Con la benedizione e
l'imposizione delle Ceneri, si aprono i 40 giorni della Quaresima, tempo
forte dell'anno liturgico in preparazione alla Pasqua. L'Arcivescovo
mons. Andrea Bruno Mazzocato presiederà l'Eucaristia e il rito delle
Ceneri in Cattedrale con inizio alle ore 19. E consegnerà alla Chiesa
udinese il MESSAGGIO QUARESIMALE.
ASIA/INDIA - Pescatori uccisi in Kerala: mediazione del Cardinale Alencherry e dei Ministri cattolici
Roma (Agenzia Fides) - Nella vicenda dei due pescatori indiani
uccisi - nell'incidente che ha coinvolto, il 15 febbraio, due soldati
italiani sulla petroliera "Enrica Lexie" - il neo Cardinale George
Alencherry, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Syro-malabarese in Kerala,
con sede a Cochin, si è attivato per mediare e cercare una soluzione
pacifica alla delicata situazione. In un colloquio con l'Agenzia Fides,
il Cardinale ha confermato che "ha contattato i Ministri cattolici che
ci sono nel governo del Kerala", annunciando il suo costante
interessamento finchè il caso non sarà "pacificamente chiarito e
risolto", allontanando i rischi, pur concreti, di strumentalizzazioni
politiche.
Il Cardinale, che è Arcivescovo di Ernakulam-Angamaly, ha detto a Fides:
"Ho appreso la vicenda dei pescatori cattolici uccisi: è molto triste.
Ho subito contattato i Ministri cattolici chiedendo al governo del
Kerala di non agire con precipitazione. Nell'episodio, certo, vi sono
stati degli errori, dato che i pescatori sono stati scambiati per
pirati. Ma il punto è un altro: sembra che il partito di opposizione
voglia sfruttare la situazione e strumentalizzare il caso per motivi
elettoralistici, parlando delle 'potenze occidentali' o della 'volontà
di dominio americano' ".
In Kerala, dove le elezioni del Parlamento statale sono previste a
marzo, il governo è guidato dalla coalizione "United Democratic Front",
con a capo il "Congress Party", la stessa al governo a livello federale.
L'opposizione è costituita dalla coalizione del "Left Democratic Front"
(LDF), guidata dal "Communist Party of India" (CPI).
Il Card. Alencherry prosegue: "Sono e resterò in stretto contatto con i
ministri cattolici del Kerala e spero che possano aiutare a pacificare
la situazione. In particolare confido nell'opera del Ministro del
Turismo, il cattolico K. V. Thomas, che è venuto qui nei giorni scorsi e
ha partecipato alla Celebrazione Eucaristica con il Santo Padre e i
nuovi Cardinali: è un uomo di grande statura morale e di rilevante
influenza, sia nel governo locale che in quello centrale, e mi ha
assicurato il suo massimo sforzo. Garantisco, nei prossimi giorni, il
mio costante interessamento con le autorità indiane sulla vicenda". (PA)
(Agenzia Fides 21/2/2012)
ASIA/INDIA - L'omicidio dei pescatori in Kerala visto come "oltraggio nazionale", ma "la religione non c'entra"
Cochin (Agenzia Fides) - La morte di due pescatori indiani
innocenti avvenuta al largo della costa del Kerala il 15 febbraio,
nell'incidente con una petroliera italiana, è considerata "un oltraggio
nazionale", ma in questa vicenda bisognerebbe "tenere a bada
nazionalismo e religione, per accertare verità e giustizia": è quanto
dice all'Agenzia Fides fra Raphael Paliakkara, OFM Cap, Ministro
Provinciale dei Frati Cappuccini della Provincia di San Tommaso
Apostolo, con sede a Cochin.
Il frate racconta a Fides l'atmosfera a Cochin: "La gente è abbastanza
indignata ma viene anche aizzata dai media e dai politici. Il problema
nell'opinione pubblica è che questo omicidio viene visto come un
oltraggio nazionale. In ogni caso sembra che la protesta pubblica stia
diminuendo. I pescatori uccisi sono cattolici e la comunità cattolica si
sente toccata. Ma in questa vicenda la religione non centra, non si
devono stimolare il nazionalismo o sentimenti religiosi. L'unica cosa
che speriamo è che la Chiesa possa portare una parola di pace. Credo
che, dopo gli interrogatori, il caso si possa chiarire e i soldati
italiani possano essere liberati. E' una questione che riguarda
unicamente la giustizia".
Il frate ricorda a Fides che vi sono diverse diocesi, istituti e gruppi
cattolici, come i Francescani, che sono impegnati nella pastorale delle
comunità di pescatori e nell' "Apostolato del Mare". I pescatori, nota
"si guadagnano da vivere con il mare, in una vita quotidiana, piena di
pericoli, passando in mare intere settimane".
In Kerala, l'industria della pesca occupa un posto importante
nell'economia. La sua quota nella produzione nazionale di pesce marino
tocca il 25%. Vi sono oltre 100.000 uomini coinvolti nella pesca in
acque territoriali indiane e quasi 350.000 pescatori impegnati nelle
operazioni di pesca al largo delle acque territoriali. La costa del
Kerala è lunga 590 chilometri, include nove porti con una fitta attività
di pesca e 17 grandi centri di smistamento del pesce. Nel periodo
2010-2011, i proventi dell'esportazione di pesce e dei frutti di mare
dal Kerala hanno superato i 2,8 miliardi di dollari. (PA) (Agenzia Fides
21/2/2012)
Raccolta di firme e pressione sui parlamentari e
gli amministratori locali. Giornata di mobilitazione perché governo e
parlamento rinuncino a spendere 10 miliardi di euro per 90
cacciabombardieri.
Quei cacciabombardieri non si devono acquistare. È
questa la parola d'ordine che caratterizzerà il 25 febbraio, giornata
nazionale di mobilitazione contro gli F-35, promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Tavola della pace e Sbilanciamoci.
Il ministro della difesa, ammiraglio Giampaolo di Paola, ha
infatti deciso di confermare l'acquisto di 90 cacciabombardieri nucleari
F-35, che costa circa 115 milioni di euro al pezzo. L'ipotesi iniziale
era di acquistarne 131...
Le organizzazioni promotrici chiedono dunque alle associazioni e
ai singoli cittadini di fare pressione sul parlamento perché valuti
questa scelta e faccia marcia indietro. Spiega Flavio Lotti,
coordinatore nazionale della Tavola della Pace: «Per l'acquisto di
queste micidiali armi da guerra si spenderanno 10 miliardi di euro, ai
quali se ne dovranno aggiungere almeno altri 30 per la gestione. Si
tratta di una scelta irresponsabile mentre si costringono milioni di
italiani a fare enormi sacrifici e mancano i soldi per la polizia, la
giustizia, la protezione civile, la scuola, la lotta alla povertà e per
gli enti locali».
La giornata di mobilitazione si articolerà in tre direzioni. In
ogni realtà si organizzerà una raccolta di firme; si chiederà al proprio
consiglio comunale e/o provinciale di votare una mozione contro
l'acquisto degli F-35; ci si rivolgerà ai parlamentari eletti nel
proprio territorio perché annuncino il proprio voto contrario agli F-35.
Gerusalemme prega la Siria. Insieme all'appello del Custode di Terra
Santa, l'invocazione dei cristiani di ogni confessione che chiedono il
dono della pace per la popolazione siriana e per tutto il Medio Oriente
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ASIA/INDIA - Caso "Enrica Lexie": sono cristiani i due pescatori uccisi, la comunità chiede giustizia
Kollam (Agenzia Fides) - "I due pescatori uccisi nell'incidente
che vede coinvolti i militari italiani erano entrambi cristiani di
Moothakara. La famiglia di uno di loro abita nella nostra diocesi di
Quilon. Con il Vescovo, Mons. Stanley Roman, siamo andati a portare
consolazione alla famiglia, sconvolta dal dolore. E' una tragedia per la
nostra piccola comunità, dove la pesca è il primo mezzo di
sussistenza": lo dice all'Agenzia Fides p. John Jerry Issac, Cancelliere
della diocesi di Quilon, antico nome di Kollam. Al largo del porto di
Kollam si è verificato il 15 febbraio scorso l'incidente che ha visto
coinvolta la petroliera italiana "Enrica Lexie" e i due militari
italiani a bordo, accusati di aver ucciso due pescatori su un
peschereccio locale, scambiandoli per pirati. I due uccisi sono Ajesh
Binki di 25 anni e Jalastein di 45, entrambi originari del Tamil Nadu ma
residenti in Kerala. Il Kerala è lo stato indiano con maggior
percentuale di cattolici (oltre il 20%) ed è sede del nuovo Cardinale
indiano, S. Em. George Alencherry, nonchè cuore della comunità cattolica
di rito siro-malabarese.
P. Issac racconta a Fides che "la comunità è molto agitata, dato che non
è il primo episodio del genere, in cui a soccombere sono pescatori
locali: vittime, in casi diversi negli ultimi mesi, di grandi navi
commerciali. Per questo nell'opinione pubblica c'è una forte richiesta
di giustizia alle autorità civili. Non si vuole che l'episodio passi
nell'impunità". D'altro canto, nota il sacerdote, "davanti alle nostre
coste la pirateria è ben poco diffusa: lo è molto di più altrove".
P. Issac rimarca un pericolo: "C'è il rischio, d'altro canto , che
alcuni leader politici vogliano sfruttare l'episodio ai fini di
propaganda, dato che nei prossimi mesi si terranno le elezioni nello
stato. Come Chiesa locale, speriamo vengano seguite tutte le vie e le
procedure nel rispetto della legalità e della giustizia, per rendere un
buon servizio alla verità". (PA) (Agenzia Fides 20/2/2012)
"La Chiesa non esiste per se stessa" ma deve rinviare oltre sé, verso
l'alto, al di sopra di noi. "La Chiesa è veramente se stessa nella
misura in cui lascia trasparire l'Altro - con la "A" maiuscola - da cui
proviene e a cui conduce". Lo ha detto questa mattina il Papa,
nell'omelia della Messa con i 22 nuovi cardinali creati ieri nel
concistoro. Nel giorno della festa della Cattedra di San Pietro,
Benedetto XVI ha parlato della visione dell'essenza della Chiesa
rappresentata dal complesso scultoreo dell'altare della Cattedra della
Basilica Vaticana, "dovuto al genio del Bernini". Riferendosi alla
finestra ovale dell'abside, con la colomba dello Spirito Santo, ha
spiegato che "la Chiesa stessa è come ...
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L'Associazione Culturale perperugia e oltre il 25
febbraio prossimo, nella Basilica Superiore di Assisi, ospiterà il
concerto “Voci e Mani in Canto”, protagonisti i due Cori Mani Bianche e
Voci Bianche del Testaccio, il Piccolo Coro Artemìa di Torviscosa e il
Coro Manos Blancas di San Vito al Tagliamento: 160 persone tra
musicisti, bambini ed accompagnatori.
Emergenza Siria, l'appello del Custode di Terra Santa che chiede "di
sostenere con un gesto concreto i cristiani siriani e le opere di
carita' della Custodia.
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PRIMA LETTURA (Is 43,18-19.21-22.24-25) Per amore di me stesso non ricordo più i tuoi peccati.
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi.
Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
anzi ti sei stancato di me, o Israele.
Tu mi hai dato molestia con i peccati,
mi hai stancato con le tue iniquità.
Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso,
e non ricordo più i tuoi peccati».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 40) Rit: Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono.
Beato l’uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato».
Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.
SECONDA LETTURA (2Cor 1,18-22) Gesù non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no».
Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e
Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui
sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria.
È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito
l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei
nostri cuori.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia. Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. Alleluia.
VANGELO(Mc
2,1-12) Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.
Scavi di cafarnao, Sullo sfondo la
Chiesa dedicata a Pietro costruita
sopra la sua casa
+ Dal Vangelo secondo Marco
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e
si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla
porta; ed egli annunciava loro la
Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da
quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla,
scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura,
calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro
fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla
così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù,
conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché
pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico
“Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e
cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di
perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati,
prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne
andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto
nulla di simile!».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre perché e ci
rinnovi con il suo perdono e ci confermi nel suo amore che salva.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Donaci, Signore, la tua misericordia.
1.Per
la santa Chiesa: consapevole di aver ricevuto dal Signore il dono della
riconciliazione, sia luogo dell’incontro tra la misericordia di Dio e la
debolezza dell’uomo sfigurato dal peccato. Preghiamo.
2.Per
gli uomini di buona volontà impegnati a riconciliare i popoli: la mano di Dio li
sostenga sempre nell’impegno per la costruzione di un mondo nuovo, fondato
sulla giustizia e sulla pace. Preghiamo.
3.Per
i figli di Dio dispersi nella notte del male: si lascino rinnovare dalla
misericordia e dal perdono del Padre e nel loro cuore spunti l’alba di una vita
riconciliata. Preghiamo.
4.Per
quanti si accostano al Sacramento della Riconciliazione: la grazia li renda
nuove creature e vivano in novità di vita nell’amore che si fa dono e perdono.
Preghiamo.
5.Per
la nostra Comunità parrocchiale: la presa di coscienza delle dimensione
comunitaria del peccato ci aiuti a ripensare, alla luce del Vangelo, lo stile
della nostra azione pastorale, nell’accogliere e radunare tutti nella Chiesa,
senza mai giudicare il fratello. Preghiamo.
6.Per
noi che celebriamo l’Eucaristia: le nostre braccia tese verso i fratelli ci
trovino pronti a condividere con essi, soprattutto con i poveri ed i
sofferenti, la speranza della salvezza in Cristo. Preghiamo.
C – Padre di misericordia, che hai mandato il tuo Figlio a cercare e salvare
chi era perduto, esaudisci le nostre invocazioni: concedi a chi ti cerca la
gioia di incontrarti; a chi ti ha tradito la grazia del perdono; a chi ti è
fedele di crescere nella sapienza evangelica. Per Cristo nostro Signore. T -
Amen.
ASIA/BANGLADESH - La scarsa alimentazione limita la crescita dei bambini con meno di 5 anni
Dhaka (Agenzia Fides) - Nonostante la crescita economica dal 5%
al 6% annuo dai primi anni '90, il precario stato nutrizionale delle
donne e dei bambini del Bangladesh mina la salute e il benessere di
tutti i bengalesi, e ostacola i progressi verso il raggiungimento degli
obiettivi di sviluppo del millennio sulla mortalità materna e infantile e
la povertà. In Bangladesh un bambino su 15 muore prima di aver compiuto
5 anni di età, 250 mila piccoli muoiono ogni anno durante il loro primo
mese di vita. Secondo l'organizzazione Save the Children, il 48.6% dei
bambini bengalesi con meno di 5 anni è rachitico o basso di statura per
la sua età, il 13.3% sono esili e sottopeso per la loro altezza e il
37.4% magri rispetto alla loro età. Il governo del Bangladesh, per
sensibilizzare maggiormente sul problema, ha detto di integrare
programmi nutrizionali nel settore sanitario e si è impegnato a
combattere la malnutrizione e la mortalità infantile tra le famiglie
povere del paese, ma l'aumento del prezzo del cibo sta esacerbando la
situazione. (AP) (16/2/2012 Agenzia Fides)
"Tornate a visitare i luoghi santi cristiani". E' l'appello dei docenti
dell'Universita' ebraica di Tel Aviv durante il convegno sulla bellezza
dell'arte cristiana in Terra Santa. Presente tra i relatori, per la
prima volta, il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa.
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AFRICA/SIERRA LEONE - Evangelizzare tra analfabetismo, povertà
estrema e malattie endemiche: l'opera di Mons. Azzolini, fondatore della
diocesi di Makeni, che celebra 50 anni
Makeni (Agenzia Fides) - In questo anno 2012 ricorre il 50° di
fondazione della Diocesi di Makeni, in Sierra Leone, avvenuta il 24
febbraio 1962 (vedi Fides 9/1/2012). Questa chiesa nacque dalla
divisione della neonata Diocesi di Freetown & Bo, che la Santa Sede
aveva pianificato per quest'area dell'Africa missionaria in continuo
sviluppo sociale, che accoglieva ora dei nuovi operatori pastorali
provenienti dall'Italia, i Missionari Saveriani. I quattro pionieri
Saveriani (i Padri Azzolini, Calza, Olivani e Stefani), giunti in Sierra
Leone l'8 luglio 1950, si diedero subito da fare e, in due anni, la
zona loro assegnata divenne una Prefettura Apostolica. A capo di essa fu
posto il loro leader naturale, P. Augusto Fermo Azzolini (1908-1992).
Nel frattempo, altri missionari si erano affiancati ai primi e, il 24
febbraio 1962, la Prefettura fu elevata a Diocesi suffraganea di
Freetown & Bo, che nel frattempo era diventava Arcidiocesi.
Nell'estate 1962, Mons. Azzolini venne ordinato Vescovo presso la sua
chiesa d'origine, nella storica Cattedrale di Parma. In questo modo lo
zelante Vescovo della neonata chiesa di Makeni era pronto ad imprimere
il marchio missionario alla terra e ai popoli che l'abitavano.
Moltiplicando le sue pur limitate energie e con uno zelo veramente
impareggiabile, il Vescovo Azzolini moltiplicò le residenze missionarie e
si fece in quattro per costruire ed organizzare, in posti strategici,
scuole in tanti chiefdoms, rispondendo in questo modo alle numerosissime
richieste dei capi locali, che ricorrevano a lui sicuri di essere
esauditi.
Mons. Azzolini, infatti, prese coscienza della grave situazione in cui
versava la popolazione, dove l'analfabetismo generale, la povertà
estrema e le malattie endemiche impedivano ogni speranza di
miglioramento sociale. Il suo primo impegno fu quello di dedicarsi alla
creazione di un sistema scolastico di base: durante la sua permanenza
istituì oltre 200 scuole primarie, 13 scuole secondarie e un collegio
magistrale per l'indispensabile e improrogabile formazione degli
insegnanti locali. Queste comunità educative si svilupparono molto e
crebbero, diventando spesso piccole, ma zelanti comunità cristiane. Le
prime aule scolastiche si trasformarono quasi sempre in piccole chiese e
alcuni alunni divennero i primi cristiani di queste giovani comunità.
Accanto a questa attività educativa di base crebbero gli ambulatori e
gli ospedali. Furono organizzate alcune efficaci campagne contro la
framboesia e la lebbra, e ci si prese cura di alcuni settori come gli
handicappati, i poliomielitici e si iniziò anche la sperimentazione
della Primary Health Care (il sevizio sanitario nazionale). Intenso fu
il suo impegno anche per il miglioramento delle condizioni di vita:
incentivò la campagna per la promozione dell'agricoltura attuata con la
collaborazione di agronomi provenienti dall'Italia.
Dal punto di vista dell'evangelizzazione, la prima preoccupazione di
Mons. Azzolini fu di invitare nella sua diocesi collaboratori di altre
congregazioni religiose, maschili e femminili, in aiuto ai Saveriani.
All'appello risposero in tanti. Il Vescovo si adoperò anche per far
venire nella missione collaboratori laici per le costruzioni e per altre
attività. Non esitò a stendere la mano a istituzioni di beneficenza, ad
amici e a benefattori per sostenere e sviluppare le opere intraprese.
Inoltre fin dal principio comprese che per fondare stabilmente la Chiesa
locale bisognava formare personale africano capace di reggerla e di
dilatarla. L'11 febbraio 1956 diede inizio anche al piccolo Seminario
diocesano, che avrebbe dovuto preparare i futuri preti locali.
Mons. Azzolini resse e guidò così questa giovane Chiesa missionaria per
quasi 25 anni, fino al 17 novembre 1986, quando gli subentrò Mons.
Giorgio Biguzzi, pure lui appartenente alla congregazione dei Missionari
Saveriani. Azzolini dovette ritirarsi a Parma, dove si consumò
lentamente per un cancro, che lo porterà alla tomba il 24 luglio 1992.
Per sua esplicita volontà testamentaria, si fece seppellire di fronte
alla sua Cattedrale di Makeni, nella Sierra Leone, e come un vecchio
capo e un autentico antenato di quella gente, riposa ora tra la
popolazione africana che ha tanto amato e per la quale ha consumato
buona parte della sua vita. (GC/SL) (Agenzia Fides 15/02/2012)
Come si vive tra i popoli di Dio? "Incontri oltre i muri", voci e volti
dalla Terra Santa nel documentario realizzato dall'associazione Ponte di
Pace in collaborazione con il Commissariato di Terra Santa del Piemonte
Servizio/montaggio: Serena Picariello Immagini: Andrea Avveduto
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Cari fratelli e sorelle! Seguo con molta apprensione i drammatici e crescenti episodi di violenza in Siria. Negli ultimi giorni essi hanno provocato numerose vittime. Ricordo nella preghiera le vittime, fra cui ci sono alcuni bambini, i feriti e quanti soffrono le conseguenze di un conflitto sempre più preoccupante. Inoltre rinnovo un pressante appello a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue. Infine, invito tutti - e anzitutto le Autorità politiche in Siria - a privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell'impegno per la pace. E' urgente rispondere alle legittime aspirazioni delle diverse componenti della Nazione, come pure agli auspici della comunità internaz ...
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venerdì 10 febbraio 2012
Forze armate
L'austerity dell'esercito
Via 40 mila uomini e 30 caccia F35 in meno
Clicca Qui per saperne di più da Corriere della Sera Cronache
PRIMA
LETTURA(Lv 13,1-2.45-46) Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Dal libro del Levìtico
Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca
che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal
sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto;
velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà
fuori dell’accampamento».
Parola di Dio
SALMO
RESPONSORIALE (Sal 31) Rit: Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
SECONDA
LETTURA(1Cor 10,31-11,1) Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra
cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio;
così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio
interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio
Canto
al Vangelo(Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo. Alleluia.
VANGELO(Mc 1,40-45) La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli
diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo
toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve
da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non
dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua
purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che
Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in
luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli
e sorelle, la grazia custodisce chi confida nel Signore, che guarisce da ogni
forma di lebbra: animati da questa certezza rivolgiamo a Lui la nostra
supplica, soprattutto per coloro che sono nella sofferenza e nella prova.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Liberaci da ogni male, Signore!
1.Perché
la Chiesa offra ad ogni uomo segni concreti della vicinanza di Dio, mostrando
il suo volto di misericordia e il suo amore preferenziale per i piccoli e i
poveri. Preghiamo.
2.Perché
gli emarginati e gli esclusi trovino nella Comunità cristiana un luogo di
accoglienza e di fraternità che riaccende in loro la speranza di una nuova
vita. Preghiamo.
3.Perché
coloro che sono provati dalla malattia non si sentano soli ma, offrendo le loro
sofferenze, in unione a quelle di Cristo, per la salvezza del mondo, possano
sperimentare la forza consolatrice dello Spirito. Preghiamo.
4.Perché
quanti sono privati da lavoro e dignità trovino la pronta solidarietà delle
istituzioni e dei cristiani, nella risoluzione efficace di ogni disagio
spirituale e materiale. Preghiamo.
5.Perché
ogni cristiano, come l’apostolo Paolo, si faccia imitatore di Cristo, che nella
sua vita terrena passò beneficando e sanando coloro che erano prigionieri del
male, preghiamo.
6.Perché
noi, che celebriamo in questa Eucaristia il mistero dell’amore di Dio, purificati
da ogni forma di lebbra, ci impegniamo attivamente per crescere nella comunione
con i fratelli testimoniando con la vita la salvezza e la grazia di Dio.
Preghiamo.
C – Dio onnipotente e
misericordioso, ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza, conforto nel
pianto, ascolta la preghiera che, coscienti delle nostre infedeltà, ti
rivolgiamo: salvaci dalle sofferenze presenti e donaci un sicuro rifugio nella
tua Misericordia. Per Cristo nostro Signore. T -
Amen.
AFRICA/RD CONGO - Il colera corre lungo il fiume Congo: è allarme
Kinshasa (Agenzia Fides) - Il colera continua a mietere vittime
nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), soprattutto nelle province
che si affacciano sul fiume Congo, che quindi è allo stesso tempo
un'importante via di commercio e un vettore della malattia. Su 11
province 8 sono interessate dall'epidemia. Più di 22.000 casi sono stati
segnalati negli ultimi 12 mesi. La maggior parte dei quali, oltre
14.000, sono stati registrati nelle province orientali in cui il colera è
endemico.
Con oltre 5.500 casi segnalati (pari al 25% del numero totale dei casi a
livello nazionale), la Provincia del Sud Kivu ha pagato il prezzo più
pesante. Seguono la capitale, Kinshasa, la Provincia Orientale, la
Provincia di Bandundu e quella di Equatore.
In tutto il Paese, le agenzie umanitarie hanno sviluppato una strategia
di risposta multi-settoriale, ma non sono ancora riuscite a contenere la
malattia. Sono stati creati centri per la cura del colera, punti di
clorazione delle acque, organizzate campagne di sensibilizzazione
dell'opinione pubblica attraverso i media, avviati programmi per la
formazione del personale medico e per disinfettare le imbarcazioni che
navigano lungo il fiume.
Le organizzazioni umanitarie dichiarano di confidare che l'emergenza
finisca in un ragionevole lasso di tempo, ma aggiungono che per
sradicare la diffusione della malattia le autorità congolesi devono dare
priorità agli investimenti, per garantire alla popolazione l'accesso
all' acqua potabile, a servizi igienico-sanitari sicuri e più in
generale al sistema sanitario. Se non si mettono in pratica queste
raccomandazioni, secondo le organizzazioni umanitarie, le ondate
epidemiche di colera si ripresenteranno e, nel peggiore dei casi, la
malattia potrebbe colpire circa 21 milioni di persone. (L.M.) (Agenzia
Fides 9/2/2012)
Una via crucis nel cuore della Gerusalemme vecchia e la messa presieduta
dal ministro Generale padre Jose' Carballo. E' giunto al termine il
terzo congresso internazionale dei commissari di Terra Santa. In
conclusione padre Carballo ha invitato tutti a incoraggiare la fede dei
pellegrini, perche' conoscano l'opera dei francescani in Medio Oriente
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L'idea della Regione Friuli Venezia-Giulia in collaborazione con l'Unione cuochi del Friuli
Friuli Venezia Giulia. Sindaci cuochi per sponsorizzare i prodotti regionali
"La ricetta del sindaco", il Primo cittadino va ai fornelli
Coinvolgere i sindaci per diffondere ed esaltare la gastronomia locale. Questa l'idea della Regione Friuli Venezia-Giulia in collaborazione con l'Unione cuochi del Friuli.
Da loro è nato "La ricetta del Sindaco": concorso enogastronomico dedicato ai Primi Cittadini della regione. Le regole sono semplici: il sindaco si iscrive (tramite
www.alberghiera.it) e, davanti ad una giuria di professionisti, prepara un piatto tipico a sua scelta.
Attualmente, hanno dato disponibilità i sindaci di Budoia, Caneva,
Carlino, Duino Aurisina, Latisana, Monfalcone, Pavia di Udine,
Pontebba, Pordenone, Resia, Sedegliano, Spilimbergo,
Torreano, Venzone.
Secondo uno dei promotori, Claudio violino, assessore alle risorse
agricole, la manifestazione "Potrà essere un'ulteriore occasione perpromuovere le tipicità della nostra
terra".
Nella serata di ieri, nel corso di una veglia penitenziale nella chiesa
di Sant'Ignazio, nel centro di Roma, sette esponenti della Chiesa hanno
chiesto perdono a Dio e alle vittime per gli abusi e le negligenze. La
cerimonai è parte del congresso internazionale sul tema Verso la
guarigione ed il rinnovamento, che si conclude domani. Nel corso della
cerimonia, inoltre, l'irlandese Mary Collins, vittima di abusi da
bambina, ha chiesto da parte sua a Dio la forza di perdonare. Nel corso
della giornata di ieri, sia la Collins sia altri interventi di esperti
psichiatri e sacerdoti hanno messo in piena evidenza tutte le difficoltà
delle vittime a venire credute e a superare il profondo trauma subito.
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VATICANO - Pubblicato il Messaggio del Papa per la Quaresima
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "La Quaresima ci offre
ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita
cristiana: la carità". Inizia con queste parole il Messaggio del Santo
Padre Benedetto XVI per la Quaresima, che ha per tema un versetto della
Lettera agli Ebrei: "Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per
stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone" (10,24).
Articolato in tre parti, il Messaggio richiama anzitutto "la
responsabilità verso il fratello": "Anche oggi risuona con forza la voce
del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell'altro. Anche
oggi Dio ci chiede di essere 'custodi' dei nostri fratelli, di
instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione
al bene dell'altro e a tutto il suo bene... L'attenzione all'altro
comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti:
fisico, morale e spirituale... E qui desidero richiamare un aspetto
della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna
in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili
al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale
degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale
verso i fratelli."
Nella seconda parte il Messaggio si sofferma sul "dono della
reciprocità". "Una società come quella attuale può diventare sorda sia
alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della
vita. Non così deve essere nella comunità cristiana!... la nostra
esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male;
sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione
sociale. .. Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni
cristiano può esprimere la sua partecipazione all'unico corpo che è la
Chiesa".
Infine il "camminare insieme nella santità". "L'attenzione reciproca ha
come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore...
in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci è
dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di
bene, nell'amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per
giungere alla piena maturità di Cristo. In tale prospettiva dinamica di
crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per
giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere." (SL) (Agenzia
Fides 8/2/2012)
Sono l'unica chiesa chiamata con il nome di un santo, nel mondo sono
circa 3 milioni, in Terra Santa poco meno di 10mila ma abitano le
regioni del Medio Oriente da 17 secoli, dall'epoca cioe' in cui visse
San Maroun, dal quale, appunto, prendono il nome di Maroniti... E
proprio per la festa del loro santo, i cristiani maroniti di Gerusalemme
si sono radunati domenica 5 febbraio presso il convento che ospita la
loro comunita', una delle molte realta' cristiane presenti nella Citta'
Santa
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ASIA/INDIA - "Perdono e amore al nemico": la scelta dei cristiani perseguitati dell'Orissa
Bhubaneswar (Agenzia Fides) - I cristiani perseguitati
dell'Orissa vogliono "perdonare i persecutori e amare i nemici", come
esorta il Vangelo di Cristo: è quanto è emerso da un incontro tenutosi
nei giorni scorsi presso la casa per lebbrosi delle "Missionarie della
Carità" a Jalna, vicino a Bhubaneshwar, capoluogo dell'Orissa.
All'incontro organizzato dal "Global Council of Indian Christians"
(GCIC), organizzazione impegnata nella tutela dei cristiani, hanno
partecipato circa 100 persone, fra le quali vedove e bambini,
provenienti dal distretto di Kandhamal, epicentro dei massacri
anticristiani registrati in Orissa nel 2008, che hanno fatto oltre 100
morti e 56mila sfollati.
L'incontro ha visto succedersi momenti di riflessione, preghiera,
condivisione. Sajan K George, laico cristiano presidente del GCIC, ha
invitato i partecipanti "a perdonare e amare secondo l'insegnamento di
Gesù, quanti hanno fatto del male". Nell'incontro le vedove, che hanno
perso i loro mariti durante la violenza in Kandhamal, hanno raccontato
la loro vita difficile, di fronte alla persecuzione e alla
discriminazione. "Tutti i partecipanti alla riunione, nonostante la
sofferenze e le difficoltà, hanno deliberato di aderire al comandamento
del perdono", ha detto a Fides p. Manoj Bagsingh, un parroco di
Salimagochha, che oggi ha la cura pastorale di numerose vittime della
persecuzione. "Tale scelta - ha spiegato - è frutto della consapevolezza
che Dio non abbandona il suo popolo". Le persone presenti, inoltre, pur
in condizioni di povertà, hanno rimarcato il loro impegno ad aiutare
chi ha bisogno: questo è un grande dono, ha detto Suor Suma, Superiora
regionale delle Missionarie della Carità in Orissa, che ha collaborato
ad organizzare l'incontro. Gli istituti religiosi e le organizzazioni
cristiane dell'Orissa assicurano assistenza, sostegno e istruzione
gratuita a oltre 150 bambini orfani del distretto di Kandhamal. (PA)
(Agenzia Fides 6/2/2012)
"La malattia è una condizione tipicamente umana, in cui sperimentiamo
fortemente che non siamo autosufficienti, ma abbiamo bisogno degli
altri". Lo ha sottolineato oggi all'angelus Benedetto XVI. Nella
suggestiva e insolita cornice di piazza san Pietro cosparsa di neve, il
Papa ha chiarito che proprio nella malattia, "si può sperimentare
l'attenzione degli altri e donare attenzione agli altri". La malattia,
certo, resta una prova, che "può diventare anche lunga e difficile", e
"quando la guarigione non arriva e le sofferenze si prolungano, possiamo
rimanere come schiacciati e isolati". Dinanzi a questo "attacco del
Male", ha proseguito il Pontefice nelle sue riflessioni, a pochi giorni
dalla memoria l ...
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ASIA/INDIA - All'Assemblea dei Vescovi il nodo delle "conversioni proibite" e della libertà religiosa
Bangalore (Agenzia Fides) - Nell'Assemblea dei Vescovi indiani,
in corso a Bangalore dall'1 all'8 febbraio, si esaminano i nodi delle
"conversioni proibite", delle limitazioni della libertà religiosa e
delle discriminazioni verso i cristiani, temi sui quali i Vescovi,
racconta una fonte di Fides, hanno avviato un intenso dibattito.
A generare la discussione, la relazione del prof. T. K. Oommen,
sociologo cristiano, professore emerito alla "Jawaharlal Nehru
University", che ha sottolineato l'urgenza di correggere l'immagine
distorta della Chiesa "come entità impegnata nell'opera di conversioni
religiose". Questa, ha rimarcato "è una percezione diffusa", che bisogna
contrastare per comunicare "la giusta immagine della Chiesa". Il prof.
Oommen ha difeso il diritto di tutti i cittadini indiani, garantito
dalla Costituzione, di professare la propria religione e di propagarla,
nonché l'inalienabile diritto della coscienza individuale a cambiare
religione.
Alcuni Vescovi, nei gruppi di lavoro, hanno ricordato che l'India ha
approvato una serie di leggi per proibire la conversione, destinate
essenzialmente ai missionari cristiani. Il primo stato ad approvare una
"Legge sulla libertà di religione" (che di fatto è una legge che vieta
le conversioni) è stato l'Orissa nel 1967, seguito dal Madhya Pradesh
nel 1968 e dall'Arunachal Pradesh nel 1978. Successivamente il governo
del partito nazionalista indù "Bharatiya Janata Party" l'ha introdotta
in Gujarat nel 2003 e in Chhattisgarh nel 2006, anno in cui è entrata in
vigore anche in Himachal Pradesh. Sulla base di tali disposizioni,
molti missionari, accusati di "operare conversioni", hanno dovuto subire
processi e ancora oggi i gruppi estremisti usano tali accuse per
colpire i leader e i fedeli cristiani. La conversione all'induismo,
invece, non è reato, e i gruppi indù continuano a convertire apertamente
all'induismo i tribali.
Inoltre, come riferito a Fides da fonti nella società civile indiana,
molte organizzazioni dei gruppi religiosi indù ricevono sovvenzioni dal
Ministero della Giustizia Sociale, dal Ministero per lo Sviluppo delle
risorse umane, dal Ministero per gli Affari dei Tribali, per la
costruzione di scuole e centri sociali, in favore di membri delle caste
più basse o dei popoli tribali. Queste organizzazioni indù adottano gli
stessi metodi dei missionari, offrendo assistenza sociale e istruzione:
"In tale contesto, il ruolo dello stato, a prescindere di quale partito
sia al potere, è palesemente partigiano", nota a Fides Suhas Chakma,
leader del'Ong "Asian Centre for Human Rights", con sede a New Delhi.
Chakma commenta a Fides: "La fede religiosa è una questione privata
della coscienza individuale e non deve essere regolamentata dallo stato.
E' noto che numerosi dalit, benché cristiani, si identifichino
legalmente come indù per ottenere i benefici sociali loro riservati e
negati ai dalit cristiani, in modo discriminatorio. Tali negazioni dei
diritti fondamentali sono violazioni della Costituzione e fanno
dell'India una nazione cristianofobica". (PA) (Agenzia Fides 3/2/2012)
ASIA/CINA - Continua la sofferenza della Chiesa in Cina
Erenhot (Agenzia Fides) - Cinque sacerdoti della Chiesa
sotterranea della diocesi di Suiyuan, nella regione della Mongolia
interna, sono stati prelevati dalla polizia nella città di Erenhot.
Secondo le informazioni diffuse dall'agenzia UCAN, i cinque sacerdoti
partecipavano ad un incontro nell'abitazione di un laico, per discutere
il trasferimento di alcuni parroci, quando una trentina di poliziotti e
di funzionari del governo, hanno assalito la casa e portato via i
sacerdoti, senza dare alcuna spiegazione del loro arresto. Altri
sacerdoti e laici della comunità hanno invitato a pregare perché possano
presto tornare incolumi al loro ministero. (SL) (Agenzia Fides
02/02/2012)
La "culla di Gesu'". Con P. Eugenio Alliata alla scoperta delle antiche
tracce della memoria della Presentazione di Gesu' al Tempio di
Gerusalemme.
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Slovenia, multe in agguato:
il pieno può costare caro
Pesanti sanzioni ai friulani sorpresi non in regola
con le norme d’oltre confine Ecco quanto richiesto: dall’equipaggiamento
sull’autovettura alla vignetta
Clicca QUI per leggere l'articolo del Messaggero Veneto
ASIA/PAKISTAN - Oltre 580mila firme da 100 paesi del mondo per salvare Asia Bibi
Islamabad (Agenzia Fides) - Oltre 580mila persone, in tutto il
mondo, hanno firmato una petizione chiedendo al governo pakistano di
liberare Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte ingiustamente
per blasfemia. Per la donna è stato avviato il processo di appello
davanti all'Alta Corte di Lahore. Il caso è divenuto un simbolo per le
persecuzioni dei cristiani in Pakistan e per l'abuso della legge sulla
blasfemia.
La petizione on-line è stata lanciata dall'organizzazione "Voice of
Martyrs" (VOM) con sede negli Stati Uniti, ed è ancora disponibile sul
sito web www.CallForMercy.com.
L'organizzazione l'ha avviata dopo che, oltre un anno fa, circa 150.000
cristiani pakistani avevano iniziato a raccogliere firme, chiedendo
giustizia per Asia Bibi e una maggiore protezione delle minoranze
religiose in Pakistan.
Le firme, riferisce VOM a Fides, sono giunte da oltre 100 paesi del
mondo e altre associazioni cristiane, nei cinque continenti, hanno
promosso la campagna. Le firme sono state presentate all'Ambasciata
pakistana a Washington DC, ma la raccolta continua, con l'obiettivo di
raggiungere quota un milione.
Secondo funzionari pakistani, è bene lasciare che il caso faccia il suo
corso legale: il verdetto della Corte di Appello, quello eventuale della
Corte Suprema, infine la possibilità di un ricorso diretto al
Presidente del Pakistan. Come notano fonti di Fides, le Ong che si
occupano della donna, però, notano che le sue condizioni di salute in
carcere stanno peggiorando e che "il tempo stringe per poterla salvare".
(PA) (Agenzia Fides 1/2/2012)
Dalla Casa di Pietro a Cafarnao
villaggio e sinagoga bizantina
PRIMA
LETTURA(Gb 7,1-4.6-7) Notti di affanno mi sono state assegnate.
Dal libro di Giobbe
Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».
Parola di Dio
SALMO
RESPONSORIALE (Sal 146) Rit: Risanaci, Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.
SECONDA
LETTURA (1Cor 9,16-19.22-23) Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità
che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio
di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia
ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il
diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per
guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per
guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo
qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Parola di Dio
Canto
al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia. Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie. Alleluia.
VANGELO(Mc 1,29-39) Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e
Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto
con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare
prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli
indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano
affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni
di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un
luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero
sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse
loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là;
per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea,
predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore
Preghiera
dei fedeli C – Carissimi fratelli e sorelle, come gli amici presenti nella casa
della suocera di Pietro, senza alcun timore, presentiamo al Signore le nostre
infermità e quelle del mondo intero, perché Egli possa guarirci e farci
ritrovare la nostra vocazione al servizio.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Guariscici, Signore!
1.Per
la santa Chiesa: perché ogni suo membro, nella fedeltà all’ascolto della Parola
di Dio e alla celebrazione dei Sacramenti, possa fare l’esperienza di sentirsi amato
e guarito da Dio. Preghiamo.
2.Per
tutti i cristiani: perché possano sentire il bisogno di una relazione profonda
di preghiera con Dio, nella quale possano “parlare” delle malattie del mondo
contemporaneo e possano lasciarsi suggerire orizzonti nuovi di annuncio e di
testimonianza. Preghiamo.
3.Per
gli ammalati nel corpo e nello spirito: perché non si sentano schiacciati dalla
sofferenza, ma sappiano trovare nel Signore Gesù lo sguardo amico e la mano
sicura capace di ridonare sempre vita e speranza. Preghiamo.
4.Per
i catechisti, i genitori e gli educatori: in un tempo di grande crisi dei
valori, sappiano sentire l’urgenza e la responsabilità di annunciare il
Vangelo, come Paolo, per guadagnare a Cristo molti e dare a ciascuno la
possibilità di vivere in pienezza il dono nella vita. Preghiamo.
5.Per
noi qui presenti: l’odierna giornata nazionale per la vita incoraggi i giovani
e tutti gli uomini a saper riconoscere nel dono della vita il segno della
presenza di Dio, curandone la dignità dal nascere al suo naturale tramonto.
Preghiamo.
C – Padre Santo, tu ascolti la voce del povero che ti invoca. Esaudisci le
nostre preghiere, rinnova la nostra vita e rendici capaci di cantare il canto
nuovo dei salvati dall’Amore. Per Cristo nostro Signore.
T - Amen.
martedì 31 gennaio 2012
Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul incoronata Atleta dell’anno a Palmanova
Elisa Boaro, discobola della Libertas Friul, è
l’atleta del 2011 di Palmanova. A incoronare la campionessa italiana
juniores il presidente dei Veterani sportivi Valter Buttò, alla
cerimonia tenutasi...
Clicca QUI per leggere l'articolo de Il Piccolo del 20 gennaio 2012
"Perché il Signore sostenga lo sforzo degli operatori sanitari delle
regioni più povere nell'assistenza ai malati e agli anziani" - Commento
all'Intenzione Missionaria di febbraio 2012
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Ero malato e mi avete
visitato" (Mt 25,36). Queste parole del Signore hanno portato i credenti
ad avere una sensibilità particolare per coloro che soffrono a causa di
malattie o della vecchiaia, riconoscendo in loro la presenza viva di
Cristo. Se nei paesi poveri la vita è difficile per tutti, lo è molto di
più per coloro che soffrono il dolore fisico o l'abbandono nell'età
avanzata.
Probabilmente ancora più doloroso del dolore fisico è il dolore morale
per l'abbandono che vivono molti nostri fratelli. Chi non si è sentito
toccato nel suo cuore vedendo in alcuni reportage sul lavoro
missionario, le religiose raccogliere esseri umani che giacciono per
strada e divorati dalla miseria? Non sono forse loro, e molti altri come
loro, una testimonianza vivente di Cristo, il Buon Samaritano?
Corriamo il pericolo di essere contagiati dall'individualismo egoistico
che impera ovunque nella nostra società. Ognuno tende a pensare solo a
se stesso, sostenendo che la sofferenza degli altri non è un suo
problema. Secondo Benedetto XVI, la grandezza dell'umanità si determina
essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e con colui che soffre, e
"questo vale per il singolo come per la società. Una società che non
riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante
la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata
anche interiormente è una società crudele e disumana" (Spe salvi, 38).
In qualche modo, le persone che si dedicano al compito bello e difficile
della cura dei malati e degli anziani sono una sorta di incarnazione di
Cristo misericordioso e compassionevole. Costoro estendono nel mondo la
Sua tenerezza per i sofferenti. In molti passi dei Vangeli vediamo che
il Signore si commosse profondamente dinanzi al dolore degli altri, alla
sofferenza fisica o mentale. Ma, ancor di più, Cristo ha preso sulle
sue spalle il dolore e le ferite fisiche e morali dell'uomo, di ogni
uomo, e le ha portate con Lui sulla croce. Come afferma san Pietro:
"Dalle sue piaghe siete stati guariti" (1 Pt 2, 24). Dio manifesta la
sua grandezza perché si china fino a prendere su di sé il dolore e la
sofferenza degli uomini. Nelle parole del Papa: "Solo un Dio che ci ama
fino a prendere su di sé le nostre ferite e il nostro dolore,
soprattutto quello innocente, è degno di fede" (Messaggio Urbi et Orbi,
Pasqua 2007).
Coloro che sanno prendere sulle proprie spalle il dolore dei malati e
degli abbandonati, diventano presenza viva di Cristo, testimoni del suo
amore per gli uomini. E insieme alla testimonianza del servizio della
carità, i missionari devono svolgere un servizio ancora più grande:
aiutare chi soffre a trovare il significato e il perchè del loro dolore.
Il Papa ha detto ai giovani che vivono l'esperienza della malattia:
"spesso la Croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della
vita. In realtà, è il contrario! Essa è il 'sì' di Dio all'uomo,
l'espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita
eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla croce è sgorgata questa
vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi
verso il Crocifisso" (Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù
2011, n. 3).
Maria è la Madre del Crocifisso, che stava con speranza e forza nella
fede, ai piedi della croce del Figlio. Lei è sempre accanto alla croce e
al dolore di tutti i suoi figli, verso i quali esercita la nuova
missione materna ricevuta sul Calvario. Come Madre della Speranza ci
insegna a trasformare il dolore in gioia senza fine, dal momento che le
sofferenze del tempo presente sono niente di fronte alla gloria che un
giorno ci sarà svelata. (Agenzia Fides 30/01/2012)
VATICANO - "Le persone curate e sanate dalla lebbra possono e devono
esprimere tutta la ricchezza della loro dignità e spiritualità":
Giornata Mondiale per la lotta contro la lebbra
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Come ogni anno dal 1954,
l'ultima domenica di gennaio si celebra la Giornata mondiale contro la
Lebbra. Purtroppo ancora oggi questa malattia colpisce nel mondo 200
mila persone. Secondo il bollettino epidemiologico dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità, nel 2010 sono stati 123 i paesi del mondo che
hanno denunciato nuovi casi di lebbra, per un totale di 228.474. Questi
dati sono provvisori perché mancano quelli di alcuni paesi come Costa
d'Avorio, Ghana e Senegal.
L'India con 126.800 casi e il Brasile con 34.894 casi nel 2010,
continuano ad essere i paesi dove si registra il più alto numero di
nuovi casi di lebbra nel mondo. Seguono Angola, Bangladesh, Cina, Congo,
Etiopia, Indonesia, Madagascar, Mozambico, Myanmar, Nepal, Nigeria,
Filippine, Sri Lanka, Sudan e Tanzania. I paesi con il tasso più elevato
di nuovi casi tra i bambini, suddivisi per continenti, sono la Liberia
in Africa, la Repubblica Dominicana in America, lo Yemen in Medio
Oriente, l'Indonesia in Asia e le isole Marshall nel Pacifico. I paesi
con alti tassi di disabilità tra i nuovi casi, sono il Madagascar in
Africa, il Paraguay in America, la Tailandia e la Cina in Asia.
Nonostante negli ultimi 20 anni circa 14 milioni e mezzo di persone
siano state curate con la polichemioterapia e sono guarite dalla lebbra,
molti di loro hanno bisogno di cure per tutta la vita per problemi
legati alle disabilità, alle ulcere e alle ferite causate dalla
malattia. Secondo le stime dell'Oms sono circa 2 milioni.
I successi ottenuti nella lotta contro il morbo di Hansen non devono far
calare "l'attenzione internazionale verso i malati di lebbra, che
necessitano ancora oggi di sostegno umano e di integrazione sociale" ha
affermato il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori
Sanitari, l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, nel suo Messaggio per la
Giornata di quest'anno. Quella della discriminazione in molti paesi
costituisce ancora una piaga molto grave per queste persone. Nel mese di
dicembre 2010, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una
risoluzione per l'eliminazione di tale fenomeno insieme con alcuni
principi e linee guida.
La Chiesa missionaria ha una lunga tradizione di assistenza verso questi
malati, spesso abbandonati anche dai loro stessi familiari, ed ha
sempre fornito loro, oltre alle cure mediche e all'assistenza
spirituale, anche possibilità concrete di recupero e reinserimento nella
società, superando le barriere della discriminazione. La Chiesa
gestisce nel mondo 561 lebbrosari (secondo l'ultimo Annuario Statistico
della Chiesa). Secondo la ripartizione per continente: in Africa 174, in
America 92 (totale), in Asia 288, in Europa 4 e in Oceania 3. Le
nazioni che ospitano il maggior numero di lebbrosari sono: in Africa:
Repubblica Democratica del Congo (33), Madagascar (25), Sudafrica (23);
in America del Nord: Stati Uniti (47); in America centrale: Messico (4);
in America centrale-Antille: Haiti (2); in America del Sud: Brasile
(13), Ecuador (8), Perù (6); in Asia: India (220), Corea (16), Pakistan
(14); in Europa: Italia (2), Belgio (1), Spagna (1); in Oceania: Papua
Nuova Guinea (3). (AP) (28/1/2012 Agenzia Fides)
ASIA/INDIA - I Vescovi: "la Chiesa contribuisce a un'India migliore"
Bangalore (Agenzia Fides) - "Di fronte a povertà, disoccupazione,
corruzione, mancanza di istruzione, violenza, fondamentalismo
religioso, la Chiesa cattolica intende essere una voce significativa e
offrire il suo specifico contributo per la costruzione di una nazione
che garantisca benessere, istruzione, armonia e giustizia per tutti":
con queste parole Sua Ecc. Mons. Bernard Moras, Arcivescovo di
Bangalore, illustra all'Agenzia Fides il tema della prossima Assemblea
generale della Conferenza Episcopale Indiana, dal titolo "Il ruolo della
Chiesa per un'India migliore", che si terrà nella sua diocesi, a
Bangalore (stato di Karnataka), dall'1 all'8 febbraio prossimo.
L'assemblea, che si tiene ogni due anni, riunirà oltre 160 Vescovi
cattolici dei tre riti esistenti nel paese: latino, siro-malabarese,
siro-malankarese. Parteciperanno ai lavori personalità come il Card.
Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace" e
altri studiosi indiani.
Mons. Moras, interpellato da Fides, spiega: "La Chiesa è pienamente
indiana, ama il suo paese ed è preoccupata. Per questo, come cristiani,
continueremo a dare il nostro specifico contributo, di valori e di
azione, alla società indiana, per affrontare le sfide del presente. La
prima è l'esplosione demografica, che non può essere fermata con gli
aborti selettivi. Poi la crisi economica e le disuguaglianze che
affliggono il paese. Un terzo punto che sarà esaminato è l'istruzione,
che in India raggiunge solo il 30% della popolazione. Vogliamo, poi,
portare i valori e l'etica cristiana per contrastare la corruzione,
emersa come una delle malattie del paese".
"Si parlerà - prosegue il Vescovo - anche dell'annoso problema del
terrorismo e del fanatismo religioso, indù e islamico, che genera odio,
intolleranza e violenza contro i cristiani. Per noi la sfida è costruire
e dare efficacia alle Commissioni di dialogo e di pace, in tutte le
realtà locali. Come cristiani siamo certi che il progetto dei radicali
indù di espellerci dall'India, non potrà mai attuarsi".
Infine l'Arcivescovo sottolinea: "due temi a cui, come Vescovi, siamo
molto attenti sono l'evangelizzazione e i giovani. Il Vangelo è la
risposta alle sfide di oggi, e i giovani sono il futuro della nazione".
(PA) (Agenzia Fides 27/01/2012)
giovedì 26 gennaio 2012
Blocco Tir, Sangalli: “da 3 giorni merce in magazzino”. CIGO e produzione al rilento
"E' un paese spaventato, dalla situazione incerta". Commenta cosi' la
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essere tornato dalla sua visita canonica, racconta davanti alle nostre
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