venerdì 23 dicembre 2011

Messaggio di Natale dei Vescovi del Friuli-Venezia Giulia

Trieste, 22 dicembre 2011
Carissimi fratelli e sorelle,

1. In occasione del Santo Natale di nostro Signore Gesù Cristo, come Vescovi delle quattro Diocesi della Regione Friuli Venezia Giulia, di fronte a una lunga e perdurante situazione di crisi economico-finanziaria che colpisce con una crescente durezza il mondo del lavoro e dell’impresa, desideriamo rivolgere una parola di vicinanza e di solidarietà a quanti – famiglie, lavoratori, giovani – sperimentano i giorni dell’incertezza e della paura per un futuro che continua ad essere confuso e oscuro. Il Santo Padre Benedetto XVI, nella sua Lettera enciclica «Caritas in Veritate», ha colto i tratti salienti della presente crisi che accomuna la maggior parte dell’Occidente sviluppato: «Va (..) riconosciuto che lo stesso sviluppo economico è stato e continua ad essere gravato da distorsioni e drammatici problemi, messi ancora più in risalto dall’attuale situazione di crisi. Essa ci pone improrogabilmente di fronte a scelte che riguardano sempre più il destino stesso dell’uomo (..). Le forze tecniche in campo, le interrelazioni planetarie, gli effetti deleteri sull’economia reale di un’attività finanziaria mal utilizzata e per lo più speculativa, gli imponenti flussi migratori, spesso solo provocati e non poi adeguatamente gestiti, lo sfruttamento sregolato delle risorse della terra, ci inducono oggi a riflettere sulle misure necessarie per dare soluzione a problemi non solo nuovi (..), ma anche, e soprattutto, di impatto decisivo per il bene presente e futuro dell’umanità» (n. 21).
 
2. La difficilissima congiuntura sociale ed economica che stiamo vivendo ci deve spingere a ritornare alla sorgente della nostra fede per ritrovare le ragioni profonde che consentono di orientare il nostro cammino nella storia, reso incerto dalle difficoltà del tempo presente. Bisogna ritornare a Gesù Cristo. Per quanto possa sembrare paradossale questo nostro invito, tuttavia la nostra fede ci istruisce che solo in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, il mondo e l’uomo attingono la loro autentica e piena verità. Il mistero dell’infinita prossimità di Dio all’uomo, realizzatosi nell’Incarnazione di Gesù Cristo, mostra, infatti, che quanto più l’umano è visto alla luce del disegno di Dio e vissuto in comunione con Lui, tanto più esso è potenziato e liberato nella sua identità e nella stessa libertà che gli è propria. Con la sua Incarnazione, Gesù Cristo ci rivela che «Dio è amore» (1Gv 4,8) e ci insegna che «la legge fondamentale della perfezione umana, e quindi della trasformazione del mondo, è il nuovo comandamento della carità. In questo modo assicura coloro che credono all’amore divino che la strada della carità è aperta a tutti gli uomini e che lo sforzo per realizzare la fraternità universale non è vano». (Gaudium et spes, 38). La legge dell’amore e della solidarietà è chiamata a diventare pertanto misura e regola ultima di tutte le dinamiche in cui si esplicano le relazioni umane, soprattutto quando i tempi sono caratterizzati da crisi e difficoltà. Se illuminate dal mistero santo del Natale del Signore Gesù, anche le attuali difficili circostanze possono costituire un’occasione per promuovere la dignità e la vocazione integrale della persona, la qualità delle sue condizioni di esistenza, l’esercizio di mature responsabilità, l’incontro e la solidarietà delle persone: tutto ciò è conforme al disegno di Dio, che non manca mai di mostrare il Suo amore e la Sua Provvidenza nei confronti dei Suoi figli.

3. Gli indicatori economici e sociali della nostra Regione, a fine di un anno particolarmente difficile e incerto, annunciano tutti un netto peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie e dei lavoratori. Le previsioni provenienti da fonti istituzionali che, alla fine dell’anno scorso, lasciavano intravedere qualche speranza di ripresa, sono state necessariamente riviste in considerazione di una fase di acuto inasprimento della crisi che sta interessando l’intero Occidente, a cui è mancato, fino ad ora, il doveroso contributo di indirizzo e di governo delle istituzioni europee. Molti e preparati analisti, inoltre, prevedono che tale situazione non si risolverà in breve tempo. Con tutta probabilità, la crisi comporterà un mutamento profondo e sostanziale degli attuali equilibri e assetti economici, politici, sociali. Non si tratta solamente di una congiuntura economica particolarmente sfavorevole, ma di un generale cambio di paradigma che trasformerà il senso e la direzione di quello che è stato fino ad ora il modello del nostro sviluppo.
 
4. A fronte di una condizione che sta assumendo contorni drammatici per la vita di molte persone, riteniamo che la nostra comunità regionale, nel suo complesso, debba prendere ancor più coscienza della profondità della crisi e della responsabilità necessaria per farvi fronte. Può essere pericoloso un attendismo che rischia di mortificare le soluzioni e le speranze di miglioramento. Le preoccupazioni che scaturiscono dall’analisi della crisi in atto sono invece stringenti, per il rischio di scivolamento nella fascia di vulnerabilità e di povertà di un crescente numero di famiglie e di persone. Tali rischi richiedono che la comunità civile, le imprese e le istituzioni politiche intensifichino il dialogo reciproco per raggiungere quella coesione di intenti, tanto necessaria per evitare situazioni peggiori. Dialogo, solidarietà civile e coesione istituzionale costituiscono le condizioni indispensabili per promuovere quel modello di sviluppo che permetta alle popolazioni della nostra Regione di guardare al futuro con fiducia e speranza.
 
5. La situazione di prolungata crisi delle aziende ha determinato un utilizzo straordinario degli ammortizzatori sociali che stanno giungendo progressivamente a scadenza. A questo riguardo, auspichiamo che sia assicurata la prosecuzione di tali misure senza le quali, già nel breve periodo, molte famiglie potrebbero trovarsi in gravissima difficoltà.
Sappiamo, tuttavia, che tali misure non sono risolutive e da sole non creano nuove opportunità occupazionali. Anzi, pur fornendo un sostegno indispensabile nell’urgenza della perdita del posto di lavoro, collocano i lavoratori in un condizione di inattività eccessivamente prolungata, con effetti devastanti sulle possibilità effettive di realizzazione della persona e sul mercato del lavoro in generale. L’inattività infatti svilisce la dignità della persona e, in alcuni, casi crea il terreno favorevole per il ricorso al lavoro sommerso.
D’altro canto, diverse realtà aziendali presentano la necessità di figure professionali che non sono facilmente reperibili sul mercato. Lavoratori inattivi da un lato, posti di lavoro, seppur qualificati ma mancanti, dall’altro, configurano una situazione inaccettabile che non possiamo permetterci. Serve allora uno sforzo straordinario, ancorché concreto, per superare tali pericolose strettoie.
L’aiuto a chi è in difficoltà è fondamentale, ma non basta. Tutti dobbiamo coltivare la realistica consapevolezza che, concretamente, i posti di lavoro sono creati da aziende sane con buone prospettive per il futuro. A questo riguardo, è fondamentale che il mondo imprenditoriale nel suo complesso, in un confronto aperto e franco con tutta la società, proponga e delinei nuove piste di lavoro. Tale confronto pubblico appare necessario affinché ogni imprenditore non si senta solo e isolato e non ceda alla tentazione di seguire facili vie di fuga, evitando di impegnarsi nuovamente su questo territorio, con la gente delle nostre comunità.
 
6. Coltiviamo la fiducia e la speranza che, anche a livello regionale per quanto di pertinenza, si eviti il pericolo che le perturbazioni del mondo finanziario e bancario si riflettano sui cittadini e in particolare sugli operatori economici, con una stretta del credito e con indebiti gravami delle condizioni dello stesso, deprimendo così anche i modesti segnali di ripresa che, qua e là, si colgono nel tessuto economico-imprenditoriale, soprattutto dove matura la capacità di lavorare in rete, sia nella ricerca dell’innovazione produttiva sia nell’affrontare la sfida di nuovi mercati per l’esportazione.
Ribadiamo, inoltre, la vicinanza cordiale e l’incoraggiamento a tutti coloro che ricoprono, in questo momento così grave, ruoli di responsabilità soprattutto a livello istituzionale. Il loro prezioso impegno, reso ancor più credibile da una ritrovata coesione istituzionale, sia rivolto al superamento di una cultura sociale prevalentemente individualistica e localistica, in favore di una cultura della solidarietà che valorizzi in pieno la sussidiarietà e l’esercizio di mature responsabilità. Per questo è necessario rinforzare un senso di cittadinanza condivisa ed inclusiva e di coesione sociale che attende dal mondo politico un segnale di fiducia e di orientamento.
Tutte le forze economiche e sociali sono ormai coscienti che non ci potrà essere ripresa economica se non si supera l’elefantiasi della burocrazia pubblica e l’eccesso di regole e paletti formali che paralizzano il sistema economico. Il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale e di burocratico, bensì come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio. Sotto questo profilo la crisi economica e finanziaria può quindi diventare l’occasione per un nuovo patto sociale tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese per la ripresa e lo sviluppo economico.
 
7. Il compito della Chiesa non è quello di fornire le soluzioni tecniche ai problemi, ma di sollecitare e animare le comunità cristiane, in un dialogo fecondo con la società civile, affinché siano testimoni credibili dell’annuncio evangelico. A tal proposito, invitiamo le comunità parrocchiali a prevedere, nella programmazione dei Consigli Pastorali dei prossimi mesi, uno spazio adeguato per affrontare, alla luce del Magistero sociale della Chiesa, i temi che qui sono stati accennati con l’intento preciso di interrogarsi sulla qualità della dimensione comunitaria della propria parrocchia e di promuovere il senso profondo di prossimità che deve caratterizzare ogni cristiano nei confronti delle famiglie e di quanti soffrono – soprattutto i giovani – per mancanza di lavoro, di modo che nessuno debba sentirsi abbandonato, tanto meno dai propri fratelli in Cristo.
Il Santo Padre Benedetto XVI, sempre nella «Caritas in veritate», ci sollecita a guardare alla crisi con gli occhi della fiducia e non della rassegnazione e ci indica le strade migliori per affrontarla: «Gli aspetti della crisi e delle sue soluzioni, nonché di un futuro nuovo possibile sviluppo, sono sempre più interconnessi, si implicano a vicenda, richiedono nuovi sforzi di comprensione unitaria e una nuova sintesi umanistica. La complessità e gravità dell’attuale situazione economica giustamente ci preoccupa, ma dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore. La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente» (n. 21).
Con l’augurio di un sereno e santo Natale, invochiamo la benedizione di Dio Padre perché ci accompagni con la sua Provvidenza che mai abbandona chi confida in Lui.

Mons. Dino de Antoni, Arcivescovo di Gorizia
Mons. Giuseppe Pellegrini,Vescovo di Concordia-Pordenone
Mons. Giampaolo Crepaldi,Arcivescovo-Vescovo di Trieste
Mons. Andrea Bruno Mazzocato.Arcivescovo di Udine

Buon Natale



"A Betlemme e' Natale tutti i giorni". Qui, sopra la grotta di Gesu' Bambino, sorge la piu' antica tra le chiese della Terra Santa. Intorno a questo Luogo si raccoglie la festa della comunita' cristiana locale. "Aiutiamoli ad ancorarsi sempre di piu' alla loro citta' e alla loro identita'", chiede il Custode di Terra Santa More

giovedì 22 dicembre 2011

Morbillo e Polio

AFRICA/CONGO RD - Campagna di immunizzazione contro il morbillo per 1.7 milione di bambini

Kinshasa (Agenzia Fides) - L'aumento dei casi di morbillo e DI polio ha fatto immediatamente partire una campagna sanitaria di vaccinazioni rivolta a decine di migliaia di bambini contagiati nelle regioni della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Nel 2011, nel paese, sono stati registrati almeno 128.965 casi di morbillo, 1.573 decessi dovuti alla malattia, 89 casi di polio tipo 1. L'attuale campagna contro il morbillo, lanciata a Kinshasa, è rivolta ad almeno 1.7 milioni di bambini tra i 6 e i 59 mesi. L'iniziativa di vaccinazioni porta a porta, utilizzando equipe sanitarie mobili, è stata condotta dal 19 al 21 dicembre nelle province di Bandundu, Bas-Congo, Kasaï Orientale, Katanga, Maniema e South Kivu, dove sono stati monitorati circa 1.1 milioni di bambini con meno di 5 anni di età. Il virus della polio è riemerso nella RDC nel 2006, con 13 casi, prima di raggiungere il picco nel 2010 con 100 casi. (AP) (22/12/2011 Agenzia Fides)

la youth palestine orchestra nella basilica della Nativita'



Grande successo per l'undicesima edizione del Concerto per la vita e per la pace. Per la prima volta a Betlemme, si e' esibita la youth palestine orchestra nella basilica della Nativita'. Due ore di concerto per portare, a Natale, un messaggio di speranza.

Servizio/montaggio: Andrea Avveduto
Immagini: Johny Michel More

Gli auguri del Papa



INSERTO PAPA
"Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie di celebrare un Natale veramente cristiano, in modo che anche gli scambi di auguri in quel giorno siano espressione della gioia di sapere che Dio ci è vicino e vuole percorrere con noi il cammino della vita".

Questi gli auguri del Papa a tutti i fedeli riuniti in Aula Paolo VI per l'udienza generale di oggi e a quelli collegati attraverso i mass media. Benedetto XVI, nel corso della catechesi, ha chiesto di fare in modo che "lo scambio degli auguri non perda il suo profondo valore religioso, e la festa non venga assorbita dagli aspetti esteriori, che toccano le corde del cuore".
Il Figlio di Dio, ha spiegato il Papa, "nasce ancora «oggi», Di ... More

mercoledì 21 dicembre 2011

Solidarietà per la Chiesa di Bogor

ASIA/INDONESIA - Allarme dei cristiani: vietato celebrare il Natale a Giava

Bogor (Agenzia Fides) - Grazie una sciagurata alleanza fra le autorità civili e i gruppi estremisti islamici, i fedeli cattolici della chiesa di San Giovanni Battista di Parung, a sud di Giacarta (nella diocesi di Bogor), non potranno celebrare la Messa di Natale. Un presidio di estremisti islamici da alcuni giorni è apparso nei pressi della chiesa. Uno striscione recita in tono minaccioso: "Noi, popolo musulmano di Parung, sosteniamo e metteremo in pratica il decreto del Reggente n. 453.2/556, che ordina di fermare le attività religiose della chiesa cattolica di San Giovani Battista". Fonti locali di Fides confermano che la Regency di Bogor (unità amministrativa) ha emesso un'ordinanza che "vieta ai cristiani attività religiose pubbliche" e, di fatto, impedisce ai cristiani di celebrare il Natale, adducendo "motivi di sicurezza". "E' una storia che si ripete e che è avvenuta anche lo scorso anno, quando abbiamo celebrato il Natale in un parcheggio" nota a Fides un cattolico di Parung. I fedeli sono spaventati e temono violenze verso quanti si avvicinano alla chiesa.
Saranno impedite le celebrazioni natalizie e ogni manifestazione pubblica di culto, anche alla "Chiesa Cristiana Indonesiana" (Gereja Kristen Indonesia, GKI) di Bogor. La GKI, denominazione protestante con forte presenza nell'isola di Giava, continua la sua lotta per la legalità: pur avendo ricevuto una regolare autorizzazione a costruire una chiesa a Bogor, la realizzazione dell'opera viene impedita dai militanti islamici e anche dal sindaco di Bogor, Diani Budiarto, che ha emesso un provvedimento di revoca del permesso (vedi Fides 23/7/2011).
Il clima sfavorevole verso i cristiani si estende anche alle chiese già costruite. P. Emanuel Harjito,
Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Indonesia, spiega a Fides: "C'è agitazione nell'area di Giava occidentale, per la presenza dei militanti dell'Islamic Defenders Front (FPI). Nel corso del 2011 ci sono stati parecchi episodi di violenza. Per molte comunità cristiane nell'area il diritto al culto e a praticare la propria fede è fortemente limitato o negato. Sono gruppi estremisti piccoli ma forti, che vorrebbero una nazione solamente islamica e imporre la sharia. Ma questo va contro la Costituzione, contro la Pancasila (i cinque principi basilari del paese) e contro il pluralismo che è un carattere fondante dell'Indonesia. Le autorità hanno l'obbligo di fermarli, ma a volte ciò non avviene". Il Direttore nazionale delle POM conclude: "Esprimiamo ai cristiani di Bogor tutta la nostra solidarietà Una strada che si può percorrere per provare a superare il problema è il dialogo e una interazione fra leader cristiani e musulmani, per far desistere gli estremisti dai loro propositi". (PA) (Agenzia Fides 21/12/2011)

Domenica 25 Dicembre 2011




Basilica di Betlemme
    NATALE DEL SIGNORE - MESSA DEL GIORNO



PRIMA LETTURA (Is 52,7-10)
Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Dal libro del profeta Isaìa

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
insieme esultano,
poiché vedono con gli occhi
il ritorno del Signore a Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia,
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutte le nazioni;
tutti i confini della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

SECONDA LETTURA (Eb 1,1-6)
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

Dalla lettera agli Ebrei

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? e ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio».

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,1-18 (forma breve Gv 1,1-5.9-14))
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.



PREGHIERA DEI FEDELI

C - Fratelli e sorelle, nel Bambino nato oggi nella notte del mondo, tutta la terra contempla e celebra il Dio-con-coi. Con gratitudine, eleviamo fiduciosi la nostra preghiera a Colui che ci ha donato il Suo Unigenito per la nostra salvezza.

L - Preghiamo insieme cantando:

Per il tuo Verbo, ascoltaci, o Padre!

1.                  Perché la Chiesa manifesti, attraverso i suoi Pastori e Ministri, la gioia del Natale, donando messaggeri del lieto annunzio che oggi celebriamo. Preghiamo.

2.                  Perché la Parola di Dio, incarnata in coloro che amministrano la cosa pubblica, susciti la giustizia e la pace che bramano tutti i popoli. Preghiamo.

3.                  Perché ogni uomo sia disposto ad annientare sé stesso per fare spazio a Dio nella propria vita, come Dio ha annientato sé stesso per noi. Preghiamo.

4.                  Perché la disperazione di chi ha perso il lavoro, di chi è vittima dell’attuale crisi economica, si trasformi in speranza, ed il mistero che oggi celebriamo nella fede riempia il cuore. Preghiamo.

5.                  Perché la nostra Comunità parrocchiale sia capace di accogliere in pienezza la Luce vera che abbiamo ricevuto e la sappia consegnare ai vicini ed ai lontani. Preghiamo.

6.                  Perché anche di noi non si dica che siamo di coloro che non hanno accolto il Verbo di Dio, per il rifiuto della nostra fattiva collaborazione all’edificazione del Regno. Preghiamo.

C – Dio onnipotente, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio per annunciare il lieto messaggio della salvezza, ascolta ed esaudisci la nostra preghiera per tutti gli uomini dei quali Cristo è divenuto fratello e salvatore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.  

T - Amen.







Messa della notte di Natale nell'anno B


NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELLA NOTTE

Betlemme chiesa di Santa Caterina

PRIMA LETTURA (Is 9,1-6)
Ci è stato dato un figlio.

Dal libro del profeta Isaìa

Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)
Rit: Oggi è nato per noi il Salvatore.


Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.

Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

SECONDA LETTURA (Tt 2,11-14)
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo Apostolo a Tito

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 2,10-11)
Alleluia, alleluia.
Vi annuncio una grande gioia:
oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,1-14)
Oggi è nato per voi il Salvatore.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli



C - Fratelli e sorelle carissimi, in questa notte santissima, in cui abbiamo accolto il lieto annuncio della nascita del nostra Salvatore, mentre gioiamo per il mistero della Redenzione che si compie noi, uniamo i nostri cuori nella preghiere, insieme con tutti i fratelli sparsi nel mondo.

G – Preghiamo insieme cantando [dicendo]:

Ascolta, esaudisci, Signore!

1.      Per la santa Chiesa ed i suoi pastori, perché si facciano sempre piccoli e umili come il Bambino nato a Betlemme e con coraggio portino ad ogni uomo la gioia e la speranza del Messia. Preghiamo.

2.      Per coloro che ci governano, perché nell’amministrare la cosa pubblica abbiano a cuore i più poveri ed i più deboli, in cui il Salvatore è apparso all’orizzonte del mondo. Preghiamo.

3.      Per coloro che sono provati dalla sofferenza, fisica o spirituale, perché nel Signore che nasce attingano la certezza di avere parte già alla Sua vita divina. Preghiamo.

4.      Per quanti hanno perso il lavoro o se lo vedono messo a rischio perché, guardando a Cristo che nasce nell’umiltà del presepe, sappiano fidarsi totalmente di Dio e dei suoi progetti, capaci di sconvolgere i potenti della terra. Preghiamo.

5.      Per chi anche a Natale vive il dramma della solitudine, per chi è lontano dalla famiglia, per chi si trova in carcere, perché guardando con occhi pieni di speranza il Bambino che è nato per noi, godano del Suo Amore senza limiti e vedano annullarsi le distanze che li separano dalle persone loro care. Preghiamo.

6.      Per tutti i cristiani che vivono la loro fede nella tiepidezza e nel sonno, perché si lascino plasmare dal soffio del tuo Spirito ed il Natale del Signore sia il loro Natale, per una vita piena dell’amicizia che tu instauri con ogni creatura. Preghiamo.

7.      Per noi, che siamo radunati per celebrare l’incarnazione del Verbo di Dio, perché questa santa Liturgia non ci lasci ancora disorientati o emozionati per aver vissuto un’antica tradizione, ma ridesti in noi la gioia di chi sa che Dio non è lontano o ignoto, ma vicino a noi e pellegrino con noi. Preghiamo.

C – Padre buono, nel misterioso disegno della salvezza, ci hai donato il Cristo, Luce che splende nella notte del mondo e Salvatore dell’umanità. Ascolta ed esaudisci le intenzioni che abbiamo elevato alla tua maestà divina e fa’ che ci impegniamo a collaborare all’opera della Redenzione, che oggi hai inaugurato. Per Cristo nostro Signore.   T -  Amen.




Natale, Ermes Ronchi

«Verbum caro factum est».
(Gv 1,14)

«Pensa al modo che Dio ha ideato per incarnarsi: è qualcosa che canta il valore della carne, benedetta, assunta, amata: dolce carne fatta cielo. Non “dentro” la carne è venuto, non di carne vestito, ma carne lui stesso, in ogni fibra sta Dio. Non è misconoscendo la nostra umanità che noi diven­teremo più spirituali. Non è vero che l’uomo può salvarsi solo rinnegando la natura umana, solo contraddicendo il cuore e le passioni.
C’è un frammento di Logos in ogni carne, c’è qualcosa di Dio in ogni uomo, c’è santità in ogni vita, c’è quello che gli angeli hanno detto nel cielo di Betlemme: la buona volontà, la volontà d’amore. E ci salveremo dicendo sì alla natura umana, a questa carne abitata dal cielo, dicendo sì a tutto ciò che è libero da inganno e da violenza, perché strade di luce stanno nascendo, sono ormai aperte dentro di noi».

(Ermes Ronchi)

Un video per chi vorrebbe andare a Betlemme



Circa 90mila i pellegrini attesi a Betlemme e sui Luoghi Santi per festeggiare il Natale dove nacque Gesu', in arrivo da tutto il mondo. C'e' anche chi, insieme ai francescani della Custodia, si e' messo in cammino da Gerusalemme, per raggiungere a piedi, come i pastori del passato, la grotta della Nativita'. More

martedì 20 dicembre 2011

Tutti si impegnano per Asia Bibi, liberatela!

ASIAPAKISTAN - Il Ministero federale per l'Armonia si mobilita per Asia Bibi

Islamabad (Agenzia Fides) - Un rapporto sulle critiche condizioni generali di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia, e richiusa nel carcere di Sheikupura, è giunto al Ministero Federale per l'Armonia. Come informano fonti locali di Fides, il Ministero si sta mobilitando per rispondere all'appello della "Masihi Foundation", al fine di provvedere immediatamente alle visite mediche per Asia Bibi. Il Ministro di stato per l'Armonia, Akram Gill - che il mese scorso ha incontrato il Papa - ha confermato all'Agenzia Fides: "Abbiamo preso nota delle condizioni di Asia Bibi. Aiutarla è ora una questione umanitaria. Scriverò una lettera al responsabile del carcere e al Ministro degli Interni, perchè sia organizzata subito la visita di un team di medici e psicologi, per tutelare la salute fisica e mentale di Asia e darle cure appropriate".
Anche Paul Bhatti, Consigliere Speciale del Primo Ministro per le Minoranze religiose, in un colloquio con Fides, assicura il suo impegno: "Ci mobiliteremo immediatamente, a livello istituzionale, per fornire assistenza medica ad Asia Bibi". Bhatti racconta di aver pensato alla donna ieri, quando ha incontrato i detenuti cristiani nel carcere di Adiala, a Rawalpindi: "E' un gesto che faceva sempre mio fratello Shabhaz - spiega Paul Bhatti a Fides - e intendo continuare questa tradizione. Il mio pensiero è andato anche ad Asia Bibi, che soffre in carcere ingiustamente". All'incontro hanno partecipato oltre 150 detenuti. Bhatti ha annunciato alcune migliorie per la loro vita tra cui la formazione di team di avvocati di "libero patrocinio" per quanti non possono permettersi un avvocato. Il Consigliere, inoltre, ha accolto la richiesta dei prigionieri di curare la ristrutturazione della cappella cristiana nel carcere. Bhatti ha elogiato l'amministrazione penitenziaria per aver permesso alle minoranze religiose di praticare la loro fede e ha rimarcato a Fides che intende verificare che "tale diritto sia garantito anche nel carcere dove è rinchiusa Asia Bibi", per far sì che abbia "il sostegno della fede e della preghiera". (PA) (Agenzia Fides 20/12/2011)

Messaggio di Natale da Udine

Sotto la loggia, l'originale natività di Maschio   versione testuale
Rappresenta un bimbo che gioca su un ceppo raffigurante il Friuli-V.G.

UDINE (16 dicembre, ore 16.30) - Una strenna natalizia per i friulani da parte della Provincia di Udine: il presepio di Franco Maschio sotto la Loggia del Lionello. È stato inaugurato quello che simbolicamente rappresenta il presepe realizzato dallo scultore friulano e allestito dalla Provincia nel cuore del capoluogo friulano. L’opera intitolata “O soi a pene nassût. O cressarai cun vô (sono appena nato, crescerò con voi)” è composta da un ceppo di cedro di circa 20 quintali con sopra tratteggiato il Friuli-Venezia Giulia su cui poggia un bimbo giocoso.
 
«Un ringraziamento particolare va rivolto al primo cittadino che anche quest’anno ospita in questa prestigiosa sede l’opera. Grazie alle opere di Maschio – ha aggiunto il presidente della Provincia Pietro Fontanini che ha simbolicamente inaugurato l’opera assieme a Furio Honsell, a Franco Maschio e a don Sergio Zanatta, parroco di Santa Maria la Longa –, si arricchisce di magia e regala ai visitatori uno spettacolo davvero suggestivo. Un modo semplice per pensare a quello che è davvero il Natale: un bimbo che accarezza la sua madre terra, il tutto nella semplicità del legno, sapientemente plasmato dalle mani di Maschio».
 
Una tradizione quella del presepe del majanese Franco Maschio che la Provincia anche quest’anno ha voluto nel centro del Friuli, a Udine e che rimarrà lì fino al 6 gennaio 2012. «Ritengo che la Loggia del Lionello sia la giusta collocazione per quest’opera – ha sottolineato Fontanini –, che merita di essere ammirata da tutti».

Come ha spiegato Maschio, il ceppo appartiene al cedro del Libano piantato un secolo e mezzo fa e cresciuto nel parco del Piccolo Cottolengo di Villa Bearzi a Santa Maria la Longa. Lo scorso settembre una tromba d’aria che si è abbattuta sulla zona ha sradicato la pianta secolare alta oltre 30 metri. Il cedro gemello aveva subito la stessa sorte 18 anni fa e, nella parte più ampia del suo fusto veniva realizzata, dallo stesso scultore la grande e monumentale opera collocata nel Duomo di Venzone “Dal profondo. A te grido o Signore”, inno friulano alla rinascita dopo il sisma del 1976. Una casualità quasi propiziatoria vuole che oggi la stessa mano si sia presa cura del fratello di quella pianta, facendolo diventare “Presepe friulano” nelle sue radici.
 

lunedì 19 dicembre 2011

Natale in video dalla Terra Santa



"Natale e' la storia di un Dio venuto venuto a inaugurare la strada del perdere. Spogliandosi di tutto, ha trovato l'uomo". Nel messaggio del Custode di Terra Santa per questo Natale, l'augurio di "diventare persone che si perdono dentro la propria storia nel cercare Dio e si ritrovano nel desiderio di Lui, nella scoperta che questo tesoro abita davvero il campo della nostra vita" More

domenica 18 dicembre 2011

Foglietto di domenica 18 dicembre 2011


sia sempre più adeguato alle esigenze della persona umana



"E' importante che le istituzioni promuovano un'attenta analisi della situazione carceraria", caratterizzata da sovraffollamento e da degrado, "in modo che i detenuti non scontino mai una 'doppia pena'; ed è importante promuovere uno sviluppo del sistema carcerario, che pur nel rispetto della giustizia, sia sempre più adeguato alle esigenze della persona umana". Così oggi Benedetto XVI, durante la visita pastorale al carcere di Rebibbia. Il Papa ha auspicato che presto possa colmarsi quell'abisso tra la realtà carceraria reale e quella pensata dalla legge, che deve "da un lato tutelare la società da eventuali minacce" e dall'altro "reintegrare chi ha sbagliato"; e ha chiarito quanto la logica di Dio ... More

sabato 17 dicembre 2011

Un servizio da Antenna 3

"SOLIDARIETA' PER SUPERARE LA CRISI"
T-Vision
Da un arcivescovo a un altro, parliamo di Mons. Andrea Bruno Mazzocato oggi in visita alla Quiete di Udine per portare il proprio saluto agli anziani. ...

I primi scontri si sono registrati sei mesi fa, dopo 17 anni di cessate il fuoco tra le due parti.

ASIA/MYANMAR - Minoranze etniche, "si spara ancora, è emergenza profughi": l'allarme di un Vescovo

Banmaw (Agenzia Fides) - I soldati ci sono ancora e si continua a sparare e a uccidere; gli sfollati aumentano e sono disperati; la pace con le minoranze etniche kachin sembra ancora lontana: è l'allarme lanciato da Sua Ecc. Mons. Raymond Sumlut Gam, Vescovo di Banmaw, che segnala in una accorata nota inviata all'Agenzia Fides, tutta la sua preoccupazione per la popolazione della sua diocesi, nel nord del Mynamar, che da mesi è teatro degli scontri fra truppe governative e il "Kachin Independence Army" (KIA).
Secondo fonti ufficiali, il 10 dicembre il presidente Thein Sein ha ordinato all'esercito di fermare l'offensiva militare contro i kachin (vedi Fides 13/12/2011). Il Vescovo dice a Fides: "Finora non abbiamo visto alcun cambiamento: proseguono pesanti combattimenti in aree remote e di frontiera della regione di Banmaw, dove sono schierati migliaia di soldati, mezzi blindati ed elicotteri".
"Molte persone di etnia kachin - spiega il Vescovo - sono intrappolate e bloccate lungo il confine, perché sono respinte dalla Cina. Non possono fuggire, soffrono gravemente e sono vittime della guerra". Mentre è stata annunciata per il prossimo gennaio la visita in Myanmar del Ministro degli Esteri inglese, William Hague, Mons. Sumlut Gam lancia un accorato appello: "Chiediamo aiuto alla comunità internazionale e ai governi stranieri perché si fermino immediatamente i combattimenti e si possa avviare un cammino di pace e di riconciliazione".
I primi scontri si sono registrati sei mesi fa, dopo 17 anni di cessate il fuoco tra le due parti.
All'inizio di novembre la situazione è peggiorata a causa di una grande offensiva lanciata dalle truppe governative. Il numero degli sfollati interni continua ad aumentare ed oggi sono 57mila. Molti cercano di passare il confine, altri fuggono verso le città. Le condizioni dei rifugiati "sono pessime, con assistenza umanitaria limitata" e conseguenti rischi per la sopravvivenza, riferisce il Vescovo. La Caritas di Banmaw si prende cura di circa 14mila sfollati in diversi campi profughi, con un grande impegno di sacerdoti, religiosi e religiose, come le Francescane Missionarie di Maria. La diocesi conta 29.000 cattolici su una popolazione complessiva di circa 400.000 abitanti
(PA) (Agenzia Fides 17/12/2011)

giovedì 15 dicembre 2011

...non è facile trasferirla direttamente in Europa!

AFRICA/SENEGAL - La piaga della Casamance e il traffico di cocaina

Dakar (Agenzia Fides) - Si rialza la tensione nella Casamance, la regione del Senegal incuneata tra Gambia e Guinea Bissau, teatro dal 1982 di una guerra "a bassa intensità" per la presenza di un movimento indipendentista. Il 13 dicembre un gruppo armato ha attaccato il villaggio di Kabeum, provocando un numero ancora non accertato di vittime. Lo storico Mouvement des Forces Démocratiques de Casamance (MFDC), che si batte da anni per l'indipendenza del territorio, si è ormai diviso in diverse bande armate, dedite più al banditismo che alla guerriglia politica.
"Vi sono diversi gruppi armati che operano in Casamance" spiega all'Agenzia Fides p. Giuseppe Giordano, missionario OMI che da anni opera nel Senegal. "Gli scontri di questi giorni sono avvenuti nei pressi della frontiera con il Gambia, ma vi sono fenomeni di banditismo anche alla frontiera con la Guinea Bissau. In questi casi non si può escludere che si tratti di banditi provenienti da quest'ultimo Paese, dove, tra l'altro, militari mal pagati non sono nuovi ad atti del genere".
Sulla possibilità che i crescenti flussi di cocaina che transitano in Africa occidentale provenienti dall'America Latina e diretti verso l'Europa possano avere un ruolo nell'accrescere l'instabilità della Casamance, il missionario risponde: "Non si può escludere. La droga certamente arriva dall'America Latina in Guinea Bissau, soprattutto nelle isole del suo arcipelago. Dalla Guinea Bissau però non è facile trasferirla direttamente in Europa, perché il Paese è mal collegato con il resto del mondo. Ad esempio i collegamenti con l'Europa si limitano a due voli settimanali con il Portogallo".
"Quindi - riflette p. Giordano - se si crea una zona instabile nell'area di confine del Senegal con la Guinea Bissau, si può presumere che questo faciliti il trasferimento dei carichi di cocaina attraverso il territorio senegalese fino all'aeroporto di Dakar che è invece ben collegato con il resto del mondo: con tutta l'Africa, con l'Europa e l'America del Nord. Di tutto questo in Senegal se ne parla da tempo, ma è veramente difficile sapere come stanno le cose" avverte in conclusione p. Giuseppe. (L.M.) (Agenzia Fides 15/12/2011)

mercoledì 14 dicembre 2011

Karuna chiede aiuti

ASIA/MYANMAR - "Grave la situazione per gli sfollati kachin: urgono aiuti umanitari" dice la Caritas
Banmaw (Agenzia Fides) - Negli ultimi sei mesi la situazione dei gli sfollati interni di etnia kachin, nelle diocesi di Myitkyina e Banmaw (nel Nord del Myanmar), si è aggravata, colpendo soprattutto donne e bambini. I profughi sono aumentati continuamente e attualmente sono circa 50mila. La Chiesa cattolica (tramite "Karuna", la Caritas locale) e la Chiesa Battista, con grande sforzo e impegno di risorse, hanno organizzato campi e assicurato il sostentamento per 26mila sfollati, mentre altri 3.000 sono accolti in monasteri buddisti. E' quanto afferma un dettagliato Rapporto inviato all'Agenzia Fides dalla Caritas della diocesi di Banmaw, in prima linea nel monitoraggio della situazione e nell'assistenza. La Caritas lancia un appello per incentivare i programmi di assistenza umanitaria, sperando in una immediata cessazione delle ostilità.
Lo stato Kachin, situato nella parte nord del Myanmar, conta circa 1,2 milioni di abitanti. Dopo gli scontri militari ripresi a giugno 2011, c'è stato "un esodo", riferisce il documento: la popolazione ha dovuto abbandonare le proprie case, i campi e le fattorie, mentre le infrastrutture come strade e ponti sono andate distrutte. A partire dal giugno scorso, i siti e le case religiose - informa il Rapporto Caritas - sono divenute "campi di sfollati", mentre altri campi sono stati allestiti nella giungla. Gli sfollati, per la maggior parte cristiani, sono impauriti e stentano a sopravvivere, potendo contare sugli aiuti umanitari della Chiesa cattolica e di quella battista e, nelle città, sul sostegno delle agenzie delle Nazioni Unite e di singole Organizzazioni non governative.
Gli sfollati, informa il Rapporto, provengono da Njang Yang, Waingmaw, Banmaw, Momauk, Shwegu e Mansi e dalla zona compresa tra il fiume Irrawaddy e il confine con la Cina. Molti sfollati restano nella foresta per paura delle violenze dei militari, che alcune Ong hanno definito "crimini di guerra e crimini contro l'umanità". (PA) (Agenzia Fides 14/12/2011)
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AFRICA/SENEGAL - "Non vi sono state finora reazioni particolari alla strage di Firenze" dicono fonti dell'Arcidiocesi di Dakar

Dakar (Agenzia Fides) - "La radio e gli altri media senegalesi hanno rilanciato con evidenza l'assassinio dei cittadini senegalesi a Firenze, ma finora non vi sono state reazioni particolari da parte della popolazione locale" dicono all'Agenzia Fides fonti dell'Arcidiocesi di Dakar.
Ieri, nel centro storico di Firenze un uomo di 50 anni, Gianluca Casseri, ha ucciso a colpi di pistola due venditori ambulanti di origine senegalese e ne ha feriti altri due, prima di suicidarsi. Sui media senegalesi il crimine di Firenze si sovrappone alle notizie sulla recrudescenza del conflitto nella regione della Casamance (territorio senegalese a cavallo tra Gambia e Guinea Bissau, dove dal 1982 è attivo un movimento armato indipendentista). In particolare, in un attacco ad una posizione militare si presume da parte degli uomini del Mouvement des Forces Démocratiques de Casamance (MFDC). sono stati uccisi 4 militari ed altri fatti prigionieri. Il governo di Dakar si è detto "indignato"per il duplice omicidio ed ha chiesto che venga fatta piena luce sul crimine. (L.M.) (Agenzia Fides 14/12/2011)

Domenica 18 dicembre 2011


Il Re Davide, monumento presso il Cenacolo a
Gerusalemme.
IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (2Sam 7,1-5.8-12.14.16)
Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.

Dal secondo libro di Samuèle

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 88)
Rit: Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».

SECONDA LETTURA (Rm 16,25-27)
Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli,
a colui che ha il potere di confermarvi
nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo,
secondo la rivelazione del mistero,
avvolto nel silenzio per secoli eterni,
ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti,
per ordine dell’eterno Dio,
annunciato a tutte le genti
perché giungano all’obbedienza della fede,
a Dio, che solo è sapiente,
per mezzo di Gesù Cristo,
la gloria nei secoli. Amen.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 1,38)
Alleluia, alleluia.
Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.
Alleluia.

Casa di Maria, Basilica di Nazaret
VANGELO (Lc 1,26-38)
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, uniti nell’attesa del Natale con Maria Vergine, con gli antichi profeti e tutti gli umili di cuore, invochiamo Dio, perché compia le speranze che salgono a lui dalla Chiesa e dall’umanità.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

In te speriamo, Signore: ascoltaci!

1.      Per la santa Chiesa, perché sappia animare con la carità evangelica tutti gli sforzi tesi a riunire gli uomini in una sola famiglia, preghiamo.

2.      Per tutti i cristiani, perché operando sinceramente per l’unità delle Chiese manifestino la loro chiamata ad essere un solo popolo in Cristo, preghiamo.

3.      Per i responsabili delle nazioni, perché pongano alla base del loro impegno civile, il valore primario della persona umana che Cristo viene a rivelare, preghiamo.

4.      Per coloro che non credono, perché trovino nella nostra accoglienza fraterna uno stimolo a considerare il problema della fede con cuore più aperto e fiducioso, preghiamo.

5.      Per la nostra Comunità parrocchiale, perché celebri il Natale del Signore orientando le sue attenzioni verso le antiche e le nuove povertà, tenendo lontane le tentazioni del consumismo e del denaro, preghiamo.

6.      Per noi qui riuniti nell’imminenza del Natale, perché lo Spirito del Padre ci dia il coraggio di compiere le scelte che il Cristo giudice e salvatore attende da ciascuno e da tutta la comunità, preghiamo.

C – Accogli, o Padre, le nostre suppliche per l’intercessione di Maria e di tutti coloro che ci hanno preceduto nell’attesa della salvezza; donaci la sapienza del tuo Spirito, per riconoscere i segni della continua venuta di Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.








lunedì 12 dicembre 2011

Sulle orme di Gesù

ABSTRACT
Sulle orme di Gesu', ripercorrendo i passi del suo cammino da Nazareth al Mar di Galilea: e' il Gospel Trail, il sentiero del Vangelo, che pellegrini e turisti possono scegliere di percorrere a piedi, in bicicletta e persino a cavallo.

domenica 11 dicembre 2011

Vivere l'Avvento, Angelus di domenica 11 dicembre



Il cristiano è invitato a vivere l'Avvento senza lasciarsi distrarre dai messaggi commerciali, sapendo dare il giusto valore agli eventi. Lo ha ripetutto Benedetto XVI parlando ai fedeli prima della preghiera dell'Angelus. L'ambiente esterno, ha osservato, propone i consueti messaggi commerciali anche se in tono minore a causa della crisi economica. Tuttavia il cristiano sa che la vera gioia è legata agli spazi per se stessi, per la riflessione, perché solo Cristo ha le risposte che uomini e donne cercano troppo affannosamente nei beni materiali. Il Papa ha benedetto poi i Bambinelli dei presepi, portati in piazza dal Centro Oratori Romani ed ha salutato i rappresentanti
del Movimento per la Vita con ... More

Foglietto della domenica 11 dicembre 2011


venerdì 9 dicembre 2011

Nuove fabbriche

L’allarme di Genius loci:
nuove industrie sul Corno



Clicca per leggere l'intero articolo su http://messaggeroveneto.gelocal.it 

Il Vangelo della terza domenica d'avvento commentato dalla riva israeliana del fiume Giordano



Per la rubrica "Parola e Luoghi - meditazioni in Terra Santa" a cura dello Studium Biblicum Franciscanum,

il Prof. P. Alessandro Cavicchia ci offre una riflessione sulla Terza Domenica di Avvento, lungo le rive del Fiume Giordano...

"Sappiamo quanto nel Vangelo di Giovanni l'amore sia importante...L'amore e' una realta' strana: talvolta per amore ci illudiamo, talvolta per amore non vogliamo lasciarci ingannare, perche' il tesoro che abbiamo trovato e' troppo importante, e' troppo prezioso. Questo e' il tesoro che la comunita' di Giovanni l'evangelista ha trovato nella persona di Gesu': un principio, una sorgente, una fonte di vita e di amore che disseta e soddisfa ogni desiderio ...". More

giovedì 8 dicembre 2011

Mandato Agli Operatori Pastorali

 Oggi alle 11.30  Mons. Igino Schiff e don Denis hanno concelebrato la Messa del Mandato dell'operatore Pastorale.
 nell'anniversario della Consacrazione del duomo di San Giorgio di Nogaro, un fatto che 6 anni fa ha dato coraggio a tutta la parrocchia per continuare a trasmettere e vivere la Fede, la Speranza e la Carità.
Oggi si è pregato perchè questa missione, o meglio questo mandato, continui anche nell'anno pastorale 2011-2012.
Poi gli operatori si sono ritrovati al Centro Canoa dove hanno pranzato e  festeggiato insieme ai sacerdoti questo 8 dicembre di sole. Qualcuno è tornato a casa con i regali vinti alla lotteria.

Statuine, presepi, lavoro...



Statuine, presepi e tanto lavoro ... Anche cosi si accende di speranza il Natale di Betlemme, dove sono all'opera - soprattutto in questo periodo - gli artigiani del legno di ulivo. More

L'albero di Gubbio acceso dal Papa a distanza



La luce dell'"Albero di Natale più grande del mondo" ci ricorda come anche noi "abbiamo bisogno di una luce che illumini il cammino della nostra vita e ci dia speranza", specialmente in questo tempo in cui il peso delle difficoltà e un velo di tenebra sembra avvolgerci. Lo ha detto il Papa ieri sera, prima di accendere via internet, sfiorando lo schermo di un tablet, l'albero di luci lungo più di 750 metri, allestito a Gubbio, in Umbria, lungo il versante del monte Ingino.
Nel collegamento video allestito dal Centro Televisivo Vaticano, Benedetto XVI ha ricordato ai cittadini di Gubbio che la luce capace di illuminare veramente il nostro cuore "è proprio il Bambino che contempliamo nel santo Natale", ... More

mercoledì 7 dicembre 2011

Santa Barbara a Gerusalemme



In una Gerusalemme spesso associata a violenza e scontri, va in scena un copione completamente diverso ... Anche quest'anno frati francescani e giovani della parrocchia hanno visitato, in occasione della festa di Santa Barbara, gli anziani del quartiere cristiano della città vecchia. Un pomeriggio di allegria per alleviare un po', solitudine e abbandono. Situazioni purtroppo non rare nella città' vecchia di Gerusalemme. More

Lo scriba per il 6° Anniversario di San Giorgio Martire

Domenica 11 Dicembre 2011


    III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) - GAUDETE



In viaggio verso il Giordano


PRIMA LETTURA (Is 61,1-2.10-11)
Gioisco pienamente nel Signore.


Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Lc 1)
Rit: La mia anima esulta nel mio Dio.


L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.

Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.

SECONDA LETTURA (1Ts 5,16-24)
Spirito, anima e corpo si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.
Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Is 61,1)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,6-8.19-28)
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle carissimi, il Signore viene a salvarci e a costruire il suo regno. Chiediamo un segno della sua potenza e della sua misericordia.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Compi le nostre speranze, Signore.

1.      Per la santa Chiesa, perché il Signore l’aiuti a riscoprire e a vivere la novità del primo Natale nell’attesa del suo Avvento glorioso, preghiamo.

2.      Per quanti cercano un posto nella vita e nella società, perché sia dato ad ogni uomo il diritto e la possibilità di attuare la propria vocazione personale e sociale, preghiamo.

3.      Per coloro che soffrono nell’infermità, nella miseria e nella solitudine, perché sentano nel nostro fraterno aiuto la vicinanza del Signore che viene, preghiamo.

4.      Per la nostra Comunità parrocchiale, perché nell’attesa del Cristo liberatore compia opere di giustizia e di pace, preghiamo.

5.      Per noi tutti, perché lo Spirito del Padre ci dia la forza di troncare ogni comportamento ambiguo e di incamminarci con cuore libero e ardente incontro al Signore, preghiamo.

C – O Dio, che sei il liberatore dei poveri, vieni incontro alle speranze di quanti ti cercano con cuore sincero e dona a tutti i tuoi figli di esultare nello Spirito per la venuta del Salvatore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.


Giovedì 8 dicembre (6° Anniversario della Consacrazione del Duomo Di San Giorgio di Nogaro)


Cupola della Basilica di Nazaret
    IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA(VI° Anniversario della Consacrazione del Duomo di San Giorgio di Nogaro)



Immagine della Basilica
di Nazaret
PRIMA LETTURA (Gen 3,9-15.20)
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.

Dal libro della Gènesi

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

SECONDA LETTURA (Ef 1,3-6.11-12)
In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 1,28)
Alleluia, alleluia.
Rallègrati, piena di grazia,
il Signore è con te,
benedetta tu fra le donne.
Alleluia.

VANGELO (Lc 1,26-38)
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nella Vergine Madre preservata dal peccato originale
Dio ci offre l'immagine dell'umanità nuova,
che partecipa in pienezza alla vittoria di Cristo.
Per intercessione di Maria immacolata,
innalziamo al Padre la nostra preghiera.

R. Benedici e proteggi i tuoi figli, Signore.

1. Perché la Chiesa di Cristo,
a imitazione di Maria vergine e madre,
come sposa santa e immacolata, vada incontro al Signore che viene, preghiamo. R.
2. Perché la potenza del Signore
tolga dalla nostra vita il peso e la tristezza del peccato
e ci faccia gustare la vera libertà dei figli, preghiamo. R.
3. Perché il popolo cristiano riconosca in Maria immacolata
un segno di consolazione e di speranza
in mezzo alle prove della vita, preghiamo. R.
4. Perché ogni vita nuova concepita nel grembo materno
sia accolta e custodita come un valore intangibile
e una benedizione di Dio, preghiamo. R.
5. Perché l'Eucaristia che celebriamo
sia per tutti noi lievito di purezza e di santità,
che ci rinnovi nel corpo e nello spirito, preghiamo. R.

Dio grande e misericordioso, fa' che il nostro impegno nel mondo non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio, ma la sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con Cristo, nostro Salvatore.
Egli è Dio...