lunedì 3 marzo 2014

Carisio Sguazzin

San Giorgio di Nogaro, addio all’imprenditore Carisio Sguazzin

Aveva 82 anni, con la sua azienda è stato uno dei protagonisti della crescita industriale della Bassa friulana 

sabato 1 marzo 2014

Una bomba mano

ASIA/TERRA SANTA - Attentato contro la parrocchia cattolica di Gaza
Gaza (Agenzia Fides) – Nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 febbraio ignoti assalitori hanno fatto esplodere una bomba a mano nel cortile della chiesa cattolica latina di Gaza, nel quartiere meridionale di Zeitun. L'esplosione, nel cuore della notte, non ha causato danni a persone o cose. Sui muri che circondano la chiesa sono state anche tracciate scritte minacciose contro i cristiani.
“Il fatto è grave” spiega all'agenzia Fides il Vescovo William Shomali, Vicario patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme “ma il parroco e i suoi collaboratori continueranno a operare al servizio della popolazione di Gaza, senza farsi intimidire. Il governo di Hamas ha subito condannato questo atto. I rappresentanti di Hamas hanno espresso la loro solidarietà e l'intenzione di perseguire in maniera sollecita i malfattori. Questo ci ha tranquillizzato”.
Anche il Centro palestinese per i diritti dell'Uomo (PCHR) ha condannato l'attentato, chiedendo che siano fatte indagini approfondite per identificare gli attentatori.
Non è la prima volta che nella Striscia di Gaza – dove il potere è nelle mani dell'organizzazione islamista Hamas dal 2007 – vengono colpiti obiettivi cristiani. Nel 2011 una bomba era stata lanciata contro il direttore del locale Ospedale anglicano, rimasto illeso. (GV) (Agenzia Fides 28/2/2014).

giovedì 27 febbraio 2014

Ninos de plomo

AMERICA/PERU’ - “Bambini di piombo”: progetto educativo per i minori contaminati dal minerale
Callao (Agenzia Fides) – Sono tutti abitanti della baraccopoli di Puerto Nuovo, nel distretto di Callao, che vivono quotidianamente in situazioni a rischio, contaminati dal piombo a causa dei danni ambientali generati dallo stoccaggio e dal trasporto del minerale verso il porto. In un comunicato diffuso dall’Ans si legge che, nella periferia della città, la Fondazione Don Bosco nel Mondo sta realizzando un particolare progetto educativo, denominato “Niños de Plomo” (Bambini di piombo) che permette a circa 80 bambini e adolescenti intossicati dal piombo di ricevere tutoraggio e aiuto nella lettura, nella comunicazione, nelle materie logico-matematiche e nei laboratori psico-pedagogici. I ragazzi completano i loro studi attraverso l’utilizzo di programmi e giochi virtuali per il ragionamento e delle attività di alfabetizzazione nella sala computer. Partecipano inoltre a laboratori di musica e danza che consentono di migliorare il loro sviluppo fisico, mentale ed emotivo . La maggior parte dei minori che partecipa al progetto ha livelli di piombo nel sangue compresi tra i 10 e i 19,9 microgrammi per decilitro, misura considerata altamente pericolosa dalle autorità sanitarie. (AP) (27/2/2014 Agenzia Fides)

I benefattori internazionali hanno dato meno contributi alla Somalia


AFRICA/SOMALIA - A rischio 50 mila bambini somali per malnutrizione e condizioni igienico sanitarie inadeguate
Mogadiscio (Agenzia Fides) – In Somalia la carestia del 2011 è finita, i miliziani sono stati mandati via da Mogadiscio, in politica sono stati fatti grandi progressi. Eppure le Nazioni Unite e il Governo somalo continuano a chiedere ai benefattori internazionali di aiutare il Paese, che sostengono essere in grave crisi. Le associazioni umanitarie, pressate dalle situazioni di emergenza in Somalia degli ultimi anni, non sono state in grado di impiegare tempi e risorse necessarie per la ricostruzione del Paese. Molti sopravvivono in condizioni terribili, la vita di 50 mila bambini è a rischio per malnutrizione severa. I benefattori internazionali, a causa del perdurare della crisi in Siria e delle nuove continue emergenze in Sud Sudan e nella Repubblica Centrafricana, hanno dato meno contributi alla Somalia, anche se gli indicatori sanitari somali sono molto più gravi rispetto a quelli di altri paesi. Destano inoltre preoccupazione i furti di denaro e la corruzione, in un Paese dove il Governo non ha un controllo efficace sull’economia. Un rapporto del gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite sulla Somalia e l’Eritrea aveva già denunciato in passato casi di corruzione tra i ministri del Governo, di appropriazione indebita di generi alimentari destinati agli aiuti, di cattiva amministrazione. Circa il 60% della popolazione, 3milioni e mezzo di persone che vivono nella Somalia centro meridionale, sono sotto il controllo di al-Shabab. L’ONU teme che l’offensiva potrebbe scattare nella stagione della semina proprio in questa regione conosciuta come paniere di beni di consumo e di servizi essenziali del Paese, e potrebbe quindi avere un grave impatto sul prossimo raccolto. (AP) (27/2/2014 Agenzia Fides)

sabato 22 febbraio 2014

Fan di popotus



                                             
AvvenireNEI has uploaded Rocco Hunt
Rocco Hunt
AvvenireNEI
Il rapper di Salerno rivelazione dei Giovani di Sanremo è fan di Popotus. Di Angela Calvini

lunedì 10 febbraio 2014

Un problena...australiano

OCEANIA/AUSTRALIA - Condizioni disumane per i bambini trattenuti nei centri di detenzione per immigrati
Canberra (Agenzia Fides) - La Commissione per i Diritti Umani dell’Australia (AHRC) ha recentemente avviato una ricerca sulla situazione di oltre mille bambini detenuti nelle prigioni per gli immigrati. La maggior parte di loro vive ammassata nelle Christmas Islands, in Australia, Nauru o Papua Nuova Guinea. Secondo la Commissione, si tratta di bambini ai quali, tra le altre cose, viene vietata la libertà di movimento, molti perdono così gli anni più importanti della loro vita dietro le sbarre, in ambienti fortemente stressanti. Lo studio serve a verificare l’impatto della detenzione sulla salute mentale dei piccoli, i casi di autolesionismo e le valutazioni delle autorità australiane fatte prima di inviarli in questi centri.
Quello che manca, secondo gli esperti, è la collaborazione del dipartimento australiano per l’immigrazione, che negli ultimi mesi ha dato sempre meno informazioni utili per la AHRC. Nel 2004, nel primo rapporto della AHRC era stato riscontrato che la detenzione dei minori richiedenti asilo era incompatibile con gli obblighi relativi ai diritti umani dell’Australia.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), così come altri organismi per la tutela dei diritti umani, condannano da tempo le condizioni “disumane” nelle carceri per immigrati che l’Australia gestisce a Nauru e in Papua Nuova Guinea. Il più grande Paese dell’Oceania è diventato una meta desiderata per gli emigranti asiatici in cerca di una vita migliore. Tuttavia, la maggior parte di loro viene intercettata dalla guardia costiera australiana e portata nei centri di detenzione in altri Paesi, mentre altri naufragano e muoiono. (AP) (10/2/2014 Agenzia Fides)