venerdì 11 gennaio 2013

Una piccola comunità cinese

ASIA/CINA - Una piccola comunità della diocesi di Feng Xiang diventa riferimento per l'evangelizzazione

Feng Xiang (Agenzia Fides) - La parrocchia di Nan Guan del decanato di Bao Ji, nella diocesi di Feng Xiang della provincia dello Shaan Xi, è una piccola comunità composta da circa 200 fedeli, ma dimostra capacità notevoli per l'evangelizzazione, dal momento che ha visto 45 battezzati nell'anno appena concluso. Sua Ecc. Mons. Lucas Li Jing Feng, Vescovo novantenne della diocesi di Feng Xiang, visita spesso la parrocchia per incoraggiare i fedeli alla missione dell'evangelizzazione. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, a Natale Mons. Li ha amministrato il Battesimo a 10 catecumeni della parrocchia, davanti a migliaia di fedeli venuti da tutta la diocesi, durante la Messa solenne della notte di Natale, che è stata seguita da oltre un'ora di processione della luce. Nella solennità dell'Assunzione di Maria, Mons. Li ha conferito il sacramento della Cresima a 8 fedeli e il Battesimo a 4 catecumeni. A Pasqua ha battezzato 9 persone. Secondo il Vescovo, la parrocchia è piccola, "ma ormai è un punto di riferimento dell'evangelizzazione per la diocesi", ed ha promesso: "verrò più spesso da voi per incoraggiare la vostra missione ed anche per dare un esempio alle altre comunità ecclesiali di base, soprattutto nell'Anno della Fede". I gruppi della missione giovanile, della caritas e dei catechisti sono particolarmente attivi. (NZ) (Agenzia Fides 2013/01/11)

giovedì 10 gennaio 2013

Intrappolati in Siria

ASIA/SIRIA - Una comunità cristiana intrappolata e ridotta allo stremo a Nord di Aleppo

Aleppo (Agenzia Fides) - Circa mille fedeli cristiani, fra greco-ortodossi e cattolici latini, sono intrappolati nel piccolo villaggio di Yaakoubieh, tutto cristiano, a Nord di Aleppo. Ridotti allo stremo, senza cibo, senza elettricità, in mancanza dei beni di prima necessità, si trovano nel bel mezzo di pesanti combattimenti fra forze lealiste e gruppi di opposizione. Sono impossibilitati a lasciare il villaggio e "sono in condizioni disastrose, dove rischiano l'estinzione". E' l'allarme lanciato, tramite l'Agenzia Fides, dal frate francescano p. François Kouseiffi OFM cap, parroco della chiesa di San Francesco ad Hamra (Beirut), che si occupa della cura e dell'assistenza di circa 500 rifugiati siriani. I profughi hanno riferito a p. Kouseiffi la tragica situazione del villaggio di Yaakoubieh, da cui molti provengono, e dove restano molti dei loro parenti. Prima della guerra nel villaggio vivevano circa 3.000 cristiani fra armeni, ortodossi e cattolici, ora sono quasi tutti fuggiti. Nel villaggio ci sono tuttora delle suore francescane che, riferisce il frate, condividono la sorte dei civili. "La situazione è molto grave. I fedeli sono intrappolati. Stiamo cercando in tutti i modi di aiutarli a venire in Libano. Nei giorni scorsi alcuni nostri emissari sono partiti per recarsi là, ma il tragitto è pericolosissimo e, dopo oltre una giornata di viaggio via terra, sono giunti ad Aleppo. I contatti i con i cristiani rimasti sono sporadici. Hanno lanciato l'allarme per la loro sopravvivenza. Rischiano di morire nel silenzio generale".
I cristiani siriani pagano il prezzo della destabilizzazione del paese e soffrono come gli altri cittadini siriani ma, come le altre minoranze, sono i gruppi più vulnerabili. Sui circa quattro milioni di rifugiati siriani, i cristiani siriani sono circa 500mila, dei quali 25mila si trovano in Libano. Nei giorni scorsi, ricorda p. Kouseiffi, "l'ondata di gelo ha reso le loro condizioni molto più difficili: siamo in piena emergenza umanitaria. Raccontano il loro dramma, le loro speranze, e sognano un futuro migliore per il loro paese". (PA) (Agenzia Fides 10/1/2013)

mercoledì 9 gennaio 2013

Zaatari

ASIA/GIORDANIA - Il direttore della Caritas: rivolta nel campo di Zaatari, devastato dalla tormenta; per fuggire i profughi scelgono di tornare in Siria

Amman (Agenzia Fides) - Le tempeste di neve, vento e pioggia gelida abbattutesi sul Regno hashemita hanno avuto effetti devastanti sul campo profughi di Zaatari, nel deserto giordano, dove vivono ammassati in una situazione sempre più intollerabile 50mila dei rifugiati fuggiti dalla guerra civile siriana. "Le tormente - riferisce all'Agenzia Fides Wael Suleiman, direttore di Caritas Giordania - hanno distrutto almeno 500 tende del campo. In mezzo al deserto, i profughi vivono una condizione ormai insostenibile, in cui c'è da diventare pazzi. Non abbiamo ancora notizie di morti, ma certo in molti si sentiranno male e avranno bisogno di essere curati. Alcuni hanno ripreso la via della Siria. Preferiscono i rischi di un Paese dilaniato della guerra alla prospettiva di veder morire i propri bambini nell'inferno del campo profughi".
Dopo tre giorni di pioggia e neve, il fango ha travolto le tende che ospitano i rifugiati, comprese quelle dove vivevano bambini e donne incinte. Nel pomeriggio di martedì 8 gennaio, alcuni profughi esasperati hanno attaccato con pietre e bastoni il personale dell'Onu e delle organizzazioni locali coinvolto nella gestione del campo. "La situazione è esplosiva. Da tempo sosteniamo che il campo di Zaatari andrebbe chiuso. Ma l'apertura di una nuova struttura nell'area di Zarqa, data sempre per imminente, viene di volta in volta rinviata" spiega a Fides Suleiman.
La Caritas, che non è coinvolta nella gestione diretta del campo di Zaatari, davanti alla drammatica situazione climatica ha distribuito negli ultimi giorni coperte, stufe e cibo caldo a 30mila famiglie di profughi. Ma le iniziative di soccorso messe in campo in Giordania appaiono in affanno davanti a un'emergenza umanitaria che si dilata di giorno in giorno. "Se parliamo con quelli del governo - racconta a Fides il direttore di Caritas Giordania - ci dicono che la questione dei rifugiati non è di loro competenza diretta. Se andiamo dai funzionari dell'Onu, ci dicono che le risorse sono limitate e non si può operare meglio di così. Intanto le cose peggiorano, e rischia di saltare tutto". I siriani espatriati in Giordania sono più di 280mila. E la cronicizzazione del conflitto lascia prevedere un nuovo afflusso massiccio di profughi nei primi mesi del 2013 appena iniziato. (GV) (Agenzia Fides 9/1/2013)

le nostre relazioni, specialmente quelle più importanti, siano guidate dalla gratuità e dall'amore.

Benedetto XVI: guidati dal mistero dell''Incarnazione.




Benedetto XVI: guidati dal mistero dell''Incarnazione


Il mistero dell'Incarnazione sta ad indicare che Dio non ha donato qualcosa, ma ha donato se stesso nel suo Figlio Unigenito. Troviamo qui il modello del nostro donare, perché le nostre relazioni, specialmente quelle più importanti, siano guidate dalla gratuità e dall'amore. Lo ha ribadito Benedetto XVI, nella catechesi dell'udienza generale, dedicata a riflettere sul mistero dell'Incarnazione e sul significato non consumistico del donare. Con l'Incarnazione del Figlio di Dio avviene una nuova creazione, che risponde in modo completo alla domanda su chi sia davvero l'uomo. Solo in Gesù -- ha notato il Papa -- si manifesta compiutamente il progetto di Dio sull'essere umano: Egli è l'uomo definitivo secon ...

martedì 8 gennaio 2013

La morte di Mons. Chen Shizhong: il dono di perdonare i peccati

http://www.asianews.it/files/img/CHINA_-_Msgr_Chen_of_Yibin.jpgASIA/CINA - La morte di Mons. Chen Shizhong: durante i lavori forzati aveva ricevuto il dono di perdonare i propri nemici
  

Yibin (Agenzia Fides) - Il 16 dicembre 2012 è deceduto Sua Ecc. Mons. Giovanni Chen Shizhong, Vescovo della diocesi di Yibin (Suifu), nella provincia di Sichuan (Cina Continentale). Il Presule aveva 95 anni. Era nato nel 1917 da una famiglia cattolica. A dieci anni aveva cominciato il suo percorso vocazionale nel seminario minore di Yibin, proseguendolo con la formazione filosofica e teologica presso il seminario dell'Annunciazione. Nel 1947 era stato ordinato sacerdote e aveva lavorato come parroco. Negli anni '50 e durante la Rivoluzione Culturale era stato dapprima imprigionato e poi condannato ai lavori forzati come contadino. Al riguardo, alcuni mesi fa egli confidava a un fedele che in quella dura esperienza aveva ricevuto il dono di perdonare i propri nemici.
Nel 1985 venne consacrato vescovo e nel 1988 fu nominato Rettore del Seminario Regionale del Sichuan, incarico che lasciò l'anno successivo per motivi di salute. Tornato alla guida della diocesi di Yibin, vi rimase per più di vent'anni. Il 30 novembre 2011, seriamente malato, consacrò il Rev. Pietro Luo Xuegang come Coadiutore per la sede di Yibin.
Mons. Giovanni Chen Shizhong, ultimo anziano Vescovo del Sichuan, è ricordato per l'opera di formazione di sacerdoti e di religiose. Grazie a lui, negli anni '80 e '90 le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata ripresero in tutta la Provincia. Dalle sue mani hanno ricevuto l'ordine sacro oltre 30 presbiteri, garantendo così la sopravvivenza e lo sviluppo della Chiesa in una regione, che fu caratterizzata da un duro maoismo e nella quale le asprezze e le persecuzioni della Rivoluzione Culturale hanno fortemente segnato la società e la vita della Chiesa stessa.
I funerali di Mons. Chen, celebrati il 18 dicembre nella cattedrale di Yibin, sono stati presieduti da Sua Ecc. Mons. Luo Xuegang. Ha concelebrato anche S.E. Mons. Paolo He Zeqing, Vescovo di Wanxian. Alla Santa Messa erano presenti i sacerdoti, le religiose e molti fedeli della Diocesi. La salma di Mons. Chen è stata poi tumulata nel cimitero cattolico, vicino al Seminario diocesano. La diocesi di Yibin conta 9 sacerdoti, 7 religiose e 40.000 cattolici. (Agenzia Fides 8/01/2013)

Due articoli sull'India

ASIA/INDIA - I cristiani: No a pena di morte e castrazione chimica per gli stupratori; Sì all'educazione sessuale nelle scuole

Mumbai (Agenzia Fides) - "No" alla pena di morte e alla castrazione chimica per gli stupratori: è quanto chiedono i gruppi laicali cattolici indiani intervenendo nel dibattito sulla nuova legge per prevenire e punire il reato di stupro, all'esame del governo indiano. Una nuova legge per il reato di stupro - in India poco considerato per una cultura ancestrale che nega la dignità alla donna - è nell'agenda dell'esecutivo, dopo il clamoroso caso di una ragazza di 23 anni, violentata e malmenata da un gruppo di cinque giovani a Delhi, il 16 dicembre scorso, e poi morta il 29 dicembre. L'episodio ha destato sconcerto sul piano internazionale, riportando a galla la annosa questione della tutela della dignità della donna in India, tema da sempre caro ai cristiani.
In una nota inviata all'Agenzia Fides, il "Catholic Secular Forum" (CSF), movimento laicale cattolico con sede a Mumbai, a capo di una piattaforma di altre associazioni cristiane, ricorda che "la pena di morte e la castrazione chimica non sono parte della posizione della Chiesa". In un memorandum inviato al governo indiano, i movimenti cristiani esortano l'esecutivo a rendere obbligatoria l'educazione sessuale nelle scuole pubbliche, di ogni ordine e grado, per evitare l'insorgere di comportamenti sessualmente deviati nei giovani. Per far calare il reato di stupro, "occorre cambiare la mentalità degli studenti durante gli anni della formazione", nota e "porre l'accento sulle pari dignità fra uomo-donna".
In materia di prevenzione, si domanda uno sforzo anche alle Chiese cristiane, notando l'urgenza di "una educazione alla sessualità, al rispetto della corporeità come dono di Dio, al rispetto verso le bambine, sin dai primi anni del catechismo, e per gli alunni delle scuole cristiane". I movimenti laicali hanno inviato una lettera alla Conferenza Episcopale dell'India segnalando un programma educativo già messo in atto dall'Arcidiocesi di Ernakulam-Angamaly, della Chiesa siro-malabarese, in Kerala, chiedendo che venga esteso a tutte le diocesi. Si tratta del programma di educazione sessuale "Enlight", rivolto ai preadolescenti e adolescenti che frequentano le classi di catechismo, a partire dai 10 anni di età. "E' necessario farlo, visto l'aumento dei casi di abusi sessuali, stupri e delitti contro le donne nella società indiana", nota il CSF, affermando la necessità di educare i bambini su tali temi "soprattutto alla luce di internet e dei resoconti diffusi dai mass-media". Tale impegno potrebbe avere un impatto perché esistono 15.000 fra scuole e istituti educativi gestiti solo dalla Chiesa cattolica nel paese, in circa 200 diocesi.
Come riferito a Fides dalla Chiesa locale, il programma educativo "Enlight" si avvale di uno staff di psicologi e consulenti cristiani. Questi, con supporti audiovisivi, introducono i bambini alla visione cristiana della sessualità e del corpo umano, ai cambiamenti biologici nel corpo di un adolescente durante la pubertà, all'attrazione sessuale uomo-donna. Un segmento specifico si occupa, poi, dei rischi e delle trappole dei social network, delle chat e dei telefoni cellulari. Come appreso da Fides, i bambini che lo hanno seguito, "risultavano confusi su concetti come omosessualità, matrimoni gay, sesso prima del matrimonio, contraccezione, aborto, incesto e stupro". Il fine ultimo del programma è spiegare che la sessualità è un dono di Dio. (PA) (Agenzia Fides 8/1/2013)

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ASIA/INDIA - Un sacerdote: "I leader religiosi smuovano le coscienze contro lo stupro"

Bhopal (Agenzia Fides) - "I leader religiosi, di tutte le comunità, devono svolgere un ruolo importante nel risvegliare la coscienza delle persone, nella società, contro lo stupro. Sono chiamati a lavorare per migliorare la dignità della donna nella società. E soprattutto per risvegliare il senso di uguaglianza fra uomini e donne, le pari opportunità e la parità di ruolo nella famiglia e nella società". Con tali parole, espresse all'Agenzia Fides, p. Anand Muttungal, sacerdote cattolico, portavoce della Conferenza Episcopale degli stati di Madhya Pradesh e Chattisgarh, in India Centrale, risponde al guru induista Asaram Bapu, il quale ha sostenuto pubblicamente la "colpa" della giovane studentessa stuprata e morta il 29 dicembre scorso in seguito a percosse e violenza sessuale.
P. Muttungal, anche coordinatore locale della Commissione Nazionale per le Minoranze in Madhya Pradesh, ricorda che, secondo i dati del "National Crime Records Bureau", in India ogni 22 minuti avviene uno stupro e questo dato tiene conto solo dei casi segnalati alla polizia. Per fermare il fenomeno dello stupro, prosegue, "occorre uno sforzo comune di tutte le istituzioni nella società indiana, soprattutto per risvegliare le coscienze".
P. Muttungal spiega a Fides: "Il caso della giovane 'Amanat' (così chiamata con un termine urdu che significa "tesoro", ndr) ha portato una nazione intera a chiedere giustizia per le vittime dei casi di stupro. Si potrebbe creare un forum per unire uomini e donne che diventino attivisti per sensibilizzare a livello sociale, capillarmente, contro lo stupro, offrendo assistenza alle vittime. Anche i genitori, nelle famiglie, dovranno assumere un ruolo attivo nell'educazione dei figli, insegnando il rispetto verso le ragazze. Deve diventare parte integrante del curriculum scolastico insegnare come può crescere un sano rapporto tra ragazze e ragazzi, e questo può essere anche un programma di educazione familiare. Inoltre le istituzioni devono promuovere specifici programmi per incoraggiare gli uomini a promuovere l'uguaglianza e la pari dignità della donna nella società".
"Insieme con la promozione di buone relazioni tra donne e uomini - prosegue - abbiamo anche bisogno di leggi severe per far fronte a casi di violenza sessuale e a violazioni dei diritti delle donne. Sono sempre necessarie leggi per punire i colpevoli e quanti cercano di proteggere i colpevoli". Rispondendo al guru che aveva giustificato gli stupratori, il sacerdote aggiunge: "Mentre un assassino distrugge la struttura fisica della vittima, uno stupratore degrada e contamina l'anima di una donna indifesa. Quanti consapevolmente coprono o giustificano gli autori del reato devono anch'essi rispondere alla legge. Tutti i nostri sforzi devono mirare a rendere la nazione un posto migliore dove uomini e donne vivano con rispetto". (PA) (Agenzia Fides 8/1/2013)

lunedì 7 gennaio 2013

Foto dalla messa dello Spadone di Cividale...Friuli.it

http://www.ilfriuli.it/index.php/gente-del-friuli/36132-benedizione-con-lo-spadone.html
ASIA/CAMBOGIA - Il Catechismo della Chiesa Cattolica in cambogiano: un dono per l'Anno della Fede

Phnom Penh (Agenzia Fides) - Il Catechismo della Chiesa cattolica è stato tradotto in lingua cambogiana e "sarà un valido strumento, per tutte le comunità e associazioni di fedeli, per approfondire i contenuti del 'Credo' e della dottrina cattolica, nell'Anno della Fede": lo dice all'Agenzia Fides il Vicario apostolico di Phnom Penh, Sua Ecc. Mons. Olivier Schmitthaeusler, MEP, a conclusione del Congresso organizzato dal Vicariato apostolico, per l'Anno della Fede, sul tema "Il Concilio Vaticano II e la Chiesa". I partecipanti al Congresso, chiuso ieri, hanno anche ascoltato un videomessaggio inviato dal Santo Padre Benedetto XVI per incoraggiare i cristiani della Cambogia che, in tal modo, "sentono di essere veramente parte della Chiesa universale".
In occasione del Congresso sono stati presentati anche i documenti del Concilio Vaticano II tradotti in lingua khmer: una "risorsa per la meditazione, l'approfondimento e lo studio" che aiuteranno a comprendere come la Chiesa khmer si inserisce nella dinamica post-conciliare. Il Vescovo riferisce che la comunità locale ha scelto, in particolare, di riflettere quest'anno sul documento Lumen Gentium, per far comprendere ai fedeli "la Chiesa come popolo di Dio, dei credenti chiamati alla santità".
Il Catechismo in lingua khmer, d'altro canto, sarà un prezioso strumento per l'evangelizzazione. Il Vescovo spiega che la Chiesa cambogiana, che rappresenta l'1% della popolazione in un paese al 96% buddista, "sta vivendo nuovamente l'epoca degli Atti degli Apostoli, con un primo annuncio della Buona Novella" e costituisce "un laboratorio di evangelizzazione in un mondo buddista". Il Vicario, durante il Congresso, ha rimarcato i due punti significativi per la nuova evangelizzazione, riferendoli alla situazione della Chiesa cambogiana, perseguitata ai tempi del Khmer rossi: il perdono e l'impegno dei laici. "Il vero incontro con Gesù Cristo - ha detto - apre il cuore alla carità e all'esperienza del perdono, per condurre alla scoperta del dono della vita", e "i laici sono gli apostoli di questo annuncio", membri attivi di una Chiesa che si fa apprezzare nella nazione perché "tocca il cuore, è semplice, ospitale, orante e gioiosa". (PA) (Agenzia Fides 7/1/2013)

domenica 6 gennaio 2013

Auguri al nostro fratello Georg

Benedetto XVI: I vescovi siano coraggiosi, anche tra i lupi..




Benedetto XVI: I vescovi siano coraggiosi, anche tra i lupi.


"La ricerca della verità" è più importante della "derisione del mondo, apparentemente intelligente" e il "coraggio di restare fermamente con la verità è inevitabilmente richiesto a coloro che il Signore manda come agnelli in mezzo ai lupi". La Chiesa oggi celebra la solennità dell'Epifania del Signore e Benedetto XVI, presiedendo la santa messa nella Basilica Vaticana, ha ordinato quattro nuovi vescovi, "che d'ora in poi, in funzioni diverse, collaboreranno al Ministero del Papa per l'unità dell'unica Chiesa di Gesù Cristo nella pluralità delle Chiese particolari". Nella sua omelia il Pontefice ha così tracciato un parallelismo tra la figura del vescovo e quella dei "Magi d'Oriente che, sotto la guida ...
AFRICA/EGITTO - Incendio nella chiesa di San Giorgio: l'allarme lanciato dai microfoni della moschea vicina

Il Cairo (Agenzia Fides) - Emergono particolari eloquenti sull'incendio che si è propagato nel pomeriggio di mercoledì nella chiesa cairota di Mar Girgis (San Giorgio), nelle adiacenze della fermata metro di Manshiet Al Sadr. Fonti locali consultate dall'Agenzia Fides confermano che a un giovane musulmano ha usato i microfono e gli altoparlanti della vicina moschea per diffondere l'allarme nel quartiere. Sul posto sono accorsi subito sia cristiani che musulmani per dare il proprio contributo alle operazioni di spegnimento delle fiamme. Grazie all'intervento di alcune auto-pompe si e riusciti a limitare i danni.
Intanto si ripetono in tutto il Paese espressioni di solidarietà dei musulmani ai cristiani nell'imminenza del Natale copto, che si celebra il 7 gennaio. Venerdì pomeriggio, nella chiesa copta evangelica cairota di Kasr El-Dorbara, centinaia di cristiani e musulmani hanno partecipato a una cerimonia con inni e canti natalizi eseguiti dal coro locale. Al momento celebrativo ha preso parte anche il leader politico Hamdeen Sabbahi - rappresentante di spicco delle forze laiche nasseriste distintesi per la loro opposizione al regime di Mubarak - che dopo la preghiera del venerdì ha guidato una marcia di giovani militanti dalla moschea di Omar Makram fino alla chiesa per manifestare la propria concordia e unità con i cristiani copti in occasione delle festività natalizie. (GV) (Agenzia Fides 5/1/2013)

venerdì 4 gennaio 2013

Uno scienziato a San Giorgio

Dalla Bassa la guerra ai tumori


ASIA/INDIA - Festa di natale per 1000 bambini indigenti e a rischio

Bangalore (Agenzia Fides) - Oltre mille bambini tra i più indigenti e a rischio di Bangalore e periferia hanno festeggiato il Natale a Chamarajpet, sede dell'ong Bangalore Oniyavara Seva Coota (BOSCO). All'appuntamento, si legge in una nota dell'ANS inviata all'Agenzia Fides, hanno preso parte bambini di varie caste, religioni e lingue. Il programma della giornata è stato pensato per permettere ai bambini di condividere un clima di gioia e di pace. I protagonisti della giornata hanno messo in scena una serie di attività culturali per celebrare la nascita di Gesù, evidenziando come sia disceso sulla terra per proclamare e ottenere giustizia per i poveri e gli oppressi e dare voce a chi non ne ha.
L'ong BOSCO lavora con e per i ragazzi di strada e i minori a rischio dal 1980, salvando e riabilitando circa 7000 bambini/ragazzi l'anno. L'organizzazione salesiana ha anche sviluppato delle Comunità d'attenzione per minori e attualmente sta attuando un progetto sperimentale nel paese per l'affidamento dei minori. (AP) (4/1/2013 Agenzia Fides)

mercoledì 2 gennaio 2013

Benedetto XVI: fiducia in Dio, ci guida su un terreno sicuro.




Benedetto XVI: fiducia in Dio, ci guida su un terreno sicuro


Quando nel cammino e nella vita di fede avvertiamo la nostra povertà, la nostra inadeguatezza di fronte alla testimonianza da offrire al mondo, guardiamo a Maria, umile donna di uno sconosciuto villaggio, scelta per diventare "luogo dell'abitazione di Dio", per ritrovare fiducia nel Signore. Lo ha detto questa mattina il Papa, nel corso dell'udienza generale, la prima del 2013, tenuta in aula Paolo VI davanti a 7000 fedeli, proseguendo la serie di catechesi sull'Anno della Fede.
Benedetto XVI si è chiesto da dove viene Gesù, la luce che illumina nel Natale le tenebre che spesso avvolgono il nostro mondo e il nostro cuore. Ed ha risposto che la vera origine di Gesù di Nazaret, ci dicono i Vangeli, ...

martedì 1 gennaio 2013

ANGELUS 2013-01-01.




ANGELUS 2013-01-01
Benedetto XVI: per capire il mondo, le notizie non bastano.
Benedetto XVI: per capire il mondo, le notizie non bastano
Se vogliamo capire il mondo e la vita "non possiamo fermarci solo alle notizie", nelle quali il male fa più rumore del bene, ma "dobbiamo essere capaci di sostare nel silenzio, nella meditazione, nella riflessione calma e prolungata; dobbiamo saperci fermare per pensare".
Lo ha detto il Papa lunedì sera, ultimo giorno del 2102, nell'omelia dei primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, prima dell'inno di ringraziamento del "Te Deum", recitato nella Basilica di San Pietro.
Soprattutto nel raccoglimento della coscienza, dove ci parla Dio, ha proseguito Benedetto XVI, si impara a guardare con verità le proprie azioni, anche il male presente in noi e intorno a noi, per iniziare un ca ...

lunedì 31 dicembre 2012

Benedetto XVI: Giovani, Cristo non vi toglie dal mondo.




Benedetto XVI: Giovani, Cristo non vi toglie dal mondo


"Cari giovani amici, Cristo non vi toglie dal mondo. Vi manda là dove la luce manca, perché la portiate ad altri." Così Benedetto XVI si è rivolto alle decine di migliaia di giovani, venuti da tutta Europa per partecipare al 35esimo incontro animato dalla Comunità di Taizé nel tempo di Natale nelle grandi città del Continente, che hanno pregato in piazza San Pietro sabato sera. Il Papa ha ricordato ai giovani, folta rappresentanza dei 40 mila accolti a Roma nelle famiglie nelle parrocchie e nelle comunità religiose dal 28 dicembre al 2 gennaio, l'impegno proposto per il 2013 da Frère Alois, priore della comunità ecumenica fondata più di 70 anni fa da Frère Roger Schultz: "Liberare le sorgenti della fi ...

Oggi festa della Santa Famiglia, Abbiamo pregato così