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Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
giovedì 25 aprile 2013
Lo stile della predicazione evangelica
mercoledì 24 aprile 2013
Quando la Chiesa diventa burocratica moltiplica le strutture, allora perde la radicalità evangelica
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Papa Francesco: Chiesa, segno di attenzione e amore
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Radicare la Chiesa nel Vangelo. Quando la Chiesa diventa burocratica
moltiplica le strutture, allora perde la radicalità evangelica, in riferimento alla Parola di Dio. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella messa di stamattina, alla quale ha partecipato un gruppo di dipendenti vaticani. INSERTO PAPA: E allora, si vede che la Chiesa incomincia là, nel cuore del Padre, che ha avuto questa idea ... Non so se ha avuto un'idea, il Padre: il Padre ha avuto amore. E ha incominciato questa storia di amore, questa storia di amore tanto lunga nei tempi e che ancora non è finita. Noi, donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo ad una storia d'amore: ognuno di noi è un anello in questa catena d'amore. E ... |
lunedì 22 aprile 2013
Gli arrampicatori, il Papa li descrive...
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Papa Francesco: anche nella Chiesa ci sono arrampicatori
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Il Vangelo del Buon Pastore con Gesù che si definisce "la porta delle
pecore" è stato al centro dell'omelia del Papa, stamani, nella Messa
celebrata nella Cappellina della Domus Sanctae Marthae. Erano presenti
alcuni dipendenti della Sala Stampa Vaticana, e alcuni tecnici della
Radio Vaticana del Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria.
Il Papa ha notato che Gesù è l'unica porta per entrare nel Regno dei Cieli. INSERTO PAPA: "Anche nelle comunità cristiane ci sono questi arrampicatori, no?, che cercano il loro ... e coscientemente o incoscientemente fanno finta di entrare ma sono ladri e briganti. Perché? Perché rubano la gloria a Gesù, vogliono la propria gloria e questo è quello che diceva ai ... |
domenica 21 aprile 2013
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venerdì 19 aprile 2013
ASIA/SIRIA - In Mesopotamia distrutta la chiesa dei francescani a Deir Ezzor
Beirut (Agenzia Fides) – Una violenta esplosione ha raso al suolo la chiesa e il convento dei Frati francescani Cappuccini a Deir Ezzor, in Mesopotamia. L’informazione è giunta a Fides da p. fra Tony Haddad, vice-Provinciale dei Frati per il Vicino-Oriente, che sovrintende alla presenza cappuccina in Libano e Siria. L’esplosione è avvenuta il 15 aprile. “Era l’unica chiesa a Deir Ezzor ancora rimasta quasi intatta finora”. Non è chiaro come sia stata distrutta. Secondo alcune ricostruzioni, nella chiesa era stata aperta una breccia e alcuni combattenti dell’opposizione vi si erano appostati. L’esercito regolare avrebbe allora colpito la chiesa, abbattendola. Altri parlano di una autobomba collocata accanto alla struttura. P. Haddad commenta con grande amarezza “tutto questo odio e dissacrazione”. In quell’area – informa – “non ci sono più cristiani”. Nei mesi scorsi, data la situazione critica “i nostri due frati che risiedevano nel convento hanno lasciato Deir Ezzor c on le suore di Madre Teresa e la decina di anziani che abitavano da noi. Erano gli ultimi cristiani rimasti. Ringrazio il Signore che i due frati sono sani e salvi. La chiesa di pietre si potrà ricostruire un giorno, quando una primavera di pace apparirà nel nostro Medio Oriente”, nota p. Haddad.Deir Ezzor è una città nell’Est della Siria, oltre l’Eufrate, tra Palmira e la frontiera irachena. “La nostra presenza lì risale agli anni trenta del secolo scorso, ma siamo in Medio Oriente da un tempo molto più lontano”, racconta p. Tony. “In quasi quattro secoli di storia, la nostra vice-provincia ha sofferto diverse distruzioni e persecuzioni, ma è sempre risorta, con Cristo Risorto”. Un’altra comunità di frati francescani cappuccini resta tuttora nel Sud della Siria, a Soueida – ancora tranquilla per il momento – dove abitano due frati.
Secondo informazioni di attivisti dell’opposizione siriana, gli aerei dell’esercito avrebbero bombardato nei giorni scorsi due chiese ortodosse siriache a Deir Ezzor e le famiglie cristiane hanno lasciato la città per l'intensificarsi degli scontri tra l’esercito lealista e forze di opposizione. La chiesa ortodossa siriana afferma che le sue chiese sono state colpite in tutte le province, ad Harasta, Arbin, Zabadani, Deraa, Aleppo, a Damasco, Raqqa. (PA) (Agenzia Fides 19/4/2013)
mercoledì 17 aprile 2013
Sisma
ASIA/IRAN - Sisma nel Sudest: la Chiesa esprime solidarietà, Caritas pronta all’intervento
Teheran (Agenzia Fides) – “Esprimiamo la nostra solidarietà e la vicinanza alle famiglie colpite. Come Chiesa cattolica siamo vicini a chi soffre”, dice a Fides Mons Thomas Meram, Vescovo della comunità di Urmia del Caldei, in Iran, riferendosi al forte terremoto che ieri, 16 aprile, ha colpito il sudest dell’Iran e il sud ovest del Pakistan. La Caritas Iran si è interessata al disastro e ha contattato il Ministero degli Interni. Come riferisce a Fides Laurence Banapour, Segretaria Generale di Caritas Iran, “il Ministero ha detto che i danni sono lievi, una sola vittima e 12 feriti. La zona colpita, infatti, non è densamente popolata e vi sono pochi villaggi sparsi nel territorio. Per ora la situazione è sotto controllo e hanno chiesto alle organizzazioni umanitarie, come Caritas e Croce Rossa, di attendere. Se avranno bisogno, come accaduto per altri terremoti in passato, ci chiameranno e potremo dare il nostro contributo, organizzando aiuti umanitari”. Nell’area non vi sono comunità cristiane.Secondo fonti ufficiali, il sisma ha fatto un maggiore numero di vittime in Pakistan, dove ha colpito aree popolate: 35 i morti in diverse parti della provincia del Beluchistan, mentre 80 sono i feriti. Nel distretto di Mashkel, in Beluchistan, oltre mille case sono crollate e il bilancio delle vittime potrebbe salire. La protezione civile è impegnata in attività di soccorso e di salvataggio. P. Renald Lawrence, OMI, missionario a Quetta, capoluogo del Beluchistan, riferisce a Fides: “La zona colpita è a circa 600km a Sud di Quetta. Vi sono molti sfollati, ci siamo attivati per l’assistenza. Questa mattina abbiamo avuto un incontro per avviare aiuti umanitari, in coordinamento con la Caritas Pakistan”. Anche qui i beneficiari dell’assistenza sono tutte popolazione di fede musulmana. (PA) (Agenzia Fides 17/4/2013)
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martedì 16 aprile 2013
Sottrazione di carichi d’acciaio
Furti di acciaio in azienda
di Abramovich a San Giorgio:
7 arrestati, tra cui un manager
Sette ordinanze di custodia cautelare per il reato di
associazione per delinquere finalizzata a furto e ricettazione sono
state eseguite dai carabinieri per la sottrazione di carichi d’acciaio
dalla Evraz Group Palini & Bertoli, società del magnate russo
lunedì 15 aprile 2013
Le Armi e l'India
ASIA/INDIA - L’India, il maggior importatore mondiale di armi, deve imparare da Pacem in Terris
New Delhi (Agenzia Fides)- “L’India, il più grande importatore di armi al mondo, e uno dei 24 Paesi che si sono astenuti nel votare a favore del trattato ONU sulla limitazione del commercio delle armi ha particolare bisogno di apprendere le giuste lezioni su quello che l’Enciclica Pacem in Terris dice sulla corsa agli armamenti” affermano i Vescovi dell’India in un documento presentato dalla Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” in occasione del 50esimo anniversario dell’Enciclica di Papa Giovanni XXIII.Secondo gli estratti riportati dall’Agenzia UCAN News, i Vescovi indiani sono particolarmente preoccupati per l’impatto sociale ed economico provocato dalla corsa degli armamenti. “La corsa agli armamenti priva i Paesi meno sviluppati del progresso sociale ed economico e crea un clima di paura”. “Quindi la giustizia, la retta ragione, e il riconoscimento della dignità umana gridano insistentemente per una cessazione della corsa agli armamenti” afferma il documento.
Secondo l’ultimo rapporto del Stockholm International Peace Research, l’India è per il terzo anno consecutivo il maggior importatore mondiale di armi, rappresentando il 12% delle importazioni militari mondiali. (L.M.) (Agenzia Fides 15/4/2013)
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domenica 14 aprile 2013
Mons. Schiff e Chiara
Paese sotto choc
per la morte di Chiara
San Giorgio, monsignor Schiff ricorda la giovane di
23 anni vittima dell’incidente di Muzzana. «Era una grande insegnante
d’altruismo»
La forza degli Apostoli è nello Spirito Santo.
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sabato 13 aprile 2013
Non abbiate paura... io sono con voi..
ASIA/SIRIA - Morire o partire? L'Arcivescovo maronita di Damasco racconta il dilemma senza risposte dei cristiani siriani
Damasco (Agenzia Fides) – I cristiani di Siria «devono scegliere tra due calici amari: morire o partire». Un dilemma che coinvolge tutta la realtà ecclesiale presente nel Paese martoriato, e che viene raccontato dall'arcivescovo maronita di Damasco Samir Nassar in una vibrante testimonianza inviata all'Agenzia Fides.
L'arcivescovo cattolico di rito orientale delinea i tanti modi con cui la morte ghermisce le vite di milioni di civili indifesi, cristiani e musulmani, nella Siria devastata dalla guerra: bombardamenti, auto-bomba, cecchini, mancanza di cure mediche (223 ospedali sono stati chiusi e i medici stanno fuggendo tutti, spiega mons. Nassar), malnutrizione e mancanza di cibi adeguati per i diabetici, i cardiopatici e le puerpere. Davanti a questo disastro, tutti pensano di andar via, anche se la fuga in qualche modo «è un altro modo di morire» più lentamente. La Chiesa locale, pur nella sua fragilità, «diventa un muro del pianto», a cui tutti si rivolgono ogni giorno «per chiedere protezione e aiuto nella ricerca di un visto per partire». I cristiani siriani – sottolinea l'arcivescovo maronita - «hanno visto l'ONU organizzare dal 2005 la partenza sistematica dei rifugiati iracheni verso i Paesi occidentali», e adesso provano angoscia anche per «l'indifferenza e il silenzio mondiale davanti al loro lungo e triste calvario... sono abbandonati, destinati alla morte senza poter fuggire... i consolati sono chiusi da un anno e mezzo».
Mons. Nassar descrive con cuore affranto di pastore la condizione dei cristiani poveri «che non trovano alcuna ragione per dover morire in questa guerra insensata»: loro hanno visto i propri fratelli più agiati lasciare la Siria, e ora guardano alla Chiesa come l'unica realtà a cui chiedere aiuto nel naufragio.«L'appello del nuovo Papa Francesco in favore dell'amata Siria risuona nei loro cuori.... La Chiese sorelle del mondo intero pregano e mostrano il loro affetto per questo piccolo gregge, senza poter placare la tempesta». Questa situazione pone anche i pastori davanti a problemi di coscienza: «Consigliarli di restare potrebbe condurli alla morte come un agnello muto davanti al macellaio. Il nostro martirologio non fa che allungarsi... Aiutarli a partire significa invece svuotare la Terra Biblica dei suoi ultimi cristiani». Un dilemma che può trovare risposta solo affidandosi al «cuore di Dio», offrendo ai fedeli una prossimità pastorale che li aiuti a percepire la realtà delle parole di Gesù. Quelle che – nota mons. Nassar «non deludono mai: “Non abbiate paura... io sono con voi...”». ( GV) Agenzia Fides 13/4/2013).
Una ragazza dolce e sempre sorridente
Scontro frontale a Muzzana,
muore studentessa di 23 anni
Chiara Pelizzon studiava all'università di Udine e
insegnava in un asilo a Carlino. Il ricordo delle amiche: una ragazza
dolce e sempre sorridente
venerdì 12 aprile 2013
Giovane donna: l'incidente di Chiara
Scontro frontale, 23enne perde la vita
Una
giovane donna, Chiara Pellizzon, 23 anni, residente a San Giorgio di
Nogaro, è deceduta in un incidente avvenuto su una strada provinciale a
Muzzana del Turgnano. Secondo una prima ricostruzione, la donna, che era
a bordo di una «Ford Fiesta», è stata urtata frontalmente da un
fuoristrada. La vettura si è rovescita in un fossato e Pellizzon è
deceduta all'istante.
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giovedì 11 aprile 2013
Cittadino di Assisi
11 aprile 2013
Ultimo aggiornamento alle
17:54
Assisi, il primo maggio Shimon Peres in città per ricevere la «Cittadinanza onoraria per la pace»
Il premio, assegnato ogni anno dal Comune a
personalità che hanno lavorato per il dialogo e per la pace, va ad uno
degli artefici degli accordi di Oslo
mercoledì 10 aprile 2013
Essere risorti con Cristo mediante il Battesimo, con il dono della fede
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Francesco: Il Signore Risorto è la speranza che non delude.
by
vaticanit
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"La speranza di noi cristiani è forte, sicura, solida in questa terra,
dove Dio ci ha chiamati a camminare, ed è aperta all'eternità, perché
fondata su Dio, che è sempre fedele". Con questo pensiero Papa Francesco
ha salutato i fedeli riuniti in piazza San Pietro per l'udienza
generale del mercoledì. Proseguendo le catechesi dedicate all'Anno della
Fede, il Pontefice ha invitato tutti a testimoniare, nella vita di
tutti i giorni, con gesti chiari e semplici, la speranza del Signore
Risorto, una speranza che non svanisce. "Essere risorti con Cristo
mediante il Battesimo, con il dono della fede", ha spiegato Papa
Francesco, non si riduce semplicemente "a seguire dei comandi, ma vuol
dire essere in Crist ...
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Preghiamo e speriamo in relazioni sempre pacifiche
ASIA/GIAPPONE - “Relazioni pacifiche fra Nord Corea e paesi limitrofi”: l’auspicio della Chiesa
Tokyo (Agenzia Fides) – Pace è la parola chiave da perseguire con ogni mezzo, con azioni a livello locale e regionale, ma anche internazionale. Il sostegno espresso da Papa Francesco nel colloquio con il Segretario Generale Onu Ban Ki-Moon è, dunque, importane in questa fase di alta tensione politica e militare in Estremo Oriente. La Chiesa giapponese “da sempre promuove pace e non violenza: come giapponesi e come cristiani, speriamo che si mantengono relazioni pacifiche fra la Nord Corea e i paesi limitrofi, incluso il nostro”, spiega all’Agenzia Fides p. Daisuke Narui, verbita, Direttore di Caritas Giappone.
Se i mass media internazionali sono impressionati dallo schieramento di batterie di missili Patriot nel centro di Tokyo, p. Narui spiega che “l’atmosfera nella società resta piuttosto tranquilla. La maggior parte dei cittadini giapponesi non pensa esista un minaccia seria. Infatti, da sempre, ciclicamente, quando c’è tensione o un cambio di regime in Nord Corea, sono arrivate simili minacce anche verso il nostro paese. Il governo però mostra maggiore attenzione, giustamente, per proteggerci da qualsiasi evenienza”.
P. Narui aggiunge un dettaglio importante: “Vi sono molti nordcoreani che vivono in Giappone. Durante la Seconda guerra mondiale furono portati, a volte forzatamente, per lavoro. Oggi sono residenti in Giappone e sono parte della nazione. Un motivo in più per scongiurare qualsiasi conflitto. Preghiamo e speriamo in relazioni sempre pacifiche, anzi che possano migliorare”. (PA) (Agenzia Fides 10/4/2013)
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martedì 9 aprile 2013
Zuma è accusato di aver inviato i militari sudafricani a Bangui senza aver informato in modo chiaro e preciso il Parlamento
AFRICA/CONGO RD - Le truppe sudafricane ritirate da Bangui nel nord del Congo. Pronte alla rivincita?
Kinshasa (Agenzia Fides)- Non solo profughi e rifugiati (in gran parte donne e bambini) provenienti dalla Repubblica Centrafricana hanno trovato accoglienza nella provincia di Equatore (nel nord della Repubblica Democratica del Congo) ma anche militari centrafricani e sudafricani. Ed è proprio la presenza dei soldati del contingente inviato dal Presidente Jacob Zuma in aiuto al deposto Capo dello Stato centrafricano, François Bozizé, a preoccupare i congolesi.
I sudafricani si sono ritirati dove aver perso ufficialmente 13 uomini (ma altre fonti affermano che sono molti di più, addirittura una settantina) nel vano tentativo di impedire la conquista di Bangui da parte dei ribelli della coalizione Seleka (vedi Fides 25/3/2013). Secondo il quotidiano congolese “Le Potentiel” il contingente di Pretoria non è tornato in Sudafrica ma si è attestato nelle località di Zongo e di Gemena, nel distretto del Nord-Oubangui. A differenza dei soldati centrafricani, inoltre quelli sudafricani non sono stati disarmati, ma anzi hanno ricevuto nuovi rifornimenti di armi e munizioni dalla madrepatria.
Questi soldati potrebbero essere integrati nella Brigata Speciale d’Intervento prevista dagli accordi di Addis Abeba (25/2/2013), salvo che questa unità deve essere dispiegata nel Nord Kivu non nell’Equatore.
Ci si chiede quindi se i militari di Pretoria si stiano preparando a ritornare in Centrafrica per combattere i ribelli di Seleka e difendere gli interessi minerari e petroliferi in quel Paese di alcuni settori politici e imprenditoriali sudafricani.
È però vero che in Sudafrica il Presidente Zuma deve far fronte ad un’ondata di critiche per la gestione della crisi centrafricana. In particolare, Zuma è accusato di aver inviato i militari sudafricani a Bangui senza aver informato in modo chiaro e preciso il Parlamento, violando la Costituzione. Critiche simili sono state avanzate in relazione all’invio di uomini e mezzi (tra cui aerei ed elicotteri da combattimento) nella RDC in relazione alla partecipazione sudafricana alla costituenda Brigata d’intervento. (L.M.) (Agenzia Fides 9/4/2013)
Notizie azzurre dal mondo della scherma!
| FIOCCO AZZURRO IN CASA SCHERMA - E' NATO SAMUELE, FIGLIO DELLA SPADISTA AZZURRA MARA NAVARRIA |
ROMA - E' nato alle 5.50 di questo lunedi 8 aprile Samuele Lo Coco, primogenito della spadista azzurra Mara Navarria e del preparatore fisico della Nazionale italiana, Andrea Lo Coco. Alla coppia di neo-genitori vanno gli auguri da parte della Federazione Italiana Scherma ed a Samuele l'augurio di una vita felice e serena ed il “benvenuto” nel Mondo. |
lunedì 8 aprile 2013
Dio ci aspetta sempre
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domenica 7 aprile 2013
Foglio della domenica 7 aprile 2013
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"Non dobbiamo aver paura di vivere da cristiani"
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giovedì 4 aprile 2013
ASIA/PAKISTAN - Attacco a un quartiere cristiano, pietre contro una chiesa in Punjab: la comunità locale in allerta
Lahore (Agenzia Fides) – Una rissa fra giovani cristiani e musulmani, una folla di musulmani che attacca il quartiere cristiano, brucia negozi, automobili e moto, fermata solo grazie all’intervento della polizia, con un bilancio di sei feriti, fra i quali un agente: è quanto è avvenuto ieri, 3 aprile, a Gujranwala, città a 80 km da Lahore, in Punjab. Come comunica all’Agenzia Fides la Commissione “Giustizia e Pace” della Conferenza Episcopale, l’area ha vissuto ore di alta tensione, e i musulmani hanno tirato pietre e danneggiato la Chiesa cattolica di Fracisabad, generando timori di attacchi di massa contro i cristiani. La località di Gujranwala è nota, infatti, per un grave episodio di attacco indiscriminato contro il quartiere cristiano che accoglie oltre 2.000 famiglie di fedeli, avvenuto nel 2011, in seguito a un caso di supposta blasfemia (vedi Fides 5/2/2011).
Secondo fonti locali di Fides, oggi la situazione a Gujranwala è calma ma nella comunità cristiana i timori non sono sopiti, anche in virtù degli incidenti del 2011. Leader religiosi musulmani e cristiani oggi hanno tenuto incontri con i capi della polizia e le autorità civili, per scongiurare il rischio di uno scontro sociale di massa. Nel meeting sono state adottate misure di sicurezza per evitare l’esplosione di disordini e mantenere la pace. Najam Sethi, capo dell’amministrazione civile del distretto, ha promesso “un'azione severa contro i responsabili degli scontri”.
La miccia che ha acceso la violenza è stata una disputa tra giovani cristiani e musulmani, degenerata in rissa. Inoltre, il giorno prima dell'incidente, un uomo musulmano, entrato nella chiesa in villaggio vicino, aveva dato fuco a dei testi religiosi cristiani. In una nota inviata a Fides, Samson Salamat, direttore del “ Centre for Human Rights Education”, nota che anche in questo caso, come nel recente attacco alla “Joseph colony” di Lahore e in molti altri, “un imam della moschea ha istigato i fedeli musulmani ad attaccare i cristiani”. “La vulnerabilità delle minoranze religiose, soprattutto cristiani – spiega Salamat – aumenta di giorno in giorno per il crescente livello di intolleranza nella società. L’intolleranza non si potrà controllare se non con una chiara azione politica che intenda eliminare la mentalità che promuove l'odio”. (PA) (Agenzia Fides 4/4/2013)
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Molti copti vanno in pellegrinaggio a Gerusalemme
ASIA/ISRAELE - Porte aperte all'immigrazione dei copti perseguitati? Il governo israeliano smentisce
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Le recenti, soprendenti voci su una presunta corsia preferenziale riservata dalle autorità israeliane all'immigrazione di cristiani copti in fuga dall'Egitto politicamente in mano ai Fratelli Musulmani hanno ricevuto una prima smentita ufficiosa da parte del governo d'Israele.
Lunedì 1 aprile il giornale egiziano Youm7 aveva attribuito al governo israeliano l'intenzione di applicare agli egiziani di fede copta in fuga dal proprio Paese le procedure di accoglienza riservate ai perseguitati. L'avvocato di origine egiziana Mansour al Samuely, presentato dal giornale come capo dell'ufficio israeliano per il rilascio dei permessi di permanenza aggli immigrati, aveva parlato di 237 nuclei famigliari copti già arrivati in Israele per ottenere asilo in virtù del loro status di perseguitati.
Una smentita attribuita a una fonte anonima del governo israeliano è stata diffusa ieri dal corrispondente da Gerusalemme del network Al Arabiya. L'anonimo funzionario israeliano ha fatto notare che è impossibile applicare il diritto d'asilo a persone provenienti “da un Paese amico con il quale condividiamo un trattato di pace”.
Le illazioni su possibili flussi migratori di cristiani copti verso Israele riportano all'attenzione la questione delicata dei rapporti tra la più grande Chiesa cristiana autoctona presente nei Paesi arabi e lo Stato ebraico. Nel 1979, dopo la stipula del trattato di pace tra Egitto e Israele, Papa Shenuda III – allora a capo della Chiesa copta ortodossa – aveva emanato un decreto per vietare ai copti ortodossi di recarsi in pellegrinaggio in terra israeliana, in segno di solidarietà con i palestinesi sotto occupazione. Quella misura non è stata ancora revocata, anche se dopo la morte di Papa Shenuda si sono intensificate le infrazioni da parte di numerosi gruppi di fedeli copti ortodossi giunti in pellegrinaggio fino a Gerusalemme. (GV) (Agenzia Fides 3/4/2013).
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Papa sulle tomba di Pietro
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Papa Francesco prega su tomba Giovanni Paolo II e nella Necropoli
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vaticanit
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Martedì dopo la chiusura serale della Basilica Vaticana, il Santo Padre
Francesco ha compiuto una visita alla tomba del Beato Papa Giovanni Paolo II, nell'ottavo anniversario della morte. Il Papa ha sostato a lungo inginocchiato in preghiera silenziosa davanti alla tomba del Beato Giovanni Paolo II nella Cappella di San Sebastiano, ma ha pure sostato brevemente in raccoglimento alle tombe del Beato Giovanni XXIII e di San Pio X. Come la visita del giorno prima alla tomba di San Pietro e alle Grotte Vaticane, anche la visita di martedì nella Basilica esprime la profonda continuità spirituale del ministero petrino dei Papi, che Papa Francesco vive e sente intensamente, come ha dimostrato anche ... |
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mercoledì 3 aprile 2013
Sulla tomba di San Pietro
Papa si commove sulla tomba di San Pietro
Preghiera «silenziosa»: Bergoglio è il primo Pontefice a fare visita degli scavi della Necropoli vaticana
Un articolo del Corriere della serasabato 30 marzo 2013
Per annunciare al mondo intero: Cristo è Risorto. È veramente Risorto!
Sapete perché Gerusalemme celebra per prima la Veglia Pasquale ?
Per annunciare la Resurrezione del Signore, Gerusalemme, è la prima fra tutte le Nazioni a recarsi alla tomba. Prima delle isole Fiji e della Micronesia, ancor prima dell’Australia, la gente di Gerusalemme si è accalcata nelle strade deserte, alle prime luci del giorno, per recarsi alla tomba.
Mentre il sole si alza, in questo inizio di primavera, i fedeli di Gerusalemme si affrettano verso il Sepolcro.
Una veglia di Pasqua alla sette di mattino del Sabato Santo? La veglia di Pasqua celebrata a meno di ventiquattro ore dalla morte del Signore? E senza il silenzio del Sabato santo! È forse questa un’aberrazione liturgica?
Le menti razionali diranno che è a causa dello Statu Quo (regolamento che regge la vita delle Chiese che convivono nella Basilica della Resurrezione), che ai cattolici romani, qui ancora chiamati “Latini”, è stato attribuito questo preciso momento della giornata
Ma la fede conosce cose che la ragione ignora.
Se Gerusalemme anticipa così questo momento, è perché, come Maria Maddalena la peccatrice perdonata dal Signore, la Città si fa l’apostolo degli apostoli. Più in fretta di ogni altro luogo Gerusalemme si affretta verso la sua Salvezza e arriva, per prima, alla tomba per trovare la pietra rotolata.
I Francescani della Custodia sono andati a prendere il Patriarca. Sono arrivati per primi, ma hanno lasciato a lui l’onore di presiedere alla gioia della Resurrezione.
E una fiamma brilla nella notte. Cristo, ieri e oggi. Alfa e Omega.
Exultet! Che la tromba risuoni trionfale per la vittoria del grande Re!
Rileggendo le Scritture, i discepoli capirono quanto annunciato dai profeti e furono rinnovati nella loro grazia battesimale. Parteciparono alla Pasqua del Signore spezzando il pane e condividendo il vino. La folla cresceva attorno a loro e con loro cantava le lodi del Signore …
E LO riconobbero nel pane e nel vino. E, sulla via del ritorno, i loro cuori ardevano di gioia. E continuarono ad annunciare agli altri la Buona Novella.
Le campane di Gerusalemme hanno suonato così forte che le isole Fiji, la Micronesia e tutta l’Australia hanno ascoltato il loro grido esultante. Da questo momento in poi, ovunque nel mondo, l’universo intero canterà: è Pasqua!
Per annunciare al mondo intero: Cristo è Risorto. È veramente Risorto!
Vedi anche il video del Franciscan Media Center – clicca qui
venerdì 29 marzo 2013
Rito della lavanda dei piedi
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vaticanit has uploaded Papa Francesco nel carcere minorile di Roma
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Papa Francesco nel carcere minorile di Roma
by
vaticanit
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Papa Francesco ha celebrato il Giovedì santo in mezzo ai giovani
detenuti del carcere minorile romano di Casal del Marmo. Nel corso della Messa ''in Coena Domini'', il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici ragazzi del carcere, scelti tra giovani di nazionalità e confessione religiosa diversa. In segno di ringraziamento, i detenuti hanno donato al Papa una croce di legno e un inginocchiatoio, realizzati nel laboratorio artigianale di Casal del Marmo. In totale sono 46 i ragazzi presenti nell'istituto minorile: 35 maschi e 11 femmine, otto dei quali sono italiani e 38 stranieri, per lo più nordafricani e slavi. La messa è stata celebrata nella cappella del carcere e accanto ... |
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giovedì 28 marzo 2013
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Gli auguri pasquali del cardinale Bergoglio alla diocesi di Buenos Aires
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T Avvenire
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L'augurio pasquale del cardinale Bergoglio alla propria diocesi,
registrato prima della partenza per Roma per il caso in cui il Conclave
si fosse prolungato fino a impedire il rientro a Buenos Aires per la
Settimana Santa. Poi lo Spirito Santo scompaginò ogni previsione...
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La preghiera per tutti
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Lavanda dei piedi nel carcere nimorile
Il papa ai giovani detenuti: 'Non fatevi rubare la speranza'
E ripete il rito della lavanda dei piedi nel carcere minorile
28 marzo, 18:56
mercoledì 27 marzo 2013
Sono senza insegnante
Dalla Sicilia in Friuli
per due ore di lezione
Cervignano, ottiene la cattedra al Malignani ma da
tre mesi non si presenta. I certificati di malattia si moltiplicano,
intanto gli studenti sono senza insegnante Leggi l'articolo
Pasqua in Pakistan secondo l'Arcivescovo Coutts
ASIA/PAKISTAN - L'Arcivescovo Coutts: “A Pasqua le nostre chiese saranno piene”
Karachi (Agenzia Fides) – La paura e la violenza non impediranno ai cristiani del Pakistan di celebrare con grande devozione, e con presenza massiccia, la Pasqua. S. Ecc. Mons. Joseph Coutts, Arcivescovo di Lahore e Presidente della Conferenza Episcopale, spiega all'Agenzia Fides: “A Pasqua le nostre chiese saranno stracolme. La fede dei fedeli è viva e solida: episodi di violenza o attacchi, come quello della Joseph Colony a Lahore, hanno l'effetto di rafforzarla ancora di più”. Mons. Coutts si dice convinto che i cristiani in Pakistan continueranno a dare una forte testimonianza: “NOn perdiamo la speranza, sappiamo che il Signore è con noi e sono i fedeli stessi, anche nelle difficoltà, a incoraggiare tutti i sacerdoti: il laicato cattolico in Pakistan è in forte crescita”.
L’incidente della Joseph Colony, dove 178 case di fedeli sono state bruciate da una folla di musulmani, per un presunto caso di blasfemia, non ha scoraggiato i fedeli di Lahore. P. Bonnie Mendes racconta a Fides che “l'atmosfera, nonostante la tragica violenza, è di grande ottimismo e vi è buona lena nel ricostruire o riparare le abitazioni. Si guarda avanti. La ricostruzione va avanti molto rapidamente, la gente sta tornado nelle case, il governo provinciale ha dato un risarcimento e in pochi giorni, lavorando giorno e notte, oltre 30 famiglie hanno già riedificato la propria casa. Anche la Caritas sta aiutando molto i senzatetto. Speriamo che la Pasqua sia pacifica e armoniosa”. “Sulle sfide come diritti umani e blasfemia – dice p. Mendes – restiamo ottimisti, anche dopo questo episodio: ad esempio il Maulana Zubair, noto leder islamico, ha detto pubblicamente, in modo molto forte, che bisogna rivedere l'abuso della legge di blasfemia: questo è un buon segno per il futuro”. (PA) (Agenzia Fides 27/3/2013)
Udienza Generale n.1
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lunedì 25 marzo 2013
Piccola...disattenzione!
San Giorgio, elezioni:
Del Frate escluso
per una disattenzione
La documentazione presentata dal sindaco uscente
sarebbe priva di alcuni documenti indispensabili. Ora l'esponente del
centro sinistra si rivolgerà al Tar Leggi l'articolo
Mons. Romero, anniversario e conferenza stampa
AMERICA/EL SALVADOR - Mons. Romero non era un uomo politico ma un vero pastore
San Salvador (Agenzia Fides) – "Mons. Romero non è stata una figura politica, ma un vero pastore, perché è vissuto predicando il Vangelo, quindi non è giusto fare di lui un personaggio legato al mondo politico-partitico" ha affermato l'Arcivescovo di San Salvador, Mons. José Luis Escobar, nella conferenza stampa dopo la Messa della Domenica delle Palme, che ha coinciso con l'anniversario dell’assassinio di Mons. Romero.
Il 24 marzo 1980 Mons. Romero venne colpito a morte mentre celebrava Messa nella cappella di un ospedale a San Salvador. In quell’anno stava per iniziare la guerra civile che durò fino al 1992.
L'arcivescovo si è detto prudente sulle "conseguenze" dell’eventuale annullamento della legge sull'amnistia del 1993, richiesto il 20 marzo dalle organizzazioni locali per i diritti umani alla Corte Suprema di Giustizia perché ha lasciato nell'impunità i crimini commessi durante la guerra civile, tra cui quello del caso di Mons. Romero.
La Commissione per la Verità che ha indagato i crimini commessi durante la guerra civile, nel suo rapporto, pubblicato nel 1993 afferma che esiste la "prova evidente" di complicità nell'omicidio di Romero di Roberto D'Aubuisson (morto nel 1992), fondatore della Alleanza Repubblicana Nazionalista il partito dell’estrema destra, che ha governato il paese nel periodo 1989-2009. Come l'assassinio di Mons. Romero, molti crimini contro l'umanità commessi durante la guerra civile rimangono impuniti, come per esempio l'uccisione nel 1989 di sei sacerdoti gesuiti (cinque dei quali spagnoli) e di due loro collaboratrici locali.
(CE) (Agenzia Fides, 25/03/2013)
Pasqua il 5 maggio....
ASIA/TERRA SANTA - Cattolici e ortodossi celebreranno la Pasqua secondo il Calendario giuliano
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Gran parte delle comunità cattoliche presenti in Israele, Territori Palestinesi, Giordania e Cipro si apprestano a celebrare le liturgie della Settimana santa non in questi giorni ma nella prima settimana di maggio, secondo il Calendario giuliano seguito dalle comunità ortodosse. L'unificazione delle date delle festività pasquali in gran parte del'area rappresenta un'applicazione della direttiva emanata il 15 ottobre 2012 dall'Assemblea dei vescovi ordinari cattolici della Terra Santa, dove è stato stabilito che entro due anni tutti i cattolici delle diocesi di rito latino e dei diversi riti orientali celebreranno la Pasqua secondo il Calendario giuliano, in concomitanza con le liturgie pasquali celebrate nelle chiese ortodosse.
L'adozione della data di Pasqua secondo il Calendario giuliano (che nel 2013 cade il 5 maggio) entra in vigore ad experimentum da quest'anno in tutta la Terra Santa, con l'eccezione delle aree di Gerusalemme e di Betlemme, dove si continuerà a seguire il Calendario gregoriano sia per rispettare i vincoli imposti nella Città Santa dal sistema dello “Status quo” (che regola la convivenza tra le diverse Chiese cristiane nei Luoghi Santi, sia per tener conto dell'afflusso dei pellegrini che da tutto il mondo vengono a celebrare la Pasqua a Gerusalemme e Betlemme. “Anche le comunità di lavoratori stranieri di Tel Aviv” riferisce all'Agenzia Fides il vescovo William Shomali, Vicario patriarcale del patriarcato latino di Gerusalemme - hanno chiesto di celebrare la Pasqua seguendo il rito gregoriano, anche perchè potranno godere dei giorni di ferie in coincidenza della Pasqua ebraica”.
L'unificazione della data con cui i cristiani di diverse confessioni celebrano la Pasqua – dato ormai acquisito da decenni in Giordania e a Cipro –suscita ancora qualche perplessità tra alcuni vescovi maroniti. Essa comunque rappresenta per il vescovo Shomali un passo eloquente dal punto di vista ecumenico e testimoniale: “Membri della stessa famiglia o dello stesso villaggio che appertangono a realtà ecclesiali diverse” nota il Vicario patriarcale “ora possono celebrare negli stessi giorni la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. In modo da dare anche una testimonianza di unità ai nostri vicini non cristiani”.
Entro il 2015 la disposizione per l'unificazione della data di Pasqua dovrà essere confermata o ricalibrata, in accordo con le indicazioni che verrannno anche dalla Santa Sede. (GV) (Agenzia Fides 25/3/2013).
domenica 24 marzo 2013
Due Papi Due
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INIZIA LA SETTIMANA SANTA
Il Papa ai giovani a San Pietro
«Non lasciatevi rubare la speranza»
«Non lasciatevi rubare la speranza»
«Non lasciatevi
rubare la speranza, per favore, non lasciatevi mai rubare la
speranza». Portate la gioia di Cristo «in tutto il mondo,
fino alle periferie». Non fatevi illudere dalla «sete di
denaro»: «nessuno lo può portare con sé, il denaro lo deve
lasciare». «La mia nonna - racconta il Papa - ci diceva: bambini, il sudario non ha tasche».
E ancora, «gioia, croce, giovani»; «vi do appuntamento a
Rio, in quella grande città del Brasile». E prima: «ricordo
quello che Benedetto XVI diceva ai cardinali: siete principi, ma
di un Re crocifisso».
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venerdì 22 marzo 2013
Il “respiro universale” del messaggio evangelico
ASIA/INDIA - Con Papa Francesco, il carisma della vita religiosa per il rinnovamento della Chiesa
New Delhi (Agenzia Fides) – “La storia ha dimostrato più volte che il carisma della vita religiosa può determinare un cambiamento e la crescita della Chiesa, in termini di santità e di efficacia della sua missione. San Benedetto, san Francesco, sant’Ignazio sono esempi di tali conquiste storiche. Con papa Francesco lo Spirito Santo indica questa direzione”: lo afferma in una nota inviata all’Agenzia Fides la Conferenza dei Religiosi dell'India (CRI), che riunisce oltre 130.000 frati e suore di vita attiva, di diversi ordini, mostrando “affetto e la comunione del cuore e della mente” con il nuovo Papa Francesco. Del Papa si apprezzano le parole come “fratellanza”, “semplicità”, “custodia”, “povertà”, che si auspica possano fiorire vita della Chiesa. “Papa Francesco può dare un impulso al rinnovamento della Chiesa” e il suo pontificato può “essere occasione per un rinnovato slancio nella missione”, afferma fratel Mani Mekkunnel, Segretario Nazionale della CRI. Soprattutt o “l’opzione per i poveri, è destinata a portare un nuovo entusiasmo alla Chiesa”, dice.
“La teologia cattolica – conclude il Segretario – ha sempre sostenuto che la Chiesa universale è una comunione di chiese”, ma la Chiesa è stata spesso percepita nel mondo come “Chiesa cattolica romana” che esportava la sua fede. E in alcuni paesi dell’Asia il cristianesimo viene definito “religione straniera”. Una delle sfide di questo nuovo pontificato è proprio quella di fare sentire in tutto il mondo il “respiro universale” del messaggio evangelico. (PA) (Agenzia Fides 22/3/2013)
Dal Corriere Giovedi santo con i poveri
Papa Francesco, Giovedì Santo in carcere
Il Pontefice celebrerà la Messa e il rito della Lavanda dei piedi nel carcere minorile di Casal del Marmo
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Dal portale della Diocesi...prega per don Simone Vigutto
Aveva 35 anni. Era stato segretario dell'arcivescovo Brollo e da 3 anni operava a Rivignano
UDINE
(22 marzo, ore 7) - Lutto nella chiesa udinese. Si è spento a soli 35
anni don Simone Vigutto che a lungo, per più di 8 anni, ha lottato
contro un male incurabile. Originario di Bertiolo, da poco più di tre
anni affiancava mons. Paolo Brida nella gestione delle parrocchie di
Rivignano, Campomolle, Driolassa, Pocenia, Teor e Torsa. È spirato
questa notte, poco dopo le 24, all’ospedale di Udine dov’era ricoverato
da un po’ di giorni a causa dell’acutizzarsi del male. “Un ragazzo
gioviale, amato dalla gente per le sue omelie sempre molto profonde ma
nello stesso tempo semplici e dirette”, ricorda mons. Brida.« È sempre
difficile spiegare la morte di un ragazzo giovane, in questo caso il
Signore ha chiamato con sé un giovane sacerdote. Quello che aiuta tutti
- continua mons. Brida - in questo momento è la fede e il coraggio di
don Simone. Ha saputo affrontare la malattia sempre con dignità e
coraggio: non si è mai lamentato delle cure, delle visite, delle
operazioni. E ogni volta che uno gli chiedeva come andava, la sua
risposta era bene. »
Don Simone Vigutto era entrato in seminario a 19 anni e per un po’ è stato il sacerdote più giovane dell’arcidiocesi di Udine. A quel tempo l’allora arcivescovo, mons Pietro Brollo, lo chiamò come suo segretario personale, incarico che curò per sei anni. Poi l’impegno a Rivignano. Lascia i genitori e un fratello più piccolo.
Don Simone Vigutto era entrato in seminario a 19 anni e per un po’ è stato il sacerdote più giovane dell’arcidiocesi di Udine. A quel tempo l’allora arcivescovo, mons Pietro Brollo, lo chiamò come suo segretario personale, incarico che curò per sei anni. Poi l’impegno a Rivignano. Lascia i genitori e un fratello più piccolo.
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