lunedì 17 settembre 2012



Benedetto XVI ha lasciato il Libano dall'aeroporto internazionale di Beirut, e nel suo ultimo discorso, ha voluto ringraziare "particolarmente" i rappresentanti delle comunità musulmane, perché la loro presenza agli incontri pubblici del viaggio, ha contribuito alla sua riuscita. "Il mondo arabo e il mondo intero avranno visto -- ha spiegato il Papa - in questi tempi agitati, dei cristiani e dei musulmani riuniti per celebrare la pace".
"Possa il Libano -- si è augurato Benedetto XVI - continuare ad essere uno spazio in cui gli uomini e le donne vivano in armonia e in pace gli uni con gli altri per offrire al mondo non solo la testimonianza dell'esistenza di Dio, ma ugualmente quella della comunione tr ... More
VATICANO - Benedetto XVI in Libano: "in questa regione che ne ha visto gli atti e raccolto le parole, il Vangelo continui a risuonare come 2000 anni fa e sia vissuto oggi e sempre!"

Beirut (Agenzia Fides) - "Con la consegna di questo documento, iniziano il suo studio e la sua appropriazione da parte di tutti i protagonisti della Chiesa, Pastori, persone consacrate e laici, affinché ciascuno trovi una gioia nuova nel portare avanti la propria missione, essendo incoraggiato e fortificato per attuare il messaggio di comunione e di testimonianza declinato secondo i diversi aspetti umani, dottrinali, ecclesiologici, spirituali e pastorali di questa Esortazione". Con tali parole il Santo Padre Benedetto XVI ha accompagnato la consegna dell'Esortazione Apostolica Post-sinodale "Ecclesia in Medio Oriente" ai Patriarchi cattolici del Medio Oriente, ai Presidenti delle Conferenze Episcopali della Turchia e dell'Iran e ad una rappresentanza di fedeli, al termine della Santa Messa celebrata nel City Center Waterfront di Beirut, la mattina di domenica 16 settembre. Rivolgendosi ai "Cari fratelli e sorelle del Libano e del Medio Oriente", il Pontefice ha auspicato che "questa Esortazione sia una guida per avanzare sulle vie multiformi e complesse dove Cristo vi precede", ed ha concluso: "La comunione fraterna sia un sostegno nella vita quotidiana e il segno della fraternità universale che Gesù, Primogenito di una moltitudine, è venuto ad instaurare! Così, in questa regione che ne ha visto gli atti e raccolto le parole, il Vangelo continui a risuonare come 2000 anni fa e sia vissuto oggi e sempre!".
Nell'omelia della Messa, momento culminante del suo viaggio apostolico, alla presenza di 300 Vescovi, di pellegrini e fedeli da tutto il Medio Oriente, del Presidente della Repubblica del Libano e di altre personalità istituzionali, il Pontefice ha commentato le letture del giorno, dove Gesù "fa capire che chi vuol essere suo discepolo deve accettare di essere servo, come Lui si è fatto Servo". Quindi ha proseguito: "prego particolarmente il Signore di dare a questa regione del Medio Oriente dei servitori della pace e della riconciliazione, perché tutti possano vivere pacificamente e con dignità. E' una testimonianza essenziale che i cristiani debbono dare qui, in collaborazione con tutte le persone di buona volontà. Vi chiamo tutti ad operare per la pace. Ciascuno al proprio livello e là dove si trova".
L'invito a lavorare senza sosta "affinché il nostro amore per Cristo ci conduca poco a poco verso la piena comunione tra di noi" è stato ribadito dal Papa durante l'Incontro ecumenico al Patriarcato Siro-Cattolico di Charfet, nel pomeriggio di domenica 16 settembre, dove ha incontrato i Patriarchi Ortodossi, i rappresentanti delle Confessioni protestanti del Libano ed i Patriarchi cattolici del Libano. "Il nostro incontro di questa sera - ha detto il Pontefice nel suo discorso - è un segno eloquente del nostro desiderio profondo di rispondere all'appello del Signore Gesù: 'Perché tutti siano una sola cosa' (Gv 17,21). In questi tempi instabili ed inclini alla violenza, che conosce la vostra regione, è sempre più urgente che i discepoli di Cristo diano una testimonianza autentica della loro unità, affinché il mondo creda nel suo messaggio d'amore, di pace e di riconciliazione. E' questo messaggio che tutti i cristiani e noi in particolare abbiamo ricevuto la missione di trasmettere al mondo, e che acquista un valore inestimabile nell'attuale contesto del Medio Oriente."
Durante la Cerimonia di congedo dal Libano all'aeroporto internazionale "Rafiq Hariri" di Beirut, il Santo Padre ha detto tra l'altro: "I miei ringraziamenti vanno in particolare all'intero popolo libanese che forma un ricco e bel mosaico e che ha saputo manifestare al Successore di Pietro il proprio entusiasmo, con l'apporto multiforme e specifico di ogni comunità. Ringrazio cordialmente le venerabili Chiese sorelle e le comunità protestanti. Ringrazio particolarmente i rappresentanti delle comunità musulmane. Durante tutto il mio soggiorno, ho potuto constatare quanto la vostra presenza ha contribuito alla riuscita del mio Viaggio. Il mondo arabo e il mondo intero avranno visto, in questi tempi agitati, dei cristiani e dei musulmani riuniti per celebrare la pace." (SL) (Agenzia Fides 17/09/2012)

domenica 16 settembre 2012



"E' tempo che musulmani e cristiani si uniscano per mettere fine alla violenza e le guerre". E' l'appello che Benedetto XVI ha lanciato davanti ai giovani libanesi e di tutto il Medio Oriente, incontrati sabato pomeriggio nel piazzale del Patriarcato maronita, a Bkerkè , sul fianco della collina di Harissa. Tra i 25 mila giovani che hanno partecipato con entusiasmo all'incontro, c'erano infatti molti musulmani, e il Papa si è rivolto anche a loro. "Voi -- ha detto -- siete con i giovani cristiani il futuro di questo meraviglioso paese e del Medio Oriente. Cercate di costruirlo insieme". E quando sarete adulti "continuate a vivere la concordia dell'unità con i cristiani". E' necessario, ha aggiunto Be ... More

venerdì 14 settembre 2012

C'è chi dice No

Elettrodotto, Palmanova dice no   versione testuale
A Roma il Comune chiede approfondimenti su tracciato alternative

Palmanova (giovedì 14 settembre, ore 12.50) - Netto no del Comune di Palmanova al progetto dell’elettrodotto Udine – Redipuglia. La contrarietà dell’amministrazione della città stellata è stata ribadita nella conferenza dei servizi tenutasi ieri a Roma a cui ha partecipato l’assessore Luca Piani confermando la non conformità urbanistica dell’opera e ribadendo la necessità di un approfondimento sulla linea del tracciato e sulle possibili alternative di posa (interrato o parzialmente interrato).
 
“Purtroppo – spiega Piani - la richiesta di attuare una revisione del tracciato per allontanarlo il più possibile dall’abitato di Jalmicco e riportarlo sul tracciato esistente di 220 Kv non è stata accolta, con la motivazione che quel tracciato era stato concordato con la passata amministrazione di Palmanova e che pertanto quello era il momento delle decisioni. Rimane il rammarico per quella scelta che riteniamo penalizzante per Jalmicco e per l’intero territorio comunale e resta il rammarico anche per il rifiuto del Ministero di considerare la terza ipotesi delineata dal consulente della regione per l’utilizzo dell’attuale linea esistente, che sarebbe stata per noi meno impattante”.
 
Il Comune ha chiesto uno specifico impegno con tempistiche certe per la dismissione dell’attuale elettrodotto da 220 kv con la
conseguente eliminazione della servitù di passaggio  e l’utilizzo su tutta la tratta di pali tubolari meno impattanti e mensole isolanti che diminuiscano la fascia di rispetto. Inoltre il Comune di Palmanova ha rilevato l’incongruenza tra l’impegno di Terna a dismettere e demolire i tralicci esistenti della rete RFI e la dichiarazione della stessa RFI di non prevedere l’impegno di spesa per tale dismissione, ma al contrario, di essere intenzionata a cedere l’elettrodotto ad altra società interessata, passaggio che vanificherebbe gli accordi presi tra Terna e RFI per la dismissione degli elettrodotti esistenti, considerati elemento imprescindibile per la realizzazione del nuovo elettrodotto Redipuglia –Udine Ovest.
 
Nella conferenza dei servizi sono stati espressi i pareri positivi dei vari Ministeri e della Regione, pertanto resta ora solo il rilascio dell’intesa da parte della Giunta regionale.
 
“In sede di progetto esecutivo chiederemo un incontro a Terna – conclude Piani – per verificare la possibilità di apportare modifiche che almeno allontanino quanto più possibile i tralicci dalle abitazioni. Come già preannunciato valutiamo la possibilità di un ricorso al TAR da definire assieme agli altri comuni interessati, che solleciteremo opportunamente al più presto”.
 

martedì 11 settembre 2012

Archeologia: scoperta mega cisterna acqua sotto Muro Pianto

      
Risale al Primo Tempio ed era ad uso pubblico
Clicca Qui per saperne di più
ASIA/LIBANO - Il mosaico religioso libanese

Roma (Agenzia Fides) - Il Libano rappresenta la società religiosamente più composita e diversificata del Medio Oriente, con 18 gruppi confessionali riconosciuti ufficialmente. Tra i cristiani, la Chiesa cattolica maronita - che fa risalire le sue origine alla congregazione monastica autoctona fondata dall'asceta siriaco San Marone all'inizio del V secolo - rappresenta la comunità preponderante. Oltre ai maroniti, la cattolicità libanese comprende anche melkiti, siro-cattolici, caldei, cattolici latini, armeno-cattolici. Le altre denominazioni cristiane comprendono i greco- ortodossi, i protestanti e gli appartenenti alle Chiese orientali ortodosse precalcedonesi (che a suo tempo avevano rifiutato alcune definizioni del Concilio di Calcedonia): Chiesa apostolica armena, Chiesa siro-ortodossa, Chiesa assira, Chiesa copta.
Anche in Libano l'Islam conosce la divisione tra sciiti e sunniti, a cui vanno aggiunti i gruppi - di ascendenza sciita, ma eterodossi - degli alawiti e degli ismailiti e i seguaci della religione drusa, setta di derivazione musulmana che ha assorbito elementi gnostico-esoterici. Permane anche una piccola comunità ebraica, con alcune migliaia di membri concentrati nell'area di Beirut.
I rapporti numerici tra le diverse comunità religiose non possono essere definiti con precisione. I libanesi residenti in patria sono circa 4 milioni e 200mila. Ma dal 1932 nessun censimento ufficiale ha tracciato una mappa dettagliata del Libano dal punto di vista religioso, anche per non alimentare tensioni e mettere a rischio l'equilibrio politico fondato sulla distribuzione delle cariche istituzionali su base confessionale. Le stime ufficiose vanno valutate prendendo atto del fatto che molte comunità tendono a sopravvalutare il numero dei propri membri, e che le statistiche demografiche ufficiali non tengono in conto le centinaia di migliaia di rifugiati palestinesi.
Secondo proiezioni ricorrenti, che fanno riferimento anche alle statistiche fornite dall' Intelligence Usa, attualmente i musulmani insieme ai drusi - valutati da soli intorno al 5 per cento - rappresentano circa il sessanta per cento della popolazione libanese, con una prevalenza degli sciiti sui sunniti e i gruppi minori (alawiti, ismailiti) stimati intorno all'1 per cento. I cristiani nel loro insieme raggiungerebbero la percentuale del 40 per cento della popolazione, con i maroniti valutati intorno al 23 per cento del totale.
Secondo le cifre dell'Annuario Statistico della Chiesa, al 31 dicembre 2011 i cattolici in Libano erano 2.148.000, le circoscrizioni ecclesiastiche 24, i Vescovi 53 (al 31/7/2012), i sacerdoti diocesani 840, i sacerdoti religiosi 703, i diaconi permanenti 33, i religiosi non sacerdoti 147, le religiose 2.650, i catechisti 483, i seminaristi minori 62, i seminaristi maggiori 390. La Chiesa gestisce 647 scuole materne e primarie, 229 scuole medie, 31 scuole superiori e università, 358 centri sanitari, di assistenza e beneficenza. (GV) (Agenzia Fides 11/9/2012)

lunedì 10 settembre 2012

"Il cuore di Maria aiuti il nostro a liberarsi dall'indifferenza"   versione testuale
Durante il pellegrinaggio a Madone di Mont anche un ricordo particolare per mons. Battisti

UDINE (8 settembre, oer 17.30) - “Il cuore di Maria sia vicino al nostro e lo aiuti a liberarsi dalle incrostazioni dell’indifferenza e dalle tante forme di idolatria”. È la richiesta che l’arcivescovo di Udine,mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha elavato alla Madone di Mont, a Castelmone, durante il pellegrinaggio diocesano di sabato 8 settembre. Un appuntamento tradizionale e sentito dalle centinaia di pellegrini che si sono ritrovati per la salita a piedi verso il santuario. Un ricordo particolare, quest’anno, è andato a mons. Alfredo Battisti, scomparso il 1 gennaio 2012: “L’anno scorso era qui con noi a concelebrare la Santa Messa – ha spiegato mons. Mazzocato – sappiamo che il pellegrinaggio a Castelmonte è frutto di una sua felice intuizione sbocciata dalla sua profonda fede e dal suo cuore di pastore. In questo momento Mons. Battisti partecipa alla comunione che stiamo vivendo attorno all’altare”.

Rivolgendosi alla Madonna, madre di Gesù, l’arcivescovo ha chiesto una grazia per tutta la Chiesa di Udine: “Maria ci aiuti a rendere più gioiosa e convinta la nostra fede”. “In particolare – ha continuato – preghiamo perché sia più viva e convinta la fede nel cuore di tutti coloro che, in questo tempo, sono educatori dei più piccoli: i genitori, i sacerdoti, i catechisti e animatori, gli insegnanti e i responsabili delle associazioni sportive”. Secondo mons. Mazzocato, “la prima condizione per essere genitori ed educatori cristiani è parlare di ciò a cui profondamente si crede. I figli crederanno a noi se noi crediamo al Signore Gesù non solo a parole e ogni tanto, ma con la vita e con costanza e fedeltà”. Di fatto il pellegrinaggio, quest’anno, è stato anche un momento di preparazione all’imminente inizio dell’Anno della fede che a Udine sarà celebrato, come in tutta la Chiesa, giovedì 11 ottobre in cattedrale. Si tratta di un’iniziativa voluta da Papa Benedetto XVI a ricordo dei cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II e dei vent’anni dalla promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.
 
Al termine della Santa Messa, celebrata alle 17 sul piazzale del santuario e concelebrata da tutti i sacerdoti presenti, c’è stato l’atto di affidamento a Maria con il canto del «Magnificat» e la solenne benedizione conclusiva.
 


sabato 8 settembre 2012

ASIA/CINA - Una piccola sala di preghiera in una casa privata diventa il centro della comunità in una zona sperduta della Mongolia

Nan Jing (Agenzia Fides) - E' stata inaugurata e benedetta di recente una piccola sala di preghiera di 51 mq, costruita nel cortile di una casa privata di una zelante cattolica, che si trova in una zona sperduta della città di Wu Hai, nella Mongolia Interna. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, i fedeli della zona hanno così potuto partecipare per la prima volta alla Messa celebrata in questa nuova sede senza essere costretti a percorrere decine di chilometri, come uno di loro ha confermato con emozione, sostenendo che "questa sala diventerà anche un centro di evangelizzazione". La comunità cattolica, che appartiene alla parrocchia di Hai Bo Wan, è composta ormai da circa cento fedeli, la maggior parte minatori, operai della fabbrica di mattoni, geologi, contadini. Da anni dovevano percorrere decine di chilometri per partecipare alla Messa domenicale, cambiando anche corriere o autobus.
Una di loro, una devota e zelante cattolica, che insieme ad altri fedeli aveva preparato al battesimo 16 catecumeni, fatto ritornare decine di fedeli che si erano allontanati dalla Chiesa, svolgendo anche una intensa attività caritativa e visitando le famiglie, era molto angosciata, in quanto avvertiva sempre di più l'esigenza di avere un luogo fisso di incontro e di preghiera. Dopo un periodo di preghiera e di ricerca di una soluzione, le è venuta l'idea di costruire una sala nel cortile della propria abitazione. Con il consenso del marito, in due mesi e con una spesa di circa 4 mila euro, finalmente è stata ultimata questa sala, benedetta dal parroco che vi ha presieduto per la prima volta la celebrazione eucaristica cui hanno partecipato le suore della parrocchia e un centinaio di fedeli. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/08)

venerdì 7 settembre 2012

Dalla Cimolai di Porto Nogaro
è partito il ponte di Bordeaux


La Travèe Levante: 2.400 tonnellate di acciaio lunghe 120 metri e larghe 45
Ci vorranno 20 di mare (circa 2.700 miglia) perClicca qui arrivare a destinazione
ASIA/PAKISTAN - Rimsha è libera; il suo caso sostiene il riesame della legge sulla blasfemia

Islamabad (Agenzia Fides) - Questa mattina il giudice pakistano Muhammad Azam Khan ha disposto la libertà su cauzione di Rimsha Masih, l'adolescente cristiana arrestata in Pakistan con l'accusa di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano. La quota per la liberazione è stata fissata a 500mila rupie, pari a circa 4500 euro. La richiesta di libertà su cauzione è stata accettata perché le prove sono state giudicate insufficienti a proseguire lo stato di detenzione della minorenne, affetta da disabilità mentale. Il pronunciamento del giudice, dapprima annunciato per le ore 15 locali - quindi dopo la preghiera del Venerdì - è stata poi anticipato a sorpresa.
"La decisione a favore della bimba è positiva per molte ragioni" dichiara all'Agenzia Fides il professor Mobeen Shahid, docente di pensiero e religione islamica presso la Pontificia Università Lateranense. Secondo il professore, "per la prima volta si è riusciti a mostrare con evidenza come la legge sulla blasfemia possa essere manipolata a partire da accuse false. Ciò aiuta la riflessione già in atto su possibili modifiche nelle procedure di applicazione di questa legge". Shadid indica alcuni punti che possono essere oggetto di rettifica: "Prima di accogliere ogni denuncia di blasfemia occorre che i fatti vengano vagliati con rigore attraverso adeguate investigazioni. E anche gli accusatori devono essere tenuti in isolamento, per evitare di istigare reazioni di odio nelle masse, fino a quando l'accusa non è stata provata. Se poi le accuse si rivelano false - e questo viene suggerito anche dagli Ulema - gli accusatori devono essere puniti".
"Il caso di Rimsha - aggiunge a Fides padre Inayat Bernard, condirettore del magazine "The Christian View" di Lahore -, è un'opportunità per riesaminare nel suo insieme l'applicazione della legge sulla blasfemia che tante vittime ha fatto in passato tra le minoranze religiose ma soprattutto fra i musulmani, a causa dei numerosi abusi. La nuova consapevolezza che il caso di Rimsha ha generato nell'opinione pubblica pachistana è un passo avanti e un'opportunità da non perdere per affermare nella società pakistana il rispetto della dignità umana e dei suoi diritti. Come comunità cristiana speriamo che le istituzioni, le forze politiche e le comunità religiose, alla luce di questi ultimi sviluppi, possano convergere nel comune intento di evitare in Pakistan l'uso strumentale della religione". (GV). (Agenzia Fides 7/9/2012).

giovedì 6 settembre 2012

Terex, Cimolai ha fretta: «Operativi entro un mese»


Paola Cimolai (ad del Gruppo): «Dobbiamo rispondere a commesse urgenti» Tra queste le porte del Mose di Venezia. Ci sarà occupazione per 140 persone Clicca Qui
ASIA/CINA - Nella parrocchia di Jiang Yin, della diocesi di Nan Jing, 294 battezzati in otto mesi

Nan Jing (Agenzia Fides) - Nei primi otto mesi del 2012, la parrocchia di Jiang Yin della diocesi di Nan Jing, nella provincia di Jiang Su, ha accolto 294 nuovi membri dopo un lungo cammino di preparazione e di catechesi. Secondo quanto riferisce all'Agenzia Fides Faith dell'He Bei, oltre 400 catecumeni hanno seguito gli incontri di catechismo, e di loro 294 sono stati battezzati. Il responsabile della parrocchia ha sottolineato: "in attesa dell'Anno della Fede, continuiamo a promuovere l'evangelizzazione". Dal 2006 questa parrocchia ha cominciato ad organizzare un Corso per i laici sull'evangelizzazione, che oltre a sensibilizzare i fedeli sulla necessità di contribuire alla missione, intende anche formare i laici sui contenuti della fede e sul metodo più adeguato per rispondere alle esigenze missionarie. La parrocchia inoltre utilizza anche i mezzi più moderni per coinvolgere le persone nella vita parrocchiale e nell'impegno missionario, come contatti sms o via web, senza trascurare la visita alle famiglie. Oggi la diocesi di Nan Jing (Nanchino) conta oltre 100 mila fedeli, una ventina di sacerdoti, una quarantina di suore, 11 chiese e 80 stazioni missionarie. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/06)

Clicca Qui   Dopo le serie dedicate a "Fede e spettacolo" e "Suoni dalle missioni", presentiamo un gruppo di brevi clip prodotte da Nova-T che raccontano, con suoni e immagini, situazioni di vita quotidiana nei quattro angoli del mondo. Nel primo video, ci si immerge nell'atmosfera caotica e sovraffollata di una strada di Guinayangan, remota città delle Filippine: bambini guidano risciò gialli e grigi, in mezzo ai rumori dei motori e dei clacson.

La clip è tratta dal dvd "Il mondo di Barbara Micarelli". Nova-T realizza siti web, documentari per la televisione e web-documentari, fiction e cartoni animati. La serie di clip, che qui presentiamo su gentile concessione di Nova-T, fa parte della serie "Good Noise", rumori e suoni "buoni" dal mondo, che comprende vari dvd, tutti disponibili su richiesta a Nova-T (www.nova-t.it, oppure tel. 011.8991400), o nelle migliori librerie cattoliche. More

martedì 4 settembre 2012

ASIA/PAKISTAN - Dopo il caso di Rimsha, la sfida della legge sulla blasfemia

Islamabad (Agenzia Fides) - Il caso di Rimsha Masih, bambina cattolica accusata di blasfemia, sta avendo un'ampia copertura sui mass media, statali e privati, in Pakistan. E' molto presente anche sulla stampa in urdu, notoriamente più legata ad ambienti islamici conservatori. "Il caso di Rimsha ha dato a leader cristiani e musulmani, opinon makers, intellettuali, leader di Ong, l'occasione di spiegare le dinamiche malvage e l'abuso che viene perpetrato riguardo alla legge sulla blasfemia. Tutto ciò sta generando una nuova consapevolezza nell'opinione pubblica pakistana, che potrebbe portare a una revisione o modifica della legge" nota all'Agenzia Fides p. John Shakir Nadeem, Direttore di "Radio Veritas" in urdu e Segretario della Commissione per le Comunicazioni Sociali, della Conferenza Episcopale del Pakistan. Secondo p. Shakir Nadeem, "tutti si stanno convincendo che l'abuso della legge sulla blasfemia deve essere fermato. Questo è già un grande passo avanti. Si inizia a dire che il governo potrà istituire una Commissione speciale per riesaminare la legge e trovare soluzioni per fermarne gli abusi, soprattutto nel senso di punire quanti la utilizzano con false accuse, come nel caso di Rimsha". In questo dibattito ci sono però anche implicazioni politiche: "Certo, si tratta di un tasto molto delicato, e credo sarà un processo a lunga scadenza, che non penso possa avvenire prima delle elezioni generali del prossimo anno", aggiunge p. Nadeem. (PA) (Agenzia Fides 4/9/2012)

lunedì 3 settembre 2012

Martini, l'abbraccio di Milano al cardinale
Il Papa: pastore generoso

Folla in Duomo per l'ultimo saluto. Il cardinale Comastri: è figlio della Chiesa non sia usato contro

Rimsha:un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan

ASIA/PAKISTAN - Rimsha, "agnello condotto al macello, salva per grazia di Dio"

Islamabad (Agenzia Fides) - "Il caso di blasfemia, di cui è accusata la bambina cattolica Rimsha Masih, è stato manipolato dall'imam della moschea, Khalid Jadoon, che è stato arrestato. Tale atto inumano di accusa ora è stato spiegato. Sono sicuro che sarà fatta giustizia e Rimsha sarà rilasciata, per grazia di Dio. Rimsha è stata coinvolta come un piccolo agnello da macellare e sarà dimostrato che è una vittima del tutto innocente": è quanto dice all'Agenzia Fides p. James Channan OP, Direttore del "Peace Center" di Lahore, illustrando gli ultimi clamorosi sviluppi sul caso di Rimsha Masih. La polizia ha infatti arrestato l'imam Khalid Jadoon con l'accusa di aver fabbricato prove per accusare Rimsha Masih di aver commesso blasfemia. L'arresto è basato sulla deposizione di un testimone oculare musulmano, Hafiz Zubair, che coraggiosamente ha accusato l'imam.
"Il caso di Rimsha - spiega p. James - è davvero un banco di prova di come la minoranza cristiana sia falsamente accusata tramite questa controversa legge sulla blasfemia. Spero che sia fatta giustizia per tutte le vittime innocenti, e auspico che quanti formulano false accuse siano puniti".
Ieri, domenica 2 settembre, p. James Channan OP, p. Pascal Paulus OP, Provinciale dell'Ordine domenicano in Pakistan, P. Francis Nadeem OFM Cap, hanno celebrato una Santa Messa nella chiesa di San Giuseppe a Lahore con l'intenzione di preghiera per il rilascio di Rimsha. I circa mille fedeli intervenuti hanno anche osservato un giorno di digiuno. P. Pascal Paulus ha detto ai fedeli: "In queste circostanze dobbiamo essere saldi nella fede, pregare perché venga meno l'odio e si costruiscano amore e fratellanza nel nostro paese". P. Francis Nadeem, presidente del "Consiglio nazionale per il Dialgo interreligioso", ha ribadito "la fiducia in Dio Onnipotente che consola i cristiani durante persecuzioni e sofferenze". Dopo la celebrazione, molti fedeli musulmani hanno espresso solidarietà e sostegno alla comunità cristiana. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)

top ^

ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: "Con la verità su Rimsha, tutto il Pakistan ne guadagna"

Islamabad (Agenzia Fides) - "Appurare la verità sul caso di Rimsha Masih, e sulle false accuse, è un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan: sarà un beneficio per la democrazia, per la giustizia, per il rispetto della legalità e dei diritti di tutti i cittadini. False accuse di blasfemia, infatti, hanno colpito le minoranze religiose ma anche centinaia di cittadini musulmani": è quanto dichiara all'Agenzia Fides p. Emmanuel Yousaf, Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale del Pakistan, esprimendo, a nome di tutto l'Episcopato cattolico, "soddisfazione e speranza perché la verità e il bene vincano nella triste vicenda della piccola Rimsha".
P. Yousaf è stato presente questa mattina, 3 settembre, all'udienza nel Tribunale di Islamabad che tratta il caso e informa Fides che la Corte si è aggiornata a venerdì 7 settembre. "Siamo convinti - spiega - che venerdì Rimsha sarà libera. Il suo rilascio sarà una vittoria della verità ma sarà anche una vittoria per tutta la nazione. Il caso di Rimsha diverrà un caso esemplare: da tempo, infatti, i Vescovi e le minoranze religiose, i difensori dei diritti umani, segnalavano gli abusi di tale legge sulla blasfemia. Ora questa distorsione è sotto gli occhi di tutti".
Il Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" nota che "non vi sono state manifestazioni di radicali islamici contro Rimsha o in difesa dell'imam arrestato. Anzi, importanti leader islamici come Tahir Ashrafi, del 'All Pakistan Ulema Council', hanno difeso Rimsha e denunciato gli abusi della legge sulla blasfemia, condannando pubblicamente l'imam e chiedendo che sia punito". Il mufti Naeem della moschea "Jamea Bin Nooria" di Karachi ha perfino espresso la disponibilità ad "accogliere ed accudire Rimsha e la sua famiglia", come gesto di solidarietà interreligiosa.
Come riferito a Fides, per dare un risalto nazionale, giuridico e culturale, alla vicenda di Rimsha e renderla un monito per tutti, l'avvocato cattolico Kahalil Tahir Sindhu ha chiesto che i 17 giudici della Corte Suprema del Pakistan emettano un pronunciamento "suo moto" (di propria iniziativa) ribadendo i punti nodali del caso. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)