giovedì 28 novembre 2013

Questi sono combattenti stranieri estremisti

ASIA/SIRIA - Un parroco: “L’esodo dei civili cristiani da Qara, invasa da jihadisti stranieri”
Damasco (Agenzia Fides) – I villaggi, cristiani e non, a Nord di Damasco, nel massiccio del Qalamoun, sono nel mirino di gruppi armati di jihadsiti stranieri che li stanno rastrellando, portando solo morte e distruzione. Lo racconta all’Agenzia Fides p. George Louis, parroco greco-cattolico della Chiesa di San Michele a Qara, che è stata devastata e bruciata. Il sacerdote spiega: “Maalula, Sednaya, Sadad, poi Qara e Deir Atieh, ora Nebek: i jihadisti armati applicano un medesimo modello: prendono di mira un villaggio, lo invadono, uccidono, bruciano devastano. Per i civili, cristiani e non, la vita è sempre più difficile. I miliziani stranieri agiscono fuori controllo dei nostri compatrioti siriani dell’Esercito Libero Siriano (FSA), che invece sono rispettosi di tutti, e che non vogliono radere al suolo l’intero paese. Ma questi, purtroppo, in tanti casi hanno dovuto ritirasi di fronte ai gruppi armati stranieri”.
P. Louis racconta quanto avvenuto a Qara fra il 16 e il 20 novembre. Da mesi il villaggio viveva in un particolare “status quo”, in un regime di “semiautonomia”, con il tacito accordo fra i siriani del FSA e l’esercito regolare. Non vi era conflitto, pur essendo la cittadina sotto controllo del FSA. Lo stato intanto continuava a fornire elettricità, acqua e servizi alla popolazione.
L’equilibrio è saltato, racconta p. George, quando “il 16 novembre, oltre 3.000 jihadisti calati dal villaggio sunnita di Arsal, piattaforma dei gruppi armati che penetrano in Siria attraverso il Libano, sono penetrati nel villaggio, trasformandolo in campo di battaglia. I soldati del FSA, in minoranza, si sono ritirati. La gente ha cominciato a fuggire. Circa 6.000 cittadini sono fuggiti immediatamente verso città e villaggi vicini”. Ma la comunità cristiana di Qara, raccolta nel centro storico, non voleva muoversi. Il prete racconta a Fides: “Sono iniziati lanci di razzi contro le case e per le strade. Con circa 35 famiglie cristiane. ci siamo rifugiati in chiesa a pregare. Il cancello della chiesa è stato colpito ed è saltato. Sono entrati combattenti armati a viso coperto, capelli lunghi, non siriani, non si capiva di quale nazionalità. Hanno detto: vogliamo uccidervi tutti, cani cristiani. E bruceremo questo luogo idolatrico”. A quel punto, uno dei parrocchiani , Emile, parlando in arabo, ha iniziato con coraggio a parlamentare con il capo del gruppo, citando versetti del Corano, dicendo che l’islam rispetta i cristiani e le altre minoranze. “L’uomo ha risposto che avrebbe chiesto al suo capo, per decidere la nostra sorte e conduce i suoi uomini fuori dall’edificio”, prosegue p. George. Nel frattempo il sacerdote e i fedeli escono dalla chiesa da un’uscita secondaria, e tutti fuggono nei vicoli del centro storico. Si dirigono sull’autostrada e si uniscono ad altri profughi, raggiungendo il villaggio di Der Atieh. Qui ricevono calorosa ospitalità dai cristiani locali, di altre confessioni: il parroco e i fedeli greco-ortodossi li accolgono con grande generosità. Intanto anche Der Atieh finisce nel mirino dei jihadisti (vedi Fides 25/11/2013). I miliziani iniziano una “caccia all’uomo” e tengono i cristiani in ostaggio. “Ci siamo nascosti negli scantinati per 4 giorni e 4 notti, senza acqua, cibo, elettricità”, racconta p. Louis. “Dopo una n otte di preghiera, abbiamo deciso di tentare la fuga. Alle 5 del mattino, siamo riusciti a uscire dal viaggio. Con una marcia forzata di sei ore, in gravi condizioni di percolo, siamo giunti a Sadad, altra città martirizzata (vedi Fides 31/10/2013). L’Arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh e i fedeli che sono rientrati in città ci hanno accolto con amore e benevolenza”.
Intanto a Qara la situazione è drammatica. Dopo giorni di combattimenti, vi sono macerie dappertutto. Molte case e strade sono state minate con esplosivi. La Chiesa greco cattolica di San Michele è stata devastata e bruciata. Altre chiese cattoliche ortodosse a Der Athie hanno subito la stessa sorte, come alcune moschee: è un monito ai musulmani moderati.
P. George precisa: “Questi sono combattenti stranieri estremisti, che vogliono solo seminare odio e violenza settaria, distruzione indiscriminata, del tutto privi di rispetto verso i civili. Non sono nel FSA. A noi non resta altro che pregare. In questo esodo, abbiamo provato la bella esperienza di solidarietà e affetto fra cristiani cattolici e ortodossi”. (PA) Agenzia Fides 28/11/2013)

domenica 24 novembre 2013

In rosso: ricapitalizziamolo

Tagli a sede e pulizie
per far quadrare i conti

Cassa integrazione: firmiamo il decreto si o no?

Caffaro, niente soldi da giugno
ai lavoratori in cassa integrazione
Lunedì vertice tra Regione

I lavoratori hanno l’ammortizzatore sociale fino alla fine dell’anno, ma non percepiscono i ratei perchè il decreto non è stato ancora firmato. Obiettivo ottenere altri sei mesi di aiuti per i 70 operai e non fare scattare la mobilità

Limitare il consumo di pesce di grandi dimensioni

Il mercurio c’è, ma nessun allarme

sabato 16 novembre 2013

100 anni come a San Giorgio

Ospedaletto, l'asilo compie 100 anni

15.11.2013È una storia lunga 100 anni quella dell’asilo infantile di Ospedaletto, oggi scuola dell’infanzia parrocchiale «Padre Tarcisio Martina». Scritta dalla gente del paese fin dal 1911: risale a quell’anno, infatti, l’idea dell’allora parroco don Giuseppe Comelli, nativo di Qualso, di realizzare una struttura – inizialmente intitolata alla regina madre, Margherita di Savoia – per accogliere i bambini del paese.
leggi tutto sul portale della Diocesi

venerdì 15 novembre 2013

Corriera udine Marano

«Un’ora per fare 30 km in bus»

Ogni mese circa centomila bambini indiani muoiono a cause legate alla malnutrizione.

ASIA/INDIA - In India urge una “Magna Charta” per i diritti dei bambini
New Delhi (Agenzia Fides) – “Ogni mese circa centomila bambini indiani muoiono a cause legate alla malnutrizione. Molti muoiono per malattie infettive che potrebbero essere curate, ma la malnutrizione ha abbassato le difese immunitarie e la resistenza fisica dei bambini. La responsabilità di queste morti è una sola: la società indiana”: lo afferma in una nota inviata a Fides il cristiano Sajan George Kavinkalath, Presidente della “Madre Teresa Foundation for children”, lanciando un accorato appello per la tutela e la salvaguardia dell’infanzia in India. “Il primo compito della giustizia sociale è quello di salvare la vita dei bambini. In India cresce la percentuale di piccoli mendicanti, vagabondi, storpi, spesso vittime dello sfruttamento di organizzazioni criminali. Ma una società che non agisce per fermare questo fenomeno e per salvare i bambini diventa anch’essa criminale”, ribadisce. “La nostra visione del futuro passa per il valore e la cura che diamo alle nuov e generazioni . La prima sfida per l’India è l'istruzione primaria universale, accanto alla salute e alla crescita dei bambini. Urge, poi, una solenne affermazione legislativa sulla parità di accesso all’istruzione per le bambine e contro ogni discriminazione di genere e di casta o di status economico e sociale: una sorta di Magna Charta per il bambino”
Secondo il Presidente, compito delle Organizzazioni non governative è “ collaborare a garantire il rispetto della giustizia sociale, dell’ambiente, dei diritti umani”, per aiutare a diradare “ansia, paura e disperazione nella società”. “Il benessere dell’infanzia – conclude George – non va trattato come una decorazione amministrativa, ma deve diventare interesse centrale della nazione”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)

Filippine altri 2 files: i cristiani digiunano e i cavalieri si mobilitano

ASIA/FILIPPINE - Tifone Haiyan: i cristiani digiunano per le vittime dei cambiamenti climatici
Varsavia (Agenzia Fides) – Un digiuno per esprimere solidarietà alle vittime dei cambiamenti climatici e, in special modo, a quelle del tifone Hayian, che ne è effetto evidente: è l’iniziativa vissuta oggi, 15 novembre, dai cristiani riuniti alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici in corso a Varsavia dall’11 al 22 novembre. Come comunicato a Fides, l’iniziativa è stata lanciata dalla delegazione della “Federazione Luterana Mondiale” presente all’assemblea, che è stata particolarmente toccata dall’evento del tifone Hayian nelle Filippine. Al digiuno si sono uniti i cristiani membri del Consiglio Mondiale del Chiese ma anche tanti delegati non cristiani, che hanno condiviso il gesto di solidarietà verso popolazioni povere e vulnerabili, colpite da eventi meteorologici estremi. Tutti hanno lanciato un appello perchè la comunità internazionale non resti indifferente e trovi soluzioni immediate per contrastare in modo significativo i cambiamenti climatici, a partire d alle emissioni di CO2.
Alla conferenza sono presenti delegati da oltre 190 paesi che si interrogano sulle soluzioni rispetto alla sfida dei cambiamenti climatici globali. Il rappresentante filippino, Yeb Sano, ha aperto la sessione dell’11 novembre con un appassionato appello “perchè il business non calpesti la vita di popolazioni innocenti” promettendo di digiunare “finchè la Conferenza non raggiunga un risultato significativo”. Le delazioni delle Chiese cristiane hanno portato esempi diversi sugli effetti devastanti dei cambiamenti climatici: la siccità in Angola e Namibia , le inondazioni in India , gli uragani negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico.
Il Consiglio Mondiale delle Chiese ha espresso solidarietà alle vittime del tifone, impegnandosi negli aiuti e nella preghiera. In una nota del Consiglio si legge: “Urge riconoscere che i cataclismi hanno gravi conseguenze soprattutto sulle popolazioni più povere. Chiediamo ai governi e alle agenzie di aiuto in tutto il mondo di non dimenticare i più poveri. Riconosciamo il costante aumento di intensità delle tempeste. Preghiamo perchè ognuno facci la sua parte per invertire questo trend negativo”. (PA) (Agenzia Fides 15/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - Tifone Haiyan: i Cavalieri di Malta si mobilitano per le isole non raggiunte dai soccorsi
Cebu (Agenzia Fides) - Il Malteser International, l’agenzia di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta, ha deciso di concentrare i suoi interventi di soccorso nelle isole filippine colpite dal tifone Haiyan e non ancora non raggiunte dagli aiuti umanitari. Finora – riferisce un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides - i soccorsi si sono concentrati nell’area intorno alla città di Tacloban sull’isola di Leyte. La squadra d’emergenza del Malteser International sta operando invece a Bantayan, a nord di Cebu, sulla traiettoria del supertifone che ha colpito l’isola a più riprese venerdì scorso.
“La popolazione locale ci ha riferito che il tifone è il più violento mai abbattutosi sulla zona. Più del 90% delle case sono andate distrutte e circa 30.000 famiglie hanno bisogno di un riparo immediato”, è l’allarme lanciato da Mel Capistrano, coordinatore della squadra d’emergenza del Malteser International.
Le operazioni di soccorso del Malteser International sono state indirizzate anche alle popolazioni delle isole di Samar e Bohol. A Samar, raggiungibile solo via mare, L’Associazione Filippina dell’Ordine di Malta ha inviato un’équipe mobile con medici e infermieri nelle città di Basey, Marabut e San Sebastian. Nell’isola di Bohol, dove la popolazione è stata già colpita dal terremoto del 15 ottobre scorso, il Malteser International sta organizzando la distribuzione alle famiglie di voucher per l’acquisto di materiali da costruzione. (GV) (Agenzia Fides 15/11/2013).

giovedì 14 novembre 2013

3 files sulle filippine: sciacallaggio, impegno, amore

ASIA/FILIPPINE - Sciacallaggio di trafficanti e pedofili sui bambini orfani del tifone Haiyan
Manila (Agenzia Fides) – Già li chiamano “gli orfani di Yolanda” (il nome filippino del tifone Haiyan, ndr). Sono migliaia i bambini che si ritrovano orfani dopo la tempesta che si è abbattuta sulla provincia di Leyte. E sono le vittime più vulnerabili, in quanto si ritrovano soli, a vagabondare fra le macerie, in cerca di qualcuno che si prenda cura di loro. “Questi bambini sono le vittime privilegiate di sciacalli che li sequestrano a scopo di pedofilia o del traffico di esseri umani. E’ una prospettiva orribile, ma è oltremodo realistica in caso di calamità naturali. Questi bambini hanno bisogno di attenzione immediata, per essere salvati dalle grinfie di trafficanti e pedofili”: è la denuncia lanciata all’Agenzia Fides dall'irlandese p. Shay Cullen, SSC, missionario di San Colombano, che vive nelle Filippine dal 1969, noto per il suo impegno sociale e pastorale, soprattutto per i minori vittime di sfruttamento sessuale. Il missionario spiega a Fides il fenomeno: “C on il pretesto di salvare o curare i bambini, i trafficanti li rapiscono e li vedono ai pedofili. Oppure guadagnano somme ingenti di denaro fornendo i bambini per adozioni illegali. Peggio ancora, li immettono nel giro della prostituzione, facendoli schiavi dello sfruttamento sessuale”.
Come appreso dall’Agenzia Fides, le autorità filippine sono coscienti del rischio e stanno monitorando il fenomeno nella fase post-tifone Haiyan. Il Dipartimento del Benessere sociale e dello Sviluppo (DSWD) del governo filippino, infatti, ha già inviato una comunicazione urgente a tutti gli operatori umanitari impegnati a Leyte, segnalando “l’alto rischio del traffico di bambini” nelle zone devastate dal tifone. I piccoli passeranno alla storia come “i figli perduti di Yolanda”.
“Vista l’ampia devastazione, si prevede che l’emergenza fame e la condizione dei profughi durerà molti mesi”, racconta a Fides p. Cullen. E’ la situazione ideale per gli sciacalli. “Occorre fare il possibile per fermare la tratta dei bambini. La nostra associazione ‘Preda Foudation’ – conclude – ha inviato operatori sociali qualificati nella zona colpita, per aiutare a proteggere e prendersi cura dei piccoli senza fissa dimora”.
Il traffico di esseri umani e la prostituzione minorile sono una piaga sociale nelle Filippine. La tratta è controllata da organizzazioni criminali radicate in tutto il territorio nazionale, e il paese è ai vertici delle classifiche mondiale per l’entità del fenomeno. Secondo dati dell’Unicef, si stima che nel paese i bambini vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale siano fra 60mila e100mila. Alle vittime, scelte in villaggi poveri o in zone periferiche delle metropoli, è spesso promesso, con l’inganno, un percorso di istruzione o la vita in una famiglia benestante di una grande città. La prostituzione minorile registra una incidenza notevole soprattutto nelle zone turistiche delle Filippine. Fra le principali cause del fenomeno, indicate dall’Unicef, vi sono la povertà, il disagio economico-sociale nelle comunità di origine, il mancato accesso dell’infanzia ai servizi pubblici come scuola e sanità. Nel 2003 il governo filippino ha promulgato l’Anti-Trafficking in Persons Act, una legge penale contro il traffico di esseri umani, il turismo sessuale, la schiavitù sessuale e la prostituzione minorile, che definisce il traffico di bambini “crimine contro l’umanità”. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - L’impegno dei missionari Guanelliani nei soccorsi alle vittime del tifone Haiyan
Manila (Agenzia Fides) – Un impegno instancabile, con i missionari presenti sul campo; una colletta straordinaria, rilanciata nelle opere presenti in tutto il mondo: cosi i missionari dell’Opera don Guanella (Guanelliani) stanno mettendo in gioco tutti gli sforzi possibili per soccorre le vittime del tifone Haiyan, che ha devastato la provincia di Leyte, nelle Filippine centrali. Come comunica a Fides una nota dalla Curia dei Guanellani, una colletta straordinaria è stata lanciata dalla Curia e dall'Associazione di Solidarietà e Cooperazione Internazionale guanelliana (ASCI). L’iniziativa viene diffusa anche attraverso il sito www.guanellianmultimedia.org e rilanciata sui social network come “Facebook” (Opera don Guanella News) e “Twitter” (OperadonGuanell). “Tutti siamo interpellati da quest'ondata di distruzione” sottolinea nella nota giunta a Fides il Vicario Generale, don Umberto Brugnoni, “per allargare i cuori e costruire ponti di solidarietà, come Papa Francesco ci sprona a fare”.
“Il livello delle acque del mare era salito fino a quindici metri e ha spazzato via le città intere, non solo le case”, racconta il Superiore della comunità guanelliana di Manila, p. Charlton Viray Ocampo. “Strutture solide come grandi chiese, alberghi, scuole e anche l'aeroporto di Tacloban sono state completamente distrutte. La provincia di Leyte è tuttora senza elettricità. I nostri confratelli e i bambini disabili accolti in un Centro guanelliano a Samar, colpita meno gravemente, stanno tutti bene. Condivideremo gli aiuti che riceveremo con Caritas di Manila e con alcune congregazioni religiose, direttamente presenti nella zona disastrata”, spiega.
I Guanelliani sono presenti nelle Filippine dal 1989. La loro casa madre, “Servants of Charity House”, si trova nella baraccopoli di “Tandang Sora”, a Manila. Le strutture dei missionari dell’Opera sono a servizio dei poveri ed emarginati e in special modo dei disabili. Forniscono ascolto, assistenza educativa, cure mediche, riabilitazione, sostegno alimentare, assistenza sociale e formazione ai valori cristiani. I missionari sono impegnati nella preparazione catechetica e nella cura dei disabili in numerose scuole pubbliche, offrendo momenti di gioco e di preghiera, curando il rapporto con le famiglie. (PA) (Agenzia Fides 14/11/2013)
ASIA/FILIPPINE - L'amore può tutto: mille sfollati nella scuola delle suore salesiane
Cebu (Agenzia Fides) - Le Suore Salesiane di Cebu si sono già attivate per aiutare le vittime del tifone Haiyan dando loro accoglienza in queste difficili ore. Nella scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice della città sono state aperte le aule e la palestra per circa 1000 sfollati che ricevono assistenza materiale, psicologica e spirituale. I volontari della ONLUS Fondazione Volontariato Giovani e Solidarietà (VIDES Internazionale) e i collaboratori delle FMA a Manila sono sul campo per coordinare gli aiuti e le operazioni. Alcuni edifici delle FMA sono stati gravemente danneggiati. Come più volte dichiarato dalle varie organizzazioni di soccorso, serve tutto dall'acqua alle coperte, dal cibo alle medicine. (AP) (14/11/2013 Agenzia Fides)

mercoledì 13 novembre 2013

Da facebook un appello per le Filippine

Quasi 4 milioni di bambini colpiti dal tifone Haiyan. Hanno bisogno di tutto. Hanno bisogno di te!
Se non visualizzi correttamente questa email, clicca qui
emergenza siria
storia di nadia
Il ciclone Haiyan ha lasciato le Filippine, ma dietro di sé ora c'è una scia di morte e distruzione. I primi bilanci parlano di oltre 600.000 sfollati e 10 milioni di persone colpiteQuasi 4 milioni di loro sono bambini, sopravvissuti alla furia dell'acqua e del vento, ma che hanno visto crollare le loro case, hanno perso i loro oggetti più cari, nei casi più gravi hanno visto morire i propri familiari, come Raphael.
I nostri team specializzati in emergenza sono già sul campo per portare i primi soccorsi a famiglie e bambini, distribuendo cibo, acqua pulita, medicine. Stanno lavorando contro il tempo per dare un riparo a chi ha perso la casa, per dare unsupporto psicologico ai tanti bambini traumatizzati, disperati, soli.
C'è bisogno di tutto. Quello che i nostri colleghi al lavoro nell'area ci dicono è: "Dobbiamo fare presto. Aiutateci!" In assenza di un intervento immediato le vite di milioni di bambini potrebbero essere gravemente a rischio.
come aiutarci
amina 
dona ora
La tua donazione si trasformerà in cibo, acqua, medicine e tutto quello di cui i bambini filippini hanno bisogno adesso.
dona ora 
Save the Children ha lanciato un appello internazionale per raccogliere 30 milioni di dollari per un intervento che possa raggiungere oltre 500.000 persone. Siamo al lavoro per salvare vite, nutrire e curare i bambini, ridare loro un riparo, una scuola, un futuro. Aiutaci anche tu!

lunedì 11 novembre 2013

Udine Today: Internet gratis in centro a San Giorgio

Wi-fi gratuito a San Giorgio di Nogaro

San Giorgio di Nogaro si proietta sul futuro: wifi pubblico e gratuito




Fides News: due files sulle filippine, è tempo di soccorsi


ASIA/FILIPPINE - Caritas Asia: “L’impatto del tifone Haiyen è come uno tsunami”; la Chiesa attiva negli aiuti
Bangkok (Agenzia Fides) – “E’ come uno tsunami. L’onda che ha sommerso la città di Tacloban, totalmente distrutta, era di altezza di 18 metri. L’area della provincia di Leyte (Filippine centrali) colpita dal tifone Haiyen è davvero è ampia e la distruzione è notevole. Infrastrutture e abitazioni sono state spazzate via. Sarà necessario un piano di riabilitazione e di ricostruzione di grande portata per restituire una vita normale alla popolazione. Siamo vicini alla gente colpita da lutto e ci appelliamo a una mobilitazione internazionale, di governi, Ong e privati, per gli aiuti”. È quanto dice all’Agenzia Fides Eleazar Gomez, filippino, coordinatore regionale della “Caritas Asia”. Secondo le stime, le persone decedute a causa del Tifone potrebbero essere circa 10mila, mentre le famiglie di senzatetto o di sfollati sono oltre 900mila.
Un comunicato inviato a Fides da p. Edwin Gariguez, direttore di “Caritas Filippine”, informa che “il governo locale sta facendo del suo meglio per fornire razioni di cibo. La Chiesa sta cercando di fornire alloggi provvisori e ripari”. Caritas Filippine ha lanciato un appello alle 86 diocesi della nazione per dare un contributo di solidarietà. Come appreso da Fides, il tema degli aiuti alle vittime della calamità naturali sarà al centro della campagna quaresimale della Conferenza Episcopale delle Filippine. L’obiettivo è educare i fedeli allo spirito del dono e della solidarietà.
Come riferito a Fides, con un generoso sforzo di solidarietà, volontari Caritas si stanno organizzando nelle diverse diocesi colpite dal disastro e in quelle circostanti. L'arcidiocesi di Jaro ha riferito che i comuni di Concepcion, Ajuy, Estancia e Balasan, sono distrutti e i volontari cattolici sono tuttora all’opera per salvare vite. Fra e diocesi più colpite, vi è l’Arcidiocesi di Palo, che include la città di Tacloban. Lì vi sono oltre 150.000 residenti colpiti dal tifone sono senzatetto e si sta cercando si organizzare un “centro di crisi” per affrontare l’emergenza e distribuire aiuti. Le 15 parrocchie di Tacloban saranno i punti di distribuzione e il Santuario del Santo Nino a Tacloban è stato eletto come punto di riferimento e di raccolta di merci dei donatori.
L’Arcidiocesi di Cebu si è attivata per ospitare gli sfollati, come avvenuto anche sull’isola di Palawan. (PA) (Agenzia Fides 11/11/2013)
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ASIA/FILIPPINE - Dalla Corea solidarietà e aiuti per le vittime del tifone Haiyen
Seul (Agenzia Fides) – Solidarietà e aiuti alle popolazioni filippine colpite dal tifone Haiyen (chiamato localmente “Yolanda”) giungono da diversi paesi asiatici. In particolare, come comunicato a Fides, S. Ecc. Mons. Andrew Yeom Soo-jung, Arcivescovo di Seul ha inviato un messaggio di vicinanza e di condoglianze al Cardinale Luis Antonio Tgle, Arcivescovo di Manila, esprimendo solidarietà e afflato spirituale dopo la devastazione e la perdita di vite umane causate dal tifone Haiyen.
“L'Arcidiocesi di Seoul sta pregando per il vostro paese”, dice l'Arcivescovo in una lettera pervenuta a Fides. "I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutte le persone colpite da questa calamità naturale devastante”. Esprimendo una prossimità concreta, l’Arcidiocesi di Seul ha inviato 50.000 dollari al fondo di emergenza creato appositamente dalla Caritas Internationalis per gestire gli aiuti umanitari. Inoltre, le parrocchie dell'arcidiocesi di Seul inizieranno, a partire da Domenica 24 novembre, una speciale raccolta di fondi e di aiuti umanitari per sostenere continuamente e direttamente le migliaia di profughi e senzatetto. (PA) (Agenzia Fides 11/11/2013)

sabato 9 novembre 2013

Situazione disastrosa nelle filippine

ASIA/FILIPPINE - Il tifone Yolanda aggrava la situazione disastrosa di 4 milioni di persone già colpite dal terremoto
Bohol (Agenzia Fides) – Continua ad aggravarsi la situazione della popolazione di Bohol gravemente danneggiata dal terremoto di magnitudo 7.2 che si è abbattuto sull’intera zona lo scorso 15 ottobre (vedi Agenzia Fides 18/10/2013). Secondo quanto riferito all’Agenzia Fides dal Dott. Marco Iazzolino, vice coordinatore della Camillian Task Force (CTF), la stessa zona è stata colpita da un violento tifone di categoria 5, localmente conosciuto come Yolanda, che ha coinvolto circa 4 milioni di persone. Si tratta inoltre della zona dove Padre Aris, coordinatore della (CTF) e la Ctf Filippine sono intervenuti per portare soccorso ai terremotati. “Ieri ho sentito via sms Aris che stava nel pieno del tifone e ha richiesto di intensificare gli sforzi di tutti per avere risorse per i nostri confratelli e per la gente di Bohol” ha detto a Fides Iazzolino. In previsione di eventuali
inondazioni improvvise, frane e mareggiate, il governo ha ordinato l’evacuazione dei residenti delle zone più basse, montuose e costiere. Inoltre ha predisposto circa 84.700 provviste alimentari per le famiglie e squadre di soccorso immediato a livello nazionale e regionale. Sta intervenendo anche la Croce Rossa delle Filippine, valutando i danni, portando acqua e servizi igienico-sanitari, offrendo servizi di emergenza sanitaria, ripari, cibo e servizi di distribuzione non alimentari. Si prevede che per la mattina dell’8 novembre Yolanda imperverserà nella Provincia di Leyte. (AP) (08/11/2013 Agenzia Fides)

giovedì 7 novembre 2013

Diritto al catechismo

ASIA/INDIA - Un Vescovo ribadisce il “diritto al catechismo” per i bambini
Cuddapah (Agenzia Fides) – Fra i molteplici diritti da garantire all’infanzia, c’è anceh il “diritto al catechismo”, cioè all’istruzione cristiana per crescere nella fede: lo sottolinea S. Ecc. mons. Prasad Gallela, Vescovo di Cuddapah, nello stato di Andra Pradesh (India meridionale). In un una nota inviata a Fides, il Vescovo spiega che “è parte della missione della Chiesa garantire che ogni bambino cristiano abbia accesso al catechismo: è l’istruzione attraverso cui la fede del bambino ha l'opportunità di crescere e mettere radici sempre più profonde”. Negli ultimi mesi nello stato di Andra Pradesh una serie di agitazioni sociali ha costretto le istituzioni educative cristiane e le parrocchie a interrompere o rarefare le lezioni di catechismo per i bambini. Per questo il Vescovo ha voluto sensibilizzare i parroci, i catechisti e anche le autorità civili a fare di tutto per non tralasciare il catechismo dei fanciulli.
P. Akula Prasad, segretario della Commissione diocesana per la catechesi aggiunge: “Recentemente ho visitato alcune scuole, ostelli e istituti che sono tornati a svolgere attività educativa regolare pochi giorni fa. Sono lieto di constatare che la maggior parte delle nostre scuole stanno compiendo un buon lavoro e il loro servizio è molto apprezzato. Siamo grati a quanti offrono un prezioso contributo per il buon funzionamento delle classi di catechismo: ringrazio i sacerdoti, le suore e gli insegnanti laici che portano il lavoro con grande entusiasmo”. (SD-PA) (Agenzia Fides 7/11/2013)

venerdì 1 novembre 2013

Ordinazione episcopale del nuovo Vescovo di Faisalabad

VATICANO - Il Card. Filoni ordina il nuovo Vescovo di Faisalabad: “la testimonianza della nostra fede cattolica è sale e luce in questa nobile terra, e contribuisce alla vita di tutta la Chiesa”
Faisalabad (Agenzia Fides) – La celebrazione di tutti i Santi e dell’ordinazione episcopale del nuovo Vescovo di Faisalabad, Sua Ecc. Mons. Joseph Arshad, “un figlio nativo di questa terra e di questa Chiesa”, ha visto riunirsi Vescovi, clero, religiosi, religiose e migliaia di fedeli per la solenne liturgia presieduta questa mattina dal Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni. I due Vescovi co-consacranti sono stati Sua Ecc. Mons. Edgar Pena Parra, Nunzio apostolico, e Sua Ecc. Mons. Joseph Coutts, Arcivescovo di Karachi.
“La solennità di Tutti i Santi è stata istituita per commemorare tutti i Santi della Chiesa, sia noti che sconosciuti” ha ricordato il Cardinale nell’omelia, ed ha proseguito: “sono pienamente certo che in cielo ci sono innumerevoli Santi sconosciuti Pakistani, che ora godono la beatitudine eterna con Dio”. Quindi, citando la seconda lettura della Messa, (1 Giovanni 3:2), ha sottolineato: “Fino ad oggi, questo mondo continua ad essere intriso dal sangue di cristiani, che coraggiosamente e fedelmente conservano la Fede, fino a morire per essa… Anche la vostra è una terra di noti e sconosciuti confessori della fede… Abbiamo fiducia che la testimonianza fedele e lodevole della nostra fede cattolica qui è sale e luce in questa nobile terra, e contribuisce alla vita di tutta la Chiesa”. A questo proposito ha citato la “brillante ed eroica testimonianza di Shahbaz Bhatti, ardente promotore di amore tra le religioni e nel dare voce alle minoranze religiose”.
Il Prefetto del Dicastero Missionario si è quindi soffermato ad illustrare l’essenza e le caratteristiche del ministero episcopale, evidenziando che “non possiamo dissociare il ministero episcopale dal perseguimento della santità personale del Vescovo”, infatti “un Vescovo che tende alla santità personale realizza il suo servizio alla Chiesa con l'esempio. Non è uno che comanda con forza per essere obbedito. Attraverso la sua vita esemplare, guadagna molto rispetto e ammirazione, meritevole di essere obbedito”. Rivolgendosi quindi al Vescovo eletto ha detto: “Come Vescovo, sei chiamato ad essere un uomo di carità e a guidare il suo gregge con un vero senso di amore pastorale, consapevole e motivato dal fatto che il Signore Gesù, a cui si sarà ulteriormente configurato ‘è venuto per servire e non per essere servito’ (Mt 20,28), senza chiedere guadagno personale o privilegi”. Concludendo l’omelia, il Card. Filoni ha invitato tutti a sostenere il loro Vescovo: “Egli sarà per voi un buon Vescovo se voi lo aiuterete ad essere tale: lo raccomando in modo particolare ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e a quanti sono chiamati a collaborare con lui nel servizio di questa Chiesa di Faisalabad. Fate della vita della vostra Diocesi un capolavoro di Dio, poiché Dio mette questa Chiesa nelle vostre mani”. (SL) (Agenzia Fides 1/1 1/2013)

Banchina Pittini dal Messaggero Veneto

sabato 26 ottobre 2013

Alessandro Bertossi

Cade con la bici
in Slovenia e muore

Classifiche per la canoa San Giorgio

Il Canoa San Giorgio fa poker in Italia nell’acqua piatta



Dopo oltre 50 anni di indipendenza ...

AFRICA - “La tragedia di Lampedusa è anche una responsabilità africana” affermano i Vescovi del continente
Roma (Agenzia Fides)-La mancanza di libertà e la ricerca di migliori condizioni di vita sono alla base di tragedie come quella accaduta il 3 ottobre al largo dell’isola italiana di Lampedusa, afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dal SECAM/SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar). Ricordiamo che nel rovesciamento di un barcone carico di migranti provenienti dal Corno d’Africa morirono circa 360 persone.
“È sorprendente- afferma la nota- che così tanti rifugiati dall’Africa orientale continuano ad intraprendere il pericoloso viaggio verso l’Europa alla ricerca della “libertà” a causa delle gravi condizioni politiche ed economiche dei loro Paesi di origine”.
I Vescovi africani sottolineano in particolare le condizioni di Somalia ed Eritrea, i due Paesi da dove provengono la maggior parte delle persone coinvolte nella tragedia di Lampedusa. “Nel caso della Somalia le milizie al Shabaab terrorizzano la popolazione sin dal 1994. Questa lunga guerra ha provocato gravi problemi sociali ed economici. Anche la situazione politica in Eritrea ha spinto molti di questi migranti a fuggire dal loro Paese. Non esiste alcuna forma di liberà, non esiste libera stampa, né libertà religiosa e nessun diritto di assemblea. Queste persone affermano che cercano di dare un senso alla loro vita”.
Ricordando la Lettera Pastorale dei Vescovi africani, “Governance, bene comune e transizioni democratiche in Africa”, il comunicato prosegue: “il dramma della migrazione, con un crescente numero di giovani che rischiano la vita per abbandonare l’Africa, riflette la profondità del malessere di un continente dove ancora sono forti le resistenze ad assicurare alle proprie popolazioni lavoro, educazione e salute”.
“Dopo oltre 50 anni di indipendenza, l’Africa è ancora alla prese con violenze senza fine, gruppi armati illegali che continuano a minacciare la sicurezza della popolazione e dei loro beni che a loro volta provocano la fuga delle persone, come nel caso dell’incidente di Lampedusa” sottolineano i Vescovi africani.
Il documento conclude facendo appello alla responsabilità delle istituzioni africane perché operino per coordinare le politiche di controllo dei flussi migratori e soprattutto inizino un processo di miglioramento delle condizioni di vita dei loro Stati. Si fa altresì richiesta all’Europa perché riveda la propria legislazione immigratoria e tratti “questi migranti con maggiore compassione”. (L.M.) (Agenzia Fides 25/10/2013)

giovedì 24 ottobre 2013

Il pesce viaggia...

Trovato a Foggia il pesce
rubato a San Giorgio

Il pescato era destinato ai ristoranti locali. La polizia ha scoperto il carico dopo che era giunta la notizia che la scorsa settima in Friuli c’era stato un furto di pesce congelato del valore di circa 140mila euro

martedì 15 ottobre 2013

Il delicato equilibrio demografico e confessionale libanese

ASIA/LIBANO - Case per musulmani costruite sulle terre dei cristiani. A rischio l'equilibrio confessionale
Beirut (Agenzia Fides) – Un pressante richiamo a frenare l'uso improprio di terre appartenenti ai cristiani per costruire abitazioni destinate ai musulmani è stato lanciato lunedì 14 ottobre da Talal al-Doueihy, leader del Movimento “Terra libanese, Terra nostra”. L'appello - riferiscono fonti libanesi consultate dall'Agenzia Fides - è stato indirizzato alle istituzioni statali e a tutti e leader politici e religiosi cristiani durante una conferenza convocata a Beirut per denunciare in particolare il caso recente di Al-Qaa, un villaggio cristiano nei pressi di Baalbek nella cui area ampi appezzamenti di terra sono stati acquisiti da musulmani – sciiti e sunniti - come terreno agricolo, per poi essere destinati all'edificazione di complessi residenziali da vendere a libanesi e a profughi siriani appartenenti alla propria comunità religiosa. Nel corso della conferenza, l'avvocato Bashir Matar ha denunciato il quadro d'illegalità in cui si è realizzato il cambio di dest inazione d'uso dei terreni, sollecitamente forniti dei servizi di acqua e di elettricità.
L'appello degli esponenti del Movimento punta a far rispettare con fermezza le legge e a richiamare tutti alla vigilanza su un fenomeno che contribuisce a compromettere il delicato equilibrio demografico e confessionale libanese, messo a repentaglio dall'afflusso massiccio di profughi fuggiti dalla Siria.
In tutto il Paese si accendono con frequenza crescente le contese sulle terre.La scorsa settimana, nel villaggio cristiano di Alma (distretto di Zghorta) i residenti avevano protestato perché i musulmani dell'area di al-Fuar avevano cominciato a costruire case senza autorizzazione. Già a fine agosto, lo stesso Patriarca maronita Bechara Boutros Rai aveva richiamato i cristiani a limitare la vendita delle proprie proprietà per non mettere a rischio il bilanciamento demografico-confessionale su cui si regge la fragile coesistenza libanese. (GV) (Agenzia Fides 15/10/2013).

lunedì 14 ottobre 2013

In Malaysia ...Dio, 2 articoli. una sentenza!

ASIA/MALAYSIA - Uso del termine “Allah”: verdetto d’appello sfavorevole ai cristiani. “Si viola la libertà religiosa”
Kuala Lumpur (Agenzia Fides) – La Corte d’appello di Kuala Lumpur, con una sentenza pronunciata questa mattina, ha proibito l’uso del temine “Allah” per indicare “Dio” nelle pubblicazioni del settimanale cattolico “Herald”, della diocesi di Kuala Lumpur. Il verdetto ribalta la sentenza di un tribunale di primo grado che, il 31 dicembre del 2009. Allora il settimanale aveva presentato un procedimento giudiziario, sostenendo il proprio diritto di usare la parola “Allah”, che una disposizione del governo proibiva, ritenendolo appannaggio esclusivo dei musulmani.
Forte disappunto fra i cristiani malaysiani per una sentenza giudicata “ingiusta e lesiva dei diritti”. Interpellato dall’Agenzia Fides, p. Lawrence Andrew, Direttore del settimanale “Herald Malaysia”, dichiara: “Siamo delusi, perché il verdetto viola un diritti alla libertà religiosa e di espressione sanciti nella Costituzione. 'Allah' è termine ampiamente utilizzato dai cristiani arabi, in tutto il mondo e si trova nella Bibbia in lingua malaysiana da 400 anni”. Lasciando trapelare amarezza, p. Andrew annuncia che “in accordo con l’Arcivescovo di Kuala Lumpur, editore dell’Herald, ricorreremo alla Corte suprema, quella federale”. Secondo il Direttore, la sentenza “è stata evidentemente condizionata da pressioni politiche”. Il giudizio, tuttavia, “è limitato alla pubblicazione dell’Herald, dunque non tocca la Bibbia e le liturgie cristiane”.
Mentre fuori dal tribunale vi sono state manifestazioni di militanti del partito islamico “Perkasa”, p. Andrew annuncia che “tutti cristiani malaysiani vivranno nei prossimi giorni una veglia di preghiera, pregando per la pace e per la libertà religiosa in Malaysia”. Il Direttore ricorda che un antico Dizionario Latino-Malay, edito dalla Congregazione di “Propaganda Fide” nel 1631, rappresenta “la prova decisiva sull’uso del termine Allah, legittimo per i cristiani”.
Sui circa 28 milioni di abitanti in larga maggioranza musulmani (60%), i cristiani in Malaysia oltre 2,6 milioni. Fra questi, i cristiani indigeni, che usano per il culto la lingua locale (e dunque chiamano Dio “Allah”), si trovano soprattutto nelle province di Sabah e Sarawak (nel Borneo malaysiano) e sono circa 1,6 milioni di credenti. (PA) (Agenzia Fides 14/10/2013)
ASIA/MALAYSIA - L’Arcivescovo di Kuala Lumpur: “Sul termine Allah, caso politicizzato: nelle liturgie si continuerà a usarlo”
Kuala Lumpur (Agenzia Fides) – La sentenza della Corte di Appello sull’uso del temine Allah nelle pubblicazioni cristiane “era prevedibile: ci aspettavamo questo esito: il caso è stato fin troppo politicizzato”: lo dice all’Agenzia Fides l’Arcivescovo di Kuala Lumpur, mons. Murphy Pakiam, commentando il verdetto della Corte d’appello, sfavorevole al settimanale cattolico della sua diocesi “Herald Malaysia”. L’Arcivescovo esprime a Fides il suo pensiero: “Abbiamo pregato perché la mente dei giudici fosse illuminata, ma evidentemente i piani di Dio sono stati diversi. In ogni caso ricorreremo alla Corte Federale per ottenere giustizia”. Confidando che “fra i fedeli circolano delusione e preoccupazione”, l’Arcivescovo riferisce della reazione del “Consiglio delle Chiese a Sabah e Sarawak”, che include i Vescovi di tutte le confessioni. “I Vescovi hanno puntualizzato che nelle chiese e nelle liturgie si continuerà a usare il temine ‘Allah’. La sentenza riguarda solo l’Hera ld e non riguarda la nostra ‘Alkitab’, storica Bibbia in lingua malaysiana”. “L’incognita – nota l’Arcivescovo – è rappresentata dai gruppi radicali islamici, che potrebbero dare una interpretazione restrittiva alla sentenza”.
Mons. Pakiam aggiunge: “Speriamo e preghiamo perché la situazione politica possa chiarirsi, per avere un maggiore equilibrio da parte delle istituzioni su questo delicato tema, che tocca la fede e la libertà delle minoranze religiose”. “Ieri sera – conclude – abbiamo pregato nello stadio di Kuala Lumpur per consacrare la nostra nazione alla Vergine Maria, in comunione con il Santo Padre. La nostra arma è la preghiera. Speriamo e preghiamo che lo Spirito Santo possa illuminare i legislatori e i decisori. Anche i gruppi estremisti hanno bisogno della nostra preghiera. Vogliamo contribuire a creare pace e armonia nella nostra nazione pluralistica. Vogliamo costruire ponti con l’islam”. (PA) (Agenzia Fides 14/10/2013)

giovedì 10 ottobre 2013

Spiacevle esperienza a Marano Lagunare

«Controllo la caldaia»
invece la deruba

Spiacevole esperienza per un’anziana di Marano Lagunare: il falso tecnico è sparito con 180 euro in contanti

mercoledì 9 ottobre 2013

Inizio Anno Pastorale 2013 2014

Incontro di inizio anno dell'Arcivescovo - Palmanova, Porpetto/San Giorgio, Mortegliano

25/10/13dalle ore 20:30 alle ore 22:00 - Duomo di Palmanova - Notizia che interessa i giovani e i loro animatori

L'Arcivecovo incontra i giovani delle Foranie di Palmanova, Porpetto/San Giorgio di Nogaro e Mortegliano, in occasione dell'inizio dell'anno pastorale.Durante il momento di preghiera sarà consegnata a tutti la nuova lettera pastorale "Cristo, nostra speranza" e saranno presentati gli appuntamenti di Pastorale Giovanile per l'anno 2013-2014

martedì 8 ottobre 2013

Controli della Provincia sulle strade

Autotrasporto: nuove verifiche

Il Centro mobile revisione mezzi pesanti della Provincia di Udine ha pianificato ulteriori controlli sui vettori in transito sulle nostre strade

Dreossi


Scherma, Dreossi infilza l’oro nel circuito europeo

Impresa del sangiorgino della Gemina in Ungheria, nella prova di sciabola riservata agli under 17

Andrea, non solo lettura ma anche preghiera

Tragedia a San Giorgio, muore stroncata dalla malattia a  21 anni

17 novembre mezza maratona

PALMANOVA domenica 17 novembre 2013
Campionato Nazionale Veterani dello Sport

Mezza maratona in programma

giovedì 3 ottobre 2013

...è la stessa profondità che c’è a San Giorgio di Nogaro».

Monfalcone: riaperta la banchina ma il fondale è basso

Gli operatori: una beffa La Cetal fa attraccare tre navi e impiega un sub per i controlli Scaramelli (Assoterminal) denuncia: «Milioni sprecati»

martedì 1 ottobre 2013

bande armate e cristiani

ASIA/SIRIA - Nuove incursioni di bande armate a Sednaya; i cristiani si rifugiano nella fede e nella preghiera
Damasco (Agenzia Fides) – Dopo Maalula, ora tocca a Sednaya, anch'esso villaggio a Nord di Damasco, noto per il patrimonio storico, culturale e religioso, caratterizzato da larga presenza di chiese e monasteri cristiani, e da una comunità locale che parla ancora l’aramaico. Come appreso da Fides, il villaggio è sotto costante minaccia di milizie islamiste provenienti da Yabroud e dalle montagne libanesi, oltre confine, che organizzano incursioni e blitz per terrorizzare la popolazione civile. Nei giorni scorsi già c’è erano stati i primi scontri e un uomo cattolico è morto (vedi Fides 28/9/2013). Ieri una nuova incursione ha fatto un morto e un ferito fra i cristiani locali. Un religioso di Sednaya, che chiede l’anonimato, nota a Fides che “si tratta di banditismo ma è anche una vendetta contro i cristiani. Non vorremmo dare a questi atti un significato di persecuzione religiosa, ma sono comunque attacchi mirati che hanno l’effetto di creare scompiglio e paura tra i ci vili, presupposti per la fuga”. La tattica delle bande armate ora è quella di incursioni improvvise che creano terrore fra i civili, generando un esodo. A quel punto, il villaggio potrà essere invaso. “Oggi la gente di Sednaya teme di avere lo stesso destino di Maalula”, conclude il religioso.
I civili di Maalula, intanto, tutti sfollati a Damasco, hanno formato un “Comitato”. Uno dei rappresentanti del Comitato spiega a Fides: “Ci appelliamo con forza alla comunità internazionale. Nessuno ci aiuta, il radicalismo islamico si fa sempre più discriminatorio. Ci sentiamo non protetti. Nessuno fa qualcosa per prevenire questi abusi dei diritti umani: chiediamo un intervento della Commissione Onu di Ginevra”. I cristiani si sentono in pericolo: infatti, viste le migliaia di bande armate disseminate sul territorio siriano, è praticamente impossibile proteggerli.
Intanto “fra i cristiani siriani, sempre più vulnerabili, c’è un risveglio spirituale, un rinnovato slancio nelle fede, alla preghiera e alla vicinanza interconfessionale”, nota a Fides suor Carmel, che assiste gli sfollati a Damasco. “Nella estrema sofferenza e sull’esempio dei martiri, come p. Murad o il giovane Sarkis di Maalula, stiamo ritrovando una fede più densa, profonda e unitiva”, afferma la religiosa cattolica. I cristiani sono riluttanti a prendere le armi, anche per difesa, e i leader religiosi continuano a ribadirlo. Ripudiano la logica di un conflitto settario ma, in varie località, si stanno formando piccoli comitati popolari per prevenire le violenze. Accade, ad esempio, nella cosiddetta “Valle dei cristiani” (“Wadi al Nasara”), nella Siria occidentale, storica roccaforte dei cristiani siriani. Nella valle vi sono oltre 50 villaggi cristiani, con 100mila fedeli, cui si sono aggiunti oltre 200mila profughi. Anche questi villaggi subiscono incursioni di gruppi armati. (PA) (Agenzia Fides 1/10/2013)

lunedì 30 settembre 2013

AvvenireNEI has uploaded Assisi aspetta il Papa


Assisi aspetta il Papa
Suor Roberta superiore delle francescane alcantarine spiega come accolgono i pellegrini

Gesuiti in Vietnam

ASIA/VIETNAM - Tre nuovi sacerdoti gesuiti per la missione in Vietnam
Kontum (Agenzia Fides) – La Compagnia di Gesù in Vietnam ha tre nuovi sacerdoti che hanno iniziato da alcune settimane il loro servizio pastorale nel paese. Per la gioia della congregazione e dell’intera comunità cristiana, Tommaso d'Aquino Ta Trung Hai SJ, Joseph Chu Thai Hiep SJ, e Anthony Nguyen Thenh Nguyen SJ hanno ultimato gli anni della loro formazione umana, spirituale e teologica e sono sostai ordinati sacerdoti il 22 agosto 2013. Come riferito a Fides dalla Provincia vietnamita dei Gesuiti, da circa un mese i tre hanno avviato l’attività pastorale, sulle orme di Sant'Ignazio di Loyola “esprimendo il desiderio di dedicare tutta la vita al servizio di Dio e degli altri”, “con generosa dedizione”, come afferma una preghiera del santo.
Nella celebrazione di ordinazione, presieduta da Mons. Michael Hoang Duc Oanh, vescovo della diocesi di Kontum, e concelebrata dal Provinciale gesuita p. Joseph Pham Thanh Liem SJ, sono stati ordinati anche cinque diaconi, sempre gesuiti, alla presenza di oltre 60 sacerdoti e 2.500 fedeli.
Il Vietnam si conferma “terra fertile” per la Compagnia di Gesù: come appreso da Fides, negli ultimi anni le vocazioni della congregazione si sono moltiplicate. Il fulcro della formazione dei gesuiti è lo “Scolasticato San Giuseppe”, a Ho Chi Minh City, istituto che accoglie oltre 50 studenti, e che ogni anno conta oltre 100 nuovi candidati, tutti giovani vietnamiti.
I Gesuiti sono giunti in Vietnam nel 1615 e per 150 anni hanno contribuito in modo determinante a far radicare la Chiesa cattolica nel paese. Dopo diverse vicissitudini, nel 1975, con l’avvento del regime comunista, molti religiosi furono costretti ad abbandonare il paese. Nel 2007, è stata ufficialmente ricostituita la Provincia dei Gesuiti in Vietnam e da allora la fioritura vocazionale è stata costante. (PA) (Agenzia Fides 30/9/2013)