mercoledì 13 novembre 2013

Da facebook un appello per le Filippine

Quasi 4 milioni di bambini colpiti dal tifone Haiyan. Hanno bisogno di tutto. Hanno bisogno di te!
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emergenza siria
storia di nadia
Il ciclone Haiyan ha lasciato le Filippine, ma dietro di sé ora c'è una scia di morte e distruzione. I primi bilanci parlano di oltre 600.000 sfollati e 10 milioni di persone colpiteQuasi 4 milioni di loro sono bambini, sopravvissuti alla furia dell'acqua e del vento, ma che hanno visto crollare le loro case, hanno perso i loro oggetti più cari, nei casi più gravi hanno visto morire i propri familiari, come Raphael.
I nostri team specializzati in emergenza sono già sul campo per portare i primi soccorsi a famiglie e bambini, distribuendo cibo, acqua pulita, medicine. Stanno lavorando contro il tempo per dare un riparo a chi ha perso la casa, per dare unsupporto psicologico ai tanti bambini traumatizzati, disperati, soli.
C'è bisogno di tutto. Quello che i nostri colleghi al lavoro nell'area ci dicono è: "Dobbiamo fare presto. Aiutateci!" In assenza di un intervento immediato le vite di milioni di bambini potrebbero essere gravemente a rischio.
come aiutarci
amina 
dona ora
La tua donazione si trasformerà in cibo, acqua, medicine e tutto quello di cui i bambini filippini hanno bisogno adesso.
dona ora 
Save the Children ha lanciato un appello internazionale per raccogliere 30 milioni di dollari per un intervento che possa raggiungere oltre 500.000 persone. Siamo al lavoro per salvare vite, nutrire e curare i bambini, ridare loro un riparo, una scuola, un futuro. Aiutaci anche tu!

lunedì 11 novembre 2013

Udine Today: Internet gratis in centro a San Giorgio

Wi-fi gratuito a San Giorgio di Nogaro

San Giorgio di Nogaro si proietta sul futuro: wifi pubblico e gratuito




Fides News: due files sulle filippine, è tempo di soccorsi


ASIA/FILIPPINE - Caritas Asia: “L’impatto del tifone Haiyen è come uno tsunami”; la Chiesa attiva negli aiuti
Bangkok (Agenzia Fides) – “E’ come uno tsunami. L’onda che ha sommerso la città di Tacloban, totalmente distrutta, era di altezza di 18 metri. L’area della provincia di Leyte (Filippine centrali) colpita dal tifone Haiyen è davvero è ampia e la distruzione è notevole. Infrastrutture e abitazioni sono state spazzate via. Sarà necessario un piano di riabilitazione e di ricostruzione di grande portata per restituire una vita normale alla popolazione. Siamo vicini alla gente colpita da lutto e ci appelliamo a una mobilitazione internazionale, di governi, Ong e privati, per gli aiuti”. È quanto dice all’Agenzia Fides Eleazar Gomez, filippino, coordinatore regionale della “Caritas Asia”. Secondo le stime, le persone decedute a causa del Tifone potrebbero essere circa 10mila, mentre le famiglie di senzatetto o di sfollati sono oltre 900mila.
Un comunicato inviato a Fides da p. Edwin Gariguez, direttore di “Caritas Filippine”, informa che “il governo locale sta facendo del suo meglio per fornire razioni di cibo. La Chiesa sta cercando di fornire alloggi provvisori e ripari”. Caritas Filippine ha lanciato un appello alle 86 diocesi della nazione per dare un contributo di solidarietà. Come appreso da Fides, il tema degli aiuti alle vittime della calamità naturali sarà al centro della campagna quaresimale della Conferenza Episcopale delle Filippine. L’obiettivo è educare i fedeli allo spirito del dono e della solidarietà.
Come riferito a Fides, con un generoso sforzo di solidarietà, volontari Caritas si stanno organizzando nelle diverse diocesi colpite dal disastro e in quelle circostanti. L'arcidiocesi di Jaro ha riferito che i comuni di Concepcion, Ajuy, Estancia e Balasan, sono distrutti e i volontari cattolici sono tuttora all’opera per salvare vite. Fra e diocesi più colpite, vi è l’Arcidiocesi di Palo, che include la città di Tacloban. Lì vi sono oltre 150.000 residenti colpiti dal tifone sono senzatetto e si sta cercando si organizzare un “centro di crisi” per affrontare l’emergenza e distribuire aiuti. Le 15 parrocchie di Tacloban saranno i punti di distribuzione e il Santuario del Santo Nino a Tacloban è stato eletto come punto di riferimento e di raccolta di merci dei donatori.
L’Arcidiocesi di Cebu si è attivata per ospitare gli sfollati, come avvenuto anche sull’isola di Palawan. (PA) (Agenzia Fides 11/11/2013)
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ASIA/FILIPPINE - Dalla Corea solidarietà e aiuti per le vittime del tifone Haiyen
Seul (Agenzia Fides) – Solidarietà e aiuti alle popolazioni filippine colpite dal tifone Haiyen (chiamato localmente “Yolanda”) giungono da diversi paesi asiatici. In particolare, come comunicato a Fides, S. Ecc. Mons. Andrew Yeom Soo-jung, Arcivescovo di Seul ha inviato un messaggio di vicinanza e di condoglianze al Cardinale Luis Antonio Tgle, Arcivescovo di Manila, esprimendo solidarietà e afflato spirituale dopo la devastazione e la perdita di vite umane causate dal tifone Haiyen.
“L'Arcidiocesi di Seoul sta pregando per il vostro paese”, dice l'Arcivescovo in una lettera pervenuta a Fides. "I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutte le persone colpite da questa calamità naturale devastante”. Esprimendo una prossimità concreta, l’Arcidiocesi di Seul ha inviato 50.000 dollari al fondo di emergenza creato appositamente dalla Caritas Internationalis per gestire gli aiuti umanitari. Inoltre, le parrocchie dell'arcidiocesi di Seul inizieranno, a partire da Domenica 24 novembre, una speciale raccolta di fondi e di aiuti umanitari per sostenere continuamente e direttamente le migliaia di profughi e senzatetto. (PA) (Agenzia Fides 11/11/2013)

sabato 9 novembre 2013

Situazione disastrosa nelle filippine

ASIA/FILIPPINE - Il tifone Yolanda aggrava la situazione disastrosa di 4 milioni di persone già colpite dal terremoto
Bohol (Agenzia Fides) – Continua ad aggravarsi la situazione della popolazione di Bohol gravemente danneggiata dal terremoto di magnitudo 7.2 che si è abbattuto sull’intera zona lo scorso 15 ottobre (vedi Agenzia Fides 18/10/2013). Secondo quanto riferito all’Agenzia Fides dal Dott. Marco Iazzolino, vice coordinatore della Camillian Task Force (CTF), la stessa zona è stata colpita da un violento tifone di categoria 5, localmente conosciuto come Yolanda, che ha coinvolto circa 4 milioni di persone. Si tratta inoltre della zona dove Padre Aris, coordinatore della (CTF) e la Ctf Filippine sono intervenuti per portare soccorso ai terremotati. “Ieri ho sentito via sms Aris che stava nel pieno del tifone e ha richiesto di intensificare gli sforzi di tutti per avere risorse per i nostri confratelli e per la gente di Bohol” ha detto a Fides Iazzolino. In previsione di eventuali
inondazioni improvvise, frane e mareggiate, il governo ha ordinato l’evacuazione dei residenti delle zone più basse, montuose e costiere. Inoltre ha predisposto circa 84.700 provviste alimentari per le famiglie e squadre di soccorso immediato a livello nazionale e regionale. Sta intervenendo anche la Croce Rossa delle Filippine, valutando i danni, portando acqua e servizi igienico-sanitari, offrendo servizi di emergenza sanitaria, ripari, cibo e servizi di distribuzione non alimentari. Si prevede che per la mattina dell’8 novembre Yolanda imperverserà nella Provincia di Leyte. (AP) (08/11/2013 Agenzia Fides)

giovedì 7 novembre 2013

Diritto al catechismo

ASIA/INDIA - Un Vescovo ribadisce il “diritto al catechismo” per i bambini
Cuddapah (Agenzia Fides) – Fra i molteplici diritti da garantire all’infanzia, c’è anceh il “diritto al catechismo”, cioè all’istruzione cristiana per crescere nella fede: lo sottolinea S. Ecc. mons. Prasad Gallela, Vescovo di Cuddapah, nello stato di Andra Pradesh (India meridionale). In un una nota inviata a Fides, il Vescovo spiega che “è parte della missione della Chiesa garantire che ogni bambino cristiano abbia accesso al catechismo: è l’istruzione attraverso cui la fede del bambino ha l'opportunità di crescere e mettere radici sempre più profonde”. Negli ultimi mesi nello stato di Andra Pradesh una serie di agitazioni sociali ha costretto le istituzioni educative cristiane e le parrocchie a interrompere o rarefare le lezioni di catechismo per i bambini. Per questo il Vescovo ha voluto sensibilizzare i parroci, i catechisti e anche le autorità civili a fare di tutto per non tralasciare il catechismo dei fanciulli.
P. Akula Prasad, segretario della Commissione diocesana per la catechesi aggiunge: “Recentemente ho visitato alcune scuole, ostelli e istituti che sono tornati a svolgere attività educativa regolare pochi giorni fa. Sono lieto di constatare che la maggior parte delle nostre scuole stanno compiendo un buon lavoro e il loro servizio è molto apprezzato. Siamo grati a quanti offrono un prezioso contributo per il buon funzionamento delle classi di catechismo: ringrazio i sacerdoti, le suore e gli insegnanti laici che portano il lavoro con grande entusiasmo”. (SD-PA) (Agenzia Fides 7/11/2013)

venerdì 1 novembre 2013

Ordinazione episcopale del nuovo Vescovo di Faisalabad

VATICANO - Il Card. Filoni ordina il nuovo Vescovo di Faisalabad: “la testimonianza della nostra fede cattolica è sale e luce in questa nobile terra, e contribuisce alla vita di tutta la Chiesa”
Faisalabad (Agenzia Fides) – La celebrazione di tutti i Santi e dell’ordinazione episcopale del nuovo Vescovo di Faisalabad, Sua Ecc. Mons. Joseph Arshad, “un figlio nativo di questa terra e di questa Chiesa”, ha visto riunirsi Vescovi, clero, religiosi, religiose e migliaia di fedeli per la solenne liturgia presieduta questa mattina dal Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni. I due Vescovi co-consacranti sono stati Sua Ecc. Mons. Edgar Pena Parra, Nunzio apostolico, e Sua Ecc. Mons. Joseph Coutts, Arcivescovo di Karachi.
“La solennità di Tutti i Santi è stata istituita per commemorare tutti i Santi della Chiesa, sia noti che sconosciuti” ha ricordato il Cardinale nell’omelia, ed ha proseguito: “sono pienamente certo che in cielo ci sono innumerevoli Santi sconosciuti Pakistani, che ora godono la beatitudine eterna con Dio”. Quindi, citando la seconda lettura della Messa, (1 Giovanni 3:2), ha sottolineato: “Fino ad oggi, questo mondo continua ad essere intriso dal sangue di cristiani, che coraggiosamente e fedelmente conservano la Fede, fino a morire per essa… Anche la vostra è una terra di noti e sconosciuti confessori della fede… Abbiamo fiducia che la testimonianza fedele e lodevole della nostra fede cattolica qui è sale e luce in questa nobile terra, e contribuisce alla vita di tutta la Chiesa”. A questo proposito ha citato la “brillante ed eroica testimonianza di Shahbaz Bhatti, ardente promotore di amore tra le religioni e nel dare voce alle minoranze religiose”.
Il Prefetto del Dicastero Missionario si è quindi soffermato ad illustrare l’essenza e le caratteristiche del ministero episcopale, evidenziando che “non possiamo dissociare il ministero episcopale dal perseguimento della santità personale del Vescovo”, infatti “un Vescovo che tende alla santità personale realizza il suo servizio alla Chiesa con l'esempio. Non è uno che comanda con forza per essere obbedito. Attraverso la sua vita esemplare, guadagna molto rispetto e ammirazione, meritevole di essere obbedito”. Rivolgendosi quindi al Vescovo eletto ha detto: “Come Vescovo, sei chiamato ad essere un uomo di carità e a guidare il suo gregge con un vero senso di amore pastorale, consapevole e motivato dal fatto che il Signore Gesù, a cui si sarà ulteriormente configurato ‘è venuto per servire e non per essere servito’ (Mt 20,28), senza chiedere guadagno personale o privilegi”. Concludendo l’omelia, il Card. Filoni ha invitato tutti a sostenere il loro Vescovo: “Egli sarà per voi un buon Vescovo se voi lo aiuterete ad essere tale: lo raccomando in modo particolare ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e a quanti sono chiamati a collaborare con lui nel servizio di questa Chiesa di Faisalabad. Fate della vita della vostra Diocesi un capolavoro di Dio, poiché Dio mette questa Chiesa nelle vostre mani”. (SL) (Agenzia Fides 1/1 1/2013)

Banchina Pittini dal Messaggero Veneto

sabato 26 ottobre 2013

Alessandro Bertossi

Cade con la bici
in Slovenia e muore

Classifiche per la canoa San Giorgio

Il Canoa San Giorgio fa poker in Italia nell’acqua piatta



Dopo oltre 50 anni di indipendenza ...

AFRICA - “La tragedia di Lampedusa è anche una responsabilità africana” affermano i Vescovi del continente
Roma (Agenzia Fides)-La mancanza di libertà e la ricerca di migliori condizioni di vita sono alla base di tragedie come quella accaduta il 3 ottobre al largo dell’isola italiana di Lampedusa, afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dal SECAM/SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar). Ricordiamo che nel rovesciamento di un barcone carico di migranti provenienti dal Corno d’Africa morirono circa 360 persone.
“È sorprendente- afferma la nota- che così tanti rifugiati dall’Africa orientale continuano ad intraprendere il pericoloso viaggio verso l’Europa alla ricerca della “libertà” a causa delle gravi condizioni politiche ed economiche dei loro Paesi di origine”.
I Vescovi africani sottolineano in particolare le condizioni di Somalia ed Eritrea, i due Paesi da dove provengono la maggior parte delle persone coinvolte nella tragedia di Lampedusa. “Nel caso della Somalia le milizie al Shabaab terrorizzano la popolazione sin dal 1994. Questa lunga guerra ha provocato gravi problemi sociali ed economici. Anche la situazione politica in Eritrea ha spinto molti di questi migranti a fuggire dal loro Paese. Non esiste alcuna forma di liberà, non esiste libera stampa, né libertà religiosa e nessun diritto di assemblea. Queste persone affermano che cercano di dare un senso alla loro vita”.
Ricordando la Lettera Pastorale dei Vescovi africani, “Governance, bene comune e transizioni democratiche in Africa”, il comunicato prosegue: “il dramma della migrazione, con un crescente numero di giovani che rischiano la vita per abbandonare l’Africa, riflette la profondità del malessere di un continente dove ancora sono forti le resistenze ad assicurare alle proprie popolazioni lavoro, educazione e salute”.
“Dopo oltre 50 anni di indipendenza, l’Africa è ancora alla prese con violenze senza fine, gruppi armati illegali che continuano a minacciare la sicurezza della popolazione e dei loro beni che a loro volta provocano la fuga delle persone, come nel caso dell’incidente di Lampedusa” sottolineano i Vescovi africani.
Il documento conclude facendo appello alla responsabilità delle istituzioni africane perché operino per coordinare le politiche di controllo dei flussi migratori e soprattutto inizino un processo di miglioramento delle condizioni di vita dei loro Stati. Si fa altresì richiesta all’Europa perché riveda la propria legislazione immigratoria e tratti “questi migranti con maggiore compassione”. (L.M.) (Agenzia Fides 25/10/2013)

giovedì 24 ottobre 2013

Il pesce viaggia...

Trovato a Foggia il pesce
rubato a San Giorgio

Il pescato era destinato ai ristoranti locali. La polizia ha scoperto il carico dopo che era giunta la notizia che la scorsa settima in Friuli c’era stato un furto di pesce congelato del valore di circa 140mila euro