il 15 aprile. “Era l’unica chiesa a Deir Ezzor ancora rimasta quasi intatta finora”. Non è chiaro come sia stata distrutta. Secondo alcune ricostruzioni, nella chiesa era stata aperta una breccia e alcuni combattenti dell’opposizione vi si erano appostati. L’esercito regolare avrebbe allora colpito la chiesa, abbattendola. Altri parlano di una autobomba collocata accanto alla struttura. P. Haddad commenta con grande amarezza “tutto questo odio e dissacrazione”. In quell’area – informa – “non ci sono più cristiani”. Nei mesi scorsi, data la situazione critica “i nostri due frati che risiedevano nel convento hanno lasciato Deir Ezzor c on le suore di Madre Teresa e la decina di anziani che abitavano da noi. Erano gli ultimi cristiani rimasti. Ringrazio il Signore che i due frati sono sani e salvi. La chiesa di pietre si potrà ricostruire un giorno, quando una primavera di pace apparirà nel nostro Medio Oriente”, nota p. Haddad.
Deir Ezzor è una città nell’Est della Siria, oltre l’Eufrate, tra Palmira e la frontiera irachena. “La nostra presenza lì risale agli anni trenta del secolo scorso, ma siamo in Medio Oriente da un tempo molto più lontano”, racconta p. Tony. “In quasi quattro secoli di storia, la nostra vice-provincia ha sofferto diverse distruzioni e persecuzioni, ma è sempre risorta, con Cristo Risorto”. Un’altra comunità di frati francescani cappuccini resta tuttora nel Sud della Siria, a Soueida – ancora tranquilla per il momento – dove abitano due frati.
Secondo informazioni di attivisti dell’opposizione siriana, gli aerei dell’esercito avrebbero bombardato nei giorni scorsi due chiese ortodosse siriache a Deir Ezzor e le famiglie cristiane hanno lasciato la città per l'intensificarsi degli scontri tra l’esercito lealista e forze di opposizione. La chiesa ortodossa siriana afferma che le sue chiese sono state colpite in tutte le province, ad Harasta, Arbin, Zabadani, Deraa, Aleppo, a Damasco, Raqqa. (PA) (Agenzia Fides 19/4/2013)

mercoledì 17 aprile 2013

Sisma


ASIA/IRAN - Sisma nel Sudest: la Chiesa esprime solidarietà, Caritas pronta all’intervento
Teheran (Agenzia Fides) – “Esprimiamo la nostra solidarietà e la vicinanza alle famiglie colpite. Come Chiesa cattolica siamo vicini a chi soffre”, dice a Fides Mons Thomas Meram, Vescovo della comunità di Urmia del Caldei, in Iran, riferendosi al forte terremoto che ieri, 16 aprile, ha colpito il sudest dell’Iran e il sud ovest del Pakistan. La Caritas Iran si è interessata al disastro e ha contattato il Ministero degli Interni. Come riferisce a Fides Laurence Banapour, Segretaria Generale di Caritas Iran, “il Ministero ha detto che i danni sono lievi, una sola vittima e 12 feriti. La zona colpita, infatti, non è densamente popolata e vi sono pochi villaggi sparsi nel territorio. Per ora la situazione è sotto controllo e hanno chiesto alle organizzazioni umanitarie, come Caritas e Croce Rossa, di attendere. Se avranno bisogno, come accaduto per altri terremoti in passato, ci chiameranno e potremo dare il nostro contributo, organizzando aiuti umanitari”. Nell’area non vi sono comunità cristiane.
Secondo fonti ufficiali, il sisma ha fatto un maggiore numero di vittime in Pakistan, dove ha colpito aree popolate: 35 i morti in diverse parti della provincia del Beluchistan, mentre 80 sono i feriti. Nel distretto di Mashkel, in Beluchistan, oltre mille case sono crollate e il bilancio delle vittime potrebbe salire. La protezione civile è impegnata in attività di soccorso e di salvataggio. P. Renald Lawrence, OMI, missionario a Quetta, capoluogo del Beluchistan, riferisce a Fides: “La zona colpita è a circa 600km a Sud di Quetta. Vi sono molti sfollati, ci siamo attivati per l’assistenza. Questa mattina abbiamo avuto un incontro per avviare aiuti umanitari, in coordinamento con la Caritas Pakistan”. Anche qui i beneficiari dell’assistenza sono tutte popolazione di fede musulmana. (PA) (Agenzia Fides 17/4/2013)
Papa Francesco: affidiamo a Cristo la nostra vita
Nel racconto dell'Ascensione di Gesù possiamo comprendere quanto sia importante affidare a Cristo la nostra vita; se ci lasciamo guidare da Lui siamo certi di essere in mani sicure. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella catechesi all'udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro. L'Ascensione non indica l'assenza di Gesù, ma ci dice che Egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non è più in un preciso posto del mondo come lo era prima dell'Ascensione; ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi. Nella nostra vita non siamo mai soli, ha aggiunto Papa Francesco, perché il Signore crocifisso e risorto ci guida; con noi ci sono tanti fratelli e sorelle che ...

martedì 16 aprile 2013

Sottrazione di carichi d’acciaio


Furti di acciaio in azienda
di Abramovich a San Giorgio:
7 arrestati, tra cui un manager

Sette ordinanze di custodia cautelare per il reato di associazione per delinquere finalizzata a furto e ricettazione sono state eseguite dai carabinieri per la sottrazione di carichi d’acciaio dalla Evraz Group Palini & Bertoli, società del magnate russo 

lunedì 15 aprile 2013

Le Armi e l'India


ASIA/INDIA - L’India, il maggior importatore mondiale di armi, deve imparare da Pacem in Terris
New Delhi (Agenzia Fides)- “L’India, il più grande importatore di armi al mondo, e uno dei 24 Paesi che si sono astenuti nel votare a favore del trattato ONU sulla limitazione del commercio delle armi ha particolare bisogno di apprendere le giuste lezioni su quello che l’Enciclica Pacem in Terris dice sulla corsa agli armamenti” affermano i Vescovi dell’India in un documento presentato dalla Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” in occasione del 50esimo anniversario dell’Enciclica di Papa Giovanni XXIII.
Secondo gli estratti riportati dall’Agenzia UCAN News, i Vescovi indiani sono particolarmente preoccupati per l’impatto sociale ed economico provocato dalla corsa degli armamenti. “La corsa agli armamenti priva i Paesi meno sviluppati del progresso sociale ed economico e crea un clima di paura”. “Quindi la giustizia, la retta ragione, e il riconoscimento della dignità umana gridano insistentemente per una cessazione della corsa agli armamenti” afferma il documento.
Secondo l’ultimo rapporto del Stockholm International Peace Research, l’India è per il terzo anno consecutivo il maggior importatore mondiale di armi, rappresentando il 12% delle importazioni militari mondiali. (L.M.) (Agenzia Fides 15/4/2013)
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domenica 14 aprile 2013

Mons. Schiff e Chiara



Paese sotto choc
per la morte di Chiara

San Giorgio, monsignor Schiff ricorda la giovane di 23 anni vittima dell’incidente di Muzzana. «Era una grande insegnante d’altruismo» 


La forza degli Apostoli è nello Spirito Santo.

Papa Francesco: la fede supera le persecuzioni
La forza degli Apostoli è nello Spirito Santo. Così ha sottolineato Papa Francesco commentando il brano degli Atti che parla della prima predicazione degli Apostoli. Davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per il Regina Caeli, il Papa ha ribadito che la fede degli Apostoli si basava su un'esperienza così forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, neanche delle persecuzioni. La loro testimonianza è un insegnamento valido per tutti noi oggi. Dopo il Regina Caeli Papa Francesco ha ricordato che ieri a Venezia, è stato proclamato Beato Don Luca Passi, sacerdote bergamasco del secolo diciannovesimo, fondatore dell'Opera laicale Santa Dorotea e dell'I ...

sabato 13 aprile 2013

Non abbiate paura... io sono con voi..

ASIA/SIRIA - Morire o partire? L'Arcivescovo maronita di Damasco racconta il dilemma senza risposte dei cristiani siriani

Damasco (Agenzia Fides) – I cristiani di Siria «devono scegliere tra due calici amari: morire o partire». Un dilemma che coinvolge tutta la realtà ecclesiale presente nel Paese martoriato, e che viene raccontato dall'arcivescovo maronita di Damasco Samir Nassar in una vibrante testimonianza inviata all'Agenzia Fides.
L'arcivescovo cattolico di rito orientale delinea i tanti modi con cui la morte ghermisce le vite di milioni di civili indifesi, cristiani e musulmani, nella Siria devastata dalla guerra: bombardamenti, auto-bomba, cecchini, mancanza di cure mediche (223 ospedali sono stati chiusi e i medici stanno fuggendo tutti, spiega mons. Nassar), malnutrizione e mancanza di cibi adeguati per i diabetici, i cardiopatici e le puerpere. Davanti a questo disastro, tutti pensano di andar via, anche se la fuga in qualche modo «è un altro modo di morire» più lentamente. La Chiesa locale, pur nella sua fragilità, «diventa un muro del pianto», a cui tutti si rivolgono ogni giorno «per chiedere protezione e aiuto nella ricerca di un visto per partire». I cristiani siriani – sottolinea l'arcivescovo maronita - «hanno visto l'ONU organizzare dal 2005 la partenza sistematica dei rifugiati iracheni verso i Paesi occidentali», e adesso provano angoscia anche per «l'indifferenza e il silenzio mondiale davanti al loro lungo e triste calvario... sono abbandonati, destinati alla morte senza poter fuggire... i consolati sono chiusi da un anno e mezzo».
Mons. Nassar descrive con cuore affranto di pastore la condizione dei cristiani poveri «che non trovano alcuna ragione per dover morire in questa guerra insensata»: loro hanno visto i propri fratelli più agiati lasciare la Siria, e ora guardano alla Chiesa come l'unica realtà a cui chiedere aiuto nel naufragio.«L'appello del nuovo Papa Francesco in favore dell'amata Siria risuona nei loro cuori.... La Chiese sorelle del mondo intero pregano e mostrano il loro affetto per questo piccolo gregge, senza poter placare la tempesta». Questa situazione pone anche i pastori davanti a problemi di coscienza: «Consigliarli di restare potrebbe condurli alla morte come un agnello muto davanti al macellaio. Il nostro martirologio non fa che allungarsi... Aiutarli a partire significa invece svuotare la Terra Biblica dei suoi ultimi cristiani». Un dilemma che può trovare risposta solo affidandosi al «cuore di Dio», offrendo ai fedeli una prossimità pastorale che li aiuti a percepire la realtà delle parole di Gesù. Quelle che – nota mons. Nassar «non deludono mai: “Non abbiate paura... io sono con voi...”». ( GV) Agenzia Fides 13/4/2013).

Una ragazza dolce e sempre sorridente


            Scontro frontale a Muzzana,
muore studentessa di 23 anni


Chiara Pelizzon studiava all'università di Udine e insegnava in un asilo a Carlino.  Il ricordo delle amiche: una ragazza dolce e sempre sorridente


venerdì 12 aprile 2013

Giovane donna: l'incidente di Chiara

Scontro frontale, 23enne perde la vita


Una giovane donna, Chiara Pellizzon, 23 anni, residente a San Giorgio di Nogaro, è deceduta in un incidente avvenuto su una strada provinciale a Muzzana del Turgnano. Secondo una prima ricostruzione, la donna, che era a bordo di una «Ford Fiesta», è stata urtata frontalmente da un fuoristrada. La vettura si è rovescita in un fossato e Pellizzon è deceduta all'istante.

Per Chiara