Nella serata di ieri, nel corso di una veglia penitenziale nella chiesa
di Sant'Ignazio, nel centro di Roma, sette esponenti della Chiesa hanno
chiesto perdono a Dio e alle vittime per gli abusi e le negligenze. La
cerimonai è parte del congresso internazionale sul tema Verso la
guarigione ed il rinnovamento, che si conclude domani. Nel corso della
cerimonia, inoltre, l'irlandese Mary Collins, vittima di abusi da
bambina, ha chiesto da parte sua a Dio la forza di perdonare. Nel corso
della giornata di ieri, sia la Collins sia altri interventi di esperti
psichiatri e sacerdoti hanno messo in piena evidenza tutte le difficoltà
delle vittime a venire credute e a superare il profondo trauma subito.
More
Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
mercoledì 8 febbraio 2012
Messaggio del papa Quaresima 2012
VATICANO - Pubblicato il Messaggio del Papa per la Quaresima
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "La Quaresima ci offre ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità". Inizia con queste parole il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima, che ha per tema un versetto della Lettera agli Ebrei: "Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone" (10,24).
Articolato in tre parti, il Messaggio richiama anzitutto "la responsabilità verso il fratello": "Anche oggi risuona con forza la voce del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell'altro. Anche oggi Dio ci chiede di essere 'custodi' dei nostri fratelli, di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell'altro e a tutto il suo bene... L'attenzione all'altro comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale... E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli."
Nella seconda parte il Messaggio si sofferma sul "dono della reciprocità". "Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana!... la nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale. .. Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni cristiano può esprimere la sua partecipazione all'unico corpo che è la Chiesa".
Infine il "camminare insieme nella santità". "L'attenzione reciproca ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore... in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci è dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell'amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo. In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere." (SL) (Agenzia Fides 8/2/2012)
martedì 7 febbraio 2012
Festa dei Maroniti
Sono l'unica chiesa chiamata con il nome di un santo, nel mondo sono
circa 3 milioni, in Terra Santa poco meno di 10mila ma abitano le
regioni del Medio Oriente da 17 secoli, dall'epoca cioe' in cui visse
San Maroun, dal quale, appunto, prendono il nome di Maroniti... E
proprio per la festa del loro santo, i cristiani maroniti di Gerusalemme
si sono radunati domenica 5 febbraio presso il convento che ospita la
loro comunita', una delle molte realta' cristiane presenti nella Citta'
Santa
More
lunedì 6 febbraio 2012
Perdono e amore al nemico

ASIA/INDIA - "Perdono e amore al nemico": la scelta dei cristiani perseguitati dell'Orissa
Bhubaneswar (Agenzia Fides) - I cristiani perseguitati dell'Orissa vogliono "perdonare i persecutori e amare i nemici", come esorta il Vangelo di Cristo: è quanto è emerso da un incontro tenutosi nei giorni scorsi presso la casa per lebbrosi delle "Missionarie della Carità" a Jalna, vicino a Bhubaneshwar, capoluogo dell'Orissa. All'incontro organizzato dal "Global Council of Indian Christians" (GCIC), organizzazione impegnata nella tutela dei cristiani, hanno partecipato circa 100 persone, fra le quali vedove e bambini, provenienti dal distretto di Kandhamal, epicentro dei massacri anticristiani registrati in Orissa nel 2008, che hanno fatto oltre 100 morti e 56mila sfollati.
L'incontro ha visto succedersi momenti di riflessione, preghiera, condivisione. Sajan K George, laico cristiano presidente del GCIC, ha invitato i partecipanti "a perdonare e amare secondo l'insegnamento di Gesù, quanti hanno fatto del male". Nell'incontro le vedove, che hanno perso i loro mariti durante la violenza in Kandhamal, hanno raccontato la loro vita difficile, di fronte alla persecuzione e alla discriminazione. "Tutti i partecipanti alla riunione, nonostante la sofferenze e le difficoltà, hanno deliberato di aderire al comandamento del perdono", ha detto a Fides p. Manoj Bagsingh, un parroco di Salimagochha, che oggi ha la cura pastorale di numerose vittime della persecuzione. "Tale scelta - ha spiegato - è frutto della consapevolezza che Dio non abbandona il suo popolo". Le persone presenti, inoltre, pur in condizioni di povertà, hanno rimarcato il loro impegno ad aiutare chi ha bisogno: questo è un grande dono, ha detto Suor Suma, Superiora regionale delle Missionarie della Carità in Orissa, che ha collaborato ad organizzare l'incontro. Gli istituti religiosi e le organizzazioni cristiane dell'Orissa assicurano assistenza, sostegno e istruzione gratuita a oltre 150 bambini orfani del distretto di Kandhamal. (PA) (Agenzia Fides 6/2/2012)
domenica 5 febbraio 2012
Articolo di Ansa.it su Giornata per la vita
Chiesa: Udine; Mazzocato, 100mila aborti dal 1978
Chiesa friulana ha festeggiato Giornata per la vita
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/friuliveneziagiulia/2012/02/05/visualizza_new.html_74741113.htmlSi può sperimentare l'attenzione degli altri e donare attenzione agli altri
"La malattia è una condizione tipicamente umana, in cui sperimentiamo
fortemente che non siamo autosufficienti, ma abbiamo bisogno degli
altri". Lo ha sottolineato oggi all'angelus Benedetto XVI. Nella
suggestiva e insolita cornice di piazza san Pietro cosparsa di neve, il
Papa ha chiarito che proprio nella malattia, "si può sperimentare
l'attenzione degli altri e donare attenzione agli altri". La malattia,
certo, resta una prova, che "può diventare anche lunga e difficile", e
"quando la guarigione non arriva e le sofferenze si prolungano, possiamo
rimanere come schiacciati e isolati". Dinanzi a questo "attacco del
Male", ha proseguito il Pontefice nelle sue riflessioni, a pochi giorni
dalla memoria l ...
More
venerdì 3 febbraio 2012
La giusta immagine della Chiesa
ASIA/INDIA - All'Assemblea dei Vescovi il nodo delle "conversioni proibite" e della libertà religiosa
Bangalore (Agenzia Fides) - Nell'Assemblea dei Vescovi indiani, in corso a Bangalore dall'1 all'8 febbraio, si esaminano i nodi delle "conversioni proibite", delle limitazioni della libertà religiosa e delle discriminazioni verso i cristiani, temi sui quali i Vescovi, racconta una fonte di Fides, hanno avviato un intenso dibattito.
A generare la discussione, la relazione del prof. T. K. Oommen, sociologo cristiano, professore emerito alla "Jawaharlal Nehru University", che ha sottolineato l'urgenza di correggere l'immagine distorta della Chiesa "come entità impegnata nell'opera di conversioni religiose". Questa, ha rimarcato "è una percezione diffusa", che bisogna contrastare per comunicare "la giusta immagine della Chiesa". Il prof. Oommen ha difeso il diritto di tutti i cittadini indiani, garantito dalla Costituzione, di professare la propria religione e di propagarla, nonché l'inalienabile diritto della coscienza individuale a cambiare religione.
Alcuni Vescovi, nei gruppi di lavoro, hanno ricordato che l'India ha approvato una serie di leggi per proibire la conversione, destinate essenzialmente ai missionari cristiani. Il primo stato ad approvare una "Legge sulla libertà di religione" (che di fatto è una legge che vieta le conversioni) è stato l'Orissa nel 1967, seguito dal Madhya Pradesh nel 1968 e dall'Arunachal Pradesh nel 1978. Successivamente il governo del partito nazionalista indù "Bharatiya Janata Party" l'ha introdotta in Gujarat nel 2003 e in Chhattisgarh nel 2006, anno in cui è entrata in vigore anche in Himachal Pradesh. Sulla base di tali disposizioni, molti missionari, accusati di "operare conversioni", hanno dovuto subire processi e ancora oggi i gruppi estremisti usano tali accuse per colpire i leader e i fedeli cristiani. La conversione all'induismo, invece, non è reato, e i gruppi indù continuano a convertire apertamente all'induismo i tribali.
Inoltre, come riferito a Fides da fonti nella società civile indiana, molte organizzazioni dei gruppi religiosi indù ricevono sovvenzioni dal Ministero della Giustizia Sociale, dal Ministero per lo Sviluppo delle risorse umane, dal Ministero per gli Affari dei Tribali, per la costruzione di scuole e centri sociali, in favore di membri delle caste più basse o dei popoli tribali. Queste organizzazioni indù adottano gli stessi metodi dei missionari, offrendo assistenza sociale e istruzione: "In tale contesto, il ruolo dello stato, a prescindere di quale partito sia al potere, è palesemente partigiano", nota a Fides Suhas Chakma, leader del'Ong "Asian Centre for Human Rights", con sede a New Delhi. Chakma commenta a Fides: "La fede religiosa è una questione privata della coscienza individuale e non deve essere regolamentata dallo stato. E' noto che numerosi dalit, benché cristiani, si identifichino legalmente come indù per ottenere i benefici sociali loro riservati e negati ai dalit cristiani, in modo discriminatorio. Tali negazioni dei diritti fondamentali sono violazioni della Costituzione e fanno dell'India una nazione cristianofobica". (PA) (Agenzia Fides 3/2/2012)
giovedì 2 febbraio 2012
5 sacerdoti arrestati
ASIA/CINA - Continua la sofferenza della Chiesa in Cina
Erenhot (Agenzia Fides) - Cinque sacerdoti della Chiesa sotterranea della diocesi di Suiyuan, nella regione della Mongolia interna, sono stati prelevati dalla polizia nella città di Erenhot. Secondo le informazioni diffuse dall'agenzia UCAN, i cinque sacerdoti partecipavano ad un incontro nell'abitazione di un laico, per discutere il trasferimento di alcuni parroci, quando una trentina di poliziotti e di funzionari del governo, hanno assalito la casa e portato via i sacerdoti, senza dare alcuna spiegazione del loro arresto. Altri sacerdoti e laici della comunità hanno invitato a pregare perché possano presto tornare incolumi al loro ministero. (SL) (Agenzia Fides 02/02/2012)
Presentazione Al Tempio (Candelora) a Gerusalemme
La "culla di Gesu'". Con P. Eugenio Alliata alla scoperta delle antiche
tracce della memoria della Presentazione di Gesu' al Tempio di
Gerusalemme.
More
Equipaggiati per la Slovenia!
Slovenia, multe in agguato:
il pieno può costare caro
Pesanti sanzioni ai friulani sorpresi non in regola
con le norme d’oltre confine Ecco quanto richiesto: dall’equipaggiamento
sull’autovettura alla vignetta
Clicca QUI per leggere l'articolo del Messaggero Veneto
mercoledì 1 febbraio 2012
Asia Bibi
ASIA/PAKISTAN - Oltre 580mila firme da 100 paesi del mondo per salvare Asia Bibi
Islamabad (Agenzia Fides) - Oltre 580mila persone, in tutto il mondo, hanno firmato una petizione chiedendo al governo pakistano di liberare Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte ingiustamente per blasfemia. Per la donna è stato avviato il processo di appello davanti all'Alta Corte di Lahore. Il caso è divenuto un simbolo per le persecuzioni dei cristiani in Pakistan e per l'abuso della legge sulla blasfemia.
La petizione on-line è stata lanciata dall'organizzazione "Voice of Martyrs" (VOM) con sede negli Stati Uniti, ed è ancora disponibile sul sito web www.CallForMercy.com. L'organizzazione l'ha avviata dopo che, oltre un anno fa, circa 150.000 cristiani pakistani avevano iniziato a raccogliere firme, chiedendo giustizia per Asia Bibi e una maggiore protezione delle minoranze religiose in Pakistan.
Le firme, riferisce VOM a Fides, sono giunte da oltre 100 paesi del mondo e altre associazioni cristiane, nei cinque continenti, hanno promosso la campagna. Le firme sono state presentate all'Ambasciata pakistana a Washington DC, ma la raccolta continua, con l'obiettivo di raggiungere quota un milione.
Secondo funzionari pakistani, è bene lasciare che il caso faccia il suo corso legale: il verdetto della Corte di Appello, quello eventuale della Corte Suprema, infine la possibilità di un ricorso diretto al Presidente del Pakistan. Come notano fonti di Fides, le Ong che si occupano della donna, però, notano che le sue condizioni di salute in carcere stanno peggiorando e che "il tempo stringe per poterla salvare". (PA) (Agenzia Fides 1/2/2012)
Non ci aprono le porte di questa Vita.
«Tutti ti cercano», Gesù Cristo,
perché Tu hai parole di Vita eterna.
Tutte le parole umane di questo mondo,
anche le più sofisticate,
non ci portano alla Vita eterna.
Non ci aprono le porte di questa Vita.
Ci lasciano all’interno della nostra esistenza terrena
che è destinata alla morte.
Ti cercano tutti, anche se non lo sanno.
Ti cercano i cristiani e i non cristiani
o i lontani dalla Chiesa.
Se cercano la Verità, se cercano la Via
e se cercano la Vita, cercano Te,
perché Tu hai le parole di Verità, di Vita eterna.
Tu sei la Via.
Così ti cercano i giovani, gli adulti,
ti cercano le famiglie, ti cercano i bambini,
anche quelli appena concepiti.
Ti cercano, gridano a Te, perché Tu sei per loro
la prospettiva della Vita eterna.
Ti cercano gli anziani, ti cercano gli ammalati,
i sofferenti. Soprattutto per loro sei tutto.
Sei tutto per tutti, ma specialmente per i sofferenti,
perché Tu hai saputo soffrire,
Tu hai saputo ricevere la Croce,
morire sulla Croce e risorgere.
Ti cercano tutti, perché Tu sei la via della Croce,
coronata con la Risurrezione.
(beato Giovanni Paolo II papa)
Domenica 5 febbraio 2012
V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
| Dalla Casa di Pietro a Cafarnao villaggio e sinagoga bizantina |
PRIMA LETTURA (Gb 7,1-4.6-7)
Notti di affanno mi sono state assegnate.
Dal libro di Giobbe
Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 146)
Rit: Risanaci, Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.
SECONDA LETTURA (1Cor 9,16-19.22-23)
Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,29-39)
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Carissimi fratelli e sorelle, come gli amici presenti nella casa della suocera di Pietro, senza alcun timore, presentiamo al Signore le nostre infermità e quelle del mondo intero, perché Egli possa guarirci e farci ritrovare la nostra vocazione al servizio.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Guariscici, Signore!
1. Per
la santa Chiesa: perché ogni suo membro, nella fedeltà all’ascolto della Parola
di Dio e alla celebrazione dei Sacramenti, possa fare l’esperienza di sentirsi amato
e guarito da Dio. Preghiamo.
2. Per
tutti i cristiani: perché possano sentire il bisogno di una relazione profonda
di preghiera con Dio, nella quale possano “parlare” delle malattie del mondo
contemporaneo e possano lasciarsi suggerire orizzonti nuovi di annuncio e di
testimonianza. Preghiamo.
3. Per
gli ammalati nel corpo e nello spirito: perché non si sentano schiacciati dalla
sofferenza, ma sappiano trovare nel Signore Gesù lo sguardo amico e la mano
sicura capace di ridonare sempre vita e speranza. Preghiamo.
4. Per
i catechisti, i genitori e gli educatori: in un tempo di grande crisi dei
valori, sappiano sentire l’urgenza e la responsabilità di annunciare il
Vangelo, come Paolo, per guadagnare a Cristo molti e dare a ciascuno la
possibilità di vivere in pienezza il dono nella vita. Preghiamo.
5. Per
noi qui presenti: l’odierna giornata nazionale per la vita incoraggi i giovani
e tutti gli uomini a saper riconoscere nel dono della vita il segno della
presenza di Dio, curandone la dignità dal nascere al suo naturale tramonto.
Preghiamo.
C – Padre Santo, tu ascolti la voce del povero che ti invoca. Esaudisci le nostre preghiere, rinnova la nostra vita e rendici capaci di cantare il canto nuovo dei salvati dall’Amore. Per Cristo nostro Signore.
T - Amen.
martedì 31 gennaio 2012
Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul incoronata Atleta dell’anno a Palmanova
Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul, è
l’atleta del 2011 di Palmanova. A incoronare la campionessa italiana
juniores il presidente dei Veterani sportivi Valter Buttò, alla
cerimonia tenutasi...
Clicca QUI per leggere l'articolo de Il Piccolo del 20 gennaio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Intenzione Missionaria di Febbraio
"Perché il Signore sostenga lo sforzo degli operatori sanitari delle regioni più povere nell'assistenza ai malati e agli anziani" - Commento all'Intenzione Missionaria di febbraio 2012
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Ero malato e mi avete visitato" (Mt 25,36). Queste parole del Signore hanno portato i credenti ad avere una sensibilità particolare per coloro che soffrono a causa di malattie o della vecchiaia, riconoscendo in loro la presenza viva di Cristo. Se nei paesi poveri la vita è difficile per tutti, lo è molto di più per coloro che soffrono il dolore fisico o l'abbandono nell'età avanzata.
Probabilmente ancora più doloroso del dolore fisico è il dolore morale per l'abbandono che vivono molti nostri fratelli. Chi non si è sentito toccato nel suo cuore vedendo in alcuni reportage sul lavoro missionario, le religiose raccogliere esseri umani che giacciono per strada e divorati dalla miseria? Non sono forse loro, e molti altri come loro, una testimonianza vivente di Cristo, il Buon Samaritano?
Corriamo il pericolo di essere contagiati dall'individualismo egoistico che impera ovunque nella nostra società. Ognuno tende a pensare solo a se stesso, sostenendo che la sofferenza degli altri non è un suo problema. Secondo Benedetto XVI, la grandezza dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e con colui che soffre, e "questo vale per il singolo come per la società. Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana" (Spe salvi, 38).
In qualche modo, le persone che si dedicano al compito bello e difficile della cura dei malati e degli anziani sono una sorta di incarnazione di Cristo misericordioso e compassionevole. Costoro estendono nel mondo la Sua tenerezza per i sofferenti. In molti passi dei Vangeli vediamo che il Signore si commosse profondamente dinanzi al dolore degli altri, alla sofferenza fisica o mentale. Ma, ancor di più, Cristo ha preso sulle sue spalle il dolore e le ferite fisiche e morali dell'uomo, di ogni uomo, e le ha portate con Lui sulla croce. Come afferma san Pietro: "Dalle sue piaghe siete stati guariti" (1 Pt 2, 24). Dio manifesta la sua grandezza perché si china fino a prendere su di sé il dolore e la sofferenza degli uomini. Nelle parole del Papa: "Solo un Dio che ci ama fino a prendere su di sé le nostre ferite e il nostro dolore, soprattutto quello innocente, è degno di fede" (Messaggio Urbi et Orbi, Pasqua 2007).
Coloro che sanno prendere sulle proprie spalle il dolore dei malati e degli abbandonati, diventano presenza viva di Cristo, testimoni del suo amore per gli uomini. E insieme alla testimonianza del servizio della carità, i missionari devono svolgere un servizio ancora più grande: aiutare chi soffre a trovare il significato e il perchè del loro dolore. Il Papa ha detto ai giovani che vivono l'esperienza della malattia: "spesso la Croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il 'sì' di Dio all'uomo, l'espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla croce è sgorgata questa vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi verso il Crocifisso" (Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2011, n. 3).
Maria è la Madre del Crocifisso, che stava con speranza e forza nella fede, ai piedi della croce del Figlio. Lei è sempre accanto alla croce e al dolore di tutti i suoi figli, verso i quali esercita la nuova missione materna ricevuta sul Calvario. Come Madre della Speranza ci insegna a trasformare il dolore in gioia senza fine, dal momento che le sofferenze del tempo presente sono niente di fronte alla gloria che un giorno ci sarà svelata. (Agenzia Fides 30/01/2012)
60000 analisi al giorno?????
Laboratorio analisi Palmanova si candida al posto di Udine
La proposta dell’assemblea dei sindaci del territorio Paviotti e Martines: qui più spazi e macchinari recenti
Clicca Qui per leggere l'articolo del Messaggero Veneto
domenica 29 gennaio 2012
sabato 28 gennaio 2012
Giornata Mondiale Contro la Lebbra
VATICANO - "Le persone curate e sanate dalla lebbra possono e devono esprimere tutta la ricchezza della loro dignità e spiritualità": Giornata Mondiale per la lotta contro la lebbra
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Come ogni anno dal 1954, l'ultima domenica di gennaio si celebra la Giornata mondiale contro la Lebbra. Purtroppo ancora oggi questa malattia colpisce nel mondo 200 mila persone. Secondo il bollettino epidemiologico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2010 sono stati 123 i paesi del mondo che hanno denunciato nuovi casi di lebbra, per un totale di 228.474. Questi dati sono provvisori perché mancano quelli di alcuni paesi come Costa d'Avorio, Ghana e Senegal.
L'India con 126.800 casi e il Brasile con 34.894 casi nel 2010, continuano ad essere i paesi dove si registra il più alto numero di nuovi casi di lebbra nel mondo. Seguono Angola, Bangladesh, Cina, Congo, Etiopia, Indonesia, Madagascar, Mozambico, Myanmar, Nepal, Nigeria, Filippine, Sri Lanka, Sudan e Tanzania. I paesi con il tasso più elevato di nuovi casi tra i bambini, suddivisi per continenti, sono la Liberia in Africa, la Repubblica Dominicana in America, lo Yemen in Medio Oriente, l'Indonesia in Asia e le isole Marshall nel Pacifico. I paesi con alti tassi di disabilità tra i nuovi casi, sono il Madagascar in Africa, il Paraguay in America, la Tailandia e la Cina in Asia.
Nonostante negli ultimi 20 anni circa 14 milioni e mezzo di persone siano state curate con la polichemioterapia e sono guarite dalla lebbra, molti di loro hanno bisogno di cure per tutta la vita per problemi legati alle disabilità, alle ulcere e alle ferite causate dalla malattia. Secondo le stime dell'Oms sono circa 2 milioni.
I successi ottenuti nella lotta contro il morbo di Hansen non devono far calare "l'attenzione internazionale verso i malati di lebbra, che necessitano ancora oggi di sostegno umano e di integrazione sociale" ha affermato il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, nel suo Messaggio per la Giornata di quest'anno. Quella della discriminazione in molti paesi costituisce ancora una piaga molto grave per queste persone. Nel mese di dicembre 2010, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per l'eliminazione di tale fenomeno insieme con alcuni principi e linee guida.
La Chiesa missionaria ha una lunga tradizione di assistenza verso questi malati, spesso abbandonati anche dai loro stessi familiari, ed ha sempre fornito loro, oltre alle cure mediche e all'assistenza spirituale, anche possibilità concrete di recupero e reinserimento nella società, superando le barriere della discriminazione. La Chiesa gestisce nel mondo 561 lebbrosari (secondo l'ultimo Annuario Statistico della Chiesa). Secondo la ripartizione per continente: in Africa 174, in America 92 (totale), in Asia 288, in Europa 4 e in Oceania 3. Le nazioni che ospitano il maggior numero di lebbrosari sono: in Africa: Repubblica Democratica del Congo (33), Madagascar (25), Sudafrica (23); in America del Nord: Stati Uniti (47); in America centrale: Messico (4); in America centrale-Antille: Haiti (2); in America del Sud: Brasile (13), Ecuador (8), Perù (6); in Asia: India (220), Corea (16), Pakistan (14); in Europa: Italia (2), Belgio (1), Spagna (1); in Oceania: Papua Nuova Guinea (3). (AP) (28/1/2012 Agenzia Fides)
venerdì 27 gennaio 2012
Chiesa pienamente indiana
ASIA/INDIA - I Vescovi: "la Chiesa contribuisce a un'India migliore"
Bangalore (Agenzia Fides) - "Di fronte a povertà, disoccupazione, corruzione, mancanza di istruzione, violenza, fondamentalismo religioso, la Chiesa cattolica intende essere una voce significativa e offrire il suo specifico contributo per la costruzione di una nazione che garantisca benessere, istruzione, armonia e giustizia per tutti": con queste parole Sua Ecc. Mons. Bernard Moras, Arcivescovo di Bangalore, illustra all'Agenzia Fides il tema della prossima Assemblea generale della Conferenza Episcopale Indiana, dal titolo "Il ruolo della Chiesa per un'India migliore", che si terrà nella sua diocesi, a Bangalore (stato di Karnataka), dall'1 all'8 febbraio prossimo. L'assemblea, che si tiene ogni due anni, riunirà oltre 160 Vescovi cattolici dei tre riti esistenti nel paese: latino, siro-malabarese, siro-malankarese. Parteciperanno ai lavori personalità come il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace" e altri studiosi indiani.
Mons. Moras, interpellato da Fides, spiega: "La Chiesa è pienamente indiana, ama il suo paese ed è preoccupata. Per questo, come cristiani, continueremo a dare il nostro specifico contributo, di valori e di azione, alla società indiana, per affrontare le sfide del presente. La prima è l'esplosione demografica, che non può essere fermata con gli aborti selettivi. Poi la crisi economica e le disuguaglianze che affliggono il paese. Un terzo punto che sarà esaminato è l'istruzione, che in India raggiunge solo il 30% della popolazione. Vogliamo, poi, portare i valori e l'etica cristiana per contrastare la corruzione, emersa come una delle malattie del paese".
"Si parlerà - prosegue il Vescovo - anche dell'annoso problema del terrorismo e del fanatismo religioso, indù e islamico, che genera odio, intolleranza e violenza contro i cristiani. Per noi la sfida è costruire e dare efficacia alle Commissioni di dialogo e di pace, in tutte le realtà locali. Come cristiani siamo certi che il progetto dei radicali indù di espellerci dall'India, non potrà mai attuarsi".
Infine l'Arcivescovo sottolinea: "due temi a cui, come Vescovi, siamo molto attenti sono l'evangelizzazione e i giovani. Il Vangelo è la risposta alle sfide di oggi, e i giovani sono il futuro della nazione". (PA) (Agenzia Fides 27/01/2012)
Etichette:
Asia,
Chiesa,
India,
San Giorgio di Nogaro
giovedì 26 gennaio 2012
Blocco Tir, Sangalli: “da 3 giorni merce in magazzino”. CIGO e produzione al rilento
per visualizzare l'articolo clicca QUI
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)
.jpg)