lunedì 22 aprile 2013

Gli arrampicatori, il Papa li descrive...


Papa Francesco: anche nella Chiesa ci sono arrampicatori
Il Vangelo del Buon Pastore con Gesù che si definisce "la porta delle pecore" è stato al centro dell'omelia del Papa, stamani, nella Messa celebrata nella Cappellina della Domus Sanctae Marthae. Erano presenti alcuni dipendenti della Sala Stampa Vaticana, e alcuni tecnici della Radio Vaticana del Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria.
Il Papa ha notato che Gesù è l'unica porta per entrare nel Regno dei Cieli.
INSERTO PAPA:
"Anche nelle comunità cristiane ci sono questi arrampicatori, no?, che cercano il loro ... e coscientemente o incoscientemente fanno finta di entrare ma sono ladri e briganti. Perché? Perché rubano la gloria a Gesù, vogliono la propria gloria e questo è quello che diceva ai ... 

domenica 21 aprile 2013

Francesco: I giovani abbiano il coraggio dei grandi ideali.
"La vita bisogna metterla in gioco per i grandi ideali". Con queste parole Papa Francesco ha salutato le migliaia di persone giunte per la recita del Regina Caeli. Partendo dal Vangelo del Buon Pastore, il Pontefice ha invitato tutti, soprattutto i giovani, a fare della propria vita una capolavoro, a chiedere senza paura a Gesù cosa vuole da noi e a essere poi coraggiosi nell'ascoltare la sua risposta, la sua voce. In una sorta di dialogo aperto con i fedeli, che hanno tinteggiato di entusiasmo piazza San Pietro, Papa Francesco ha chiarito come dal tono della voce sia possibile percepire l'amore o il disprezzo, l'affetto o la freddezza. "La voce di Gesù è unica -- ha aggiunto -- se impariamo a distingue ...

venerdì 19 aprile 2013


ASIA/SIRIA - In Mesopotamia distrutta la chiesa dei francescani a Deir Ezzor
Beirut (Agenzia Fides) – Una violenta esplosione ha raso al suolo la chiesa e il convento dei Frati francescani Cappuccini a Deir Ezzor, in Mesopotamia. L’informazione è giunta a Fides da p. fra Tony Haddad, vice-Provinciale dei Frati per il Vicino-Oriente, che sovrintende alla presenza cappuccina in Libano e Siria. L’esplosione è avvenuta il 15 aprile. “Era l’unica chiesa a Deir Ezzor ancora rimasta quasi intatta finora”. Non è chiaro come sia stata distrutta. Secondo alcune ricostruzioni, nella chiesa era stata aperta una breccia e alcuni combattenti dell’opposizione vi si erano appostati. L’esercito regolare avrebbe allora colpito la chiesa, abbattendola. Altri parlano di una autobomba collocata accanto alla struttura. P. Haddad commenta con grande amarezza “tutto questo odio e dissacrazione”. In quell’area – informa – “non ci sono più cristiani”. Nei mesi scorsi, data la situazione critica “i nostri due frati che risiedevano nel convento hanno lasciato Deir Ezzor c on le suore di Madre Teresa e la decina di anziani che abitavano da noi. Erano gli ultimi cristiani rimasti. Ringrazio il Signore che i due frati sono sani e salvi. La chiesa di pietre si potrà ricostruire un giorno, quando una primavera di pace apparirà nel nostro Medio Oriente”, nota p. Haddad.
Deir Ezzor è una città nell’Est della Siria, oltre l’Eufrate, tra Palmira e la frontiera irachena. “La nostra presenza lì risale agli anni trenta del secolo scorso, ma siamo in Medio Oriente da un tempo molto più lontano”, racconta p. Tony. “In quasi quattro secoli di storia, la nostra vice-provincia ha sofferto diverse distruzioni e persecuzioni, ma è sempre risorta, con Cristo Risorto”. Un’altra comunità di frati francescani cappuccini resta tuttora nel Sud della Siria, a Soueida – ancora tranquilla per il momento – dove abitano due frati.
Secondo informazioni di attivisti dell’opposizione siriana, gli aerei dell’esercito avrebbero bombardato nei giorni scorsi due chiese ortodosse siriache a Deir Ezzor e le famiglie cristiane hanno lasciato la città per l'intensificarsi degli scontri tra l’esercito lealista e forze di opposizione. La chiesa ortodossa siriana afferma che le sue chiese sono state colpite in tutte le province, ad Harasta, Arbin, Zabadani, Deraa, Aleppo, a Damasco, Raqqa. (PA) (Agenzia Fides 19/4/2013)

mercoledì 17 aprile 2013

Sisma


ASIA/IRAN - Sisma nel Sudest: la Chiesa esprime solidarietà, Caritas pronta all’intervento
Teheran (Agenzia Fides) – “Esprimiamo la nostra solidarietà e la vicinanza alle famiglie colpite. Come Chiesa cattolica siamo vicini a chi soffre”, dice a Fides Mons Thomas Meram, Vescovo della comunità di Urmia del Caldei, in Iran, riferendosi al forte terremoto che ieri, 16 aprile, ha colpito il sudest dell’Iran e il sud ovest del Pakistan. La Caritas Iran si è interessata al disastro e ha contattato il Ministero degli Interni. Come riferisce a Fides Laurence Banapour, Segretaria Generale di Caritas Iran, “il Ministero ha detto che i danni sono lievi, una sola vittima e 12 feriti. La zona colpita, infatti, non è densamente popolata e vi sono pochi villaggi sparsi nel territorio. Per ora la situazione è sotto controllo e hanno chiesto alle organizzazioni umanitarie, come Caritas e Croce Rossa, di attendere. Se avranno bisogno, come accaduto per altri terremoti in passato, ci chiameranno e potremo dare il nostro contributo, organizzando aiuti umanitari”. Nell’area non vi sono comunità cristiane.
Secondo fonti ufficiali, il sisma ha fatto un maggiore numero di vittime in Pakistan, dove ha colpito aree popolate: 35 i morti in diverse parti della provincia del Beluchistan, mentre 80 sono i feriti. Nel distretto di Mashkel, in Beluchistan, oltre mille case sono crollate e il bilancio delle vittime potrebbe salire. La protezione civile è impegnata in attività di soccorso e di salvataggio. P. Renald Lawrence, OMI, missionario a Quetta, capoluogo del Beluchistan, riferisce a Fides: “La zona colpita è a circa 600km a Sud di Quetta. Vi sono molti sfollati, ci siamo attivati per l’assistenza. Questa mattina abbiamo avuto un incontro per avviare aiuti umanitari, in coordinamento con la Caritas Pakistan”. Anche qui i beneficiari dell’assistenza sono tutte popolazione di fede musulmana. (PA) (Agenzia Fides 17/4/2013)
Papa Francesco: affidiamo a Cristo la nostra vita
Nel racconto dell'Ascensione di Gesù possiamo comprendere quanto sia importante affidare a Cristo la nostra vita; se ci lasciamo guidare da Lui siamo certi di essere in mani sicure. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella catechesi all'udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro. L'Ascensione non indica l'assenza di Gesù, ma ci dice che Egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non è più in un preciso posto del mondo come lo era prima dell'Ascensione; ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi. Nella nostra vita non siamo mai soli, ha aggiunto Papa Francesco, perché il Signore crocifisso e risorto ci guida; con noi ci sono tanti fratelli e sorelle che ...

martedì 16 aprile 2013

Sottrazione di carichi d’acciaio


Furti di acciaio in azienda
di Abramovich a San Giorgio:
7 arrestati, tra cui un manager

Sette ordinanze di custodia cautelare per il reato di associazione per delinquere finalizzata a furto e ricettazione sono state eseguite dai carabinieri per la sottrazione di carichi d’acciaio dalla Evraz Group Palini & Bertoli, società del magnate russo 

lunedì 15 aprile 2013

Le Armi e l'India


ASIA/INDIA - L’India, il maggior importatore mondiale di armi, deve imparare da Pacem in Terris
New Delhi (Agenzia Fides)- “L’India, il più grande importatore di armi al mondo, e uno dei 24 Paesi che si sono astenuti nel votare a favore del trattato ONU sulla limitazione del commercio delle armi ha particolare bisogno di apprendere le giuste lezioni su quello che l’Enciclica Pacem in Terris dice sulla corsa agli armamenti” affermano i Vescovi dell’India in un documento presentato dalla Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” in occasione del 50esimo anniversario dell’Enciclica di Papa Giovanni XXIII.
Secondo gli estratti riportati dall’Agenzia UCAN News, i Vescovi indiani sono particolarmente preoccupati per l’impatto sociale ed economico provocato dalla corsa degli armamenti. “La corsa agli armamenti priva i Paesi meno sviluppati del progresso sociale ed economico e crea un clima di paura”. “Quindi la giustizia, la retta ragione, e il riconoscimento della dignità umana gridano insistentemente per una cessazione della corsa agli armamenti” afferma il documento.
Secondo l’ultimo rapporto del Stockholm International Peace Research, l’India è per il terzo anno consecutivo il maggior importatore mondiale di armi, rappresentando il 12% delle importazioni militari mondiali. (L.M.) (Agenzia Fides 15/4/2013)
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domenica 14 aprile 2013

Mons. Schiff e Chiara



Paese sotto choc
per la morte di Chiara

San Giorgio, monsignor Schiff ricorda la giovane di 23 anni vittima dell’incidente di Muzzana. «Era una grande insegnante d’altruismo» 


La forza degli Apostoli è nello Spirito Santo.

Papa Francesco: la fede supera le persecuzioni
La forza degli Apostoli è nello Spirito Santo. Così ha sottolineato Papa Francesco commentando il brano degli Atti che parla della prima predicazione degli Apostoli. Davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per il Regina Caeli, il Papa ha ribadito che la fede degli Apostoli si basava su un'esperienza così forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, neanche delle persecuzioni. La loro testimonianza è un insegnamento valido per tutti noi oggi. Dopo il Regina Caeli Papa Francesco ha ricordato che ieri a Venezia, è stato proclamato Beato Don Luca Passi, sacerdote bergamasco del secolo diciannovesimo, fondatore dell'Opera laicale Santa Dorotea e dell'I ...

sabato 13 aprile 2013

Non abbiate paura... io sono con voi..

ASIA/SIRIA - Morire o partire? L'Arcivescovo maronita di Damasco racconta il dilemma senza risposte dei cristiani siriani

Damasco (Agenzia Fides) – I cristiani di Siria «devono scegliere tra due calici amari: morire o partire». Un dilemma che coinvolge tutta la realtà ecclesiale presente nel Paese martoriato, e che viene raccontato dall'arcivescovo maronita di Damasco Samir Nassar in una vibrante testimonianza inviata all'Agenzia Fides.
L'arcivescovo cattolico di rito orientale delinea i tanti modi con cui la morte ghermisce le vite di milioni di civili indifesi, cristiani e musulmani, nella Siria devastata dalla guerra: bombardamenti, auto-bomba, cecchini, mancanza di cure mediche (223 ospedali sono stati chiusi e i medici stanno fuggendo tutti, spiega mons. Nassar), malnutrizione e mancanza di cibi adeguati per i diabetici, i cardiopatici e le puerpere. Davanti a questo disastro, tutti pensano di andar via, anche se la fuga in qualche modo «è un altro modo di morire» più lentamente. La Chiesa locale, pur nella sua fragilità, «diventa un muro del pianto», a cui tutti si rivolgono ogni giorno «per chiedere protezione e aiuto nella ricerca di un visto per partire». I cristiani siriani – sottolinea l'arcivescovo maronita - «hanno visto l'ONU organizzare dal 2005 la partenza sistematica dei rifugiati iracheni verso i Paesi occidentali», e adesso provano angoscia anche per «l'indifferenza e il silenzio mondiale davanti al loro lungo e triste calvario... sono abbandonati, destinati alla morte senza poter fuggire... i consolati sono chiusi da un anno e mezzo».
Mons. Nassar descrive con cuore affranto di pastore la condizione dei cristiani poveri «che non trovano alcuna ragione per dover morire in questa guerra insensata»: loro hanno visto i propri fratelli più agiati lasciare la Siria, e ora guardano alla Chiesa come l'unica realtà a cui chiedere aiuto nel naufragio.«L'appello del nuovo Papa Francesco in favore dell'amata Siria risuona nei loro cuori.... La Chiese sorelle del mondo intero pregano e mostrano il loro affetto per questo piccolo gregge, senza poter placare la tempesta». Questa situazione pone anche i pastori davanti a problemi di coscienza: «Consigliarli di restare potrebbe condurli alla morte come un agnello muto davanti al macellaio. Il nostro martirologio non fa che allungarsi... Aiutarli a partire significa invece svuotare la Terra Biblica dei suoi ultimi cristiani». Un dilemma che può trovare risposta solo affidandosi al «cuore di Dio», offrendo ai fedeli una prossimità pastorale che li aiuti a percepire la realtà delle parole di Gesù. Quelle che – nota mons. Nassar «non deludono mai: “Non abbiate paura... io sono con voi...”». ( GV) Agenzia Fides 13/4/2013).

Una ragazza dolce e sempre sorridente


            Scontro frontale a Muzzana,
muore studentessa di 23 anni


Chiara Pelizzon studiava all'università di Udine e insegnava in un asilo a Carlino.  Il ricordo delle amiche: una ragazza dolce e sempre sorridente


venerdì 12 aprile 2013

Giovane donna: l'incidente di Chiara

Scontro frontale, 23enne perde la vita


Una giovane donna, Chiara Pellizzon, 23 anni, residente a San Giorgio di Nogaro, è deceduta in un incidente avvenuto su una strada provinciale a Muzzana del Turgnano. Secondo una prima ricostruzione, la donna, che era a bordo di una «Ford Fiesta», è stata urtata frontalmente da un fuoristrada. La vettura si è rovescita in un fossato e Pellizzon è deceduta all'istante.

Per Chiara


giovedì 11 aprile 2013

Cittadino di Assisi

11 aprile 2013 Ultimo aggiornamento alle 17:54

Assisi, il primo maggio Shimon Peres in città per ricevere la «Cittadinanza onoraria per la pace»


Il premio, assegnato ogni anno dal Comune a personalità che hanno lavorato per il dialogo e per la pace, va ad uno degli artefici degli accordi di Oslo

mercoledì 10 aprile 2013

Essere risorti con Cristo mediante il Battesimo, con il dono della fede






Francesco: Il Signore Risorto è la speranza che non delude.


"La speranza di noi cristiani è forte, sicura, solida in questa terra, dove Dio ci ha chiamati a camminare, ed è aperta all'eternità, perché fondata su Dio, che è sempre fedele". Con questo pensiero Papa Francesco ha salutato i fedeli riuniti in piazza San Pietro per l'udienza generale del mercoledì. Proseguendo le catechesi dedicate all'Anno della Fede, il Pontefice ha invitato tutti a testimoniare, nella vita di tutti i giorni, con gesti chiari e semplici, la speranza del Signore Risorto, una speranza che non svanisce. "Essere risorti con Cristo mediante il Battesimo, con il dono della fede", ha spiegato Papa Francesco, non si riduce semplicemente "a seguire dei comandi, ma vuol dire essere in Crist ...

Preghiamo e speriamo in relazioni sempre pacifiche

ASIA/GIAPPONE - “Relazioni pacifiche fra Nord Corea e paesi limitrofi”: l’auspicio della Chiesa

Tokyo (Agenzia Fides) – Pace è la parola chiave da perseguire con ogni mezzo, con azioni a livello locale e regionale, ma anche internazionale. Il sostegno espresso da Papa Francesco nel colloquio con il Segretario Generale Onu Ban Ki-Moon è, dunque, importane in questa fase di alta tensione politica e militare in Estremo Oriente. La Chiesa giapponese “da sempre promuove pace e non violenza: come giapponesi e come cristiani, speriamo che si mantengono relazioni pacifiche fra la Nord Corea e i paesi limitrofi, incluso il nostro”, spiega all’Agenzia Fides p. Daisuke Narui, verbita, Direttore di Caritas Giappone.
Se i mass media internazionali sono impressionati dallo schieramento di batterie di missili Patriot nel centro di Tokyo, p. Narui spiega che “l’atmosfera nella società resta piuttosto tranquilla. La maggior parte dei cittadini giapponesi non pensa esista un minaccia seria. Infatti, da sempre, ciclicamente, quando c’è tensione o un cambio di regime in Nord Corea, sono arrivate simili minacce anche verso il nostro paese. Il governo però mostra maggiore attenzione, giustamente, per proteggerci da qualsiasi evenienza”.
P. Narui aggiunge un dettaglio importante: “Vi sono molti nordcoreani che vivono in Giappone. Durante la Seconda guerra mondiale furono portati, a volte forzatamente, per lavoro. Oggi sono residenti in Giappone e sono parte della nazione. Un motivo in più per scongiurare qualsiasi conflitto. Preghiamo e speriamo in relazioni sempre pacifiche, anzi che possano migliorare”. (PA) (Agenzia Fides 10/4/2013)

martedì 9 aprile 2013

La scultura di Francesco

Il 'Pellegrino' di Norberto sarà donato a papa Francesco


Zuma è accusato di aver inviato i militari sudafricani a Bangui senza aver informato in modo chiaro e preciso il Parlamento

AFRICA/CONGO RD - Le truppe sudafricane ritirate da Bangui nel nord del Congo. Pronte alla rivincita?

Kinshasa (Agenzia Fides)- Non solo profughi e rifugiati (in gran parte donne e bambini) provenienti dalla Repubblica Centrafricana hanno trovato accoglienza nella provincia di Equatore (nel nord della Repubblica Democratica del Congo) ma anche militari centrafricani e sudafricani. Ed è proprio la presenza dei soldati del contingente inviato dal Presidente Jacob Zuma in aiuto al deposto Capo dello Stato centrafricano, François Bozizé, a preoccupare i congolesi.
I sudafricani si sono ritirati dove aver perso ufficialmente 13 uomini (ma altre fonti affermano che sono molti di più, addirittura una settantina) nel vano tentativo di impedire la conquista di Bangui da parte dei ribelli della coalizione Seleka (vedi Fides 25/3/2013). Secondo il quotidiano congolese “Le Potentiel” il contingente di Pretoria non è tornato in Sudafrica ma si è attestato nelle località di Zongo e di Gemena, nel distretto del Nord-Oubangui. A differenza dei soldati centrafricani, inoltre quelli sudafricani non sono stati disarmati, ma anzi hanno ricevuto nuovi rifornimenti di armi e munizioni dalla madrepatria.
Questi soldati potrebbero essere integrati nella Brigata Speciale d’Intervento prevista dagli accordi di Addis Abeba (25/2/2013), salvo che questa unità deve essere dispiegata nel Nord Kivu non nell’Equatore.
Ci si chiede quindi se i militari di Pretoria si stiano preparando a ritornare in Centrafrica per combattere i ribelli di Seleka e difendere gli interessi minerari e petroliferi in quel Paese di alcuni settori politici e imprenditoriali sudafricani.
È però vero che in Sudafrica il Presidente Zuma deve far fronte ad un’ondata di critiche per la gestione della crisi centrafricana. In particolare, Zuma è accusato di aver inviato i militari sudafricani a Bangui senza aver informato in modo chiaro e preciso il Parlamento, violando la Costituzione. Critiche simili sono state avanzate in relazione all’invio di uomini e mezzi (tra cui aerei ed elicotteri da combattimento) nella RDC in relazione alla partecipazione sudafricana alla costituenda Brigata d’intervento. (L.M.) (Agenzia Fides 9/4/2013)

Sguassero, in Lombardia
è stop alla produzione


San Giorgio, gli operai dello stabilimento di Paderno Dugnano: portati via tutti i macchinari. «L’azienda non paga i contributi dal 2012». La società: non andiamo in Romania

Notizie azzurre dal mondo della scherma!

FIOCCO AZZURRO IN CASA SCHERMA - E' NATO SAMUELE, FIGLIO DELLA SPADISTA AZZURRA MARA NAVARRIA
8/4/2013 - 9:11
ROMA - E' nato alle 5.50 di questo lunedi 8 aprile Samuele Lo Coco, primogenito della spadista azzurra Mara Navarria e del preparatore fisico della Nazionale italiana, Andrea Lo Coco.
Alla coppia di neo-genitori vanno gli auguri da parte della Federazione Italiana Scherma ed a Samuele l'augurio di una vita felice e serena ed il “benvenuto” nel Mondo.