mercoledì 28 novembre 2012

Udienza di mercoledi 28 Novembre 2012

Benedetto XVI: L'amore di Dio dilata i confini dell'uomo..





Benedetto XVI: L'amore di Dio dilata i confini dell'uomo.



"Come parlare di Dio nel nostro tempo? Come comunicare il Vangelo, per aprire strade alla sua verità salvifica nei cuori spesso chiusi dei nostri contemporanei e nelle loro menti talvolta distratte dai tanti bagliori della società?". Partendo da queste domande, Benedetto XVI ha dipanato la catechesi dell'odierna udienza generale. Ai fedeli riuniti in aula Paolo VI il Papa ha indicato l'esempio di Gesù, "che è sceso dal suo Cielo per immergersi nel mondo degli uomini e insegnare 'l'arte di vivere', la strada della felicità". La comunicazione del Risorto, infatti, "è stata una continua educazione a chinarsi sull'uomo per condurlo a Dio", "in Lui annuncio e vita si intrecciano". Ecco, quindi, che "questo ...

Ladri di rame secondo il Messaggero Veneto


lunedì 26 novembre 2012

 Gaza, i problemi non hanno fine




893 Gaza, i problemi non hanno fine HD youtube

...e tutti sono diventati poveri

ASIA/SIRIA - Il Vescovo caldeo Audo: il conflitto ha sfigurato Aleppo

Aleppo (Agenzia Fides) - Negli ultimi giorni il fragore delle armi che si percepiva anche dal centro di Aleppo sembra essersi attenuato. E nell'apparente fase di stallo si registrano con più nettezza gli effetti devastanti del conflitto sulla vita ordinaria di quella che era una tra le città più fiorenti e cosmopolite di tutto il Medio Oriente. "Qui adesso tutto appare avvolto da un senso di rovina e decadenza" racconta all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Antoine Audo, Vescovo caldeo della metropoli.
In qualità di responsabile della Caritas in Siria, Mons. Audo si misura ogni giorno con le conseguenze a lungo termine del conflitto sulla quotidianità. Spiega a Fides: "Nell'area di Aleppo ci sono centinaia di migliaia di rifugiati interni, accalcati nelle scuole e in accampamenti improvvisati, come i più di 5mila che dormono all'aria aperta nei giardini della città universitaria. Ma la gente non lavora, e tutti sono diventati poveri. Anche quelli che vivono ancora nelle loro case. Le aree industriali delle periferie sono state bombardate e saccheggiate. Da settimane non si raccoglie l'immondizia, e nelle strade l'aria diventa irrespirabile".
I cinque centri Caritas della città assistono in maniera diretta 2.400 famiglie, distribuendo medicine, vestiti e beni alimentari. Nei giorni scorsi i sacerdoti e i volontari che cooperano nella rete Caritas si sono incontrati con Mons. Audo per studiare i programmi in vista dell'inverno. In quella che nel 2006 si era guadagnata il titolo di "Capitale culturale del mondo islamico", il conflitto ha aperto le porte anche ai fantasmi del freddo, della fame e delle malattie. (GV) (Agenzia Fides 26/11/2012).

Siamo veramente nei guai" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama

AFRICA/NIGERIA - "È inquietante vedere chi ci deve difendere subire attacchi del genere" dice l'Arcivescovo di Jos

Jos (Agenzia Fides) - "Quello che è veramente inquietante è che, nel compiere questi ultimi attacchi, i membri di Boko Haram sembrano essere certi di avere successo. Ciò è sconvolgente perché si suppone che i poliziotti e i militari siano incaricati di proteggere la popolazione civile, ora invece diventano essi stessi vittime degli attacchi di Boko Haram. Siamo veramente nei guai" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando l'attacco di domenica 25 novembre con due autobombe contro una chiesa protestante all'interno della caserma che ospita l'Armed Forces Command and Staff College (un'importante scuola militare) a Jaji, nello Stato di Kaduna, nella Nigeria del nord.
"Sono appena rientrato in Nigeria da Roma, dove ho partecipato al Concistoro e alla nomina a Cardinale di Mons. Onayiekan, e ho appena letto dell'attentato" dice Mons. Kaigama. "La mia prima reazione, quando ho letto sui giornali dell'attacco alla chiesa protestante in una base militare, è stata di pensare che queste persone sono molto audaci. Questi criminali sono capaci di rinnovarsi. Sono passati dall'attaccare i fedeli innocenti nelle proprie chiese a portare la guerra all'interno dell'establishment militare, dimostrando così un alto grado di esperienza nel commettere i loro crimini e il livello di organizzazione che hanno raggiunto" conclude l'Arcivescovo.
La stampa nigeriana riporta che questa mattina è stato respinto un assalto ad Abuja (la capitale federale) contro la sede di un'unita speciale di polizia incaricata di dare la caccia ai membri di Boko Haram. (L.M.) (Agenzia Fides 26/11/2012)

domenica 25 novembre 2012

Coppa Italia di Fondo: Gavirate in evidenza a San Giorgio di Nogaro  

Il portale Sportivo Sevenpress.com racconta le gare di San Giorgio di Nogaro
Benedetto XVI: Dio continua ad agire nella storia.
Benedetto XVI: Dio continua ad agire nella storia
Preghiamo per i nuovi cardinali, che ben rappresentano la dimensione universale della Chiesa, ha detto il Papa rivolgendosi ai fedeli in Piazza San Pietro, prima della preghiera dell'Angelus, al termine del Concistoro del mattino. L'intercessione di Maria, ha aggiunto il Papa, ci aiuti a vivere compiendo quelle opere di luce che ci avvicinano al cielo, convinti che nelle tormentate vicende della storia, Dio continua a costruire il suo Regno di amore. Dopo l'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato che ieri si è svolta in Ecuador la beatificazione di suor Maria Troncatti delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Ed ha ricordato che sabato prossimo si svolgerà il pellegrinaggio degli universitari di Roma alla Tomb ...

Foglio Parrocchiale 25 novembre 2012



venerdì 23 novembre 2012

ASIA/TERRASANTA - Dopo la tregua, urge rimuovere il blocco di Gaza: appello di Oxfam

Gerusalemme (Agenzia Fides) - La tregua appena siglata da sola "non è sufficiente": per ridare una speranza alla pace, oggi urge porre fine all'embargo di Gaza che "da cinque anni è soggetta a un blocco paralizzante, che ha limitato le importazioni e le esportazioni e ha distrutto la sua economia". E' quanto afferma, in una dichiarazione inviata all'Agenzia Fides, Martin Hartberg, portavoce dell'Ong Oxfam a Gerusalemme. L'Ong Oxfam, una delle maggiori al mondo, con sede nel Regno Unito, è presente in Israele e Palestina con progetti di sviluppo per le fasce deboli, interventi di tutela dei minori, attività in ambito socio-sanitario e sostegno allo sviluppo rurale.
Nella nota inviata a Fides, Oxfam, accogliendo positivamente la notizia del cessate il fuoco, rimarca che la tregua è fondamentale, ma è solo il primo passo: "La violenza nel corso delle ultime settimane è stata devastante per la gente a Gaza e in Israele. Centinaia di vite sono state perse mentre case, scuole e asili sono distrutti. Le persone hanno bisogno di poter tornare a vivere una vita normale. Per oltre una settimana le scuole a Gaza e nel sud di Israele sono state chiuse e le attività grazie alle quali le persone si guadagnano da vivere a Gaza, come la pesca e l'agricoltura, sono state interrotte perché troppo pericolose". Per questo ora è urgente rimuovere l'embargo che affligge Gaza: "Da quando il blocco di Gaza è iniziato, cinque anni fa - riferisce Oxafm - un terzo delle imprese di Gaza hanno chiuso e l'80% della popolazione ha ora bisogno di aiuto".
Oxfam chiede alla comunità internazionale "maggior coraggio": "Solo togliendo il blocco avremo qualche possibilità di porre fine all'incessante ciclo di violenza che ha devastato milioni di vite. Se il blocco di Gaza continuerà e i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania rimarranno separati, sarà impossibile raggiungere la soluzione di due stati per due popoli auspicata dalla comunità internazionale". Nei giorni scorsi Oxfam, insieme con altre 37 Ong, aveva chiesto alla comunità internazionale di promuovere una tregua immediata, per proteggere i civili e prevenire una nuova catastrofe umanitaria a Gaza. (PA) (Agenzia Fides 23/11/2012)

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giovedì 22 novembre 2012

Appello di un vescovo e chiesa profanata, la Siria attuale!

ASIA/SIRIA - Appello dell'Arcivescovo Roham ai belligeranti: "Risparmiate le città di Kamishly e Hassaké"

Hassaké (Agenzia Fides) - Migliaia di civili innocenti e di famiglie di profughi, fra i quali donne, anziani bambini, sono rifugiati nella città di Kamishly e di Hassaké (Siria orientale), che vanno assolutamente "preservate e risparmiate dal conflitto, per evitare una catastrofe umanitaria": è l'appello lanciato tramite l'Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Eustathius Matta Roham, Arcivescovo siro-ortodosso della diocesi di Jazirah ed Eufrate, che copre territori della Siria orientale.
Raccontando, in un messaggio inviato a Fides, la situazione nella sua diocesi, Mons. Matta Roham la definisce "confusa" e descrive la gente "piena di paura, specialmente a Kamishly e Hassaké". "Ci sono oltre 400.000 abitanti in ciascuna di queste due grandi città - spiega - e i cristiani sono circa il 20% in ognuna. Inoltre migliaia di famiglie sfollate sono giunte a Kamishly e Hassaké dopo aver lasciato le loro case in rovina in altre parti del paese. Se un giorno, Dio non voglia, la guerra arriverà in queste due città, ci sarà un vero e proprio grande disastro per migliaia di famiglie e di civili innocenti".
Per questo l'Arcivescovo rivolge un accorato appello agli organismi internazionali e a tutte le parti in lotta perchè "questa regione possa essere risparmiata e possa rimanere un rifugio sicuro per tutti, al fine di salvare la vita di migliaia di famiglie, ed evitare una distruzione definitiva". Nel messaggio inviato a Fides, l'Arcivescovo, guardando la distruzione di tanti luoghi e infrastrutture in Siria, afferma con amarezza che "ci vorranno molti anni per ricostruire sia le anime e sia gli edifici nel nostro paese. Prego che la giustizia e la pace prevalgano su questa situazione di caos".
"La guerra in Siria - prosegue - ha provocato divisione tra le comunità in molti luoghi e la distruzione di molte aree urbane. D'altra parte, ha creato solidarietà tra la maggioranza delle persone, che rifiutano la lotta e cercano di prendersi cura delle famiglie che soffrono".
Mons. Matta Roham prega il Signore perché "nella sua sapienza possa condurre le parti verso una soluzione pacifica del conflitto". (PA) (Agenzia Fides 22/11/2012)

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ASIA/SIRIA - Chiesa profanata da banditi, poi arredi restituiti e cerimonia di riconciliazione

Homs (Agenzia Fides) - Un atto di vandalismo, poi le scuse e la riconciliazione. E' accaduto a Qara, nella diocesi di Homs (Siria occidentale), dove il 19 novembre l'antica chiesa dei santi Sergio e Bacco, del VI secolo, è stata profanata da vandali che hanno forzato la porta. I vandali hanno rubato oltre 20 icone (del XVIII e XIX sec), antichi manoscritti e arredi sacri. Hanno profanato l'altare e hanno cercato di rubare un famoso affresco del XII sec, la "Madonna del latte". Per cercare di staccarlo, lo hanno rovinato, provocando due tagli alla figura della Vergine.
Appena la notizia si è diffusa a Qara, cittadina sotto il pieno controllo dell'opposizione siriana, si è sviluppato un forte movimento di solidarietà in tutte le comunità. Capi delle famiglie, leader delle tribù, capi musulmani e di altri confessioni sono venuti a visitare la chiesa e a manifestare amarezza e solidarietà al sacerdote greco cattolico p. Georges Luis che, con un prete greco-ortodosso, continua a celebrare la Messa per le poche famiglie cristiane di Qara, tenendo accesa la fiammella della fede.
Il Patriarca greco-ortodosso Ignazio IV Hazim e il Patriarca greco-cattolico Gregorios III Laham sono stati avvisati e hanno esortato sia il governo sia l'opposizione a garantire la sicurezza nel paese che, hanno detto, "sta sprofondando nel caos", visti gli atti di banditismo, sequestri, aggressioni, massacri, bombardamenti di aree residenziali.
I fedeli cristiani e musulmani di Qara si sono riuniti in veglie di preghiera. Ieri, 21 novembre, festa della Presentazione della Vergine al Tempio, è accaduto quello che la comunità locale definisce "un miracolo". Al mattino un camion con uomini dal volto coperto è giunto alla chiesa. Il gruppo ha chiesto di incontrare p. Georges. Come riferito a Fides dal sacerdote, gli uomini gli hanno detto: "Non apprezziamo quanto hanno fatto i nostri compagni. Vi preghiamo di perdonarci. Noi siamo una comunità, un solo popolo, una nazione. La vostra sicurezza è la nostra. Voi siete sotto la nostra responsabilità". La maggior parte degli oggetti rubati - altrimenti destinati al mercato di contrabbando - sono stati restituiti, con grande gioia e sollievo per tutti. P. Georges ha servito un caffè arabo agli ospiti e molte altre persone del quartiere si sono unite al momento conviviale. La popolazione locale ha festeggiato offrendo dolci in strada. Un finale all'insegna della riconciliazione che il movimento locale "Mussalaha" ha benedetto e favorito. (PA) (Agenzia Fides 22/11/2012)

mercoledì 21 novembre 2012

Furto da 50 mila euro
in un bar di San Giorgio


Presi di mira videopoker e cambiamonete del bar Stazione. Il titolare è arrivato pochi minuti dopo la fuga dei ladri Clicca per visualizzare l'articolo

Benedetto XVI: appello per il Medio Oriente.
Benedetto XVI: appello per il Medio Oriente
Seguo con grave preoccupazione l'aggravarsi della violenza tra gli Israeliani e i Palestinesi della Striscia di Gaza. Insieme al ricordo orante per le vittime e per coloro che soffrono, sento il dovere di ribadire ancora una volta che l'odio e la violenza non sono la soluzione dei problemi. Inoltre, incoraggio le iniziative e gli sforzi di quanti stanno cercando di ottenere una tregua e di promuovere il negoziato. Esorto anche le Autorità di entrambe le Parti ad adottare decisioni coraggiose in favore della pace e a porre fine a un conflitto con ripercussioni negative in tutta la Regione medio-orientale, travagliata da troppi scontri e bisognosa di pace e di riconciliazione.
ASIA/LIBANO - Tutto il Libano si raccoglie intorno al Patriarca Bechara Boutros Rai, nuovo Cardinale

Beirut (Agenzia Fides) - L'ingresso nel Sacro Collegio del Patriarca maronita Bechara Boutros Rai diventa occasione per ritrovare l'unità nazionale libanese in un momento estremamente delicato per gli equilibri politici e sociali del Paese dei cedri. Rappresentanti di tutte le fazioni e i gruppi politici e religiosi che compongono il mosaico libanese, presenzieranno nei prossimi giorni alle celebrazioni e ai momenti pubblici legati al Concistoro convocato a Roma da Benedetto XVI per la creazione di sei nuovi Cardinali. In quell'occasione, anche il capo della Chiesa maronita riceverà dalle mani del Vescovo di Roma la berretta cardinalizia.
Alle celebrazioni e poi agli incontri ufficiali con il Patriarca neo-porporato prenderanno parte più di venti Vescovi libanesi, i Superiori religiosi del Libano insieme ad alti rappresentanti del Patriarcato ortodosso di Antiochia e del Patriarcato armeno. Le istituzioni nazionali saranno presenti al massimo livello, con la partecipazione annunciata del Presidente della repubblica libanese Michel Suleiman. Nutrita e eloquente la lista dei rappresentanti dei gruppi politici, che intorno al Patriarca neo-porporato accantoneranno temporaneamente le contrapposizioni che segnano l'attuale fase politica libanese. Salvo forfait dell'ultima ora, il Partito delle Falangi sarà rappresentato dall'ex presidente Amin Gemayel. Invierà un rappresentante personale l'ex Primo ministro sunnita Saad Hariri, che mercoledì scorso ha potuto salutare il Papa in Aula Paolo VI al termine dell'udienza generale. Verranno a Roma in occasione del Concistoro diversi deputati del Movimento Patriottico Libero, il Partito guidato dall'ex generale Michel Aoun. Mentre Suleiman Franjie, leader del movimento Marada, invierà a rappresentarlo un suo figlio.
Secondo informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, anche il partito di Hezbollah sarà presente a Roma nei giorni del Concistoro con un suo rappresentante ufficiale. Si tratta di Ghalib Abu Zeinab, membro dell'ufficio politico del Partito sciita e responsabile delle relazioni con i cristiani. Lo scorso 9 novembre una delegazione di Hezbollah guidata da Sayyed Ibrahim Amin al-Sayyed, Capo dell'ufficio politico dell'organizzazione, si era recata nella sede del Patriarcato maronita a Bkerkè per offrire le proprie felicitazioni al Patriarca. (GV) (Agenzia Fides 21/11/2012).

        «Soprintendenza ostile, intervenga Tondo»

lunedì 19 novembre 2012

ASIA/TERRA SANTA - Il Patriarca emerito Sabbah: davanti alle stragi di Gaza, l'Onu riconosca lo Stato palestinese come osservatore permanente

Gerusalemme (Agenzia Fides) - "Dietro ai missili lanciati da Gaza e alle rappresaglie scatenate di tempo in tempo da Israele, riemerge sempre la questione di fondo. Quella israeliano-palestinese. Questo è il problema che bisogna affrontare e risolvere, se si vuole che Gaza sia in pace e che anche Israele viva in pace e in sicurezza". Così dichiara all'Agenzia Fides Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini. Il Patriarca emerito ricorda che la striscia di Gaza da molti anni "vive sotto il peso di un embargo assurdo, che rende inumana l'esistenza quotidiana di un milione e mezzo di persone, fomentando sentimenti di ostilità permanente nei confronti di Israele. La comunità internazionale rimane indifferente, e si risveglia dal torpore solo davanti a escalation come quella in atto in questi giorni".
Secondo colui che è stato il primo arabo chiamato alla guida del Patriarcato Latino di Gerusalemme, occorre usare tutti gli strumenti politici e diplomatici per "costringere palestinesi e israeliani a un accordo di pace definitivo". A questo riguardo, il Patriarca emerito rilancia il recente appello con cui più di cento leader cristiani della Terra Santa hanno chiesto alla comunità internazionale, e in particolare all'Europa, di sostenere il riconoscimento dello Stato palestinese come membro a pieno titolo dell'Onu, con la qualifica di Osservatore permanente. "Non riesco a capire in che modo tale richiesta possa essere presentata come un'iniziativa contro la pace. Anche le Chiese - aggiunge Sua Beatitudine - devono assumersi le proprie responsabilità, affinché la Terra Santa non diventi una terra di guerra".
Secondo il Patriarca Sabbah, un appoggio deciso alla richiesta dell'Autorità palestinese rappresenta l'ultima occasione per preservare anche l'autorità del presidente Abu Mazen dalla totale delegittimazione: "Se una autorità viene costantemente umiliata, il popolo col passare del tempo prende atto che quella autorità non vale più niente. Abu Mazen è un capo palestinese che vuole la pace. Visto come è stato trattato, chissà chi potrà arrivare, dopo di lui". L'appello dei leader cristiani, diffuso prima che fosse scatenata l'offensiva israeliana su Gaza, era stato sottoscritto - tra gli altri - anche dall'Arcivescovo greco-ortodosso Atallah Hanna e dal pastore battista Alex Awad. (GV) (Agenzia Fides 19/11/2012).

Il Santo Sepolcro non paga

Contenzioso sull'acqua al Santo Sepolcro HD per youtube.