"Tornate a visitare i luoghi santi cristiani". E' l'appello dei docenti
dell'Universita' ebraica di Tel Aviv durante il convegno sulla bellezza
dell'arte cristiana in Terra Santa. Presente tra i relatori, per la
prima volta, il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa.
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Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
giovedì 16 febbraio 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
Mons. Azzolini e la Sierra Leone
AFRICA/SIERRA LEONE - Evangelizzare tra analfabetismo, povertà estrema e malattie endemiche: l'opera di Mons. Azzolini, fondatore della diocesi di Makeni, che celebra 50 anni
Makeni (Agenzia Fides) - In questo anno 2012 ricorre il 50° di fondazione della Diocesi di Makeni, in Sierra Leone, avvenuta il 24 febbraio 1962 (vedi Fides 9/1/2012). Questa chiesa nacque dalla divisione della neonata Diocesi di Freetown & Bo, che la Santa Sede aveva pianificato per quest'area dell'Africa missionaria in continuo sviluppo sociale, che accoglieva ora dei nuovi operatori pastorali provenienti dall'Italia, i Missionari Saveriani. I quattro pionieri Saveriani (i Padri Azzolini, Calza, Olivani e Stefani), giunti in Sierra Leone l'8 luglio 1950, si diedero subito da fare e, in due anni, la zona loro assegnata divenne una Prefettura Apostolica. A capo di essa fu posto il loro leader naturale, P. Augusto Fermo Azzolini (1908-1992). Nel frattempo, altri missionari si erano affiancati ai primi e, il 24 febbraio 1962, la Prefettura fu elevata a Diocesi suffraganea di Freetown & Bo, che nel frattempo era diventava Arcidiocesi.
Nell'estate 1962, Mons. Azzolini venne ordinato Vescovo presso la sua chiesa d'origine, nella storica Cattedrale di Parma. In questo modo lo zelante Vescovo della neonata chiesa di Makeni era pronto ad imprimere il marchio missionario alla terra e ai popoli che l'abitavano. Moltiplicando le sue pur limitate energie e con uno zelo veramente impareggiabile, il Vescovo Azzolini moltiplicò le residenze missionarie e si fece in quattro per costruire ed organizzare, in posti strategici, scuole in tanti chiefdoms, rispondendo in questo modo alle numerosissime richieste dei capi locali, che ricorrevano a lui sicuri di essere esauditi.
Mons. Azzolini, infatti, prese coscienza della grave situazione in cui versava la popolazione, dove l'analfabetismo generale, la povertà estrema e le malattie endemiche impedivano ogni speranza di miglioramento sociale. Il suo primo impegno fu quello di dedicarsi alla creazione di un sistema scolastico di base: durante la sua permanenza istituì oltre 200 scuole primarie, 13 scuole secondarie e un collegio magistrale per l'indispensabile e improrogabile formazione degli insegnanti locali. Queste comunità educative si svilupparono molto e crebbero, diventando spesso piccole, ma zelanti comunità cristiane. Le prime aule scolastiche si trasformarono quasi sempre in piccole chiese e alcuni alunni divennero i primi cristiani di queste giovani comunità.
Accanto a questa attività educativa di base crebbero gli ambulatori e gli ospedali. Furono organizzate alcune efficaci campagne contro la framboesia e la lebbra, e ci si prese cura di alcuni settori come gli handicappati, i poliomielitici e si iniziò anche la sperimentazione della Primary Health Care (il sevizio sanitario nazionale). Intenso fu il suo impegno anche per il miglioramento delle condizioni di vita: incentivò la campagna per la promozione dell'agricoltura attuata con la collaborazione di agronomi provenienti dall'Italia.
Dal punto di vista dell'evangelizzazione, la prima preoccupazione di Mons. Azzolini fu di invitare nella sua diocesi collaboratori di altre congregazioni religiose, maschili e femminili, in aiuto ai Saveriani. All'appello risposero in tanti. Il Vescovo si adoperò anche per far venire nella missione collaboratori laici per le costruzioni e per altre attività. Non esitò a stendere la mano a istituzioni di beneficenza, ad amici e a benefattori per sostenere e sviluppare le opere intraprese. Inoltre fin dal principio comprese che per fondare stabilmente la Chiesa locale bisognava formare personale africano capace di reggerla e di dilatarla. L'11 febbraio 1956 diede inizio anche al piccolo Seminario diocesano, che avrebbe dovuto preparare i futuri preti locali.
Mons. Azzolini resse e guidò così questa giovane Chiesa missionaria per quasi 25 anni, fino al 17 novembre 1986, quando gli subentrò Mons. Giorgio Biguzzi, pure lui appartenente alla congregazione dei Missionari Saveriani. Azzolini dovette ritirarsi a Parma, dove si consumò lentamente per un cancro, che lo porterà alla tomba il 24 luglio 1992. Per sua esplicita volontà testamentaria, si fece seppellire di fronte alla sua Cattedrale di Makeni, nella Sierra Leone, e come un vecchio capo e un autentico antenato di quella gente, riposa ora tra la popolazione africana che ha tanto amato e per la quale ha consumato buona parte della sua vita. (GC/SL) (Agenzia Fides 15/02/2012)
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L'associazione Ponte di Pace e la Terra santa
Come si vive tra i popoli di Dio? "Incontri oltre i muri", voci e volti
dalla Terra Santa nel documentario realizzato dall'associazione Ponte di
Pace in collaborazione con il Commissariato di Terra Santa del Piemonte
Servizio/montaggio: Serena Picariello
Immagini: Andrea Avveduto More
Servizio/montaggio: Serena Picariello
Immagini: Andrea Avveduto More
domenica 12 febbraio 2012
Angelus di domenica 12 febbraio: la Siria
Cari fratelli e sorelle! Seguo con molta apprensione i drammatici e
crescenti episodi di violenza in Siria. Negli ultimi giorni essi hanno
provocato numerose vittime. Ricordo nella preghiera le vittime, fra
cui ci sono alcuni bambini, i feriti e quanti soffrono le conseguenze
di un conflitto sempre più preoccupante. Inoltre rinnovo un pressante
appello a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue.
Infine, invito tutti - e anzitutto le Autorità politiche in Siria - a
privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell'impegno
per la pace. E' urgente rispondere alle legittime aspirazioni delle
diverse componenti della Nazione, come pure agli auspici della
comunità internaz ... More
crescenti episodi di violenza in Siria. Negli ultimi giorni essi hanno
provocato numerose vittime. Ricordo nella preghiera le vittime, fra
cui ci sono alcuni bambini, i feriti e quanti soffrono le conseguenze
di un conflitto sempre più preoccupante. Inoltre rinnovo un pressante
appello a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue.
Infine, invito tutti - e anzitutto le Autorità politiche in Siria - a
privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell'impegno
per la pace. E' urgente rispondere alle legittime aspirazioni delle
diverse componenti della Nazione, come pure agli auspici della
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venerdì 10 febbraio 2012
Forze armate
L'austerity dell'esercito
Via 40 mila uomini e 30 caccia F35 in meno
Clicca Qui per saperne di più da Corriere della Sera Cronache
A San Giorgio già fatto! Ultime su Marcegaglia da Gazzetta di Mantova
Intesa sul salario d’ingresso al Contino
Volta. I delegati della Fiom sottoscrivono l’accordo con il gruppo Marcegaglia, premio di solidarietà dopo i primi 3 anni
giovedì 9 febbraio 2012
Domenica 12 Febbraio 2012
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Lv 13,1-2.45-46)
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Dal libro del Levìtico
Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 31)
Rit: Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
SECONDA LETTURA (1Cor 10,31-11,1)
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,40-45)
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli
e sorelle, la grazia custodisce chi confida nel Signore, che guarisce da ogni
forma di lebbra: animati da questa certezza rivolgiamo a Lui la nostra
supplica, soprattutto per coloro che sono nella sofferenza e nella prova.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Liberaci da ogni male, Signore!
1. Perché
la Chiesa offra ad ogni uomo segni concreti della vicinanza di Dio, mostrando
il suo volto di misericordia e il suo amore preferenziale per i piccoli e i
poveri. Preghiamo.
2. Perché
gli emarginati e gli esclusi trovino nella Comunità cristiana un luogo di
accoglienza e di fraternità che riaccende in loro la speranza di una nuova
vita. Preghiamo.
3. Perché
coloro che sono provati dalla malattia non si sentano soli ma, offrendo le loro
sofferenze, in unione a quelle di Cristo, per la salvezza del mondo, possano
sperimentare la forza consolatrice dello Spirito. Preghiamo.
4. Perché
quanti sono privati da lavoro e dignità trovino la pronta solidarietà delle
istituzioni e dei cristiani, nella risoluzione efficace di ogni disagio
spirituale e materiale. Preghiamo.
5. Perché
ogni cristiano, come l’apostolo Paolo, si faccia imitatore di Cristo, che nella
sua vita terrena passò beneficando e sanando coloro che erano prigionieri del
male, preghiamo.
6. Perché
noi, che celebriamo in questa Eucaristia il mistero dell’amore di Dio, purificati
da ogni forma di lebbra, ci impegniamo attivamente per crescere nella comunione
con i fratelli testimoniando con la vita la salvezza e la grazia di Dio.
Preghiamo.
C – Dio onnipotente e
misericordioso, ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza, conforto nel
pianto, ascolta la preghiera che, coscienti delle nostre infedeltà, ti
rivolgiamo: salvaci dalle sofferenze presenti e donaci un sicuro rifugio nella
tua Misericordia. Per Cristo nostro Signore. T -
Amen.
Colera, Congo, Allarme!
AFRICA/RD CONGO - Il colera corre lungo il fiume Congo: è allarme
Kinshasa (Agenzia Fides) - Il colera continua a mietere vittime nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), soprattutto nelle province che si affacciano sul fiume Congo, che quindi è allo stesso tempo un'importante via di commercio e un vettore della malattia. Su 11 province 8 sono interessate dall'epidemia. Più di 22.000 casi sono stati segnalati negli ultimi 12 mesi. La maggior parte dei quali, oltre 14.000, sono stati registrati nelle province orientali in cui il colera è endemico.
Con oltre 5.500 casi segnalati (pari al 25% del numero totale dei casi a livello nazionale), la Provincia del Sud Kivu ha pagato il prezzo più pesante. Seguono la capitale, Kinshasa, la Provincia Orientale, la Provincia di Bandundu e quella di Equatore.
In tutto il Paese, le agenzie umanitarie hanno sviluppato una strategia di risposta multi-settoriale, ma non sono ancora riuscite a contenere la malattia. Sono stati creati centri per la cura del colera, punti di clorazione delle acque, organizzate campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica attraverso i media, avviati programmi per la formazione del personale medico e per disinfettare le imbarcazioni che navigano lungo il fiume.
Le organizzazioni umanitarie dichiarano di confidare che l'emergenza finisca in un ragionevole lasso di tempo, ma aggiungono che per sradicare la diffusione della malattia le autorità congolesi devono dare priorità agli investimenti, per garantire alla popolazione l'accesso all' acqua potabile, a servizi igienico-sanitari sicuri e più in generale al sistema sanitario. Se non si mettono in pratica queste raccomandazioni, secondo le organizzazioni umanitarie, le ondate epidemiche di colera si ripresenteranno e, nel peggiore dei casi, la malattia potrebbe colpire circa 21 milioni di persone. (L.M.) (Agenzia Fides 9/2/2012)
Incoraggiare la fede dei pellegrini
Una via crucis nel cuore della Gerusalemme vecchia e la messa presieduta
dal ministro Generale padre Jose' Carballo. E' giunto al termine il
terzo congresso internazionale dei commissari di Terra Santa. In
conclusione padre Carballo ha invitato tutti a incoraggiare la fede dei
pellegrini, perche' conoscano l'opera dei francescani in Medio Oriente
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FVG+Unione Cuochi= Sindaci ai fornelli
Fonte: Newsfood.com
L'idea della Regione Friuli Venezia-Giulia in collaborazione con l'Unione cuochi del Friuli
Friuli Venezia Giulia. Sindaci cuochi per sponsorizzare i prodotti regionali
"La ricetta del sindaco", il Primo cittadino va ai fornelli
Coinvolgere i sindaci per diffondere ed esaltare la gastronomia locale. Questa l'idea della Regione Friuli Venezia-Giulia in collaborazione con l'Unione cuochi del Friuli.
Da loro è nato "La ricetta del Sindaco": concorso enogastronomico dedicato ai Primi Cittadini della regione. Le regole sono semplici: il sindaco si iscrive (tramite
www.alberghiera.it) e, davanti ad una giuria di professionisti, prepara un piatto tipico a sua scelta.
Attualmente, hanno dato disponibilità i sindaci di Budoia, Caneva,
Carlino, Duino Aurisina, Latisana, Monfalcone, Pavia di Udine,
Pontebba, Pordenone, Resia, Sedegliano, Spilimbergo,
Torreano, Venzone.
Secondo uno dei promotori, Claudio violino, assessore alle risorse
agricole, la manifestazione "Potrà essere un'ulteriore occasione perpromuovere le tipicità della nostra
terra".
Matteo Clerici
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mercoledì 8 febbraio 2012
Nella serata di ieri, nel corso di una veglia penitenziale nella chiesa
di Sant'Ignazio, nel centro di Roma, sette esponenti della Chiesa hanno
chiesto perdono a Dio e alle vittime per gli abusi e le negligenze. La
cerimonai è parte del congresso internazionale sul tema Verso la
guarigione ed il rinnovamento, che si conclude domani. Nel corso della
cerimonia, inoltre, l'irlandese Mary Collins, vittima di abusi da
bambina, ha chiesto da parte sua a Dio la forza di perdonare. Nel corso
della giornata di ieri, sia la Collins sia altri interventi di esperti
psichiatri e sacerdoti hanno messo in piena evidenza tutte le difficoltà
delle vittime a venire credute e a superare il profondo trauma subito.
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Messaggio del papa Quaresima 2012
VATICANO - Pubblicato il Messaggio del Papa per la Quaresima
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "La Quaresima ci offre ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità". Inizia con queste parole il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima, che ha per tema un versetto della Lettera agli Ebrei: "Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone" (10,24).
Articolato in tre parti, il Messaggio richiama anzitutto "la responsabilità verso il fratello": "Anche oggi risuona con forza la voce del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell'altro. Anche oggi Dio ci chiede di essere 'custodi' dei nostri fratelli, di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell'altro e a tutto il suo bene... L'attenzione all'altro comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale... E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli."
Nella seconda parte il Messaggio si sofferma sul "dono della reciprocità". "Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana!... la nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale. .. Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni cristiano può esprimere la sua partecipazione all'unico corpo che è la Chiesa".
Infine il "camminare insieme nella santità". "L'attenzione reciproca ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore... in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci è dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell'amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo. In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere." (SL) (Agenzia Fides 8/2/2012)
martedì 7 febbraio 2012
Festa dei Maroniti
Sono l'unica chiesa chiamata con il nome di un santo, nel mondo sono
circa 3 milioni, in Terra Santa poco meno di 10mila ma abitano le
regioni del Medio Oriente da 17 secoli, dall'epoca cioe' in cui visse
San Maroun, dal quale, appunto, prendono il nome di Maroniti... E
proprio per la festa del loro santo, i cristiani maroniti di Gerusalemme
si sono radunati domenica 5 febbraio presso il convento che ospita la
loro comunita', una delle molte realta' cristiane presenti nella Citta'
Santa
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lunedì 6 febbraio 2012
Perdono e amore al nemico

ASIA/INDIA - "Perdono e amore al nemico": la scelta dei cristiani perseguitati dell'Orissa
Bhubaneswar (Agenzia Fides) - I cristiani perseguitati dell'Orissa vogliono "perdonare i persecutori e amare i nemici", come esorta il Vangelo di Cristo: è quanto è emerso da un incontro tenutosi nei giorni scorsi presso la casa per lebbrosi delle "Missionarie della Carità" a Jalna, vicino a Bhubaneshwar, capoluogo dell'Orissa. All'incontro organizzato dal "Global Council of Indian Christians" (GCIC), organizzazione impegnata nella tutela dei cristiani, hanno partecipato circa 100 persone, fra le quali vedove e bambini, provenienti dal distretto di Kandhamal, epicentro dei massacri anticristiani registrati in Orissa nel 2008, che hanno fatto oltre 100 morti e 56mila sfollati.
L'incontro ha visto succedersi momenti di riflessione, preghiera, condivisione. Sajan K George, laico cristiano presidente del GCIC, ha invitato i partecipanti "a perdonare e amare secondo l'insegnamento di Gesù, quanti hanno fatto del male". Nell'incontro le vedove, che hanno perso i loro mariti durante la violenza in Kandhamal, hanno raccontato la loro vita difficile, di fronte alla persecuzione e alla discriminazione. "Tutti i partecipanti alla riunione, nonostante la sofferenze e le difficoltà, hanno deliberato di aderire al comandamento del perdono", ha detto a Fides p. Manoj Bagsingh, un parroco di Salimagochha, che oggi ha la cura pastorale di numerose vittime della persecuzione. "Tale scelta - ha spiegato - è frutto della consapevolezza che Dio non abbandona il suo popolo". Le persone presenti, inoltre, pur in condizioni di povertà, hanno rimarcato il loro impegno ad aiutare chi ha bisogno: questo è un grande dono, ha detto Suor Suma, Superiora regionale delle Missionarie della Carità in Orissa, che ha collaborato ad organizzare l'incontro. Gli istituti religiosi e le organizzazioni cristiane dell'Orissa assicurano assistenza, sostegno e istruzione gratuita a oltre 150 bambini orfani del distretto di Kandhamal. (PA) (Agenzia Fides 6/2/2012)
domenica 5 febbraio 2012
Articolo di Ansa.it su Giornata per la vita
Chiesa: Udine; Mazzocato, 100mila aborti dal 1978
Chiesa friulana ha festeggiato Giornata per la vita
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/friuliveneziagiulia/2012/02/05/visualizza_new.html_74741113.htmlSi può sperimentare l'attenzione degli altri e donare attenzione agli altri
"La malattia è una condizione tipicamente umana, in cui sperimentiamo
fortemente che non siamo autosufficienti, ma abbiamo bisogno degli
altri". Lo ha sottolineato oggi all'angelus Benedetto XVI. Nella
suggestiva e insolita cornice di piazza san Pietro cosparsa di neve, il
Papa ha chiarito che proprio nella malattia, "si può sperimentare
l'attenzione degli altri e donare attenzione agli altri". La malattia,
certo, resta una prova, che "può diventare anche lunga e difficile", e
"quando la guarigione non arriva e le sofferenze si prolungano, possiamo
rimanere come schiacciati e isolati". Dinanzi a questo "attacco del
Male", ha proseguito il Pontefice nelle sue riflessioni, a pochi giorni
dalla memoria l ...
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venerdì 3 febbraio 2012
La giusta immagine della Chiesa
ASIA/INDIA - All'Assemblea dei Vescovi il nodo delle "conversioni proibite" e della libertà religiosa
Bangalore (Agenzia Fides) - Nell'Assemblea dei Vescovi indiani, in corso a Bangalore dall'1 all'8 febbraio, si esaminano i nodi delle "conversioni proibite", delle limitazioni della libertà religiosa e delle discriminazioni verso i cristiani, temi sui quali i Vescovi, racconta una fonte di Fides, hanno avviato un intenso dibattito.
A generare la discussione, la relazione del prof. T. K. Oommen, sociologo cristiano, professore emerito alla "Jawaharlal Nehru University", che ha sottolineato l'urgenza di correggere l'immagine distorta della Chiesa "come entità impegnata nell'opera di conversioni religiose". Questa, ha rimarcato "è una percezione diffusa", che bisogna contrastare per comunicare "la giusta immagine della Chiesa". Il prof. Oommen ha difeso il diritto di tutti i cittadini indiani, garantito dalla Costituzione, di professare la propria religione e di propagarla, nonché l'inalienabile diritto della coscienza individuale a cambiare religione.
Alcuni Vescovi, nei gruppi di lavoro, hanno ricordato che l'India ha approvato una serie di leggi per proibire la conversione, destinate essenzialmente ai missionari cristiani. Il primo stato ad approvare una "Legge sulla libertà di religione" (che di fatto è una legge che vieta le conversioni) è stato l'Orissa nel 1967, seguito dal Madhya Pradesh nel 1968 e dall'Arunachal Pradesh nel 1978. Successivamente il governo del partito nazionalista indù "Bharatiya Janata Party" l'ha introdotta in Gujarat nel 2003 e in Chhattisgarh nel 2006, anno in cui è entrata in vigore anche in Himachal Pradesh. Sulla base di tali disposizioni, molti missionari, accusati di "operare conversioni", hanno dovuto subire processi e ancora oggi i gruppi estremisti usano tali accuse per colpire i leader e i fedeli cristiani. La conversione all'induismo, invece, non è reato, e i gruppi indù continuano a convertire apertamente all'induismo i tribali.
Inoltre, come riferito a Fides da fonti nella società civile indiana, molte organizzazioni dei gruppi religiosi indù ricevono sovvenzioni dal Ministero della Giustizia Sociale, dal Ministero per lo Sviluppo delle risorse umane, dal Ministero per gli Affari dei Tribali, per la costruzione di scuole e centri sociali, in favore di membri delle caste più basse o dei popoli tribali. Queste organizzazioni indù adottano gli stessi metodi dei missionari, offrendo assistenza sociale e istruzione: "In tale contesto, il ruolo dello stato, a prescindere di quale partito sia al potere, è palesemente partigiano", nota a Fides Suhas Chakma, leader del'Ong "Asian Centre for Human Rights", con sede a New Delhi. Chakma commenta a Fides: "La fede religiosa è una questione privata della coscienza individuale e non deve essere regolamentata dallo stato. E' noto che numerosi dalit, benché cristiani, si identifichino legalmente come indù per ottenere i benefici sociali loro riservati e negati ai dalit cristiani, in modo discriminatorio. Tali negazioni dei diritti fondamentali sono violazioni della Costituzione e fanno dell'India una nazione cristianofobica". (PA) (Agenzia Fides 3/2/2012)
giovedì 2 febbraio 2012
5 sacerdoti arrestati
ASIA/CINA - Continua la sofferenza della Chiesa in Cina
Erenhot (Agenzia Fides) - Cinque sacerdoti della Chiesa sotterranea della diocesi di Suiyuan, nella regione della Mongolia interna, sono stati prelevati dalla polizia nella città di Erenhot. Secondo le informazioni diffuse dall'agenzia UCAN, i cinque sacerdoti partecipavano ad un incontro nell'abitazione di un laico, per discutere il trasferimento di alcuni parroci, quando una trentina di poliziotti e di funzionari del governo, hanno assalito la casa e portato via i sacerdoti, senza dare alcuna spiegazione del loro arresto. Altri sacerdoti e laici della comunità hanno invitato a pregare perché possano presto tornare incolumi al loro ministero. (SL) (Agenzia Fides 02/02/2012)
Presentazione Al Tempio (Candelora) a Gerusalemme
La "culla di Gesu'". Con P. Eugenio Alliata alla scoperta delle antiche
tracce della memoria della Presentazione di Gesu' al Tempio di
Gerusalemme.
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Equipaggiati per la Slovenia!
Slovenia, multe in agguato:
il pieno può costare caro
Pesanti sanzioni ai friulani sorpresi non in regola
con le norme d’oltre confine Ecco quanto richiesto: dall’equipaggiamento
sull’autovettura alla vignetta
Clicca QUI per leggere l'articolo del Messaggero Veneto
mercoledì 1 febbraio 2012
Asia Bibi
ASIA/PAKISTAN - Oltre 580mila firme da 100 paesi del mondo per salvare Asia Bibi
Islamabad (Agenzia Fides) - Oltre 580mila persone, in tutto il mondo, hanno firmato una petizione chiedendo al governo pakistano di liberare Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte ingiustamente per blasfemia. Per la donna è stato avviato il processo di appello davanti all'Alta Corte di Lahore. Il caso è divenuto un simbolo per le persecuzioni dei cristiani in Pakistan e per l'abuso della legge sulla blasfemia.
La petizione on-line è stata lanciata dall'organizzazione "Voice of Martyrs" (VOM) con sede negli Stati Uniti, ed è ancora disponibile sul sito web www.CallForMercy.com. L'organizzazione l'ha avviata dopo che, oltre un anno fa, circa 150.000 cristiani pakistani avevano iniziato a raccogliere firme, chiedendo giustizia per Asia Bibi e una maggiore protezione delle minoranze religiose in Pakistan.
Le firme, riferisce VOM a Fides, sono giunte da oltre 100 paesi del mondo e altre associazioni cristiane, nei cinque continenti, hanno promosso la campagna. Le firme sono state presentate all'Ambasciata pakistana a Washington DC, ma la raccolta continua, con l'obiettivo di raggiungere quota un milione.
Secondo funzionari pakistani, è bene lasciare che il caso faccia il suo corso legale: il verdetto della Corte di Appello, quello eventuale della Corte Suprema, infine la possibilità di un ricorso diretto al Presidente del Pakistan. Come notano fonti di Fides, le Ong che si occupano della donna, però, notano che le sue condizioni di salute in carcere stanno peggiorando e che "il tempo stringe per poterla salvare". (PA) (Agenzia Fides 1/2/2012)
Non ci aprono le porte di questa Vita.
«Tutti ti cercano», Gesù Cristo,
perché Tu hai parole di Vita eterna.
Tutte le parole umane di questo mondo,
anche le più sofisticate,
non ci portano alla Vita eterna.
Non ci aprono le porte di questa Vita.
Ci lasciano all’interno della nostra esistenza terrena
che è destinata alla morte.
Ti cercano tutti, anche se non lo sanno.
Ti cercano i cristiani e i non cristiani
o i lontani dalla Chiesa.
Se cercano la Verità, se cercano la Via
e se cercano la Vita, cercano Te,
perché Tu hai le parole di Verità, di Vita eterna.
Tu sei la Via.
Così ti cercano i giovani, gli adulti,
ti cercano le famiglie, ti cercano i bambini,
anche quelli appena concepiti.
Ti cercano, gridano a Te, perché Tu sei per loro
la prospettiva della Vita eterna.
Ti cercano gli anziani, ti cercano gli ammalati,
i sofferenti. Soprattutto per loro sei tutto.
Sei tutto per tutti, ma specialmente per i sofferenti,
perché Tu hai saputo soffrire,
Tu hai saputo ricevere la Croce,
morire sulla Croce e risorgere.
Ti cercano tutti, perché Tu sei la via della Croce,
coronata con la Risurrezione.
(beato Giovanni Paolo II papa)
Domenica 5 febbraio 2012
V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
| Dalla Casa di Pietro a Cafarnao villaggio e sinagoga bizantina |
PRIMA LETTURA (Gb 7,1-4.6-7)
Notti di affanno mi sono state assegnate.
Dal libro di Giobbe
Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 146)
Rit: Risanaci, Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.
SECONDA LETTURA (1Cor 9,16-19.22-23)
Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,29-39)
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Carissimi fratelli e sorelle, come gli amici presenti nella casa della suocera di Pietro, senza alcun timore, presentiamo al Signore le nostre infermità e quelle del mondo intero, perché Egli possa guarirci e farci ritrovare la nostra vocazione al servizio.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Guariscici, Signore!
1. Per
la santa Chiesa: perché ogni suo membro, nella fedeltà all’ascolto della Parola
di Dio e alla celebrazione dei Sacramenti, possa fare l’esperienza di sentirsi amato
e guarito da Dio. Preghiamo.
2. Per
tutti i cristiani: perché possano sentire il bisogno di una relazione profonda
di preghiera con Dio, nella quale possano “parlare” delle malattie del mondo
contemporaneo e possano lasciarsi suggerire orizzonti nuovi di annuncio e di
testimonianza. Preghiamo.
3. Per
gli ammalati nel corpo e nello spirito: perché non si sentano schiacciati dalla
sofferenza, ma sappiano trovare nel Signore Gesù lo sguardo amico e la mano
sicura capace di ridonare sempre vita e speranza. Preghiamo.
4. Per
i catechisti, i genitori e gli educatori: in un tempo di grande crisi dei
valori, sappiano sentire l’urgenza e la responsabilità di annunciare il
Vangelo, come Paolo, per guadagnare a Cristo molti e dare a ciascuno la
possibilità di vivere in pienezza il dono nella vita. Preghiamo.
5. Per
noi qui presenti: l’odierna giornata nazionale per la vita incoraggi i giovani
e tutti gli uomini a saper riconoscere nel dono della vita il segno della
presenza di Dio, curandone la dignità dal nascere al suo naturale tramonto.
Preghiamo.
C – Padre Santo, tu ascolti la voce del povero che ti invoca. Esaudisci le nostre preghiere, rinnova la nostra vita e rendici capaci di cantare il canto nuovo dei salvati dall’Amore. Per Cristo nostro Signore.
T - Amen.
martedì 31 gennaio 2012
Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul incoronata Atleta dell’anno a Palmanova
Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul, è
l’atleta del 2011 di Palmanova. A incoronare la campionessa italiana
juniores il presidente dei Veterani sportivi Valter Buttò, alla
cerimonia tenutasi...
Clicca QUI per leggere l'articolo de Il Piccolo del 20 gennaio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Intenzione Missionaria di Febbraio
"Perché il Signore sostenga lo sforzo degli operatori sanitari delle regioni più povere nell'assistenza ai malati e agli anziani" - Commento all'Intenzione Missionaria di febbraio 2012
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Ero malato e mi avete visitato" (Mt 25,36). Queste parole del Signore hanno portato i credenti ad avere una sensibilità particolare per coloro che soffrono a causa di malattie o della vecchiaia, riconoscendo in loro la presenza viva di Cristo. Se nei paesi poveri la vita è difficile per tutti, lo è molto di più per coloro che soffrono il dolore fisico o l'abbandono nell'età avanzata.
Probabilmente ancora più doloroso del dolore fisico è il dolore morale per l'abbandono che vivono molti nostri fratelli. Chi non si è sentito toccato nel suo cuore vedendo in alcuni reportage sul lavoro missionario, le religiose raccogliere esseri umani che giacciono per strada e divorati dalla miseria? Non sono forse loro, e molti altri come loro, una testimonianza vivente di Cristo, il Buon Samaritano?
Corriamo il pericolo di essere contagiati dall'individualismo egoistico che impera ovunque nella nostra società. Ognuno tende a pensare solo a se stesso, sostenendo che la sofferenza degli altri non è un suo problema. Secondo Benedetto XVI, la grandezza dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e con colui che soffre, e "questo vale per il singolo come per la società. Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana" (Spe salvi, 38).
In qualche modo, le persone che si dedicano al compito bello e difficile della cura dei malati e degli anziani sono una sorta di incarnazione di Cristo misericordioso e compassionevole. Costoro estendono nel mondo la Sua tenerezza per i sofferenti. In molti passi dei Vangeli vediamo che il Signore si commosse profondamente dinanzi al dolore degli altri, alla sofferenza fisica o mentale. Ma, ancor di più, Cristo ha preso sulle sue spalle il dolore e le ferite fisiche e morali dell'uomo, di ogni uomo, e le ha portate con Lui sulla croce. Come afferma san Pietro: "Dalle sue piaghe siete stati guariti" (1 Pt 2, 24). Dio manifesta la sua grandezza perché si china fino a prendere su di sé il dolore e la sofferenza degli uomini. Nelle parole del Papa: "Solo un Dio che ci ama fino a prendere su di sé le nostre ferite e il nostro dolore, soprattutto quello innocente, è degno di fede" (Messaggio Urbi et Orbi, Pasqua 2007).
Coloro che sanno prendere sulle proprie spalle il dolore dei malati e degli abbandonati, diventano presenza viva di Cristo, testimoni del suo amore per gli uomini. E insieme alla testimonianza del servizio della carità, i missionari devono svolgere un servizio ancora più grande: aiutare chi soffre a trovare il significato e il perchè del loro dolore. Il Papa ha detto ai giovani che vivono l'esperienza della malattia: "spesso la Croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il 'sì' di Dio all'uomo, l'espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla croce è sgorgata questa vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi verso il Crocifisso" (Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2011, n. 3).
Maria è la Madre del Crocifisso, che stava con speranza e forza nella fede, ai piedi della croce del Figlio. Lei è sempre accanto alla croce e al dolore di tutti i suoi figli, verso i quali esercita la nuova missione materna ricevuta sul Calvario. Come Madre della Speranza ci insegna a trasformare il dolore in gioia senza fine, dal momento che le sofferenze del tempo presente sono niente di fronte alla gloria che un giorno ci sarà svelata. (Agenzia Fides 30/01/2012)
60000 analisi al giorno?????
Laboratorio analisi Palmanova si candida al posto di Udine
La proposta dell’assemblea dei sindaci del territorio Paviotti e Martines: qui più spazi e macchinari recenti
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domenica 29 gennaio 2012
sabato 28 gennaio 2012
Giornata Mondiale Contro la Lebbra
VATICANO - "Le persone curate e sanate dalla lebbra possono e devono esprimere tutta la ricchezza della loro dignità e spiritualità": Giornata Mondiale per la lotta contro la lebbra
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Come ogni anno dal 1954, l'ultima domenica di gennaio si celebra la Giornata mondiale contro la Lebbra. Purtroppo ancora oggi questa malattia colpisce nel mondo 200 mila persone. Secondo il bollettino epidemiologico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2010 sono stati 123 i paesi del mondo che hanno denunciato nuovi casi di lebbra, per un totale di 228.474. Questi dati sono provvisori perché mancano quelli di alcuni paesi come Costa d'Avorio, Ghana e Senegal.
L'India con 126.800 casi e il Brasile con 34.894 casi nel 2010, continuano ad essere i paesi dove si registra il più alto numero di nuovi casi di lebbra nel mondo. Seguono Angola, Bangladesh, Cina, Congo, Etiopia, Indonesia, Madagascar, Mozambico, Myanmar, Nepal, Nigeria, Filippine, Sri Lanka, Sudan e Tanzania. I paesi con il tasso più elevato di nuovi casi tra i bambini, suddivisi per continenti, sono la Liberia in Africa, la Repubblica Dominicana in America, lo Yemen in Medio Oriente, l'Indonesia in Asia e le isole Marshall nel Pacifico. I paesi con alti tassi di disabilità tra i nuovi casi, sono il Madagascar in Africa, il Paraguay in America, la Tailandia e la Cina in Asia.
Nonostante negli ultimi 20 anni circa 14 milioni e mezzo di persone siano state curate con la polichemioterapia e sono guarite dalla lebbra, molti di loro hanno bisogno di cure per tutta la vita per problemi legati alle disabilità, alle ulcere e alle ferite causate dalla malattia. Secondo le stime dell'Oms sono circa 2 milioni.
I successi ottenuti nella lotta contro il morbo di Hansen non devono far calare "l'attenzione internazionale verso i malati di lebbra, che necessitano ancora oggi di sostegno umano e di integrazione sociale" ha affermato il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, nel suo Messaggio per la Giornata di quest'anno. Quella della discriminazione in molti paesi costituisce ancora una piaga molto grave per queste persone. Nel mese di dicembre 2010, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per l'eliminazione di tale fenomeno insieme con alcuni principi e linee guida.
La Chiesa missionaria ha una lunga tradizione di assistenza verso questi malati, spesso abbandonati anche dai loro stessi familiari, ed ha sempre fornito loro, oltre alle cure mediche e all'assistenza spirituale, anche possibilità concrete di recupero e reinserimento nella società, superando le barriere della discriminazione. La Chiesa gestisce nel mondo 561 lebbrosari (secondo l'ultimo Annuario Statistico della Chiesa). Secondo la ripartizione per continente: in Africa 174, in America 92 (totale), in Asia 288, in Europa 4 e in Oceania 3. Le nazioni che ospitano il maggior numero di lebbrosari sono: in Africa: Repubblica Democratica del Congo (33), Madagascar (25), Sudafrica (23); in America del Nord: Stati Uniti (47); in America centrale: Messico (4); in America centrale-Antille: Haiti (2); in America del Sud: Brasile (13), Ecuador (8), Perù (6); in Asia: India (220), Corea (16), Pakistan (14); in Europa: Italia (2), Belgio (1), Spagna (1); in Oceania: Papua Nuova Guinea (3). (AP) (28/1/2012 Agenzia Fides)
venerdì 27 gennaio 2012
Chiesa pienamente indiana
ASIA/INDIA - I Vescovi: "la Chiesa contribuisce a un'India migliore"
Bangalore (Agenzia Fides) - "Di fronte a povertà, disoccupazione, corruzione, mancanza di istruzione, violenza, fondamentalismo religioso, la Chiesa cattolica intende essere una voce significativa e offrire il suo specifico contributo per la costruzione di una nazione che garantisca benessere, istruzione, armonia e giustizia per tutti": con queste parole Sua Ecc. Mons. Bernard Moras, Arcivescovo di Bangalore, illustra all'Agenzia Fides il tema della prossima Assemblea generale della Conferenza Episcopale Indiana, dal titolo "Il ruolo della Chiesa per un'India migliore", che si terrà nella sua diocesi, a Bangalore (stato di Karnataka), dall'1 all'8 febbraio prossimo. L'assemblea, che si tiene ogni due anni, riunirà oltre 160 Vescovi cattolici dei tre riti esistenti nel paese: latino, siro-malabarese, siro-malankarese. Parteciperanno ai lavori personalità come il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace" e altri studiosi indiani.
Mons. Moras, interpellato da Fides, spiega: "La Chiesa è pienamente indiana, ama il suo paese ed è preoccupata. Per questo, come cristiani, continueremo a dare il nostro specifico contributo, di valori e di azione, alla società indiana, per affrontare le sfide del presente. La prima è l'esplosione demografica, che non può essere fermata con gli aborti selettivi. Poi la crisi economica e le disuguaglianze che affliggono il paese. Un terzo punto che sarà esaminato è l'istruzione, che in India raggiunge solo il 30% della popolazione. Vogliamo, poi, portare i valori e l'etica cristiana per contrastare la corruzione, emersa come una delle malattie del paese".
"Si parlerà - prosegue il Vescovo - anche dell'annoso problema del terrorismo e del fanatismo religioso, indù e islamico, che genera odio, intolleranza e violenza contro i cristiani. Per noi la sfida è costruire e dare efficacia alle Commissioni di dialogo e di pace, in tutte le realtà locali. Come cristiani siamo certi che il progetto dei radicali indù di espellerci dall'India, non potrà mai attuarsi".
Infine l'Arcivescovo sottolinea: "due temi a cui, come Vescovi, siamo molto attenti sono l'evangelizzazione e i giovani. Il Vangelo è la risposta alle sfide di oggi, e i giovani sono il futuro della nazione". (PA) (Agenzia Fides 27/01/2012)
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San Giorgio di Nogaro
giovedì 26 gennaio 2012
Blocco Tir, Sangalli: “da 3 giorni merce in magazzino”. CIGO e produzione al rilento
per visualizzare l'articolo clicca QUI"E' un paese spaventato, dalla situazione incerta".
"E' un paese spaventato, dalla situazione incerta". Commenta cosi' la
situazione in Siria il Custode di Terra Santa. Padre Pizzaballa, dopo
essere tornato dalla sua visita canonica, racconta davanti alle nostre
telecamere le paure e le speranze del popolo siriano.
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mercoledì 25 gennaio 2012
Firenze Sport ne parla
Scherma - Terza tappa del Circuito Nazionale Master
Scherma - 25/01/2012
SAN GIORGIO DI NOGARO (Udine) - La terza tappa del Circuito Nazionale
Master, che ha registrato la partecipazione di 328 atleti, è stata
caratterizzata dalla tripletta messa a segno dalla serba Svetlana
Visnjic che si è aggiudicata tutte e tre le prove di spada, fioretto e
sciabola della categoria 0 e dalla doppia vittoria diIris Gardini (nella
foto il podio categorie 2-3), portacolori della C.S. Imola, nelle
rispettive prove di spada e sciabola di categoria. Nella prova poi di
spada femminile categoria 1 si è, invece, imposta Iliana Diana Bonato;
mentre in quelle di fioretto femminile sono salite sul gradino più alto
Magda Melandri (Zinella scherma) nella categoria 1 ed nella 2-3 Silvana
Esposito (Mangiarotti Milano). Nella spada maschile vincono la prova
Stefano Mazzetti (Grifoscherma) della categoria 0, Luca Magni (Chiti
Pistoia) della categoria 1, Pierpaolo Battigalli e Andrea Parudcci della
Mangiarotti Milano nelle categorie 2 e 3-4. Elvis Gregory (C.S. Roma)
cat. 0-1, Maurizio Galvan (C.S. Mestre Livio Di Rosa) cat. 2 e Giulio
Paroli (Fides Livorno) cat. 3-4 si aggiudicano le gare di fioretto
maschile. A chiudere la due giorni di gara sono i vincitori delle prove
di sciabola maschile Stefano Lanciotti (C.S. Roma) per le categorie 0-1 e
Vittorio Carrara (Officina della scherma) cat. 2-3. Per i fiorentini
l'8° posto di Gabriella Starnotti nella Sciabola Femminile.
Fonte:http://www.fisport.it/news.asp?idnew=17104
Fonte:http://www.fisport.it/news.asp?idnew=17104
Non è un filmato estraneo alle nostre attività parrocchiali!
Si e' svolta a Ein Karem la tre giorni di ritiro proposta ai giovani
cristiani di Gerusalemme Israele e Palestina dalla parrocchia latina di
Gerusalemme. Non un evento isolato, ma un cammino di formazione e
incontro guidato dai francescani della Custodia
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ASIA/MYANMAR - Continua la discriminazione verso il gruppo etnico dei rohingya: circa 40 mila bambini non risultano registrati all'anagrafe
Yangon (Agenzia Fides) - Sono circa 40 mila i bambini appartenenti all'etnia rohingya che vivono attualmente in Myanmar senza essere registrati all'anagrafe. Ne conseguono per loro limitate opportunità di accesso al mondo del lavoro, all'alimentazione e ai servizi sanitari. Si tratta di una delle tante minoranze etniche di cui è composto il Myanmar e si concentrano in una regione isolata al confine col Bangladesh. Sono per lo più di religione musulmana e si stima che la loro popolazione ammonti a circa tre milioni di persone. Nonostante le recenti riforme avviate nel paese, il Governo ha riconfermato le sue politiche profondamente discriminatorie contro questo gruppo etnico e a pagarne le conseguenze sono i minori. Secondo i responsabili del Proyecto Arakan, il problema è direttamente relazionato sia con le mancate concessioni delle autorizzazioni per contrarre matrimonio sia con la 'politica dei figli' imposta dal governo birmano. Da una parte, i bambini che non vengono registrati sono una prova dell'esistenza di matrimoni non autorizzati dallo Stato, 'crimine' che viene perseguito con 10 anni di carcere. Dall'altra, i terzi o quarti figli che non vengono registrati rientrano per tutta la vita in una 'lista nera' che impedisce loro di trovare un lavoro, studiare o sposarsi. Secondo la Ley sobre Ciudadanía del 1982, i bambini rohingya, registrati e no, sono catalogati come 'apolidi', e hanno accesso limitato agli alimenti e all'assistenza medica. La maggior parte non possono frequentare la scuola e sono sfruttati per lavori forzati. Il tasso di analfabetismo è di circa l'80% e oltre il 60% dei bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni non sono mai andati a scuola. (AP) (25/1/2012 Agenzia Fides)
L'ingresso nella più piena obbedienza al Padre
La Chiesa, comunità dei discepoli, è il luogo in cui continua la
missione di Cristo: "condurre il mondo fuori dall'alienazione dell'uomo
da Dio e da se stesso, fuori dal peccato, affinché ritorni ad essere il
mondo di Dio". Così oggi Benedetto XVI, dedicando la catechesi
dell'udienza generale alla preghiera che Gesù rivolge al Padre nell'ora
del suo sacrificio, sullo sfondo della festa giudaica dell'espiazione,
Yom kippùr. Il Figlio di Dio, sacerdote e vittima, "prega per se stesso,
per gli apostoli e per tutti coloro che crederanno in Lui, per la
Chiesa di tutti i tempi". "La glorificazione che Gesù chiede per se
stesso", ha spiegato il Papa, "è l'ingresso nella più piena obbedienza
al Padre"; mentre ...
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korazym.org sul Cammino neocatecumenale
| Cammino Neocatecumenale, un'altra approvazione. Ma c'è sempre quel qualcosa che non va |
| Scritto da Stefano Caredda |
| Lunedì 23 Gennaio 2012 20:39 |
Il decreto con il quale vengono approvate le celebrazioni in uso nel Cammino che non sono già normate dai libri liturgici è un via libera importante, in qualche modo ovvia e naturale conseguenza dell'approvazione, dodici mesi fa, dei tredici volumi (il “Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale”) che illustrano l'intero percorso di riscoperta del Battesimo e che contengono quelle catechesi degli iniziatori Kiko Arguello e Carmen Hernandez che vengono riproposte dai catechisti in ogni singola comunità del Cammino. Un segno rilevante, questo nuovo via libera, della fiducia che la Santa Sede ripone nel Cammino Neocatecumenale, che a poco più di 40 anni dalla sua “invenzione” si vede ormai pienamente riconosciuto e approvato dal Vaticano. Un traguardo non facile e tutt'altro che scontato. Ad oggi, il Cammino neocatecumenale è riconosciuto come un percorso di formazione valido, che viene definito nei suoi tratti essenziali dagli Statuti (approvati in forma definitiva nel 2008 dopo sei anni di formula ad experimentum) e tratteggiato nel dettaglio, dal punto di vista dottrinale e catechetico, dal “Direttorio” approvato dodici mesi fa, ivi comprese – la novità di questo 2012 - le celebrazioni che in esso vi sono contenute. Di per sé, il percorso di approvazione da parte della Santa Sede può ritenersi sostanzialmente concluso, fermo restando che nulla è dato una volta per tutte e che tutto quanto deciso in questi anni è in ogni momento passibile di riconsiderazione da parte della Santa Sede. Eppure, anche stavolta, come già in passato, non tutto è andato liscio e verosimilmente non tutto continuerà ad andare liscio nella vita quotidiana di questo cammino di formazione. Da un lato c'è la ormai consueta e immancabile confusione sul contenuto preciso dei decreti emessi dalla Santa Sede, confusione generata anzitutto proprio dai responsabili del Cammino neocatecumenale e da quel loro modo (quantomeno così poco puntuale, se non apertamente scorretto) di raccontare gli eventi; dall'altro lato c'è il punto, non ancora chiarito, della pubblicazione del “Direttorio catechetico”, che sarà pure stato approvato nella sua nuova versione rivista e abbondantemente corretta dalla Congregazione per la dottrina della fede, ma che nella pratica continua a rimanere un testo riservato, in uso solamente ai catechisti del Cammino. Il tutto, in un contesto in cui i principali appunti che vengono mossi all'intero movimento (uno su tutti: la scarsa attenzione all'unità con il resto della comunità parrocchiale, con tutti coloro che non appartengono alle comunità del Cammino) vengono dai vertici del Cammino Neocatecumenale apertamente negati e nel concreto sostanzialmente ignorati, come se si trattasse di accuse infondate o di problemi inesistenti. Quando inesistenti, in realtà, davvero non sono. Anche perché, ad ogni udienza papale, vengono evocate e sottolineate – per chi le vuol sentire - dal Pontefice in persona. E’ successo anche stavolta. IL DECRETO: COSA C’E’ – Il decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, testualmente, “concede l’approvazione a quelle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa”. Si tratta di quei riti che accompagnano tutto il percorso di formazione del singolo nelle sue varie tappe di formazione: nel dettaglio, i riti che accompagnano il “primo scrutinio”, lo “Shemà” e il “secondo scrutinio” (passaggi con i quali si passa prima dalle catechesi iniziali al pre-catecumenato e poi da quest’ultimo al catecumenato vero e proprio) e ancora i riti legati all'iniziazione alla preghiera, alla consegna del Salterio, alla consegna del Credo (la Traditio Symboli), alla confessione pubblica della propria fede (la Redditio Symboli), alla consegna del Padre Nostro, e via continuando fino al rito del Rinnovo delle promesse battesimali, che di fatto è il culmine ultimo del Cammino neocatecumenale. Approvate anche le parti delle celebrazioni della Parola di Dio (sono settimanali, ne parlano anche gli Statuti) e delle celebrazioni penitenziali (hanno cadenza mensile) che già non siano regolate altrove. E COSA NON C’E’ (ANCHE SE VOGLIONO FARLO CREDERE) – Non si fa alcuna menzione, nel decreto, delle celebrazioni che sono già normate dai Libri liturgici: non c’è la Liturgia delle Ore e ovviamente e naturalmente non c’è la Celebrazione Eucaristica, non c’è la Santa Messa. Ma purtroppo il messaggio che rischia di passare – e sta passando – è proprio questo: è stata approvata la celebrazione del sabato sera nelle comunità, è stata approvata la “messa dei neocatecumenali”. Un’interpretazione che si va diffondendo sui mezzi di comunicazione – e anche fra non pochi appartenenti al Cammino – a causa soprattutto della nota ufficiale emessa dai responsabili del Cammino neocatecumenale (diffusa alla stampa di tutto il mondo e riportata sul sito web ufficiale). Una nota che semplifica oltremodo quanto accaduto e che, sintetizzando troppo, di fatto induce in errore generando una grandissima confusione sui termini reali di quanto approvato. In tutto questo, non ha certo aiutato il fatto che la Santa Sede, rendendo noto il decreto, non gli abbia affiancato alcun commento o alcuna nota esplicativa: forse stavolta era necessaria. LA MESSA, ECCO LA SITUAZIONE - In verità, non esiste (o non dovrebbe esistere) alcuna “messa dei neocatecumenali”: la Messa è una sola, quella regolata dai libri liturgici, alla quale nelle comunità del Cammino si applicano alcune eccezioni, che sono ben circoscritte, definite nel dettaglio dagli Statuti o nei documenti ufficiali della Santa Sede. Il decreto del 2012 non tocca affatto questo aspetto e le regole in vigore sono quelle disegnate dopo l’approvazione degli Statuti, nel giugno 2008. In breve, le comunità del Cammino possono celebrare la Messa il sabato sera, dopo i primi Vespri della domenica, in piccole comunità: sempre devono essere seguiti i Libri liturgici, con due concessioni. La prima è quella che la Comunione viene distribuita sotto le due Specie del pane azzimo e del vino, e che i neocatecumeni la ricevono in piedi restando al proprio posto. La seconda è lo spostamento del rito dello scambio della pace, che viene anticipata a prima dell’offertorio. Stop. Queste sono le uniche eccezioni consentite. Tutto il resto o è già previsto dal Messale romano (è il caso delle monizioni prima delle letture, purché siano “brevi”) o dovrebbe essere modificato perché non previsto, e dunque non concesso (è il caso delle risonanze prima dell’omelia). Nel Cammino molto è cambiato negli ultimi anni, ma le risonanze sono sempre al loro posto. Peraltro, nel corso dell’udienza, il papa ha sottolineato lungamente il senso della concessione della Messa al sabato sera in piccole comunità (fini esclusivamente pastorali) e ha ribadito che l’obiettivo è quello di “inserire il singolo nella vita della grande comunità ecclesiale”, a partire dalla celebrazione domenicale della parrocchia. Un obiettivo che vale sempre: durante i lunghi anni del cammino, dice il papa, è “importante non separarsi dalla comunità parrocchiale”. Insomma, la messa del sabato sera è fatta per unire, non per dividere; per inglobare, non per separare le comunità neocatecumenali dal resto della comunità parrocchiale. Concetti, questi, su cui il Cammino ancora una volta è chiamato a riflettere. NEGARE, ANCHE L’EVIDENZA – Ed è chiamato a rifletterci su perché, nonostante tutto, la parola d’ordine dei responsabili sembra essere quella di negare, negare, fortissimamente negare che ci sia qualcosa che non vada, che nel Cammino si siano generate delle criticità che quanto meno sarebbe onesto vedere, per poterci lavorare sopra. Per salvaguardare meglio l’unità delle parrocchie e della Chiesa. Per evitare che un percorso che è un “dono dello Spirito Santo” e che tanto bene sta facendo nella Chiesa possa talvolta portare divisione. Purtroppo, in tutti questi anni e ancora oggi, a giudicare dalla nota sul decreto, i vertici del Cammino (gli iniziatori Kiko Arguello e Carmen Hernandez, con don Mario Pezzi) preferiscono semplificare: “Tutto va bene, la Santa Sede ha approvato tutto, il papa è con noi”. Col risultato che, alla lunga, perdono anche di credibilità: in questi giorni, se ci si rivolge a quelle migliaia e migliaia di persone neocatecumenali, soprattutto giovani, che formano le singole comunità (e che, in linea di massima, con coerenza e senza alcun genere di integralismo, vivono il loro percorso di fede come uno dei tanti percorsi di fede presenti nella Chiesa) e si afferma che la Santa Sede ha dato l’approvazione alle celebrazioni del Cammino, la risposta più frequente che si ottiene è: “Ma perché, non avevano già approvato tutto?”. E in molti pensano, sbagliando, che il decreto abbia approvato proprio la Messa del sabato sera, che invece non c’entra nulla. No, in tutto questo c’è qualcosa che non va. UNITA’ E LITURGIA: E SE LO DICE IL PAPA, FORSE… – Non va anche e soprattutto perché dovrebbe essere inconcepibile negare che vi siano alcuni problemi sul versante dell’unione ecclesiale e sul versante della liturgia quando – guarda caso – ogni volta che incontra le comunità del Cammino il papa si concentra proprio su questi due aspetti: unità con il vescovo diocesano, rispetto dei libri liturgici, comunione ecclesiale. Così è stato anche nell’udienza del 20 gennaio 2012, dove il papa, riconoscendo l’opera preziosa del Cammino, ha invitato a dare attenzione “all’unità e all’armonia dell’intero corpo ecclesiale” e ha impartito una vera e propria lezione su cosa sia la liturgia e sul senso delle eccezioni riconosciute al Cammino. Non è un caso che il pontefice si concentri sempre su questi aspetti. Riconoscere, da parte del Cammino, che al riguardo c’è del lavoro da fare, e una volta per tutte anche farlo, sarebbe la cosa più sensata e sana che i suoi responsabili potrebbero e dovrebbero fare. Del resto, se lo dice il papa, forse si potrebbe anche dargli retta. |
Domenica 29 Gennaio 2012
| Scavi di Cafarnao: colonne della sinagoga Bizantina |
PRIMA LETTURA (Dt 18,15-20)
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
Dal libro del Deuterònomio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 94)
Rit: Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».
SECONDA LETTURA (1Cor 7,32-35)
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 4, 16)
Alleluia, alleluia.
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,21-28)
Insegnava loro come uno che ha autorità.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – La Parola che abbiamo ascoltato è fondamento delle nostra
fede, nutrimento delle nostra speranza e lievito di fraternità. Con questa
certezza, rivolgiamo con fiducia al Padre le nostre intenzioni di preghiera.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
La tua Parola,
Signore,
sia luce al nostro
cammino.
1. Per
la santa Chiesa, perché, guidata dallo Spirito, sappia riconoscere nella vita
di tutti giorni i profeti che il Signore suscita e segua un cammino di
conversione autentica, preghiamo.
2. Per
quanti amministrano la cosa pubblica, perché si adoperino fattivamente nell’amare,
coltivare e difendere la vita di ogni uomo, al di là di ogni popolo, razza e
cultura, preghiamo.
3. Per
coloro che sono afflitti da tribolazioni fisiche e spirituali, perché nella
Parola di Dio sappiano trovino consolazione e fiduciosa speranza nel proseguire
il cammino, preghiamo.
4. Per
la nostra Comunità parrocchiale, perché sappia riconoscere i profeti che il
Signore le invia, sapendo discernere la voce senza mai soffocarla, preghiamo.
5. Per
noi che prendiamo parte a questa Liturgia pasquale, perché accogliamo, senza
esitazione alcuna, la Parola di Dio, la viviamo nell’esperienza quotidiana,
aprendo il nostro cuore ai fratelli e lasciandoci guarire da ogni forma di
peccato e di morte che si annida nel nostro intimo, preghiamo.
C – Stendi la tua mano, o Padre, sull’umanità affaticata e
oppressa; concedi a tutti i tuoi figli una fede ricca di memoria e audace nella
testimonianza profetica del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.
T - Amen.
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