martedì 6 settembre 2011

AFRICA/LIBIA - "Le violenze contro gli africani mi rattristano molto, la Libia ha bisogno di loro e del loro lavoro" dice Mons. Martinelli

   

Roma (Agenzia Fides) - "Penso che alla fine Gheddafi si sia stancato di muoversi in continuazione, dopo aver fatto resistenza per mostrare che è ancora forte" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, che si trova in Italia per cure mediche ma intende ritornare quanto prima nella capitale libica, commentando la presunta fuga di Gheddafi in Niger. Un convoglio militare libico è entrato in Niger, scortato da soldati di Niamey. Secondo fonti locali e francesi, non si esclude che anche Gheddafi possa unirsi ai soldati in fuga, per poi dirigersi in Burkina Faso, il cui governo ha offerto asilo diplomatico al deposto leader libico.
"Gli sviluppi sono difficili da prevedere, può darsi che si arrivi a qualche forma di accordo con le autorità di transizione libiche. Mi sembra di cogliere comunque i segnali di reali sforzi di pacificazione" prosegue mons. Martinelli.
Nel frattempo la stampa internazionale segnala, come ha fatto anche Human Rights Watch, diversi episodi di violenza nei confronti degli immigrati africani in Libia. "Questo è un problema che mi rattrista molto, perché questi poveri immigrati africani, da una parte o dall'altra, sono sempre oggetto di violenze" commenta Mons. Martinelli. "Non so bene chi sia responsabile delle violenze contro gli africani, se le nuove autorità o gruppi sciolti di 'pulizia'. Gli africani offrono un servizio importante al Paese, perché fanno tutto. È vero che li hanno sfruttati anche come mercenari, ma la maggior parte di loro sono impiegati in lavori civili, che sono indispensabili anche nella nuova Libia" sottolinea il Vicario Apostolico di Tripoli.
"La cosa certa è che questi episodi dimostrano che non c'è piena sicurezza nel Paese. Le autorità di transizione hanno comunque ribadito che la loro priorità è la sicurezza. Staremo a vedere come si sviluppa questo cammino di riconciliazione. Speriamo per il meglio" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 6/9/2011)

domenica 4 settembre 2011

Papa: Dobbiamo correggere il fratello che cade in errore.

     

"Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo". Dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, all'angelus, Benedetto XVI ha ricordato come l'amore fraterno comporti anche un "senso di responsabilità reciproca". E questo vuol dire richiamare sulla retta via un fratello che si è macchiato di una colpa, prima personalmente e poi, mano a mano, a livello di comunità. Un cammino che può portare, davanti all'ostinazione del fratello, anche alla separazione dalla comunità della Chiesa. "Tutto questo -- ha chiarito il Pontefice -- indica che c'è una corresponsabilità nel cammino ... More

I giovani di Terra Santa di ritorno dalla GMG

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http://www.youtube.com/watch?v=cQj4tLBfH_k

Video di terrasanta sul calo di turisti: 2 ore di coda per la grotta della nascita a Betlemme!

http://www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=3212&wi_codseq=++++++&language=it

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venerdì 2 settembre 2011

Tacio e Boguslav nuovi diaconi   versione testuale
 

Udine (2 settembre, ore 17) - Con gioia la Chiesa Udinese<+tondo> sta per accogliere due nuovi diaconi: Tacio Alexandre Puntel e Boguslaw Kadela. Riceveranno il primo grado dell’ordine sacro domenica 4 settembre alle ore 16.30 nella Cattedrale di Udine dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato. Entrambi diventano diaconi «transeunti», ossia in attesa di ricevere l’ordinazione sacerdotale nei prossimi mesi.
 
Tacio Alexandre Puntel è un brasiliano di origine carnica, più precisamente della parrocchia di S. Daniele profeta in Paluzza. I nonni emigrarono nello stato di Rio Grande do Sul, come tanti friulani a fine ’800 inizio ’900. Il parroco di Paluzza, don Tarcisio Puntel, andò in visita alla famiglia in Brasile e, vedendo Tacio Alexandre impegnato nei gruppi giovanili cattolici, lo invitò a studiare in Friuli, dove poi è maturata la sua vocazione. Ora ha 32 anni e attualmente, dopo la parrocchia di S. Andrea a Paderno, presta servizio pastorale nella parrocchia di S. Lorenzo martire in Buia.
 
Boguslaw Kadela, 35 anni, invece è nato in Polonia da una famiglia povera. Venne in Italia nel 1999 a raccogliere frutta in Trentino e si innamorò dell’Italia. Ci tornò più volte come turista e pellegrino, finché non incontrò il parroco di Pontebba, don Arduino Codutti, che gli fece comprendere la sua vocazione. Ha prestato servizio nella parrocchia di S. Michele Arcangelo in San Daniele del Friuli ed attualmente è in servizio pastorale nella parrocchia di S. Maria Assunta in Gemona del Friuli.
Tutti i fedeli dell’arcidiocesi – in particolare, naturalmente, quelli delle comunità di origine e in cui hanno operato i due seminaristi – sono invitati a condividere nella preghiera e nella gioia questo importante evento liturgico per la vita della Chiesa Udinese.
Al termine della celebrazione, tutti sono invitati a partecipare al momento conviviale presso i locali del Seminario Arcivescovile di Udine, in viale Ungheria 22.
 
«Sto per vivere l’epilogo di lunghi anni di preparazione e di attesa – spiega Tacio Puntel illustrando i suoi sentimenti alla vigilia della celebrazione –. Una scelta molto forte, nella quale mi voglio impegnare a fondo. D’ora in poi la mia vita cambia radicalmente, c’è un impegno per tutta la vita con il Signore e con la Chiesa Udinese. A Buja, sto vivendo un’esperienza pastorale molto bella, inserito in una comunità estremamente viva con sacerdoti molto bravi. Sto vicino ai giovani, aiuto il parroco e il cappellano nelle celebrazioni e di vivere nella comunità».
 
«La vocazione l’ho avvertita soprattutto a partire dal 2000, quando ho fatto il servizio militare obbligatorio in Polonia e ho vissuto un anno di distacco dai familiari e dalla mia passione che era l’informatica – racconta Boguslaw Kadela –. Sentivo il desiderio di aiutare in qualche modo la gente, e credendo in Dio, ho cominciato a pregare per le persone che mi stavano a cuore e perché il Signore mi indicasse una vocazione, qualcosa a cui dedicarmi per tutta la vita. Ero convinto che non era l’informatica».
Questo desiderio cresceva col tempo, ma la svolta si verificò solo quando Boguslaw, in visita in Italia, incontro il parroco di Pontebba, don Arduino Codutti, e a lui confidò la sua inquietudine: «Lui mi consigliò di entrare in Seminario e di farlo qui in Friuli, dove c’è tanto bisogno a causa della mancanza di sacerdoti – prosegue Boguslaw –. Vivere a Castellerio è come stare in una grande famiglia. Ci sono tante gioie e a volte anche la fatica. La comunità ti fa un po’ da specchio, che ti aiuta a correggere alcune cose di te di cui da solo non ti eri accorto». Boguslaw si appresta a diventare diacono con gratitudine: «È l’ultima tappa prima del sacerdozio; mi sento molto più immerso e coinvolto nella vita della Chiesa. Mi rendo conto che è un dono molto grande, del quale mi sento indegno».
 

Restauri più snelli per Palmanova

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/08/26/news/restauri-piu-snelli-a-palmanova-firmato-l-accordo-1.788898

Novità alla capitaneria di porto!

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/08/26/news/capitaneria-napolitano-lascia-l-incarico-1.788890

mercoledì 24 agosto 2011

Com'è andata economicamente?

La Gmg e l'economia spagnola

Video Udienza del mercoledì a Castelgandolfo

Benedetto XVI: La GMG è stata "una vera cascata di luce".

Un articolo di Avvenire sulla GMG di Rio

«Gmg 2013, Rio de Janeiro
aspetta il mondo a braccia aperte»

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"Feria Vocacional"

EUROPA/SPAGNA - La crisi delle vocazioni svuota seminari e conventi ma la Chiesa del paese promuove la cosìddetta "Feria Vocacional"

Madrid (Agenzia Fides) - In tutta la Spagna, nel 2010, sono stati ordinati solo 162 sacerdoti e l'età media dei religiosi nel paese è di 70 anni. La crisi delle vocazioni sta svuotando seminari e conventi, e causa molta preoccupazione nell'ambito della Chiesa Cattolica che ha rivolto diversi appelli pubblici a Papa Benedetto XVI per invertire una tendenza irrefrenabile che vede calare notevolmente il numero dei membri di molte congregazioni, soprattutto in Europa. Lo scorso anno, in Spagna nel 40% delle diocesi non ci sono state nuove vocazioni. Né è migliore la situazione nelle congregazioni religiose che negli ultimi 15 anni le ha viste diminuire del 30%. Per cercare di far fronte a questa emergenza la Confederazione dei Religiosi di Spagna sta programmando possibili fusioni per garantire la sopravvivenza di alcune comunità oltre a ricorrere agli aiuti della 'ley de Dependencia' che si occupa di assistere quelle principali che non sono in grado di farlo in alcuni conventi a causa dell'età avanzata e del delicato stato di salute del resto dei religiosi. Consapevole di questa situazione e per attirare nuove possibili vocazioni, la Chiesa ha approfittato della visita del Papa in occasione della recente GMG appena conclusa, per organizzare la cosìddetta "Feria Vocacional", una vetrina completa dell'offerta spirituale di congregazioni e ordini religiosi che la Chiesa cattolica ha in tutti e cinque i continenti. (AP) (23/8/2011 Agenzia Fides)

martedì 23 agosto 2011

Radiovaticana: Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù


◊   Dopo i toccanti giorni della Giornata mondiale della Gioventù, ieri Plaza de Cibeles, a Madrid, si è nuovamente riempita dell’allegria e della fede dei giovani: circa 200 mila ragazzi del Camino neocatecumenale si sono riuniti per un incontro vocazionale, presieduto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela. Presenti altri cinque cardinali e circa 59 vescovi. A intervenire anche gli iniziatori del Cammino, Kiko Arguello e Carmen Hernandez, assime a padre Mario Pezzi. Il servizio della nostra inviata, Debora Donnini:

"In questa celebrazione vogliamo raccogliere i frutti del magistero del Papa e gli vogliamo dire che siamo disposti a dire sì a Cristo". Lo ha detto il cardinale Rouco Varela nell’omelia dell’incontro vocazionale con i giovani del Cammino neocatecumenale, che viene generalmente organizzato dopo la fine delle Gmg. Prima di arrivare a Madrid, i ragazzi provenienti dai cinque continenti hanno annunciato il Vangelo per le strade in 500 città dell’Europa e alcuni hanno raccontato esperienze toccanti. Presenti all’incontro anche altri cinque cardinali, fra i quali il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, e il presidente merito del Pontifico Consiglio Cor Unum, mons. Paul Josef Cordes. Ci sono anche 59 vescovi. All’inizio della celebrazione della Parola, è stata ascoltata una sinfonia sulla sofferenza degli innocenti composta da Kiko che nella sua catechesi ha sottolineato l’urgenza della nuova evangelizzazione. “Rompete le tavole” diceva Nietzsche, ma l’uomo che si separa da Dio, sottolinea Kiko, nel suo essere più profondo rimane distrutto. Cristo invece ha preso su di sé la sofferenza vincendo la morte e mostrando che la verità non è vivere per se stessi ma amare. A seguire, un momento di preghiera in grande raccoglimento e quindi le chiamate vocazionali: circa 5 mila ragazzi, alzandosi e salendo sul palco, hanno manifestato la loro disponibilità a iniziare un percorso per diventare sacerdoti, 3.200 ragazze per la vita consacrata. E intanto negli applausi dei giovani e nelle catechesi risuonava ancora forte l’affetto per Benedetto XVI, al quale questa generazione ormai sente di appartenere.
Durante l'incontro dei giovani neocatecumenali, la nostra inviata, Debora Donnini, ha avvicinato uno degli iniziatori del Cammino, Kiko Argüello, e gli ha chiesto anzitutto di descrivere la missione, all'insegna dell'annuncio evangelico, che i ragazzi hanno vissuto tra i paesi dell'Europa prima di approdare a Madrid per la Gmg:

R. - E’ venuto un gruppo di 270 persone dall’Iraq, un gruppo dalla Palestina, appartenenti al Cammino, che sono andati nelle zone musulmane, cantando: siamo rimasti sorpresi perché i musulmani li hanno accolti molto bene. Dappertutto abbiamo avuto delle conversioni: una ragazza a Londra, che viveva in strada, che era stata violentata, ha incontrato due di questi giovani che le hanno parlato e ha raccontato loro che, curiosamente, aveva sognato proprio che due ragazzi le si sarebbero avvicinanati… L’hanno portata in comunità ed è stata salvata: ha cambiato la sua vita. Ai giovani abbiamo soprattutto detto di recarsi nei paesi, anche in quelli più piccoli. Alcuni di questi molto poveri, dove magari la chiesa è chiusa e non ci sono preti… ebbene: questi paesi si trasformavano! Tutti sono venuti, hanno aperto le loro case, hanno invitato i ragazzi a mangiare con loro e dopo hanno condiviso l’Eucaristia. L’Europa sta davvero aspettando il Vangelo. Penso che Giovanni Paolo II sia stata un profeta e penso che questa Gmg e questo incontro abbiano avviato una nuova evangelizzazione. Quello che ci ha veramente sorpreso è questo: noi siamo giunti Madrid in circa 200 mila, eppure il resto dei ragazzi - in tutto erano due milioni - erano meglio di noi: sono stati ore ed ore sotto il caldo e non abbiamo visto un ragazzo che ha protestato. Un giornalista diceva: “Siete qui da sei ore, con 39 gradi... e siete contenti?”. E i ragazzi rispondevano: “Sì, siamo contenti. Tutto questo lo abbiamo offerto a Gesù Cristo”.

D. - Alla Messa conclusiva della Giornata mondiale della gioventù, il Papa ha insistito molto sulla nuova evangelizzazione e il Cammino sente molto questo aspetto…

R. - Quando il Beato Giovanni Paolo II ha riconosciuto il Cammino ha detto: “Auspico che i miei fratelli dell’episcopato aiutino questa opera per la nuova evangelizzazione”. E’ stato lui che ha detto: “Questa è un’opera per la nuova evangelizzazione”. Ora stiamo aprendo le “missio ad gentes” ovunque e con grande successo.

D. - In questo incontro vocazionale si sono alzati circa 5 mila ragazzi, dando la loro disponibilità ad iniziare un percorso per diventare dei sacerdoti, e 3.200 ragazze per la vita consacrata: questo è giàun frutto importante…

R. - Mai si erano alzati tanti! Io credo che questo sia stato frutto dell’incontro col Papa: abbiamo visto che quanto i ragazzi ascoltano il Papa ricevano una grazia speciale. Quando chiediamo ai ragazzi: “Perché ti sei alzato?”; tutti rispondono dicendo: “Mi ha toccato quello che ha detto il Papa in quel punto o in quell’altro…”. In queste Giornate, le parole del Papa hanno come una grazia speciale per i giovani. Noi raccogliamo il frutto di quello che ha fatto la Chiesa, di quello che ha fatto Benedetto XVI. Anche e soprattutto riguardo all’evangelizzazione, i ragazzi avvertono una grande felicità. Dicono: “Sono stati i giorni più felici della mia vita, vorrei continuare così!”. (mg)

Suor Maria Rosella Girardi

Per chi l'ha conosciuta a San Giorgio ricorre l'anniversario di morte e una preghierina si può fare, magari un canto(lei era esperta)...chi vuole saperne di più vada su cristiansdisanzorz tramite google.

lunedì 22 agosto 2011

E' un posto di giochi e di ritrovo delle persone, sembra un giardino condominiale


san giorgio di nogaro

Siringhe trovate nel parco, appello del sindaco Del Frate


leggi l'articolo

Dal Movimento dei focolari: Riassunto


22 agosto 2011

Prima che si spengano i riflettori sulla straordinaria XXVI edizione della Giornata Mondiale della Gioventù, che ha visto congregarsi circa 2 milioni di giovani di tutto il mondo attorno a Benedetto XVI, pubblichiamo quanto ci arriva da Madrid con le notizie degli ultimi giorni.

“Il 19 agosto si è svolta la Via Crucis in un posto centrale della città utilizzando magnifiche immagini tradizionali della processione della Settimana Santa (note come “los pasos”) arrivate dalle diverse regioni spagnole.
Era da non credere, nonostante il caldo e la stanchezza accumulata, vedere le centinaia di miglia di giovani da ogni parte, sapendo che l’indomani sarebbero continuate le catechesi in tanti punti della città.
Un momento tanto familiare: il pranzo in Nunziatura di Papa Ratzinger con 12 giovani dei vari continenti. Sono felici e anche commossi, nonostante tutto si sia svolto con estrema normalità.
Tutti ripetevano che il Papa aveva ascoltato più che parlato; che voleva sapere con quale atteggiamento vivevano i giovani la GMG e quali erano i lori interessi e quelli dei loro coetanei. Insomma voleva conoscere da loro la realtà dei giovani di ogni parte del mondo. Solo alla fine hanno chiesto al S. Padre cosa lui si aspettasse da loro: “Che siate testimoni della fede ognuno nel proprio ambiente – ha risposto –, radicati in Cristo”, essendo sempre fonti d’entusiasmo e di gioia.
Ed è ciò che abbiamo sperimentato alla sera durante il Get together – momento di preghiera e adorazione -, organizzato dai Giovani per un Mondo unito in una grande chiesa  dedicata alla Madonna del Carmelo. Impossibile descrivere la gioia e, al contempo, la solennità che regnavano.
Contro ogni previsione, la Chiesa era già piena mezz’ora prima; per cui si è dovuta allestire anche l’ampia cripta, collegata attraverso il video. Il programma si è svolto in spagnolo, inglese e italiano.
I canti si alternavano tra la band dei Giovani per un mondo unito spagnola e il complesso internazionale Gen Rosso, ormai ben affiatati grazie al lavoro fatto insieme nelle ultime serate.
Hanno aperto l’evento Rafael di Porto Alegre e Natalia di Shanghai, raccontando le loro testimonianze sull’impegno di vivere il Vangelo.
Poi, Chiara Lubich attraverso una video registrazione rivolta ai giovani radunati a La Coruña per la GMG del 1989 – ci ha portati su un altro piano. Era come se lei fosse in mezzo a noi a parlarci dell’immenso progetto che Dio ha sulla vita di ciascuno di noi!
Con questo altissimo respiro diveniva naturale adorare Gesù presente nell’Eucarestia esposta da Mons. Andrés Carrascosa, Nunzio del Panama.
Tra canti e brani musicali, è avvenuto questo meraviglioso e intimo tu a tu con Dio.
Ci siamo congedati dandoci appuntamento domani a ‘Cuatro Vientos’ (aerodromo militare della periferia di Madrid) per l’attesissima Veglia con Benedetto XVI. La quale, come tanti hanno potuto vedere, si è svolta tra pioggia e tempesta, senza intaccare minimamente l’ardore e l’entusiasmo dei giovani, tutti concentrati nella preghiera. Tanto da far esclamare al Papa: “Grazie della vostra gioia e della vostra resistenza. La vostra forza è stata più forte della pioggia.”
Le TV di tutto il mondo hanno trasmesso le straordinarie immagini di quel mare di giovani sotto il sole (circa due milioni, secondo gli organizzatori), attenti alle parole di Benedetto XVI, nella S.Messa: Rispondetegli con generosità e audacia, come corrisponde a un cuore giovane qual è il vostro. Ditegli: Gesù, io so che Tu sei il Figlio di Dio, che hai dato la tua vita per me …Tu mi conosci e mi ami. Io mi fido di te e metto la mia intera vita nelle tue mani. …. Tu sia la forza che mi sostiene, la gioia che mai mi abbandona….Comunicate agli altri la gioia della vostra fede.”. E il suo invito per la prossima edizione della GMG nel 2013 a Rio de Janeiro, in Brasile, è stato accolto con grande entusiasmo.”

Dalla nostra corrispondente Dolores García

Testimonianza e difficoltà climatiche e organizzative

I giovani verso casa per testimoniare l'esperienza della Gmg


Alla Giornata mondiale della gioventù hanno partecipato circa due milioni di giovani: sono venuti da tutti i continenti per testimoniare la fede in Gesù e nella Chiesa attorno al Vicario di Cristo. Ora stanno ritornando a casa per ridare agli altri quello che hanno ricevuto. Ascoltiamo alcune testimonianze raccolte da Marina Tomarro:RealAudioMP3

R. – Qui a Madrid ho incontrato tanta gente che crede veramente, che ha fede …

R. - Ci si guarda e ci si sorride, perché qui siamo venuti tutti in nome di Cristo e questo è importante anche nei momenti di sconforto, quando uno tende a volte ad allontanarsi …

D. – Il Papa vi ha chiesto di rimanere saldi nella fede e radicati in Cristo nonostante le difficoltà ...

R. – Questo è il modo per capire se la nostra fede è forte e se noi siamo venuti a Madrid come turisti o come veri cristiani!

R. – Io penso che la fede vada vissuta a partire dal quotidiano, dall’accostarsi ai Sacramenti, frequentemente, quindi, questo ci prepara anche ad affrontare momenti di difficoltà e di dolore.

R. – Inviterò chi, come me, non partecipa a questi eventi o non va molto a Messa, a riaccostarsi alla Chiesa, a provare almeno, perché si fa sempre in tempo a ricominciare.

D. – Il Papa vi chiede anche di portare il vostro messaggio di fede a quei ragazzi che sono rimasti a casa, vostri amici, e che sono ancora in cerca della luce della verità ...

R. - Racconterò che le paure che avevo all’inizio, prima di venire qua, svaniscono e che è stato stupendo, ci sono poche parole per esprimere questa esperienza …

R. – Sicuramente racconterò questa esperienza che ha riempito tanto il cuore. Vado a casa con una gran forza …

R. – Speriamo davvero che attraverso i nostri occhi riusciranno a capire che gioia abbiamo vissuto qui alla Gmg. Bisogna testimoniare soprattutto con i fatti, con la solidarietà, con l’amore, questo è l’unico modo per portare Gesù agli altri.

R. – Bisogna partire da quello che è il nostro comportamento personale, dall’umiltà che mettiamo nel fare le cose, essendo – come diceva don Bosco – semplicemente buoni cristiani e onesti cittadini. (ma)

I giovani hanno, dunque, vissuto la Gmg con grande gioia: non sono mancate le difficoltà, ma sono state vissute nello spirito del pellegrinaggio, come ci riferisce da Madrid il nostro collega Roberto Piermarini:RealAudioMP3

R. – Come potete immaginare la difficoltà più grande è stata quella climatica: sabato, sulla spianata di Cuatro Vientos, c’erano addirittura 43, 44 gradi. C’era un caldo veramente asfissiante. Poi, durante l’incontro del Papa, mentre stava pronunciando il suo discorso, c’è stato invece un forte temporale che ha ovviamente creato disturbo. I ragazzi, però, hanno vissuto il tutto con molta gioia e senza nessuna preoccupazione. Quello che poi ha colpito qui, all’interno di questo pellegrinaggio, è stata la pazienza dei giovani. Devo dire che è stata una cosa impressionante, perché hanno dovuto sostenere lunghe file per gli accrediti, per accedere sulla spianata ed anche per usufruire dei servizi. Immaginate un milione e mezzo di giovani, concentrati in un’area: ovviamente i primi problemi da affrontare sono quelli logistici. La difficoltà maggiore, all’inizio, è stata quella dell’acqua: faceva molto caldo, i giovani dovevano bagnarsi la testa e bere molto per evitare le insolazioni e devo dire che i centri di soccorso erano pieni di persone che avevano subìto colpi di sole. Si diceva poi che 200 mila di loro sono rimasti fuori dalla spianata perché non sono riusciti ad accedervi. Inoltre, le difficoltà dei bagni chimici: ma questo problema si presentava, ovviamente, nelle ore di punta dell’incontro. Altro aspetto – ma devo dire che anche questo è stato vissuto con molta responsabilità – è stata la delusione per non poter ricevere la Comunione durante la Messa di ieri, perché sono crollate alcune strutture dove erano conservate le ostie. Non è stato perciò possibile distribuire a tutti la Comunione, cosa che invece è stata poi fatta nelle parrocchie, durante il pomeriggio. I giovani si sono riversati nelle parrocchie per ricevere la Comunione. Quello che ha colpito a Madrid è stato l’atteggiamento di questi giovani che, con canti e balli, hanno creato un clima di festa in tutta la città e, a proposito di ciò, in questi giorni la stampa ha parlato addirittura di “nuova rivoluzione”, la rivoluzione dei giovani. Un’altra cosa importante è che molti di questi giovani non sono arrivati qui, a Madrid, soltanto per fare un viaggio. Molti giovani europei – ma anche quelli provenienti dagli altri continenti – prima di arrivare a Madrid hanno compiuto una “missione popolare”: a coppie si sono recati nelle strade, portando striscioni e cantando, e questo succedeva in tutta Europa. I giovani brasiliani, ad esempio, lo hanno fatto in Portogallo, gli italiani nel nord Italia, in Francia ed in Spagna, gli spagnoli ovviamente in Spagna e questo per rispondere un po’ a quello che il Papa ha detto ieri, nella sua omelia: “Non è possibile incontrare Cristo e non farlo conoscere agli altri. Non conservate Cristo per voi stessi, ma comunicate agli altri la gioia della vostra fede”. E questi giovani lo hanno fatto, con molto coraggio, nelle piazze e nelle strade d’Europa. (vv)


La meglio gioventù del Papa vola a Rio

Articolo riassuntivo de lastampa.it

Destinanzione Rio
Destinazione Rio

Benedetto XVI chiude il grande raduno di Madrid: appuntamento tra due anni in Brasile

GIacomo Galeazzi Madrid
Ci vediamo a Rio de Janeiro tra due anni», scandisce il Papa davanti ad un oceano di mani alzate. E subito i ragazzi spagnoli consegnano ai coetanei brasiliani la Croce delle Gmg, che da qui al 2013 attraverserà il Brasile per la preparazione del prossimo raduno mondiale. «Il mondo ha bisogno certamente di Dio, solo il suo amore dà senso alla vita», assicura Joseph Ratzinger sollecitando la «sua gioventù» a partecipare all'attività di parrocchie, comunità e movimenti, ad andare a messa, confessarsi e pregare.


All'aeroporto di Madrid, due milioni di giovani travolgono d'entusiasmo Benedetto XVI, leader planetario: la «fiesta» della fede è stata un successo oltre ogni più ottimistica previsione. Fedeli al Pontefice nonostante prima l'afa, poi la tempesta, quindi la mancanza d'acqua e una notte quasi insonne, i pellegrini hanno affollato come mai nella storia il momento finale della Gmg fra centinaia di vescovi e cardinali.


Mentre scende il sipario sulla kermesse dei record, i Papa-boys ricevono il compito di «testimoniare la fede negli ambienti più diversi, anche dove vi è rifiuto o indifferenza». L'individualismo è una tentazione anche per i cristiani, perciò «vivete in comunione con la Chiesa». I ragazzi avevano già assistito sabato sera alla veglia di preghiera interrotta dall' improvviso nubifragio che aveva costretto Benedetto XVI a sospendere la lettura dell'omelia e provocato sette feriti non gravi. «Vi ho pensato molto in queste ore in cui non ci siamo visti», ha improvvisato ieri Benedetto XVI appena salito sul palco, dopo essere stato accolto dai reali di Spagna, aver fatto un giro in papamobile tra i ragazzi che lo acclamavano e aver vestito i paramenti liturgici. «Spero che abbiate potuto dormire un pò, sono certo che questa mattina avete alzato gli occhi al cielo, non solo il cuore».


Il maltempo ha impedito che tutti potessero fare la comunione: le tende dove erano custodite ostie e pissidi erano inagibili per vento e pioggia. L'inconveniente ha suscitato un generale rammarico (espresso anche attraverso sms e Twitter) perché alla fine la quasi totalità dei presenti non ha potuto ricevere l'ostia. Le «sentinelle» di Cuatro Vientos saranno gli «apostoli della nuova evangelizzazione», ai quali «spetta lo straordinario compito di essere discepoli e missionari di Cristo in altre terre e paesi dove vi è una moltitudine di giovani che aspirano a cose più grandi». Scorgendo nei propri cuori la possibilità di valori più autentici, «non si lasciano sedurre dalle false promesse di uno stile di vita senza Dio». Benedetto XVI ha chiesto ai ragazzi di pregare per il Papa, «perché il successore di Pietro possa proseguire confermando i suoi fratelli nella fede» e ha auspicato che «tutti nella Chiesa, pastori e fedeli, ci avviciniamo ogni giorno di più al Signore, per crescere nella santità di vita e così dare testimonianza efficace di Gesù».


Il Pontefice ha celebrato con 750 vescovi e circa 14mila sacerdoti di ogni nazione: tra letture bibliche e preghiere, oltre allo spagnolo sono stati utilizzati italiano, francese, cinese, arabo, polacco e tedesco. Al momento dell'Angelus ha rispettato la tradizione delle Gmg, che vuole che nella messa conclusiva si annunci il luogo e la data del successivo raduno mondiale. Il prossimo sarà a Rio de Janeiro nel 2013, tornando, non si sa se definitivamente o no, alla periodicità biennale in uso fino al 2000, quando si passò a quella triennale. «Spero di potervi incontrare - ha detto il Papa parlando in portoghese - fra due anni nella Gmg a Rio de Janeiro, Brasile». Il folto gruppo di brasiliani vestiti di verde e con le bandiere verdi e oro ha accolto l'annuncio con salti e grida di gioia.Il «Papa del sorriso», lo ha ribattezzato Tele-Madrid, che copre ogni suo passo in Spagna. Ed effettivamente Benedetto XVI non ha mai smesso di sorridere, alle centinaia di migliaia di giovani che lo acclamano, alle suore che lo accolgono con cori da stadio, ai docenti universitari che gli tributano ovazioni, al vecchio «nemico» Zapatero che esce di scena, al futuro «alleato» Rajoy.


Per il Papa tutto è andato per il meglio nel paese che più ha visitato dall'inizio del pontificato: la Gmg lo è circondato del calore e dell'affetto di una colossale massa di fedeli. Il periodo buio della crisi dei preti pedofili, che gravava sui viaggi precedenti, è superato e la rievangelizzazione della Spagna si presenta sotto migliori auspici. E secondo Joseph Ratzinger la collaborazione tra Chiesa e istituzioni civili non solo è possibile, ma quando Chiesa e istituzioni «si orientano al servizio di iniziative comuni si realizza il principio del bene che integra tutti nell' unità».

Unità

22/08/2011 

Il capo dei lefebvriani convocato in Vaticano

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AFRICA/LIBIA - "I combattimenti sono ancora in corso" affermano a Fides fonti locali da Tripoli

Nota dello scriba: Forse sono notizie vecchie...

Tripoli (Agenzia Fides)- "I combattimenti e i cannoneggiamenti sono ancora in corso. È un disastro" dicono all'Agenzia Fides da Tripoli fonti locali, che hanno chiesto l'anonimato per ragioni di sicurezza.
"Non sappiamo come sta evolvendo la situazione perché uscire di casa significa mettere a rischio la vita".
La capitale libica è stata investita dall'offensiva dei ribelli e al momento non si conosce la sorte del leader Gheddafi.
Le fonti di Fides ricostruiscono così gli ultimi avvenimenti: "I ribelli hanno iniziato la loro offensiva venerdì sera. Sabato 20 agosto alle 9 del mattino sono iniziati violenti combattimenti che sono durati fino all'una. Domenica 21 i combattimenti sono ripresi con violenza e sono durati tutta la giornata. I bombardamenti aerei della NATO sono continuati fino a ieri. Sono stati molto violenti specialmente sabato durante le prime fasi dell'offensiva di terra". (L.M.) (Agenzia Fides 22/8/2011)

Tony ci invita a leggere l'economista Bruni intervistato da cittanuova.it

Ti invito a leggere questo articolo

http://www.cittanuova.it/contenuto.php?idContenuto=35947