giovedì 12 aprile 2012

Convegno Aquileia 2

Le Chiese del Nordest si incontrano   versione testuale
Dal 13 al 15 aprile 600 delegati da Friuli-V.G., Veneto e Trentino-A.A.

AQUILEIA (12 aprile, ore 10.30) - Da venerdì 13 a domenica 15 aprile avrà luogo ad Aquileia e Grado il secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest, sul tema «In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese del Nordest». Un evento che giunge a vent'anni dal primo grande convegno di Aquileia, tenutosi nel 1990.
Il cammino di preparazione ad «Aquileia 2» si è aperto ufficialmente domenica 7 novembre 2010, quando, in tutte le Chiese del Nordest, è stato letto il documento di convocazione all'importante appuntamento. Il percorso in vista di «Aquileia 2» è stato segnato in modo emblematico dalla visita del Santo Padre Benedetto XVI che ha toccato significativamente proprio Aquileia (7 maggio 2011).
Per il cammino di preparazione, articolato in un biennio (7 novembre 2010 -12 giugno 2011 e 13 giugno 2011-12 aprile 2012), è stato approntato il sussidio «Tracce per il lavoro preparatorio», curato dal Comitato regionale triveneto.
 
Aquileia 2: perché?Le Chiese del Nordest, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, intendono, attraverso il Convegno «Aquileia 2» chiedersi come annunciare Gesù Cristo oggi, nell'attuale contesto socio-culturale del territorio.
Nello specifico, «Aquileia 2» è un «convegno sinodale», attraverso il quale lo Spirito parla alle Chiese e le aiuta a crescere nella comunione e nella reciproca collaborazione. Si tratta di un momento che permette alle Chiese del Nordest di condividere le esperienze ecclesiali e pastorali in atto per un arricchimento reciproco; le aiuta a discernere con gli occhi della fede le profonde trasformazioni in atto e le nuove sfide emerse nel territorio negli ultimi vent'anni; le guida nell'individuazione di alcune scelte di fondo per un rinnovato impegno missionario e le sostiene nell'affrontare insieme alcune sfide che vanno oltre i confini delle singole Diocesi.
 
Aquileia 2: quali obiettivi?Attraverso il Convegno le Chiese del Nordest vogliono: testimoniare, con il metodo della «narrazione», il loro vissuto nel ventennio appena trascorso, riconoscendo in esso la presenza e l'azione dello Spirito; discernere e riconoscere ciò che lo Spirito dice loro attraverso le sfide, le difficoltà, le domande, i cambiamenti socio-culturali, i nuovi atteggiamenti religiosi e le espressioni di appartenenza ecclesiale; progettare modalità e iniziative pastorali da attivare; stabilire collaborazioni tra di esse per rinnovare l'annuncio di Cristo, la comunicazione del Vangelo e l'educazione della fede (profezia).
 
Aquielia 2: il programma
Il Convegno si aprirà venerdì 13 aprile, alle ore 15.15, al palacongressi di Grado, con una celebrazione in cui sarà inserita significativamente la meditazione biblica, curata da suor Elena Bosetti, sul brano dell'Apocalisse scelto per accompagnare la preparazione svolta in questi due anni: «Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese ...» (Ap 2, 7).
Ad essa seguiranno una partecipata memoria del convegno di Aquileia1, tramite un videomessaggio del card. Marco Cè e l'introduzione tematica ai lavori. Mons. Antonio Mattiazzo, Vescovo di Padova, presenterà lo stile, il metodo, il cammino del convegno mentre mons. Lucio Soravito, Vescovo di Adria-Rovigo, e il segretario del comitato preparatorio, don Renato Marangoni, introdurranno i lavori di gruppo che si svolgeranno nella seconda giornata. Alcuni altri membri della presidenza faranno il punto sui contributi pervenuti riguardo alle tematiche della rinnovata evangelizzazione, dell'incontro con le culture e della costruzione del bene comune, su cui sia le Diocesi che le commissioni trivenete hanno lavorato nel secondo anno di preparazione al convegno.
La giornata di sabato 14 aprile sarà invece dedicata interamente ai lavori di gruppo. I partecipanti saranno invitati a riflettere su quale volto di Chiesa è emerso nel cammino di preparazione e su quale conversione il Signore chiede per rispondere sempre meglio alla sua chiamata nell'oggi del nostro territorio di fronte alle sfide della nuova evangelizzazione, del dialogo con la cultura e dell'impegno per il bene comune.
Significativamente nelle serate di venerdì e sabato sarà inoltre dato spazio alla riflessione personale e all'adorazione eucaristica per offrire al Signore i frutti del lavoro del convegno. Nella serata di venerdì 13 aprile, dalle 21 alle 23, sempre dal Palacongressi, ci sarà una diretta di Telechiara sul tema «Ma che cos'è bene comune?», che metterà in dialogo società civile e chiesa.
Domenica 15 aprile, giornata conclusiva del Convegno, ci saranno le riflessioni comuni da parte dei gruppi di studio, le prime indicazioni per il proseguimento dei lavori delle quindici Chiese del Nordest e un messaggio da consegnare alle genti del nostro territorio, improntato alla speranza e all'impegno per una rinnovata presenza evangelizzatrice delle nostre comunità.
Dopo i lavori a Grado, il Convegno si concluderà solennemente nel pomeriggio di domenica 15 aprile nella basilica di Aquileia, con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, alle ore 15.30.

mercoledì 11 aprile 2012

Un articolo di Jesus ci parla di Terremoto in friuli, della società e della Chiesa locali, interviene anche il nostro parroco

Cristiani tra due terremoti
di
ALBERTO LAGGIA - foto di DIEGO ZANETTI


AFRICA/NIGERIA - Cresce il numero delle vittime dell'attentato di Pasqua

Kaduna (Agenzia Fides)- Sono salite a 41 le vittime dell'esplosione di un'autobomba avvenuta la domenica di Pasqua a Kaduna, nel centro-nord della Nigeria. L'attentato non è stato rivendicato ma appare essere opera della setta Boko Haram, che lo scorso Natale si era resa responsabile dell'attacco contro la chiesa di Santa Teresa, nel quartiere periferico di Madalla, ad Abuja, la capitale federale (vedi Fides 28/12/2011).
"Eravamo stati avvertiti della possibilità di nuovi attacchi. Ma nessuno sapeva come e quando ci avrebbero colpito. E quindi celebravamo la Pasqua in pace e tranquillità" ha detto ad ACS-Italia Sua Ecc. Mons. Matthew Man-oso Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna,. L'Arcivescovo racconta che durante la Messa di Pasqua la polizia ha fermato una macchina diretta contro la chiesa evangelica della città. L'uomo al volante ha immediatamente ingranato la retromarcia, ma mentre cercava di fuggire "la vettura è saltata in aria improvvisamente" in prossimità anche di un'altra chiesa. Tra le vittime numerosi tassisti in motocicletta, in attesa di riaccompagnare i fedeli a casa, e alcuni mendicanti che chiedevano l'elemosina.
Secondo la ricostruzione dell'attentato apparsa sul quotidiano nigeriano "Daily Trust", il guidatore dell'autobomba non intendeva commettere un attentato suicida ma parcheggiare il veicolo bomba nei pressi di una delle due chiese, per poi allontanarsi. La reazione della polizia di guardia ha però provocato una serie di eventi conclusisi con l'esplosione della vettura. L'articolista si chiede se si è di fronte ad un'azione della setta oppure se non vi sia "la possibilità che l'attentato sia opera di alcuni elementi canaglia, dentro o fuori il governo, intenti a manipolare il profondo divario settario presente nel Paese per ottenere un vantaggio politico". (L.M.) (Agenzia Fides 11/4/2012)


"Anche oggi il Risorto entra nelle nostre case e nei nostri cuori, nonostante a volte le porte siano chiuse. Entra donando gioia e pace, vita e speranza". In un'uggiosa piazza San Pietro Benedetto XVI ha invitato tutti ad accogliere nel proprio cuore il Cristo Risorto, l'unico che "può dare senso all'esistenza e far riprendere il cammino a chi è stanco e triste, sfiduciato e privo di speranza". Traendo spunto dalla trasformazione operata dalla Pasqua nella vita dei primi discepoli, il Papa ha ricordato i luoghi privilegiati dove ancora oggi possiamo incontrare il Figlio di Dio -- la Parola e l'Eucaristia -- e la missione dei fedeli nel mondo. A tutti il Pontefice ha chiesto di diffondere la pace che Cri ... More

Stella Maris e La Vita Cattolica ci informano su Porto Nogaro

Porto: un mondo. Invisibile


da "La Vita Cattolica"
29/03/12
600 navi ogni anno. Un via vai quotidiano, che passa inosservato. Con migliaia di persone a bordo di cui non conosciamo quasi nulla. Reportage della «Vita Cattolica»
SUPERIAMO un rapido controllo all’ingresso e ci siamo. Entriamo nell’area dello scalo fluviale di San Giorgio di Nogaro grazie all’opportunità offerta da Comitato welfare per la gente di mare e Caritas Udine con l’iniziativa «Porto aperto», occasione preziosa per conoscere un «mondo» di cui siamo abituati a sentir parlare solo in termini di traffici e percentuali di sviluppo. Insieme a noi in quest’avventura una quindicina di persone, alcune di San Giorgio, altre provenienti da più lontano. Un altro gruppo un'ora prima ci ha preceduti. Chi in porto immaginava un brulicare di attività rimane spiazzato. Il fiume Corno scorre lento e il silenzio tutt’intorno è rotto solo dal rumore del motore delle auto lungo la strada che collega il paese con la zona industriale e lo scalo. Oggi (sabato 24 marzo) c’è solo una barca attraccata lungo la banchina fluviale, ha bandiera ucraina. E' insolito normalmente le navi sono di più - spiega il comandante della Guardia Costiera, Luigi Spalluto-. A volte il via vai è tale che devono fermarsi al largo anche per giorni, prima di entrare». Navi che stazzano mediamente 3-4 mila tonnellate. Porto Nogaro ne accoglie oltre 600 ogni anno. Le nazionalità prevalenti degli equipaggi sono quelle russa, ucraina, turca, siriana e filippina (1 milione e 200 mila le tonnellate di merci movimentate nel 2011). I piazzali del porto sono invasi da carichi in attesa di essere imbarcati. La maggior parte prenderà il largo verso il Mar Nero. Disseminati ovunque, ma in modo ordinato, gru e montacarichi. Tutto ha dimensioni enormi e ogni cosa appare immobile. Ma a guardar bene non è così. Scorgiamo un marinaio solitario. Chino sul ponte, con in mano un secchio, è intento a passare un pennello su alcune superfici. La barca è carica a metà, «probabilmente si fermerà in porto qualche giorno» ci dice il nostromo, Massimo Distaso. Oggi è sabato e gli addetti al carico merci non lavorano: Il marinaio invece non si ferma lo farà probabilmente dopo le 17 quando potrà concedersi una pausa. E' quella l'ora in cui tre volte a settimana, i volontari del Centro Stella Maris gestito dalla Caritas in porto salgono a bordo per presentarsi e offrire accoglienza e sostegno a chi vive per mesi lontano da casa e dagli affetti.

In viaggio con Calvino e i raccoglitori di storie – Formazione con Giampaolo Gri e Livio Sossi.


(clicca per saperne di più)

Mercoledì 11 aprile 2012, dalle ore 16.30 presso l’auditorium attiguo alla biblioteca di Torviscosa (in via Vittorini, 1) si terrà l’incontro dal titolo “La fiaba di tradizione orale. Forme e significati del narrare, ascoltare, reinventare nei contesti popolari” a cura di Gianpaolo Gri (docente di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Udine), seguirà l’intervento “Sui sentieri di Calvino.

martedì 10 aprile 2012

lunedì 9 aprile 2012

Cero di Pasqua a Palmanova
Testo integrale dell’omelia dell’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato,nella Santa Messa del giorno di Pasqua ( 8 aprile, Cattedrale)   versione testuale
 
Care sorelle e fratelli,
 
dopo aver ascoltato le tre letture della Parola di Dio dedichiamo qualche minuto alla riflessione sulla festa di Pasqua che anche quest’anno celebriamo partecipando a questa S. Messa.
Le prime protagoniste della Pasqua, che i vangeli ricordano, sono alcune donne con, in testa, Maria Maddalena. Erano loro che, il tardo pomeriggio del venerdì, avevano aiutato la Madre di Gesù, il discepolo Giovanni e Giuseppe d’Arimatea a schiodare dalla croce il corpo del Maestro crocifisso e a deporlo in fretta nel sepolcro.
Avevano atteso tutto il sabato, festa di Pasqua per gli ebrei e giorno di riposo assoluto. Alla prima luce del giorno successivo, inizio della settimana, erano già in cammino verso il sepolcro di Gesù trascinate da un dolore e da un amore così forte che non avevano nemmeno pensato al modo per far rotolare la grossa pietra che chiudeva l’ingresso della tomba.
Ma giunte nel posto vedono il sepolcro inspiegabilmente spalancato ed, entrate, trovano ad attenderle non il corpo martoriato del Signore ma un giovane luminoso, che annuncia loro: “Qui avevate deposto il corpo crocifisso di Gesù ma ora non è più qui, è risorto. Andate da Pietro e dagli altri apostoli per avvisarli che Gesù li aspetta in Galilea. Là lo rivedranno”.
Queste donne sono i primi testimoni che Gesù si è scelto per annunciare la sua risurrezione. Per la mentalità del tempo erano i testimoni meno affidabili perché ad una donna non si credeva nei tribunali ebraici. Ma Gesù sceglie sempre quelli che sono più deboli e meno importanti agli occhi del mondo per diffondere l’annuncio del Vangelo.
Non ha bisogno della potenza della propaganda umana per farsi conoscere e per toccare il cuore degli uomini con la fede. Anche se poco credibili e autorevoli, quelle donne erano legate a Gesù da una fiducia e da un amore totale; per lui erano pronte a dare la vita.
Al Signore bastava questo; sono questi i testimoni che sempre ha scelto da quel mattino di Pasqua in poi, lungo tutti i due mila anni della storia del cristianesimo.
 
Ha scelto i martiri che, secondo la logica del potere, erano dei perdenti. Eppure facevano paura all’impero romano che tentava di annientarli perché mostravano col sangue una speranza che era più forte della paura delle torture e della morte. E hanno fatto paura agli imperi di ogni epoca come, ad esempio, al regime comunista che è arrivato fino ai nostri confini e che ha perseguitato spietatamente persone deboli e innocenti solo perché non accettavano i folli indottrinamenti dell’ideologia atea ma restavano fedeli alla loro fede in Gesù crocifisso per loro e risorto. E’ crollato il regime comunista che non è riuscito a domare i martiri e tante delle loro testimonianze attendono, ora, di essere conosciute e ascoltate.
Gesù risorto non ha scelto solo i martiri del sangue ma anche i martiri della carità per diffondere l’annuncio della potenza della sua risurrezione. Di quanti testimoni di amore eroico per i fratelli può onorarsi la Chiesa di Cristo! Quanti hanno consumato la loro vita fino alla morte, senza calcoli e riserve, per soccorrere sorelle e fratelli ammalati, deboli, sfortunati!
Alcuni sono più noti perché la Chiesa li ha dichiarati santi e li offre come esempio a tutto il popolo cristiano e a tutti gli uomini di buona volontà. Ma sono un esercito i martiri della carità meno noti. Ne abbiamo conosciuto certamente anche noi, magari dentro la nostra famiglia o tra i nostri amici e benefattori. Ne ha avuto molti anche la nostra diocesi e il nostro Friuli.
 
I martiri del sangue e i martiri della carità sono i testimoni che Gesù si è scelto perché sono credibili. Hanno, infatti, mostrato a prezzo della vita che è sicura la promessa di Gesù: “Chi perderà la vita per me la salverà”. Questa promessa nessun uomo può farla ad un altro perché, prima o dopo, la morte porta via la vita di tutti e nessuno può salvare per sempre la vita di un altro.
Ma la morte non ha portato via la vita a Gesù dopo che lui l’aveva donata senza alcun risparmio. E’ risorto confermando tutte le promesse che aveva fatto e che l’amore che lui vive e dona è più forte della morte perché viene da Dio.
 
Prego per me e per voi, care sorelle e fratelli, in questa S. Messa di Pasqua perché Gesù risorto doni anche a noi di donare la vita sostenuti dalla speranza che, in questo, modo non avremo vissuto senza scopo ma per Gesù e parteciperemo attraverso la morte alla sua risurrezione.
Saremo anche noi uomini di speranza di cui ha bisogno anche il nostro tempo. Questo è il mio augurio di santa Pasqua.


domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua!



"La luce rende possibile la vita, la conoscenza, l'accesso alla realtà, alla verità". Per questo "Il buio su Dio e il buio sui valori sono la vera minaccia per la nostra esistenza e per il mondo in generale". Lo ha detto il Papa sabato notte, nella celebrazione della Veglio Pasquale della Notte Santa, aperta nell'atrio della Basilica di San Pietro con il rito del "Lucernario", nel corso del quale ha acceso il cero pasquale. Cero che rappresenta "In modo meraviglioso il mistero pasquale di Cristo che dona se stesso e così dona la grande luce", una luce che vive in virtù del sacrificio, ha spiegato Benedetto XVI nel corso dell'omelia. Dopo il canto del "Lumen Christi" e l'accensione delle luci, la Litur ... More

Foglio della Domenica 8 aprile 2012 Pasqua


Chiacchiere inutili dello scriba criticone

Veglia Pasquale:
  • serata piovosa
  • fedeli che riempiono banchi e sedie
  • celebrazione foraniale, lo sicapisce dalla presenza dei ceri dei Zellina, Porto Nogaro, Villanova e San Giorgio
  • l'omelia del parroco che parla di risurrezione
Dunque tutto bene, il centro dell'anno liturgico è celebrato....ma, fedeli, da parte dello scriba nasce un aiutiamoci! E aiutiamo!
Forse il coro ha bisogno di nuova linfa, di nuove persone per cantare Pasqua, forse erano in poche in quanto persone impegnate, ma la Veglia Pasquale è il centro dell'anno liturgico!
Molti non partecipano perchè si va alla messa domenicale....Ma dopo una quaresima così ben preparata alle 11 con i catechisti impegnati nelle letture e nei segni, un ottavario nel quale tutti hanno dato tutto(i fiori di ieri sera erano quelli che i fedeli hanno donato alla Maddonna), non si può impoverire il sabato Santo!
E' andato tutto bene!Alleluia!
Però Pasqua è battesimo, Pasqua è cero, Pasqua è partecipazione al segno del cero...Ma insomma il prossimo anno non pioverà è torneremo fuori dalla chiesa a scambiarci la luce del cero non alla luce artificiale del Duomo!
e non si danno in mano accendini ai chierichetti. è più pericoloso di una candela accesa dal cero!
A proposito, midicono dalla regia che il rosa (dei fiori) non è il colore adatto alla Pasqua!
Basta adesso vado a confessarmi di nuovo!
Buona Pasqua Cristo risusciti in ogni cuore!

sabato 7 aprile 2012



La notte del venerdi santo, commemorando la deposizione e la sepoltura di Cristo ... More


"L'esperienza della sofferenza segna l'umanità, segna anche la famiglia". Lo ha sottolienato Benedetto XVI, al termine della Via Crucis al Colosseo, trasmessa in mondovisione. Lasciandosi ispirare dalle meditazioni preparate quest'anno dai coniugi Danilo e Anna Maria Zanzucchi, del Movimento dei Focolari e iniziatori del Movimento "Famiglie Nuove", il Papa si è soffermato sulle tante difficoltà che oggi rendono faticoso il cammino delle famiglie: la "precarietà del lavoro" e le altre "conseguenze negative provocate dalla crisi economica", "incomprensioni, divisioni, preoccupazione per il futuro dei figli, malattie, disagi di vario genere". A tutti il Pontefice ha offerto la speranza del Figlio di Dio: ... More

venerdì 6 aprile 2012

Pasqua di risurrezione Domenica 8 aprile 2012


    DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO B)





PRIMA LETTURA (At 10,34a.37-43)
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

SECONDA LETTURA (Col 3,1-4)
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

SEQUENZA
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.


Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.

VANGELO (Gv 20,1-9)
Egli doveva risuscitare dai morti.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.



Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C - Siamo certi che Cristo è veramente risorto dai morti: questo è il grido di vittoria che oggi unisce tutti noi. Sorretti da questa speranza e in compagnia di Maria, Madre dei credenti, andiamo incontro al Risorto affinché egli presenti al Padre le nostre suppliche e le nostre preghiere.

L - Preghiamo insieme dicendo:

Venga il tuo Regno, Signore!

1.      Per il Papa, i Vescovi e per tutti i ministri del Vangelo. Custodisci loro con la luce della tua grazia. Confermali nella fede, nella speranza e nella carità, affinché possano indicarci la via da percorrere in questa difficile ed avvincente ora della storia. Preghiamo.

2.      Per il mondo intero. Esso anela alla pace, ma spesso non sa dove incontrarla. La luce della tua Risurrezione rischiari le tenebre dei cuori di tutti e, in particolare, di chi è chiamato a decidere le sorti dei singoli e di intere nazioni. Possa sempre prevalere nel loro cuore l’amore per la verità e il desiderio di operare per il bene comune. Preghiamo.

3.      Per tutti i battezzati. Nell’aspersione del sangue e dell’acqua che scaturiscono dal tuo costato squarciato, rinnovino la grazia della loro rinascita nello Spirito. Preghiamo.

4.      Per coloro che soffrono, nel corpo o nello spirito.  Concedi loro di scoprire la fecondità del dolore vissuto ed offerto con amore. L’immagine della tua Croce gloriosa faccia loro scoprire l’intima gioia di poter unire le loro sofferenze alle tue, divenendo, sin d’ora, testimoni della tua Risurrezione. Preghiamo.

5.      Per i giovani. Non ripongano la loro fiducia nei surrogati offerti in abbondanza dal mondo e dalle sue mode, ma trovino il senso autentico della loro vita in te, morto e risorto. Preghiamo.

6.      Per tutti noi. La fede sostenga l’ardore della tua Pasqua, che pervade il nostro cuore, e ravvivi la gioia di amarti e annunciarti ad ogni creatura. Preghiamo.

7.      Per i nostri fratelli defunti. In questo giorno, in cui si celebra la tua Risurrezione, ti chiediamo di accoglierli nella tua infinita misericordia e di ammetterli nella Gerusalemme del cielo, dove possano lodare senza fine il tuo nome in gioiosa esultanza. Preghiamo.

C – Dio onnipotente ed eterno, la Chiesa guarda il tuo Figlio risorto, Alfa ed Omega, centro e fine della storia. In questa Pasqua concedi a noi di portare nel cuore la fede in Gesù Cristo, di confessarla e di testimoniarla con le parole e con la vita, rendendo presente il mistero della croce e della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.












La celebrazione dell'Ora Santa al Getsemani in diretta televisiva. La processione alla chiesa del Gallicantu per ricordare l'arresto di Gesu'. Il Giovedi' Santo e' scandito dalle celebrazioni francescane che si prolungano fino a tarda sera. More


"Quando l'uomo si mette contro Dio, si mette contro la propria verità e pertanto non diventa libero, ma alienato da se stesso". E' la riflessione che Benedetto XVI ha offerto nella Basilica di San Giovanni in Laterano, celebrando la messa "nella Cena del Signore", inizio del Triduo Pasquale. Nel corso dell'omelia, il Papa ha chiarito che perseguire esclusivamente la propria volontà non apre le porte alla libertà, che tale forma di ribellione pervade la storia ed è una "menzogna di fondo che snatura la nostra vita". Nello scenario del Giovedì Santo, richiamando l'istituzione della Santissima Eucaristia, il Pontefice ha ricordato come "l'elemento più caratteristico della figura di Gesù", "il nucleo dell ... More


Al Cenacolo il Custode lava i piedi ad alcuni bambini della parrocchia di San Salvatore. Per rivevere gli ultimi momenti di Gesu' nel luogo dove tutto e' avvenuto. More

giovedì 5 aprile 2012



"L'apparizione del Risorto alla Maddalena ci ricorda che anche noi, come lei, siamo inviati ad annunciare la realta' di questo evento". Insieme al presidente del Santo Sepolcro, meditiamo sui luoghi della Resurrezione di Gesu' e delle sue prime apparizioni More
Sacerdozio, «un dono di cui rendere grazie»   versione testuale
L'Arcivescovo ha presieduto in Cattedrale la celebrazione della Messa del Crisma

UDINE (5 aprile, ore 11.30) - «Per assicurare ai suoi discepoli e alla sua Chiesa il nutrimento vitale del suo Corpo e Sangue, Gesù, nell'Ultima cena, ha fatto un altro dono di cui oggi, Giovedì Santo, rendiamo grazie: il sacerdozio ministeriale». Così l'Arcivescovo di Udine nell'OMELIA della Santa Messa Crismale, in Cattedrale, durante la quale si sono ricordati 20 giubilei sacerdotali.
 
«Solo dopo essersi nutriti alla mensa del Corpo e Sangue del Signore – ha ricordato l'Arcivescovo – dei deboli uomini possono trovare nel loro cuore quello Spirito dell’Amore che fa riconoscere nel proprio simile non un rivale con cui confrontarsi o un debole su cui passare sopra ma un fratello di cui farsi servi fino a lavargli i piedi come ha fatto il Maestro e il Signore». Ecco, dunque, che «il sacerdozio è un dono che possiamo ancora chiamare anche miracolo divino», ha aggiunto mons. Mazzocato. «Se l’umiltà non ci abbandona o l’abitudinarietà non ha il sopravvento, in ogni celebrazione eucaristica noi, vescovi e presbiteri, non possiamo non rivivere un sentimento di meraviglia e riconoscenza per ciò che Gesù ha voluto fare della nostra piccola e indegna persona».
 
Durante la celebrazione l'Arcivescovo ha anche ricordato i giubilei sacerdotali che si celebrano quest'anno e speso alcune parole per far memoria dei confratelli defunti. Ai moltissimi sacerdoti presenti mons. Mazzocato ha rivolto l'invito ad impegnarsi per «vivere della stessa carità di Cristo dentro il nostro sacerdozio» e li ha incoraggiati, nel rinnovare le promesse sacerdotali, a chiedere «la grazia di essere noi pastori, per primi, maestri e testimoni della fede in Gesù».

Foglietto di domenica 1 aprile 2012

mercoledì 4 aprile 2012

La Chiesa udinese celebra il Triduo Pasquale   versione testuale
Giovedì Santo festa per 20 giubilei sacerdotali

UDINE (4 aprile ore 12) - La Chiesa udinese si appresta a vivere intensamente il Triduo Pasquale della Passione e Resurrezione del Signore, culmine spirituale di tutto l’anno liturgico. In tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi sono previste solenni celebrazioni. Particolari appuntamenti saranno vissuti dall’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nella chiesa Cattedrale a Udine.
Domani  Giovedì Santo, 5 aprile, alle ore 9.30,  l’importante appuntamento diocesano in Cattedrale è con la Messa del Crisma, che chiude la Quaresima. Tutti i sacerdoti e i diaconi del clero diocesano si radunano attorno all’Arcivescovo per questa liturgia, Durante la celebrazione verranno benedetti l’Olio dei catecumeni e degli infermi e il Crisma: l’olio dei catecumeni viene utilizzato per accompagnare la preghiera che sostiene i catecumeni nel loro cammino di conversione; l’olio degli infermi viene usato nell’unzione dei malati quale forza dall’alto nell’ora della prova e della sofferenza; il crisma è l’olio con il quale vengono segnati i battezzati a significare la potenza dello Spirito che permea il credente. Questo riferimento allo Spirito fa sì che con il crisma vengano unti anche i vescovi e i presbiteri nella loro ordinazione e le pareti della chiese e gli altari nella dedicazione. Durante questa S. Messa saranno ricordati 20 giubilei sacerdotali. Precisamente:
» 75° di sacerdozio di mons. Redento Bello
» 70° di sacerdozio di don Gino Del Fabbro, don Angelo Zilli
» 65° di sacerdozio di don Riccardo Floreani, don Arturo Del Bianco, mons. Luigi Peressutti, don   Remigio Tosoratti, don Giacinto Marchiol.
» 60° di sacerdozio di mons. Pietro Degani, don Silvio Prestento, mons. Luciano Quarino.
» 50° di sacerdozio di don Plinio Galasso, don Agostino Ferlizza, mons. Giuseppe Faidutti, don Giuseppe Dush, don Giovanni Battista Del Negro, mons. Mario Qualizza, don Leonardo Pezzetta, don Elio Nicli.
» 25° sacerdozio di don Paolo Scapin.
Mons. Mazzocato celebrerà poi alle ore 19, sempre in Cattedrale, la Messa «in Cena Domini», aprendo il «triduo pasquale».
Il momento liturgico centrale del Venerdì Santo (6 aprile) sarà celebrato dall’Arcivescovo alle ore 15 in Cattedrale, con la solenne adorazione della croce. Già alle ore  9, però, mons. Mazzocato celebrerà in Cattedrale l’Ufficio delle letture e le Lodi assieme ai canonici della Cattedrale, alle religiose consacrate e ai fedeli laici (preghiera che farà anche sabato). Alle 21 presiederà poi anche la «Via Crucis» devozionale cittadina, con partenza dalla Cattedrale.
Sabato santo (7 aprile) l'Arcivescovo presiede la  solenne Veglia pasquale in Cattedrale alle ore 21. Anche quest’anno durante la veglia saranno celebrati in forma unitaria i sacramenti pasquali (battesimo, cresima ed eucaristia) per 9 “catecumeni adulti”.
Domenica 8 aprile, giorno di Pasqua, mons. Mazzocato, prima di  presiedere in Cattedrale, la Santa messa solenne alle ore 10.30 si recherà nella Casa circondariale di Udine dove alle ore 9 celebrerà l’Eucarestia con i carcerati. Alle 17  presiederà la celebrazione dei Vespri solenni assieme a quanti, sacerdoti, religiosi e laici desiderano partecipare.
Ricordiamo inoltre che lunedì 9 aprile l’Arcivescovo, come l’anno scorso,  si recherà presso il carcere di Tolmezzo dove alle 9 celebrerà la Santa Messa con i detenuti.
Omelia (20-03-2008) mons. Antonio Riboldi Giovedì santo: l'inno all'amore

"Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugamano se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano con cui si era cinto" (Gv 13, 1-15).
Signore Gesù, oggi c'è un'aria di amore che aleggia in tutto: non sembra proprio la giornata di inizio della Tua passione.
Oggi tutto il presbiterio, attorno al Vescovo, in Cattedrale, in mattinata, celebra la S. Messa "In crisma". È una celebrazione solenne che, ancora una volta, come nel Cenacolo, ci fa vivere la stupenda comunione della Chiesa, di noi tutti e di ciascuno, vescovi, sacerdoti e fedeli, 'in Te e per Te'.
A sera, Signore, - come hai fatto con i primi discepoli, nel Cenacolo - tutti 'i tuoi', coloro che ti appartengono per il Battesimo e la fede, li inviti 'a sedersi a tavola con Te'. E lì Tu. Gesù, Ti fai e doni come 'Pane di vita' per tutti e per sempre, come da allora si ripete in ogni luogo della terra nell'Eucarestia.
Un Dono che ha dell'incredibile e che solo l'Amore poteva 'inventare': dare Te stesso per fare della Tua e della nostra vita, di tutti noi, 'una cosa sola'.
Tu, Gesù, Ti fai boccone di pane per 'darci la Vita' e da Te impariamo cosa voglia dire 'donarsi' ai fratelli: è 'essere servi' del fratello, chinandosi con gioia per 'lavargli i piedi' non è dare cose, ma 'donare noi stessi' la nostra attenzione, il nostro ascolto, il nostro tempo, la nostra accoglienza...
Non basta, Gesù, il magnificat, per dirti Grazie. Troppo grande il Tuo Dono!
Durante la S. Messa della sera, al Gloria, saranno 'incatenate' le campane di tutte le chiese, dando inizio al solenne silenzio che avvolgerà la Tua tremenda passione.
È un invito ad unirci a Te, lasciando alle spalle il chiasso del mondo.
Signore Gesù, dona a me, ai miei amici, la forza e la fede di partecipare fino in fondo a 'questo Tuo Amore', che ancora oggi celebriamo, per essere degni, domenica, di esultare di gioia nell'Alleluja pasquale.

O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la Santa Cena, nella quale il Tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno Sacrificio, convito nuziale del Suo Amore, fa' che, dalla partecipazione a così grande Mistero, attingiamo pienezza di carità e di vita. Amen.   

Giovedì Santo: 5 aprile 2012


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    GIOVEDI SANTO (MESSA IN CENA DOMINI)
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Colore liturgico: Bianco

Antifona d'ingresso
Di null’altro mai ci glorieremo
se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. (cf. Gal 6,14)

Si dice il Gloria. Durante il canto dell’inno, si suonano le campane. Terminato il canto, non si suoneranno più fino alla Veglia pasquale.

Colletta
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Es 12,1-8.11-14)
Prescrizioni per la cena pasquale.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto:

«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.

Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!

In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 115)
Rit: Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.


Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

SECONDA LETTURA (1Cor 11,23-26)
Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore!

Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore!

VANGELO (Gv 13,1-15)
Li amò sino alla fine.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Parola del Signore



Lavanda dei piedi

Dove motivi pastorali lo consigliano, dopo l’omelia ha luogo la lavanda dei piedi. I prescelti per il rito - uomini o ragazzi - vengono accompagnati dai ministri agli scanni preparati per loro in un luogo adatto.
Il sacerdote (deposta, se è necessario, la casula) si porta davanti a ciascuno di essi e, con l’aiuto dei ministri, versa dell’acqua sui piedi e li asciuga.
Durante il rito, si cantano alcune antifone, scelte tra quelle proposte, o altri canti adatti alla circostanza.



ANTIFONA PRIMA (cf. Gv 13,4.5.15)

Il Signore si alzò da tavola versò dell’acqua in un catino,
e cominciò a lavare i piedi ai discepoli:
ad essi volle lasciare questo esempio.


ANTIFONA SECONDA (Gv 13,6.7.8)

“Signore, tu lavi i piedi a me?”.
Gesù gli rispose dicendo:
“Se non ti laverò, non avrai parte con me”.
V. Venne dunque a Simon Pietro, e disse a lui Pietro:
- Signore, tu lavi...
V. “Quello che io faccio, ora non lo comprendi,
ma lo comprenderai un giorno”.
- Signore, tu lavi...


ANTIFONA TERZA (cf. Gv 13,14)

“Se vi ho lavato i piedi,
io, Signore e Maestro,
quanto più voi avete il dovere
di lavarvi i piedi l’un l’altro”.


ANTIFONA QUARTA (Gv 13,35)

“Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli,
se vi amerete gli uni gli altri”.
V. Gesù disse ai suoi discepoli:
- Da questo tutti sapranno...


ANTIFONA QUINTA (Gv 13,34)

“Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri
come io ho amato voi”, dice il Signore.


ANTIFONA SESTA (cf. 1Cor 13,13)

Fede, speranza e carità,
tutte e tre rimangano tra voi:
ma più grande di tutte è la carità.
V. Fede, speranza e carità,
tutte e tre le abbiamo qui al presente:
ma più grande di tutte è la carità.
- Fede...

Subito dopo la lavanda dei piedi - quando questa ha luogo - oppure dopo l’omelia, si dice la preghiera universale.
In questa Messa si omette il Credo.



Preghiera sulle offerte
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi misteri,
perché ogni volta che celebriamo
questo memoriale del sacrificio del Signore,
si compie l’opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELLA SS. EUCARISTIA I
L’Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente e misericordioso,
per Cristo nostro Signore.
Sacerdote vero ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio perenne;
a te per primo si offrì vittima di salvezza,
e comandò a noi di perpetuare l’offerta in sua memoria.
Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza,
il suo sangue per noi versato
è la bevanda che ci redime da ogni colpa.
Per questo mistero del tuo amore,
uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo...

Antifona di comunione
“Questo è il mio corpo, che è per voi;
questo calice è la nuova alleanza
nel mio sangue”, dice il Signore.
“Fate questo ogni volta che ne prendete,
in memoria di me”. (1Cor 11,24.25)

Terminata la distribuzione della comunione, si lascia sull'altare la pisside con le particole per la comunione del giorno seguente; la Messa si conclude con l'orazione dopo la comunione.

Preghiera dopo la comunione
Padre onnipotente,
che nella vita terrena ci nutri alla Cena del tuo Figlio,
accoglici come tuoi commensali
al banchetto glorioso del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

Reposizione del SS. Sacramento
Dopo l'orazione, il sacerdote, in piedi, dinanzi all'altare, pone l'incenso nel turibolo, si inginocchia e incensa per tre volte il Santissimo Sacramento; quindi, indossato il velo omerale, prende la pisside e la ricopre con il velo.
Si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione, preparato in una cappella convenientemente ornata. Apre la processione il crocifero; si portano le candele accese e l'incenso. Intanto si canta l'inno Pange lingua (eccetto le due ultime strofe) o un altro canto eucaristico.
Giunta la processione al luogo della reposizione, il sacerdote depone la pisside; quindi pone l'incenso nel turibolo e, in ginocchio, incensa il Santissimo Sacramento, mentre si canta il Tantum ergo sacramentum ; chiude poi il tabernacolo o la custodia della reposizione.
Dopo alcuni istanti di adorazione in silenzio, il sacerdote e i ministri si alzano, genuflettono e ritornano in sacrestia.
Segue la spogliazione dell'altare; se è possibile, si rimuovono le croci dalla chiesa; quelle che rimangono in chiesa, è bene velarle.
Si esortino i fedeli, tenute presenti le circostanze e le diverse situazioni locali, a dedicare un po' di tempo nella notte all'adorazione davanti al Santissimo Sacramento nel tabernacolo. Se l'adorazione si protrae oltre la mezzanotte, si faccia senza alcuna solennità.


Commento
Gesù trascorre le ultime ore della sua vita terrena in compagnia dei suoi discepoli. Il Maestro manifesta un amore straordinario per gli apostoli, impartendo loro insegnamenti e raccomandazioni. Durante l’ultima Cena, Gesù ha mostrato - con le sue parole - l’amore infinito che aveva per i suoi discepoli e gli ha dato validità eterna istituendo l’Eucaristia, facendo dono di sé: egli ha offerto il suo Corpo e il suo Sangue sotto forma di pane e di vino perché diventassero cibo spirituale per noi e santificassero il nostro corpo e la nostra anima. Egli ha espresso il suo amore nel dolore che provava quando ha annunciato a Giuda Iscariota il suo tradimento ormai prossimo e agli apostoli la loro debolezza. Egli ha fatto percepire il suo amore lavando i piedi agli apostoli e permettendo al suo discepolo prediletto, Giovanni, di appoggiarsi al suo petto. Nella sua vita pubblica, Gesù ha raccomandato più di una volta ai suoi discepoli di non cercare di occupare il primo posto, ma di aspirare piuttosto all’umiltà del cuore. Ha detto e ripetuto che il suo regno, cioè la Chiesa, non deve essere ad immagine dei regni terreni o delle comunità umane in cui ci sono dei primi e degli ultimi, dei governanti e dei governati, dei potenti e degli oppressi. Al contrario, nella sua Chiesa, quelli che sono chiamati a reggere dovranno in realtà essere al servizio degli altri; perché il dovere di ogni credente è di non cercare l’apparenza, ma i valori interiori, di non preoccuparsi del giudizio degli uomini, ma di quello di Dio.
Nonostante l’insegnamento così chiaro di Gesù, gli apostoli continuarono a disputarsi i primi posti nel Regno del Messia.
Durante l’ultima Cena, Gesù non si è accontentato di parole, ma ha dato l’esempio mettendosi a lavare loro i piedi. E, dopo aver finito, ha detto: “Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,13-14).
La Cena si ripete nei secoli. Infatti Gesù ha investito gli apostoli e i loro successori del potere e del dovere di ripetere la Cena eucaristica nella santa Messa.
Cristo si sacrifica durante la Messa. Ma, per riprendere le parole di san Paolo, egli resta lo stesso “ieri, oggi e sempre” (Eb 13,8).
I credenti che partecipano al Sacrificio eucaristico cambiano, ma il loro comportamento nei confronti di Cristo è più o meno lo stesso di quello degli apostoli nel momento della Cena. Ci sono stati e ci sono tuttora dei santi e dei peccatori, dei fedeli e dei traditori, dei martiri e dei rinnegatori.
Volgiamo lo sguardo a noi stessi. Chi siamo? Qual è il nostro comportamento nei confronti di Cristo? Dio ci scampi dall’avere qualcosa in comune con Giuda, il traditore. Che Dio ci permetta di seguire san Pietro sulla via del pentimento. Il nostro desiderio più profondo deve però essere quello di avere la sorte di san Giovanni, di poter amare Gesù in modo tale che egli ci permetta di appoggiarci al suo petto e di sentire i battiti del suo cuore pieno d’amore; di giungere al punto che il nostro amore si unisca al suo in modo che possiamo dire con san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).





Sono le pietre vive della Terra Santa, i cristiani di Gerusalemme... Presenza quotidiana sui luoghi della Pasqua, ci hanno raccontato il cammino verso questa festa More

lunedì 2 aprile 2012

ASIA/SIRIA - Minoranze e civili vittime di bande armate salafite: No alla "guerra confessionale"

Kusayr (Agenzia Fides) - A Kusayr, grande villaggio nei pressi di Homs, al confine con il Libano le minoranze etniche e religiose come alawiti, cristiani, sciiti sono state oggetto di violenze e atrocità perpetrate da gruppi armati sunniti che hanno compiuto la loro vendetta. E' quanto riferiscono fonti dell'Agenzia Fides nella diocesi di Homs. La famiglia cristiana Kasouha ha perso molti dei suoi membri, uccisi a sangue freddo. Uccisioni e rapimenti sono compiuti per rivalsa da militanti islamisti sunniti, che avevano antichi contenziosi e che oggi si presentano come "fazioni della resistenza". Queste bande "cercano di resuscitare i vecchi attriti intracomunitari o di portare una guerra settaria, contro le minoranze che non si uniscono all'opposizione", spiega una fonte di Fides.
La popolazione cristiana di Kusayr, dopo alcuni massacri e attacchi, è fuggita. Edifici di cristiani sono stati distrutti o bruciati dopo essere stati saccheggiati. La casa del parroco locale, Padre George Louis,colpita da quattro colpi di mortaio, è stata completamente distrutta. Secondo i cristiani locali, i beni mobili e immobili di cristiani sono già stati redistribuiti a famiglie musulmane sunnite.
In numerose località, la popolazione civile - spiega la fonte di Fides - è presa nel fuoco incrociato. I civili hanno subito pressioni e violenze Gli attori della vita civile sono stati un bersaglio privilegiato della resistenza armata: tassisti, venditori ambulanti, i funzionari dell'amministrazione civile hanno subito violenze gratuite per costringerli a ritirarsi dalla vita civica e paralizzare le istituzioni statali. Aggressioni ripetute hanno costretto le scuole alla chiusura. Le minoranze sono vittime di costanti abusi: auto mobili e case sequestrate, uomini, donne e bambini sono presi in ostaggio e rilasciati solo con un riscatto.
Il rischio concreto - nota la fonte di Fides - è che i nobili obiettivi proclamati dall'opposizione siriana siano fagocitati dall'islamismo, a causa della presenza di gruppi armati che hanno l'unico scopo di creare una guerra settaria simile a quella del Libano. Molte aree cristiane - spiegano le fonti di Fides - anche nella città di Homs, "sono divenute un bersaglio per vendicare il fatto che i cristiani o altre minoranze non si erano uniti all'opposizione".
Nell'opposizione armata, "ci sono diverse fazioni, indipendenti l'una dall'altra, con motivazioni e scopi diversi. Non è più un segreto che i salafiti sono attivi in molti luoghi e in particolare a Homs. I cristiani non sono vittime di una persecuzione sistematica, perché le fazioni non sono tutte salafite. E va detto che la maggioranza dei musulmani in Siria denunciano i salafiti e prendono le distanze dal wahhabismo".
"Lo scopo di questi gruppi armati è quello di incoraggiare le minoranze ad armarsi per lo scoppio della guerra confessionale. Ma questa reazione non è avvenuta: le minoranze non si sono armate e non hanno ceduto alla logica della violenza", conclude la fonte. (PA) (Agenzia Fides 2/4/2012)

domenica 1 aprile 2012



Si cammina insieme verso le porte della Città Santa, si prega, si canta e si balla lungo le strade del Monte degli Ulivi. È la Domenica delle Palme di Gerusalemme:


La Domenica delle Palme attorno all'edicola del Santo Sepolcro...Un tripudio festoso di Osanna e di rami di palma, preludio del vero trionfo di Cristo, quello della sua Resurrezione. More


La Domenica delle Palme è il grande portale che ci introduce nella Settimana Santa, nella quale il Signore Gesù si avvia verso il culmine della sua vicenda terrena. Così ha detto il Papa nell'omelia della Messa, iniziata con la solenne e suggestiva tradizionale processione in Piazza San Pietro. Siamo chiamati a seguire un Messia che non ci assicura una facile felicità terrena, ma la felicità del cielo, la beatitudine di Dio. E ai giovani, perché nella Domenica delle Palme si celebra a livello diocesano la giornata della Gioventù, Benedetto XVI ha ribadito che questo sia per voi il giorno della decisione, la decisione di accogliere il Signore e di seguirlo fino in fondo, la decisione di fare della sua ... More
I testi delle meditazioni della Via Crucis al Colosseo


Anche la famiglia, se vuol seguire Gesù, avrà le sue croci, ma con lo sguardo a Cristo, affronterà in modo diverso la vita. E’ il messaggio che Danilo e Anna Maria Zanzucchi, del Movimento dei Focolari, vogliono dare nelle meditazioni scritte per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo presieduta dal Papa. Nelle 14 Stazioni che saranno meditate il 6 aprile, c’è la trasposizione dei problemi che vivono i coniugi: i tradimenti, le incomprensioni, gli aborti, le malattie, l’educazione dei figli. Ma c’è anche il monito a non restare indifferenti alle necessità del prossimo. I testi della Via Crucis saranno pubblicati lunedì prossimo dalla Libreria Editrice Vaticana. Ce ne anticipa i contenuti Tiziana Campisi:RealAudioMP3

“Ho contribuito anch’io al tuo dolore. Anche noi sposi e le nostre famiglie. … Ogni volta che non ci siamo amati, quando ci siamo attribuiti la colpa l’uno all’altro, quando non ci siamo perdonati, quando non abbiamo ricominciato a volerci bene”: è la riflessione che Danilo e Anna Maria Zanzucchi hanno scritto meditando il momento in cui Gesù è caricato della Croce. La loro è una Via Crucis che lega le drammatiche esperienze della famiglia di oggi alla Passione di Cristo.

“Quante cadute nelle nostre famiglie. Quante separazioni, quanti tradimenti – sottolineano i coniugi –. E poi i divorzi, gli aborti, gli abbandoni”. Da qui l’invocazione: “Gesù, aiutaci a capire cos’è l’amore, insegnaci a chiedere perdono”.

Tra i peccati che indeboliscono l’uomo e che appesantiscono la Croce di Cristo, nelle meditazioni di quest’anno ci sono i cedimenti alle tentazioni del mondo, che spesso attraggono con “bagliori di soddisfazione”, c’è la mancanza di rispetto della dignità della persona, “che niente e nessuno dovrebbe violare” - uomo e donna che sia - nella propria intimità e nel proprio corpo.

La settima Stazione – la Veronica che asciuga il volto di Gesù – è invece lo spunto per indurre a riconoscere il Cristo in ogni fratello, in ogni vita appena concepita e in chi è avanti negli anni. E nel testo delle meditazioni, inoltre, si legge più volte il richiamo alla coscienza di ciascuno per un impegno più forte dinanzi al male e alle ingiustizie, a non chiudere gli occhi e a non restare indifferenti di fronte alle necessità dell’altro per stanchezza, incoscienza, egoismo o timore.

E non dimenticano, Danilo e Anna Maria Zanzucchi, che accanto alla Via Crucis di Cristo c’è quella dei martiri d’oggi, di quelli che soffrono prove perché la Chiesa è ancora perseguitata. Alle famiglie poi è rivolto l’invito a non lasciarsi anestetizzare dal benessere, a non cercare soltanto ciò che si desidera o appaga.

Infine l’insegnamento supremo di Gesù: il dono della propria vita per amore. Un insegnamento che tante madri hanno imitato quando nel parto hanno affrontato “la morte pur di dare alla luce il loro figlio”, e molti altri hanno seguito scartando la vendetta di fronte alla guerra o al terrorismo.

E nell’ultima stazione si apre al cristiano la porta della speranza: Gesù è morto, ma è risorto, “vive per sempre e ci accompagna … nel nostro viaggio terreno, tra gioie e tribolazioni”.

"I primi tre anni della Stella Maris di Porto Nogaro"


27/03/12
Sabato 24 marzo si è tenuta a San Giorgio di Nogaro, presso la Casa della Gioventù, la presentazione della pubblicazione “Diario di Bordo – Stella Maris Porto Nogaro 2009/2012”. 
La presentazione ha chiuso un’intera giornata dedicata alla conoscenza della realtà portuale nogarese: al mattino infatti molte persone, arrivate da più zone della Provincia e anche da fuori, hanno avuto l’opportunità di visitare il porto, grazie all’iniziativa “Porto Aperto”, realizzata in collaborazione con il Consorzio per lo sviluppo industriale dell’Aussa Corno, la Capitaneria di Porto, l’ITF, e tutti i volontari della Stella Maris. 
Alle 15 invece, alla presenza di vari membri del Comitato locale di Welfare (in particolare il Presidente, T.V. Spalluto), del Sindaco Arch. Del Frate e del Vicesindaco Salvador di San Giorgio di Nogaro, del Direttore Nazionale dell’Apostolato del Mare don Giacomo Martino, del Direttore della Caritas diocesana di Udine don Luigi Gloazzo e del Direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano Mons. Giannino Fuccaro, si è svolta la presentazione, che ha avuto inizio con la lettura della poesia in lingua friulana “La nâf” (“La nave”), scritta da don Gloazzo. 
L’incontro ha voluto dare voce a quanti hanno collaborato attivamente alla stesura del libro, attraverso dei readings di vari estratti, dopo i quali sono stati chiamati ad intervenire i rispettivi autori. 
In particolare, si è dato rilievo a chi tanta importanza riveste nell’attività del Centro Stella Maris, ossia i volontari, cui il pubblico ha voluto rivolgere un caloroso applauso in segno di ringraziamento per il contributo, tanto silenzioso, a volte quasi inosservato, quanto imprescindibile, che apportano.
La presentazione si è conclusa con la lettura dei ringraziamenti del libro, ove vengono celebrati anche i marittimi, “per averci ricordato, con semplicità, quanto può essere arricchente il rapporto con l’Altro; per aver saputo trasmettere moltissimo, anche solo con uno sguardo, anche solo con un gesto”.    
 

sabato 31 marzo 2012

Domenica delle Palme, si apre la Settimana Santa   versione testuale
Solenne rito con l'Arcivescovo in Cattedrale. Tutte le celebrazioni

UDINE (30 marzo, ore 18.30) - Con la solenne Messa della Domenica delle Palme, inizia il 1° aprile  la Settimana Santa, il periodo in cui i cristiani celebrano nel modo più intenso i più alti misteri della loro fede: la Passione, morte e resurrezione di Cristo Signore.
 
L’Arcivescovo di Udine presiederà il solenne rito alle ore 10.30 in Cattedrale. Alle ore 16 mons. Mazzocato  condurrà, sempre in Cattedrale, un’ora di adorazione eucaristica e l’apertura delle «Quarant’ore», per introdurre il clima di silenzio, esame di coscienza e conversione che caratterizza i primi giorni della Settimana Santa.
 
Giovedì Santo, 5 aprile, alle ore 9.30, l’importante appuntamento diocesano in Cattedrale con la Messa del Crisma, che chiude la Quaresima. Tutti i sacerdoti e i diaconi del clero diocesano si radunano attorno all’Arcivescovo per questa liturgia, durante la quale saranno consacrati gli olii santi utilizzati durante l’anno per la celebrazione dei sacramenti dell’Ordine e della Cresima (olio del Crisma), per il sacramento dell’Unzione degli infermi (olio degli infermi) e per la preparazione al Battesimo (olio dei catecumeni).In questa celebrazione solenne, tutti i ministri ordinati rinnovano davanti al Vescovo le promesse del loro sacerdozio e si impegnano a collaborare con lui per il bene della Chiesa. Vengono anche festeggiati i giubilei di sacerdozio di 20 presbiteri del clero diocesano. Mons. Mazzocato celebrerà poi alle ore 19, sempre in Cattedrale, la Messa «in Cena Domini», aprendo il «triduo pasquale».
 
Il momento liturgico centrale del Venerdì Santo (6 aprile) sarà celebrato dall’Arcivescovo alle ore 15 in Cattedrale, con la solenne adorazione della croce. Alle ore 9 (anche Sabato Santo), mons. Mazzocato celebrerà in Cattedrale l’Ufficio delle letture e le Lodi assieme ai canonici della Cattedrale, alle religiose consacrate e ai fedeli laici. Alle 21 presiederà poi anche la «Via Crucis» devozionale cittadina, con partenza dalla Cattedrale.
 
La grande Veglia Pasquale verrà presieduta dall’Arcivescovo in Cattedrale alle ore 21 di sabato 7 aprile, con il conferimento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana ad un gruppo di adulti. Nella giornata di Pasqua, 8 aprile, mons. Mazzocato presiederà la solenne Eucaristia in Cattedrale alle ore 10.30. Alle 17  presiederà la celebrazione dei Vespri solenni assieme a quanti, sacerdoti, religiosi e laici desiderano partecipare.

venerdì 30 marzo 2012

INTENZIONE MISSIONARIA
"Perché il Cristo risorto sia segno di sicura speranza per uomini e donne del Continente africano" - Commento all'Intenzione Missionaria di aprile 2012

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - L'Africa è "il continente della speranza" per eccellenza. Ma come tutte le realtà umane, non è in grado di trovare il fondamento della sua speranza in sé stesso. Se è vero che la Chiesa africana è piena di gioventù e di vitalità, è anche vero che la società africana ha sofferto terribilmente negli ultimi decenni per le lotte fratricide tra i vari gruppi etnici. Come il resto del mondo, ancora oggi l'Africa ha bisogno della salvezza di Gesù Cristo, Lui che è l'unica nostra pace e nostra speranza, l'unica fonte di autentica riconciliazione.
E' necessario che le ferite causate da queste guerre siano guarite dalla grazia divina, con il perdono offerto e ricevuto sinceramente. Come il Buon Samaritano, il Signore si china sull'uomo, su tutto l'uomo, offrendo l'olio profumato del Suo Spirito Santo per guarire le sue ferite, causate da divisioni, odio e violenza. Nei cuori guariti da Cristo, il Medico umile fatto carne per noi, potrà germogliare di nuovo una vera speranza, che non si basa solo sulle parole umane, ma sulla forza e sulla promessa del Signore.
Coloro che accolgono la Parola di Cristo e la pace che sgorga dal suo Mistero Pasquale, potranno essere per gli altri fonte di pace e operatori di riconciliazione. Papa Benedetto XVI ha detto: "Nel Signore Gesù non c'è più né giudeo né pagano, né uomo né donna (cfr Gal 3,28). Nella sua carne Egli ha riconciliato tutti i popoli. Con la forza dello Spirito Santo rivolgo a tutti questo appello: "Lasciatevi riconciliare!" (2 Cor 5,20). Nessuna differenza etnica o culturale, di razza, di sesso o di religione deve divenire tra voi motivo di contesa. Voi siete tutti figli dell'unico Dio, nostro Padre, che è nei cieli. Con questa convinzione sarà finalmente possibile costruire un'Africa più giusta e pacifica, all'altezza delle legittime attese di tutti i suoi figli". (Incontro con il Consiglio Speciale del Sindo per l'Africa, Yaoundé, Camerun, 19 marzo 2009).
In questi giorni in cui celebriamo "i misteri che ci hanno dato una nuova vita", dobbiamo fissare il nostro sguardo sul Crocifisso: Lui ha abolito con la sua morte la nostra condanna. È il Buon Pastore che, salito alla croce, raccoglie i figli dispersi. La croce è quindi fonte di riconciliazione e di unità.
La speranza dell'Africa non è in primo luogo nello sviluppo economico. Vediamo infatti che l'Occidente sviluppato sta soffrendo una tremenda crisi della speranza. Solo Dio può dare fondamento alla speranza. Nella sua enciclica Spe Salvi il Papa Benedetto XVI dice: "In questo senso è vero che chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici speranze, in fondo è senza speranza, senza la grande speranza che sorregge tutta la vita. La vera, grande speranza dell'uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio - il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora « sino alla fine », « fino al pieno compimento ». Chi viene toccato dall'amore comincia a intuire che cosa propriamente sarebbe « vita »." (Spe Salvi, n. 27).
Il Mistero Pasquale di Cristo, la sua morte e la sua risurrezione, sono la prova dell'amore di Dio per l'uomo, amore nella sua forma più radicale. Questo saperci amati rende possibile "una speranza che non delude". L'Africa, che è stato santificata dalla presenza fisica del Signore durante la sua fuga in Egitto, potrà trovare nel Risorto la ragione e la causa di tutte le sue speranze. (Agenzia Fides 30/03/2012)

Fvg: Giunta Tondo approva nuovo piano dimensionamento scuole


29 Marzo 2012 - 14:27 Leggi l'articolo di Asca.it