mercoledì 11 aprile 2012

Un articolo di Jesus ci parla di Terremoto in friuli, della società e della Chiesa locali, interviene anche il nostro parroco

Cristiani tra due terremoti
di
ALBERTO LAGGIA - foto di DIEGO ZANETTI


AFRICA/NIGERIA - Cresce il numero delle vittime dell'attentato di Pasqua

Kaduna (Agenzia Fides)- Sono salite a 41 le vittime dell'esplosione di un'autobomba avvenuta la domenica di Pasqua a Kaduna, nel centro-nord della Nigeria. L'attentato non è stato rivendicato ma appare essere opera della setta Boko Haram, che lo scorso Natale si era resa responsabile dell'attacco contro la chiesa di Santa Teresa, nel quartiere periferico di Madalla, ad Abuja, la capitale federale (vedi Fides 28/12/2011).
"Eravamo stati avvertiti della possibilità di nuovi attacchi. Ma nessuno sapeva come e quando ci avrebbero colpito. E quindi celebravamo la Pasqua in pace e tranquillità" ha detto ad ACS-Italia Sua Ecc. Mons. Matthew Man-oso Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna,. L'Arcivescovo racconta che durante la Messa di Pasqua la polizia ha fermato una macchina diretta contro la chiesa evangelica della città. L'uomo al volante ha immediatamente ingranato la retromarcia, ma mentre cercava di fuggire "la vettura è saltata in aria improvvisamente" in prossimità anche di un'altra chiesa. Tra le vittime numerosi tassisti in motocicletta, in attesa di riaccompagnare i fedeli a casa, e alcuni mendicanti che chiedevano l'elemosina.
Secondo la ricostruzione dell'attentato apparsa sul quotidiano nigeriano "Daily Trust", il guidatore dell'autobomba non intendeva commettere un attentato suicida ma parcheggiare il veicolo bomba nei pressi di una delle due chiese, per poi allontanarsi. La reazione della polizia di guardia ha però provocato una serie di eventi conclusisi con l'esplosione della vettura. L'articolista si chiede se si è di fronte ad un'azione della setta oppure se non vi sia "la possibilità che l'attentato sia opera di alcuni elementi canaglia, dentro o fuori il governo, intenti a manipolare il profondo divario settario presente nel Paese per ottenere un vantaggio politico". (L.M.) (Agenzia Fides 11/4/2012)


"Anche oggi il Risorto entra nelle nostre case e nei nostri cuori, nonostante a volte le porte siano chiuse. Entra donando gioia e pace, vita e speranza". In un'uggiosa piazza San Pietro Benedetto XVI ha invitato tutti ad accogliere nel proprio cuore il Cristo Risorto, l'unico che "può dare senso all'esistenza e far riprendere il cammino a chi è stanco e triste, sfiduciato e privo di speranza". Traendo spunto dalla trasformazione operata dalla Pasqua nella vita dei primi discepoli, il Papa ha ricordato i luoghi privilegiati dove ancora oggi possiamo incontrare il Figlio di Dio -- la Parola e l'Eucaristia -- e la missione dei fedeli nel mondo. A tutti il Pontefice ha chiesto di diffondere la pace che Cri ... More

Stella Maris e La Vita Cattolica ci informano su Porto Nogaro

Porto: un mondo. Invisibile


da "La Vita Cattolica"
29/03/12
600 navi ogni anno. Un via vai quotidiano, che passa inosservato. Con migliaia di persone a bordo di cui non conosciamo quasi nulla. Reportage della «Vita Cattolica»
SUPERIAMO un rapido controllo all’ingresso e ci siamo. Entriamo nell’area dello scalo fluviale di San Giorgio di Nogaro grazie all’opportunità offerta da Comitato welfare per la gente di mare e Caritas Udine con l’iniziativa «Porto aperto», occasione preziosa per conoscere un «mondo» di cui siamo abituati a sentir parlare solo in termini di traffici e percentuali di sviluppo. Insieme a noi in quest’avventura una quindicina di persone, alcune di San Giorgio, altre provenienti da più lontano. Un altro gruppo un'ora prima ci ha preceduti. Chi in porto immaginava un brulicare di attività rimane spiazzato. Il fiume Corno scorre lento e il silenzio tutt’intorno è rotto solo dal rumore del motore delle auto lungo la strada che collega il paese con la zona industriale e lo scalo. Oggi (sabato 24 marzo) c’è solo una barca attraccata lungo la banchina fluviale, ha bandiera ucraina. E' insolito normalmente le navi sono di più - spiega il comandante della Guardia Costiera, Luigi Spalluto-. A volte il via vai è tale che devono fermarsi al largo anche per giorni, prima di entrare». Navi che stazzano mediamente 3-4 mila tonnellate. Porto Nogaro ne accoglie oltre 600 ogni anno. Le nazionalità prevalenti degli equipaggi sono quelle russa, ucraina, turca, siriana e filippina (1 milione e 200 mila le tonnellate di merci movimentate nel 2011). I piazzali del porto sono invasi da carichi in attesa di essere imbarcati. La maggior parte prenderà il largo verso il Mar Nero. Disseminati ovunque, ma in modo ordinato, gru e montacarichi. Tutto ha dimensioni enormi e ogni cosa appare immobile. Ma a guardar bene non è così. Scorgiamo un marinaio solitario. Chino sul ponte, con in mano un secchio, è intento a passare un pennello su alcune superfici. La barca è carica a metà, «probabilmente si fermerà in porto qualche giorno» ci dice il nostromo, Massimo Distaso. Oggi è sabato e gli addetti al carico merci non lavorano: Il marinaio invece non si ferma lo farà probabilmente dopo le 17 quando potrà concedersi una pausa. E' quella l'ora in cui tre volte a settimana, i volontari del Centro Stella Maris gestito dalla Caritas in porto salgono a bordo per presentarsi e offrire accoglienza e sostegno a chi vive per mesi lontano da casa e dagli affetti.

In viaggio con Calvino e i raccoglitori di storie – Formazione con Giampaolo Gri e Livio Sossi.


(clicca per saperne di più)

Mercoledì 11 aprile 2012, dalle ore 16.30 presso l’auditorium attiguo alla biblioteca di Torviscosa (in via Vittorini, 1) si terrà l’incontro dal titolo “La fiaba di tradizione orale. Forme e significati del narrare, ascoltare, reinventare nei contesti popolari” a cura di Gianpaolo Gri (docente di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Udine), seguirà l’intervento “Sui sentieri di Calvino.

martedì 10 aprile 2012

lunedì 9 aprile 2012

Cero di Pasqua a Palmanova
Testo integrale dell’omelia dell’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato,nella Santa Messa del giorno di Pasqua ( 8 aprile, Cattedrale)   versione testuale
 
Care sorelle e fratelli,
 
dopo aver ascoltato le tre letture della Parola di Dio dedichiamo qualche minuto alla riflessione sulla festa di Pasqua che anche quest’anno celebriamo partecipando a questa S. Messa.
Le prime protagoniste della Pasqua, che i vangeli ricordano, sono alcune donne con, in testa, Maria Maddalena. Erano loro che, il tardo pomeriggio del venerdì, avevano aiutato la Madre di Gesù, il discepolo Giovanni e Giuseppe d’Arimatea a schiodare dalla croce il corpo del Maestro crocifisso e a deporlo in fretta nel sepolcro.
Avevano atteso tutto il sabato, festa di Pasqua per gli ebrei e giorno di riposo assoluto. Alla prima luce del giorno successivo, inizio della settimana, erano già in cammino verso il sepolcro di Gesù trascinate da un dolore e da un amore così forte che non avevano nemmeno pensato al modo per far rotolare la grossa pietra che chiudeva l’ingresso della tomba.
Ma giunte nel posto vedono il sepolcro inspiegabilmente spalancato ed, entrate, trovano ad attenderle non il corpo martoriato del Signore ma un giovane luminoso, che annuncia loro: “Qui avevate deposto il corpo crocifisso di Gesù ma ora non è più qui, è risorto. Andate da Pietro e dagli altri apostoli per avvisarli che Gesù li aspetta in Galilea. Là lo rivedranno”.
Queste donne sono i primi testimoni che Gesù si è scelto per annunciare la sua risurrezione. Per la mentalità del tempo erano i testimoni meno affidabili perché ad una donna non si credeva nei tribunali ebraici. Ma Gesù sceglie sempre quelli che sono più deboli e meno importanti agli occhi del mondo per diffondere l’annuncio del Vangelo.
Non ha bisogno della potenza della propaganda umana per farsi conoscere e per toccare il cuore degli uomini con la fede. Anche se poco credibili e autorevoli, quelle donne erano legate a Gesù da una fiducia e da un amore totale; per lui erano pronte a dare la vita.
Al Signore bastava questo; sono questi i testimoni che sempre ha scelto da quel mattino di Pasqua in poi, lungo tutti i due mila anni della storia del cristianesimo.
 
Ha scelto i martiri che, secondo la logica del potere, erano dei perdenti. Eppure facevano paura all’impero romano che tentava di annientarli perché mostravano col sangue una speranza che era più forte della paura delle torture e della morte. E hanno fatto paura agli imperi di ogni epoca come, ad esempio, al regime comunista che è arrivato fino ai nostri confini e che ha perseguitato spietatamente persone deboli e innocenti solo perché non accettavano i folli indottrinamenti dell’ideologia atea ma restavano fedeli alla loro fede in Gesù crocifisso per loro e risorto. E’ crollato il regime comunista che non è riuscito a domare i martiri e tante delle loro testimonianze attendono, ora, di essere conosciute e ascoltate.
Gesù risorto non ha scelto solo i martiri del sangue ma anche i martiri della carità per diffondere l’annuncio della potenza della sua risurrezione. Di quanti testimoni di amore eroico per i fratelli può onorarsi la Chiesa di Cristo! Quanti hanno consumato la loro vita fino alla morte, senza calcoli e riserve, per soccorrere sorelle e fratelli ammalati, deboli, sfortunati!
Alcuni sono più noti perché la Chiesa li ha dichiarati santi e li offre come esempio a tutto il popolo cristiano e a tutti gli uomini di buona volontà. Ma sono un esercito i martiri della carità meno noti. Ne abbiamo conosciuto certamente anche noi, magari dentro la nostra famiglia o tra i nostri amici e benefattori. Ne ha avuto molti anche la nostra diocesi e il nostro Friuli.
 
I martiri del sangue e i martiri della carità sono i testimoni che Gesù si è scelto perché sono credibili. Hanno, infatti, mostrato a prezzo della vita che è sicura la promessa di Gesù: “Chi perderà la vita per me la salverà”. Questa promessa nessun uomo può farla ad un altro perché, prima o dopo, la morte porta via la vita di tutti e nessuno può salvare per sempre la vita di un altro.
Ma la morte non ha portato via la vita a Gesù dopo che lui l’aveva donata senza alcun risparmio. E’ risorto confermando tutte le promesse che aveva fatto e che l’amore che lui vive e dona è più forte della morte perché viene da Dio.
 
Prego per me e per voi, care sorelle e fratelli, in questa S. Messa di Pasqua perché Gesù risorto doni anche a noi di donare la vita sostenuti dalla speranza che, in questo, modo non avremo vissuto senza scopo ma per Gesù e parteciperemo attraverso la morte alla sua risurrezione.
Saremo anche noi uomini di speranza di cui ha bisogno anche il nostro tempo. Questo è il mio augurio di santa Pasqua.


domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua!



"La luce rende possibile la vita, la conoscenza, l'accesso alla realtà, alla verità". Per questo "Il buio su Dio e il buio sui valori sono la vera minaccia per la nostra esistenza e per il mondo in generale". Lo ha detto il Papa sabato notte, nella celebrazione della Veglio Pasquale della Notte Santa, aperta nell'atrio della Basilica di San Pietro con il rito del "Lucernario", nel corso del quale ha acceso il cero pasquale. Cero che rappresenta "In modo meraviglioso il mistero pasquale di Cristo che dona se stesso e così dona la grande luce", una luce che vive in virtù del sacrificio, ha spiegato Benedetto XVI nel corso dell'omelia. Dopo il canto del "Lumen Christi" e l'accensione delle luci, la Litur ... More

Foglio della Domenica 8 aprile 2012 Pasqua


Chiacchiere inutili dello scriba criticone

Veglia Pasquale:
  • serata piovosa
  • fedeli che riempiono banchi e sedie
  • celebrazione foraniale, lo sicapisce dalla presenza dei ceri dei Zellina, Porto Nogaro, Villanova e San Giorgio
  • l'omelia del parroco che parla di risurrezione
Dunque tutto bene, il centro dell'anno liturgico è celebrato....ma, fedeli, da parte dello scriba nasce un aiutiamoci! E aiutiamo!
Forse il coro ha bisogno di nuova linfa, di nuove persone per cantare Pasqua, forse erano in poche in quanto persone impegnate, ma la Veglia Pasquale è il centro dell'anno liturgico!
Molti non partecipano perchè si va alla messa domenicale....Ma dopo una quaresima così ben preparata alle 11 con i catechisti impegnati nelle letture e nei segni, un ottavario nel quale tutti hanno dato tutto(i fiori di ieri sera erano quelli che i fedeli hanno donato alla Maddonna), non si può impoverire il sabato Santo!
E' andato tutto bene!Alleluia!
Però Pasqua è battesimo, Pasqua è cero, Pasqua è partecipazione al segno del cero...Ma insomma il prossimo anno non pioverà è torneremo fuori dalla chiesa a scambiarci la luce del cero non alla luce artificiale del Duomo!
e non si danno in mano accendini ai chierichetti. è più pericoloso di una candela accesa dal cero!
A proposito, midicono dalla regia che il rosa (dei fiori) non è il colore adatto alla Pasqua!
Basta adesso vado a confessarmi di nuovo!
Buona Pasqua Cristo risusciti in ogni cuore!

sabato 7 aprile 2012



La notte del venerdi santo, commemorando la deposizione e la sepoltura di Cristo ... More


"L'esperienza della sofferenza segna l'umanità, segna anche la famiglia". Lo ha sottolienato Benedetto XVI, al termine della Via Crucis al Colosseo, trasmessa in mondovisione. Lasciandosi ispirare dalle meditazioni preparate quest'anno dai coniugi Danilo e Anna Maria Zanzucchi, del Movimento dei Focolari e iniziatori del Movimento "Famiglie Nuove", il Papa si è soffermato sulle tante difficoltà che oggi rendono faticoso il cammino delle famiglie: la "precarietà del lavoro" e le altre "conseguenze negative provocate dalla crisi economica", "incomprensioni, divisioni, preoccupazione per il futuro dei figli, malattie, disagi di vario genere". A tutti il Pontefice ha offerto la speranza del Figlio di Dio: ... More

venerdì 6 aprile 2012

Pasqua di risurrezione Domenica 8 aprile 2012


    DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO B)





PRIMA LETTURA (At 10,34a.37-43)
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

SECONDA LETTURA (Col 3,1-4)
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

SEQUENZA
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.


Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.

VANGELO (Gv 20,1-9)
Egli doveva risuscitare dai morti.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.



Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C - Siamo certi che Cristo è veramente risorto dai morti: questo è il grido di vittoria che oggi unisce tutti noi. Sorretti da questa speranza e in compagnia di Maria, Madre dei credenti, andiamo incontro al Risorto affinché egli presenti al Padre le nostre suppliche e le nostre preghiere.

L - Preghiamo insieme dicendo:

Venga il tuo Regno, Signore!

1.      Per il Papa, i Vescovi e per tutti i ministri del Vangelo. Custodisci loro con la luce della tua grazia. Confermali nella fede, nella speranza e nella carità, affinché possano indicarci la via da percorrere in questa difficile ed avvincente ora della storia. Preghiamo.

2.      Per il mondo intero. Esso anela alla pace, ma spesso non sa dove incontrarla. La luce della tua Risurrezione rischiari le tenebre dei cuori di tutti e, in particolare, di chi è chiamato a decidere le sorti dei singoli e di intere nazioni. Possa sempre prevalere nel loro cuore l’amore per la verità e il desiderio di operare per il bene comune. Preghiamo.

3.      Per tutti i battezzati. Nell’aspersione del sangue e dell’acqua che scaturiscono dal tuo costato squarciato, rinnovino la grazia della loro rinascita nello Spirito. Preghiamo.

4.      Per coloro che soffrono, nel corpo o nello spirito.  Concedi loro di scoprire la fecondità del dolore vissuto ed offerto con amore. L’immagine della tua Croce gloriosa faccia loro scoprire l’intima gioia di poter unire le loro sofferenze alle tue, divenendo, sin d’ora, testimoni della tua Risurrezione. Preghiamo.

5.      Per i giovani. Non ripongano la loro fiducia nei surrogati offerti in abbondanza dal mondo e dalle sue mode, ma trovino il senso autentico della loro vita in te, morto e risorto. Preghiamo.

6.      Per tutti noi. La fede sostenga l’ardore della tua Pasqua, che pervade il nostro cuore, e ravvivi la gioia di amarti e annunciarti ad ogni creatura. Preghiamo.

7.      Per i nostri fratelli defunti. In questo giorno, in cui si celebra la tua Risurrezione, ti chiediamo di accoglierli nella tua infinita misericordia e di ammetterli nella Gerusalemme del cielo, dove possano lodare senza fine il tuo nome in gioiosa esultanza. Preghiamo.

C – Dio onnipotente ed eterno, la Chiesa guarda il tuo Figlio risorto, Alfa ed Omega, centro e fine della storia. In questa Pasqua concedi a noi di portare nel cuore la fede in Gesù Cristo, di confessarla e di testimoniarla con le parole e con la vita, rendendo presente il mistero della croce e della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.












La celebrazione dell'Ora Santa al Getsemani in diretta televisiva. La processione alla chiesa del Gallicantu per ricordare l'arresto di Gesu'. Il Giovedi' Santo e' scandito dalle celebrazioni francescane che si prolungano fino a tarda sera. More


"Quando l'uomo si mette contro Dio, si mette contro la propria verità e pertanto non diventa libero, ma alienato da se stesso". E' la riflessione che Benedetto XVI ha offerto nella Basilica di San Giovanni in Laterano, celebrando la messa "nella Cena del Signore", inizio del Triduo Pasquale. Nel corso dell'omelia, il Papa ha chiarito che perseguire esclusivamente la propria volontà non apre le porte alla libertà, che tale forma di ribellione pervade la storia ed è una "menzogna di fondo che snatura la nostra vita". Nello scenario del Giovedì Santo, richiamando l'istituzione della Santissima Eucaristia, il Pontefice ha ricordato come "l'elemento più caratteristico della figura di Gesù", "il nucleo dell ... More


Al Cenacolo il Custode lava i piedi ad alcuni bambini della parrocchia di San Salvatore. Per rivevere gli ultimi momenti di Gesu' nel luogo dove tutto e' avvenuto. More

giovedì 5 aprile 2012



"L'apparizione del Risorto alla Maddalena ci ricorda che anche noi, come lei, siamo inviati ad annunciare la realta' di questo evento". Insieme al presidente del Santo Sepolcro, meditiamo sui luoghi della Resurrezione di Gesu' e delle sue prime apparizioni More
Sacerdozio, «un dono di cui rendere grazie»   versione testuale
L'Arcivescovo ha presieduto in Cattedrale la celebrazione della Messa del Crisma

UDINE (5 aprile, ore 11.30) - «Per assicurare ai suoi discepoli e alla sua Chiesa il nutrimento vitale del suo Corpo e Sangue, Gesù, nell'Ultima cena, ha fatto un altro dono di cui oggi, Giovedì Santo, rendiamo grazie: il sacerdozio ministeriale». Così l'Arcivescovo di Udine nell'OMELIA della Santa Messa Crismale, in Cattedrale, durante la quale si sono ricordati 20 giubilei sacerdotali.
 
«Solo dopo essersi nutriti alla mensa del Corpo e Sangue del Signore – ha ricordato l'Arcivescovo – dei deboli uomini possono trovare nel loro cuore quello Spirito dell’Amore che fa riconoscere nel proprio simile non un rivale con cui confrontarsi o un debole su cui passare sopra ma un fratello di cui farsi servi fino a lavargli i piedi come ha fatto il Maestro e il Signore». Ecco, dunque, che «il sacerdozio è un dono che possiamo ancora chiamare anche miracolo divino», ha aggiunto mons. Mazzocato. «Se l’umiltà non ci abbandona o l’abitudinarietà non ha il sopravvento, in ogni celebrazione eucaristica noi, vescovi e presbiteri, non possiamo non rivivere un sentimento di meraviglia e riconoscenza per ciò che Gesù ha voluto fare della nostra piccola e indegna persona».
 
Durante la celebrazione l'Arcivescovo ha anche ricordato i giubilei sacerdotali che si celebrano quest'anno e speso alcune parole per far memoria dei confratelli defunti. Ai moltissimi sacerdoti presenti mons. Mazzocato ha rivolto l'invito ad impegnarsi per «vivere della stessa carità di Cristo dentro il nostro sacerdozio» e li ha incoraggiati, nel rinnovare le promesse sacerdotali, a chiedere «la grazia di essere noi pastori, per primi, maestri e testimoni della fede in Gesù».

Foglietto di domenica 1 aprile 2012